Mal di testa persistente, nausea e bocca impastata. Non è la prima volta che ti succede, anzi, scottato dall’esperienza, ti eri ripromesso che non sarebbe più accaduto, ed invece eccoti qui. Se ti ubriachi troppo spesso forse è l’ora di chiedere aiuto ad un medico, ma questa è un’altra storia. Oggi ci occupiamo dei postumi della sbornia e di come smaltirli il più rapidamente possibile.
Durata dei postumi della sbornia
Le hai provate tutte, ma i “rimedi della nonna” non hanno funzionato. Ti chiedi quando ti passerà. Per ritrovare un po’ di serenità, il tuo migliore alleato sarà solo uno: il tempo. In effetti bastano pochi secondi per mandare giù un bicchiere, ma c’è poi bisogno di un’ora per smaltire 0,15 mg/l di alcol. Vale a dire un po’ più di 3 ore se hai bevuto 0,5 mg/litri di alcol, cioè la stessa quantità di tasso alcolico consentito dalla legge. Però puoi bere acqua per evitare la disidratazione e favorire l’eliminazione dell’alcol nelle urine.
Perché hai la “bocca impastata”?
L’alcol provoca effetti sul corpo. Se assunto in grandi quantità, le capacità degli enzimi con il compito di smaltirlo vengono superate. Uno di questi enzimi diffonde poi una sostanza che provoca il vomito attraverso la secrezione della bile gastrica. Questa sensazione di “pienezza” sarebbe tanto più sentita quanto più l’alcol ingurgitato conteneva metanolo, molto più tossico dell’etanolo. In cima ai 50 tipi di alcol che provocano la guele de bois, come la chiamano i francesi, ci sono in ordine decrescente il brandy, il vino rosso, il rhum, il vino bianco, il gin e la vodka. Ma, naturalmente, è tutta questione di proporzione e di tolleranza dell’organismo, a seconda del sesso o dell’origine etnica. Gli asiatici, sprovvisti di un enzima, sono più vulnerabili.
Come smaltire i postumi di una sbornia?
In ogni caso puoi assumere del paracetamolo per ridurre il mal di testa, preferibile all’aspirina che potrebbe provocare sanguinamenti gastrici e aggravare il bruciore di stomaco. Questo può essere attenuato con i farmaci antiacidi. Le nausee e il vomito si possono invece contrastare con farmaci antinausea come il domperidone o la metoclopramide.
Un bicchiere e ti passa?
Aggiungiamo che il vecchio adagio “bisogna combattere il male con il male”, non ha naturalmente nessun fondamento e l’assunzione di un bicchiere di alcol non farà passare più rapidamente i postumi di una sbornia, bensì aggraverà la situazione.
Il vero o falso dei rimedi della nonna
Per bere senza ubriacarsi, bisogna ingoiare un cucchiaio di olio di oliva prima del pasto
Falso: questa pratica deriva dal principio che l’olio, andando a rivestire le pareti dello stomaco, limiterebbe l’assorbimento dell’alcol.
Per non avere mal di testa, bisogna evitare di mescolare vino bianco e vino rosso
Falso: Non sono i miscugli di per sé ad essere pericolosi, ma l’eccedere nelle bevande alcoliche. Alcune persone, tuttavia, dimostrano una particolare sensibilità verso i vini bianchi.
Per limitare gli effetti dell’alcol, bisogna fare una doccia fredda e bere diversi caffè
Falso: Né la doccia, né il caffè servono a diminuire l’alcolemia. Solo il tempo possiede questa virtù. Tuttavia, sia l’una che l’altro permettono di combattere la sonnolenza.
L’esercizio fisico accelera l’eliminazione dell’alcol dal fegato
Falso: Non c’è niente che acceleri il lavoro di smaltimento del fegato: né l’esercizio fisico, né il freddo o il caldo, e neanche l’’assunzione di cibo o farmaci. Solo il tempo permette di far diminuire l’alcolemia e la capacità di smaltimento varia da un soggetto a un altro. Un individuo in buona salute elimina in media 0,15 g di alcol all’ora. Risultato: pochi secondi per buttare giù un bicchiere e almeno 90 minuti per smaltirlo! Senza dimenticare che, se consumato a digiuno, l’alcol si diffonde più velocemente nell’organismo rispetto a quando viene assunto durante un pasto, e in quel caso manifesta i suoi effetti più rapidamente.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Il disturbo da alimentazione incontrollata (in inglese “Binge Eating Disorder” da cui l’acronimo BED) è un disturbo alimentare di tipo bulimico che si manifesta con episodi di ricorrenti e protratte assunzioni di cibo, associate alla sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare, ma NON seguite da manovre di eliminazione (come induzione del vomito o assunzione di diuretici e/o lassativi) o da altri comportamenti compensatori (come digiuno o attività fisica sostenuta). Quando l’abbuffata avviene di notte e non si verificano condotte compensatorie, si parla di “Night Eating Disorder” (NED). cioè di “disturbo da alimentazione notturna”: esso è caratterizzato da episodi di abbuffate notturne o dal mangiare per alcune ore durante la notte.
I grassi fanno ingrassare? No! Vi sembra strano? Continuate la lettura!
Vi piacerebbe smettere di mangiare di notte, ma non avete idea di come placare questa insana voglia? E’ necessario sapere che le calorie vengono assorbite in modo differente in funzione dell’ora in cui vengono assunte. A sostenerlo sono i ricercatori della Northwestern della University in Illinois (Stati Uniti). Il team di ricerca della Northwestern University ha infatti messo in atto uno studio su dei topi. Il suddetto è stato poi pubblicato sull’International journal of Obesity. Grazie a questa analisi condotta sui topi, è stato scoperto che la medesima quantità di cibo mangiata nelle ore notturne fa ingrassare molto di più se viene assimilata nelle ore destinate al sonno. Nel corso dell’esperimento, è stato infatti comprovato che un gruppo di topi nutriti con una dieta ipercalorica negli orari notturni, ha messo su il doppio del peso rispetto agli altri topi che si alimentavano con gli stessi alimenti, ma negli orari diurni.
La prima precisazione da fare è che la diarrea è già di per se un sintomo (anzi, un “segno”): è il nostro corpo che ci segnala la presenza di una patologia. Può essere di origine infettiva o psicosomatica ma è comunque sempre la manifestazione soggettiva di una malattia o di un processo patologico. Si traduce con l’emissione di una quantità e di una frequenza superiori alla normalità delle feci. Queste ultime possono essere molli e acquose. A volte sono accompagnate da mucosità o sangue.
Malgrado la frequenza, le emorroidi sono un argomento sul quale vige assoluto silenzio. Ecco cosa bisogna fare per non soffrire più, senza timore di parlarne.
Di questi tempi è sempre più difficile seguire delle indicazioni alimentari che siano realmente salutari, probabilmente perché oggi, nell’era della “rieducazione alimentare”, siamo ancor più bombardati dai media con pubblicità ingannevoli e fuorvianti.
E’ “anoressizzante” qualsiasi sostanza capace di ridurre o annullare lo stimolo dell’appetito, qualità molto utile nel trattamento dell’obesità. Essendo in grado di ridurre l’appetito e quindi l’introduzione di cibo nell’organismo, le sostanze anoressizzanti (farmaci ed integratori) hanno come obiettivo il calo ponderale, cioè la riduzione del peso corporeo tramite riduzione del grasso. Dal momento che l’utilizzo delle sostanze anoressizzanti gravato da importanti effetti collaterali, alcune di queste sostanze sono state – negli anni – ritirate dal mercato.