Cari uomini che volete mettere incinta vostra moglie, da oggi avete un motivo in più per alimentarvi bene: la salute del vostro futuro figlio! Sotto con la verdura a foglie verdi, il pesce, la frutta e i cereali. Prima del concepimento dei vostri bimbi dovete fare il pieno di vitamina B9, l’acido folico che è contenuto in quegli alimenti, perché, dice uno studio della McGill University, pubblicato sulla rivista Nature communications, serve a scongiurare il rischio di aborto o di difetti di nascita. La ricerca ha dimostrato, infatti, che l’alimentazione dei padri prima del concepimento potrebbe avere un ruolo importante quanto quella della madre nella salute dei bebè. Secondo gli scienziati, le regioni dell’epigenoma dello sperma sono molto sensibili alla dieta e esse vanno a incidere sulla cosiddetta mappa epigenomica che influenza lo sviluppo, il metabolismo e le malattie nella prole, sul lungo termine. Da oggi si mangia sano: vostro figlio vi ringrazierà già dalla pancia di vostra moglie!
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Non è sempre vero, come spesso si pensa, che la medicina naturale abbia meno controindicazioni di quella “tradizionale”. Lo dimostrano due ricercatori, Fabiana Auricchio e Francesca Menniti Ippolito, entrambi del Centro nazionale di epidemiologia, che durante il XXII seminario nazionale su “La valutazione dell’uso e della sicurezza dei farmaci: esperienze in Italia” organizzato dall’Istituto superiore di sanità, hanno lanciato l’allarme: alcuni prodotti della medicina naturale (integratori, prodotti erboristici e rimedi omeopatici) sono associati, nei bambini, all’insorgenza di svariate reazioni avverse. I due ricercatori hanno raccolto le segnalazioni spontanee di reazioni avverse a terapie non convenzionali raccolte nel database dell’Iss, e le hanno analizzate classificando i casi per gravità, fascia di età, tipo di prodotto utilizzato e specifica condizione di interesse (problemi neurologici, complicazioni gastrointestinali, reazioni mucocutanee). Hanno così conteggiato 213 reazioni avverse delle quali il 26 per cento sono risultate gravi.
Nel sistema scolastico francese l’educazione fisica, ritenuta parte integrante dello sviluppo psicofisico degli adolescenti, occupa il 15 per cento dell’orario complessivo scolastico. In Italia si arriva a malapena al 7 per cento. Basta questo dato per fare suonare il campanello d’allarme: troppi giovani non praticano sport, mettendo a repentaglio la loro salute. E a suonarlo a Roma, nel corso degli Stati generali della Pediatria, è stata la Società italiana di pediatria (Sip): siamo di fronte a una generazione che rischia di diventare malata.
Il professor Emilio Fossati, primario del Dipartimento d’urgenza della Clinica Pediatrica De Marchi di Milano, ha recentemente affermato che c’è un pesante aumento di giovani dai dodici ai quattordici anni che abusano dell’alcol e arrivano al pronto soccorso in condizioni preoccupanti. Questi ragazzi praticano il binge drinking ovvero “abbuffata di alcolici”, bevendo cinque o sei drink alcolici (spesso vodka al limone) con lo scopo di “sballare” in poco tempo. Nel 2012 ci sono stati sessanta ricoveri al pronto soccorso della De Marchi e quest’anno si stanno raggiungendo i cento. Una ricerca condotta dal professor David Nutt pubblicata nel 2010 sulla prestigiosa rivista The Lancet afferma che l’alcol è la droga più nociva per la società, più di eroina, cocaina e altri narcotici: solo che, a differenza di questi, non è proibita dalla legge in età maggiorenne. Chiunque si può fare un drink o quanti ne vuole senza conseguenze legali. Secondo il professor Nutt se è vero che l’alcol è solo al quarto posto come pericolosità per chi ne fa uso, venendo in questa graduatoria dopo eroina, crack e matamfetamine, è altrettanto vero che, sommando il danno che l’alcol fa all’individuo con il danno sociale, è proprio l’alcol che risulta la “droga” più pericolosa di tutte. 72 punti su 100 contro i 55 dell’eroina, i 54 del crack, i 27 della cocaina, i 24 dell’anfetamina i 20 della marijuana.
Per buttarla in scherzo si potrebbe dire che, a dar retta alle raccomandazioni americane, a non prendere le medicine anticolesterolo rimarranno solo i bambini. Le nuove linee guida pubblicate un paio di settimane fa dall’American college of cardiology e dall’American heart association su chi e quando dovrebbe prendere le statine hanno suscitato un putiferio. Le nuove indicazioni introducono due sostanziali novità rispetto al passato. La prima è che non c’è più un livello fisso cui mirare nell’abbassare il colesterolo cattivo: si dice solo che i medici devono valutare il rischio complessivo del paziente, se ha già avuto o no un infarto, se ha altre malattie, se è iperteso e, nel caso abbia anche il colesterolo alto, occorre prescrivergli le statine per abbassarlo.
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Finalmente la pubblicità dell’acqua minerale Uliveto e Rocchetta è stata censurata dall’Antitrust che ha anche deciso una multa di 100 mila euro alla Co.ge.di International proprietaria del marchio. Altri 30 mila euro di multa sono stati assegnati alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) che ha supportato con il logo i messaggi pubblicitari. Il messaggio censurato è ha totalizzato 150 uscite su diversi quotidiani come il Corriere della sera, La Repubblica, Il Messaggero, oltre a innumerevoli spot su diverse radio e il manifesto è stato affisso in centinaia di studi medici. Per capire meglio di cosa stiamo parlando basta dire che Uliveto e Rocchetta vendono da 400 a 500 milioni di bottiglie ogni anno, anche grazie a questa pubblicità martellante e ingannevole.