Differenza tra anticorpo ed autoanticorpo

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA SANGUE ANALISI LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCIUn autoanticorpo (in inglese autoantibody) è un’immunoglobulina (un anticorpo) che ha come bersaglio una o più sostanze proprie dell’organismo stesso.

Un anticorpo “normale” (in inglese antibody) ha invece come bersaglio antigenico un agente esterno “non self”, che può essere:

  • un patogeno (batteri, virus, parassiti ecc.);
  • un non-patogeno (allergeni).

Quindi mentre l’anticorpo “normale” lavora per difenderci da alcune patologie ed attacca solo materiale che riconosce come non appartenente al corpo, l’autoanticorpo è invece un anticorpo difettoso e diretto contro il “self”, cioè attacca tessuti del nostro stesso organismo che non dovrebbe attaccare, andando a determinare esso stesso patologie dette “autoimmunitarie”.

Gli autoanticorpi sono in genere di classe IgG o IgM. Non tutti gli autoanticorpi sono patogenetici, ovvero causa diretta di malattia autoimmunitaria.

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Differenza tra coronarie e arterie: miocardio e circolazione coronarica

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA CORONARIE ARTERIE DESTRA SINISTRA CIRCOLAZIONE CORONARICA INFARTO MIOCARDIO.jpgLe arterie sono i vasi sanguigni che trasportano il sangue in allontanamento dal cuore:

  • il sangue ossigenato lascia il ventricolo sinistro del cuore e – tramite l’arteria aorta e le sue diramazioni – raggiunge tutti gli organi del corpo:
  • il sangue poco ossigenato lascia il ventricolo destro del cuore e raggiunge i polmoni tramite le arterie polmonari.

Le coronarie sono un gruppo di arterie estremamente importanti, che trasportano il sangue al miocardio, cioè il muscolo cardiaco. Una interruzione parziale o totale di una o più di queste arterie, può determinare infarto del miocardio. Pur con variabilità individuali, in generale si individuano 2 vasi arteriosi principali:

  • Arteria coronaria destra
  • Arteria coronaria sinistra

Entrambe hanno origine nel primo tratto dell’aorta, appena sopra la valvola aortica. Più precisamente l’arteria coronaria sinistra si origina dal seno aortico sinistro, mentre l’arteria coronaria destra dal seno aortico destro.

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L’arteria coronaria sinistra si divide in arteria interventricolare anteriore, detta anche arteria discendente anteriore, e arteria circonflessa. La coronarica sinistra va ad irrorare:

  • atrio sinistro;
  • ventricolo sinistro (la maggior parte e il margine ottuso);
  • parte del ventricolo destro;
  • parte anteriore del setto; dopo la sua origine dal seno aortico sinistro, decorre in basso coperta dal tronco polmonare, dopo l’interventricolare.

L’arteria coronaria si divide in arteria infundibolare, rami atriali, rami ventricolari, rami atrioventricolari, arteria del nodo atrioventricolare ed arteria interventricolare posteriore.

La coronarica destra va ad irrorare:

  • atrio destro;
  • ventricolo destro (maggior parte e margine acuto);
  • parte più posteriore del ventricolo sinistro;
  • parte posteriore del setto interventricolare.

La differenza tra coronarie ed arteria è che le prime sono semplicemente un gruppo di arterie che permette la circolazione coronarica (del miocardio).

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Differenza tra midollo spinale e allungato

Il termine midollo si riferisce ad un tessuto o ad un organo contenuto all`interno di una cavità, di solito di natura ossea, che funge nei suoi confronti da struttura di protezione rispetto all’ambiente circostante. Nel corpo umano sono presenti tre tipi di midollo: il midollo osseo, quello spinale e quello allungato.

Il midollo osseo

Il midollo osseo è un tessuto molle che occupa i canali delle ossa lunghe (ad esempio il femore) e la fascia centrale delle ossa piatte (ad esempio le ossa del bacino) e la sua funzione principale è quella della produzione e maturazione delle cellule del sangue, cioè eritrociti (globuli rossi), leucociti (globuli bianchi) e trombociti (piastrine). Nell’anatomia umana possiamo riconoscere due tipi di midollo osseo: il midollo osseo rosso (costituito principalmente da tessuto mieloide, la maggioranza del midollo presente alla nascita) ed il midollo osseo giallo (costituito soprattutto da tessuto adiposo che ne determina il colore). Esiste anche una terza tipologia, tipica dell’anziano: il midollo gelatinoso. Per approfondire, leggi: A cosa serve il midollo osseo?

