Poligono di Willis: anatomia e varianti anatomiche

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma POLIGONO DI WILLIS ANATOMIA VARIANTI ANA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl Poligono di Willis, anche chiamato Circolo di Willis (Circle of Willis in inglese) è importante sistema di anastomosi arteriose (cioè di comunicazioni tra vasi arteriosi) a pieno canale presente alla base della scatola cranica, così chiamato in onore al medico inglese Thomas Willis. Rappresenta la confluenza di tre arterie principali:

  • l’arteria basilare, che è formata dalla confluenza delle arterie vertebrali destra e sinistra (prime collaterali della succlavia);
  • le due arterie carotidi interne (destra e sinistra).

Il Poligono di Willis può essere ricondotto idealmente ad un ettagono (cioè un poligono che ha sette lati e sette angoli) avente come lati: anteriormente le 2 arterie cerebrali anteriori (destra e sinistra) che si uniscono attraverso l’arteria comunicante anteriore; posteriormente le 2 arterie cerebrali posteriori (destra e sinistra); tra arteria cerebrale anteriore e posteriore di ogni lato c’è l’arteria comunicante posteriore.

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Quindi andando in senso orario troviamo:

  • arteria cerebrale anteriore di sinistra;
  • arteria comunicante anteriore;
  • arteria cerebrale anteriore di destra;
  • arteria comunicante posteriore di destra;
  • arteria cerebrale posteriore di destra;
  • arteria cerebrale posteriore di sinistra;
  • arteria comunicante posteriore di sinistra.

Tutti questi rami, ad eccezione dell’arteria cerebrale posteriore, ramo dell’arteria basilare, derivano dall’arteria carotide interna. La terminologia poligono è tuttavia anatomicamente poco corretta, e dovrebbe essere abbandonata in favore del nome più appropriato, ovvero circolo. Difatti la grande variabilità anatomica dell’organismo umano raramente si traduce in forme poligonali (o riconducibili a poligoni) del circolo arterioso, che comunemente risulta addirittura incompleto per l’assenza dell’arteria comunicante anteriore. Questa vasta anastomosi garantisce un’equa distribuzione di sangue alle strutture encefaliche, che si realizza attraverso un continuo compenso pressorio tra le arterie carotidi e le arterie vertebrali.

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L’interconnessione tra vasi sanguigni (anastomosi) dovrebbe proteggere il cervello quando parte del suo rifornimento è bloccata. Il sistema anastomotico dovrebbe garantire un’appropriata irrorazione dei tessuti cerebrali, ma le anastomosi non sono sempre in grado di compensare l’ostruzione di una delle arterie del circolo, risultando in una ridotta capacità di prevenire efficacemente l’anossia di una o più parti del territorio di distribuzione vascolare. È infine da notare che questo sistema, per mezzo dell’arteria cerebrale anteriore, forma un arco anastomotico con l’arteria angolare del naso (ramo della carotide esterna), pur non creando un’anastomosi funzionale.

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Poligono di Willis: varianti anatomiche
Nei soggetti normali possono riscontrarsi varianti anatomiche, essenzialmente rappresentate da:

  • nascita delle due arterie cerebrali anteriori da una sola carotide;
  • arteria cerebrale posteriore dipendente dalla carotide invece che dalla basilare;
  • grande differenza di calibro delle due arterie vertebrali.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perché l’ostruzione della carotide è così pericolosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma perche ostruzione carotide pericolosa Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPer meglio comprendere l’argomento, ti consiglio di leggere prima questo articolo: Carotide comune, interna, esterna: dove si trova ed a che serve

Per le sue caratteristiche anatomiche, la carotide è una sede preferenziale per la formazione di placche aterosclerotiche. Infatti, in corrispondenza della biforcazione in carotide interna ed esterna, si genera una turbolenza del flusso ematico, che smette di essere un flusso laminare, generando dei vortici. Questi vortici del flusso, quando associati a ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, sono i maggiori fattori di rischio per la genesi dell’arteriosclerosi carotide.

