Che vuol dire “occhio dominante”?

MEDICINA ONLINE OCCHIO DOMINANTE.jpgIl cervello riesce ad elaborare le due immagini provenienti dai due occhi in una sola, anzi sfrutta la modesta distanza che separa i due occhi per fornirci un’immagine tridimensionale della realtà.
A parte eventuali difetti rifrattivi che possono interessare i due occhi, la capacità del cervello di fondere le due immagini in una sola non ci consente di percepire che un occhio è “privilegiato” rispetto all’altro. Ossia, come per la capacità di essere destrimani o mancini, abbiamo tutti un occhio “dominante” rispetto all’altro, che può essere il sinistro o il destro e che “comanda” la nostra visione. Quando guardiamo il mondo abbiamo in effetti un occhio che “mira” e l’altro che ci aiuta completando la visione e consentendoci la stereoscopia (ossia la capacità di vedere la profondità degli oggetti, in 3D insomma). Se, nella vita di tutti i giorni, tale peculiarità non è avvertita, per particolari professioni (piloti, astronomi, tiratori professionisti) o sport (tiro all’arco, al piattello, etc.) la “dominanza” di un occhio rispetto all’altro è di particolare interesse.
Quando fissiamo un oggetto solo uno dei due occhi sarà realmente “allineato” a questo, proprio l’occhio dominante, mentre l’altro “completerà” l’immagine garantendoci la tridimensionalità. Per scoprire quale dei due occhi è il nostro occhio dominante vi sono diversi test. Uno dei più semplici e rapidi è illustrato dalla foto qui sopra. Indichiamo un oggetto qualsiasi con il nostro indice ad una distanza superiore ai 3 m (un orologio nel caso della foto). Poi chiudiamo alternativamente un occhio per volta senza spostare l’indice e ci renderemo conto che solo uno dei due è effettivamente allineato con l’oggetto. E’ quello il nostro occhio dominante (foto A, vedi immagine in alto), mentre l’altro e “fuori mira” di qualche centimetro (foto B).

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Soia: dose, proprietà e controindicazioni nel tumore al seno

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Senologia Mammografia Tumore Cancro Seno Mammella Diagnosi Mastectomia Medicina Chirurgia Estetica Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Ecografie Ragadi Seno CapezzoloLa soia rappresenta una pietra miliare della dieta tradizionale asiatica, dove storicamente si vanta una minore incidenza di malattie cardiovascolari, diabete, cancro al seno e altri tumori ormone-dipendenti, come quello alla prostata. Tale osservazione ha alimentato a lungo la convinzione che il consumo di alimenti a base di soia (latte di soia, tofu, tempeh, fagioli di soia…) riduca sensibilmente il rischio di malattia. In letteratura i dati sono però controversi e piuttosto complessi da discernere, probabilmente perché ancora in corso d’opera.

La soia è sicura?

Indubbiamente l’assunzione di soia alimentare risulta abbastanza sicura e vantaggiosa per le donne che non hanno storia personale o familiare di cancro al seno, e per le quali l’assunzione di questo legume garantisce un valido contributo per la prevenzione di condizioni patologiche associate all’età, come le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi, e il trattamento dei sintomi della menopausa. Importante è, in tal caso, cominciare ad assumere alimenti a base di soia fin da giovani, e non quando se ne presenta la necessità come in post-menopausa, ond’evitare di scombussolare ulteriormente un organismo che già presenta scompensi ormonali. Discorso diverso per le donne con pregressa diagnosi di carcinoma mammario personale o familiare, in cui l’assunzione di soia, anche in forma di alimento, ha dimostrato una correlazione diretta con l’aumento plasmatico di IGF-1, fattore di crescita associato all’incremento del rischio tumore.

Perché allora le popolazioni asiatiche mostrano un’incidenza minore di tumori ormono-dipendenti nonostante l’alto consumo di soia?

Si è scoperto che associare alimenti a base di questo legume (fino a 2 gr di soia per kg di peso corporeo al giorno ) con il consumo di alghe, altro alimento tipico della cucina orientale (con una media di 5 gr al giorno), riduce la concentrazione di IGF-1 del 40%.

Cosa dire invece degli integratori a base di Isoflavoni?

Gli Isoflavoni, fitoestrogeni della soia, quali la Ginesteina o la Daidzeina, sono in grado di agire sia come proliferativi (a dosi fisiologiche) che come anti-proliferativi (a dosi elevate) e sono capaci di stimolare l’attività di un enzima chiave per la conversione degli androgeni in estrogeni (l’aromatasi), incrementando così l’azione di questi ormoni femminili sui recettori responsabili della proliferazione cellulare. Alcuni farmaci utilizzati nella cura e prevenzione della recidiva del carcinoma mammario bloccano proprio tale enzima per ridurre la produzione locale di estrogeni e, di conseguenza, ridurre lo stimolo proliferativo a livello dei loro recettori ER. I fitoestrogeni non solo stimolano l’iperproduzione di estrogeni a questo livello, ma interferiscono anche con l’azione e l’efficacia di farmaci anti-aromatasi, essenziali per la riduzione del rischio di recidiva in pazienti con pregressa diagnosi di carcinoma (vedi Aromasin). Gli ultimi studi affermano che l’integrazione con gli estratti di soia non solo presentano dei rischi, come appena mostrato, ma secondo le ultime ricerche non producono nessun effetto sulla prevenzione tumorale, sopratutto per i soggetti ER +, ovvero mutati in senso proliferativo a livello del recettore per gli estrogeni.

Quindi soia sì o no in relazione al tumore al seno?

E’ preferibile evitare integratori a base di soia, a maggior ragione in donne con pregressa diagnosi di carcinoma mammario, per le quali tale precauzione deve essere osservata con maggior attenzione. In soggetti sani, invece il consiglio è raggiungere i livelli di assunzione di isoflavoni consigliati anche dalla Food and Drug Administration Americana , pari a circa 25 mg al giorno,anche se già 10 mg al giorno riducono il rischio di carcinoma al seno del 12%.

