Come capire se soffro di masturbazione compulsiva?

MEDICINA ONLINE MASTURBAZIONE OSSESSIVO COMPULSIVA DIPENDENZA INTERNET ONLINE VIDEO PORNO PORNOGRAFIA SESSO SEX ADDICTION FILMATI SESSUALITA TELEVISIONE PC COMPUTER.jpgIn un precedente articolo abbiamo visto come la masturbazione (quella compulsiva, non la masturbazione saltuaria) non sia un “vizio”, bensì una vera e propria tossicodipendenza, ed in un successivo articolo ci eravamo invece chiesti se la masturbazione faccia bene o male alla salute. Vediamo oggi gli indizi che indicano una masturbazione di tipo compulsivo.

IMPORTANTE: l’articolo che state leggendo si occupa principalmente della masturbazione compulsiva maschile. Se siete interessati alla masturbazione compulsiva femminile, leggete invece questi articoli:

Soffro di masturbazione compulsiva?

Molti pazienti mi chiedono come fare a capire se soffrono di masturbazione compulsiva. Purtroppo non c’è un sistema di diagnosi “a distanza” che valga per tutti, non c’è un “numero limite di masturbazioni giornaliere” che possa indicare con certezza se si soffre di masturbazione compulsiva ed ogni caso deve essere analizzato singolarmente e dal vivo, ascoltando il paziente. Seguendo il buon senso posso però già anticiparvi che se vi masturbate periodicamente 3 o 4 volte al giorno, la diagnosi è quasi certa, specie se avete più di 20/25 anni ed avete quindi da molti anni superato la fase di “tempesta ormonale” tipica della pubertà.
Come avviene per molte patologie appartenenti al campo psichiatrico, anche per la masturbazione compulsiva vale la stessa domanda: questa attività interferisce con la tua vita? Interferisce col tuo rapporto di coppia, col tuo lavoro, coi tuoi hobby, con la tua… fedina penale? Se a causa della masturbazione compulsiva, e relativa dipendenza dal porno online a cui è quasi sempre legata, ti ritrovi ad avere problemi nell’avere normali rapporti sessuali con la tua partner, oppure la tua efficienza sul lavoro diminuisce, rubi tempo ai tuoi hobby per masturbarti, o ti ritrovi a compiere atti illegali per masturbarti in maniera sempre più eccitante (ad esempio masturbarti in pubblico o usando materiale illegale), allora forse soffri di masturbazione compulsiva.

Leggi anche: I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

Capire se soffri di masturbazione compulsiva e dipendenza dal porno online in 10 passi

1) Riconosci che non riesci a smettere quando vuoi

Naturalmente, può essere quasi impossibile per una persona media e sana lo smettere di guardare un video pornografico nel bel mezzo di una scena bollente. Però poniamo il caso che tu ti svegli al mattino determinato a non masturbarti per tutto il giorno e poi la sera ti ritrovi ad esserti masturbato tre volte: questo fatto già da solo potrebbe indicare che hai un problema di dipendenza. Fate questo piccolo esperimento: da questo momento e per 24 ore voi non vi dovrete masturbare per nessun motivo. Se alla fine delle 24 ore vi sarete comunque masturbati perché non avete potuto farne a meno, probabilmente avete un problema di masturbazione compulsiva. Nota bene: anche il fatto di essere riusciti a resistere per 24 ore, non indica necessariamente l’assenza della patologia: spesso anche il masturbatore compulsivo decide infatti di “resistere” senza masturbarsi per uno o due giorni per poi avere un orgasmo più intenso alla successiva masturbazione, esattamente lo stesso comportamento di un tossicodipendente.

2) Pensi quasi sempre al porno, qualsiasi cosa tu stia facendo

Se ti trovi a pensare alla pornografia ed a masturbarti ogni volta che sei a lezione, al lavoro, quando esci con gli amici e arrivi ad organizzare i tempi a cui dedicargli durante la giornata, ciò potrebbe indicare una dipendenza. Se l’unico momento in cui non riesci a pensare a masturbarti è solo subito dopo esserti masturbato, potresti avere un problema. Se occasionalmente guardi un filmato pornografico, va bene, ma se hai la sensazione di pensare alla pornografia ogni volta che hai uno smartphone in mano, oppure ti trovi vicino a un computer, anche quello di un amico o quello pubblico di una biblioteca, forse sei dipendente.

