Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePrima di iniziare la lettura, ti consiglio di leggere questo articolo: Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

Eiaculazione retrograda e aneiaculazione sono due patologie che possono essere facilmente confuse in virtù del fatto che entrambe “culminano” nello stesso sintomo: la mancanza di emissione di sperma al momento dell’orgasmo maschile; tuttavia sono due patologie diverse per un importante particolare:

Mentre l’aneiaculazione è un disturbo caratterizzato dall’assenza completa di eiaculazione al momento dell’orgasmo, quindi NON C’E’ AFFATTO emissione di liquido seminale; invece nella eiaculazione retrograda l’emissione dello sperma è presente, ma anziché verificarsi verso l’esterno, si verifica verso l’interno.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Rimanere incinta facilmente: i 30 migliori consigli alla coppia, seconda parte

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA DIABETE GESTAZIONALE FETO PARTO CESAREO DIETA FIBRA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO INTESTINO DIGESTIONE STOMACO CALORIE METABOLISMOQuesta è la seconda parte dell’articolo, per leggere la prima parte segui questo link: Rimanere incinta: i 30 migliori consigli alla coppia per aumentare le possibilità di gravidanza

16) Fate esercizio fisico, ma con moderazione
Un lieve a moderato esercizio quotidiano aiuterà a mantenere un ottimale pompaggio del sangue nei diversi distretti corporei e quindi contribuirà anche a mantenere sano l’apparato riproduttivo. Fate venti minuti al giorno di camminata attiva, danza, nuoto, o aerobica in generale, tutto ciò dovrebbe essere sufficiente a favorire il processo di concepimento senza problema alcuno. Gli uomini dovrebbero evitare di accaldarsi troppo durante l’attività fisica: il calore non è amico della spermatogenesi, vedi punti precedenti. Infine è preferibile evitare lunghi tragitti in bici: il sellino è nemico della spermatogenesi.

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17) Bevete tanto latte
Secondo gli studi condotti presso la University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas, il latte ed i latticini sono ricchi di calcio che fornirebbe allo sperma quella spinta finale di energia necessaria per penetrare l’ovulo. Il calcio, infatti, è un minerale importante per le donne, è fondamentale per le ossa e per avere denti forti ancor prima delle esigenze della gravidanza. La dose giornaliera raccomandata per gli adulti è di circa 700-1.000 mg, è disponibile in compresse nell’ambito di alcuni multi-vitaminici minerali o nelle più semplici caramelle al latte. Il calcio è un minerale spiccatamente presente nei prodotti caseari.

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18) Vitamina E
Adeguati quantitativi di vitamina E sono importanti per la salute riproduttiva degli esseri umani in quanto tale vitamina regola l’attività fisiologica delle ghiandole endocrine tra cui ovaio e testicolo; le sue proprietà antiossidanti proteggono la membrana che circonda gli spermatozoi dal danno da radicali liberi. Gli adulti devono assumere 600 IU di vitamina E al giorno. Invece i soggetti ipertesi dovrebbero ridurre la somministrazione a 400 IU al giorno.

19) Vitamina B6
La vitamina B6 è importante per stare bene, sostiene il sistema immunitario e aiuta nel processo riproduttivo facilitando la regolazione degli ormoni femminili necessari per il concepimento; negli uomini aiuta ad aumentare la produzione di sperma. Gli adulti hanno bisogno di 2 mg al giorno di questa importante vitamina che si può assumere introducendo alimenti come i semi di girasole, noci, piselli secchi, legumi, farina di soia, e banane.

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20) I semi di girasole
Semi di girasole e semi di zucca possono migliorare il numero di spermatozoi in coloro che non godono di un numero sufficientemente adeguato negli stessi ai fini del concepimento. Perciò è auspicabile introdurre ¼ di tazza al giorno di questi alimenti in qualità di spuntino intercalato tra i pasti principali.

21) Consumate dell’olio di pesce al fine di migliorare la funzionalità ed il numero degli spermatozoi
Gli acidi grassi Omega-3, come quelli che si trovano nell’olio di pesce offrono un miglioramento della fertilità maschile, inoltre sono benefici al fine di favorire un calo della pressione arteriosa e nel contempo aumentare il flusso di sangue alla zona genitale riducendo notevolmente l’incidenza di disfunzione erettile. In secondo luogo, gli omega-3 aiutano anche a mantenere sana la ghiandola prostatica e contribuire ad aumentare la produzione dello sperma e la mobilità stessa degli spermatozoi. Questo acido grasso benefico può aiutare anche le donne nel processo di concepimento aumentando il flusso di sangue verso l’ utero. La dose consigliata è di 1-3 grammi di olio di pesce al giorno.

