Smegma: quando lo sporco si accumula sul pene, cause e cure

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZALo smegma (dal greco σμῆγμα che significa “sapone”) è un prodotto di secrezione dei genitali maschili e femminili, cui si associano cellule epiteliali esfoliate provenienti dalle mucose, sebo, sporcizia, residui di sperma dopo una eventuale eiaculazione e materiali umidi, in genere di provenienza urinaria.

Dove si trova lo smegma?

Nei maschi lo smegma si viene a raccogliere principalmente sotto il prepuzio, nel solco balano-prepuziale.

Da cosa viene prodotto principalmente lo smegma?

Lo smegma maschile è prodotto dalle ghiandole del solco balano-prepuziale (ghiandole riscontrabili alla base del glande del pene). Originariamente si riteneva che lo smegma fosse prodotto dalle ghiandole sebacee situate vicino al frenulo, chiamate ghiandole di Tyson, tuttavia studi successivi non sono riusciti a dare una conferma a questa tesi. Secondo Wright lo smegma viene prodotto dalle cellule della mucosa del prepuzio, tali cellule si accrescono e tendono a migrare verso la superficie della mucosa, si distaccano e subiscono una degenerazione grassa, dando così luogo allo smegma. A parere di Parkash poiché si è visto che lo smegma contiene il 26,6% di grassi e il 13,3% di proteine, questo fatto indica con ragionevole certezza che si tratta di composti derivanti da detriti necrotici epiteliali di sfaldamento.

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A cosa serve lo smegma?

Le sue funzioni non sono ancora state del tutto chiarite, si pensa che lo smegma abbia funzione principalmente lubrificante.

Cosa contiene lo smegma?

Lo smegma è ricco di squalene e secrezioni prostatiche e seminali, nonché di cellule epiteliali e di mucina probabilmente originata dalle ghiandole uretrali di Littre, oltre che a sporco ed eventualmente spermatozoi e residui di plasma seminale. Alcuni autori affermano che lo smegma contiene enzimi con attività antibatterica, come il lisozima e ormoni come l’androsterone, sebbene altri autori non concordino con queste indicazioni.

Vedi anche: foto di pene con smegma

Lo smegma nelle fasi di crescita

L’incidenza di smegma aumenta dell’1% tra i 6-7 anni e dell’8% tra i 16-17 anni (con un’incidenza complessiva del 5%). La quantità di smegma prodotta durante l’infanzia è molto limitata, anche se nel prepuzio è già possibile riscontrare la presenza di alcune ghiandole sebacee. La produzione di smegma successivamente aumenta dall’adolescenza fino alla maturità sessuale, quando la funzione lubrificatoria dello smegma assume il suo pieno valore. A partire dalla mezza età la produzione di smegma si riduce fino a scomparire completamente nella vecchiaia.

Rischi legati alla presenza di smegma

I rischi legati ad un accumulo cronico di smegma sul pene sono molti, come le infezioni, l’eventuale rischio di coinvolgere la partner, fino ad un aumentato rischio di cancro del pene. Per approfondire leggi: Smegma: i rischi dell’accumulo di sporco sul pene

Curiosità sullo smegma

Lo smegma non viene prodotto soltanto dagli uomini, bensi anche dalle donne: mentre nei maschi lo smegma è raccoglie sotto il prepuzio, nelle femmine lo smegma si accumula intorno al clitoride e nelle pieghe delle piccole labbra.
Lo smegma nelle donne viene prodotto dalle ghiandole apocrine del clitoride e da particolari ghiandole sebacee rintracciabili a livello delle piccole labbra. Nella piena maturità sessuale queste ghiandole secernono appunto una sostanza bianca, simile allo smegma prepuziale. Come già accennato al materiale di provenienza ghiandolare si aggiungono cellule epiteliali di sfaldamento delle mucose, oltre a sporcizia e materiali umidi, in genere componenti dell’urina.

Cure che impediscano la formazione dello smegma

Non esistono cure che impediscano la formazione dello smegma, tuttavia – senza arrivare alla circoncisione – è sufficiente una buona igiene quotidiana (specie dopo una eiaculazione) del pene per neutralizzare i possibili rischi legati ad una sua lunga permanenza sotto il prepuzio, nel solco balano-prepuziale.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perché la tua donna ti ha tradito? Ecco le possibili cause

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene HD Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale CIBI GRASSI FERTILITA MASCHILEUomini e donne differiscono anche per quanto riguarda il tradimento. Infatti le motivazioni che, spesso, spingono una donna a cercare le attenzioni di un altro uomo possono essere molte, alcune delle quali sono simili a quelle maschili. Vogliamo elencarvi una serie di ragioni per le quali la vostra compagna o la vostra fidanzata potrebbero farsi un amante. Se vi riconoscete in qualcuna di queste circostanze, vi suggeriamo di tenere alta la guardia e gli occhi bene aperti, non si sa mai.

  • L’ex: molte donne non riescono proprio a sganciarsi dal loro ex. Ci sono fantasie e desideri che le fanno sentire ancora incollate al passato e a volte cadono in tentazione finendo a letto con il loro precedente partner.
  • Vendetta: voi avete tradito lei? E lei tradisce voi. Nulla di più semplice e lineare. Per qualcuna è motivo di soddisfazione senza pari, anche se di certo non serve a cancellare il torto subito.
  • Ricerca di conferme: lei è bella e seducente e cerca ad ogni costo di sottolinearlo. Se voi non le date l’attenzione necessaria, è probabile che vada a cercarsela altrove. Tradire, per alcune donne, vuol dire semplicemente avere la conferma di essere desiderabili ed attraenti.
  • Attrazione fatale: uno dei motivi in comune con gli uomini. La pura attrazione carnale può portare a tradire gli uomini quanto le donne. Ci sono donne che si sentono conquistatrici e non riescono a fare a meno di tradire, non c’è scampo.
  • Donne di potere: le donne molto sicure di sé, che godono di potere, soprattutto dal punto di vista professionale, si illudono di poter governare ogni campo della vita e di poter prendere e lasciare chi vogliono e quando vogliono. Queste donne tradiscono per seguire una sorta di spirito di onnipotenza.
  • Donne trascurate: è la categoria più ampia delle traditrici. Quando il proprio compagno le mette da parte per dedicarsi al lavoro o ad altri impegni, loro pensano che sia giusto tradire per ripristinare una parvenza di equilibrio senza capire che, forse, in certi casi è meglio troncare le relazioni che non soddisfano.
  • Future spose: fare tutto prima del matrimonio? Anche le donne possono pensarla in questo modo e nel “tutto” può essere compreso anche il tradimento. Una conferma della loro intraprendenza e una sorta di autogiustificazione nei confronti del futuro marito cornificato in anticipo.

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Le dieci caratteristiche di una donna forte a cui devi tendere se manchi di autostima

MEDICINA ONLINE VOLTO FELICE FIDUCIA SE DONNA CAPELLI SGUARDO RAGAZZA ESTATE SUMMER MORA PELLE SKIN OCCHI OCCHIAIE TERAPIA TRATTAMENTO EYES BELLEZZA VISO RIMEDI SEXY SEX MEDICINA ESTETIQuelle che sto per scrivere sono ovviamente caratteristiche generali. Potreste non necessariamente avere nessuna delle caratteristiche di seguito elencate ed essere comunque una “donna forte”. Ma cosa significa esattamente “donna forte”? Il rischio è di cadere in una banale generalizzazione. Per me una donna è psicologicamente forte soprattutto quando ha imparato a trovare la felicità da sola, sviluppando una fiducia in se stessa che le permette di riuscire ad essere felice senza alcun bisogno di cercare il riconoscimento o l’approvazione altrui o del partner. Ma non solo. Ecco le caratteristiche che – a mio avviso – possiede una donna psicologicamente forte (applicabili anche per l’uomo!). Se ti senti “debole” o manchi di autostima, queste caratteristiche potrebbero rappresentare per te un obiettivo da raggiungere, per aumentare la fiducia in te stessa.

