La pioggia è la più comune precipitazione atmosferica e si forma quando gocce separate di acqua cadono al suolo dalle nuvole. La quantità di pioggia caduta viene misurata dai pluviometri in millimetri di accumulo. A tale misura, detta anche altezza pluviometrica, corrispondono altrettanti litri d’acqua piovana su una superficie di un metro quadrato. I millimetri di pioggia caduti in un’ora definiscono quella che viene chiamata dai meteorologi intensità della pioggia; in base a ciò la pioggia viene distinta in vari tipi:
- pioviggine (< 1 mm ogni ora);
- pioggia debole (1 – 2 mm/h);
- pioggia leggera (2 – 4 mm/h);
- pioggia moderata (4 – 6 mm/h);
- pioggia forte (> 6 mm/h);
- rovescio (> 10 mm/h);
- nubifragio (> 30 mm/h).
La pioggia gioca un ruolo fondamentale nel ciclo dell’acqua, nel quale il liquido che evapora dagli oceani sotto forma di vapore si condensa nelle nuvole e cade di nuovo a terra, ritornando negli oceani attraverso il ruscellamento, i laghi, i fiumi e le falde sotterranee, per ripetere nuovamente il ciclo. In tal modo si rende disponibile alla biosfera, permettendo lo sviluppo della flora e della fauna e l’abitabilità agli esseri umani.
Formazione della pioggia
Una nube è formata da miliardi di goccioline d’acqua, ciascuna delle quali è a sua volta formata da circa 550 milioni di molecole d’acqua. Queste goccioline sono il risultato dell’evaporazione dell’acqua da oceani, mari, corsi d’acqua dolce, vegetazione e suolo. Il vapore acqueoviene quindi portato verso l’alto da correnti ascendenti; salendo, l’aria si raffredda e raggiunge la saturazione. Tuttavia questo non è sufficiente per provocare la condensazione del vapore, dato che la goccia d’acqua formatasi tende a sua volta ad evaporare. In condizioni normali non si potrebbe avere la condensazione del vapore e quindi la formazione di nubi, neanche in presenza di sovrasaturazioni del 500%. Fortunatamente, nell’aria sono presenti particelle di pulviscolo atmosferico e cristalli di ghiaccio che agiscono come “nuclei igroscopici” o “di condensazione” (di dimensioni comprese tra 0,1 e 4 µm) che promuovono e agevolano la trasformazione di stato delle particelle di vapore. Le precipitazioni e quindi la pioggia possono avvenire però solo quando la forza peso risulterà maggiore della resistenza offerta dal moto ascendente che ha portato alla formazione della nube stessa e che tende a mantenere le goccioline in sospensione. Occorrono centinaia di milioni di goccioline di nube per formare una goccia di pioggia del diametro compreso tra 200 µm e qualche millimetro. I due principali meccanismi di formazione sono l’accrescimento per coalescenza e il processo Bergeron-Findeisen.
Leggi anche:
- Differenza tra tuono, lampo, fulmine e saetta
- Calcolare la distanza di un temporale con il tempo tra lampo e tuono
- Differenza tra neve, grandine, ghiaccio, nevischio e pioggia
- Differenza tra temporale, pioggia, rovescio e tempesta
- Differenza tra neve artificiale e naturale: qual è la migliore per sciare?
- Neve: cos’è, come si forma, come si verifica la neve sopra i 2 °C
- Differenze tra i vari tipi di neve
- Differenza tra tornado, tromba d’aria, uragano, ciclone e tifone
- Tempesta: come si forma, tipi e classificazione
Accrescimento per coalescenza
Questo fenomeno accade nelle cosiddette nubi calde con temperatura superiore a 0 °C. Le goccioline di nube più grandi, spinte verso l’alto dalle correnti ascendenti, collidono con le goccioline più piccole e in seguito a ciò, aumentano di dimensioni. Una volta raggiunto il diametro di 200 µm, le correnti ascensionali non sono più in grado di mantenerle in sospensione e quindi cominciano a cadere, ingrandendosi ulteriormente. Il processo è particolarmente efficace nel caso di moti turbolenti.
Processo Bergeron-Findeisen
Nelle cosiddette nubi fredde, immerse nell’atmosfera a temperature inferiori a 0 °C, il processo avviene a causa dei nuclei glaciogeni che attraggono su sé stessi le goccioline di vapore, formando microcristalli di ghiaccio. Questi s’ingrandiscono attirando le molecole di vapore, che perdono così più molecole per l’evaporazione di quante non ne perdano i microcristalli di ghiaccio. Questo è dovuto al differente valore della tensione di vapore fra il ghiaccio e l’acqua liquida. Con questo processo si producono cristalli di ghiaccio di qualche centinaio di micrometri, che risultano grandi abbastanza per cadere dalla nuvola. Durante la caduta questi cristalli possono ingrandirsi ancora per coalescenza, sia urtando gocce e goccioline sopraffuse, sia scontrandosi con altri cristalli. Una volta usciti dalla nube, se la temperatura rimane negativa o poco superiore allo zero cadono come cristalli di neve, altrimenti si trasformano in gocce di pioggia.