Leggi anche: Acido folico (vitamina B9): a cosa serve, in quali alimenti trovarlo e perché è importante PRIMA e durante la gravidanza

22) Idratatevi in modo adeguato
L’acqua è importantissima per il nostro corpo. Sia gli uomini che le donne hanno bisogno di circa 2 litri di acqua al giorno e nei periodi estivi a causa dell’eccessiva sudorazione e perdite notevoli di liquidi, è necessario assumerne anche 3 litri o più al giorno.

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23) Nutritevi in correttamente
Evitate i fast food, i cibi fritti e prodotti alimentari già pronti e surgelati. Sostituiteli con della sana frutta fresca, verdura, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi o, meglio, senza grassi; stesso discorso vale per la carne che deve essere magra, assicuratevi che il pollame che introducete con la dieta sia rigorosamente privo della pelle (poiché altamente grassa) e, ovviamente, non fatevi mancare il pesce. Fate in modo di assumere ogni giorno una certa quantità di fibre e sostituite i grassi cattivi (cioè quelli saturi) con i grassi buoni (quelli monoinsaturi) come l’ olio d’oliva ad esempio.

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24) Stop alla fretta
Stop alla fretta se volete rimanere incinta e godetevi l’esperienza. Non avete sentito parlare di coppie che provano e riprovano a concepire senza risultato? Quando finalmente abbandonano l’idea ossessiva e smettono di provarci con ansia, magicamente, riescono a raggiungere il nobile traguardo del concepimento. Lo stress influisce negativamente sui delicati equilibri ormonali del nostro corpo, necessari per il concepimento.

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25) Assicuratevi di assumere quantitativi giornalieri sufficienti del minerale selenio
Gli uomini hanno bisogno della giusta quantità di selenio per la produzione di adeguati livelli di testosterone; bassi livelli di selenio possono causare alterazioni morfologiche degli spermatozoi, soprattutto a livello della loro formazione funzionale che dona loro la motilità: la “coda”. La dose giornaliera consigliata di selenio per gli adulti è di 200 microgrammi, ma non di più di tale quantità limite poiché dosi eccessive potrebbero essere tossiche.

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26) La vitamina C
L’acido ascorbico, comunemente noto come vitamina C, aiuta a mantenere inalterato il numero degli spermatozoi necessari a garantire la fertilità maschile e diminuisce le anomalie spesso presenti in seno agli spermatozoi. Inoltre la vitamina C si rivela di elevata importanza al fine del concepimento poiché inibirebbe l’aggregazione di singoli spermatozoi tra loro; infatti gli spermatozoi tra loro aggregati non risultano idonei a fini del concepimento. Secondo recenti studi un dosaggio di 1.000 mg di vitamina C pro-die potrebbe aumentare significativamente il livello degli spermatozoi del 140%.

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27) Rapporti sessuali al mattino
Il numero degli spermatozoi tende ad essere più alto al mattino appena svegli, quindi questo è il momento migliore per avere rapporti sessuali se si sta cercando di rimanere incinta. Entrambi i partner saranno più rilassati la mattina, prima di aver subito lo stress di una intera giornata di lavoro.

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28) Non fatevi mancare il Coenzima Q10
Il coenzima Q10 attiva gli enzimi importanti in molti distretti del corpo e serve come un potente antiossidante per proteggere le cellule e quindi anche quelle deputate alla riproduzione; il coenzima Q10 può, inoltre, aumentare la produzione di spermatozoi e migliorare la mobilità degli spermatozoi. Sfortunatamente, molte persone introducono attraverso la dieta una quantità giornaliera di Coenzima Q10 inferiore ai 5 mg, mentre avrebbero bisogno di circa 100 mg al giorno al fine di ottimizzare le possibilità di concepimento.

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29) Evitate la masturbazione compulsiva
Questo punto è valido soprattutto per l’uomo: la masturbazione compulsiva riduce la quantità di sperma disponibile nel rapporto sessuale, diminuendo le possibilità di gravidanza. A tal proposito vi invito a leggere: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri del masturbatore cronico

30) Non siate stressati
Già detto ma lo ripeto come ultimo punto: non riuscire ad avere un bambino è fonte di stress e lo stress è uno dei peggiori nemici di spermatozoi ed oocita. Cercate di vivere una vita rilassante, magari prendetevi qualche giorno di ferie ed aspettate con fiducia l’arrivo del vostro bambino: vi assicuro che sta per arrivare!

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Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi, seconda parte

MEDICINA ONLINE MASTURBAZIONE OSSESSIVO COMPULSIVA DIPENDENZA INTERNET ONLINE VIDEO PORNO PORNOGRAFIA SESSO SEX ADDICTION FILMATI SESSUALITA TELEVISIONE PC COMPUTERQuesta è la seconda parte dell’articolo che vi aiuterà a smettere di masturbarvi in maniera compulsiva; per leggere la prima parte seguite questo link: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

8) Sviluppa una relazione importante

Passare del tempo con amici intimi o un partner ti farà sentire più sicuro di te e ti terrà lontano dallo schermo del computer. Fare l’amore spesso col proprio partner può far perdere ai porno online parte del loro fascino. Impegnati nel tuo rapporto e cerca di farlo funzionare, rinnovandolo, ad esempio organizzando una serata a cena in un ristorante galante o facendo un viaggio da soli tu ed il partner in una meta romantica.