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La formazione di una placca ateromasica produce un’ostruzione al passaggio del sangue che, quindi, non è più libero di passare e di raggiungere i distretti di irrorazione periferica. In genere, le ostruzioni carotidee monolaterali, con carotide controlaterale pervia, sono asintomatiche perché le anastomosi esistenti tra carotide interna, carotide esterna e arteria vertebrale riescono ad assicurare un adeguato apporto ematico al Sistema Nervoso Centrale. In linea generale si ricorre a intervento chirurgico di rimozione della placca in caso di ostruzioni superiori al 70% del lume vasale.

Le conseguenze dell’ostruzione delle carotidi possono essere varie: in genere l’ostruzione si instaura in lungo tempo, il che permette alle altre arterie di modulare il flusso cerebrale, ma a volte un evento trombotico può aggravare acutamente la sintomatologia e dalla sede aterosclerotica possono liberarsi emboli che potrebbero determinare un ictus cerebrale.

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Composizione, caratteristiche e produzione dello sperma

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgIl liquido seminale, noto anche come sperma, è costituito da spermatozoi immersi in un mezzo liquido chiamato plasma seminale. Quest’ultimo è essenziale per la maturazione, il metabolismo e la vita degli spermatozoi, nonché per la sopravvivenza degli stessi dopo l’eiaculazione (emissione, al culmine dell’atto sessuale (orgasmo), del liquido seminale attraverso l’uretra). Gli spermatozoi, invece, rappresentano le cellule riproduttrici maschili, che una volta rilasciate in vagina, insieme alle altre componenti dello sperma, risalgono l’apparato riproduttivo femminile per fecondare la cellula uovo.Appena emesso, il liquido seminale coagula, assumendo una consistenza gelatinosa ed un colore bianco-lattiginoso. Pochi minuti dopo l’eiaculazione inizia il processo di dissoluzione del coagulo e rifluidificazione dello sperma, che si completa nei 20 minuti successivi per opera di specifici enzimi. Nell’eiaculato, oltre alle componenti già elencate (spermatozoi più plasma seminale), si riscontrano anche cellule immature provenienti dalla spermogenesi e cellule epiteliali di sfaldamento.La sintesi degli spermatozoi avviene all’interno dei tubuli seminiferi dei testicoli (contributo del 2-5% al volume complessivo dello sperma), mentre il plasma viene prodotto dalle vescicole seminali (contributo del 60-70% al volume spermatico), dalla prostata (20/30%) e in misura inferiore dalle ghiandole bulbo-uretrali (< 1%).Leggi anche:

Componenti del plasma seminale

Alla composizione del plasma seminale concorrono diverse sostanze prodotte a livello dell’epididimo, delle vescicole seminali e delle ghiandole accessorie, come la prostata, localizzate lungo la via escretrice. Tra queste sostanze, che abbiamo visto essere importantissime per garantire allo sperma o liquido seminale la corretta funzione, rientrano proteine, lipidi, prostaglandine, ormoni, ioni, acido citrico, fruttosio, vitamina C, una grande varietà di enzimi, zinco, carnitina e molte altre sostanze.

Ad ognuna di queste componenti è affidata una specifica funzione:

  • fruttosio e carnitina (rispettivamente utili come sorgente e produzione di energia), ad esempio, sono importanti nel metabolismo e nella motilità degli spermatozoi;
  • diversi enzimi proteolitici sono responsabili della già descritta liquefazione del coagulo seminale;
  • similmente, anche l’acido citrico interviene nel processo di coagulazione-liquefazione dello sperma;
  • i lipidi stabilizzano le membrane degli spermatozoi, proteggendole dagli insulti termici ed ambientali, e possono rappresentare una fonte addizionale di energia;
  • lo zinco ha probabilmente una funzione battericida diretta e indiretta, e stabilizza la cromatina degli spermatozoi;
  • i bicarbonati del liquido seminale hanno capacità tampone, utile per neutralizzare l’acidità dell’ambiente vaginale;
  • il muco aumenta la mobilità degli spermatozoi nell’apparato riproduttivo femminile, creando dei canalicoli all’interno dello sperma, lungo i quali gli stessi spermatozoi possono avanzare senza disperdersi;
  • le prostaglandine sono invece coinvolte nella soppressione della risposta immunitaria femminile contro gli spermatozoi del partner (una comune causa di infertilità).