Leggi anche: Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la Sindrome frontale

3) Hai una esagerata collezione di filmati pornografici

Se sul tuo pc, smartphone o tablet hai una collezione di filmati e immagini pornografici o erotici sterminata e non riesci a cancellarla perché ti piace averla a disposizione in qualsiasi momento, allora forse hai una dipendenza. Non sto ovviamente parlando di qualche filmato, bensì di centinaia o addirittura migliaia di filmati o foto, magari organizzati in cartelle ben ordinate (classico di una mente ossessivo-compulsiva). Alcuni pazienti arrivano a spendere molti soldi in schede di memoria aggiuntive ed in hard disk sempre più capienti, per poter accumulare sempre più materiale. A tal proposito leggi anche: Sindrome da accumulo digitale: accumulare dati sul pc in modo ossessivo

4) La prima cosa che fai appena accendi il pc

Se la prima cosa (o una delle prime cose) che fai appena accendi il tuo pc od il tuo smartphone è guardare filmati o immagini pornografici o erotici e masturbarti, forse sei dipendente.

5) Guardi pornografia mentre fai altri lavori al pc

Se hai acceso il pc e senti il bisogno di aprire una finestra per guardare un video porno, mentre nella finestra accanto stai facendo una ricerca per la scuola o stai lavorando, allora forse sei dipendente.

Leggi anche: Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

6) Non riesci a smettere

Se ogni mattina ti riproponi di non masturbarti, ma alla sera ti sei masturbato lo stesso una o più volte, allora forse sei dipendente.

7) Se sei annoiato pensi subito a masturbarti

Quando una persona è annoiata e non ha nulla da fare, solitamente si dedica ai suoi hobby come suonare uno strumento, correre, fare le parole crociate, dipingere, ascoltare musica… Se invece tu, appena ti annoi, pensi subito solo a masturbarti, forse hai una dipendenza. La stessa cosa vale per l’ansia: se ti senti “ansioso” e “depresso” e la masturbazione è l’unico modo che hai per alleviare questi sintomi e dimenticarti dei tuoi problemi, potresti soffrire di masturbazione compulsiva.

Leggi anche: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri di un mio paziente masturbatore cronico

8) Hai problemi con la tua partner o il tuo partner

La masturbazione compulsiva e la dipendenza dal porno online conducono spesso ad una vita sessuale di coppia insoddisfacente. Addirittura l’avere a disposizione illimitati video pornografici può portare a cali di libido, problemi di erezione con la partner e difficoltà a raggiungere l’orgasmo, anche perché – mentre nei video pornografici le partner sono illimitate e fisicamente attraenti – la partner reale magari non lo è ed in ogni caso può apparire una sorta di “minestra riscaldata”, cioè sempre la stessa, magari da anni, e quindi meno eccitante dalla novità rappresentata da un video diverso ogni giorno. Se sei arrivato a preferire la masturbazione al sesso vero con la tua partner (o il tuo partner in caso tu sia omosessuale) o se sei costretto a guardare video pornografici assieme alla tua o tuo partner mentre fate sesso, altrimenti non riesci ad eccitarti o ad evitare la disfunzione erettile, forse sei dipendente. A tale proposito leggi questo articolo: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

9) Rubi tempo al tuo lavoro, ai tuoi hobby, ai tuoi cari per masturbarti

Se la masturbazione ti ruba tempo ad altre attività importanti (e ti rende meno efficiente nello studio, nello sport, nel lavoro o in altre tue attività), forse hai una dipendenza. Molti pazienti ad esempio sentono il bisogno di masturbarsi a scuola, o all’università o quando sono al lavoro; altri pazienti si masturbano la notte e ciò ruba tempo al sonno col risultato che il giorno dopo soffrono di sonnolenza; altri pazienti ancora passano ore ed ore al giorno a masturbarsi praticando l’edging per prolungare il piacere, tralasciando completamente le proprie attività giornaliere: a tal proposito leggi Edging (orgasmo controllato) tecniche per prolungare il piacere sessuale

10) Ti masturbi in modo illegale

Se masturbarti non ti eccita più “come un tempo” e sei costretto a masturbarti in modo illegale per avere una eccitazione maggiore rispetto al solito, ad esempio facendolo in posti pubblici, molestando altre persone o usando spesso materiale pornografico particolare (ad esempio video pornografici fatti con ex partner e conservati) o addirittura estremamente illegale (ad esempio video pedopornografici), forse hai un problema di masturbazione compulsiva.

Un’ultima importante considerazione è relativa ad altri comportamenti che potrebbero facilitare la diagnosi. Se il paziente tende contemporaneamente ad essere soggetto a comportamenti ossessivi compulsivi e/o tossicodipendenze, gioco d’azzardo patologico, dipendenza da internet, dipendenza da shopping compulsivo o simili, la probabilità che soffra effettivamente di masturbazione compulsiva, aumenta.