9) Evita le situazioni “provocanti”

L’evitare di cadere in tentazione passa anche dall’evitare qualsiasi situazione e argomento che possa direttamente o indirettamente spingerti a masturbarti.

  • Evita il bagno caldo, che può più facilmente indurti a masturbarti: se devi lavarti meglio una doccia tiepida.
  • Quando ti distrai ascoltando una canzone, vedendo un film o leggendo un libro, fai in modo che non abbiano riferimenti sessuali.
  • Quando sei in situazioni “pericolose”, ad esempio sei steso sul tuo letto e sei solo in casa con un cellulare in mano, alzati e fai altro.
  • Se stai su Facebook o Instagram, evita di soffermarti sulle foto provocanti di modelli o attori che di tanto in tanto si possono vedere sui social.
  • Evita di guardare foto dei tuoi partner o ex partner che possano farti ricordare una situazione sessualmente eccitante.
  • Evita di inserire foto “provocanti” sullo sfondo del tuo pc/tablet/smartphone.
  • Evita di guardare programmi televisivi che mostrano modelli o modelle seminude.
  • Evita di frequentare locali e negozi dove è possibile vedere spogliarelli o acquistare materiale inerente al sesso.
  • Se la vista di un corpo seminudo ti fa venir voglia di masturbarti, evita quegli sport dove è facile averci a che fare, come ad esempio il nuoto.

10) Parlane con una amico o col partner

Anche se i tuoi amici non saranno in grado di aiutarti a trovare un modo di uscirne, parlarne semplicemente con qualcuno ti farà sentire meno solo, anche perché probabilmente – vista la diffusione del fenomeno – anche lui avrà lo stesso problema. Se il rapporto con il partner è veramente sincero, potresti provare a parlarne apertamente.

11) Fai una doccia fredda

Quando la tentazione è irresistibile, fai una doccia “fredda” e la voglia tenderà a sparire.

  • Se di solito ti masturbi sotto la doccia, il freddo ti farà pensare a tutto tranne che a farlo.
  • Se vuoi fare una doccia calda ed hai paura di cadere in tentazione, imposta un timer in modo che suoni al massimo cinque minuti dopo essere entrato nel box, e cerca di uscire prima che scada il tempo.

Leggi anche: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri di un mio paziente masturbatore cronico

12) Prova a digiunare ed eliminare sostanze stimolanti

Astenerti dal consumo di cibo o bevande per qualche ora al giorno può distrarre la mente dalla masturbazione compulsiva e dal desiderio di visionare materiale pornografico. Il digiuno può anche essere una scusa per tenerti temporaneamente alla larga da alimenti e bibite ritenuti – a torto o a ragione – afrodisiaci. Se usi integratori stimolanti, come guaranà, ginseng o ginkgo biloba, è preferibile smettere di assumerli.

Leggi anche: I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

13) Cancella tutto il porno che hai

Elimina video, link, cronologia, foto e ogni altra cosa di pornografico che hai su pc, smartphone e tablet.

  • Elimina sia il porno (immagini e video) scaricato dal web sia quello “amatoriale” (ad esempio quello fatto con partner o ex-partner, anche perché – in alcuni casi – potrebbe essere addirittura illegale).
  • Se razionalmente non riesci a cancellare tutto il materiale che hai accumulato, prova a sfruttare il “senso di colpa tipico del periodo post masturbazione“: appena hai finito una masturbazione, proprio quando è solitamente più alto il tuo senso di colpa e quindi la voglia di smettere, cancella la tua collezione (anche dal cestino del pc o dello smartphone!), ma non aspettare a farlo quando sarai tornato razionale: fallo subito dopo la fine della masturbazione (ed evita di usare programmi per recuperare i dati cancellati dal cestino!).
  • Elimina dal pc o dallo smartphone, qualsiasi programma o app che usi per scaricare video pornografici da internet.
  • Esci da tutti i gruppi e le chat Telegram (o altra app) che frequenti per visionare o scaricare materiale pornografico.
  • Se hai una collezione di riviste, cd o dvd pornografici, eliminali.
  • Se proprio non riesci ad eliminare il materiale tutto insieme, eliminalo in maniera graduale (ad esempio un tot di file al giorno).