1) Cercano sempre opportunità per crescere

Le donne forti hanno imparato che l’unica cosa che si frappone tra loro e il successo sono le loro stesse azioni. Per questo motivo si muovono sempre verso il proprio obiettivo, anche se a piccoli passi. Qualsiasi cosa fanno, non si fermano mai ad aspettare che il successo arrivi da solo. Avanzano verso la crescita per migliorarsi.

2) Non si fanno condizionare dal prossimo

Di solito, le donne vengono bombardate con messaggi che le fanno sentire inadeguate; se non si adattano a certi stereotipi rischiano di cadere nell’insicurezza. Le donne forti, invece, sanno bene chi sono; non hanno bisogno di inseguire stereotipi o standard ideali proposti dall’industria pubblicitaria: le donne forti sanno quanto valgono!

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3) Non si accontentano se sanno di meritare di più

Le donne forti non si accontentano delle briciole; esperienze di vita che molte donne purtroppo apprendono solo col tempo. Una volta compreso lo spessore di tale lezione, si rendono conto che accontentarsi è una perdita di tempo prezioso che non recupereranno più. Hanno imparato che puntare sempre in alto le aiuta ad evitare il carico di dolore e la perdita di tempo causata dall’accontentarsi di ciò che non le fa sentire appagate.

4) Eliminano dalla loro vita la gente tossica

Hanno capito che per stare bene con se tesse è necessario allontanare non solo le persone aggressive, ma anche quelle che vivono di pettegolezzi, che criticano sempre e che vivono di situazioni drammatiche. Hanno imparato che bisogna mettere limiti sani per vivere liberi dai bagagli emotivi che non li appartengono. Hanno capito che questo atteggiamento rende più semplice raggiungere i propri sogni ed obiettivi.

5) Perdonano, ma non dimenticano mai

Hanno imparato a perdonare. Hanno capito che perdonare non è un regalo a chi le ha ferito, ma un regalo che fanno a loro stesse. Le donne forti sanno che il perdono è una preziosa risorsa per sbarazzarsi dell’ira. Senza di esso, si rimane in un costante stato di amarezza e confusione che conduce all’infelicità. Tuttavia, anche se perdonano, ricordano chi ha fatto loro del male. In questo modo, imparano dai propri errori e diventano caute con le persone che hanno dimostrato di non meritare la loro fiducia.

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6) Non si preoccupano di ciò che pensano gli altri

Sanno bene che non devono cadere nella trappola dei paragoni, che la loro felicità dipende da questo. Le donne forti non fanno caso ai pensieri pessimisti che gli altri possono avere su di loro. In fin dei conti, sanno bene che il successo o il fallimento dipende solo dalle loro stesse decisioni. Hanno imparato a non dare ascolto alle opinioni di coloro che non hanno l’esperienza necessaria ma solo a quelle di coloro a cui hanno richiesto un parere.

7) Sanno che non sono perfette e capiscono che va bene così

Nessuno è perfetto, in particolare chi crede di esserlo. Per questo motivo, le donne forti hanno il potere e la capacità di accettare se stesse, con i loro punti di forza e le loro debolezze. Ciò permette loro di diventare persone che si adattano facilmente, cosa che, anche se può sembrarvi strano, consente di vivere la vita in modo pieno. Per loro, perdere tempo preoccupandosi di ciò che non sono, è una cosa assurda. In fin dei conti la vita è troppo breve per avere questi pensieri. Accettare i propri limiti con umiltà è un’arma potente.

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8) Rispettano se stesse e non fanno nulla che ritengano ingiusto

Le donne forti sono molto più consapevoli del loro valore rispetto a quelle che non lo sono. La strada che conduce alla scoperta del proprio valore reale è diversa per ogni donna. Per alcune, rimane nascosta finché non si trovano con le spalle al muro. In effetti molte donne forti non lo sono sempre state. Molte hanno scoperto la loro vera forza dopo aver superato situazioni molto difficili.

9) Si circondano di persone propositive

Le donne forti sanno bene di poter contare su una rete di relazioni interpersonali molto solida. Hanno imparato a non vergognarsi a chiedere aiuto; sanno che può bastare anche una semplice telefonata per risolvere un loro problema.

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10) Hanno un atteggiamento positivo

Quando parliamo di positività, c’è da dire che è un’arma a doppio taglio. Ci sono persone che mettono in pratica una positività poco realistica, come pensare che le cose si risolvano da sole o che le cose belle accadano a chi le desidera con intensità.

A volte bisogna arrivare al punto di non aver più lacrime da versare affinché il cambiamento inizi

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Liberarsi dalla dipendenza affettiva e dalla paura dell’abbandono

MEDICINA ONLINE TRADIMENTO 10 UOMINI DA EVITARE RELAZIONE GELOSIA PATOLOGICA NORMALE DIFFERENZE GEALOUS GIRL BOY MAN WOMAN LOVE WALLPAPER AMICIZIA RAPPORTO SESSO TRADIRE FIDANZATI MATRIMONIO MARITO MOGLIE SCOPRIRE HDPrima di iniziare la lettura, vi consiglio di leggere questo articolo: Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla
Vediamo oggi come superare la dipendenza affettiva e la paura dell’abbandono del partner.

1. Ammettere di avere un problema

Il primo passo da fare per guarire è quello di rendersi conto di avere un problema nel modo in cui si vivono le relazioni sentimentali, e in generale i legami importanti della propria vita. Ammettere di avere un atteggiamento sbagliato nelle relazioni, che non permette di viverle serenamente e in modo gratificante, è infatti fondamentale per poter chiedere aiuto, o semplicemente mettere in discussione i vecchi schemi e le vecchie abitudini che fanno soffrire. E’ il primo passo verso la guarigione.

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2. Conoscersi meglio

Se non sai più chi sei, come farai a cercare ciò che desideri? Chi soffre di dipendenza affettiva si concentra sull’altro, si dona completamente all’altro e si dimentica di sé; si comporta come se non meritasse amore e attenzione, come se fosse pericoloso fare presenti i propri bisogni e le proprie aspettative all’altro.

In tal modo si allontana sempre più da se stesso e non si conosce più, perché non si ascolta più. Finisce per diventare la somma di tutte le persone alle quali si è legato; una copia degli altri.

Dedicare del tempo a se stessi ascoltando il proprio dialogo interiore, o semplicemente osservandosi ed osservando le proprie emozioni in silenzio è un ottimo modo per tornare in contatto con la parte di sé che si è dimenticata. La Meditazione, il Training Autogeno e le tecniche di Mindfulness rappresentano a mio avviso dei validissimi strumenti per ricominciare ad ascoltarsi e a conoscersi.

3. Centrarsi su di sé

Le persone affette da dipendenza affettiva tendono a porre l’altro al di sopra di tutto. Anche di sé. Antepongono i desideri e le necessità altrui ai propri, e in questo modo si negano gioia e gratificazione, la possibilità di farsi conoscere davvero dall’altro, e si allontanano sempre di più da se stesse. Fino al punto di non sapere più chi sono, cosa desiderano e di cosa hanno davvero bisogno. Per raggiungere la guarigione occorre fermarsi e tornare a guardarsi dentro, osservandosi con amore ed accettazione. Occorre iniziare lentamente a chiedersi: di cosa ho bisogno? Cosa davvero desidero? Cosa non voglio più nella mia vita? Riportare il fuoco della nostra attenzione su di sé, sulle proprie emozioni, desideri e aspettative, permetterà di tornare a volersi bene, di conoscere ed affermare i propri bisogni con gli altri.