25 mg di isoflavoni, utili alla prevenzione del tumore al seno quindi , in donne sane, in cosa ed in quanta soia li troviamo?

Gli alimenti di soia tradizionali forniscono circa 30 mg di isoflavoni per porzione, per cui è possibile affermare che per soggetti sani un bicchiere di latte di soia, una porzione di tofu o uno yogurt di soia al giorno è la quota ideale per un alimentazione salubre con il miglior rapporto rischio/beneficio.

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Fumo ed alcool causano disfunzione erettile (impotenza)?

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Sicuramente il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti che peggiora la risposta sessuale. Il danno che provoca sulle arterie del sistema cardiocircolatorio oltre che polmonare, rende più difficile la circolazione del sangue a livello delle arterie cavernose e quindi rende più difficoltosa l’erezione ed è un fattore di rischio importante per la disfunzione erettile. Le arterie del pene essendo di piccolo diametro sono più facilmente danneggiate dal fumo rispetto ai grandi vasi sanguigni e pertanto il deficit erettile si può manifestare come primo sintomo di una malattia cardiocircolatoria diffusa. In certi casi l’impotenza rappresenta un campanello d’allarme di patologie più gravi che non erano ancora state diagnosticate.

E’ vero che l’alcool causa disfunzione erettile ?

L’alcol è meno direttamente coinvolto, perché in prima istanza provoca una vasodilatazione e facilita l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi, inoltre riduce i freni inibitori che molte volte sono causa di disfunzione erettile. Ma l’abuso è sicuramente causa di gravi danni al fegato e al sistema cardiocircolatorio, quindi va assunto in piccole quantità insieme al cibo e controllando sempre la pressione arteriosa oltre che gli esami del sangue.

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Differenza tra Cointreau, Grand Marnier e Triple Sec

MEDICINA ONLINE BERE COCKTAIL ALCOLICO ALCOL INGRASSARE DIMAGRIRE VINO ROSSO BIANCO BOTTIGLIA LINEA CALORIE DRINKING WINE AMICI AMICIZIA GRUPPO TAVOLA MANGIARE RISTORANTE SERATA PUB BIRRTriple sec, in realtà un liquore francese inventato nel 19 ° secolo, è diventato un termine alquanto generico per qualsiasi liquore al gusto di arancia. In questa definizione, entrambi i marchi di Grand Marnier e Cointreau liquore di arancio sono tipi di triple sec, anche se il gusto e la composizione li distinguono l’uno dall’altro e tradizionale triple sec. Tutte e tre le origini di azioni in 19 ° secolo in Francia.

Triple Sec

Il 19 ° secolo il francese Jean-Baptiste Combier inventato triple sec quando ha immerso le pelli secchi di arance haitiani in alcole neutro poi distillato in pentole di rame. Triple sec, che significa “triple distillato” in inglese, di solito contiene circa il 23 per cento di alcol e ha un sapore d’arancia leggermente dolce. I liquori vanno dal chiaro al dorato; secs triple di qualità superiore in genere utilizzano cognac invecchiato o brandy come base, mentre la qualità inferiore triple sec può utilizzare alcol di grano a bassa prova.

Grand Marnier

Grand Marnier, un liquore a base di cognac al gusto con l’aromatico Citrus bigaradia arancione tropicale, è stato introdotto nel 1827. La ricetta rimane custodita al sicuro nelle mani della famiglia Marnier Lapostolle nel 2011. Gran Marnier matura in botti di rovere per un massimo di dieci anni prima imbottigliamento. L’alcole 40 per cento in volume è alto per un liquore; I fan in genere godono di Grand Marnier riscaldato in un bicchierino.

Cointreau

Cointreau, una marca di liquore all’arancia prodotta nel sobborgo francese di Saint-Barthelemy d’Anjou, fu costruito nel 1875. A aperitivo e cocktail popolare ingrediente, Cointreau è spesso consumato come digestivo dopo-cena. Sapore di Cointreau deriva da un mix di dolce e amaro scorze d’arancia intrisi di alcool puro derivato dalla barbabietola da zucchero. Cointreau spesso sostituisce triple sec in margaritas premium. Come Grand Marnier, Cointreau contiene anche circa il 40 per cento di alcol.

Differenze

Triple sec tipicamente viene miscelato con altri liquori in bevande miste. Cointreau e Grand Marnier sono tecnicamente tipi di triple sec, ma entrambi contengono più alcol rispetto ai tradizionali triple sec. Grand Marnier e Cointreau entrambi sapore meno dolce rispetto alla maggior parte secondi triple, e anche se stanno a triple sec in alcuni cocktail top-shelf, sono anche spesso consumati da soli.

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Seretide Diskus (salmeterolo) 50/250 aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

SERETIDE DISKUS

Categoria Farmacoterapeutica

Adrenergici ed altri antiasmatici.

Principi Attivi

Salmeterolo (come salmeterolo xinafoato) e fluticasone propionato.

Eccipienti

Lattosio monoidrato (che contiene proteine del latte).

Indicazioni

Trattamento regolare dell’asma quando l’uso di un prodotto di associazione (beta-2-agonista a lunga durata d’azione e corticosteroide per via inalatoria) e’ appropriato: in pazienti che non sono adeguatamente controllati con corticosteroidi per via inalatoria e con beta-2-agonisti a breve durata d’azione usati “al bisogno”; in pazienti che sono gia’ adeguatamente controllati sia con corticosteroidi per via inalatoriache con beta-2-agonisti a lunga durata d’azione. Nota: il dosaggio da50 mcg/100 mcg non e’ appropriato per il trattamento dell’asma gravenegli adulti e nei bambini. Trattamento sintomatico di pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva, con una FEV1 <60% del normale previsto (pre-broncodilatatore) ed una storia di riacutizzazioni ripetute,che abbiano sintomi significativi nonostante la terapia regolare conbroncodilatatori.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ (allergia) ad uno qualsiasi dei principi attivi o all’eccipiente.