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14) Cerca informazioni e parlane col medico e con lo psicoterapeuta

Se hai cercato più volte da solo di smettere di masturbarti in modo compulsivo e/o di guardare i video pornografici e non sei stato in grado di farlo, potresti aver bisogno di chiedere aiuto. Anche se potresti sentirti in imbarazzo a discutere la situazione con un’altra persona, alla fine non ti pentirai di averlo fatto. Ecco cosa fare:

  • Trova aiuto su internet. Cerca l’argomento e leggi i consigli delle altre persone che soffrono di problemi simili su forum autorevoli. Tuttavia, se passare tempo su internet scatena la tua dipendenza, riduci al minimo il tempo che passi online o fallo con un amico.
  • La masturbazione compulsiva non dovrebbe essere mai sottovalutata, anzi deve essere affrontata con l’aiuto di un professionista. Parlane col medico e lo psicoterapeuta. Potranno consigliarti le giuste terapie, come quella farmacologica e quella psicoterapica.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Ho trovato per strada questo cucciolo, ma non so che animale sia, seconda parte

Questa è la seconda parte della incredibile storia di un ragazzo e dell’animale che ha trovato – cucciolo – per strada. Per leggere la prima parte, seguite questo link: Ho trovato per strada questo cucciolo, ma non so che animale sia! Leggi la storia fino alla fine per scoprirlo
MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma HO TROVATO CUCCIOLO NON SO ANIMALE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene (7).jpgCrescere un cucciolo fragile, di origine sconosciuta, che è ancora in fase di accudimento è una missione difficile. Ma grazie alla perseveranza ostinata di Longo, Biscotto non solo riusci a sopravvivere ma persino a crescere sempre di più.
Biscotto ha legato anche con i cani di famiglia. In qualche modo, loro si sono resi conto che era Biscotto era un amico, non certo “cibo”!
Assai presto, Biscotto sembrava di essersi integrato nella vita famigliare di Longo, e sembra che il cane godesse della sua presenza. Longo non lasciava mai l’animale da solo, lo portava anche a lavoro. Biscotto andava in moto col padrone godendosi il viaggio nella tasca di Longo.
Mano a mano che gli occhi di Biscotto si ingrandivano e la pelliccia sulla coda diventava più folta, la gente intorno iniziava a pensare che potesse somigliare ad uno scoiattolo. Ma a ben guardare, c’era qualcosa di diverso rispetto ad uno scoiattolo comune.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma HO TROVATO CUCCIOLO NON SO ANIMALE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene (8).jpgAlcuni indizi aiutarono Longo a identificare finalmente il suo nuovo amico. Il ragazzo notò un po’ di pelle in più intorno alle sue ascelle, la coda diventata abbastanza piatta e folta, poi i suoi grandi occhi diventavano molto grandi, come se fossero adatti a vedere nel buio.
Con un po’ di ricerca, Longo ha scoperto che il suo nuovo amico peloso era uno scoiattolo volante, una creatura notturna che può planare per più di 40 metri grazie alla membrana di congiunzione fra le zampe anteriori e posteriori che, distesa, consente il volo librato o planato. Grazie a questa scoperta Jeff fu ancora più in grado di fornire a Biscotto la dieta e l’ambiente a lui necessari, come ad esempio scoprì che apprezzava molto la frutta, le noci ed i semi. Una volta capita la vera natura della creatura, il suo salvatore ha lavorato duramente per creare un ambiente adatto a lui.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma HO TROVATO CUCCIOLO NON SO ANIMALE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene (9).jpgOgni volta che è presente, Longo lascia Biscotto fuori dalla sua “tana” e gli permette di esplorare la casa. Il ragazzo ha coperto la maggior parte dei suoi mobili con dei panni in modo da consentire allo scoiattolo di afferrarli, giocarci e muoversi grazie ad essi.
Longo ha iniziato una raccolta fondi online per costruire una nuova recinzione per Biscotto in modo che possa avere più spazio a disposizione per quelle ali! La domanda successiva che si pone ora Jeff è se tenere Biscotto come animale domestico o rilasciarlo di nuovo in libertà. Questa è una domanda a cui è difficile dare una risposta, per molte ragioni. Anche se alcune persone credono che Biscotto dovrebbe essere rilasciato in libertà, è più che probabile che ormai non sarebbe in grado di sopravvivere, dal momento che è stato cresciuto nelle mani di Longo da una così giovane età. Ciò significa che Jeff probabilmente continuerà a prendersi cura della piccola creatura per sempre, tanto ormai Biscotto è parte della sua famiglia!

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Fortunatamente, sembra che Biscotto sia molto felice di dove si trovi. Il giovane scoiattolo volante sfuggito alla morte il giorno in cui Jeff Longo l’ha trovato, ha perso la madre ma ha guadagnato un nuovo padre ed un migliore amico.

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Differenza tra toracentesi, paracentesi e rachicentesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA TORACENTESI PARACENTESI RACHI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCon i termini “toracentesi”, “paracentesi” (anche chiamata peritoneocentesi) e “rachicentesi” (chiamata anche puntura lombare) si indicano tre tecniche chirurgiche diagnostiche e terapeutiche che vengono condotte introducendo un ago sottile, di solito sotto guida ecografica, rispettivamente nel torace, nell’addome e nella cisterna lombare.

