Se avete visto ed apprezzato il film del 2011 Contagion di Steven Soderbergh, decisamente profetico se pensiamo ai numerosi parallelismi rispetto alla pandemia da Covid, sapete che il Continua a leggere
Tumore del colon retto: sintomi iniziali, tardivi e ritardo nella diagnosi
I sintomi del tumore del colon sono comuni a molte altre patologie intestinali e possono comprendere:
- presenza di sangue e/o muco nelle feci, a volte talmente lieve che non è visibile macroscopicamente, bensì c’è bisogno di un apposito test per la ricerca del sangue occulto per rilevarlo; a tal proposito leggi: Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve
- alterazioni dell’alvo con comparsa di diarrea e/o stitichezza;
- sensazione di evacuazione incompleta dopo lo svuotamento dell’intestino;
- dolore o dolenzia in zona addominale;
- malessere generale;
- inappetenza;
- nausea e vomito;
- perdita di peso inspiegabile;
- astenia (stanchezza generale pronunciata);
- anemia altrimenti inspiegabile;
- noduli all’interno dell’addome palpabili.
Non tutti i sintomi possono essere contemporaneamente ed anzi, nella fase iniziale della patologia il cancro può crescere silenziosamente senza dare nessun sintomo. In genere, per una diagnosi precoce del tumore del colon retto non si può far troppo conto sui sintomi, poiché, anche quando il tumore si è già sviluppato, questi restano il più delle volte sfumati e spesso sono aspecifici, cioè talmente simili a quelli di altre malattie intestinali, che la loro presenza non basta per fare diagnosi di cancro al colon retto. Per questo, sintomi precoci, generici e saltuari quali la sensazione di stanchezza (astenia) e la mancanza di appetito, rischiano di essere sottovalutati e perfino i sintomi più gravi come l’anemia e la perdita di peso sono spesso attribuiti ad altre condizioni e patologie: questo ritarda purtroppo la diagnosi e, come ben sappiamo, una diagnosi tardiva aumenta la gravità del cancro che da curabile può diventare terminale, cioè incurabile.
Leggi anche:
- Tumore del colon retto: diagnosi, metastasi, prognosi e stadiazione
- Tumore del colon retto: trattamento chirurgico, radioterapia e chemioterapia
Sintomi diversi in base alla localizzazione del tumore
Per comprendere meglio i sintomi descritti, può essere utile considerare l’anatomia dell’apparato digerente, rappresentata nella figura in basso.
(Importante: nella figura la parte destra del corpo si trova nella parte sinistra e viceversa)

La parte destra del colon ha una struttura e funzione differente dalla parte sinistra. Il colon ascendente (destro) consente l’assorbimento di sali e acqua e il suo contenuto è prevalentemente acquoso, mentre il colon discendente (sinistro) si comporta come un deposito di materiale solido che deve essere espulso. Queste differenze ci permettono di capire perché i sintomi del tumore variano a seconda della parte ove esso è localizzato (l’ostruzione e il conseguente dolore tipo colica è più frequente quando il tumore è a sinistra, zona in cui i tumori tendono a crescere ad anello – piuttosto che lungo la parete – e dove le feci sono solide ed ostacolate nel transito. La tabella indica come i sintomi siano in relazione con la localizzazione al colon del tumore.
| COLON ASCENDENTE | COLON DISCENDENTE |
| Dolore lieve | Dolore tipo coliche (il tumore può bloccare il passaggio delle feci che in questo tratto intestinale sono solide e di dimensioni rilevanti) |
| Mancanza di appetito e perdita di peso | Perdita di peso meno frequente |
| Sanguinamenti occulti e anemia | Sanguinamenti rettali (feci di colore scuro che si mescolano al sangue immediatamente prima di essere espulse) |
| Alterazioni dell’alvo meno frequenti | Cambiamenti delle abitudini intestinali sono un sintomo precoce (alternanza di diarrea e stipsi) |
Leggi anche:
- Tumore del colon retto con metastasi: chirurgia, chemioterapia e terapie biologiche
- Tumore del colon retto: terapia personalizzata col test RAS
- Differenza tra occlusione e subocclusione
- Anticorpi monoclonali contro il tumore del colon retto metastatico
- Differenza tra tumore benigno, maligno, neoplasia, cancro e metastasi
- Cos’è un tumore? Perché viene il cancro? Quali sono le cause?
- Differenza tra tumore e tessuto normale con esempi
- Differenze tra ileo meccanico ed ileo paralitico: cause, sintomi e trattamenti
- Le tue feci dicono se sei in salute: con la Scala di Bristol impara ad interpretarle
- Feci gialle, giallo oro, giallastre: cause ed interpretazione clinica
- Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?
- Feci con sangue, muco, cibo: quando preoccuparsi?
- Parassiti e vermi nelle feci: sintomi e come eliminarli con farmaci e rimedi naturali
- Poliposi gastrointestinale giovanile: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Poliposi infantile e giovanile: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Poliposi adenomatosa familiare: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Sindrome di Peutz-Jeghers: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Sindrome di Bannayan-Riley-Ruvalcaba: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Polipi intestinali: tipi, cause, fattori di rischio, fattori protettivi
- Polipi intestinali: sintomi, segni, esami, diagnosi, screening
- Polipi intestinali: terapia, chirurgia, colectomia, farmaci, prevenzione
- Cosa sono le metastasi? Tutti i tumori danno metastasi?
- Che significa malattia terminale?
- Quanto tempo mi rimane da vivere?
- Chemioterapia: durata, in pastiglie, come funziona, fa male, perché farla?
- Radioterapia: cos’è, come si fa, come funziona e durata del trattamento
- Chemioterapia: gli effetti collaterali più e meno comuni
- Radioterapia: rischi, dolore, fastidio ed effetti collaterali
- Differenza tra radioterapia e chemioterapia
- E’ più “pesante” la chemioterapia o la radioterapia?
- Quando si fa la radioterapia e quando la chemioterapia?
- Radioterapia stereotassica (Gamma Knife): cos’è e quando si usa?
- Chemio e radioterapia: i bambini possono visitare i parenti durante i trattamenti?
- Gravidanza e radioterapia di un parente: effetti su terzi e cosa fare
- La chemioterapia può provocare un secondo tumore?
- La chemioterapia uccide? Il lato oscuro della terapia antitumorale
- Chemioterapia in gravidanza: può far male al bambino?
- Radioterapia in gravidanza: può far male al bambino?
- Differenza tra remissione parziale, totale e guarigione
- Differenza tra esame istologico, biopsia, agoaspirato ed agobiopsia
- Quando si fa l’esame istologico e perché?
- Differenza tra prevenzione primaria, secondaria e terziaria con esempi
- Capire se si ha un tumore: come viene diagnosticato un cancro
- Cure palliative: cosa sono ed a che servono?
- Dolore: cos’è, da cosa è causato, quanti tipi di dolore esistono?
- Differenza tra sintomo e segno con esempi
- Differenza tra malattia, sindrome e disturbo con esempi
- Differenza tra malattia acuta e cronica con esempi
- Che significa malattia cronica? Esempi di malattia cronica
- Come nasce un cancro? Cosa sono i cancerogeni e come avviene la cancerogenesi?
- Differenza tra ulcera gastrica, duodenale, peptica ed esofagea
- Ulcera peptica: complicanze, cura, dieta, quando è pericolosa
- L’esofagogastroduodenoscopia: cos’è, preparazione, è dolorosa o pericolosa?
- Colangiopancreatografia retrograda (ERCP): cos’è, preparazione, è dolorosa o pericolosa?