E’ importante sottolineare come alcune di queste sostanze siano sintetizzate o filtrate in uno specifico distretto e come tali possano essere utilizzate quali markers diagnostici funzionali di una determinata struttura anatomica. Il fruttosio, ad esempio, rappresenta un indice molto fedele dello stato di funzionalità delle vescicole seminifere, mentre l’acido citrico è un tipico marker di funzionalità prostatica. Un buon indice della funzione epididimaria è invece rappresentato dalla concentrazione di carnitina nel liquido seminale.

Caratteristiche dello sperma

  • Volume medio eiaculato: 3/5 ml (notevolmente influenzato anche dalle condizioni psicologiche e dallo stato di eccitazione del soggetto).
  • Numero di spermatozoi nello sperma eiaculato: da 300 a 500 milioni.
  • pH leggermente alcalino: 7.2/8.
  • Odore.
  • Osmolarità del liquido seminale: iso-osmotica.
  • Colore: bianco, opalescente.
  • Sapore: variabile anche in relazione alle abitudini alimentari, con sfumature dolci, salate ed amare.

Queste ed altre caratteristiche fisiologiche del liquido seminale (ad eccezione del gusto) vengono valutate in un esame, chiamato spermiogramma, che fornisce un quadro indicativo sulla fertilità maschile.

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Diabete: quale verdura e legumi preferire per controllare la glicemia

MEDICINA ONLINE MANGIARE VERRDURA LEGUMI MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTINel diabete, i criteri per la scelta della verdura sono i medesimi degli altri alimenti; in nutrizione clinica è fondamentale valutare la pertinenza o meno di questi prodotti sulla base di:

  • Contenuto di glucidi
  • Indice glicemico dell’alimento
  • Contenuto di fibra alimentare
  • Importanza qualitativa e apporto di molecole funzionali (vitamine, oligoelementi, antiossidanti, lecitine, fitosteroli ecc.)
  • Contenuto di molecole anti-nutrizionali (soprattutto ossalati e fitati)
  • Praticabilità della porzione di consumo in merito alle necessità nutrizionali.

Nel diabete, le scelte alimentari possono esaltare o vanificare l’intera terapia; il soggetto affetto da diabete di tipo 2, soventemente goloso, sedentario ed in sovrappeso, DEVE modificare profondamente il proprio stile di vita muovendosi di più, mangiando meno e meglio, ed assumendo farmaci. Tra queste tre componenti terapiche, quella più impegnativa e dalla quale dipende l’efficacia della altre due è senz’altro l’alimentazione; per questo motivo, anche la scelta delle verdure riveste un ruolo determinante nella riuscita della remissione diabetica.

Nelle verdure scelte dal diabetico, il contenuto in glucidi dev’essere modesto o meglio basso. I contorni (o anche il condimento dei primi piatti) non devono incidere significativamente sul bilancio energetico del pasto; in caso contrario, il rischio è quello di dover abbassare ulteriormente le porzioni dei prodotti a più alta densità glucidica, come i cereali ed i loro derivati. Verdure di ogni genere fritte ed impanate, oppure sott’olio, sono ad esempio sconsigliate nell’alimentazione del diabetico, che dovrebbe consumarle solo occasionalmente ed in modiche porzioni.

In merito all’indice glicemico, non è molto difficile scegliere verdure che inducono una risposta insulinica moderata: è sufficiente limitare soprattutto patate ed altri tuberi (es. barbabietole, manioca), cereali consumati come verdura (ad esempio il mais in scatola) ed alcuni legumi freschi (come piselli, fave e fagioli), alimenti peraltro sconsigliati soprattutto per il maggior carico glicemico. Tutti questi alimenti, accomunati dalla ricchezza in amido, possono essere consumati in sostituzione del pane o riducendo significativamente la quantità di pasta o riso nel primo piatto.

legumi secchi (lenticchie, ceci, soia, fagioli) si possono invece consumare al posto del secondo (carne, pesce, uova, pollame, prosciutto ecc.) se tollerati. Per quanto riguarda le verdure ad indice glicemico medio-alto, ma ricche di fibra e a basso carico glicemico, come le carote, in genere è concessa una certa libertà di consumo al diabetico, con l’unica raccomandazione di non esagerare con le porzioni e la frequenza.