  • Con la toracentesi si preleva del liquido dalla cavità pleurica, il sottile spazio virtuale compreso tra la pleura viscerale e parietale dei polmoni, mentre il paziente sta seduto e piegato in avanti;
  • con la paracentesi si effettua la stessa operazione ma nella cavità peritoneale che si trova tra i visceri addominali, quando il paziente è sdraiato sulla schiena o su un fianco. Talvolta può essere lasciato un tubicino che continua a drenare liquido nei giorni successivi;
  • con la rachicentesi si estrae il liquido cefalorachidiano, prodotto dai plessi corioidei, che scorre nel canale midollare della colonna vertebrale, negli spazi subaracnoidei e nei ventricoli cerebrali. Il fluido cerebrospinale può essere raccolto con maggiore sicurezza nella cisterna lombare, dove il midollo spinale termina nella cauda equina, subito al di sotto del livello della prima (L1) o seconda (L2) vertebra lombare. La cisterna lombare si estende poi nell’osso sacro.

Per approfondire:

Nelle cavità pleuriche e peritoneali normalmente si trova solo un sottile velo di liquido: il suo accumulo in una quantità superiore al normale prende il nome a livello toracico di “versamento pleurico” ed a livello addominale di “ascite“. Il liquido può essere essudato (edema infiammatorio) o trasudato (edema non infiammatorio).

A tale proposito leggi anche:

Perché si effettuano?
Dopo il prelievo del liquido, quest’ultimo viene inviato al laboratorio analisi in modo da capire la causa che ha determinato questo accumulo, che può dipendere da un tumore oppure da malattie di altra natura (come una pleurite nel caso della toracentesi o una cirrosi nel caso di una paracentesi). Oltre che a scopo diagnostico, la procedura può essere effettuata per ridurre la pressione determinata sugli altri tessuti dal liquido in eccesso, che può alterare il funzionamento di alcuni organi, ostacolare la respirazione o causare dolore.
La rachicentesi è utile nella diagnosi di varie patologie, in particolare quelle che colpiscono il cervello, le meningi ed il midollo spinale, come ad esempio: meningite, encefalite, meningoencefalite, mielite, neoplasie, leucemie, emorragie subaracnoidee, varie malattie neurodegenerative.
La rachicentesi può essere considerata urgente nel caso il sospetto clinico indirizzi verso una diagnosi di meningite/meningoencefalite, oppure di emorragia subaracnoidea con un primo riscontro di TAC negativa.

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Differenza tra bicipite brachiale, bicipite femorale, tricipite e quadricipite

MEDICINA ONLINE MUSCOLI DEL BRACCIO BICIPITE CORACOBRACHIALE BRACHIALE TRICIPITE LEGAMENDI GOMITO SPALLA ARTICOLAZIONE OMERO SCAPOLARE ULNA RADIO MANO EPICONDILITE FLESSIONE MOVIMENTI DOLORE PESI INTEGRATORI PALESTRA MASSA

Bicipite

Con “bicipite” (in inglese “biceps”) nell’uso comune si identifica il più grande muscolo anteriore del braccio. In verità in medicina la parola “bicipite” indica molto più genericamente un muscolo che presenta due capi d’inserzione ed un solo ventre.
I più famosi muscoli bicipiti del nostro corpo sono:

  • Il bicipite femorale o “bicipite del femore” o “bicipite dell’arto inferiore” è un grosso muscolo posteriore e laterale della coscia;
  • Il bicipite brachiale o “bicipite dell’arto superiore” è un muscolo anteriore del braccio, quello che viene chiamato semplicemente “bicipite” nell’uso comune, come prima accennato.

Bicipite brachiale

Il muscolo bicipite brachiale origina con due capi dalla scapola per andare ad inserirsi con un tendine comune alla tuberosità del radio. E’ localizzato nella loggia anteriore, assieme al muscolo brachiale e muscolo coracobrachiale; è antagonista del muscolo tricipite brachiale. L’azione generale del bicipite è quella di flettere l’avambraccio sul braccio, e flettere il braccio sulla spalla. Il bicipite brachiale è un muscolo biarticolare in quanto dalla scapola raggiunge il radio, superando due articolazioni, la scapolo-omerale e il complesso articolare del gomito. I due capi del bicipite brachiale sono detti lungo e breve. Le funzioni del bicipite brachiale sono:

  • flessione del gomito e supinazione dell’avambraccio;
  • stabilizzazione anteriore della testa omerale;
  • flessione del braccio sull’avambraccio;
  • elevazione del braccio abdotto e ruotato esternamente.