- Legatura/sclerosi delle varici esofagee: perché si esegue, quali sono i rischi?
- Cirrosi epatica e fegato: sintomi, dieta, diagnosi, terapia e prevenzione
- Fegato ed epatociti: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Epatiti croniche: cosa sono, sintomi, diagnosi e cura
- Polipi intestinali e polipectomia: come si esegue, biopsia e pericoli
- Differenza tra polipi e diverticoli: sintomi comuni e diversi
- Differenza tra diverticolite e diverticolosi
- Diverticolite e diverticolosi: sintomi, diagnosi e trattamento
- Sangue occulto nelle feci: come interpretare il risultato dell’esame
- Sangue occulto nelle feci: da cosa dipende e come si cura
- Vomitare sangue ed ematemesi: cos’è, cosa fare, cause e terapie
- Da cosa viene causata l’ulcera allo stomaco?
- Acido cloridrico e succo gastrico dello stomaco: di cosa è fatto ed a che serve
- Meccanismi e controllo della secrezione acida dello stomaco
- Dispepsia: cos’è, sintomi, come si fa la diagnosi e terapia
- Gastrite cronica, quando il bruciore di stomaco non dà tregua
- Incontinenza fecale primitiva e secondaria: cos’è e come si cura
- Infezione da Helicobacter Pylori: cosa causa, come si riconosce e cura
- Le 5 cose da fare a stomaco vuoto, secondo la scienza
- Stomaco: come fa a digerire il cibo che mangi ed a dirti che sei “pieno”
- Come vincere l’ansia per evitare di mangiare fuori pasto
- Eliminare la tensione nervosa allo stomaco con i rimedi naturali
- Come prevenire i tumori ed il cancro? I 10 cambiamenti consigliati
- Differenza tra ipertrofia ed iperplasia con esempi
- Differenza tra iperplasia e neoplasia
- Differenze tra ileostomia, colostomia e urostomia
- Differenza tra atrofia, distrofia ed aplasia con esempi
- È vero che i campi elettromagnetici causano tumore e cancro?
- E’ vero che cucinare i cibi al microonde fa male alla salute?
- Stadiazione e classificazione TNM: cancro curabile o terminale?
- Differenza tra adenocarcinoma e carcinoma con esempi
- Differenza tra cancro e carcinoma con esempi
- Stomie: cosa sono, a che servono, quanti tipi esistono?
- Differenza tra ipertrofia muscolare sarcolplasmatica e miofibrillare
- Ipertrofia muscolare: cosa significa e come si raggiunge
- Esofago di Barrett: sintomi iniziali, diagnosi, terapia, dieta e chirurgia
- Differenza tra metaplasia, displasia e neoplasia con esempi
Lo Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Carboidrati, proteine e grassi: come vengono assorbiti nell’intestino?
La superficie assorbente dell’intestino è straordinariamente estesa, lunga oltre 4 metri, al sollevamento delle pliche della sua mucosa di rivestimento è ulteriormente accresciuta nella sua superficie ed ulteriormente ancora per la presenza dei villi intestinali visibili alla microscopia (2×10 elevato 9). La superficie di assorbimento di questa area è aumentata di circa il 600% dai villi, i quali sono proiezioni a forma di dito che rivestono le pareti dell’intestino tenue. Ogni villo contiene un vaso linfatico circondato da una rete di capillari, e nella sua superficie rivolta verso la cavità intestinale è provvisto di un orletto a spazzola, formato da minuscole estroflessioni cilindriche dette microvilli.
L’attività motoria dell’intestino favorisce i processi dell’assorbimento . Le sostanze nutritive raggiungono il circolo attraverso il sistema venoso portale, in cui si gettano i capillari intestinali, o attraverso i linfatici intestinali, verso cui confluiscono i vasi chiliferi. I nutrienti assorbiti attraverso i vasi linfatici, cioè grassi, piccole quantità di fosfolipidi e colesterolo, passano appunto nel sistema linfatico. Circa il 90% dei grassi è complessivamente assorbito attraverso il sistema linfatico. Tale sistema può essere considerato come una via di connessione tra il sangue e i tessuti, attraverso la quale avviene il trasporto alle cellule di quella parte di nutrienti non solubile in mezzo acquoso.
Tutti gli altri nutrienti, (amminoacidi e zuccheri) che sono assorbiti attraverso i capillari sanguigni, si riversano nella vena porta e sono trasportati direttamente al fegato. Il fegato trattiene parte dei nutrienti per le sue necessità (per es: la vitamina B12, indispensabile per formare i globuli rossi) e, tramite il circolo sanguigno, ridistribuisce i restanti, non modificati o dopo averli parzialmente rielaborati per via enzimatica, alle cellule degli altri distretti dell’organismo.
Alcune sostanze, invece, passano attraverso la membrana intestinale per semplice diffusione, e ciò può avvenire solo quando si trovano nell’intestino in concentrazione più elevata che nel plasma, mentre in caso contrario il passaggio avviene per trasporto attivo, un processo che richiede energia. Questo meccanismo, sostanzialmente simile per tutti i nutrienti, avviene a opera di un componente – di regola una proteina localizzata sulla membrana plasmatica delle cellule – che si carica del nutriente e gli consente di viaggiare contro un gradiente di concentrazione, cioè di passare da un’area dove si trova in minore concentrazione, a un’altra dov’è in concentrazione maggiore.
Leggi anche:
- L’apparato digerente: cos’è, com’è fatto, a che serve e come funziona?
- Quanto è lungo l’intestino in adulto e neonato (tenue e crasso)
- Differenza tra intestino tenue e crasso (anatomia e funzioni)
- Esofago: anatomia e funzioni in sintesi
- Capacità massima dello stomaco: si può “mangiare fino a scoppiare”?
- Stomaco: anatomia e funzioni in sintesi
- Cistifellea: cos’è, a cosa serve e dove si trova
Tutti i carboidrati sono assorbiti, nella forma delle loro unità costitutive, nella porzione superiore dell’intestino tenue (duodeno e digiuno). Perciò, l’amido, che è un polimero fatto da tante unità di glucosio, deve, prima dell’assorbimento, essere demolito a glucosio; il saccarosio a glucosio e fruttosio; il lattosio a galattosio e glucosio. Molte persone sane, sia adulti sia bambini, hanno intolleranza al lattosio: ciò dipende dal fatto che il loro organismo è incapace di scindere questa sostanza nelle sue unità costitutive, le sole che possono essere assorbite e quindi fungere da nutrienti. Questa intolleranza solitamente è di carattere ereditario, ma può anche essere acquisita, e si manifesta con dolori addominali, diarrea e flatulenza. Essa è poco diffusa tra gli Europei ma è molto ricorrente nelle popolazioni di colore. Fra gli afroamericani, sia dell’America del Nord sia dell’Africa, raggiunge punte del 77%, e quindi non sembra che possa essere semplicemente legata all’abitudine o meno di consumare latte, che negli Stati Uniti è molto diffusa da lunghissimo tempo.
Il processo di assorbimento dei grassi, più complesso, richiede la formazione di aggregati micellari tra i prodotti della loro digestione e i sali biliari che, una volta entrati nelle cellule della parete intestinale, vengono scissi: i sali biliari sono riversati nella cavità intestinale per riprendere il loro ruolo, mentre la componente grassa è trasferita nei vasi linfatici sotto forma di piccolissimi globi detti chilomicroni. I chilomicroni dai vasi linfatici sono poi riversati nella circolazione sanguigna e distribuiti ai vari distretti dell’organismo.
