Olio extravergine o vergine: differenze tra vari tipi di olio d’oliva

olio arganSugli scaffali del supermercato troviamo oli di vario genere e prezzo e ciò vale anche per il più comune e noto: l’olio d’oliva. Esso viene venduto sotto diverse denominazioni, a seconda di quanto è pregiato, del metodo di raccolta e spremitura e delle sue caratteristiche organolettiche, cioè colore, odore e sapore, nonché del suo grado di acidità. Un grado di acidità molto basso indica infatti che siamo in presenza di un olio più pregiato di altri e la sua indicazionene facilita la classificazione merceologica. Impariamo allora a distinguerli e a scegliere l’olio migliore da portare in tavola.

Gli oli d’oliva in commercio sono suddividi in quattro categorie:

1. Olio d’oliva extravergine

È tra gli oli d’oliva quello con il minore grado di acidità. Essa infatti non supera mai l’1%. Il suo gusto si definisce perfettissimo poiché è assolutamente vietato che ad esso vengano mescolati oli o miscele di altra origine. La sua lavorazione, dal lavaggio alla centrifugazione, avviene in maniera che le condizioni termiche non causino nell’olio alterazioni di alcun tipo.

2. Olio d’oliva vergine

L’olio d’oliva vergine è di qualità inferiore rispetto all’olio extravergine. Il suo grado di acidità è maggiore, anche se non superiore al 2%, e il suo gusto viene definito perfetto. Nella sua commercializzazione viene spesso denominato “fino”, per distinguerlo dall’extravergine.

3. Olio d’oliva

L’olio venduto come olio d’oliva è in realtà il risultato di una miscela di olio d’oliva extravergine, olio d’oliva vergine e altri oli d’oliva che hanno però subito processi di raffinazione, pur mantenendo il loro gusto perfetto. Viene escluso dalla miscela l’olio d’oliva vergine lampante, che viene classificato come dal gusto imperfetto. L’acidità dell’olio d’oliva non eccede l’1,5%.

4. Olio di sansa d’oliva

È il meno pregiato tra gli oli d’oliva in commercio. Si ottiene da una miscela composta da oli di sansa d’oliva trattati mediante l’utilizzo di solventi e da oli d’oliva vergini. La sua acidità non supera l’1,5%.

Tra di essi l’olio migliore, su cui sarebbe meglio far ricadere la vostra scelta è sicuramente l’olio extravergine d’oliva, poiché è l’unico ad essere ottenuto con tutti gli accorgimenti che permettono che il perfetto equilibrio del suo contenuto di acidi grassi saturi e polinsaturi non venga alterato. L’olio extravergine d’oliva è inoltre indicato per la prevenzione degli ictus e come toccasana contro i tumori, nonché come elisir di lunga vita.

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Quanto tempo mi rimane da vivere? E se ho pochissimo tempo?

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-christmas-blues-natale-sei-triste-felice-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecTi è stato appena detto che la malattia che ti ha colpito ha la peggiore delle caratteristiche: è incurabile. La prima domanda che, ora e per i prossimi giorni, continuerà a risuonarti in testa è…

Quanto tempo mi rimane da vivere?

Questa è forse la più dolorosa domanda che un medico si può sentire rivolgere. Una volta che la malattia viene denominata “terminale”, nessuno – neanche il miglior medico al mondo – può ovviamente prevedere con certezza quando sopraggiungerà la morte, né se questa arriverà davvero nel 100% dei casi. In campo medico può capitare di prevedere tre mesi di vita a pazienti che invece poi vivono per anni e viceversa. Anche se ciò avviene raramente, nulla vieta che i medici si siano sbagliati o che la malattia definita “incurabile”, possa effettivamente invertire la sua rotta per cause che la medicina non riesce ancora a spiegare. Rimane comunque una domanda assolutamente normale, ma a cui è oggettivamente molto difficile rispondere, soprattutto quando il paziente vorrebbe avere una risposta precisa e netta, per “pianificare” il tempo che gli rimane e sistemare le sue cose.