Posologia

Il farmaco deve essere impiegato esclusivamente per uso inalatorio. Ipazienti devono assumere il farmaco giornalmente, per ottenere il miglior beneficio, anche quando non presentano sintomi. I pazienti devonoessere sottoposti ad una verifica regolare della loro condizione, in modo da garantire che il dosaggio assunto rimanga ottimale e venga modificato solo su indicazione medica. La dose deve corrispondere alla dose piu’ bassa con la quale viene mantenuto un efficace controllo dei sintomi. Quando il controllo dei sintomi viene mantenuto con il dosaggiopiu’ basso della combinazione somministrato due volte al giorno, allora il passo successivo puo’ comportare, a titolo di prova, la somministrazione del solo corticosteroide inalatorio. In alternativa, i pazienti che richiedano una terapia con un beta-2-agonista a lunga durata d’azione possono passare al trattamento con il medicinale somministratouna volta al giorno se, a giudizio del medico, esso costituisca una terapia adeguata per mantenere il controllo della malattia. La mono-somministrazione giornaliera deve essere effettuata alla sera se il paziente ha precedenti di sintomi notturni ed al mattino qualora il pazienteabbia precedenti di sintomi prevalentemente diurni. Deve essere prescritta la formulazione contenente il dosaggio di fluticasone propionatoappropriato per la gravita’ della patologia. In pazienti con asma, ilfluticasone propionato presenta la medesima efficacia ad una dose giornaliera pari a circa la meta’ di quella degli altri steroidi inalatori. Per esempio, 100 mcg di fluticasone propionato sono circa equivalenti a 200 mcg di beclometasone dipropionato (in formulazione con propellenti CFC) o budesonide. Se per un paziente si rende necessaria la somministrazione di dosaggi al di fuori di quelli consigliati, dovranno essere somministrate dosi appropriate di beta agonista e/o corticosteroide. Asma. Adulti ed adolescenti >12 anni: una dose da 50 mcg di salmeterolo e 100 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno; oppureuna dose da 50 mcg di salmeterolo e 250 mcg di fluticasone propionatodue volte al giorno; oppure una dose da 50 mcg di salmeterolo e 500 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno. In adulti o adolescenti con asma persistente moderata (definiti come pazienti con sintomigiornalieri, uso giornaliero del farmaco al bisogno per la risoluzionerapida dei sintomi e limitazione del flusso respiratorio da moderataa grave) per i quali e’ essenziale un raggiungimento rapido del controllo dell’asma, puo’ essere presa in considerazione una terapia iniziale di mantenimento per un breve periodo di prova. In questi casi, la dose iniziale raccomandata e’ di una inalazione di 50 mcg di salmeteroloe 100 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno. Una volta che sia stato raggiunto il controllo dell’asma, il trattamento deve essere riverificato valutando l’opportunita’ di ricondurre la terapia delpaziente al trattamento con il solo corticosteroide inalatorio. E’ importante tenere sotto controllo regolarmente il paziente una volta chesi sia proceduto a ridurre la terapia all’impiego del solo corticosteroide inalatorio. Non e’ stato dimostrato un evidente beneficio in confronto alla sola terapia con fluticasone propionato somministrato per via inalatoria, impiegato come terapia iniziale di mantenimento, quandouno o due dei criteri di gravita’ sopra descritti non sono soddisfatti. In generale la terapia con corticosteroidi inalatori resta il trattamento di prima linea per la maggior parte dei pazienti. Il medicinalenon e’ indicato per il trattamento iniziale dell’asma lieve. Il dosaggio da 50 mcg/100 mcg non e’ appropriato in adulti e bambini con asmagrave; in pazienti con asma grave si raccomanda di stabilire il dosaggio appropriato di corticosteroide inalatorio prima di impiegare una qualsiasi associazione fissa. Bambini >4 anni: una dose da 50 mcg di salmeterolo e 100 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno. Neibambini la dose massima autorizzata di fluticasone propionato e’ di 100 mcg due volte al giorno. Non sono disponibili dati sull’uso del farmaco in bambini di eta’ inferiore ai 4 anni. BPCO. Adulti: una dose di50 mcg di salmeterolo e 500 mcg di fluticasone propionato due volte algiorno. Speciali gruppi di pazienti: non e’ necessario aggiustare ladose in pazienti anziani oppure nei pazienti con compromissione renale. Non vi sono dati disponibili sull’uso del farmaco in pazienti con compromissione epatica. Come impiegare il Diskus: l’apparecchio viene aperto ed attivato facendo scorrere la leva. Il boccaglio viene quindi posto in bocca e le labbra chiuse intorno ad esso. La dose puo’ quindiessere inalata e l’apparecchio chiuso.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Il farmaco non deve essere usato per il trattamento della sintomatologia acuta dell’asma per la quale e’ necessario un broncodilatatore a rapida insorgenza ed a breve durata d’azione. I pazienti devono avere sempre a disposizione il prodotto da usare durante un attacco acuto di asma. I pazienti non devono iniziare la terapia durante un episodio diriacutizzazione dell’asma o se hanno un significativo peggioramento oun’asma che peggiora acutamente. Durante il trattamento si possono verificare eventi indesiderati gravi correlati all’asma ed episodi di riacutizzazione. I pazienti devono proseguire il trattamento sotto controllo medico se i sintomi dell’asma rimangono non controllati o peggiorano dopo l’inizio della terapia. L’aumento dell’uso di broncodilatatoria breve durata d’azione per il sollievo dei sintomi dell’asma e’ indice di un peggioramento del controllo dell’asma ed i pazienti devono essere sottoposti a controllo medico. Il peggioramento improvviso e progressivo del controllo