Le proteine, una volta demolite nelle loro unità costitutive (gli aminoacidi), passano nelle cellule della parete intestinale – mediante trasporto attivo – e da lì, attraverso la vena porta, sono convogliate al fegato. Può accadere che piccolissime quantità di proteine siano assorbite così come sono: quando ciò si verifica, il nostro organismo si trova a essere sensibilizzato alle proteine. Ecco perché una successiva introduzione di quelle stesse proteine provoca manifestazioni come asma, eruzioni cutanee e tutta quella serie di altri malesseri conosciuti come allergie.
Le vitamine, invece, non hanno bisogno di essere trasformate. Il loro assorbimento avviene nel digiuno, il tratto intestinale che si trova immediatamente sotto il duodeno. La vitamina B12, a differenza delle altre, è assorbita nel tratto successivo (ileo).
I sali minerali, a quanto risulta, vengono assorbiti lungo tutte le sezioni dell’intestino tenue, mediante meccanismi differenziati per ogni tipo di sale minerale. In particolare, l’assorbimento del ferro e del calcio avviene grazie a uno specifico meccanismo di controllo – ovviamente diverso per ognuno dei due nutrienti in questione – che regola la quantità assorbita a seconda dello specifico bisogno che l’organismo ha di quel nutriente in un determinato momento.
Leggi anche:
- Feci nere e melena: cause e cure in adulti e neonati
- Sindrome dell’intestino irritabile: sintomi, dieta e cibi da evitare
- Mal di pancia e di stomaco: da cosa può dipendere e quali sono le cure
- Mal di pancia forte: quando chiamare il medico?
- Feci del neonato verdi, gialle, con muco, schiumose: cosa fare?
- Meconio, transizione e svezzamento: feci diverse nel neonato
- Differenza tra feci del neonato allattato al seno o con latte artificiale
- È normale che il mio bambino non emetta feci ogni giorno?
- Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi?
- Feci galleggianti e maleodoranti: cause e quando chiamare il medico
- Colore delle feci: normale e patologico
- Feci pastose e maleodoranti: malassorbimento e cattiva digestione
- Differenza tra colite ulcerosa, muco-membranosa, da fermentazione e da putrefazione
Come vengono utilizzati i nutrienti
Al termine dei processi di digestione e assorbimento il nostro organismo viene a essere “invaso” da una varietà di sostanze chimiche, che abitualmente comprende tutti i nutrienti che gli sono necessari. Queste sostanze entrano a far parte di un insieme definito pool (ammasso) metabolico. Il pool metabolico, distribuito in tutto l’organismo, non comprende solo le sostanze chimiche che provengono dalla digestione, ma anche quelle (del tutto uguali) che derivano dagli incessanti processi metabolici dell’organismo.
Per esempio, il nutriente chiamato glucosio, proveniente dalla demolizione dell’amido contenuto in alimenti come pane e pasta, è perfettamente uguale al glucosio che proviene dall’attività metabolica del fegato, quindi costituisce con esso un unico pool. Da questo pool comune le cellule prelevano i nutrienti necessari, indipendentemente dalla loro origine. Le cellule del nostro organismo, sebbene siano molto differenziate come strutture e funzioni, e quindi come esigenze nutrizionali e capacità metaboliche, hanno meccanismi operativi di base sostanzialmente identici.
Ciò significa che tutte le cellule:
- convertono nello stesso modo l’energia chimica contenuta nei nutrienti in energia utilizzabile per compiere lavoro;
- sintetizzano nello stesso modo le proprie strutture fondamentali a partire dai nutrienti semplici (assimilazione).
di conseguenza, si rinnovano e si duplicano attraverso un’identica successione di eventi.
Esistono meccanismi generali che regolano la corretta distribuzione e utilizzazione dei nutrienti nelle diverse cellule e che, pertanto, presiedono a quella che viene chiamata omeostasi dell’organismo.
L’omeostasi è una condizione interna di equilibrio che assicura il mantenimento della normale concentrazione dei componenti del pool metabolico nell’organismo e il ritorno a questo equilibrio quando viene turbato, il che accade a ogni pasto, con l’immissione di nuovi nutrienti.
L’omeostasi è mantenuta tramite il coordinamento delle attività metaboliche di tutte le cellule dell’organismo. Questo coordinamento è assicurato da due tipi di segnali costituiti da particolari sostanze elaborate dal sistema nervoso (neurotrasmettitori) e dalle ghiandole endocrine (ormoni).
I segnali emessi dal sistema nervoso raggiungono l’organo-bersaglio viaggiando attraverso un filamento (nervo), quindi con un meccanismo che consente una comunicazione riservata tra il sistema emittente (cellula nervosa) e quello ricevente (per esempio, il muscolo), come tra due persone che si parlano al telefono. Il repertorio di questi segnali è limitato perché limitato è il repertorio dei neurotrasmettitori.
Gli ormoni, cioè i segnali elaborati dalle ghiandole endocrine, comprendono un numero molto maggiore di specie chimiche, quindi molecole piccole e grandi, solubili nei grassi o nell’acqua. L’esempio più noto di ormone è l’insulina, che è una grossa molecola, solubile in acqua, elaborata dalle cellule di quella porzione del pancreas detto pancreas endocrino per distinguerlo dalla porzione (pancreas esocrino) che, come è stato detto, fabbrica gli enzimi della digestione intestinale. Anche questo tipo di segnale viene trasmesso da una cellula emittente a una ricevente, ma non attraverso una struttura ben definita (come il nervo nel precedente tipo di segnali) bensì attraverso la circolazione sanguigna. Perciò questi segnali arrivano a tutte le cellule dell’organismo; ma dato che sono segnali in codice, possono essere compresi, cioè trasformati in un’informazione utilizzabile, solo da quelle cellule specificatamente attrezzate a questo fine (anche in questo caso le strutture riceventi sono delle glicoproteine localizzate sulla membrana plasmatica delle cellule).
Se la trasmissione dei segnali del sistema nervoso può essere paragonata al telefono, quella ormonale ha delle analogie con le onde radio: le onde radio si diffondono dappertutto, ma soltanto gli strumenti opportunamente sintonizzati sono in grado di trasformarle in un linguaggio comprensibile.
Il sistema di segnali sopra descritto è il principale responsabile della regolazione del “traffico” di nutrienti tra i diversi organi e tessuti che costituiscono il nostro organismo, e della loro utilizzazione secondo le esigenze di ognuno di essi, che non sono le stesse.
Per esempio, il cervello e i globuli rossi utilizzano per i loro bisogni energetici il glucosio che deriva principalmente dal fegato, che è l’organo centrale delle trasformazioni che avvengono nel nostro organismo.
Il muscolo, invece, ha bisogno di glucosio solo nell’esercizio violento e di breve durata, mentre utilizza prevalentemente acidi grassi, provenienti dalle riserve di grassi dell’organismo, per il lavoro di lunga durata.
Il surplus di energia, in qualsiasi forma chimica venga introdotto con la dieta, è messo in riserva nel tessuto adiposo sotto forma di grassi.
Questa incessante ridistribuzione di nutrienti è fondamentale per il processo vero e proprio della nutrizione, che ha luogo continuamente nei miliardi di cellule che, associate in organi e tessuti, costituiscono il nostro organismo. Infatti, normalmente consumiamo i nostri pasti per poco più di un’ora su ventiquattro, assorbiamo i nutrienti provenienti dal processo della digestione lungo un periodo che va dalle sei alle otto ore, e invece dobbiamo utilizzare nutrienti per i differenti bisogni dell’organismo ventiquattro ore su ventiquattro. Tuttavia non è questa la maggior peculiarità del nostro organismo. Anche una macchina non utilizza sempre immediatamente il carburante, ma ha un serbatoio che consente un’autonomia più o meno lunga fra un rifornimento e l’altro.