Se ti ritrovi in uno di questi punti, ti consiglio di leggere questi miei articoli:

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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La masturbazione compulsiva non è un vizio: è una tossicodipendenza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MASTURBAZIONE COMPULSIVA TOSSICODIPENDENZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio PeneUn concetto che ancora oggi molti ignorano, anche tra i miei stessi colleghi, è che la masturbazione compulsiva, quasi sempre legata alla dipendenza dal porno online, è una vera e propria tossicodipendenza dalla dopamina, cioè un neurotrasmettitore che viene rilasciato quando compiamo una attività piacevole e che trasmette al nostro corpo appunto piacere. Masturbarsi in maniera compulsiva diventa una tossicodipendenza nel momento in cui diventiamo dipendenti dal rilascio ripetuto giornaliero di dopamina. L’atto di masturbarsi è il mezzo (come la siringa per l’eroinomane o la sigaretta per il tabagista) attraverso il quale il nostro corpo ottiene la sua dose di dopamina (che corrisponde all’eroina per l’eroinomane o la nicotina per il tabagista). Dopo un certo periodo dall’ultima “dose” il nostro corpo comincia ad avvertire i sintomi dell’astinenza, così cercherà di riottenerla tramite una nuova masturbazione (o nuova eroina, o nicotina, continuando col paragone precedente). Tutto questo per sempre, in un circolo vizioso che può solo peggiorare se non viene interrotto.

Leggi anche: Mi masturbo una volta al giorno: soffro di masturbazione compulsiva o no?

Pensate che la masturbazione compulsiva NON sia una tossicodipendenza?

Purtroppo vi sbagliate. Attenzione però, sia ben chiaro che mi riferisco alla masturbazione compulsiva, cioè quella situazione di dipendenza dal sesso che costringe la persona a masturbarsi varie volte al giorno (quindi non parlo della masturbazione saltuaria, che invece è assolutamente sana). Vediamo per prima cosa: cos’è una tossicodipendenza? La tossicodipendenza è un insieme di comportamenti che si instaurano in un soggetto in seguito all’uso cronico e compulsivo di una sostanza (dopamina nel caso della masturbazione compulsiva). La dipendenza da sostanze è un vero e proprio disturbo cronico recidivante caratterizzato principalmente da questi cinque comportamenti:

  • compulsione alla ricerca e all’assunzione della sostanza.
  • perdita di controllo nel limitare l’assunzione della sostanza stessa.
  • aumento dell’assunzione della quantità di sostanza a causa dell’assuefazione.
  • comparsa di uno stato emozionale negativo (caratterizzato da disforia, irritabilità, ansia…) quando l’accesso alla sostanza è precluso.
  • messa in atto di comportamenti bizzarri (o, nel peggiore dei casi, illegali) per ottenere la sostanza.

Sono comportamenti tipici del cocainomane, dell’eroinomane, del tabagista. Non vi sembrano dei comportamenti familiari anche nel masturbatore compulsivo? Il masturbatore cerca compulsivamente di masturbarsi, nel tempo tende a masturbarsi sempre di più e con stimoli pornografici sempre nuovi e più estremi (a causa dell’assuefazione) ed è nervoso quando non può masturbarsi (perché è in un posto dove è vietato), inoltre – quando la dipendenza diventa cronica – si mette alla ricerca di dosi sempre maggiori di dopamina masturbandosi in modi illegali (ad esempio in pubblico): il fatto che l’azione sia illegale regala al masturbatore un extra di dopamina.

Il masturbarsi in modo compulsivo è una tossicodipendenza dalla dopamina ed internet è un posto in cui il dipendente ha dosi di sostanza illimitate e gratuite. Ma allora la masturbazione fa bene o fa male?
La risposta in questo articolo: La masturbazione fa bene o fa male?

Se pensi di essere un masturbatore compulsivo, ti consiglio di leggere questo mio articolo: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

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Perché viene la cistite e come curarla?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE VIENE LA CISTITE CURA TERAPIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa cistite è una comune patologia, specie tra le donne, caratterizzata da una infiammazione della vescica. I sintomi classici della cistite sono: bruciore al tratto urinario; stimoli frequenti ed impellenti di urinare, espellendo spesso solo una lieve quantità di urina (pollachiuria); l’urina in genere è torbida in quanto contiene globuli bianchi, espressione della reazione dell’organismo nei confronti dell’infezione; l’urina può anche contenere un po’ di sangue (ematuria) a causa dell’infiammazione della vescica, ma ciò non è un indice di gravità della patologia.

Perché la cistite è più frequente nelle donne che negli uomini?