Non sono un numero

Il tuo medico non sarà in grado di darti una risposta esatta a questa domanda e questo avviene perché ognuno è diverso e nessuno può dire esattamente per quanto tempo vivrai. Puoi comunque chiedere, spiegando al medico che ovviamente non ti aspetti che la sua risposta sia completamente accurata. Il tuo medico – soprattutto se ha molta esperienza – dovrebbe essere in grado di darti un tempo stimato, in base a quanto tempo hanno vissuto altre persone con il tuo tipo e stadio di malattia. Potrebbe non darti un tempo preciso, bensì un arco temporale (ad esempio tra quattro e cinque mesi). Oppure potrebbe dirti qualcosa sul tipo “Con la sua malattia, a 5 anni dalla diagnosi è vivo il 10% dei pazienti”, il che significa che – tra 5 anni esatti – su 100 pazienti che hanno ricevuto la tua stessa diagnosi, 90 saranno purtroppo deceduti. Ricorda che la risposta del tuo medico è una stima basata su statistiche, ma che tu sei un essere umano e non un numero ed il tempo effettivo potrebbe essere più breve (ma anche più lungo) di quanto una o più ricerche possano dire. Certamente è più facile per un medico stimare un possibile arco temporale se sei già in cura da lui da tempo e conosce bene la tua anamnesi e lo stato di salute del tuo corpo: se ti vede per la prima volta è più difficile per un medico fare delle previsioni attendibili.

Ho pochissimo tempo…

E se il tuo medico ti ha detto che ti rimane un tempo molto breve, ad esempio alcune settimana di vita? Già ricevere una diagnosi di malattia terminale è drammatico, ma sentire che il tempo che rimane è molto ridotto rischia di essere il trauma che ci stende del tutto. Si tratta di un vero e proprio momento di shock nello shock. E’ un momento di totale disorientamento, dove però sarà necessario mantenere il sangue freddo per prendere alcune decisioni dolorose ma necessarie, come fare testamento e parlare ai propri famigliari (ad esempio ai propri figli, soprattutto se molto piccoli). E’ importante chiedere al medico come potrebbe evolvere la malattia ed il tuo corpo nelle settimane che seguono. Nella malattie terminali, come ad esempio un cancro al pancreas incurabile, in genere il corpo si indebolisce gradatamente, si perde l’appetito, si dimagrisce e – quando l’organismo si starà per spegnere – potresti non avere la forza per alzarti dal letto e di essere autonomo: sarà quindi importante pensare ora a chi potrebbe accudirti in quei momenti. Molte persone temono inoltre di provare molto dolore quando moriranno e ciò è possibile: i tuoi medici e infermieri però si concentreranno sul mantenerti il più possibile a tuo agio e facendoti provare la minor quantità di dolore possibile. Potresti a tal proposito informarti ora su medici anestetisti che possano seguirti nella terapia del dolore. In questi momenti drammatici potresti avere un aiuto importante da famigliari, amici, figure religiose (ad esempio il parroco della chiesa che eventualmente frequenti) e psicoterapeuti. Chi sta per morire attraversa delle tipiche fasi ed a tal proposito ti invito a leggere: Sto per morire: le 7 fasi di elaborazione del dolore e della morte

Se a te o ad un tuo caro è stata diagnosticata una malattia terminale e credi di non riuscire a gestire da solo o da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui, ti aiuterò ad affrontare questo difficile momento.

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Le 10 cose da non dire ad una donna al primo appuntamento

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Proprietà MAGNESIO DEPRESSIONE ANSIA STRESS UMORE CIBI RICCHI Roma Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Perdere  Donna Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe BotulinoIn questa guida, passo dopo passo, illustrerò 10 frasi per farla scappare. Il primo appuntamento con una donna è fondamentale per poter capire se si può dare inizio ad una storia oppure no. Queste frasi che dirò di seguito sono da evitare, altrimenti si rischia di bruciare tutto in partenza e di allontanare una donna.