Ciò che invece contraddistingue il nostro organismo è che i nutrienti, periodicamente immessi nell’organismo, non servono solo a fornire energia e a costituire riserve, ma anche a ricostruire quei pezzi della “macchina” continuamente usurati durante l’incessante svolgimento dei processi vitali.
Infatti, non è solo durante il processo di crescita che i nutrienti sono utilizzati, secondo un piano geneticamente prefissato, per la progressiva costruzione dell’organismo: “siamo quello che mangiamo” anche quando, raggiunte le dimensioni finali, il nostro organismo rimane apparentemente “stazionario”.
Leggi anche:
- Le tue feci dicono se sei in salute: con la Scala di Bristol impara ad interpretarle
- Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?
- Scura o chiara, liquida o schiumosa: la tua urina rivela la tua salute
- Lingua bianca, impastata, spaccata: cause e quando è pericolosa
- Feci gialle, giallo oro, giallastre: cause ed interpretazione clinica
- Feci con sangue, muco, cibo: quando preoccuparsi?
- Le tue unghie dicono molto sulla tua salute: ecco come leggerle
- Perché viene la diarrea? Quando diventa pericolosa? Cura farmacologica e rimedi casalinghi
- Perché viene la diarrea in gravidanza? Fa male al bambino? Cure e rimedi
- Perché viene la diarrea prima e durante il ciclo mestruale e cure
- La diarrea è pericolosa nel bambino e neonato? Cosa fare? Quando chiamare il pediatra?
- Parassiti e vermi nelle feci: sintomi e come eliminarli con farmaci e rimedi naturali
- Coprocoltura e antibiogramma: procedura e perché si eseguono
- Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve
- Afte, nevralgia, herpes ed altre cause di dolore alla lingua (glossodinia)
- Dolore alla lingua ed alla bocca: cause, complicanze, dieta e terapia
- Alitosi: il tipo di odore del tuo alito cattivo rivela la patologia che hai
- Alito cattivo: tutti i rimedi migliori per combattere l’alitosi
- Tumore del colon retto: diagnosi, metastasi, prognosi e stadiazione
- Tumore del colon retto: sintomi iniziali, tardivi e ritardo nella diagnosi
- Tumore del colon retto: trattamento chirurgico, radioterapia e chemioterapia
- Tumore del colon retto con metastasi: chirurgia, chemioterapia e terapie biologiche
- Tumore del colon retto: terapia personalizzata col test RAS
- Anticorpi monoclonali contro il tumore del colon retto metastatico
- Salivazione eccessiva dopo i pasti, in gravidanza, nei bambini: quali rimedi?
- Ghiandole salivari ingrossate: sintomi, cause, come si curano
- Ghiandole salivari: anatomia e funzioni in sintesi
- Tumore delle ghiandole salivari: sintomi, diagnosi e terapie
- Dolore alla mandibola: cause e sintomi
- Articolazione temporo mandibolare (ATM): anatomia e funzioni
- Sindrome temporo mandibolare: sintomi, diagnosi e cure
- Differenza tra mascella e mandibola: sono sinonimi?
- Di cosa è fatta la saliva, quanta ne produciamo, a che serve?
- Labbra blu: da cosa sono causate e come si curano in bimbi ed adulti
- Labbra screpolate e gonfie: cause e rimedi in bambini ed adulti
- Herpes labiale: cause, sintomi, rimedi e trattamento farmacologico
- Labbra gonfie (gonfiore labiale): possibili cause, sintomi e rimedi
- Cattivo sapore in bocca acido o amaro: rimedi e quando è pericoloso
- Denti sensibili: sbiancamento, caldo, freddo, collutorio ed altre cause
- Cibi che macchiano i denti: quali evitare ed i consigli per mantenerli bianchi
- Colonscopia: cos’è, quando si fa, preparazione e rischi
- Colonscopia tradizionale o colonscopia virtuale?
- Qual è la differenza tra risonanza magnetica aperta e chiusa?
- I tuoi capelli rivelano la tua salute: ecco come leggere i segnali che ti inviano
- Come porti capelli rivela molto della tua personalità
- Le 12 cose che ogni genitore fa di nascosto dai propri figli
- Le cose che non devi MAI dire ad una donna incinta, soprattutto se sei una donna
- Le cose che non devi MAI dire ad una donna che ha appena partorito, soprattutto se sei una donna
- Sindrome dell’intestino irritabile: cause, sintomi e diagnosi
- Cause di pancia gonfia: alimentazione ed emozioni
- Stitichezza acuta e cronica: tipi, cause, trattamenti medici e rimedi
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Tumore del colon retto: diagnosi, metastasi, prognosi e stadiazione

Il tumore del colon retto è la quarta neoplasia più frequente fra gli uomini (11,3% del totale dei tumori) e la terza più frequente fra le donne (11,5% del totale). Per quanto riguarda l’andamento nel tempo, accanto a una tendenza all’aumento dell’incidenza si osserva un calo progressivo della mortalità. Il rischio di sviluppare questo tipo di tumore aumenta con l’età. Circa il 90% delle persone con tumore del colon retto ha un’età superiore ai 50 anni, e l’incidenza della malattia raggiunge il suo picco intorno agli 80 anni. Tuttavia le persone con una predisposizione ereditaria possono sviluppare la malattia in età ben più giovane. Per quanto riguarda la mortalità, nel 2002 in Italia si sono verificati 10.526 decessi per tumore del colon retto fra i maschi e 9.529 fra le donne.
Diagnosi del tumore del colon retto
I test diagnostici utilizzati specificatamente per il cancro del colon retto includono:
- Colonscopia, l’esame di scelta
- Rettosigmoidoscopia
- Clisma opaco a doppio contrasto.
Ricerca di metastasi da tumore del colon retto
Le principali aree anatomiche che devono essere valutate per la ricerca di eventuali metastasi sono:
- la rimanente parte di intestino crasso mediante le stesse indagini diagnostiche effettuate per scoprire il tumore primario;
- gli organi adiacenti, quali la vescica, le ovaie nelle donne e la prostata nell’uomo
- i linfonodi asportati chirurgicamente;
- il fegato, i polmoni e le ossa mediante diagnostica per immagini (ecografia, TAC, risonanza magnetica).
Leggi anche:
- Differenza tra occlusione e subocclusione
- Tumore del colon retto: sintomi iniziali, tardivi e ritardo nella diagnosi
Stadiazione e prognosi del tumore del colon retto
Un tumore originale localizzato nell’ambito del tessuto o dell’organo dal quale si è sviluppato è detto “tumore primitivo”. Il termine “tumore primitivo del colon retto” indica un tumore che, essendosi sviluppato da uno dei tessuti del colon o del retto (quasi sempre dalla mucosa), si trova localizzato dove ha avuto origine. Quando il cancro si diffonde ad organi o tessuti diversi da quello nell’ambito del quale si è formato, si dice che da luogo a metastasi (o metastatizza o forma lesioni “secondarie” o “ripetitive”). Se un tumore del colon retto viene rilevato in tessuti od organi diversi si definisce: “cancro del colon retto metastatico” ed è una forma più grave di tumore. Le metastasi vengono denominate in base alla loro localizzazione: se si trovano nel fegato vengono chiamate “metastasi epatiche da cancro del colon retto“. Analogamente, ci si riferisce a metastasi presenti nei polmoni come “metastasi polmonari da cancro del colon retto”, ecc.