La cistite è spesso dovuta ad un’infezione da parte di microbi presenti naturalmente nel tratto digestivo: gli enterobatteri. Nell’80% dei casi, si tratta di un batterio denominato Escherichia coli (colibacillo). Nelle donne più che negli uomini, tali microbi passano facilmente dall’intestino alla vescica per ragioni anatomiche, dato che gli orifizi dell’ano e dell’uretra (canale in cui scorre l’urina proveniente dalla vescica) sono estremamente vicini tra loro. Inoltre l’uretra femminile è molto corta, misura solo dai 2 ai 4 cm (quella maschile è lunga circa 20 cm): è quindi estremamente facile per i microbi, una volta passati dall’ano all’uretra, risalire lungo l’uretra verso la vescica. Il risultato è che tale patologia è molto frequente tra le donne: una su due ha avuto o avrà la cistite nel corso della propria vita.

Leggi anche: Uretra maschile e femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi

Quali fattori possono determinare la cistite?

I fattori primari sono quelli che facilitano la colonizzazione microbica perineale ed il passaggio dei microbi intestinali nell’uretra. Si tratta di:

  • rapporti sessuali;
  • ricorso a lavande vaginali con prodotti che provocano squilibrio della flora batterica locale;
  • alterazioni del transito intestinale (diarrea o stipsi);
  •  menopausa, in quanto è associata ad un’atrofia della mucosa vaginale e ad una riduzione delle secrezioni vaginali, fattore di proliferazione dei microbi.

I fattori secondari di rischio di cistite sono quelli che favoriscono la proliferazione dei microbi nella vescica, riducendo lo svuotamento vescicale. Si tratta di:

  • scarsa assunzione di bevande (meno di 1,5 litri/giorno, anche meno di quantità maggiori, se il fabbisogno idrico è particolarmente elevato);
  • diabete;
  • gravidanza.

Nella maggior parte dei casi la cistite è causata da vari ceppi di E. coli, ovvero dei batteri che vivono di norma nell’intestino. Spesso le donne prendono la cistite dopo un rapporto sessuale: infatti, il rapporto sessuale consente ai batteri di raggiungere più facilmente la vescica attraverso l’uretra. Il rischio di contrarre la cistite può aumentare se i rapporti sono frequenti. La cistite può anche essere causata dal diaframma o dall’utilizzo di profilattici: in entrambi i casi è maggiore il rischio di infezione del tratto urinario.

Leggi anche: Fabbisogno idrico giornaliero: quanta acqua bere al giorno?

Perché viene la cistite nei bambini?

La cistite è un’infezione che anche i bambini possono contrarre facilmente. Le cause che possono portare alla sua manifestazione sono: un anomalia nella struttura o nella funzione dell’apparato urinario, un riflusso dell’urina dalla vescica alle uretere e verso i reni, uso di gabinetti ed abitudini non igienici, uso di bagnoschiuma o saponi che infiammano l’uretra o magari la presenza di altri casi in famiglia di infezioni urinarie. I sintomi della cistite sono di solito un forte bruciore, accompagnato spesso nei bambini da vomito e assenza di appetito. Negli adulti si manifesta invece anche un crescente stimolo a urinare o una frequente minzione.

Leggi anche: Differenza tra nefrologo ed urologo: patologie e competenze specifiche e comuni

Come si cura la cistite?

La terapia è basata sull’assunzione di antibiotici. Numerose famiglie di antibiotici sono efficaci sui batteri più frequentemente responsabili di cistiti.
A seconda dei farmaci e dei casi, la terapia può essere assunta in un’unica soluzione (trattamento monodose), per 3 giorni o per 7 giorni (in particolare in caso di diabete, nelle donne incinte o quando i sintomi sono presenti da più di una settimana).
Il trattamento deve sempre essere associato all’assunzione di molti liquidi (da 1,5 a 2 litri al giorno).

Per ulteriori informazioni, leggi: Bruciore e stimoli frequenti di urinare: cistite, sintomi e cure

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La sindrome che fa crescere il pene alle bambine di 12 anni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PENE BAMBINE 12 ANNI GUEVEDOCES Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano 1.jpgIn un villaggio della Repubblica Dominicana chiamato Salinas, accade da anni qualcosa di veramente strano. Tante bambine all’età 12 anni si trasformano letteralmente in ragazzi.
Durante la pubertà, infatti, sviluppano organi sessuali maschili, diventando a tutti gli effetti maschi. Questi bambini sono chiamati semplicemente “guevedoces” – che si traduce letteralmente “pene a 12 anni”.
Un cambio di sesso che ha catturato l’interesse della comunità scientifica: è stato così scoperto che a causare la trasformazione sarebbe una rara sindrome genetica che si verifica a causa di un enzima mancante che impedisce la produzione di una specifica forma di ormone sessuale maschile – diidro-testosterone – nel grembo materno.
Sebbene nel mondo sia rara, la sindrome (chiamata Sindrome Guevedoces) è molto comune nel villaggio di Salinas (probabilmente a causa dell’isolamento degli abitanti del villaggio). Per questo motivo ora la Repubblica Dominicana classifica le persone come maschio, femmina o pseudohermaphrodite.