1) Ho bisogno di tempo

Anche essere temporeggiatori non è molto gradito alle donne. Infatti, una donna, non appena sentirà questo tipo di frase, si allontanerà di sicuro, perché questo bisogno di tempo lo interpreta come un periodo infinito che non porterà da nessuna parte.

2) Esco ora da una storia lunga

Un uomo mollato da poco risulta essere fra le categorie più detestate dalle donne. Infatti, dopo diversi anni di relazione, lui tenderà ad attaccarsi sin da subito alla nuova donna, non essendo più abituato alla solitudine. Questa frase la farà sicuramente scappare, perché a lei non piacciono coloro che sono molto appiccicosi.

3) Non sono pronto per una relazione

Si tratta di un’altra frase a dir poco perfetta per farla scappare. In poche parole un modo per illuderla, visto che prima la si riempe di attenzioni e di premure. Però, non appena la relazione dovrebbe fare quello che è il salto di qualità, ci si ritiene non pronti per questo ed inesorabilmente lei deciderà di troncare il tutto.

4) Sono innamorato di un’altra

Dire ad una donna che le si vuole bene e che al tempo stesso si è innamorati di un’altra è sicuramente un ottimo modo per farla scappare e senza alcuna possibilità che lei possa tornare sui suoi passi. Un errore a dir poco imperdonabile ed al quale non esiste rimedio.

5) Ti amo..di bene

Questa è una delle classiche frasi che farebbero scappare inevitabilmente una donna. Non ha nemmeno bisogno di troppe spiegazioni, in quanto il suo significato risulta essere sin troppo chiaro, tenuto conto che è praticamente la tomba di tutte le speranze.

6) Ti vedo come una sorella

Un’altra frase idonea per farla scappare, in particolar modo se lei ha una sorella con la quale non ha un buon rapporto. Se magari una donna si aspettava l’inizio di una storia vera e propria, in questo modo proverà sicuramente una forte delusione.

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7) La persona giusta al momento sbagliato

Pronunciare una frase di questo tipo, magari dopo una cena a lume di candela ferirà sicuramente una donna che vorrà allontanarsi quanto prima, tenuto conto che prima di questa cena pensava che ci sarebbe stato l’inizio di una storia con colui che riteneva il tipo giusto.

8) Ho paura di perdere la tua amicizia

L’esperienza dimostra che è praticamente impossibile mantenere un rapporto di amicizia con una donna che avrebbe invece desiderato una storia. Manifestare questo tipo di timore a lei non farà altro che deluderla e farla scappare a gambe levate.

9) Scusami, devi aver capito male

Dopo mesi e mesi di messaggi sul telefono caratterizzati da frasi d’amore irripetibili, se non si è intenzionati a proseguire il rapporto in una storia d’amore vera e propria, l’espressione “Scusami, devi aver capito male” è proprio l’ideale per far fuggire una donna.

10) Ti vesti sempre così?

Al primo appuntamento, una frase di questo tipo offenderebbe e farebbe sentire in forte imbarazzo la donna che si ha di fronte, perché significherebbe dirle apertamente che il suo abbigliamento è scadente e che non è adeguato al tipo di incontro.

 

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Medicina Narrativa: cos’è, a cosa serve, quando si usa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MEDICINA NARRATIVA COSE COSA SERVE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgNegli ultimi anni ho imparato a curare molti miei pazienti – affetti da disturbi d’ansia e da dipendenze – senza l’ausilio farmacologico, dal momento che la maggior parte dei farmaci usati in questi casi crea dipendenza e tende a dare un sollievo soltanto temporaneo al paziente, facendolo ripiombare nel baratro al termine dell’assunzione. La potente arma che mi ha permesso in tanti anni di curare i problemi psicologici di molti miei pazienti senza l’ausilio farmacologico è una branca della medicina che studio ed applico da molti anni ma ancora poco nota in Italia, anche se già molto conosciuta negli Stati Uniti: la Medicina Narrativa.

