Com’è cambiata la bellezza negli ultimi cento anni?

Visto il successo dell’articolo di ieri (Come sono cambiati gli standard di bellezza femminile nella storia?) ho pensato di proporvi questo video creato dagli autori del sito cut.com dove viene mostrata una modella a cui viene cambiata acconciatura e trucco nello stile tipico di un certo periodo storico. Qual è il vostro decennio preferito?

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Come sono cambiati gli standard di bellezza femminile nella storia?

Voi donne all’ascolto, vi siete mai chieste a quale epoca appartiene la vostra bellezza? Siete più armoniose come una dea dell’antica Grecia o più aggressive come un’attrice degli anni 60? Ed invece, voi uomini, siete più attratti dal tipo mascolino dei “ruggenti” anni 20, o dalla procace “supermodella” anni 80? Buzzfeed ha raccolto in un unico video, più di 3000 anni di bellezza femminile. Ogni modella mostrata nel filmato, ricalca in maniera abbastanza fedele le principali caratteristiche fisiche che rendevano attraenti una donna in un dato periodo storico, partendo dal fisico “slender” (esile) dell’antico Egitto, passando attraverso le “curvy” del Rinascimento italiano, fino ad arrivare al thigh-gap dei giorni nostri. Vedendo queste immagini (e ricordandomi che 30 mila anni fa l’icona della bellezza femminile era QUESTA) una cosa mi viene subito in mente: non esiste nulla di più soggettivo della bellezza della figura umana! Buona visione!

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Sergio Mattarella è stato appena eletto Presidente della Repubblica Italiana

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ROMA BANDIERA ITALIA VITTORIANO PIAZZA DEL POPOLO ALTARE PATRIA PATRIOTTICO CAMPANILISMO ITALIANISergio Mattarella è stato appena eletto Presidente della Repubblica Italiana. Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare. Oggi, 31 gennaio 2015, Mattarella è diventato il 12° Presidente della Repubblica Italiana. A prescindere dal vostro credo politico, spero che vi uniate a me nell’augurare un caloroso “buon lavoro” al nostro nuovo presidente, affinché sia una mente illuminata, visto i momenti cupi che sta vivendo l’Italia, l’Europa ed il mondo intero. Auguri presidente Mattarella!

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“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” NON è una frase di Voltaire

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” NON è una frase di Voltaire ma di Evelyn Beatrice Hall«Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo».

Frase stupenda che racchiude in poche parole principi cardine dell’intera Umanità, quali la libertà di espressione ed il rispetto per le altrui opinioni. E’ uno degli aforismi senza dubbio più citati in assoluto sui social network. Puntualmente si legge questo (con piccole, sporadiche variazioni):

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” Voltaire

Cosa c’è di male in questa citazione di Voltaire? Nulla, a parte il fatto che questo aforisma NON è di Voltaire. La frase originale è questa:

“I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it”

Questa frase non è di Voltaire. Voltaire è uno dei miei autori preferiti, un vero e proprio faro alla testa degli illuministi, io letteralmente lo adoro, ma questo NON è un suo pensiero. Questa frase è di una scrittrice britannica chiamata Evelyn Beatrice Hall, attiva nella prima metà del 1900. Evelyn scrisse questa frase nel 1906, inserendola nella biografia di Voltaire, chiamata The Friends of Voltaire” (in italiano “Gli amici di Voltaire”).

Quindi cominciamo a fare la citazione giusta ed a dare a questa scrittrice i giusti meriti:

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” Evelyn Beatrice Hall

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Quando il paziente deceduto “resuscita”: la sindrome di Lazzaro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (2)E se il paziente, dopo essere deceduto, tornasse in vita? Raro, ma può succedere: è la sindrome di Lazzaro. Di cosa si tratta esattamente? La sindrome di Lazzaro è caratterizzata dalla spontanea – ed inaspettata – riattivazione del sistema cardiocircolatorio dopo che la rianimazione cardiopolmonare ha fallito. Il nome di questa curiosa sindrome deriva da Lazzaro di Betania che, secondo quanto narrato nel Nuovo Testamento, sarebbe stato resuscitato da Gesù. Si tratta di un fenomeno estremamente raro, riscontrato in circa venti casi documentati negli ultimi cinquanta anni.