dell’asma e’ potenzialmente pericoloso per la vita ed il paziente deve essere controllato. Si deve prendere in considerazione la possibilita’ di aumentare la terapia corticosteroidea. Unavolta che i sintomi dell’asma siano controllati, si puo’ prendere in considerazione l’opportunita’ di ridurre gradualmente la dose di medicinale, controllando regolarmente i pazienti. Deve essere impiegata la minima dose efficace di farmaco (specie nei bambini). Nei pazienti conBPCO che manifestano riacutizzazioni, e’ tipicamente indicato il trattamento con corticosteroidi sistemici, pertanto i pazienti devono rivolgersi al medico se i sintomi peggiorano con il farmaco. Il trattamentonon deve essere interrotto bruscamente a causa del rischio che si verifichi una riacutizzazione. La terapia deve essere aggiustata, riducendo la dose sotto controllo medico. Anche nel caso dei pazienti con BPCO, l’interruzione della terapia puo’ essere associata ad un peggioramento dei sintomi e deve essere eseguita sotto controllo medico. Il medicinale deve essere somministrato con cautela a pazienti con tubercolosi polmonare. Raramente, a dosi terapeutiche elevate, il farmaco puo’ causare aritmie cardiache ed una lieve riduzione transitoria del potassio sierico. Pertanto il farmaco deve essere usato con cautela in pazienti con gravi patologie cardiovascolari, anomalie del ritmo cardiaco,diabete mellito, tireotossicosi, ipokaliemia non corretta o pazienti predisposti ad avere bassi livelli sierici di potassio. Vi sono state segnalazioni molto rare di aumenti dei livelli della glicemia e cio’ deve essere tenuto in considerazione quando si prescriva il medicinale apazienti con anamnesi di diabete mellito. Si puo’ verificare broncospasmo paradosso con un immediato aumento del respiro affannoso dopo l’assunzione della dose. Si deve immediatamente sospendere la terapia, verificare le condizioni del paziente ed istituire, se necessario, una terapia alternativa. Il farmaco contiene lattosio. Con qualsiasi corticosteroide inalatorio si possono verificare effetti sistemici, particolarmente ad alte dosi prescritte per lunghi periodi di tempo. E’ moltomeno probabile che tali effetti si verifichino rispetto a quanto avviene con i corticosteroidi orali. I possibili effetti sistemici includono: sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenale, diminuzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma e piu’raramente una serie di effetti psicologici e comportamentali tra cui iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansia, depressione o aggressivita’ (specie nei bambini). E’ importante quindi che il pazientesia sottoposto a controllo regolare e che la dose di corticosteroideinalatorio sia ridotta alla dose piu’ bassa per mantenere un efficacecontrollo dell’asma. Il trattamento prolungato di pazienti con corticosteroidi inalatori ad alte dosi puo’ dar luogo a soppressione surrenale e crisi surrenale acuta. I sintomi di esordio sono tipicamente vaghie possono includere anoressia, dolore addominale, perdita di peso, stanchezza, cefalea, nausea, vomito, ipotensione, diminuzione del livello di coscienza, ipoglicemia e convulsioni. Deve essere presa in considerazione la necessita’ di effettuare una copertura addizionale con corticosteroide sistemico durante periodi di stress o in caso di chirurgia elettiva. I benefici della terapia inalatoria con fluticasone propionato devono minimizzare la necessita’ di ricorrere alla terapia corticosteroidea orale, tuttavia i pazienti trasferiti dalla terapia steroidea orale possono rimanere a rischio di compromessa funzionalita’ dellariserva surrenale per un considerevole periodo di tempo. Possono anche essere a rischio i pazienti che hanno richiesto in passato la somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi in situazione di emergenza.Tale possibilita’ di un’alterata funzionalita’ surrenale residua deveessere sempre tenuta presente nelle situazioni di emergenza ed in quelle considerate in grado di produrre stress; in tali casi deve essereconsiderata un’appropriata terapia corticosteroidea sistemica. Il grado di alterata funzionalita’ surrenale puo’ richiedere valutazione specialistica prima di adottare procedure specifiche. Il ritonavir puo’ aumentare notevolmente la concentrazione di fluticasone propionato nel plasma. Pertanto, l’impiego concomitante deve essere evitato, a meno che i benefici superino il rischio di effetti indesiderati sistemici; esiste anche un aumento del rischio quando si somministri il fluticasonepropionato con altri inibitori potenti del CYP3A. In uno studio, i pazienti piu’ anziani, quelli con un indice di massa corporea piu’ basso(<25 kg/m^2) ed i pazienti affetti da una forma molto grave della malattia (FEV1 <30% del normale previsto) erano in una condizione di maggior rischio di sviluppare polmonite. Si deve prestare particolare attenzione in pazienti con BPCO dal momento che le manifestazioni clinichedi tali infezioni e delle riacutizzazioni della BPCO spesso si sovrappongono. Se un paziente con BPCO grave ha manifestato polmonite il trattamento deve essere valutato nuovamente. L’uso contemporaneo di ketoconazolo per via sistemica aumenta in modo significativo l’esposizionesistemica a salmeterolo. Questo puo’ portare ad un aumento dell’incidenza di effetti sistemici. Il trattamento contemporaneo con ketoconazolo o altri potenti inibitori del citocromo CYP3A4 deve essere evitato,a meno che i benefici superino il rischio di effetti indesiderati sistemici. Possono essere particolarmente a rischio di effetti sistemici bambini ed adolescenti di eta’ <16 anni trattati con alte dosi di fluticasone propionato. Si raccomanda che l’altezza dei bambini che ricevono un trattamento prolungato con corticosteroide inalatorio venga controllata con regolarita’.