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4. Imparare a stabilire limiti e confini

Chi soffre di dipendenza affettiva, nel suo bisogno di essere amato ed approvato a tutti i costi, perde di vista i propri confini ed i limiti che non dovrebbero essere superati. Accetta gradualmente comportamenti sempre meno rispettosi, atteggiamenti sempre più offensivi fino ad accettare vere e violenze psicologiche o anche fisiche. Dimentica di porre dei limiti alle ingerenze e alle pretese dell’altro. I suoi confini personali son così labili e sfumati che spesso nemmeno li riconosce più, e diventa una sorta di estensione dell’altro. Così, le aspettative, le richieste, i bisogni dell’altro diventano i propri bisogni, senza che vi sia alcuna consapevolezza di quali realmente essi siano. Occorre quindi IMPARARE A DIRE NO quando dentro di noi è “no”. Occorre imparare a RIDEFINIRE I PROPRI CONFINI: stabilire fin dove l’altro può arrivare e tracciare una linea definita oltre la quale la tolleranza sarà zero e non si accetteranno più comportamenti sgradevoli, irrispettosi o offensivi, né richieste eccessive. Se non impariamo a farci rispettare ponendo dei limiti al potere dell’altro, nessuno lo farà per noi.

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5. Affermare sé stessi

L’affermazione di sé è un passaggio fondamentale per ricostruire il proprio benessere e la propria libertà, ed è un processo che si basa sulla considerazione che abbiamo di noi stessi e sulla nostra capacità di amarci e rispettarci. Imparando a conoscere i nostri desideri e i nostri bisogni, ed imparando a porre dei confini nelle relazioni con gli altri, lentamente prepariamo il terreno per affermare noi stessi e realizzarci. Per il dipendente affettivo si tratta di un processo quasi sconosciuto, poiché egli non ha imparato a dire “no” e non ha imparato a porre se stesso allo stesso livello dell’altro. Autoaffermazione significa scegliere con chi vogliamo trascorrere il nostro tempo, le attività che vogliamo svolgere e quelle che non ci interessano, significa scegliere come vogliamo vestirci e dove vogliamo recarci quando usciamo: in poche parole significa ESPRIMERE I PROPRI BISOGNI CON CORAGGIO MA SENZA IMPORLI O PRETENDERE CHE L’ALTRO LI SODDISFI. Questo processo prevede inoltre che ci accettiamo per ciò che siamo: con i nostri pregi e difetti anche quando agli altri questo non fa comodo, e soprattutto – passaggio assai difficile per il dipendente affettivo – significa avere il coraggio di rinunciare all’approvazione altrui quando affermiamo qualcosa di noi che gli altri non condividono, e imparare ad accettare di vedere che l’atteggiamento degli altri verso di noi può cambiare in seguito al nostro cambiamento. Probabilmente alcune persone – quelle che ci sfruttavano o approfittavano della nostra dipendenza – se ne andranno, ma altre ne arriveranno, pronte ad amarci e a rispettarci per come siamo.

6. Aumentare autostima e fiducia

Il dipendente affettivo vive in una costante condizione di negazione di sé al fine di soddisfare l’altro perché – ricordiamolo – è terrorizzato dall’abbandono e dalla solitudine e pur di avere qualcuno accanto, è pronto a rinunciare a se stesso. Ma ora che ci si consce più a fondo, si conoscono i propri reali bisogni e desideri, ci si accorge di quanto ci si è svalutati, negati, lasciati sopraffare. È il momento di riprendere in mano la nostra vita e cominciare a fare qualcosa per sé, anche rinunciando se è il caso, ad essere sempre approvati. La stima di sé nasce dalla capacità di dare valore alle proprie necessità, ai propri gusti e valori, senza rinunciarvi per garantirci la presenza dell’altro. Nasce dalla capacità di fare concretamente ciò che ci piace e ci gratifica. Impariamo ad apprezzare ed onorare l’essere che siamo, a vedere la nostra profonda bellezza! Liberarci dalla corazza costruita sulla paura della solitudine, ci renderà più liberi e avvicinerà noi persone più rispettose.

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7. Liberarsi dal senso di colpa e dalla vergogna

Spesso il dipendente affettivo, consapevole di assumere atteggiamenti sconvenienti generati dalla sua dipendenza, si vergogna e si comporta quasi scusandosi di esistere. È vinto da un grande senso di colpa e di vergogna per gli errori che non riesce a smettere di compiere. Si condanna per questa sua “colpa” e si maltratta dentro di sé, usando parole di rabbia e delusione. In tal modo perpetra il circolo vizioso: si sente indegno di essere amato, assume atteggiamenti di dipendenza e scarsa autostima, si sente in colpa per questo, di conseguenza aumentano il suo senso di indegnità e vergogna, aumenta il senso di colpa e la convinzione di non meritare nulla, e ciò fa ulteriormente incrementare i comportamenti di dipendenza generati dalla paura dell’abbandono. SENTIRSI IN COLPA NON AIUTERÀ A STARE MEGLIO NÉ A CAMBIARE LO STATO DELLE COSE: bisogna rinunciare al senso di colpa e avere il coraggio di cambiare, anche se questo allontanerà alcune persone da noi.

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8. Sviluppare la propria forza

Imparare a seguire l’intuito, quella flebile vocina che ci dice quando qualcosa non va, è un passo molto importante per ognuno di noi, e lo è ancora di più per il dipendente affettivo. Imparare a capire quando una situazione diventa intollerabile e dolorosa e richiede troppe rinunce (a se stessi prima di tutto) è fondamentale per fare retromarcia. Dire di NO. Andarsene. Assumendosi il rischio di affrontare la solitudine e le peggiori paure ad essa legate. Questo coraggio però ci renderà liberi, e ci permetterà di comprendere che la solitudine non è un vuoto senza fine ma un’occasione di conoscenza e amore da dedicare a se stessi. Un giardino silenzioso in cui coltivare l’amore, il profondo rispetto e la conoscenza di sé, per tornare al mondo più completi e più forti. Il coraggio di affrontare questo dolore ci rende forti ed aumenta la fiducia in noi stessi, che a sua volta ci permetterà di fare le scelte migliori. Per sviluppare la nostra forza dobbiamo prima avere il coraggio di affrontare il disagio e le nostre più profonde paure.

9. Non temere il giudizio degli altri e diventare “egoisti”

Liberarsi dal cappio del giudizio altrui è un passo di grande importanza nel cammino verso la libertà ed il benessere personale e relazionale. Ci hanno insegnato a temere la disapprovazione, ad allinearci a ciò che pensano altri che riteniamo importanti, a supportare opinioni che non condividiamo, pur di sentirci “parte del gruppo”, di non restare da soli, di non rischiare l’abbandono. Ma tutto questo ci porta solamente ad esasperare una sorta di “schiavitù” silenziosa e socialmente accettata. Invece impariamo a dire di no, a dire ciò che pensiamo, ad affermare le nostre idee e i nostri bisogni. Senza temere che verremo per questo allontanati o abbandonati. Senza nemmeno pretendere che gli altri se ne facciano carico. Semplicemente lasciandoli esistere in quanto sono una parte di noi, la nostra modalità di manifestarci nel mondo. Chiediamo ciò che desideriamo e rifiutiamo ciò che non vogliamo più. Pensiamo a noi stessi e a ciò che ci porta crescita e benessere, rifiutando ciò che ci porta dolore, disagio, indegnità. Di fronte alla disapprovazione impariamo ad agire con rispetto e fermezza: questo sono io, e merito lo stesso rispetto e la stessa considerazione che meriti tu.