Il caso Colombiano: donna “resuscita” poco prima di essere sepolta

Uno di questi pochissimi casi è avvenuto quattro anni fa: gli addetti delle pompe funebri della città colombiana di Cali hanno avuto uno shock, quando una donna di 45 anni, dichiarata clinicamente morta dai medici, ha improvvisamente iniziato a respirare e a muoversi, mentre veniva preparata per la sepoltura.
Gli strumenti medici non rilevavano più sulla paziente né la pressione arteriosa, né la frequenza cardiaca, secondo Miguel Angel Saavedra, un medico della clinica dove la donna era stata ricoverata. Il personale medico così ha firmato il certificato di morte. Si è trattato della “sindrome di Lazzaro”, secondo i medici di quell’ospedale. La donna in realtà era morta, ma ha poi cominciato a respirare di nuovo e a fare dei movimenti. Successivamente la donna venne riportata all’ospedale dove purtroppo entrò in coma.

“Fenomeno Lazzaro”: il caso nel Regno Unito

Altro caso nel Regno Unito. Due medici inglesi, Vedamurthy Adhiyaman, geriatra al Glan Clwyd Hospital e Radha Sundaram, specialista in anestesia e terapia intensiva al John Radcliffe Hospital definirono alcuni anni fa “fenomeno Lazzaro” il caso di un loro paziente di 70 anni che aveva subito un’arresto cardiaco in ospedale. Le tecniche di rianimazione non avevano dato risultati sperati, ma dopo quaranta minuti in cui era a tutti gli effetti morto, improvvisamente iniziò a respirare di nuovo, mentre la sua circolazione sanguigna si riattivava spontaneamente.

Cause della sindrome di Lazzaro

Le cause della sindrome di Lazzaro non sono state ancora definite, vi sono solo teorie a riguardo. Una di queste teorie si basa sull’accumulo di pressione all’interno del torace in conseguenza delle manovre di rianimazione.

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La teoria dell’accumulo di pressione

Nel corso della rianimazione cardiopolmonare una eccessiva ventilazione del paziente risulta estremamente dannosa in quanto comporta un aumento di pressione intratoracica e viene a ridurre il già scarso ritorno venoso durante l’arresto cardio-circolatorio. Le manovre di compressione toracica all’inizio di ogni “ciclo” di RCP servono a ripristinare una più bassa pressione intratoracica. Solo dopo la normalizzazione della pressione toracica le ulteriori compressioni divengono realmente efficaci nello “spremere” il sangue dalle cavità cardiache e nei vasi polmonari, in quantità decisamente maggiore rispetto al volume contenuto nel solo cuore,  permettendo un flusso nei vasi arteriosi. Le ventilazioni eccessive contrastano questa azione ed impediscono la ripresa di circolo.
Si pensa che la normalizzazione della pressione al termine della rianimazione cardiopolmonare possa permettere l’espansione del cuore, cui consegue la riattivazione del nodo senoatriale e l’instaurarsi di nuovo del battito cardiaco e quindi della “resurrezione” del paziente.

Altre teorie

Oltre alla teoria sull’accumulo di pressione all’interno del torace in conseguenza delle manovre di rianimazione, vi sono altre teorie che sembrerebbero spiegare la sindrome di Lazzaro. Le maggiori teorie considerano come principali  fattori l’iperpotassiemia e l’utilizzo di alte dosi di adrenalina, tuttavia la scienza è ancora lontana dal trovare una spiegazione veramente valida.

Curiosità

Un caso di sindrome di Lazzaro è alla base del thriller del 2015 “The Corpse of Anna Fritz”, film spagnolo scritto e diretto da Hèctor Hernández Vicens.

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Dopo 62 anni di matrimonio muoiono insieme mano nella mano

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma 62 ANNI MATRIMONIO MUOIONO MANO Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler Botulino 1E’ una notizia che difficilmente lascia indifferenti. Sono morti tendendosi la mano dopo 62 anni di matrimonio. Una storia d’amore da film quella di Don Simpson, 90 anni, e della moglie Maxine, 87. Marito e moglie, di Bakersfield, California, sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altro: prima Maxine e quattro ore più tardi anche Don. Lei era malata di cancro, lui si era fratturato un’anca dopo una caduta. I due hanno passato le ultime ore insieme, l’uno accanto all’altra, tenendosi la mano. A raccontare la loro storia la nipote, Melissa Sloan, autrice delle foto che stano commuovendo il mondo. Riposate in pace ed insieme, Don e Maxine.