La storia di Johnny

Così è stata seguita da vicino la storia di Johnny, abitante del piccolo villaggio di Salinas, nel sud-ovest della Repubblica Dominicana dove la malattia colpisce un bambino su 90 e non è più considerata “strana”. Oggi 24enne, il ragazzo era conosciuto fino all’età di 12 anni come Felicita. “Quando sono nato i miei genitori e i medici pensavano che fossi una bimba, mi vestivano con le gonnelline e mi regalavano giocattoli da femminuccia, ma in realtà io non mi sentivo a mio agio”, ha raccontato il guevedoce alla BBC. Crescendo, però, qualcosa è cambiato nel corpo di Johnny: si è sviluppato il pene. Per Johnny, che non si è mai sentito una bambina, è accaduto all’età di sette anni.
“Quando ho cambiato ero felice della mia vita”, ha detto. Egli ha sostenuto che non aveva mai sentito come una bambina ed era molto più felice dopo che fu completamente un ragazzo. “Quando sono cambiato ero felice della mia vita”, ha detto. Una bambina di nome Carla, di 9 anni, sta attraversando la stessa trasformazione. Nonostante sia cresciuta come una ragazza, sua madre ha notato che a partire dall’età di cinque era più incline verso i giochi mascolini.

La patologia

Tutti i bambini nel grembo materno, sia maschio o femmina, hanno ghiandole interne, denominate gonadi e una piccola sporgenza tra le gambe chiamata tubercolo.
A circa otto settimane, i bambini di sesso maschile che portano il cromosoma Y iniziano a produrre diidro-testosterone in grandi quantità, che trasforma il tubercolo in un pene. Per le femmine, il tubercolo diventa un clitoride. Ma in alcuni neonati maschi manca l’enzima 5-α-reduttasi che innesca l’aumento dell’ormone. Questa mancanza li fa apparire come femmine alla nascita, senza testicoli e con quella che sembra essere una vagina.
Questo fino alla pubertà, quando si produce un enorme aumento di testosterone, e si sviluppano gli organi riproduttivi maschili. In pratica, quello che sarebbe dovuto accadere nel grembo materno avviene intorno ai 12 anni: la voce diventa più grave e cresce un pene.

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Cos’è la pubertà, a che età inizia e come si manifesta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAMELa pubertà è un periodo della vita di un essere umano in cui avvengono marcati cambiamenti psichici, morfologici e funzionali attraverso i quali il corpo di un bambino diviene un corpo adulto capace di riprodursi producendo autonomamente i propri ormoni sessuali. I cambiamenti che avvengono in pubertà riguardano soprattutto lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, la maturazione delle gonadi (testicolo e ovaio, che iniziano la gametogenesi, cioè la formazione di spermatozoi ed oociti) e modificazioni psicologiche e comportamentali (come lo sviluppo della pulsione sessuale).

A che età inizia la pubertà nel maschio?
Nel maschio la pubertà inizia intorno al tredicesimo anno di età e dura fino ai 18-20 anni.

A che età inizia la pubertà nella femmina?
Nella femmina la pubertà inizia generalmente prima che nel maschio, intorno all’undicesimo anno di età e dura fino a circa 18 anni.

Leggi anche: Differenza tra omosessuale, eterosessuale, bisessuale, asessuale, polisessuale e pansessuale

Cosa determina un anticipo della pubertà?
Nell’ultimo secolo e mezzo nei paesi sviluppati si è assistito ad un anticipo progressivo  della pubertà, almeno fino agli anni ’70, spiegabile sulla base di diversi elementi. Se da un lato ha inciso il maggior apporto calorico e proteico, unitamente alle migliori condizioni igieniche ed ambientali, dall’altro anche il contesto fortemente sessualizzato che caratterizza le società occidentali contribuisce ad anticipare in maniera evidente l’inizio della pubertà.

Vedi anche: IMMAGINE CHE MOSTRA L’AVANZAMENTO DELLA CRESCITA DA NEONATA A DONNA

Cosa determina un ritardo della pubertà?
Vi sono una serie di fattori che agiscono in senso contrario, come l’altitudine (l’ipossia relativa ritarda lo sviluppo puberale) e l’attività fisica particolarmente intensa (specie se associata a basso peso corporeo e disordini alimentari). Infine, non bisogna dimenticare che a parità di condizioni di vita, salute, alimentazione e contesto sociale, l’epoca della pubertà può comunque differire – anche in maniera significativa – sulla base di fattori genetici individuali.