Il 25% dei pazienti a cui è diagnosticato il tumore del colon retto si trova già in fase metastatica. Invece, tra i pazienti con tumore del colon retto diagnosticato in fase di malattia localizzata, il 50% sviluppa metastasi nel periodo post-operatorio. La previsione dell’esito (prognosi) del cancro del colon retto dipende strettamente dal grado di invasione dei tessuti e degli organi posti nelle vicinanze del tumore, dalla presenza di eventuali metastasi ai linfonodi o ad altri organi e tessuti. La presenza di cellule tumorali nell’ambito dei linfonodi vuol dire che alcune cellule si sono diffuse al di fuori del tumore di origine. In alcuni casi l’invasione si ferma al linfonodo, in altri casi lo supera e raggiunge altre parti dell’organismo.
La conoscenza dello stadio della malattia è importante per fornire al paziente delle cure il più possibile appropriate, e per formulare una probabile prognosi.
Nel tumore (carcinoma) del colon sono identificabili quattro stadi:
- Stadio 0: carcinoma in stadio molto precoce, localizzato alla mucosa, il tessuto che tappezza il lume del colon, senza invaderla in tutto il suo spessore;
- Stadio I: il carcinoma invade tutto lo spessore della mucosa e raggiunge la membrana che la separa dagli strati più esterni;
- Stadio II: il carcinoma si è diffuso agli strati di tessuto muscolare del colon;
- Stadio III: il carcinoma si è diffuso ai linfonodi;
- Stadio IV: il carcinoma si è diffuso ad altri organi (metastasi).
Leggi anche: Stadiazione e classificazione TNM: cancro curabile o terminale?
Nel caso del tumore del colon, le metastasi si producono con maggiore frequenza nel fegato. Ciò avviene perché le cellule tumorali viaggiano nel sangue e dall’intestino al fegato c’è un’importante rete di vasi sanguigni, definito circolo portale, che normalmente serve a trasportare le sostanze che vengono assorbite dall’intestino, ma in presenza di un cancro può trasferire anche cellule tumorali. Queste si possono fermare nel fegato o dirigersi verso altre parti del corpo, sempre lungo il circolo sanguigno. In particolare, superato il fegato, il sangue va al cuore e poi è pompato ai polmoni, che rappresentano la localizzazione di metastasi da tumore del colon retto più comune dopo il fegato. Il sangue dai polmoni torna al cuore e poi è pompato al resto del corpo. Nella diffusione delle cellule tumorali intervengono vari fattori, fra i quali il tempo. Per questo motivo la diagnosi precoce ha un ruolo decisivo nel prevenire, o limitare, la diffusione e controlli ben programmati, dopo un trattamento iniziale, servono a curare tempestivamente le recidive.
Leggi anche:
- Cosa sono le metastasi? Tutti i tumori danno metastasi?
- Tumore del colon retto: trattamento chirurgico, radioterapia e chemioterapia
- Tumore del colon retto con metastasi: chirurgia, chemioterapia e terapie biologiche
- Tumore del colon retto: terapia personalizzata col test RAS
- Anticorpi monoclonali contro il tumore del colon retto metastatico
- Differenza tra tumore benigno, maligno, neoplasia, cancro e metastasi
- Cos’è un tumore? Perché viene il cancro? Quali sono le cause?
- Differenza tra adenocarcinoma e carcinoma con esempi
- Differenza tra cancro e carcinoma con esempi
- Stomie: cosa sono, a che servono, quanti tipi esistono?
- Poliposi gastrointestinale giovanile: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Poliposi infantile e giovanile: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Poliposi adenomatosa familiare: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Sindrome di Peutz-Jeghers: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Sindrome di Bannayan-Riley-Ruvalcaba: cause, sintomi, diagnosi, terapia
- Polipi intestinali: tipi, cause, fattori di rischio, fattori protettivi
- Polipi intestinali: sintomi, segni, esami, diagnosi, screening
- Polipi intestinali: terapia, chirurgia, colectomia, farmaci, prevenzione
- Differenza tra ipertrofia muscolare sarcolplasmatica e miofibrillare
- Ipertrofia muscolare: cosa significa e come si raggiunge
- Esofago di Barrett: sintomi iniziali, diagnosi, terapia, dieta e chirurgia
- Differenza tra metaplasia, displasia e neoplasia con esempi
- Differenza tra tumore e tessuto normale con esempi
- Che significa malattia terminale?
- Quanto tempo mi rimane da vivere?
- Differenza tra prevenzione primaria, secondaria e terziaria con esempi
- Quanto è lungo l’intestino in adulto e neonato (tenue e crasso)
- Capire se si ha un tumore: come viene diagnosticato un cancro
- Cure palliative: cosa sono ed a che servono?
- Dolore: cos’è, da cosa è causato, quanti tipi di dolore esistono?
- Differenza tra sintomo e segno con esempi
- Differenza tra malattia, sindrome e disturbo con esempi
- Differenza tra malattia acuta e cronica con esempi
- Che significa malattia cronica? Esempi di malattia cronica
- Come nasce un cancro? Cosa sono i cancerogeni e come avviene la cancerogenesi?
- Come prevenire i tumori ed il cancro? I 10 cambiamenti consigliati
- Differenza tra ipertrofia ed iperplasia con esempi
- Differenza tra iperplasia e neoplasia
- Chemioterapia: durata, in pastiglie, come funziona, fa male, perché farla?
- Radioterapia: cos’è, come si fa, come funziona e durata del trattamento
- Chemioterapia: gli effetti collaterali più e meno comuni
- Radioterapia: rischi, dolore, fastidio ed effetti collaterali
- Differenza tra radioterapia e chemioterapia
- E’ più “pesante” la chemioterapia o la radioterapia?
- Quando si fa la radioterapia e quando la chemioterapia?
- Radioterapia stereotassica (Gamma Knife): cos’è e quando si usa?
- Chemio e radioterapia: i bambini possono visitare i parenti durante i trattamenti?
- Gravidanza e radioterapia di un parente: effetti su terzi e cosa fare
- La chemioterapia può provocare un secondo tumore?
- La chemioterapia uccide? Il lato oscuro della terapia antitumorale
- Chemioterapia in gravidanza: può far male al bambino?
- Radioterapia in gravidanza: può far male al bambino?
- Differenza tra remissione parziale, totale e guarigione
- Differenza tra esame istologico, biopsia, agoaspirato ed agobiopsia
- Quando si fa l’esame istologico e perché?
- Differenze tra ileostomia, colostomia e urostomia
- Differenza tra atrofia, distrofia ed aplasia con esempi
- È vero che i campi elettromagnetici causano tumore e cancro?
- E’ vero che cucinare i cibi al microonde fa male alla salute?
- Feci nere e melena: cause e cure in adulti e neonati
- Sindrome dell’intestino irritabile: sintomi, dieta e cibi da evitare
- Mal di pancia e di stomaco: da cosa può dipendere e quali sono le cure
- Mal di pancia forte: quando chiamare il medico?
- Feci del neonato verdi, gialle, con muco, schiumose: cosa fare?
- Meconio, transizione e svezzamento: feci diverse nel neonato
- Differenza tra feci del neonato allattato al seno o con latte artificiale
- È normale che il mio bambino non emetta feci ogni giorno?
- Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi?
- Feci galleggianti e maleodoranti: cause e quando chiamare il medico
- Colore delle feci: normale e patologico
- Feci pastose e maleodoranti: malassorbimento e cattiva digestione
- Carboidrati, proteine e grassi: come vengono assorbiti nell’intestino?