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10. Liberarsi dalla paura dell’abbandono

Ho posto alla fine della lista questo passaggio perché esso a mio avviso richiede che si costruiscano dapprima tutti gli altri, affinché vi siano i presupposti per lavorare su di esso. Si tratta infatti di un processo estremamente delicato, doloroso e difficile da affrontare; la paura dell’abbandononella forma che assume nella dipendenza affettiva – è un grande pozzo senza fondo, un vuoto senza luce che divora le energie, il coraggio e la speranza. Essa affonda le sue radici nella prima infanzia, nel rapporto avuto con le figure di riferimento (solitamente genitoriali), ed è in grado di definire per tutta la vita gli schemi relazionali che utilizzeremo con le persone amate. In alcuni casi, questi schemi sono sani e permettono lo sviluppo della persona e della coppia ma in altri casi – come accade nei dipendenti affettivi – assumono modalità insane, patologiche e limitanti. Non è possibile modificare tali schemi (costituiti da aspettative, ricordi, comportamenti e interpretazioni automatiche) in tempi veloci e senza prima aver preso una profonda consapevolezza del modo in cui essi si manifestano nella nostra vita. E’ consigliabile ricorrere all’aiuto di un professionista che ci possa lentamente e delicatamente accompagnare lungo questo percorso di conoscenza e cambiamento radicale. Tuttavia ricordo che questi schemi, responsabili del terrore dell’abbandono e di molti dei comportamenti che il dipendente affettivo attua per garantirsi di non essere lasciato da solo, possono essere cambiati. Reintegrandone gli aspetti più sani e modificando le convinzioni responsabili degli aspetti patologici.

Testi consigliati

Di seguito vi riportiamo alcuni libri consigliati dal nostro Staff, estremamente utili per affrontare e superare la dipendenza affettiva:

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Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERQuando un rapporto affettivo diventa un “legame che stringe” o, ancor peggio, “dolorosa ossessione” in cui si altera stabilmente quel necessario equilibrio tra il “dare” e il “ricevere”, l’amore può trasformarsi in un’abitudine a soffrire fino a divenire una vera e propria “dipendenza affettiva”. Tutti hanno bisogno di trovare negli altri approvazione, empatia, validazione e ammirazione, per sentire sostegno e regolare l’autostima. Ma quando tutto ciò diventa eccessivo ed estremo la dipendenza diventa patologica.

“Il dipendente affettivo è in grado di vivere nascosto nell’ombra anche per l’intera vita, ponendosi tuttavia come la radice di un costante dolore e alimentando spesso altre gravi problematiche psicologiche, fisiche e relazionali”

Leggi anche: Il peggior nemico siamo noi stessi: i segnali che ci stiamo autosabotando

Caratteristiche dell’amore dipendente

A quel punto nell’individuo si innesca una necessità di essere accuditi, manifestando un comportamento sottomesso e dipendente per timore della separazione. Tale comportamento dipendente compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti. L’amore dipendente si mostra con le seguenti caratteristiche:

  • è ossessivo e tende a lasciare sempre minori spazi personali
  • è parassitario e basato su continue richieste di assoluta devozione e di rinuncia da parte dell’amato
  • è caratterizzato dalla stagnazione e dall’auto-assorbimento, ossia da una tendenza a ripiegarsi su se stesso e a chiudersi alle esperienze esterne per paura del cambiamento e necessita di mantenere fermi alcuni punti certi, soffocando qualsiasi desiderio o interesse personale in nome di un amore che occupa il primo posto nella propria vita.

Nella dipendenza affettiva esistono 2 elementi distintivi della vita emotiva interiore :

  • un bisogno di sicurezza che fa da guida ad ogni comportamento
  • una tendenza a disconoscere e a fare disconoscere all’altro i propri bisogni di ricevere amore

Un’attitudine che sembra radicata in un’infanzia in cui ci si è abituati a limitare le proprie aspettative in conseguenza a delle esperienze relazionali precoci inappaganti e frustranti.

“Amore e dipendenza sono avversari; se coesistono, ci distruggono. Se questo capita, anche se la relazione continua, l’amore si oscura e si sottomette alla dipendenza”

Leggi anche: Perché mi capita di piangere senza motivo? Come affrontare il problema?

I grandi errori delle persone dipendenti

Le persone dipendenti sono incapaci di vivere sole, senza un partner. Quando mettono fine ad una relazione, cercano immediatamente qualcuno che colmi il vuoto venutosi a creare. Spesso queste relazioni non si basano sull’amore, ma sulla necessità. Ciò porta, col tempo, alla noia, alle discussioni e alla rottura della coppia. Tuttavia, le persone dipendenti non sono consapevoli dei loro problemi finché l’ansia, la disperazione e l’infelicità non si palesano.

  • Fanno l’errore di porsi dei limiti. I limiti sono necessari in quasi tutti gli aspetti della nostra vita. Ad esempio, magari vi piace eccedere su determinati alimenti, ma sapete che se lo fate tutti i giorni, la vostra salute correrà qualche rischio. Nelle relazioni con soggetti dipendenti, questi ultimi finiscono sempre per cedere su cose su cui non vorrebbero cedere. Lo fanno solo per non perdere chi hanno al loro fianco. Per questo motivo, finiscono per subire spesso maltrattamenti. Ovviamente la loro autostima è molto bassa. Si tratta di persone che non si esprimono con sincerità per paura del rifiuto. Mettono da parte ciò che davvero vogliono per evitare di sentirsi di nuovo vuote.
  • Fanno l’errore di credere che il loro mondo gira attorno alla persona “amata”.Le persone dipendenti cambiano a seconda del loro partner. Ciò avviene perché si adattano alla persona che hanno al fianco. Nonostante si frequenti qualcuno, dovremmo sempre continuare a realizzare le attività che ci piacciono. Per una persona dipendente, però, le cose non vanno in questo modo. Comincia ad adottare i gusti del compagno, mettendo da parte tutto ciò che lo appassionava prima. Prende piede, inoltre, una sorta di sentimento ossessivo compulsivo che porta a pensare sempre alla persona di cui si ha bisogno, facendo le cose solo per lei. Perché succede? Perché le persone dipendenti non vedono la coppia come due soggetti indipendenti che condividono la vita. Intendono la relazione come la fusione di due individui in uno.

“La vita si modella attorno al partner, cambiando del tutto. Una circostanza che non dovrebbe mai verificarsi”

  • Pensano che la felicità non dipenda più da se stessi. Quando essere felici o tristi comincia a dipendere da come si comporta l’altra persona, siamo di fronte ad un grosso problema. Improvvisamente si smette di essere padroni delle proprie emozioni, questa grande responsabilità passa sulle mani dell’altro. Una brutta parola, il partner che ci ignora o cose simili, trasformeranno un giorno piacevole in un momento buio e malinconico. Non dobbiamo lasciare che il nostro stato d’animo dipenda da altre persone. Esse non sono noi, non controllano i nostri sentimenti. Stiamo permettendo tutto questo nonostante non ci faccia stare bene.
  • Fanno l’errore di temere di essere abbandonati. Una persona emotivamente dipendente non lascia mai il proprio partner, a meno che non sappia, con assoluta certezza, di avere un sostituto pronto a rimpiazzarlo. In caso contrario, vive con la costante paura di essere abbandonata, per questo dà la priorità alle necessità dell’altro e fa di tutto per compiacerlo. In altre parole si sottomette. Ciò genera un’urgenza per il controllo della situazione che, a volte, è impossibile concretizzare. Quando capita, sorgono l’angoscia, l’ansia e la disperazione.
  • Credono che la felicità consisti a stare accanto a loro nonostante tutto. Anche se si sostiene di esserlo, in realtà non si sa cosa significhi essere felici. Ogni volta che tali persone si sentono sole, rischiano un attacco di panico. Gli altri sono diventati per loro una droga a cui afferrarsi per ricevere la dose giornaliera. In loro assenza, si soffre di una vera e propria crisi di astinenza.

Testi consigliati

Di seguito vi riporto alcuni libri consigliati da me e dal mio Staff, estremamente utili per affrontare e superare la dipendenza affettiva:

Leggi anche: Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

Come guarire dalla dipendenza affettiva?

Se siete o siete stati dipendenti non dovete pensare che non esiste soluzione. Il vostro problema è che non vedete la situazione da un’altra prospettiva. Cominciate a sforzarvi di stare da soli, smettete di legarvi a qualcuno solo per non sentire il vuoto.

Se credi di soffrire di dipendenza affettiva ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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Nel momento stesso in cui impareremo a stare bene con noi stessi, potremo stare con qualcuno senza averne bisogno.