Per approfondire:

MEDICINA ONLINE MUSCOLI DI ANCA E COSCIA GAMBA VISTI POSTERIORMENTE GLUTEI tendine muscolo semitendinoso muscoli posteriori coscia muscolo bicipite femorale semimembranoso anatomia funzioni uso chirurgico

Bicipite femorale

Il bicipite femorale o “bicipite del femore” è un muscolo posteriore e laterale della coscia che, con la sola porzione del capo lungo – insieme ai muscoli semimembranoso e semitendinoso – forma il gruppo dei muscoli ischiocrurali. L’azione del capo breve è limitata alla sola flessione della gamba sulla coscia, ed è pertanto un fascio escluso dal gruppo dei muscoli ischiocrurali. Assieme ai muscoli semimembranoso, semitendinoso e gastrocnemio, il bicipite femorale delimita i margini della cavità poplitea. Il nome “bicipite” deriva dal fatto che il bicipite femorale è composto da due capi: il capo lungo e il capo breve. Il capo lungo origina dalla tuberosità ischiatica, con un tendine comune al muscolo semitendinoso. Il capo breve origina dal terzo medio del labbro laterale della linea aspra del femore. Il capo lungo è innervato dal nervo tibiale(L5-S2) e il capo breve dal nervo peroniero comune (L4-S1). I due capi convergono in un unico tendine che si inserisce sulla testa della fibula (perone). Il capo lungo è in grado di agire su due articolazioni, anca e ginocchio, mentre il capo breve agisce solo sul ginocchio. Le funzioni del bicipite femorale sono:

  • estendere la coscia (capo lungo);
  • flettere la gamba;
  • a ginocchio flesso, ruotare esternamente la gamba e la coscia.

Per approfondire: Muscolo bicipite femorale: anatomia e funzioni

MEDICINA ONLINE MUSCOLI BICIPITE TRICIPITE QUADRICIPITE BRACCIO GAMBA COSCIA

Tricipite

Il “tricipite” o muscolo tricipite brachiale (in inglese “triceps”) è invece il più importante muscolo posteriore del braccio, è antagonista del muscolo bicipite ed è il responsabile della maggior parte del volume del braccio. E’ formato da tre capi:

  • il capo lungo parte dalla tuberosità sottoglenoidea della scapola e si porta in basso passando attraverso il triangolo dei muscoli rotondi;
  • il capo laterale (o muscolo vasto laterale) parte dalla faccia posteriore del corpo dell’omero, al disopra del solco del nervo radiale;
  • il capo mediale (o muscolo vasto mediale) parte dalla faccia posteriore del corpo dell’omero, al disotto del solco del nervo radiale.

I tre capi si portano verso il basso e si riuniscono in un tendine che prende attacco sulle facce superiori e posteriori dell’olecrano dell’ulna e sulla parete posteriore della capsula articolare del gomito. Le funzioni del tricipite sono

  • l’estensione dell’avambraccio sul braccio;
  • addurre, estendere, estendere in orizzontale, e retroporre il braccio;
  • stabilizzare la spalla.

Per approfondire:

MEDICINA ONLINE ORTOPEDIA MUSCOLI GAMBA ANCA COSCIA GINOCCHIO BICIPITE FEMORALE QUADRICIPITE PIEDE ARTICOLAZIONE COXOFEMORALE FEMORE GLUDEI SEDERE ILEO PSOAS PIRIFORME GEMELLI OTTURATORIO QUADRATO

Quadricipite

Il “quadricipite” (o muscolo quadricipite femorale, in inglese “quadriceps”) è il più grande muscolo del corpo umano ed è situato nella parte anteriore della coscia assieme al sartorio. Al contrario degli altri due muscoli citati in questo articolo, il quadricipite è costituito da quattro capi:

  • retto femorale, che origina dalla spina iliaca anteriore inferiore;
  • vasto mediale, che origina dalla prossimità del collo anatomico del femore;
  • vasto laterale, che origina dalla parte laterale del grande trocantere;
  • vasto intermedio, che origina dalla parte prossimale della faccia antero-laterale del femore.

Questi quattro capi si fondono apparentemente in un unico tendine comune che però è formato dalla sovrapposizione di tre lamine, inserito sulla rotula (patella). Questo tendine, scendendo più in basso e inserendosi sulla tuberosità tibiale, va a formare il legamento patellare, che rinforza la capsula articolare del ginocchio. E’ un muscolo biarticolare poiché permette il movimento di due articolazioni, la coxofemorale e il ginocchio.Il quadricipite ha varie funzioni:

  • flette la coscia sul bacino
  • è importante per il mantenimento della stazione eretta
  • è tra i principali muscoli che permettono la deambulazione.