Se da un lato è bene limitare il consumo di verdure amidacee, dall’altro l’apporto di fibra alimentare è un aspetto preponderante; infatti, questa componente dietetica facilita il controllo dell’assorbimento glucidico “domando” l’impennata insulinica provocata dai glucidi. Ovviamente, nella scelta dell’uno o dell’altro prodotto, la selezione si orienterà soprattutto verso quelle verdure più ricche dal punto di vista nutrizionale e, al fine di conservarne le caratteristiche, meglio se consumate fresche e crude. Tuttavia, è opportuno ricordare che tra le molecole apportate da questi cibi rientrano anche diverse componenti anti-nutrizionali responsabili del mancato assorbimento di alcuni ioni essenziali; è il caso dei fitati e degli ossalati che legano (chelano) sia il ferro che il calcio degli alimenti. Pertanto, è consigliabile attenersi alle porzioni consigliate dalle linee guida o comunque NON abusare eccessivamente di verdure anche in caso di diabete.

I migliori prodotti per diabetici
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Carotide comune, interna, esterna: dove si trova ed a che serve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CAROTIDE COMUNE INTERNA ESTERNA DOVE FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’arteria carotide è uno delle più grandi ed importanti arterie del nostro corpo umano: essa – insieme all’arteria vertebrale – irrora il sistema nervoso centrale e le strutture facciali. Una ostruzione a livello dell’arteria carotide è estremamente pericolosa per la salute, a tal proposito leggi anche:

Anatomia dell’arteria carotide
Dal punto di vista anatomico, l’arteria carotide può essere divisa in:

  • carotide comune: rappresenta il primo tratto della carotide;
  • carotide interna: è un grosso ed importante vaso che porta i suoi rami all’encefalo, alla pia madre, all’aracnoide, all’occhio e agli organi della cavità orbitaria;
  • carotide esterna: origina dalla carotide comune che si biforca a livello della giunzione tra C3 e C4 dando origine alla carotide interna e alla carotide esterna.

Arteria Carotide Comune
Le carotidi originano dall’arco aortico in maniera asimmetrica nei due lati; infatti, quella di sinistra origina direttamente dall’arco aortico, mentre quella di destra origina dalla divisione del tronco brachio-cefalico e da questi punti esse prendono il nome di arteria carotide comune. L’arteria carotide comune punta in alto ed è ricoperta dal muscolo sternocleidomastoideo e nella regione del collo entra a far parte del fascio vascolo-nervoso del collo che la contiene insieme con la vena giugulare interna e il nervo vago. Essa arriva fino al margine superiore della cartilagine tiroidea della laringe, dove si divide nei suoi due rami terminali: l’arteria carotide interna e l’arteria carotide esterna. La carotide interna si trova lateralmente e quella esterna si trova medialmente, ma poi la carotide interna curva medialmente e indietro per puntare verso la base cranica ed entrare all’interno del cranio, mentre quella esterna resterà all’esterno del cranio e provvederà all’irrorazione della faccia.

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Arteria Carotide Interna
L’arteria carotide interna origina dall’arteria carotide comune subito sopra il margine superiore della cartilagine tiroidea della laringe, quando la carotide comune si divide a fionda nella carotide esterna e nella carotide interna. Alla sua origine possiede un diametro di 8 mm, diametro maggiore di quello della carotide esterna. In genere la carotide interna di sinistra è più grande di quella di destra. La sua porzione cervicale è in rapporto con la giugulare interna, e il nervo vago, che l’accompagnano, e con i muscoli stiloioideo, stilofaringeo e digastrico (ventre posteriore), che la incrociano lateralmente. Anche il nervo glossofaringeo la incrocia esternamente. Risale verso l’alto costeggiando la parete laterale della faringe e quindi penetra nel canale carotideo, scavato nella rocca petrosa dell’osso temporale. Percorso tutto il canale carotideo (tratto intrapetroso) si viene a trovare all’interno della cavità cranica dove piega in avanti e penetra nel seno cavernoso (tratto intracavernoso). All’interno di questo caratteristico seno venoso essa non è bagnata direttamente dal sangue ivi contenuto ma è ricoperta esternamente dell’endotelio del seno stesso. All’interno del seno cavernoso forma una curva diretta all’indietro e verso l’alto (sifone carotideo); in questo tratto essa è accompagnata da varie strutture nervose che sono:

  • nervo oculomotore (III);
  • nervo trocleare (IV);
  • branca oftalmica del nervo trigemino (V);
  • nervo abducente (VI).