Ti amo perché voglio amarti, perché ti ho scelto e perché mi piace starti accanto; non perché sei indispensabile per la mia felicità

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le 5 cose che indicano che stai con qualcuno che ti farà sicuramente soffrire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE STAI QUALCUNO TI FARA SOFFRIRE   Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgNon tutti i rapporti sono “rose e fiori”: alcuni ci regalano più sofferenza che gioia, eppure rimaniamo dentro la storia, senza voler davvero uscirne. Chi vive una relazione dolorosa rinuncia alla sua vita centimetro dopo centimetro man mano che si lascia imprigionare dalla relazione. Inizialmente chi arreca sofferenza desiste dal mostrare il proprio lato insano ed oppressivo al fine di guadagnare la fiducia e l’amore del partner: tutto sembra andar bene, finché le carte si scoprono ed il partner si rivela per quello che è, ma ormai è troppo tardi per uscire facilmente dal rapporto. Spesso le relazioni che fanno star male sono storie d’amore molte intense e passionali. I partner “carnefici”, uomo o donna che siano, sono carismatici, attenti, devoti. Nel momento in cui l’oppressore mette alla prova limiti e confini del partner, è molto facile che quest’ultimo si senta insicuro e alla ricerca di scuse e giustificazioni.
I segnali per riconoscere relazioni che arrecano tanta sofferenza esistono ma non sempre si riconoscono o si accettano facilmente. Ecco di seguito sei segnali tra i più comuni.

1. Bruciare le tappe

Il segnale più difficile da accettare è l’eccessiva velocità che segna l’evolversi della relazione. Lei vuole vederlo tutte le sere. Lui vuole andare a convivere dopo un mese. Il partner può convincervi del fatto che siete fatti l’uno per l’altro, che il vostro è amore a prima vista, che siete anime gemelle e di tantissime altre cose esageratamente romantiche. Purtroppo, accettare un atteggiamento simile equivale a concedere campo fertile per far guadagnare al partner il controllo totale sulla tua vita.

Leggi anche: Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

2. Aspettative irrealistiche

Man mano che le cose vanno avanti e che la storia si fa sempre più seria, vediamo sorgere nuovi segnali. Tra questi, la scoperta di aspettative irrealistiche da parte dei partner. Se il partner “carnefice” è l’uomo potrebbe ad esempio voler una famiglia stile “Mulino Bianco”, perfetta, d’altri tempi: è lui a lavorare ed è lei a doversi occupare delle faccende domestiche e se la cena non è bella e pronta sul tavolo quando rincasa, allora sono problemi. Se il partner carnefice è la donna, potrebbe voler un uomo perfetto, dolce, amorevole, sexy, comprensivo, che le capisca sempre e comunque… Le aspettative non realistiche sono tra i principali segnali che la storia non andrà da nessuna parte: siamo umani, abbiamo dei difetti, teniamolo sempre a mente!

Leggi anche: Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere

3. Ipersensibilità e gelosia

Un altro segnale è l’ipersensibilità del partner che può tradursi in gelosia e in reazioni eccessive a piccole cose: commenti, scherzi o problemi di poco conto. I carnefici uomini spesso hanno una bassa autostima e tendono a prendere tutto personalmente. Si sentono insultati facilmente o sostengono che il mondo ce l’ha con loro non appena incontrano una piccola battuta d’arresto. Se provate a esprimere un minimo di disaccordo, anche banale, lo interpretano come un insulto personale o vi considereranno una persona terribile e incapace Spesso tutto questo segue una serie di regole con due pesi e due misure. Se lei lancia occhiatine agli altri uomini, vuol dire che non trova più il suo partner attraente e lo tradisce. Al contrario, se lo becca a guardare un’altra donna, lo chiama pervertito e l’accusa di cose terribili che lui non commetterebbe mai. Il rapporto rischia di distruggersi anche quando è la donna ad essere gelosa in maniera esagerata: se basta che l’uomo abbia tra i contatti Facebook una ragazza a voi sconosciuta per scatenare una lite furibonda, il vostro rapporto è destinato a durare ben poco.

Leggi anche: Il peggior nemico siamo noi stesse: i segnali che ci stiamo autosabotando

4. Isolamento imposto

L’isolamento imposto inizia con il carnefice che critica, mette in discussione e mostra atteggiamenti sgraditi nei confronti degli amici più stretti e delle interazioni sui social network. Questi faranno di tutto per farvi sentire in colpa di voler trascorrere del tempo con amici e parenti costringendovi indirettamente ad un isolamento sociale autoimposto: uno dei due componenti della coppia potrebbe ad esempio cercare di evitare di uscire una sera con le sue amiche o amici per non fare indispettire il partner e per paura della sua reazione. Autoimporsi l’isolamento per non infastidire il proprio partner è uno dei principali segnali che il rapporto è malsano e vi farà soffrire.

Leggi anche: Anaffettività: non farla diventare una scusa per perdonargli tutto

5. Atteggiamenti aggressivi nei confronti degli altri

Questi segnali non solo sono presenti nell’atteggiamento che il carnefice ha verso il partner, ma anche nella maniera in cui il carnefice tratta gli altri. Se il cameriere porta il vino sbagliato, ne farà una scenata e vorrà parlare con il responsabile. Se qualcuno lo urta camminando per strada, inizierà a inveire proferendo ogni tipo di oscenità, anche se è stato a mala pena sfiorato. I carnefici hanno un carattere pessimo e inizialmente fanno di tutto per nasconderlo al partner, ma non riescono a fare lo stesso con gli altri: fate attenzione a come trattano gli estranei e forse riuscirete a capire che la sua è solo una maschera per ingabbiarvi.

Leggi anche: La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

Come comportarsi con un carnefice?

Se ritenete che alcuni di questi segnali interessino la vostra relazione, non significa che necessariamente il vostro partner sia un “carnefice”. Tuttavia, se notate la presenza di più segnali o lo sviluppo di un modello comportamentale opprimente, allora dovreste iniziare a preoccuparvi. In questo caso il mio primo consiglio è quello di affrontate il problema parlandone con persone di fiducia esterne alla coppia, che conoscono bene voi ed il vostro partner. Nel caso in cui invece il partner vi stia facendo oggettivamente soffrire, affrontate direttamente il discorso con lui e con un professionista della salute.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci

MEDICINA ONLINE ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA TIMORE COPPIA MENTE PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE MATRIMONIO FIDANZATI UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE SEXOgni uomo desidera avere una erezione che sia duratura e potente, tuttavia ciò non sempre è possibile. Per tale motivo esistono appositi farmaci come Viagra, Levitra e Cialis, che però necessitano di ricetta medica, sono abbastanza costosi e hanno importanti controindicazioni ed effetti collaterali. E’ molto importante anche il pericoloso impatto psicologico che questi farmaci possono avere sull’uomo: in caso di uso indiscriminato e senza controllo medico, è altissima infatti la possibilità di sviluppare, nel medio termine, una dipendenza psicologica tale per cui a un certo punto diventa pressoché impossibile avere rapporti sessuali senza prima aver ingerito una pillola. Non meno rilevante, inoltre, il fenomeno per cui col tempo anche il sesso diventa meno piacevole. Questo perché l’attenzione è quasi completamente spostata sull’aspetto strettamente ‘fisico’ del rapporto a scapito di quell’ampio spettro di sensazioni, emozioni ed empatia che scaturiscono dal rapporto sessuale. In parole povere, si perdono quasi completamente i reali benefici di una soddisfacente attività sessuale. Non sono rari, tra i consumatori di farmaci per la disfunzione erettile che non ne hanno effettivo bisogno e presi in assenza di controllo medico, fenomeni di quasi totale perdita della libido. Anche per questo motivo, cerchiamo oggi di capire quali possono essere i rimedi naturali e senza farmaci per raggiungere e mantenere le migliori erezioni della vostra vita. Tali rimedi sono indicati non solo in caso di disfunzione erettile (impotenza), bensì sono validi anche per chi non ha particolari problemi erettivi ma vuole provare ad avere un’erezione ancora migliore di quella solita.
In fondo all’articolo troverete anche alcuni ausili utili per aumentare la lunghezza del pene senza chirurgia.