Interazioni

Devono essere evitati i beta-bloccanti selettivi e non selettivi, a meno che non sussistano ragioni che costringano al loro impiego. L’uso concomitante di altri farmaci che contengono beta-adrenergici puo’ darluogo ad un effetto potenzialmente additivo. Fluticasone propionato: in condizioni normali, si ottengono basse concentrazioni plasmatiche difluticasone propionato a seguito di somministrazione per via inalatoria; cio’ a causa dell’esteso metabolismo di primo passaggio e della elevata clearance sistemica mediati dal citocromo P450 3A4 nell’intestino e nel fegato. Pertanto, sono improbabili interazioni farmacologicheclinicamente significative, mediate dal fluticasone propionato. In unostudio di interazione con fluticasone propionato somministrato per via intranasale in volontari sani, il ritonavir, (un inibitore molto potente del citocromo P450 3A4) alla dose di 100 mg due volte al giorno ha aumentato di parecchie centinaia di volte la concentrazione plasmatica di fluticasone propionato, dando luogo a concentrazioni notevolmente ridotte del cortisolo sierico. Non sono disponibili informazioni circa questo tipo di interazione per il fluticasone propionato somministrato per via inalatoria, ma ci si aspetta un notevole aumento dei livelli plasmatici di fluticasone propionato. Sono stati segnalati casi disindrome di Cushing e di soppressione surrenale. La somministrazione concomitante deve essere evitata a meno che i benefici attesi non superino l’aumento di rischio del manifestarsi di effetti indesiderati sistemici dei glucocorticoidi. In un piccolo studio condotto in volontarisani, il ketoconazolo, inibitore leggermente meno potente del CYP3A haaumentato del 150% l’esposizione al fluticasone propionato dopo una inalazione singola. Cio’ ha dato luogo a riduzione del cortisolo plasmatico superiore a quella che si osserva con il fluticasone propionato da solo. Ci si attende che anche il trattamento concomitante con altripotenti inibitori del CYP3A, come l’itraconazolo, dia luogo ad un aumento dell’esposizione sistemica al fluticasone propionato ed al rischiodi effetti indesiderati sistemici. Si raccomanda cautela ed il trattamento a lungo termine con tali farmaci deve essere, se possibile, evitato. Salmeterolo. Potenti inibitori del citocromo CYP3A4: la somministrazione concomitante di ketoconazolo (400 mg una volta al giorno per via orale) e di salmeterolo (50 mcg due volte al giorno per via inalatoria) in 15 soggetti sani per 7 giorni ha dato luogo ad un significativo incremento dell’esposizione di salmeterolo nel plasma (1,4 volte laCmax e 15 volte l’AUC). Cio’ puo’ portare ad un aumento dell’incidenzadi altri effetti sistemici da trattamento con salmeterolo (ad es. prolungamento dell’intervallo QTc e palpitazioni) in confronto al trattamento con solo salmeterolo o solo ketoconazolo. Non sono stati notati effetti clinicamente significativi sulla pressione sanguigna, sulla frequenza cardiaca, sui livelli di glucosio e di potassio nel sangue. Lasomministrazione contemporanea di ketoconazolo non ha aumentato l’emivita di eliminazione di salmeterolo o aumentato l’accumulo di salmeterolo per dosi ripetute. La somministrazione concomitante di ketoconazolodeve essere evitata, a meno che i benefici superino il rischio potenzialmente aumentato di effetti indesiderati sistemici per il trattamento con salmeterolo. E’ probabile che vi sia un analogo rischio di interazione con altri potenti inibitori del citocromo CYP3A4 (ad es. itraconazolo, telitromicina e ritonavir). Moderati inibitori del citocromo CYP3A4: la somministrazione concomitante di eritromicina (500 mg tre volte al giorno per via orale) e di salmeterolo (50 mcg due volte al giorno per via inalatoria) in 15 soggetti sani per 6 giorni ha dato luogoad un piccolo ma non statisticamente significativo aumento dell’esposizione a salmeterolo (1,4 volte la Cmax e 1,2 volte l’AUC). La co-somministrazione di eritromicina non e’ stata associata a gravi effetti indesiderati.

Effetti Indesiderati

Infezioni ed infestazioni. Comune: candidiasi della bocca e della gola, polmonite, bronchite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune:reazioni di ipersensibilita’ cutanea, sintomi respiratori (dispnea); raro: angioedema (principalmente del viso ed edema orofaringeo), sintomi respiratori (broncospasmo), reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico. Patologie endocrine. Raro: sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenale, ritardo della crescita in bambini edadolescenti, diminuzione della densita’ minerale ossea. Disturbi delmetabolismo e della nutrizione. Comune: ipokaliemia; non comune: iperglicemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: ansia, disturbi del sonno;raro: modifiche comportamentali, incluse iperattivita’ psicomotoria eirritabilita’ (particolarmente nei bambini); non nota: depressione, aggressivita’ (specie nei bambini). Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; non comune: tremori. Patologie dell’occhio. Non comune: cataratta; raro: glaucoma. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni, tachicardia, fibrillazione atriale, angina pectoris; raro: aritmie cardiache (incluse tachicardia sopraventricolare ed extrasistoli). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: rinofaringite; comune: irritazione alla gola, raucedine/disfonia, sinusite; raro: broncospasmo paradasso. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: contusioni. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, fratture traumatiche, artralgia, mialgia. Descrizione delle reazioni avverse selezionate: sono stati segnalati gli effetti indesiderati farmacologici deltrattamento con beta-2-agonisti, quali tremore, palpitazioni e cefalea, che tendono ad essere transitori ed a ridursi con la regolare terapia. A causa del componente fluticasone propionato in alcuni pazienti si possono verificare raucedine e candidiasi (mughetto) della bocca e della gola. La raucedine e la candidiasi possono essere ridotte risciacquando la bocca con acqua dopo l’uso del farmaco. La candidiasi sintomatica puo’ essere trattata con terapia topica antifungina mentre si prosegue il trattamento. Popolazione pediatrica: i possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, l’aspetto Cushingoide, la soppressione della funzione surrenale e il ritardo della crescita. I bambini possono anche riportare ansia, disturbi del sonno e modifiche comportamentali, incluse iperattivita’ e irritabilita’.