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Il midollo allungato è la parte più bassa del tronco encefalico e collega il ponte con il midollo spinale

Midollo allungato

Il midollo allungato, chiamato anche bulbo, oblongata o mielencefalo, è la parte più in basso del tronco encefalico (anche chiamato “tronco cerebrale”, composto anche dal ponte e dal mesencefalo). Il midollo allungato collega quindi il ponte (posizionato più in alto) ed il midollo spinale (posizionato più in basso). Attraverso il midollo allungato passano le informazioni inerenti al gusto, al tatto e principalmente all’udito. Vi hanno sede i centri bulbari della respirazione, bersaglio di svariate sostanze quali l’eroina e numerosi farmaci come gli antidepressivi, i sonniferi e i tranquillanti che inibiscono i centri respiratori. Presenta al suo interno anche il centro vasomotore responsabile principale del controllo del tono muscolare dei vasi, della frequenza cardiaca, del volume-sistole e quindi della pressione sanguigna. Il midollo allungato, assieme al ponte di Varolio controlla il pH del sangue. Nel caso in cui questo dovesse diventare troppo basso (a causa dell’eccessiva formazione di acido carbonico, dovuta al legame tra anidride carbonica e acqua) queste due regioni del cervello inviano uno stimolo di contrazione ai muscoli intercostali e al diaframma.

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Il midollo spinale

Midollo spinale

Il midollo spinale è una struttura allungata contenuta nel canale vertebrale, ed è il più importante centro di riflessi dell’intero sistema nervoso. Esso costituisce inoltre una importantissima via di comunicazione fra la periferia ed i centri nervosi, essendo costituito per gran parte da fasci di fibre che viaggiano verso l’alto o verso il basso. Nel midollo spinale la disposizione dei due tipi di sostanza nervosa è inversa rispetto all’encefalo; la sostanza grigia è prevalentemente interna, quella bianca prevalentemente esterna. Internamente il midollo spinale è attraversato da una propria cavità, detta dell’ependima. Dal midollo spinale emergono ad intervalli regolari i nervi spinali.

Il midollo spinale è percorso da due solchi longitudinali mediani, uno posteriore e l’altro anteriore, più profondo, e da solchi secondari. Da ogni solco laterale si diparte un insieme di fibre nervose raggruppate in cordoni: da ciascun lato del midollo nascono 31 nervi posteriori e 31 anteriori. Ogni nervo posteriore si unisce a quello anteriore dello stesso livello.

Struttura del midollo spinale

L’interno del midollo è costituito da due tipi di tessuto nervoso: le sostanze grigia, al centro, e quella bianca, che la circonda. La sostanza grigia forma, in sezione traversa, una H, con due corni anteriori tozzi e larghi e due corni posteriori lunghi e sottili. La barra orizzontale della H è attraversata verticalmente, al centro, dal sottile canale ependimale, che contiene il liquor cerebrospinale. Le informazioni sensoriali giungono al midollo attraverso le radici posteriori dei nervi. Le informazioni semplici sono analizzate direttamente dalla sostanza grigia, mentre quelle complesse salgono dalla sostanza bianca sino all’encefalo. Gli impulsi motori semplici provengono dunque direttamente dalla sostanza grigia del midollo (per esempio, in caso di scottatura o di pizzicamento, il ritrarsi “automatico” della mano); quelli complessi provengono invece dall’encefalo, grazie alla mediazione della sostanza bianca del midollo: tutti gli impulsi sono trasmessi ad altri nervi motori attraverso le radici anteriori dei nervi.