Nella regione del collo dall’arteria non si stacca nessun ramo laterale; nel canale carotideo, dà origine ad un piccolo rametto arterioso, il ramo carotico-timpanico, che irrora la mucosa della cassa del timpano, e all’arteria pterigoidea. Nel tratto intracavernoso, stacca rami per il seno cavernoso, rami per il ganglio semilunare di Gasser, rami ipofisari (per l’ipofisi e la parte ventrale dell’ipotalamo) e rami meningei (per la dura madre della fossa cranica anteriore). Appena fuoriuscita dal seno cavernoso (tratto intracranico), stacca il suo secondo ramo laterale che è rappresentato dall’arteria oftalmica destinata al globo oculare che tra i suoi collaterali presenta l’arteria centrale della retina che penetra nel nervo ottico e poi si apre a livello della papilla ottica. Infine, la carotide interna piega medialmente al davanti dei processi clinoidei e si divide nei suoi quattro rami terminali, che sono:

  • arteria cerebrale anteriore;
  • arteria cerebrale media;
  • arteria corioidea anteriore;
  • arteria comunicante posteriore.

Il seno carotideo, localizzato alla base dell’arteria carotide interna, contiene i recettori coinvolti nella regolazione cardiovascolare (barocettori e chemocettori). Un’arteria carotide comune può essere individuata esercitando una lieve pressione con i polpastrelli ai lati della trachea, immediatamente sotto l’angolo della mandibola, fino a quando non si percepisce la pulsazione cardiaca.

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Arteria Carotide Esterna
La carotide esterna origina dalla carotide comune che si biforca a livello della giunzione tra C3 e C4 dando origine alla carotide interna e alla carotide esterna. Poco dopo l’origine si flette verso avanti allontanandosi dalla carotide interna, passando prima anteromedialmente a essa e successivamente lateralmente, per portarsi in alto passando tra il processo mastoideo e l’angolo della mandibola, mantenendosi superficiale rispetto alla carotide interna. Oltre questo punto si divide in arteria mascellare interna e arteria temporale superficiale, i suoi rami terminali. Nell’ambito del triangolo carotideo, si trova profondamente a: cute, fascia superficiale, ansa tra ramo cervicale del nervo faciale e il nervo cutaneo trasverso del collo, fascia cervicale profonda e margine anteriore del muscolo sternocleidomastoideo; l’arteria è, inoltre, incrociata dal nervo ipoglosso (e dalla sua vena satellite), dalla vena linguale, dalla vena faciale e, talvolta, dalla vena tiroidea inferiore. Fuori dal triangolo carotideo passa tra il ventre posteriore del muscolo digastrico e il muscolo stiloioideo, fino a entrare nella ghiandola parotide. All’interno della parotide si trova medialmente al nervo faciale e alla convergenza delle vene mascellare e temporale superficiale. Nel suo tratto iniziale, l’arteria contrae rapporto medialmente con la faringe, il nervo laringeo superiore e l’arteria faringea ascendente. A un livello più alto, è separata dalla carotide interna dal nervo glossofaringeo, dal muscolo stilofaringeo, dal processo stiloideo, dal muscolo stiloglosso, dal muscolo stilofaringeo, dal ramo faringeo del vago e da parte della parotide stessa. L’arteria possiede 8 rami specifici che si distribuiscono alla testa e al collo:

  • Arteria tiroidea superiore (superficie anteriore);
  • Arteria faringea ascendente (superficie mediale);
  • Arteria linguale (superficie anteriore);
  • Arteria facciale (superficie anteriore);
  • Arteria occipitale (superficie posteriore);
  • Arteria auricolare posteriore (superficie posteriore);
  • Arteria temporale superficiale;
  • Arteria mascellare interna.