Cos’è la Medicina Narrativa”?

Con “Medicina Narrativa” (in inglese “Narrative Medicine”) si intende una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata sulla narrazione – da parte del paziente – delle problematiche alla base della malattia stessa o del trauma che ha subito. Tale narrazione permette la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato. La narrazione del paziente e di chi se ne prende cura è un elemento imprescindibile della medicina contemporanea, fondata sulla partecipazione attiva dei pazienti: le persone, attraverso le loro storie, diventano loro stesse protagoniste del loro processo di cura.

Dal “curare” a “prendersi cura” del paziente

I traumi e le malattie sono ciò che vive e racconta il paziente, non soltanto segni, sintomi, radiografie e numeri di laboratorio. Ogni caso ha la sua storia: narrarla è terapeutico per il paziente, ascoltarla significa – per il medico – passare dal curare al prendersi cura della persona sofferente. La medicina narrativa è nata per valorizzare il vissuto dei malati e dei traumatizzati, non considerando più la patologia o il trauma un semplice fatto biomedico. Il paziente non è più “un numero a cui dare farmaci”, ma diventa una persona con un vissuto che va ascoltata e capita, ed una persona ascoltata e capita ha molte più possibilità di guarire, specie quando la patologia ha una forte componente psicologica ed emotiva.

Quali sono le metodologie utilizzate?

Il mio personale approccio medico-narrativo fa riferimento a differenti metodologie analitiche, diagnostiche e terapeutiche derivanti da diversi ambiti disciplinari:

  • Narratologico (letteratura)
  • Fenomenologico-ermeneutico (filosofia)
  • Psicoterapeutico (psicologia)
  • Psicopedagogico (scienze umane)
  • Neurologico-psichiatrico (medicina)
  • Socio-antropologico (scienze sociali)

Come si svolge una terapia in Medicina Narrativa?

Una terapia che usi il mio approccio medico-narrativo, si svolge tipicamente con una serie di colloqui, solitamente uno a settimana, in cui si lascia libero il paziente di spiegare il proprio problema e le modalità che lo hanno portato ad averlo. Io medico ho il ruolo di contenere la dimensione del racconto, finalizzandolo ad un risvolto operativo nelle cure, senza però mai forzare il paziente, bensì aiutando quest’ultimo – tramite opportune domande – ad arrivare al nucleo del problema ed affrontarlo. Seduta dopo seduta il paziente riuscirà quindi a capire quali sono i nodi fondamentali che lo hanno portato ad avere il suo problema o la sua dipendenza e gli permetterà di affrontarlo, con il mio aiuto.

Per quali patologie si usa l’approccio medico-narrativo?

Questo tipo di approccio medico può essere usato per molte condizioni e patologie in cui è presente una importante componente emotiva e psicologica, come ad esempio: disturbi del comportamento alimentare (come anoressia nervosa e bulimia), elaborazione del lutto, vigoressia, disturbi di personalità, anaffettività, depressione, dipendenza affettiva, sindrome da abbandono, malattie terminali, bassa autostima, mental couching, crescita sociale, professionale e sportiva, sindrome di hikikomori, dipendenze da sostanze (alcol, fumo, droghe), dipendenze comportamentali (in particolare gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo e masturbazione compulsiva), superare una delusione amorosa, aborto spontaneo, paraplegia e tetraplegia, malattie neurodegenerative, sindrome del cuore infranto e dipendenza da pornografia. Ad ogni modo l’approccio medico-narrativo non solo è utile per affrontare in modo migliore condizioni e patologie di interesse psicologico e psichiatrico, ma migliora le possibilità di cura e la qualità della vita del paziente in virtualmente qualsiasi malattia esistente.