Leggi anche: Ipotalamo: anatomia, struttura e funzioni

Come si manifesta la pubertà nei maschi?
Nel maschio, il primo segno della pubertà è l’aumento di volume dei due testicoli, vale a dire di quegli organi deputati alla produzione degli spermatozoi. A tal proposito, si parla di spermarca per indicare la prima eiaculazione, che normalmente avviene tra i 13 ed i 16 anni; la normospermia viene invece raggiunta a circa 17 anni. Inizia a crescere un accenno di barba sul viso.

Come si manifesta la pubertà nelle femmine?
Analogamente al maschio, nella donna si parla di menarca per indicare l’età di insorgenza della prima mestruazione, che compare appunto verso l’undicesimo anno di età; dopo questo periodo la percentuale di cicli anovulatori si attesta intorno al 55% nei primi due anni, per poi scendere al 20% dopo 5 anni e risalire nella pre-menopausa (si tratta ovviamente di dati generali, suscettibili di un’ampia variabilità individuale). Le mammelle iniziano a svilupparsi ed ingrandirsi.

Leggi anche: Cos’è una ghiandola endocrina? A che servono gli ormoni ed il sistema endocrino?

Come identificare con esattezza l’inizio della pubertà?
Mentre nelle donne l’inizio della pubertà, corrispondente al menarca è facilmente identificabile, come anche l’aumento delle mammelle, molto più difficile risulta nel maschio risalire all’epoca dello spermarca; molto spesso, infatti, il funzionamento dei testicoli si rende evidente per la prima volta durante un sogno, con l’emissione di sperma senza che il giovane stesso si sia reso conto dell’accaduto.

Leggi anche: A che età inizia a crescere il seno nelle donne?

Quali sono i cambiamenti in pubertà che avvengono in entrambi i sessi?
Aldilà del menarca per le femmine e dello spermarca per gli uomini, la pubertà si accompagna a profondi cambiamenti morfologici, funzionali e psichici comuni sia ai maschi che alle femmine, con le duvute differenze qualitative/quantitative. Per entrambi i sessi si assiste alla comparsa di peli ascellari, pubici ed anali, allo sviluppo delle ghiandole sudoripare e degli organi sessuali, all’aumento di lunghezza delle corde vocali e al cambiamento della voce; il tutto accompagnato da un rapido incremento della statura. Al termine della pubertà saranno cambiate anche le differenze nelle proporzioni tra massa ossea, massa muscolare (una volta e mezza superiori nel maschio adulto), e tessuto adiposo (due volte superiore nella femmina adulta).

Leggi anche: Storia di un seno: dall’embrione alla menopausa

Quando si parla pubertà precoce e ritardata?
Entro certi limiti, ritardi ed anticipi nell’insorgenza della pubertà sono in genere fisiologici, ma in determinate situazioni possono nascondere una patologia (spesso di origine ormonale) od una grave alterazione organica. In genere si parla di pubertà precoce quando insorge prima degli 8 anni nella donna e dei 9 nel maschio, e di pubertà ritardata qualora non compaiano segni di sviluppo sessuale entro i 13,4 anni nella femmina ed i 14 anni nel maschio.

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“Dottore il mio uomo non viene”: cause e terapie per eiaculazione ritardata ed assente

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI SOLE TRAMONTO SPIAGGIA MAREL’eiaculazione ritardata è una comune disfunzione sessuale che consiste nella difficoltà  o – nei casi più gravi – nella totale incapacità da parte dell’uomo di raggiungere il riflesso eiaculatorio e quindi di eiaculare, nonostante sia avvenuta una adeguata stimolazione sessuale (tramite masturbazione o rapporto sessuale) sufficiente a portare l’uomo al punto di piacere massimo. L’eiaculazione ritardata può essere anche legata ad anorgasmia (incapacità di percepire l’orgasmo).
E’ interessante notare come la capacità di ritardare al massimo l’eiaculazione quando si è giovani è spesso visto come un elemento di forte “popolarità” nella platea femminile, grazie al fatto che-  al contrario dei propri coetanei – si riesce a far durare il proprio rapporto più a lungo. Con il tempo, però e soprattutto quando si entra in una relazione stabile, l’eiaculazione ritardata può generare più di qualche problema nella coppia, dal momento che il/la partner potrebbe provare un forte senso di frustrazione nel vedere che il proprio partner non riesce a provare l’orgasmo durante il rapporto sessuale e generalmente se ne attribuisce la colpa. Senso d’inadeguatezza, bassa autostima, dubbi sull’identità sessuale del proprio partner sono conseguenze che possono ledere al rapporto di coppia. Al contrario, potrebbe svilupparsi un senso di risentimento nei confronti del partner tale da lasciare quest’ultimo.

Leggi anche: Due eiaculazioni consecutive sono possibili? Come funziona una eiaculazione?

Quanto dura un rapporto normale e quanto dura nell’eiaculazione ritardata?