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Quanti caffè devi bere in un giorno per morire?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Bere più di quattro tazze di caffè al giorno aumenta il rischio di decessQuanti caffè puoi bere al giorno, prima di… morire? Calcolalo a questo link.

Caffeine Calculator

Basta inserire “caffè” nel riquadro “enter a drink”, poi il vostro peso e premere “calculate your limits”. Il Caffeine Calculator in realtà non conteggia solo i caffè espresso, ma in generale tutte le bevande che contengono caffeina, l’alcaloide naturale presente appunto nel caffè, ma anche nel tè, nella cola, nel cacao e nel guaranà e quindi in tutti quei prodotti a cui fanno da base per la realizzazione di bevande energetiche di cui facciamo uso ogni giorno. Le proprietà della caffeina la rendono una vera e propria sostanza psicoattiva in grado di stimolarci e attivarci. Ma, come per tutti i prodotti stupefacenti, l’abuso comporta alcuni rischi per la salute. Ansia, sonnolenza, tremori e disturbi intestinali sono infatti solo alcuni dei sintomi del “caffeinismo”, la sindrome dell’eccessivo consumo di caffeina che, come mostra il calcolatore, può portare anche alla morte.

Esempi

Per una una donna media di 50 chili, maggiorenne e in buono stato di salute, la dose letale di caffè espresso è di 97.7 tazzine, mentre la quantità massima consigliata è di 3.9. Per quanto riguarda invece un uomo medio di 80 chili, i caffè assassini sono 156,3, mentre il numero giornaliero massimo consigliato è 6,2, anche in questo caso si considera un uomo maggiorenne in buono stato di salute. Potete sbizzarrirvi a trovare la dose letale di moltissime bevande contenenti caffeina, tra queste ad esempio la Coca Cola e il Cappuccino. Il gioco a cui spinge questo sito è sicuramente interessante, ma ha comunque i suoi limiti visto che non prende in considerazione se si tratti di maschio o femmina, così come non richiede l’età o l’altezza della persona. Ad ogni modo, in questo caso, si sconsiglia di provare per credere.

La migliore selezione di tè, tisane e caffè

Qui di seguito trovate una lista con la migliore selezione di tè, infusi e caffè provenienti da tutto il mondo, di altissima qualità e scelti personalmente da me:

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A cosa servono le mosche, che funzione hanno?

MEDICINA ONLINE ZANZARA TIGRE MOSQUITO MOSKITO MOSCA INSETTO MOSCA PUNTURA MORSO PRURITO PELLE PUNGE FASTIDIO ESTATE ATTRAE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTOI ditteri sono un’ordine insetti che conta all’incirca 10.000 specie. I più conosciuti sono le mosche e le zanzare, comuni soprattutto per il fastidio che provocano ad animali, piante ed esseri umani.

Una domanda molto frequente è a cosa servano e difficilmente si pensa alla loro vera utilità.

Dal punto di vista dell’ecosistema terrestre i ditteri rappresentano il cibo di molte specie di animali. Le mosche, in particolare, sono la fonte nutritiva di molti uccelli, ed in particolare di rondini, colibrì, merli, cardellini e di altri uccelli che spesso frequentano i nostri balconi e i giardini di case e palazzi.

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Le 10 cose che non devi mai dire ad una donna grassa

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IO DICO NO ALL'ORGOGLIO CURVY Grasso Obesità HD Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaA tutti sarà capitato di avere un’amica, una fidanzata, una conoscente con qualche chilo in più: una donna grassa insomma. In questa guida vi segnaliamo 10 frasi da non dire assolutamente a questo tipo di donne. Non si tratta di frasi offensive, ma di frasi dette in buona fede che potrebbero diventare motivo di disagio per chi le ascolta.

1) Perché non dimagrisci un po’?
Eccola. La frase che può essere come una pugnalata per chi la sente. La donna prova un misto di rabbia e tristezza al suono di queste parole. Sì, perché con ogni probabilità costei avrà provato diete, palestre, massaggi, creme, insomma di tutto per ottenere dei risultati. Il tutto ovviamente a vuoto. Perciò evitate questa domanda che per voi sarà banale ma alla quale, purtroppo, lei starà cercando di dare risposta da anni.