- Differenze tra morbo di Crohn e colite ulcerosa: sintomi comuni e diversi
- Differenza tra colite ulcerosa, muco-membranosa, da fermentazione e da putrefazione
- Feci dalla bocca: il vomito fecaloide
- Riconoscere i differenti tipi di vomito a seconda del colore
- Vomito: le cause più frequenti
- Vomito: rimedi naturali e cure farmacologiche (farmaci anti-emetici)
- Differenza tra vomito e rigurgito nel neonato
Lo Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?
In questo articolo: Che possibilità ho di rimanere incinta?, abbiamo visto come la donna ha possibilità limitate di avere dei figli, mentre in un altro articolo: Fino a che età un uomo può avere figli?, abbiamo visto come l’uomo possa avere figli virtualmente per tutta la vita. Ma perché c’è questa differenza nei due sessi?
La risposta è semplice: mentre gli uomini producono continuamente nuovi spermatozoi (ininterrottamente e per tutta la vita), le donne nascono avendo già nelle ovaie tutti gli ovociti che useranno nella loro vita fertile.
Il maggior numero di ovociti una donna lo possiede quando si trova ancora nell’utero di sua madre: quando il feto femminile si trova alla ventesima settimana di sviluppo, le sue ovaie contengono fino a 6-7 milioni di ovociti! Al momento della nascita questo numero si riduce a 1-2 milioni e continuerà a diminuire. Al momento della pubertà una ragazza ha 200-500 mila ovociti nelle ovaie, e di questi ne userà solo una piccolissima parte (400-500 in tutto) nel corso della sua vita fertile. Infatti la maggior parte degli ovociti è destinata a degenerare per un processo di “morte spontanea” chiamato atresia: ogni mese iniziano a maturare molti follicoli, ma di questi solo uno o due si svilupperanno completamente mentre gli altri andranno incontro a una degenerazione spontanea.
Con il passare degli anni il processo di atresia può assumere un ritmo più serrato, oppure possono intervenire patologie che provocano una distruzione parziale o totale del patrimonio follicolare.
Ma soprattutto con il passare del tempo diminuisce la qualità degli ovociti, oltre alla loro quantità. La riserva di ovociti della donna invecchia insieme a lei, e questo invecchiamento del patrimonio ovocitario è il principale responsabile della diminuzione, col tempo, della fertilità femminile, perché tanto più un ovocita invecchia tanto più è probabile che sviluppi un’anomalia cromosomica che potrà renderlo inadatto a essere fecondato oppure causare un aborto spontaneo.
La più comune causa di aborto spontaneo è infatti la presenza di un’anomalia cromosomica nell’ovocita fecondato (si calcola che almeno la metà di tutti gli aborti spontanei sia dovuta ad anomalie genetiche dell’embrione). Un donna di 20 anni ha il 12-15% di probabilità di incorrere in un aborto se resta incinta, mentre la percentuale sale al 40% per una donna di 40 anni.
Anche i risultati della procreazione assistita confermano che c’è un forte legame tra l’età della donna e la sua probabilità di restare incinta: sia nelle IUI sia nelle FIVET le percentuali di successo sono maggiori se la donna ha meno di 35 anni, e i dati relativi alle ovodonazioni dimostrano che la probabilità di riuscita dipende molto più dall’età della donatrice (e dunque dell’ovocita) che dall’età della ricevente: le FIVET con ovociti donati da una donna giovane possono raggiungere percentuali di successo del 60% anche se le donne riceventi hanno più di 40 anni.
Quando, per qualunque motivo, il patrimonio ovarico si esaurisce prima del previsto, si parla di esaurimento ovarico prematuro o menopausa precoce: in questo caso la menopausa può arrivare a 35-40 anni, o anche prima (se il patrimonio ovarico si esaurisce nell’arco dei primi 10-12 anni di vita della donna non ci sarà neanche la prima mestruazione!). Quando invece si ha una riduzione (ma non l’esaurimento totale) della capacità di produrre ovociti, si parla di diminuzione della riserva ovarica.
Leggi anche:
- Testicoli piccoli: quali sono le cause e le dimensioni normali?
- Testicolo gonfio e dolorante: cause, diagnosi e terapie
- La vagina è uguale in tutte le donne?
- Quanto è profonda una vagina?
- Perché il freddo e l’ansia riducono le dimensioni del pene?
- Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?
- Dopo una vasectomia si eiacula ancora?
- Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza
- La vasectomia è reversibile?
- La vasectomia protegge da HIV ed altre malattie sessualmente trasmissibili?
- Si può rimanere incinta durante il ciclo?
- E’ possibile rimanere incinta a fine ciclo e subito dopo le mestruazioni?
- E’ possibile rimanere incinta poco prima delle mestruazioni?
- E’ possibile rimanere incinta con la pillola anche senza dimenticarla?
- Se sei incinta e prendi la pillola, viene il ciclo?
- Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?
- Fino a che età una donna può avere figli?
- Il pene è un muscolo o no? Cos’è il pene?
- Quali sono le posizioni sessuali consigliate in gravidanza?
- Capire se sono incinta: i primi sintomi di gravidanza
- Perché ho un ritardo del ciclo? Quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi? Come mi devo comportare?
- E’ possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate?
- E’ possibile non essere più vergini anche senza essere state penetrate?
- Differenza tra ovaio microcistico, policistico e cisti ovariche
- Differenza tra ovaio policistico, micropolicistico e microfollicolare
- Differenza tra ovaio policistico e multifollicolare
- Ovaio: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Vagina: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra vagina e vulva
- Utero: anatomia, funzioni, patologie e sintomi in sintesi
- Apparato genitale femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!
Fino a che età un uomo può avere figli?
Come abbiamo visto in questo articolo: Che possibilità ho di rimanere incinta?, la donna ha possibilità limitate di avere dei figli, perché la sua fertilità diminuisce di molto superati i 35 anni ed è nulla con la “menopausa” momento che – intorno ai 50 anni – segna l’interruzione definitiva delle mestruazioni e, pertanto, della possibilità di avere una prole. E l’uomo? Negli uomini l’età ha un impatto decisamente minore sulla fertilità perché gli spermatozoi vengono continuamente rinnovati e, a differenza degli ovociti della donna, non invecchiano insieme al loro “possessore”.
Leggi anche: Silvio Berlusconi papà a 86 anni Ma è davvero possibile?
Mentre la donna ha un numero finito di gameti femminili (gli ovociti), al contrario nell’uomo la produzione di gameti maschili (gli spermatozoi) è un processo continuo e virtualmente infinito: la spermatogenesi (il processo di formazione di nuovi spermatozoi) si svolge ininterrottamente all’interno dei testicoli per tutta la vita. L’intero “ciclo di produzione” dura circa 70 giorni, dunque ogni 3 mesi un uomo rinnova interamente il suo patrimonio di spermatozoi. Ciò avviene dalla pubertà fino alla vecchiaia, anzi, letteralmente fino alla morte, e questo spiega perché un uomo di 80 o 90 anni ed oltre, salvo patologie che lo hanno reso sterile, può essere ancora fertile e generare dei figli.