1) Integratore di Propionil-L-Carnitina
Uno studio ha esaminato l’uso di due forme di carnitina, propionil-L-carnitina e acetil-L-carnitina in 96 uomini con problemi di disfunzione erettile dopo interventi di chirurgia alla prostata. Un gruppo ha avuto un placebo (ossia nessun farmaco, ovviamente pensando di assumere la sostanza in esame), un altro gruppo ha preso propionil-L-carnitina (2 grammi al giorno) più acetil-L-carnitina (2 grammi al giorno) e sildenafil (Viagra) quando necessario ed il terzo gruppo Viagra da solo. Propionil-L-carnitina e acetil-L-carnitina hanno migliorato l’efficacia del sildenafil e ciò si è tradotto in una migliore funzione erettile, migliore soddisfazione del rapporto sessuale, dell’orgasmo, e sensazione benessere generale e sessuale rispetto al Viagra da solo.
Un altro studio ha esaminato l’efficacia della propionil-L-carnitina con il sildenafil negli uomini con disfunzione erettile e diabete che in precedenza non avevano risposto al Viagra da solo. I partecipanti allo studio hanno ricevuto propionil-L-carnitina (due grammi al giorno) più Viagra (50 mg due volte a settimana) o Viagra da solo. Dopo 24 settimane, la propionil-L-carnitina più Viagra è stata significativamente più efficace del Viagra da solo. Un ottimo integratore di Carnitina lo potete trovare qui: https://amzn.to/2x4e5Gy

2) Ossido nitrico (NO)
L’ossido nitrico è un ottimo alleato durante il rapporto sessuale: a livello penieno, attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi, l’ossido nitrico produce una vasodilatazione aumentando il turgore dei corpi cavernosi e concorrendo in maniera determinante all’erezione del pene. L’ossido nitrico è quindi coinvolto nella dilatazione dei vasi sanguigni e permette un maggiore afflusso sanguigno ai corpi cavernosi del pene, in parole povere permette di avere erezioni più potenti e durature. Per aumentare la disponibilità di Ossido Nitrico, è molto utile un integratore completo come questo: https://amzn.to/3RH6uBY

3) Zinco
Un significativo calo dello zinco, associato ad un uso a lungo termine di diuretici, al diabete, ai disturbi digestivi e ad alcune malattie dei reni e del fegato, hanno dimostrato di portare a disfunzione erettile. Un supplemento di zinco può migliorare la funzione erettile negli uomini con deficit di zinco, ma non c’è nessuna evidenza che aiuti gli uomini con livelli normali di questo minerale. Le ostriche sono leggendarie per le proprietà afrodisiache proprio perché contengono molto zinco ed hanno un aminoacido (l’acido D-aspartico) che favorisce la produzione di ormoni sessuali. Assumere troppo zinco può danneggiare il sistema immunitario e causare altri problemi di salute. Introduci nel tuo corpo almeno 11 mg al giorno di zinco, per assumerlo puoi usare anche un integratore alimentare come questo: https://amzn.to/3pzXN0E

4) ZMA

L’associazione di zinco, magnesio e vitamina B6 crea un integratore denominato ZMA, estremamente potente per migliorare la prestazione sessuale. Il prodotto assolutamente più consigliato dal nostro Staff è il seguente: https://amzn.to/3zp7W3P

5) Guaranà (Paullinia Cupana)
Il suo principio attivo più stimolante è senza dubbio la guaranina, di composizione e attività simile alla caffeina e presente in maggiori quantità rispetto a quanta caffeina si possa trovare nel caffè; il guaranà, contiene anche caffeina con un tasso di 4,28%, ma la presenza di altri componenti fa sì che l’organismo la utilizzi senza i tipici effetti della sola caffeina, difatti il consumo di guaranà non produce fenomeni di agitazione nervosa o insonnia, in quanto l’alcaloide caffeinico viene ceduto molto lentamente e lentamente assorbito dall’organismo, e, diversamente da quanto accade con il caffè, la caffeina non raggiunge mai alte concentrazioni nel sangue e non contiene neppure altre sostanze eccitanti come il furfurolo, invece presenti nel caffè. Il guaranà è un formidabile tonico che ha anche proprietà afrodisiache, difatti alle dosi terapeutiche mostra un’azione vasodilatatrice che si riflette nella sua maggior capacità di facilitare l’erezione e conferire una maggior eccitabilità sessuale. Un ottimo integratore di Guaranà è questo: https://amzn.to/2GGOuTH

6) Radice di Maca Peruviana
La maca è il nome comune del Lepidium meyenii (o ginseng peruviano), una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Può essere assunta come integratore somministrandone la radice, o sotto forma di estratto, ma poiché non ha un sapore gradevole le capsule sono generalmente più apprezzate delle polveri. La maca è ottima per migliorare l’erezione. In uno studio effettuato su uomini con disfunzione erettile, sia la maca (2400 mg) che il placebo hanno determinato significativi miglioramenti nei punteggi sulla base dell’IIEF-5 (scala di valutazione per la disfunzione erettile), ma il grado di aumento ottenuto con la maca risultava significativamente migliore rispetto a quello osservato con il solo placebo. Ottenete la giusta quantità di maca, grazie ad un integratore di maca come questo: http://amzn.to/2AVOn7P

7) Omega 3
Gli acidi grassi essenziali Omega 3 non hanno influenza diretta sull’erezione, ma la favoriscono indirettamente, abbassano i livelli di colesterolo cosidetto cattivo (LDL) e innalzano i livelli di colesterolo buono (HDL) che, tra l’altro è precursore del testosterone. Gli Omega 3 aiutano l’afflusso sanguigno svolgendo importante azione antitrombica e antinfiammatoria (ossia puliscono le arterie) e di riduzione dei trigliceridi nel sangue. Questo è molto importante per una ottimale funzione dell’erezione. Gli omega 3, sotto forma di integratore, apportano grande beneficio e sono consigliati anche per migliorare la salute del cuore e del sistema cardiocircolatorio, con un dosaggio di 1000 o 2000 mg al giorno. Un ottimo integratore di Omega 3 è questo: http://amzn.to/2AdJXtx

8) DHEA
Il DHEA, o deidroepiandrosterone, è un ormone prodotto dalla corticale del surrene in risposta all’ormone ipofisario ACTH (negli uomini una piccola quota viene prodotta dai testicoli). Il DHEA può essere considerato il capostipite degli ormoni steroidei, poiché l’organismo lo utilizza per produrre ormoni sessuali (testosterone, estrogeni, progesterone) e cortisolo. Il DHEA, che a sua volta è l’ormone steroideo più abbondante nel sangue, viene invece prodotto a partire dal colesterolo.
Il DHEA può realmente aiutare alcuni uomini con problemi di impotenza, specialmente se hanno bassi livelli di testosterone (ipogonadismo). Ha importanti controindicazioni ed effetti collaterali, come tutti gli integratori consigliati in questo articolo, pertanto deve essere assunto solo dopo parere medico positivo.