2) Ehi, come stai bene, sei dimagrita?
È la frase che non si sa mai se chi la dice lo fa per falsa cortesia, per prendere in giro, o semplicemente per dire qualcosa di carino anche senza un minimo fondo di verità. È vero che a volte si può notare la perdita di qualche chilo anche su donne molto in sovrappeso, però nel dubbio non pronunciate questa frase a meno che il dimagrimento non sia davvero evidente. La donna oggetto del “complimento” infatti si sentirà costretta a ringraziarvi e ad essere sorridente nei vostri confronti, quando magari in realtà vorrebbe urlare “Ma cosa dici, sono a dieta da un mese e ho perso mezzo etto!”.

3) Perché non togli i pantaloncini così ti abbronzi?
Si sa, l’incubo di una persona grassa sono spiagge e piscine. Si sentono spesso a disagio, costrette a mettere in mostra un corpo con cui non sono a loro agio. Ai costumi preferiscono magliette e top che le tengano coperte il più possibile. Non girate quindi il coltello nella piaga costringendole ad inventare scuse per giustificare il loro look o a confidarvi il loro disagio in quella situazione.

4) Sai, una mia amica ha perso 10 chili con questa dieta
Evitate il paragone con altre persone. Non è carino far sentire la donna non in grado di dimagrire mentre altre ci riescono. Ogni situazione è diversa e non è detto che una dieta formidabile in un caso abbia lo stesso effetto su un’altra persona. Anche se lo dite in buona fede per incoraggiare e dare consigli, pesate bene le parole e il modo in cui proponete tali consigli.

5) Dai prova quel vestito!
Se vi trovate a fare shopping con una donna grassa, attenzione a non insistere troppo sulle prove dei vestiti. I camerini dei negozi, con tutti quegli specchi, sono l’incubo di chi ha qualche chilo in più. Senza contare il dover uscire dal camerino e confrontarsi con tutte le taglie 38 che in contemporanea si staranno cambiando in quel momento. Perciò aspettate che sia lei a chiedervi di accompagnarla nei camerini perché avrebbe piacere di provare qualche capo.

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6) Perché non ti iscrivi in palestra?
Non c’è bisogno che glielo ricordiate voi che l’esercizio fisico aiuta a dimagrire. Non rivolgetevi a lei come se non si impegnasse abbastanza per raggiungere il peso forma. Magari fatica a ottenere risultati. Piuttosto fatela sentire alla pari con un frase del tipo: “Perché non ci iscriviamo insieme in palestra, così ci alleniamo in compagnia?”.

7) Sei la mia cicciottella preferita
Se siete fidanzati con una ragazza in sovrappeso evitate nomignoli come paffuttela, cicciottela, morbidosa, ecc… Anche se per voi sono vezzeggiativi affettuosi, potrebbero essere colti come messaggi subliminali dalla vostra lei, che si convincerà di non piacervi più con quei chiletti di troppo sulla pancia.

8) Io mangio quello che voglio ma non ingrasso
Se ci tenete alla vita, non pronunciate per nessun motivo questa frase. Se avete la fortuna di mangiare un barattolo di cioccolata e non vedere nessun cambiamento sulla bilancia, non sventolate al vento questa fortuna, soprattutto davanti a chi prende 5 chili mangiando quattro spaghetti al sugo.

9) Ma non ti preoccupare, stai bene così
Non c’è frase che possa sembrare più falsa di questa. Soprattutto se avete un peso forma, non dite mai a una donna grassa che sta bene con i chili in più. È facile per voi dirlo, tanto chi ci deve convivere è lei. Optate piuttosto per qualcosa di più veritiero e costruttivo: “Con qualche chilo in meno staresti meglio, ma non farti ossessionare: la bellezza di una persona non si misura dalla bilancia”.

10) Guarda quella che cicciona
Attenzione alle figuracce, mi raccomando. Se per strada vedete qualcuno di cui vi viene da commentare la forma fisica, ricordate che vicino a voi avete una di quelle persone, a cui non farà piacere sentire come ridete di qualcuno col suo stesso problema!

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