Applicazione di Taping NeuroMuscolare in un bimbo nato prematuro di 32 settimane, con sofferenza perinatale. L’obiettivo del trattamento è di far raggiungere velocemente dei miglioramenti sulla mobilità della mano del bimbo, che si presenta serrata in chiusura con ipertono. Il trattamento è stato realizzato nel reparto di Neonatologia dell’Ospedale Federico II di Napoli. Forza piccolo!
Foto di “Taping NeuroMuscolare Institute Italia”
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Sì, ma solo dopo qualche settimana di vita. Nelle prime settimane tendenzialmente questo non accade, come spiega un
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Uno studio condotto dalla Georgia State University, pubblicato online sulla rivista The Pediatric Infectious Disease Journal, ha dimostrato che una possibile causa di infezioni tra i bimbi sono i giocattoli sui quali alcuni virus sopravvivono fino a 24 ore.
In molti pensavano che la tubercolosi fosse una malattia infettiva ormai “superata”, ed invece la TBC non è affatto scomparsa, anzi. La tubercolosi (anche chiamata tisi o poriformalicosi) è molto più diffusa di quanto si pensi e solo in Italia fa registrare 10 nuovi casi al giorno. La malattia infettiva causata dal Mycobacterium tuberculosis (chiamato anche Bacillo di Koch) rappresenta nuovamente una emergenza globale, come indicato dal nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dal titolo emblematico: “Azioni globali e investimenti cadono molto al di sotto di quel che serve per far finire l’epidemia globale di Tbc”.
Uno dei momenti più belli del telefilm a sfondo medico “
La meningite è un’infezione grave delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, ed è provocata nella maggior parte dei casi – ma non esclusivamente -da un batterio denominato Neisseria Meningitidis, detto anche meningococco. Può colpire a qualunque età, ma è più diffusa sotto i cinque anni e in particolare nei bambini con meno di un anno di età, e tra i 12 e i 21 anni. Pur non essendo una malattia molto diffusa (meno di 1000 casi all’anno in Italia di meningite batterica), si tratta di un’infezione severa, con una rapida evoluzione, una mortalità del 10-15% (dovuta in genere a sepsi o setticemia), e un rischio dell’11-19% di complicanze serie,