Nervi e meningi del midollo spinale

sostanza grigia radice posteriore ganglio spinale radice anteriore fibre nervose pia madre aracnoide dura madre solco posteriore canale ependimale sostanza bianca solco anteriore cordone anteriore nervo spinale Il midollo spinale può essere analizzato tramite TC, risonanza magnetica, puntura lombare, elettromiografia e mielografia (quest’ultima è sempre meno praticata, sostituita nelle sue indicazioni dalla risonanza magnetica, più precisa e meno invasiva). L’anatomia patologica del midollo spinale comprende le compressioni (tumori), le infezioni (meningiti), gli accidenti vascolari (emorragie, trombosi), i traumi, i tumori, la carenza di vitamina B12 e le patologie infiammatorie (sclerosi multipla). La lesione del midollo spinale è irreversibile e determina tetraplegia (paralisi di tutti gli arti) in caso di lesione nella parte superiore del rachide cervicale, paraplegia (paralisi degli arti inferiori) in caso di lesione nella parte superiore del rachide dorsale.

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Differenza tra anestesia generale e sonno

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESCon “anestesia generale” o “anestesia totale” si intende un trattamento medico farmacologico che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade.

Il sonno che viene indotto dall’anestesia generale è tuttavia ben diverso dal normale sonno, per vari motivi:

  • il cervello anestetizzato non conserva ricordi, mentre un soggetto addormentato può, in certe situazioni, ricordare un evento accaduto attorno a lui mentre dormiva;
  • il cervello anestetizzato non risponde ai segnali del dolore, mentre un soggetto che dorme può essere facilmente svegliato da stimoli dolorosi;
  • il cervello anestetizzato non risponde a segnali uditivi anche intensi, mentre un soggetto che dorme può essere facilmente svegliato da suoni anche lievi, specie se inusuali nell’ambiente in cui riposa;
  • il soggetto sotto anestesia generale è incosciente, al contrario di chi semplicemente dorme che conserva parte della coscienza;
  • il soggetto sotto anestesia generale è incapace di respirare in maniera autonoma, al contrario di chi semplicemente dorme.

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Paure fisiologiche e patologiche nei bambini

MEDICINA ONLINE SHINING KID SCARED CERVELLO TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA IRA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCos’è la paura?

La paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Il Galimberti così la definisce:

“Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga”.

Nelle paure c’è quindi la sensazione che qualcosa minacci la nostra esistenza o la nostra integrità biologica o quella delle persone a noi più vicine.

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Le paure nei bambini

Le paure sono più frequenti durante l’infanzia, giacché il bambino si trova a vivere in un mondo che ancora non conosce. Inoltre nei piccoli è presente maggiore emotività e insicurezza anche perché non sempre riescono a distinguere le paure che provengono dal mondo esterno (paure vere o oggettive), da quelle che nascono dal loro mondo interiore (paure false o soggettive). Per tale motivo è bene distinguere le paure fisiologiche da quelle patologiche.

Le paure fisiologiche

Sono presenti nella maggior parte dei bambini di una determinata età, non sono numerose e gravi, scompaiono facilmente con l’età e non sono associate ad altri segnali di sofferenza del bambino. Queste paure raggiungono il massimo della frequenza verso i tre anni e poi, gradualmente, man mano che la realtà si precisa e migliora la maturità del bambino, diminuiscono.

Le paure patologiche

Queste paure al contrario si riconoscono poiché non sono tipiche per l’età o per una determinata fase evolutiva del bambino, sono numerose, si prolungano nel tempo, limitano la vita personale e sociale del bambino e sono spesso associate ad altri sintomi di sofferenza: come i disturbi del sonno, dell’alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell’autonomia e così via. Pertanto troviamo paure nei bambini iperattivi come in quelli inibiti, nei bambini aggressivi ma anche nei piccoli che soffrono di depressione.

Pur non essendo sempre facile distinguere le una dalle altre, è importante riuscire a farlo, poiché le paure fisiologiche non richiedono un particolare trattamento, mentre quelle patologiche richiedono la giusta attenzione da parte dei genitori e degli operatori, giacché sono dei segnali che indicano un disagio o disturbo, più o meno grave, del quale soffre il bambino.

Tutte le paure si accentuano quando il bambino è solo o non è vicino alle normali figure di attaccamento, diminuiscono o scompaiono quando il bambino ha la possibilità di avere accanto i suoi genitori, soprattutto la madre o qualche familiare.

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Le fobie del bambino

Per De Ajuriaguerra J. e Marcelli D.:

“La fobia si costituisce allorché la paura invade l’Io del bambino e ostacola le sue capacità adattative ed evolutive”.