Gravidanza E Allattamento

Non vi sono dati nell’uomo. Tuttavia, studi nell’animale hanno mostrato che non c’e’ alcun effetto del salmeterolo e del fluticasone propionato sulla fertilita’. Una moderata quantita’ di dati su donne in gravidanza (fra 300 e 1000 esiti di gravidanza) indica nessuna tossicita’ relativa a malformazioni o tossicita’ feto/neonatale da parte di salmeterolo e fluticasone propionato. Studi nell’animale hanno mostrato tossicita’ riproduttiva a seguito di somministrazione di beta-2 agonisti adrenergici e glucocorticoidi. La somministrazione del farmaco nelle donne in stato di gravidanza deve essere presa in considerazione solo nel caso in cui il beneficio atteso per la madre sia maggiore dei possibili rischi per il feto. Nel trattamento di donne in gravidanza deve essere impiegata la piu’ bassa dose efficace di fluticasone propionato necessaria a mantenere un adeguato controllo dell’asma. Non e’ noto sesalmeterolo e fluticasone propionato/loro metaboliti siano escreti nellatte umano. Gli studi hanno dimostrato che salmeterolo e fluticasonepropionato, e loro metaboliti, sono escreti nel latte di ratti che allattano. Non puo’ essere escluso un rischio in neonati/bambini allattati al seno. Deve essere deciso se smettere di allattare al seno o sospendere la terapia con tenendo conto del beneficio dell’allattamento alseno per il bambino e del beneficio della terapia per la donna.

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Differenza tra attacco di cuore (infarto del miocardio) ed arresto cardiaco

MEDICINA ONLINE CUORE HEART INFARTO MIOCARDIO NECROSI ATRIO VENTRICOLO AORTA VALVOLA POMPA SANGUE ANGINA PECTORIS STABILE INSTABILE ECG SFORZO CIRCOLAZIONECos’è un arresto cardiaco?

L’arresto cardiaco è un improvviso deficit delle funzionalità del cuore, che cessa improvvisamente di battere in modo efficace e di conseguenza interrompe la sua azione di pompaggio del sangue in tutto il corpo. I tessuti corporei e cerebrali non sono più perfusi da sangue ed ossigeno: questo comporta una veloce perdita di coscienza e delle capacità respiratorie.
Un arresto cardiaco è così grave che, se non si interviene immediatamente con la rianimazione cardiopolmonare e con un defibrillatore, nel giro di pochissimi minuti provoca dei danni permanenti al cervello e la morte della persona colpita.

Cos’è un infarto?

Con infarto del miocardio, o attacco di cuore, o più semplicemente “infarto”,  si intende la morte (necrosi) di una parte del muscolo cardiaco a seguito dell’ostruzione di una delle coronarie, le arterie che portano sangue ricco di ossigeno e nutrimenti al cuore. Questo provoca una ischemia, cioè un blocco del flusso sanguigno e di ossigeno che dovrebbero arrivare fino al cuore: il blocco dev’essere trattato immediatamente, poiché nel giro di un tempo estremamente ridotto può provocare deficit irreversibili in varie parti del muscolo cardiaco e la morte del paziente.

Due eventi di diversa natura

  • All’origine dell’arresto cardiaco c’è quasi sempre una disfunzione dell’impulso elettrico del cuore – caratterizzata da fibrillazione ventricolare – in cui la frequenza cardiaca è talmente scoordinata che il cuore non più è in grado di generare una contrazione efficiente: il cuore, di fatto, si ferma.
  • All’origine dell’infarto del miocardio, detto anche attacco di cuore, invece, c’è un’interruzione del flusso di sangue diretto al muscolo del cuore, il miocardio.

Il legame tra le due patologie risiede nel fatto che l’arresto cardiaco può verificarsi in molte condizioni (patologie, traumi…) tra cui anche appunto l’infarto del miocardio. L’infarto del miocardio non provoca necessariamente un’arresto cardiaco, così come un arresto cardiaco non provoca necessariamente un infarto del miocardio.

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I sintomi di arresto cardiaco e di infarto coincidono?

Questi due eventi cardiaci differiscono anche per quanto riguarda la sintomatologia. Ecco alcuni sintomi che li distinguono maggiormente:

  • Presenza o assenza di coscienza: le persone che hanno un infarto non perdono conoscenza nemmeno per un momento, a differenza invece di chi è colto da arresto cardiaco.
  • Presenza o assenza di respiro: in caso di infarto, la persona continua a respirare, anche se in modo affannato e difficoltoso. L’arresto cardiaco invece è caratterizzato da un’assenza di respiro. Questo perché la funzione respiratoria è strettamente legata a quella cardio-circolatoria e alla cessazione di una delle due, come nel caso dell’arresto cardiaco, fa rapidamente seguito l’arresto dell’altra.
  • Presenza o assenza di battito cardiaco: durante un infarto, il cuore del paziente continua a battere, con un ritmo accelerato, rallentato o irregolare. In caso di arresto cardiaco invece il cuore della persona smette improvvisamente di battere e si può constatare l’assenza del polso centrale (carotideo).

Cosa fare in caso di arresto cardiaco? Cosa fare in caso di infarto?

  • In caso di arresto cardiaco è fondamentale intervenire il più tempestivamente possibile tramite il massaggio cardiaco e l’utilizzo immediato di un defibrillatore.
  • In caso di infarto, all’arrivo in Pronto soccorso, l’intervento più efficace è la cosiddetta angioplastica, che prevede la riapertura del vaso cardiaco chiuso.