Ascoltare la storia di malattia non è solo un atto terapeutico, ma è dare dignità alla voce del malato.

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Differenza tra anemia ed anemia mediterranea (talassemia)

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Cos’è l’anemia?

L’anemia è una condizione caratterizzata da calo di emoglobina nel sangue (l’emoglobina è la sostanza dei globuli rossi che trasporta ossigeno ai tessuti). Esistono moltissimi tipi diversi di anemia ed ognuna ha una causa specifica, ad esempio:

  • l’anemia aplastica è dovuta ad un difetto del midollo osseo che non produce abbastanza globuli rossi;
  • l’anemia megaloblastica è dovuta al fatto che il midollo produce sì globuli rossi, ma immaturi;
  • l’anemia sideropenica è dovuta alla carenza di ferro nell’organismo (il ferro è uno dei principali ingredienti dell’emoglobina);
  • l’anemia falciforme è dovuta ad un difetto di costruzione dell’emoglobina che fa assumere ai globuli rossi una forma di falce, la quale li fa “incastrare” e bloccare nel capillari.

L’anemia può anche essere causata da sanguinamento prolungato (come nel caso di chi soffre di emofilia) o da distruzione accelerata dei globuli rossi per difetti della milza e terapie farmacologiche.

Cos’è l’anemia mediterranea (talassemia)?

L’anemia mediterranea (anche chiamata “beta talassemia” in quanto si verifica una ridotta sintesi delle catene beta; denominata anche anemia di Cooley o semplicemente “talassemia”) è un tipo particolare di anemia, frequente nelle zone mediterranee, ed è una patologia a trasmissione ereditaria che si manifesta solo se si ricevono gli alleli mutati da entrambi i genitori. Chi presenta un solo allele mutato è microcitemico, non ha problemi di salute ma i suoi globuli rossi sono generalmente più piccoli della norma. La talassemia causa una riduzione della sintesi dell’emoglobina, con conseguente anemia ipocromica, cioè con globuli rossi poco colorati. Ci sono due varianti della talassemia; quella meno grave può essere asintomatica o solo lievemente sintomatica e non richiede alcuna cura, quella più grave può richiedere trasfusioni di sangue, somministrazione di emoglobina sintetica, rimozione chirurgica della milza e trapianto di cellule staminali ematopoietiche (cioè creatrici di globuli rossi).

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Quante persone vivono a Roma, a Milano in Italia, in Europa e nel mondo?

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A Milano vivono 1 368 590 (dati Comune di Milano); la densità abitativa è 1939 abitanti per km².

In Italia la popolazione è di 60 milioni 656 mila residenti (dati ISTAT 2016); gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (+39 mila unità rispetto all’anno precedente). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti rispetto all’anno precedente.

Secondo i dati delle Nazione Unite, nel 2007 la popolazione dell’Europa ammontava a circa 731 milioni di abitanti, saliti a 738.200.000 abitanti nel 2010 (dati ONU) e 743,1 milioni nel 2015.

Attualmente (marzo 2017) la popolazione mondiale ammonta a circa 7 miliardi e mezzo di persone, più precisamente 7.507.088.343, secondo il sito con statistiche in tempo reale consultabile su: Worldometers.info.

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Differenza tra pacemaker e bypass

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Il bypass aorto-coronarico serve invece a portare il sangue nei territori cardiaci che ne ricevono poco a causa delle ostruzioni coronariche, situazione tipica dell’infarto del miocardio.