Anche nei bambini le paure comportano lo stimolo ad allontanarsi o allontanare l’oggetto spiacevole che genera questa emozione. Ad esempio la paura del buio stimolerà il bambino a volere una lucetta sempre accesa nella sua stanza per scacciare la paura.

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Differenza tra elemento, composto e miscuglio con esempi

Work of scientists in the chemical laboratory.Elemento chimico
L’elemento chimico è una sostanza che non può essere scomposta in altre sostanze. Nell’elemento gli atomi hanno uguale numero e disposizione di elettroni, ma possono avere massa differente; quando ciò avviene si parla di isotopi e occupano il medesimo posto della tavola periodica. Sono 96 gli elementi naturali presenti sulla Terra, 80 hanno almeno un isotopo stabile, e attualmente ne sono stati creati artificialmente in laboratorio altri 21 , per un totale di 118 elementi. Per ordinarli si utilizza la tavola periodica degli elementi, dove la classificazione avviene in base al numero atomico e al numero di elettroni presenti negli orbitali atomici s, p ed f. Nel 1870 il tedesco Julius Lothar Meyer pubblicò la versione estesa della sua tavola periodica elaborata precedentemente nel 1864. Nel 1869, indipendentemente da Meyes, il professore chimico russo Dmitrij Mendeleev pubblicò la sua prima tavola periodica. In entrambi gli schemi gli elementi sono ordinati in righe e colonne, in peso atomico e si inizia una nuova riga o colonna quando le caratteristiche cominciano a ripetersi. Tuttavia tra le due venne adottata quella di Mendeleev poiché era più precisa: aveva infatti meno spazi vuoti e, in alcuni casi, il professore decise di ignorare l’ordine suggerito dai pesi atomici e scambiando elementi vicini per inserirli nella colonna con le stesse proprietà chimiche.

Esempi di elemento chimico

  • Idrogeno,
  • elio,
  • mercurio,
  • alluminio,
  • argento,
  • carbonio,
  • calcio,
  • ferro,
  • iodio,
  • magnesio,
  • azoto,
  • radio,
  • piombo
  • sodio.

Composto chimico
Il composto chimico è un sistema omogeneo formato da due o più elementi con un rapporto fisso che ne determina la composizione; ovvero è una sostanza pura costituita da atomi di natura diversa. Il rapporto fisso è determinato da specificità chimiche o fisiche. Ad esempio l’acqua (H2O, questa la sua formula), che è formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, è un composto, mentre ottone e cioccolata sono miscugli.
Infine la caratteristica principale del composto è rappresentata dalla sua formula chimica; in essa funziona come una carta d’identità: vi è descritto il rapporto del numero di atomi nella molecola, l’unità minima della sostanza. E’ possibile suddividere i composti chimici in singoli atomi o in composti più semplici attraverso processi ad alta temperatura detta temperatura di decomposizione. Qual è la differenza tra elemento chimico e composto? La risposta più ovvia e immediata è che i primi formano i secondi.

Esempi di composto chimico

  • acqua (H2O);
  • cloruro di sodio (NaCl);
  • ossigeno (O2);
  • anidride carbonica (CO2)
  • ammoniaca (NH3);
  • metano (CH4);
  • anidride nitrica (N2O5);
  • anidride ipoclorosa (Cl2O);
  • monossido di carbonio (CO).

Miscugli o miscele
I miscugli (o miscele) sono materiali formati dalla mescolanza di più sostanze pure e, a differenza di queste ultime, non presentano caratteristiche ben definite. Mentre la composizione degli elementi che formano il composto è fissa e ben determinata dalla natura, nei miscugli invece (sia miscugli omogenei che miscugli eterogenei) la composizione delle sostanze che lo formano non è fissa e determinata. Un miscuglio di acqua e sale presenta per esempio densità diverse a seconda della composizione della miscela. Osservando un corpo, spesso notiamo che esso è formato da sostanze di natura diversa (es. granito) e talvolta tale differenza esiste anche se il fatto non è evidente ai nostri occhi (es. acqua minerale). Ci troviamo di fronte, in questi casi, a una mescolanza di più sostanze, ciascuna delle quali mantiene la propria identità e può, in vario modo, essere separata dalle altre attraverso opportune tecniche di separazione. Mescolanze di questo tipo si chiamano miscugli.