Secondo recenti statistiche un rapporto sessuale dura mediamente in media 7 minuti, gli uomini che soffrono di eiaculazione ritardata, invece, possono protrarlo – senza desiderarlo – per due o più ore. In genere, però, si tratta di rapporti che durano in media 30-45 minuti. Comunemente è il/la partner a desiderare la fine della penetrazione, il conseguente disagio e frustrazione possono far perdere a quest’ultimo l’eccitazione e nella donna la lubrificazione, rendendo la penetrazione dolorosa e frustrante.

Classificazioni dell’eiaculazione ritardata

L’eiaculazione ritardata può essere classificata in base al momento in cui si manifesta il disturbo:

  • Cronica (o primaria): l’incapacità eiaculatoria può essere cronica se la si è sperimentata sin dai primi rapporti sessuali.
  • Acquisita (o secondaria): se la vita sessuale è stata inizialmente normale e l’incapacità eiaculatoria si è sviluppata solo in un secondo momento, o dopo un periodo di assenza del problema.

L’eiaculazione ritardata può essere anche classificata in base al momento della vita in cui si manifesta:

  • Generalizzata (o assoluta): più rara, quando capita con qualsiasi partner sessuale e qualsiasi situazione.
  • Specifica (o situazionale): più frequente, quando si presenta con un partner in particolare o in date situazioni.

L’eiaculazione ritardata può essere classificata in funzione delle cause scatenanti:

  • Organica: la forma meno frequente, causata dall’assunzione di alcuni farmaci o da alcune patologie. Tra le cause endocrino-mediate di natura organica si ricordano il diabete e l’ipotiroidismo. Il morbo di Parkinson, le neuropatie e la sclerosi multipla rientrano invece tra le cause neurologico – organiche, mentre le operazioni a livello pelvico, addominale e perianale costituiscono i fattori principali delle cause chirurgico-organiche. Da ultimo, le specialità farmacologiche: tra i farmaci più pericolosi da questo punto di vista ricordiamo i neurolettici, i narcotici, i cannabinoidi e, soprattutto, gli antidepressivi serotoninergici e triciclici. Anche l’alcool, quando assunto in quantità eccessive, potrebbe generare disturbi eiaculatori.
  • Psicologica: la più frequenta, la cui origine è determinata dalla psiche maschile (ansia, paura, senso di inadeguatezza…).

L’eiaculazione ritardata può essere classificata in funzione del grado d’intensità del disturbo:

La forma lieve o moderata dell’eiaculazione ritardata si suddivide in ulteriori due gradi:

  • Grado 1: l’atto sessuale si protrae per lungo tempo e le spinte coitali dell’uomo risultano particolarmente energiche, allo scopo di raggiungere l’orgasmo più velocemente.
  • Grado 2: l’uomo affetto da eiaculazione ritardata non riesce a consumare il rapporto naturalmente, ma la stimolazione meccanica manuale rappresenta una soluzione alternativa efficace.

Entrambi i gradi di intensità risultano fortemente condizionati sia da fattori psicologici – soprattutto legati allo stress lavorativo – sia da cause organiche.
La forma severa di eiaculazione ritardata è correlata, in genere, a malattie di origine neurologica o alla somministrazione di farmaci di tipo serotoninergico, fattori imputabili dell’aumento della soglia oltre la quale s’innescano i meccanismi eiaculatori (prolungando quindi la durata del rapporto sessuale). In questa fase particolarmente delicata, l’uomo si trova in una situazione ingestibile, poiché in presenza della figura femminile l’eiaculazione risulta impossibile: l’atto eiaculatorio può avvenire solamente tramite la masturbazione (grado 3). La fase più problematica (grado 4) si verifica quando l’uomo è totalmente incapace di eiaculare: in simili frangenti l’eiaculazione è impossibile (aneiaculazione).

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Eiaculazione ritardata o assente da cause psicologiche