Per approfondire:

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Fino a che età una donna può avere figli?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FINO A CHE ETA DONNA PUO AVERE FIGLI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn condizioni fisiologiche (normali), una donna sana può teoricamente avere figli nel periodo che intercorre dalla comparsa del menarca (la prima mestruazione) fino alla menopausa, cioè l’evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell’età fertile. Nella menopausa termina l’attività ovarica: le ovaie non producono più follicoli ed estrogeni (ormoni femminili principali). Gli uomini, al contrario delle donne, rimangono fertili virtualmente fino alla morte. A tale proposito leggi anche: Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?
Nella realtà, la fertilità femminile nella donna resta stabile solo fino ai 30 anni per poi diminuire, con un primo netto calo sopra i 35 e un calo ancora più drastico dopo i 40. L’età media della menopausa è 50 anni, ma già sopra i 44-45 anni le probabilità di avere un figlio sono quasi nulle. A tale proposito leggi anche: Che possibilità ho di rimanere incinta?, dove sono elencate le possibilità statistiche di avere un figlio per fasce di età della donna.

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Pasto libero: “sgarrare” nella dieta è davvero così deleterio?

MEDICINA ONLINE POLENTA CIBO MANGIARE GLICEMIA DIABETE MELLITO DIABETICO PRANZO RICETTA CARBOIDRATIQuando si parla di pasto libero, o cheat meal o “sgarro” che dir si voglia, non si può prescindere da alcune piccole delucidazioni per fare sì che esso sia non un nemico, bensì una freccia in più nella faretra del nostro organismo. Seppur “libero” proprio nella sua natura, esistono alcuni accorgimenti, descritti più avanti, per renderlo il più piacevole e produttivo possibile. I benefici di un pasto libero sono molteplici e vanno dalla biochimica alla pura psicologia, infatti:

  1. Aumenta il senso di libertà e di conseguenza l’aderenza alla dieta;
  2. Ci rende più semplice la scelta di cosa mangiare durante la dieta, in quanto gli sfizi verranno soddisfatti ampiamente;
  3. Infine, rende tutto il nostro percorso socialmente più accettabile.

Dal punto di vista metabolico, inoltre, non si deve dimenticare che mangiare in maniera tranquilla e non calcolata per un solo pasto non crea alcuna grave conseguenza nel lungo periodo, se non un aumento di ritenzione del giorno dopo comunque smaltibile in poco tempo. Inoltre, un breve picco metabolico con innalzamento della media settimanale delle kcal impedirà alla tiroide, attraverso i meccanismi di adattamento, di “adagiarsi sugli allori”.

Purtroppo nell’ambiente mi è capitato in ambulatorio diverse volte di notare tendenze completamente opposte ma parallele: vedere incredibilmente difficile il proprio obiettivo ed estremamente semplice quello a cui non si mira. Diventare “troppo grossi” non è così semplice, così come non lo è “definirsi troppo” – sono concetti che chi si allena seriamente rincorre attraverso la cura maniacale dei dettagli nel lungo periodo, certamente non per un giorno. Ed è per questo preciso motivo che la dieta di un solo giorno, o addirittura in un solo pasto, non solo non può completamente annichilire i risultati di una settimana diligente, ma può risultare – come detto – uno strumento utile al raggiungimento dell’obiettivo nel lungo periodo: l’unico lasso di tempo che conta davvero.

Il vademecum del pasto libero

Il pasto libero è estremamente soggettivo dato che deriva in gran parte da stimolazioni neurali conseguenti all’andamento settimanale della dieta. Una dieta low carb porterà ad un forte desiderio di carboidrati e vice-versa: com’è ovvio che sia, il nostro senso animale ci porta verso quello che ci manca durante la settimana, rendendolo oltremodo piacevole.

Esiste una sola regola base che può applicarsi a un cheat meal – come nel resto della vita, d’altronde – che è il buon senso. Non si deve intendere il sabato sera come una sorta di remake di “Man vs Food”, poiché ingurgitare indiscriminatamente ogni tipologia di alimento, junk e non, porterà a problematiche che non sono strettamente correlate al dimagrimento, bensì al resto degli attori del nostro organismo: intestino, cervello, ipotalamo nello specifico.

Sì, è vero, stiamo parlando di un pasto libero, ma la sensazione da provare dev’essere una liberazione psicologica dalle maglie costrittive settimanali, non una sfida personale dal punto di vista psicologico. La percezione è completamente diversa, così come l’atteggiamento mentale che si assume. Mangiare due pizze non crea nessun problema alla maggior parte delle persone, se in più però si aggiunge: 3 litri di birra, 3 portate di dolci con vaschetta di gelato finale, questo non è più un pasto libero ma un’abbuffata bella e buona da cui è bene guardarsi dal punto di vista psicologico.

Principali errori che causano binge eating

Il bisogno di compiere un simile delirio alimentare quando si dovrebbe semplicemente “sgarrare” durante la dieta per interrompere la monotonia può risiedere in due errori durante la programmazione dietetica:

  1. Eccessiva costrizione alimentare;
  2. Eccessiva restrizione calorica;

Vivere sei giorni a dieta non crea problemi alla maggior parte delle persone, se impostata con criterio e con deficit sufficientemente logico; d’altro canto, vivere sei giorni in agonia del sabato perché nessun giorno ha dei sapori sufficientemente godibili o un introito soddisfacente, è indice di qualcosa di completamente errato nella programmazione, che potrebbe essere quasi sicuramente migliorata ottenendo un risultato probabilmente più lento, ma più sano e mantenibile nel tempo.