Cause della pioggia
Nonostante il meccanismo di formazione della pioggia sia sempre pressoché lo stesso, le cause dell’innesco di questo fenomeno possono avere varie origini:
- lo scontro tra fronti caldi e freddi che provoca un moto ascendente di aria umida, che raggiunge quindi il punto di rugiada e inizia il processo di coalescenza.
- la pioggia convettiva, causata da un forte riscaldamento del suolo diurno che provoca un moto convettivo di umidità anche molto intenso che può scatenare temporali, in genere limitati ad un’area geografica circoscritta.
- il sollevamento orografico per via della morfologia del terreno che obbliga aria umida a risalire e quindi scaricare l’acqua sotto forma di pioggia. È tipico in questo caso la formazione di un’ombra pluviometrica.
- grandi eventi atmosferici che periodicamente provocano la pioggia, come i monsoni o i cicloni tropicali.
- tecniche artificiali come l’inseminazione delle nuvole.
Leggi anche:
- Geloni alle mani e ai piedi: sintomi e rimedi naturali
- Perché quando cambia il tempo fanno male ossa, cicatrici e testa
- Perché quando cambia il tempo ho dolori alle ossa e mal di testa?
- Perché il sale scioglie il ghiaccio? Quale reazione avviene?
- Metereopatia: perché quando cambia il tempo hai dolori a collo e schiena
- Perché quando cambia il tempo fanno male le cicatrici e come far passare il dolore
- Cambio di clima: prevenire e combattere gli effetti sulle articolazioni
- Perché quando piove le ferite fanno male?
- Da cosa sono formate le nuvole e come si creano? Perché piove? Cos’è la grandine e come si forma?
- Quasi 70 gradi sotto zero: il villaggio più freddo al mondo
- Il profumo della pioggia e della natura
- Amo la pioggia, le nuvole ed il vento…
- Stanco del traffico? Vieni a vivere a Giethoorn: il paese senza strade
- Chi vuole passare il week end al mare nell’Oceano Pacifico?
- La spiaggia con l’acqua più azzurra del mondo
- Vacanze al mare: cinque motivi per cui il tuo cervello è felice in acqua
- Le dieci spiagge libere più belle d’Italia
- Perché gli uomini vivono meno delle donne?
- Vuoi vivere fino a 140 anni? Fai come il popolo degli Hunza
- Vivremo fino a 500 anni
- Gli uomini vivono meno delle donne, ma sono sani più a lungo
- La stagione in cui sei nato determina il tuo carattere, ecco come
- La natura è il posto più bello dove passare l’eternità
- Differenza tra equinozio e solstizio con date
- Quando inizia e finisce la primavera?
- Quando inizia e finisce l’estate?
- Quando inizia e finisce l’autunno?
- Quando inizia e finisce l’inverno?
- Cos’è un anno luce ed a quanti km corrisponde?
- Le distanze dell’universo, ovvero: bagliori di luce da una stella ormai scomparsa
- Vi spiego come far entrare sette miliardi di persone nello spazio di una palla da tennis
- Differenza tra meteorite, asteroide e cometa con esempi
- Quante persone vivono a Roma, in Italia, in Europa e nel mondo?
- La donna più fertile del mondo: 69 figli
- Differenza tra massa e peso in fisica ed in medicina
- Teoria del Tempo Fantasma: 297 anni di storia non sono mai esistiti, ora siamo nel 1717
- L’uomo più grasso del mondo pesa 368 kg
- Quanto pesa un litro di acqua liquida o di ghiacciata?
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Il midollo osseo è un tessuto molle che occupa i canali delle ossa lunghe (ad esempio il femore) e la fascia centrale delle ossa piatte (ad esempio le ossa del bacino) e la sua funzione principale è quella della produzione e maturazione delle cellule del sangue, cioè eritrociti (globuli rossi), leucociti (globuli bianchi) e trombociti (piastrine).
In linea di massima i punti neri che appaiono permanentemente sui denti, potrebbero essere carie secche.
Il peperone contiene mediamente 100 calorie per 100 grammi e circa 4,6 grammi di carboidrati. Il peperone è un alimento che può essere assunto dal paziente diabetico, in dosi moderate e dopo parere positivo del medico.