9) Ginseng coreano (Panax Ginseng)
Questa erba è stata usata per secoli nella medicina tradizionale Cinese per numerosi problemi di salute. Alcuni studi sul ginseng Americano e Asiatico mostrano benefici nel trattamento della disfunzione erettile. Il dosaggio suggerito è di 3g / giorno per 45/60 giorni e per quanto – fatte salve intolleranze personali – non siano note problematiche gravi da sovradosaggio, dosi superiori non comportano nessun tipo di beneficio. Da evitare assolutamente se si assumono farmaci anticoagulanti o se si soffre di ipertensione. Reazioni al ginseng sono rare, quest’estratto vegetale è di solito considerato sicuro, ma può causare problemi quando assunto con un antidepressivo inibitore di monoamina ossidasi (MAOI). Sconsigliata l’assunzione dopo le 18 di sera. Un integratore di Ginseng altamente consigliato dal nostro staff, è questo: https://amzn.to/2kkzKRA

10) L-arginina ed ornitina
L’arginina, usata spesso in associazione con l’ornitina, può aiutare a trattare la disfunzione erettile potenziando gli effetti dell’ossido nitrico, in modo molto simile a Viagra e farmaci simili. Ulteriori ricerche sono necessarie per verificare se sia realmente efficace. L’arginina può abbassare la pressione del sangue, altri possibili effetti avversi includono nausea, crampi addominali e diarrea, specialmente ad alte dosi. Un validissimo integratore, con ben 1000 mg di arginina per compressa, è questo: https://amzn.to/2xbksro

Da abbinare preferibilmente a questo integratore di ornitina: https://amzn.to/2sjpXj8

11) Epimedium (erba di capra cornuta)
Questo rimedio erboristico è stato usato nella medicina cinese per secoli, potrebbe aiutare ad innalzare i bassi livelli di testosterone e di ormone tiroideo. Ci sono poche evidenze sulla sicurezza o sugli effetti collaterali dell’epimedium, ma potrebbe causare problemi respiratori a dosi molti alte.

12) Ginkgo Biloba
Il ginkgo è utilizzato per la disfunzione erettile, in particolare nelle persone che hanno subito l’esperienza della disfunzione sessuale per effetto collaterale di farmaci antidepressivi. Sembra che rilassi la muscolatura liscia e migliori l’afflusso di sangue nel pene. In uno studio di 60 uomini con disfunzione erettile si è rilevato un 50 per cento di tasso di successo dopo sei mesi di trattamento con ginkgo. Due ulteriori studi, tuttavia, hanno osservato che il ginkgo non è stato migliore di un placebo. Sono necessari quindi ulteriori ricerche per verificare se sia efficace. E’ importante però ricordare che questo integratore può aumentare il rischio di sanguinamento per il suo effetto anticoagulante, questo potrebbe essere pericoloso se si ha necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico o se si assume un farmaco anti-coagulante come l’aspirina o il warfarin (Coumadin). Un ottimo integratore di Ginkgo Biloba è questo: https://amzn.to/35gKZBQ

13) Citrullina
La citrullina è un amminoacido commercializzato sotto forma di integratore. Il motivo per cui l’amminoacido L-citrullina viene usato nel trattamento della disfunzione erettile deriva dalla sua conversione metabolica in arginina, amminoacido semiessenziale coinvolto nella sintesi di ossido nitrico (NO) che, come abbiamo appena visto, è vitale per l’erezione. La Citrullina non funziona ‘alla bisogna’: è necessario invece assumerla regolarmente tre volte al giorno per almeno una settimana per notare significativi effetti sull’erezione; solo dopo qualche tempo infatti la si può usare come boost assumendone una dose extra mezz’ora prima di un rapporto. Un ottimo integratore di citrullina lo trovate qui: https://amzn.to/2IKiRKR

14) Acido folico e vitamina E
Quando assunta con Viagra, una combinazione di queste vitamine può aiutare gli uomini che non avevano erezioni assumendo il sildenafil da solo, ma ulteriori studi sono necessari per determinare se ci sia un chiaro beneficio. Eccetto che ad alte dosi il rischio di effetti collaterali è davvero ridotto. Potete assumere l’acido folico di cui avete bisogno, anche grazie ad un integratore come questo: https://amzn.to/2RQSzAa

15) Integratore multivitaminico con sali minerali
Un’alimentazione sana e varia, che comprenda frutta e verdura di stagione, è in grado da sola di fornire il fabbisogno giornaliero delle vitamine e dei minerali essenziali al buon funzionamento dell’organismo; tuttavia, nel caso in cui non si sia certi di assumerne a sufficienza con l’alimentazione, l’assunzione mediante di integratori con il range completo di vitamine e sali minerali, può essere indicato, per migliorare la salute in generale, oltre che l’erezione. Un ottima scelta è questo integratore: https://amzn.to/2JdCyNB

16) Tribulus terrestris
La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua presunta azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare. In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.
Intorno alla metà degli anni ’90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta. Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.
I semi del tribulus terrestris sono infatti ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo. Un ottimo integratore di tribulus è il seguente: http://amzn.to/2nu4kt9

17) Taurina
Gli integratori di taurina svolgono un ruolo molto importante per chi segue un’alimentazione vegetariana o comunque per tutti gli individui che hanno una carenza proteica o un aumentato fabbisogno proteico, come ad esempio alcune categorie di sportivi. La taurina ha anche effetto tonico e viene usato come afrodisiaco che promette erezioni durature, aumento della spermatogenesi e un grande stato di euforia. Tuttavia non vi sono evidenze scientifiche che provino con certezza tali effetti. La posologia giornaliera consigliata è di 2 – 8 g al giorno a seconda dei casi e del fabbisogno, da distribuire in tre dosi giornaliere. Un ottimo integratore di taurina è questo: https://amzn.to/2Tw5R5t

18) Damiana
La Damiana (Turnera aphrodisiaca, Famiglia Turneracee) è una pianta che – per le sue proprietà – viene anche indicata in caso di depressione, problemi di fertilità, problemi intestinali, la irregolarità del ciclo mestruale, diabete, dispepsia, astenia. Da studi effettuati sulla composizione del suo fitocomplesso, sembra che la Damiana sia in grado di stimolare il centro localizzato al livello del parasimpatico pelvico-sacrale, stimolando l’erezione. L’estratto vegetale della Turnera aphrodisiaca, è un buon assistente per migliorare le prestazioni sessuali, è di sostegno al piacere ed alla soddisfazione sessuale sia maschile che femminile.

19) Vari alimenti usati in cucina
Alcuni alimenti sono storicamente associati a migliore erezione ed aumento libido, anche se gli studi attuali non sono sufficienti a confermarlo. Tra questi alimenti spiccano: cannella, noce moscata, zafferano, vaniglia, cetriolo di mare, aragosta, avena, asparagi.

20) Muira puama
Muira puama è uno dei tanti nomi attribuiti a Ptychopetalum ovata, o albero della potenza, in riferimento alle sue proprietà afrodisiache e rinvigorenti. Questa piccola pianta, nativa della foresta Amazzonica, viene utilizzata per risolvere problemi gastrointestinali, neuromuscolari e reumatismi; è inoltre particolarmente nota come afrodisiaco e tonico per il sistema nervoso. Studi clinici condotti in Francia per indagarne le ripercussioni sugli aspetti fisici e psicologici riconducibili alla sfera sessuale, hanno dimostrato che la muira puama è efficace nel ripristinare il desiderio sessuale nel 60% dei pazienti, con un effetto positivo nel trattamento della disfunzione erettile nel 53% dei casi. Più recentemente, una formulazione a base di muira puama e gingko ha migliorato il desiderio, le fantasie ed il rapporto sessuale di 202 donne adulte che lamentavano un calo della libido. Il nostro integratore preferito di muira puama è questo: https://amzn.to/35pgiuh

21) Fieno greco
Il fieno greco (noto anche con il nome di Trigonella) è considerato da molti uno dei migliori integratori naturali per l’aumento del Testosterone. In realtà gli studi non confermano tale aumento, tuttavia sembra che effettivamente il fieno greco sia un buon afrodisiaco, sia per l’uomo che per la donna. Un valido integratore di fieno greco è il seguente: https://amzn.to/3vmNKwi