Può un infarto essere seguito da un arresto cardiaco?

Abbiamo intervistato la dott.ssa Daniela Aschieri, responsabile di Progetto Vita Piacenza: “Un infarto può complicarsi con un arresto cardiaco facendo precipitare la situazione in pochissimi minuti”.

Quale dei due eventi è più frequente in Italia?

  • I dati sull’arresto cardiaco sono di 60.000 ogni anno in Italia
  • Nel 2004 (ultimi dati disponibili) le dimissioni ospedaliere per infarto miocardico acuto sono state 121.125.

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Duovent (ipratropio) 40mcg+100mc aerosol, foglietto illustrativo

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DUOVENT 40 mcg + 100 mcg sospensione per inalazione

Categoria Farmacoterapeutica

Adrenergici ed altri farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie.

Principi Attivi

Ipratropio bromuro 12 mg, fenoterolo bromidrato 30 mg. Ogni erogazione contiene: 42 mcg di ipratropio bromuro, che corrispondono a ipratropio bromuro anidro 40 mcg e fenoterolo bromidrato 100 mcg.

Eccipienti

Lecitina di soia, monofluorotriclorometano, difluorodiclorometano, tetrafluorodicloroetano.

Indicazioni

Trattamento sintomatico di attacchi asmatici, profilassi dell’asma dasforzo, trattamento sintomatico dell’asma bronchiale e di altre affezioni broncopolmonari con broncospasmo reversibile, quali ad esempio, labronchite cronica ostruttiva. In tali affezioni va considerata l’opportunita’ di intraprendere una concomitante terapia antiinfiammatoria.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ ai principi attivi, a sostanze atropino-simili o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva,tachiaritmia. Ipertiroidismo. L’uso del prodotto e’ anche controindicato in soggetti con glaucoma, iperplasia prostatica, sindromi di ritenzione urinaria od occlusione intestinale. Gravidanza e allattamento. Duovent sospensione pressurizzata per inalazione non dovrebbe essere assunto da pazienti con ananmesi di ipersensibilita’ alla lecitina di soia o a prodotti alimentari correlati, quali soia e arachidi.

Posologia

La posologia deve essere adattata alle esigenze individuali. Per adulti e bambini di eta’ superiore ai 6 anni si raccomanda la seguente posologia: Attacco asmatico : Una erogazione e’ sufficiente nella maggiorparte dei casi per procurare un sollievo immediato. In casi particolarmente gravi, se la respirazione non e’ sensibilmente migliorata dopo 5minuti, puo’ essere ripetuta una seconda dose. Se un attacco asmaticonon e’ stato alleviato da due dosi, potrebbe essere opportuno ripetere ulteriormente l’applicazione. In questi casi il paziente deve consultare immediatamente il medico o l’ospedale piu’ vicino. Profilassi dell’asma da sforzo : 1-2 erogazioni per ogni applicazione, fino ad un massimo di 6 erogazioni al giorno. Asma bronchiale ed altre affezioni broncopolmonari con broncospasmo reversibile: nel caso sia richiesto untrattamento a dosi ripetute, possono essere somministrate 1-2 erogazioni per ogni applicazione, fino ad un massimo di 6 erogazioni al giorno. L’effetto del farmaco permane per almeno 6 ore. Il trattamento nei bambini deve essere intrapreso solo sotto controllo di un adulto. Attenersi con scrupolo alle dosi consigliate. La posologia puo’ essere modificata o aumentata soltanto a giudizio del medico. I pazienti potenzialmente predisposti al glaucoma devono proteggere gli occhi.

Conservazione

Il contenitore e’ sotto pressione. Non deve essere forato o manomessone’ esposto a temperature superiori 50 gradi C. Tenere lontano da fiamme o fonti di calore.

Avvertenze

Qualora il trattamento con i dosaggi consigliati non porti a risultatisoddisfacenti, e’ opportuno valutare la possibilita’ di apportare modifiche alla posologia. Se la terapia non produce un miglioramento significativo o se le condizioni del paziente peggiorano, stabilire un nuovo piano di trattamento. Uso prolungato: in pazienti con asma bronchiale e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve, e’ preferibileall’uso regolare un trattamento su richiesta (in caso i sintomi lo richiedano). In pazienti con asma bronchiale e con BPCO rispondente aglisteroidi deve essere considerata l’aggiunta o l’aumento di una terapia anti-infiammatoria per controllare l’infiammazione delle vie aeree eper prevenire un peggioramento della malattia. L’uso regolare di crescenti quantita’ di prodotti contenenti beta 2 -agonisti come Duovent per controllare i sintomi dell’ostruzione bronchiale puo’ indicare unadiminuzione del controllo della malattia. Se l’ostruzione bronchiale peggiora, e’ inadeguato e potenzialmente pericoloso limitarsi ad aumentare la posologia di prodotti contenenti beta 2 -agonisti oltre la doseraccomandata per periodi di tempo prolungati. In tale situazione, sidovrebbe rivedere lo schema terapeutico del paziente, e in particolarevalutare l’adeguatezza della terapia antinfiammatoria con corticosteroidi per via inalatoria, al fine di evitare un peggioramento del controllo della malattia che costituisce un potenziale rischio per la vitadel paziente. L’uso di altri broncodilatatori simpatico-mimetici in concomitanza alla somministrazione del farmaco, deve avvenire solo sottocontrollo medico. Va somministrato con prudenza e sotto controllo medico dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, specialmente quando si usino dosi piu’ alte di quelle raccomandate in pazienti affetti da gravi patologie cardiache o circolatorie, come ad esempio insufficienza miocardica, ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica o infarto miocardico recente, da diabete mellito, da feocromocitoma. A seguito di trattamento con beta 2 -agonisti, si puo’ verificare un’ipopotassiemia, potenzialmente grave. Particolare cautela e’ necessaria nell’asma grave poiche’ questo effetto puo’ essere potenziato da un trattamento concomitante con derivati xantinici, steroidi e diuretici. Inoltre l’ipossia puo’ aggravare gli effetti dell’ipopotassiemiasul ritmo cardiaco. In questi pazienti si raccomanda un monitoraggiodei livelli sierici di potassio. Sono stati segnalati episodi isolatidi complicazioni oculari (es.: midriasi, aumento della pressione intraoculare, glaucoma ad angolo chiuso, dolore agli occhi) quando uno spruzzo di ipratropio bromuro, da solo o in combinazione con beta 2 -agonisti, e’ venuto accidentalmente a contatto con gli occhi. Duovent deveessere utilizzato con cautela in pazienti con iperplasia prostatica oostruzione del tratto urinario o con predisposizione al gluaucoma ad angolo acuto. I pazienti devono essere informati sul corretto uso del farmaco, affinche’ evitino che l’erogazione venga a contatto con gli occhi. In caso si manifestino complicazioni oculari come dolore o fastidio agli occhi, visione offuscata, aloni visivi od immagini colorate associate ad arrossamento degli occhi per congestione congiuntivale ed edema corneale, che possono essere sintomi di glaucoma ad angolo acuto,iniziare immediatamente una terapia con colliri miotici e consultareuno specialista. L’impiego di anticolinergici, come l’ipratropio bromuro, puo’ determinare una ritenzione urinaria nei pazienti portatori diostruzioni del tratto urinario. I pazienti affetti da fibrosi cisticapossono essere maggiormente soggetti a disturbi della motilita’ gastrointestinale. Immediate reazioni di ipersensibilita’ possono incorrerea seguito della somministrazione come dimostrato da rari casi di orticaria, angio-edema, rash, broncospasmi, edema orofaringeo e anafilassi.