Esempi di miscuglio
L’acqua minerale che beviamo è un esempio di miscuglio: essa contiene piccole quantità di altre sostanze disciolte che sono i sali minerali. La stessa cosa si può dire per tutti i prodotti chimici in uso nel laboratori. Sulle loro confezioni sono sempre riportati i risultati delle analisi che indicano anche la quantità di sostanze indesiderate. A seconda del modo in cui le sostanze si mescolano, i miscugli possono essere classificati in:

  • miscugli omogenei;
  • miscugli eterogenei.

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Differenza tra neocorteccia omotipica ed eterotipica

MEDICINA ONLINE CERVELLO BRAIN TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE TRISTE STANCHEZZA ROMBERGLa neocorteccia, detta anche isocorteccia o neopallio o neocortex, rappresenta quella porzione di corteccia cerebrale con sviluppo filogenetico più recente. Nell’uomo essa rappresenta circa il 90% della superficie cerebrale. Composto da neuroni in sinapsi, viene schematicamente diviso in sei strati successivi, dal più superficiale al più interno:

  1. strato molecolare o plessiforme;
  2. strato granulare esterno;
  3. strato piramidale esterno;
  4. strato granulare interno;
  5. strato piramidale interno o strato ganglionare;
  6. strato delle cellule fusiformi o strato multiforme.

In base a questo schema architettonico, si può ulteriormente dividere la neocorteccia in corteccia omotipica e corteccia eterotipica: la prima presenta ben sviluppati i sei strati ed è considerata la sede anatomica di aree associative e aree sensoriali e motorie secondarie, mentre la seconda può avere il IV strato quasi assente (corteccia agranulare, si ritrova soprattutto nelle aree motorie primarie) o sovrasviluppato (corteccia granulare, si ritrova nelle aree sensoriali primarie).

La neocorteccia è considerata la sede presunta delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria, ovvero delle peculiarità rappresentate dallo sviluppo genetico avvenuto nel corso dell’evoluzione animale.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra cuore e miocardio

MEDICINA ONLINE CUORE SANGUE CIRCOLAZIONE ATRIO VENTRICOLO SINISTRA DESTRA DIFFERENZA HEART HUMAN VALVOLE CARDIACHE AORTA VASI VENE ARTERIECon “cuore” si intende l’organo muscolare cavo a forma di tronco di cono che costituisce il centro propulsore del sangue all’interno dell’apparato circolatorio, posto al centro della cavità toracica, precisamente nel mediastino anteriore fra i due polmoni, dietro lo sterno e le cartilagini costali, che lo proteggono come uno scudo, davanti alla colonna vertebrale, da cui è separato dall’esofago e dall’aorta, e appoggiato sul diaframma, che lo separa dai visceri sottostanti. Il cuore è rivestito da una membrana, il pericardio, ed è formato da un particolare tessuto chiamato miocardio.

MEDICINA ONLINE PERICARDIO STRATO SIEROSO FIBROSO FOGLIETTO VISCERALE EPICARDIO E PARIETALE VANO PERICARDICO SACCO PERICARDICO LIQUIDO LIQUOR PERICARDICO STRATI DEL CUORE.

Con “miocardio” si intende il potente muscolo cardiaco, che forma il cuore e permette la sua azione propulsiva. È composto per il 70% da fibre muscolari, mentre il restante 30% è costituito principalmente da tessuto connettivo e da vasi. Il miocardio è un ibrido dei due tessuti muscolari presenti nel corpo umano; riconosciamo, infatti, caratteristiche appartenenti al tessuto muscolare scheletrico (tessuto muscolare striato) e altre caratteristiche del tessuto muscolare liscio. Fondendo insieme caratteristiche di entrambi i tessuti, il cuore può raggiungere le migliori prestazioni per quanto riguarda la sua funzione di pompa, cioè possiede capacità di contrazione rapida e potente, pur rimanendo resistente e performante sul “lungo periodo”. Il miocardio è lo strato più spesso della parete cardiaca ed è composto dal cosiddetto “miocardio di lavoro”, cioè la parte pulsante, e dal “miocardio di conduzione”, ovvero la parte trasmittente l’impulso. La struttura del miocardio è rivestita internamente da endotelio chiamato endocardio mentre, per la parte esterna, da una membrana sierosa detta pericardio.

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