Come strutturare il pasto libero: 5 piccoli “how to”

  1. Preferire gli alimenti di cui si sente la mancanza e non un mix indiscriminato;
  2. Per chi fa sport, farlo cadere in un giorno di allenamento, poiché la sensibilità insulinica sarà molto aumentata;
  3. Non consumarlo a casa, poiché acquistare del cibo per goderselo nel pasto libero creerà quasi certamente degli avanzi che forniranno stimoli e tentazioni nei giorni successivi. E non è mai bene buttare del cibo.
  4. Iniziare il pasto libero con della verdura cruda, non per essere sazi prima del tempo ma in ottica di consumare comunque qualcosa di utile, e per favorire anche i processi digestivi. Della verdura cruda ad inizio pasto infatti limita di molto il processo infiammatorio digestivo denominato leucocitosi digestiva.
  5. Dato che molto probabilmente si useranno sapori molto forti, consumare anche molte spezie – i benefici non tarderanno a manifestarsi, essendo la maggior parte delle spezie ad alto valore funzionale.
  6. Goderselo in santa pace!

Approfondimenti e spunti ulteriori sul pasto libero

  1. Per la praticità con cui il pasto libero dev’essere inteso, può essere scambiato tra pranzo e cena. Una regola tutta psicologica e non pratica è quella di farlo coincidere con la cena, in quanto a livello di comodità giornaliera è più facile “terminare una giornata” con un pasto libero piuttosto che iniziarcela, con l’obbligo poi di ricominciare la dieta a cena.
  2. La dieta di quel singolo giorno va cambiata? Non troppo, non per tutti. Non è il solito consiglio generalista e cercherò di dare una spiegazione breve: se si parte da una situazione di metabolismo disastrato, ricercare il piccolo particolare porterà a stufarsi prima del tempo. Viceversa, quando si è alla fine di un percorso e si limano i dettagli, andare a curare anche il resto del giorno può fare la differenza. In questo caso, norma igienica sarebbe quella di consumare proteine e verdure nel resto dei pasti della giornata, colazione compresa.
  3. Non pesarsi/usare come riferimento il proprio aspetto allo specchio il giorno dopo un pasto libero. La comune ingestione di carboidrati, sale e grassi nello stesso pasto vi darà un aspetto “puffy” che verrà smaltito nei giorni successivi, causato dalla forte ritenzione idrica – come già anticipato. Sembra scontato, ma meglio mettere sempre i puntini sulle i: un singolo pasto libero, così come un giorno di dieta, non rovineranno nel lungo periodo quello che state facendo usando un po’ di buon senso, perciò pesarsi/osservarsi il giorno dopo può avere solo aspetti demotivanti.
  4. Parlavamo di un vantaggio metabolico, ad inizio articolo. Effettivamente il famoso “plateau” a cui si giunge durante la dieta è principalmente dovuto all’adattamento repentino che il nostro corpo ha a qualsiasi stimolo. Pertanto, inserire uno stresso controllato durante un singolo pasto induce uno spike metabolico, una controregolazione oressinico-grelinica ed a livello tiroideo con susseguente diminuzione dell’espressione epigenetica delle sirtuine e di tutti i network immunocitochimici che si attivano nelle restrizioni caloriche. In pratica, il corpo la smette di vivere in perenne restrizione.

Quanti pasti liberi? Quando?

La fatidica domanda durante la visita ambulatoriale, sia da sportivi agonisti che da persone sedentarie, è: “Dottore ma il pasto libero lo concede, vero?” – quando si parte così, è d’obbligo un po’ di educazione alimentare, che in quest’articolo ci fa anche comodo per ricapitolare e terminare con ulteriori spunti pratici. Dunque, il pasto libero:

  • Dovrebbe essere inserito dopo due settimane dall’inizio della dieta, per dar modo all’organismo ed alla persona di abituarsi al nuovo regime alimentare senza cercare subito alternative vigorose;
  • Può anche essere doppio o triplo nella settimana, dipende tutto dalla quantità e qualità degli allenamenti e dallo stato metabolico della persona;
  • Dev’essere consumato con buon senso e con un senso di libertà, non con sensazioni di sfida o di iper compensazione.
  • Per gli sportivi è certamente più logico farli combaciare con un giorno di allenamento. Pensiamo a chi fa Ironman o il mezzo Ironman, senza dubbio loro avranno la piena libertà di concedersi praticamente ciò che vogliono dopo uno sforzo del genere in un singolo giorno.

Perciò, in definitiva, non preoccupatevi troppo dei vostri risultati, ma vivete serenamente una condizione in cui state lavorando per voi stessi.

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