Interazioni

Altri beta-adrenergici e anticolinergici e derivati xantinici (come lateofillina) possono potenziare l’effetto broncodilatatore. La somministrazione concomitante di altri beta-mimetici, di anticolinergici disponibili a livello sistemico e di derivati xantinici (per es. teofillina) puo’ aumentare gli effetti collaterali. Si deve evitare la somministrazione concomitante di betabloccanti, poiche’ puo’ manifestarsi unariduzione potenzialmente grave della broncodilatazione.

Effetti Indesiderati

Frequenti effetti indesiderati sono: lievi tremori muscolari, senso diirrequietezza, secchezza della bocca. Meno frequentemente sono statesegnalate vertigini, cefalea, tachicardia, aumento del battito cardiaco, palpitazioni. Disturbi della motilita’ gastrointestinale (per es. vomito, stipsi, diarrea) e ritenzione urinaria si sono rivelati reversibili. La terapia con beta 2 -agonisti puo’ portare a un’ipopotassiemiapotenzialmente grave. Come nel caso di altre terapie per inalazione,sono stati segnalati tosse e irritazione locale (come faringiti, mal di gola) e broncospasmo indotto dall’inalazione. Come con altri prodotti contenenti beta-agonisti, possono manifestarsi nausea, vomito, sudorazione, debolezza e mialgia/crampi muscolari. Si puo’ verificare diminuzione della pressione arteriosa diastolica, aumento della pressione arteriosa sistolica, aritmie, in particolare dopo dosi elevate, fibrillazione atriale e tachicardia sopra ventricolare. In singoli casi, durante la terapia per inalazione con prodotti contenenti beta-agonisti sono state segnalate alterazioni psicologiche. Sono stati riportati effetti collaterali oculari (inclusi disturbi della accomodazione visiva eglaucoma). In rari casi si possono manifestare reazioni cutanee o reazioni di tipo allergico quali eritema cutaneo, angioedema della lingua, delle labbra e del volto, orticaria, laringospasmi e reazioni anafilattiche.

Gravidanza E Allattamento

Il trattamento deve essere evitato in via prudenziale nei primi tre mesi di gravidanza e negli ultimi stadi a causa dell’azione inibitoria del fenoterolo bromidrato sulle contrazioni uterine. Nell’ulteriore periodo il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessita’sotto il diretto controllo del medico. Dati preclinici non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza relativi all’uso di fenoterolo o ipratropio. Studi nell’animale hanno inoltre dimostrato che il fenoterolo bromidrato viene escreto nel latte materno. Non e’ noto se l’ipratropio venga escreto nel latte materno, ma e’ improbabile che arrivi al neonato in quantita’ significativa, specialmente quando viene assunto mediante inalazione. Tuttavia, dato che molti farmaci vengono escreti nel latte materno, si deve procedere con cautela quando si somministradurante l’allattamento.

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Il diabetico può mangiare i wurstel? Quante calorie e carboidrati hanno?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO WURSTEL FRUTTA SECCA NOCCIOLE NOCI CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTI.jpgI wurstel sono una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine, avicole o suine e – pur con una grande variabilità tra i vari tipi – contengono mediamente 230 calorie per 100 grammi, circa 2,6 grammi di carboidrati ed 11 grammi di proteine.

I wurstel appartengono ad un gruppo di carni da evitare o da assumere solo occasionalmente. A tale gruppo appartengono anche:

  • carni grasse,
  • carne macinata,
  • hamburger confezionati,
  • coppa,
  • cotechino,
  • frattaglie,
  • mortadella,
  • pancetta,
  • pasticci di carne,
  • salsicce,
  • pollo con pelle,
  • paté,
  • salame.

Pur non rappresentando una fonte di proteine raccomandabile, possono essere certamente assunti dal diabetico, in dosi moderate e sotto controllo medico, ovviamente evitando di farcirlo con salse come la maionese.

Carni alternative da preferire sono: bresaola, cacciagione, coniglio, manzo magro, pollo, prosciutto crudo magro, speck, tacchino, vitello magro

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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