Attenzione però, questo non significa che l’età non abbia alcuna influenza sulla fertilità maschile. Col passare del tempo si può avere progressivamente ad esempio:
- una diminuzione della produzione dell’ormone testosterone;
- una diminuzione nella quantità di eiaculato;
- una diminuzione nel numero di spermatozoi per ogni eiaculazione;
- una aumento di possibilità di generare spermatozoi alterati morfologicamente e funzionalmente;
- un aumento dei problemi prostatici;
- un aumento del periodo refrattario dopo l’orgasmo;
- un aumento della possibilità di soffrire di disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata “impotenza”);
- un aumento dei problemi legati all’eiaculazione (aneiaculazione, eiaculazione retrograda, eiaculato di cattiva qualità);
- un periodo più prolungato di esposizione a tossine o ad altri fattori legati all’ambiente e allo stile di vita che possono determinare un deficit nella fertilità;
- un aumento della possibilità di generare figli non sani, parimenti a quello che avviene nella donna (anche se nella donna il rischio aumenta in modo maggiore rispetto all’età, in confronto all’uomo).
Nonostante ciò l’uomo – al contrario della donna – ha la possibilità di fecondare virtualmente per tutta la sua vita e generare figli sani perfino in punto di morte. E la cosiddetta “menopausa maschile“, cioè l’andropausa? Mentre la menopausa impedisce alla donna di avere figli perché da quel momento in poi non ha più ovociti fecondabili, al contrario l’andropausa è caratterizzata principalmente dalla diminuzione del testosterone, ma, come abbiamo visto, ciò rallenta ma non impedisce la spermatogenesi e quindi la possibilità di avere spermatozoi fecondanti. Per approfondire, leggi:
- Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?
- Differenze tra menopausa ed andropausa: come cambia la sessualità nell’uomo e nella donna
Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:
- Integratore completo per aumentare la potenza sessuale: https://amzn.to/3x6fF5m
- Estratto di radice di Maca peruviana: http://amzn.to/2AVOn7P
- Integratore completo per aumentare il testosterone: https://amzn.to/2GGi1BK
- Ossido Nitrico: https://amzn.to/2IHSTr2
- Arginina: https://amzn.to/2xbksro
- Ornitina: https://amzn.to/2sjpXj8
- Citrullina: https://amzn.to/2IKiRKR
- ZMA (Zinco/Magnesio/Vitamina B6): https://amzn.to/3zp7W3P
- Catuaba: https://amzn.to/2RSa2It
- Ginkgo Biloba: https://amzn.to/35gKZBQ
- Ginseng: https://amzn.to/2kkzKRA
- Guaranà: https://amzn.to/2GGOuTH
- Zinco: http://amzn.to/2iupUvz
- Tribulus Terrestris: http://amzn.to/2nu4kt9
- Muira Puama: https://amzn.to/35pgiuh
- Fieno greco: https://amzn.to/3vmNKwi
- Cordyceps Sinensis: http://amzn.to/2B6TTVK
- Carnitina: https://amzn.to/2x4e5Gy
- Taurina: https://amzn.to/2Tw5R5t
- Vitamine e sali minerali: https://amzn.to/2JdCyNB
- Acido folico: http://amzn.to/2ycaCRA
- Allicina: https://amzn.to/3zp7SRD
- Saw Palmetto: https://amzn.to/2RVEOAm
- Calcio, vitamina D3 e vitamina K : http://amzn.to/2BDGeBE
- Omega 3: http://amzn.to/2AdJXtx
Leggi anche:
- Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci
- Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?
- Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali
- Gli uomini preferiscono le donne giovani: colpa loro se viene la menopausa
- Crisi di mezza età maschile: come influisce sul matrimonio e come superarla?
- Andropausa (menopausa maschile): cos’è, a che età, sintomi e cura
- Andropausa precoce: quali sono i sintomi ed i rimedi
- Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?
- Fino a che età una donna può avere figli?
- E’ possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate?
- Prostata: ogni quanto tempo fare il controllo del PSA?
- Prostata ingrossata ed infiammata: ecco cosa fare per mantenerla in salute
- Castrazione chirurgica in uomo e animali: perché farla e quali effetti determina
- Differenza tra castrazione ed evirazione
- Differenza tra castrazione e vasectomia
- Differenza tra castrato ed eunuco
- Differenza tra castrazione chimica e chirurgica
- Perché ho un ritardo del ciclo? Quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi? Come mi devo comportare?
- E’ possibile non essere più vergini anche senza essere state penetrate?
- Capire se sono incinta: i primi sintomi di gravidanza
- Perché il freddo e l’ansia riducono le dimensioni del pene?
- Crisi di mezza età maschile: sintomi, quanto dura, depressione
- Crisi di mezza età maschile: come superarla?
- Differenza tra la crisi di mezza età maschile e femminile
- Come confortare vostro marito durante la crisi di mezza età
- Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?
- Dopo una vasectomia si eiacula ancora?
- Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza
- La vasectomia è reversibile?
- La vasectomia protegge da HIV ed altre malattie sessualmente trasmissibili?
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!
Che possibilità ho di rimanere incinta?
A parità di frequenza di rapporti sessuali, di partner e di salute generale, una persona ha statisticamente più o meno possibilità di gravidanza a seconda soprattutto della propria età. Questo perché, sia nell’uomo che nella donna, la fertilità è massima in giovane età e raggiunge l’apice tra i 15 e i 24 anni (con un picco intorno ai 18 anni), per poi iniziare a diminuire gradualmente. Quindi – sia che la gravidanza sia ricercata, sia che sia il risultato di rottura di profilattico, pillola anticoncezionale dimenticata o altro – più siete giovani e più è statisticamente probabile rimanere incinta.
Ad influire molto nelle possibilità di gravidanza è anche il giorno del ciclo in cui si hanno rapporti sessuali completi, a tal proposito leggi anche: In quale giorno e settimana del ciclo è più probabile rimanere incinta?
L‘età incide in misura molto diversa nei due sessi: la fertilità maschile è più stabile e tende a conservarsi col passare degli anni, mentre nella donna resta stabile solo fino ai 30 anni per poi diminuire, con un primo netto calo sopra i 35 e un calo ancora più drastico dopo i 40. L’età media della menopausa è 50 anni, ma già sopra i 44-45 anni le probabilità di avere un figlio sono quasi nulle.
A tale proposito, leggi anche: Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?
La tabella seguente riassume in modo chiaro i tassi di fertilità relativa di una donna in base alla sua età:
| Età della donna | Tasso di fertilità relativa |
| 15-24 | 100% |
| 25-29 | 80-100% |
| 30-34 | 50-55% |
| 35-39 | 18-25% |
| 40-44 | 5-7% |
| 45-49 | 1% |
Ciò non significa che una donna non ha assolutamente speranze di concepire un figlio se ha più di 45 anni. Esistono al mondo donne che continuano a essere fertili oltre i 50 anni – sia in modo fisiologico che supportate dalle terapie ormonali – e sono documentati casi di donne che hanno dato alla luce figli sani a 57 anni. Ma sono casi rarissimi, ed è consigliabile che una donna alla ricerca di una gravidanza non faccia affidamento su eventi di questo tipo, dal momento che dai 35 anni in poi purtroppo aumentano di molto sia i rischi per la madre, sia le possibilità di avere un figlio con problemi di salute.
E l’uomo? A tale proposito ti consiglio di leggere: Fino a che età un uomo può avere figli?
Leggi anche:
- Capire se sono incinta: i primi sintomi di gravidanza
- E’ possibile rimanere incinta con il coito interrotto?
- Se pene o dita sporche di sperma penetrano in vagina si rimane incinta?
- Quando fare il test di gravidanza dopo il rapporto: dopo quanto risulta positivo
- Perché ho un ritardo del ciclo? Quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi? Come mi devo comportare?
- Se un profilattico sporco di sperma penetra in vagina si rimane incinta?
- Fino a che età una donna può avere figli?
- Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?
- E’ possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate?