Lo stomaco ha varie funzioni tra cui quella principale è digerire in filamenti lineari le molecole proteiche ingerite con l’alimentazione (denaturazione), mediante l’azione dell’acido cloridrico e di alcuni enzimi, al fine di consentirne poi l’assorbimento al livello dell’intestino tenue. In caso di gastrectomia parziale o totale (rimozione chirurgica dello stomaco che si rende necessaria specie in presenza di cancro gastrico), la vita è possibile? La risposta è insita nell’intervento chirurgico che di fatto collega una parte dell’intestino (quasi sempre il digiuno) con l’esofago, ricreando quindi una continuità del tratto digerente. Aiutati dai succhi biliari e pancreatici, anche i gastrectomizzati riescono a digerire il cibo. Risulta anche importante una lunga masticazione. Certo, cambia il tipo di alimentazione: alcuni cibi diventano indigeribili, altri creano fastidi. Ma mangiando poco e spesso, e provando varie combinazioni si riesce quasi sempre a trovare una buona soluzione per la nuova alimentazione. L’aiuto più grande deve venire da un nutrizionista“esperto, che potrà fornire i consigli migliori su come adattarsi alla nuova alimentazione. Certamente la vita non sarà la stessa del pre-intervento in quanto ci si sentirà più spesso stanchi e si dovrà essere una costante integrazione vitaminica (Vit B, Vit. D, ferro, folina ecc ecc.) da valutare con il medico in base agli esami.
I problemi oggetto di intervento dello psicoterapeuta vanno dal generico disagio esistenziale senza una sintomatologia psicopatologica manifesta, alle forme di disturbi più clinicamente strutturati (dalle strutturazioni e sintomatologie nevrotiche a quelle dei disturbi di personalità), fino all’intervento psicoterapeutico nelle più gravi forme di psicosi (psicopatologia con interpretazione delirante della realtà, spesso con allucinazioni uditive, visive o tattili). Possono essere affrontati fenomeni sintomatici quali l’ansia, la depressione, il disturbo bipolare, le fobie, le ossessioni, i disturbi del comportamento alimentare – anoressia e bulimia – e della sfera sessuale, il comportamento compulsivo, l’abuso di sostanze (alcol, droghe, farmaci, i cosiddetti “disturbi di asse I del DSM”); in psicoterapia è possibile affrontare anche i disturbi della personalità (“disturbi di asse II del DSM”), le forme di disagio personale non psicopatologicamente strutturato (difficoltà relazionali, affettive, interpersonali), ed i fenomeni relazionali complessi quali il mobbing, il conflitto coniugale ed altri. Lo psicoterapeuta si può occupare anche della riabilitazione di soggetti con disturbi psichiatrici e della riabilitazione di soggetti tossicodipendenti, sia all’interno di strutture sanitarie pubbliche (per esempio i CSM, Centri di Salute Mentale per i soggetti psichiatrici, e i SERT (Servizi Tossicodipendenze) nel caso delle tossicodipendenze), all’interno di Comunità Terapeutiche che possono essere sia pubbliche o private, o infine presso un ambulatorio o studio professionale privato.
I peli e la barba, nei ragazzi, cominciano a crescere con l’arrivo della pubertà con il suo carico di variazioni ormonali che determinano appunto la comparsa dei caratteri sessuali secondari maschili. Generalmente i primi peli distinguibili dalla peluria (che prendono il nome di “peli terminali”), crescono dai 12/13 anni in poi, come anche i peli sotto le ascelle, sul petto ed i peli pubici; contemporaneamente anche la voce tende a cambiare. Questa età è tuttavia estremamente variabile tra soggetto e soggetto, come anche colore, spessore e quantità di peli per cm quadrato.
Dimmi che smartphone scegli e ti dirò chi sei. Ovvero: se preferisci addentare la mela dell’iPhone oppure affidare chiamate, messaggi, chat e post a volontà al sistema Android. Ad indagare sulla personalità dei due gruppi di utenti sono stati i ricercatori dell’University of Lincoln School of Psychology del Nebraska. Attraverso uno studio, presentato alla conferenza annuale della British Psychological a Cardiff, che ha testato i clienti di entrambi i device, registrando delle differenze fra i due “universi”uman-digitali. Per esempio i primi, seguaci affezionati di Cupertino sono apparsi più estroversi degli Androidiani che dal canto loro sono stati percepiti maggiormente umili e onesti. Inoltre sembrerebbe che le donne siano due volte più predisposte a scegliere un iPhone. E che, cosa che si nota ad ogni nuova uscita delle creature della Apple, chi opta per quest’ultimo, femmina o maschio che sia, punta ad avere il modello più recente che faccia “status”. Molto meno di chi invece usa Android.