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Cosa si nasconde sotto il vestito rosso?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Senologia Mammografia Tumore Cancro Seno Mammella Diagnosi Mastectomia Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione  Dietologo Roma Cellulite Sessuologia EcografieLa bellissima e giovane ragazza bionda che vedete in QUESTA FOTO, dal fisico magro e in forma, sotto al suo vestito rosso nasconde un segreto che ha voluto svelare al mondo per sensibilizzare la società su di un tema che tutti invece vorrebbero segregare nella parte più nascosta di noi. Scopriamo di cosa si tratta.

Un vestito rosso

“Under the Red Dress” (Sotto il vestito rosso) è il titolo della serie della fotografa Nadia Masot che ha ritratto il corpo di Beth Whaanga, una giovane donna di origini australiane che, a 32 anni, ha scoperto di avere un cancro al seno. Di conseguenza, ha subito una doppia mastectomia e una ricostruzione chirurgica di entrambi i seni. Inoltre le è stata diagnosticata la presenza del gene BRCA2, che aumenta le probabilità del cancro alle ovaie, e ha perciò subito una isterectomia completa preventiva (cioè asportazione dell’intero utero nelle sue parti: corpo, fondo e collo. Ciò determina l’impossibilità di avere figli).

Mostrare per sensibilizzare

Insomma il suo corpo è stato martoriato dal bisturi e così pure la sua sensibilità tagliuzzata dagli eventi che si sono susseguiti. Beth ha visto il suo corpo cambiare e trasformarsi portandosi addosso le cicatrici della sua dura battaglia. Ha così deciso, con estremo coraggio, di mostrarle al mondo per sensibilizzare le donne sulla prevenzione e la cura del cancro. Per questo motivo, e con questo intento, è nata la serie “Under the Red Dress” che è stata pubblicata sull’account Facebook di Beth.

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I ricordi dei tuoi nonni sono scritti nel tuo DNA

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO DNA GENETICALa notizia, apparentemente poco eclatante per i non addetti ai lavori, se confermata, rappresenterebbe una svolta epocale nella ricerca scientifica, ed è questo che adoro della scienza: non fai in tempo ad essere “sicuro” che una cosa in Natura si svolga in un certo modo, che arriva una nuova scoperta a mettere tutto in discussione, anche se la precedente tesi era stata formulata e confermata da premi Nobel e geni della medicina. La scienza non accetta dogmi, tutte le “verità” possono essere sfidate ed a tutti è data una onesta chance di vincere! Ma a quale notizia mi riferisco? I nostri comportamenti presenti (comprese le reazioni di paura e di gioia) potrebbero essere influenzati da eventi accaduti in passato, che hanno riguardato i nostri antenati e che sono stati trasmessi a noi mediante una forma di “memoria genetica”. In pratica i ricordi trasmettono dai genitori ai figli “imprimendosi nel Dna” e influenzando lo sviluppo cerebrale ed i comportamenti delle generazioni successive. Sono i risultati eccezionali suggeriti da uno studio su cavie pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience da un gruppo di scienziati della Emory School of Medicine di Atlanta.

Le emozioni dei padri ricadono sui figli (e sui nipoti)

La scoperta potrebbe spiegare ad esempio perché un evento traumatico che ha coinvolto un antenato continui a influenzare la famiglia molte generazioni dopo. Inoltre lo studio fornisce un’evidenza del fenomeno della cosiddetta «eredità epigenetica transgenerazionale», una condizione in cui l’ambiente esterno influenza la genetica di un individuo e quindi questo cambiamento diventa ereditabile. Lo studio è stato condotto su alcuni topi da laboratorio: essi hanno cominciato ad avere paura di un odore particolare, quello della ciliegia, grazie a condizionamenti ripetuti. Quando lo sentivano, erano spaventati; quando sono nati i figli di questi topi, ecco la cosa straordinaria: anche loro, senza mai essere stati esposti in precedenza, hanno mostrato di essere spaventati dall’odore di ciliegia. La cosa si fa ancora più incredibile quando si scopre che lo stesso fenomeno si può ritrovare anche nei nipoti. Lo studio sembra suggerire che, nei caratteri ereditari, possano essere presenti anche elementi legati al comportamento acquisito: un dato decisamente sorprendente.

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