22) Cordyceps sinensis
Cordyceps sinensis è il nome botanico di un fungo, un ascomicete caratteristico della medicina cinese, che gli attribuisce proprietà tonico-rinvigorenti, utili per aumentare le energie corporee, stimolare il sistema immunitario e migliorare la resistenza fisica. Negli ultimi decenni varie ricerche hanno tentato di caratterizzare i principi attivi del Cordyceps sinensis, valutando nel contempo la veridicità scientifica delle sue presunte proprietà ed applicazioni salutistiche. La maggior parte di questi studi è stata condotta in Cina e sembra confermare – soprattutto in vitro e su modelli animali – buona parte delle proprietà ascritte al cordyceps dalla medicina popolare locale; è comunque auspicabile la realizzazione di trials clinici per confermare tutte queste proprietà “miracolose” anche nell’uomo.
L’analisi chimica del cordiceps evidenzia – un ottimo contenuto di lipidi (57.84% di grassi insaturi, soprattutto linoleico ed oleico, 42.16% di grassi saturi, capitanati dal palmitico), proteine (29.1-33%), oligoelementi, vitamine e polisaccaridi (3-8%). Nonostante i principi attivi del cordyceps non siano ancora stati chiaramente identificati, almeno due sostanze sono state individuate come importanti costituenti attivi; stiamo parlando della cordicepina, strutturalmente molto simile al D-mannitolo, e dell’acido cordicepico, strutturalmente simile alla 3-deossiadenosina. Altrettanto importante nel determinare le attività farmacologiche del cordyceps sembra essere la sua componente polisaccaridica, nella quale abbonda il galattomannano. Tra gli altri composti bioattivi rientrano nucleosidi (Adenosina. Guanosina e Uridina) e fitosteroli (ergosterolo, importante precursore della vitamina D2). Tra i metalli, infine, abbondano elementi come zinco, magnesio e manganese, che dal punto di vista fisiologico sono molto importanti per lo sviluppo ed il mantenimento delle gonadi. Il nostro integratore preferito di Cordyceps sinensis è questo: http://amzn.to/2B6TTVK

23) Ashwagandha
Le erbe Ashwagandha (Withania somnifera) sono chiamate ginseng indiano, perché si pensa che abbiano gli stessi effetti sul corpo. Si pensa che aumentino l’energia, la resistenza, e la funzione sessuale. Nessuno studio ad oggi ha chiarito se sia efficace per la disfunzione erettile nell’uomo. Gli effetti collaterali dell’ashwagandha possono comprendere sonnolenza, pertanto non deve essere associata a farmaci sedativi. Un ottimo integratore di Ashwagandha è questo: https://amzn.to/3pOPTzH

Integratore completo

Un potente integratore completo, che in un’unica soluzione ti fornisce molte delle sostanze fin qui elencate, è questo: https://amzn.to/3x6fF5m

24) Stile di vita e cura delle patologie che limitano l’erezione
Una erezione debole o poco duratura può essere causata da un sottostante problema di salute come una patologia cardiaca od il diabete . Può essere legata a fattori psicologici come stress, ansia o depressione. A volte è coinvolta una combinazione di fattori fisici e psicologici. Gestire i problemi di salute sottostanti e adottare uno stile di vita sano è il primo passo per risolvere il problema di impotenza. Lavora con il tuo medico per gestire le condizioni che possono condurre ad una erezione debole o alla disfunzione erettile. Ecco i consigli più importanti per avere migliori erezioni:

  1. Se sei un culturista evita gli steroidi (evitali per la tua salute, non certo solamente per migliorare le tue erezioni!), leggi: Ormone della crescita (GH): effetti avversi nel body building e nello sport;
  2. dormi bene, leggi le 12 regole d’oro per battere l’insonnia ed avere un sonno perfetto;
  3. evita gli stress eccessivi, leggi i nove consigli per superare lo stress del lunedì mattina;
  4. elimina alcol, droghe e fumo di sigaretta, leggi: il fumo di sigaretta causa impotenza e diminuita fertilità;
  5. alimentati con cinque pasti al giorno dividendo in maniera adeguata le calorie assunte in ogni pasto;
  6. mangia bene: tanta frutta, verdura e pesce; poca carne rossa, fritti, sale e grassi;
  7. evita i grassi saturi e idrogenati che sono un tipo di grassi insaturi che è possibile trovare comunemente nei cibi lavorati, il cui consumo può aumentare il rischio di malattie cardiache e influire negativamente sull’erezione. Assumi invece acidi grassi omega-3 ed omega-6: la classifica dei dieci alimenti che contengono più Omega 3;
  8. riduci il consumo di sale e di alimenti ricchi di sodio;
  9. bevi molta acqua: la disidratazione è nemica di una buona erezione;
  10. fai esercizio fisico regolarmente;
  11. cambia partner. Potrebbe sembrare un consiglio maschilista ma dal punto di vista fisiologico una nuova (od un nuovo) partner, può effettivamente determinare una erezione più potente del solito. Ciò avviene a causa dell’effetto Coolidge;
  12. integratori, attività fisica e cibo adeguati servono a ben poco se hai una tremenda ansia da prestazione: l’erezione è nella tua testa! Il modo migliore di agire è in questi casi l’allenamento con apposite tecniche mentali per ritrovare la sicurezza interiore, che spesso si perde quando si presentano problemi erettivi con le donne. Particolari e apposite tecniche mentali possono anche aiutare notevolmente nel potenziare la spinta psicologica dell’eccitazione mentale, durante il rapporto sessuale. Questo al fine di migliorare l’insieme di segnali bio-chimici e neurali che, dal cervello, vengono inviati nella zona genitale per aumentare l’afflusso di sangue al pene per tempi più lunghi e con maggiore intensità. Migliorare e potenziare la sicurezza interiore e l’eccitabilità mentale durante i rapporti sessuali, significa andare a migliorare l’erezione del pene in durata e intensità, a tale proposito leggi anche: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi
  13. parla col partner del tuo problema e cerca di affrontarlo insieme;
  14. crea delle situazioni più eccitanti del solito, ad esempio fai l’amore in posti nuovi o consiglia al partner di indossare una lingerie più “maliziosa” o ad esempio una parrucca, o un vestito eccitante, leggi anche: Aumentare il desiderio sessuale femminile: guida completa
  15. evita la masturbazione compulsiva, leggi: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

Principi attivi afrodisiaci che sono illegali per la Legge Italiana
Secondo una particolarità normativa italiana, alcune piante che sono legali dal punto di vista botanico possono non esserlo per quanto riguarda il principio attivo. Un paradosso, che colpisce direttamente al cuore i consumatori di integratori per lo sport e li portano in un territorio di involontaria e incolpevole illegalità. E’ bene quindi prestare sempre attenzione non solo agli ingredienti contenuti in un integratore, ma anche e soprattutto ai principi attivi e soprattutto affidarsi a siti professionali e sicuri per i propri acquisti. Ecco alcuni integratori illegali o comunque NON COSIGLIATI:

  • Evodia Rutaecarpa, è una pianta usata spesso in cosmetologia, di cui però è attualmente illegale il principio attivo, l’evodiamina.
  • Il Tongkat Ali (in gergo: Long Jack), una pianta di origine malese di cui è illegale il principio attivo.
  • Lo Yohimbe: la corteccia dell’albero dell’Africa occidentale yohimbe è una fonte di yohimbine, un composto che è stato scoperto stimolare il flusso di sangue al pene, aumentare la libido e diminuire il periodo compreso tra le eiaculazioni. Il yohimbe non è raccomandato però, perché è potenzialmente pericoloso, anche in piccole dosi. Gli effetti indesiderati possono includere vertigini, ansia, nausea, un grave innalzamento della pressione arteriosa, dolore addominale, affaticamento, allucinazioni, e paralisi. Soprattutto gli ipertesi non devono assumerlo.

Nota: secondo la normativa italiana, alcune piante che sono legali dal punto di vista botanico possono non esserlo per quanto riguarda il principio attivo. L’Evodia Rutaecarpa, Tongkat Ali e Yohimbe sono piante liberamente coltivate e importate in Italia, di cui però sono illegali i principi attivi che contengono, il che rende illegali gli integratori che contengono tali principi attivi.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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