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Abbronzatura rapida e duratura: consigli per prendere il sole

dieci consigli per una abbronzatura sana e senza rischi no tumore cancro pelle melanoma neoPer una abbronzatura perfetta, rapida e duratura ma senza rischi per la salute, segui questi pratici consigli:

  1. Posizione rispetto ai raggi solari. Quando vi esponete al sole fate attenzione alla posizione che assumete: quando è mezzogiorno ed il sole è alto nel cielo, la posizione sdraiata è la migliore per abbronzarsi, mentre quando il sole comincia a scendere verso l’orizzonte è da preferire la posizione seduta o eretta, il che significa che vi abbronzerete più rapidamente se in queste ore vi dedicate a una bella passeggiata piuttosto che stare fermi sul lettino.
  2. Alimentazione: un aiuto alla tintarella deriva sicuramente dal cibo consumato. Da prediligere quegli alimenti ricchi di betacarotene, come le carote, i pomodori, la zucca gialla, il cocomero, i meloni, le ciliege e le fragole, senza trascurare verdure come la lattuga, la cicoria, l’insalata o ortaggi come i peperoni e i cavoli. Se non amate particolarmente la frutta e le verdure, potete arricchire la vostra dieta mangiando 50 grammi di formaggio al giorno, formaggi come il parmigiano reggiano, il grana padano, il caciocavallo o il pecorino, oppure consumare patate dolci americane . Chiaramente a un’alimentazione equilibrata deve essere associata anche una corretta idratazione, quindi non dimenticate mai di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  3. Scrub. Per abbronzarsi velocemente ed evitare danni è importante preparare la nostra pelle alla tintarella, liberando i pori della pelle praticando uno scrub delicato ma profondo almeno una volta ogni due settimane in modo tale da rimuovere le cellule morte e permettere alla pelle di “respirare”. Potete fare lo scrub direttamente sotto la doccia, preferibilmente con prodotti naturali (anche il solo bicarbonato spalmato sul corpo con movimenti rotatori) e non dimenticate mai di usare una buona crema idratante (o un olio di mandorla) in modo da nutrire la pelle in profondità.
  4. Cambiare posizione. Cambiare spesso posizione durante l’esposizione, vi assicura di evitare l’abbronzatura “a chiazze” e vi donerò un colore il più possibile uniforme. Evitate quindi di addormentarvi sotto il sole, anche per evitare le scottature. Se avete sonno e state sdraiati, mettete una sveglia sul cellulare impostata a 10 minuti, per evitare esposizioni troppo lunghe nella stessa posizione.
  5. Orario e mesi più caldi. Le ore in cui i raggi solari sono più forti sono dalle 11 alle 14 dei mesi di luglio ed agosto, anche se ovviamente è preferibile evitare l’esposizione in questo lasso di tempo per evitare danni alla pelle, specie se è il primo sole che si prende e se non si usa una adeguata protezione solare.
  6. No olio, si protezione. Quando vi esponete al sole le prime volte, se volete una abbronzatura che sia soprattutto duratura, cercate di non utilizzare prodotti troppo “aggressivi” e che non assicurano un giusto livello di protezione. Evitate quindi i miscugli di oli che promettono una super-abbronzatura in tempi rapidissimi e affidatevi piuttosto a prodotti che garantiscono una protezione adeguata. A tal proposito si consiglia di usare almeno all’inizio una protezione alta, almeno 20-30 spf con filtro sia UVA che UVB in modo tale da abituare l’epidermide all’esposizione al sole. Fate attenzione nello scegliere una crema che sia adatta al vostro tipo di pelle e ricordatevi sempre di idratarvi dopo l’esposizione. Lasciate a casa l’olio di oliva che regala si una pelle bella nera in tempi rapidi ma comporta anche un rischio elevato di scottature.
  7. Raffreddatevi. Per riuscire ad abbronzarvi più a lungo, ogni tanto alzatevi e passate acqua fredda sulla testa, sui polsi e sulle caviglie; inoltre bevete molta acqua tiepida.
  8. Integratori. Per abbronzarvi velocemente potete ricorrere agli integratori di betacarotene, i multivitaminici, gli integratori con minerali, che aiuteranno la pelle ad assumere un bel colorito più rapidamente.

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