- E’ possibile non essere più vergini anche senza essere state penetrate?
- Differenza tra ovaio microcistico, policistico e cisti ovariche
- Differenza tra ovaio policistico, micropolicistico e microfollicolare
- Differenza tra ovaio policistico e multifollicolare
- Ovaio: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Vagina: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra vagina e vulva
- Utero: anatomia, funzioni, patologie e sintomi in sintesi
- Apparato genitale femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- La vagina è uguale in tutte le donne?
- Quanto è profonda una vagina?
- Ormoni estrogeni: cosa sono e quali funzioni svolgono?
- Progesterone: cos’è, a cosa serve, valori e quali funzioni ha in gravidanza?
- Endometriosi: cause, sintomi e menopausa
- Estrogeni, sindrome premestruale, vampate di calore e menopausa
- Aumentare gli estrogeni naturalmente e senza farmaci
- Rimedi per la secchezza vaginale in menopausa
- La menopausa rovina la tua pelle, ecco i consigli per mantenerla giovane
- Menopausa: 8 consigli per affrontarla al meglio
- Menopausa: quali cambiamenti aspettarsi e come gestirli
- Pavimento pelvico: come cambia durante la menopausa?
- Si può rimanere incinta durante il ciclo?
- E’ possibile rimanere incinta a fine ciclo e subito dopo le mestruazioni?
- E’ possibile rimanere incinta poco prima delle mestruazioni?
- E’ possibile rimanere incinta con la pillola anche senza dimenticarla?
- Se sei incinta e prendi la pillola, viene il ciclo?
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
La ragazza con due vagine che ha dovuto perdere la verginità due volte
Hazel Jones, la ragazza che vedete in foto, sembrerebbe una normalissima ragazza come tante altre, eppure ha una particolarità che la rende unica: possiede due organi genitali femminili. La 27enne inglese ha raccontato la sua storia a This Morning, una seguitissima trasmissione del canale ITV1 del Regno Unito. La sua peculiare conformazione fisica è conosciuta come uterus didelphys, una malformazione molto rara: le tube del suo sistema riproduttivo non convergono in un utero solo ma si sono sviluppate in modo indipendente con il risultato che lei ora ha due uteri, due vagine e due cervici.
Leggi anche: La ragazza con tre seni
Nessuno si è accorto di nulla
Per molti anni nessuno si è reso conto di questa situazione molto particolare, né lei né i genitori né i suoi medici. Solo a 18 anni i due organi genitali sono stati riconosciuti come tali, grazie al suo fidanzato che aveva notato delle stranezze nei genitali della ragazza. Fin dalla pubertà lei aveva pensato che qualcosa non andasse per il verso giusto, perché i primi cicli mestruali si erano rivelati ben più dolorosi di quelli delle sue coetanee. Solo grazie all’acuta osservazione del fidanzato, però, la strana conformazione è venuta alla luce in maniera definitiva.
Leggi anche: Andrew Wardle: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre cento donne”
Due volte vergine
Cosa ha provato la ragazza alla scoperta della sua particolare malformazione? “Appena l’ho scoperto, l’ho detto a tutti! Ho pensato subito che fosse una cosa straordinaria. Argomento ideale per rompere il ghiaccio alle feste. E se una ragazza vuole dare un’occhiata, non ho problemi a mostrarle le mie parti intime: non è una cosa che mi imbarazza”.
Un’altra cosa particolare legata alla presenza di una doppia vagina è che Hazel Jones ha dovuto perdere due volte la verginità perché provvista di due imeni. Nessun imbarazzo per lei, dunque, né voglia di cambiare con l’ausilio della chirurgia, anche se dal punto di vista medico questa situazione potrebbe diventare molto pericolosa in caso di gravidanza.
Leggi anche:
- Diphallia: l’uomo nato con due peni [FOTO]
- Questa ragazza si spalma ogni giorno lo sperma di un amico sul viso: perché lo fa?
- L’uomo con il pene più grande del mondo:”Faccio sesso orale da solo e da morto donerò il mio pene a…”
- Poliorchidismo: l’uomo nato con tre testicoli [FOTO]
- Polimastia: quando la donna ha troppi seni
- La ragazza con due vagine [VIDEO]
- Quali sono le differenze tra orgasmo vaginale e clitorideo?
- Si spalma lo sperma fresco di un suo amico sul viso [VIDEO]
- La ragazza vegana che beve sperma fresco ogni giorno
- Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere
- Il bambino con tre peni
- Punto G femminile: trovarlo e stimolarlo [VIDEO] Attenzione: immagini
- Mappa delle zone erogene femminili: scopri i punti che la fanno impazzire
- Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello
- In aumento le donne che guardano video porno su internet, ecco le parole chiave che più cercano
- Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi
- Torsione del testicolo: sintomi, cure, conseguenze, neonati. E’ doloroso?
- Vagina: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- Differenza tra vagina e vulva
- Utero: anatomia, funzioni, patologie e sintomi in sintesi
- Apparato genitale femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi
- La vagina è uguale in tutte le donne?
- Quanto è profonda una vagina?
- Masturbazione maschile: 10 cose che le donne non sanno
- Sesso ad alta quota: fantasia o realtà?
- Sbagliata l’operazione al pene: 17enne denuncia il chirurgo
- Si fascia i genitali per sembrare donna: pene amputato
- Erezione di pene con protesi peniena [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
- Un mese senza guardare porno, ecco com’è andata e cosa ho imparato
- Erezione: come allenare i muscoli di pene e clitoride con gli esercizi di Kegel
- Se odi i gay, sei omosessuale: gli omofobi sono attratti dai gay
- Julio Iglesias dedica un brano al suo pene: “è il mio alleato, il mio amico fedele”
- Si spoglia, si taglia il pene ed inveisce contro i passanti
- L’auto grande è davvero il prolungamento di un pene piccolo?
- I 10 motivi per cui è stressante avere il pene, che le donne non possono capire
- Muore perché voleva avere un pene più grande
- Da oggi puoi usare la foto del tuo pene come password
- Alla guida con un pene di gomma e urina sintetica
- Sindrome del pene piccolo: quando si può parlare di patologia?
- Lunghezza media pene a 15 anni: quando il pene raggiunge la massima lunghezza possibile?
- Storia e psicologia della masturbazione
- Dieci ragazze raccontano le loro tecniche di masturbazione
- Tecniche di masturbazione femminile: 5 errori da non fare
- “Se ti tocchi diventi cieco”: tutti i falsi miti sulla masturbazione
- Maggio è il mese della masturbazione: tutto sull’orgasmo
- Masturbazione: ecco i 10 effetti sulla salute della donna
- Come bloccare sul nascere il desiderio di masturbarti in 10 passi
- Masturbazione maschile: suggerimenti per raggiungere orgasmi incredibili
- La masturbazione secondo la Bibbia è un peccato?
- USA: in arrivo la prima legge contro la masturbazione
- 13 ragioni per cui ogni donna dovrebbe masturbarsi regolarmente
- Imene: anulare, imperforato, tipologie, resistenza e funzioni
- Rottura dell’imene (deflorazione): come avviene, è dolorosa?
- Rottura dell’imene (deflorazione): si perde sangue e quanto?
- Come si fa a capire se l’imene si è davvero rotto o no?
- Rottura dell’imene (deflorazione): fa sempre male?
- Imene: dove si trova e come riconoscerlo
- A che serve l’imene?
- Imenoplastica: la ricostruzione chirurgica dell’imene lacerato
- Tornare vergine senza chirurgia, grazie all’imene finto
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su Tumblr e su Pinterest, grazie!