Da molti studi è emerso che la psiche umana ha una forza tale da influenzare anche il corpo e le sue funzionalità: anche gli impulsi eccitatori e l’atto eiaculatorio sono fortemente plagiati dalla mente. A rigor di ciò, è palese come anche l’eiaculazione ritardata possa conseguire a disturbi mentali, che si svelano spesso immotivati. Non è infrequente, infatti, che il ritardo eiaculatorio sia collegato direttamente a condizioni mentali inerenti, in particolar modo, alla possibilità/capacità di togliere i freni inibitori durante l’amplesso con la partner femminile.
Anche l’ansia da prestazione può influire negativamente durante l’atto sessuale: comunemente, questa particolare “ansia” prima di un rapporto è ritenuta la causa principale di eiaculazione precoce; tuttavia, pochi sono a conoscenza che questo particolare stato ansioso preliminare può essere anche responsabile del problema opposto: il ritardo eiaculatorio.
Scavando più profondamente fino ad arrivare nell’intimo della psiche maschile, i motivi mentali responsabili dell’eiaculazione ritardata riflettono la fragilità del maschio: per alcuni, l’eiaculazione corrisponde ad un momento ansioso non tanto per l’atto in sé, piuttosto per l’impossibilità di controllare il corpo. In altre parole, l’orgasmo è sinonimo di perdita del controllo e, paradossalmente, alcuni uomini si sentono impotenti di fronte a tutto ciò, proprio perché non sono più in grado di gestire le proprie sensazioni. Per altri ancora, il ritardo eiaculatorio riflette un atto egoistico inconscio, quasi come se l’emissione di sperma rappresentasse la perdita di una parte di se stessi.
In queste ultime due condizioni, l’eiaculazione viene inconsapevolmente posticipata allo scopo di mantenere il ferreo controllo delle proprie azioni ed evitare di “perdere” o “donare” una parte di se stessi.

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Eiaculazione ritardata: focus sul paziente

Generalmente il paziente dichiara di riuscire ad avere erezioni buone e prolungate, ma di non sentire abbastanza eccitazione fisica e/o mentale durante il rapporto sessuale. Spesso si tratta di uomini che tendono ad avere difficoltà ad esprimere le proprie emozioni, molto controllati, emotivamente distaccati. L’iper controllo può averli condotti verso ruoli di rilievo, tuttavia possono essere uomini che non riescono ad abbandonarsi al piacere sessuale, soprattutto a causa di paure ed insicurezze, spesso anche sul proprio fisico, di origine adolescenziale. Si può inoltre aggiungere che in alcuni casi i soggetti hanno avuto un’educazione rigida, con una madre che pretendeva di essere sempre “buoni e disponibili” e che ha inculcato nella propria progenie l’idea che il sesso sia qualcosa di “sporco”. Ciò ingenera, secondo gli esperti, una rabbia inconscia e repressa per il sesso femminile: la mancata eiaculazione rappresenterebbe un non concedersi, quale atto di ritorsione. Vi sono poi i casi di abusi sessuali vissuti nell’infanzia o di omosessualità latente. Anche l’eccessivo servilismo nei confronti del partner, la necessità di soddisfarne ogni bisogno e di dare il maggior piacere possibile può avere una forte influenza su tale disturbo. In tutti questi casi, una terapia psicologica accurata è la soluzione necessaria: bisogna ristabilire un senso di fiducia nei confronti del mondo femminile, nonché la capacità di affermare bisogni, esigenze e desideri di fronte a quelli del partner.

Integratori alimentari efficaci nell’eiaculazione ritardata

Qui di seguito trovate una lista di altri integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare e “velocizzare” la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Eiaculazione ritardata o assente a causa di masturbazione compulsiva e dell’effetto Coolidge

Una delle cause di eiaculazione ritardata è la masturbazione compulsiva che si verifica nella dipendenza da porno online. A tale proposito leggi questo articolo: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

Diagnosi di eiaculazione ritardata o assente

La diagnosi viene fatta dal medico in base a vari parametri:

  • ricerca eziologica (cioè della causa) del ritardo eiaculatorio;
  • studio dei motivi che diminuiscono il desiderio sessuale;
  • analisi delle caratteristiche generali dell’eiaculazione (tempistiche, sensazioni, qualità spermatica);
  •  analisi medica generale per valutare la presenza di cause organiche che rendono difficoltosa l’eiaculazione;
  • studio psicologico del paziente.

Il sintomo in esame, l’eiaculazione ritardata appunto, dev’essere indagato sistematicamente in tutte le sue sfaccettature, attraverso il colloquio con il paziente (al quale devono essere poste domande precise ed obiettive), l’esperienza e la delicatezza dello specialista, e l’utilizzo di un’adeguata strumentazione anamnestica.

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Terapie dell’eiaculazione ritardata o assente

Le terapie dell’eiaculazione ritardata devono essere determinate in base alle cause che l’hanno determinata. Se il paziente lamenta un ritardo dell’atto eiaculatorio dovuto solamente allo stress, la terapia risolutiva risulta meno “importante” rispetto all’eiaculazione ritardata causata da abuso di farmaci, ansia da prestazione, disturbi psico-sessuali ecc. Le terapie volte ad ovviare l’eiaculazione ritardata sono principalmente due, quella farmacologica e quella psicologica.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di specialità medicinali di tipo simpatico-mimetiche, in grado di stimolare i centri nervosi eccitatori, responsabili dell’orgasmo.

Terapia psicologica

La terapia psicologica, pur efficace sul solo paziente che soffre di eiaculazione ritardata, dovrebbe preferibilmente coinvolgere entrambi i partner, allo scopo di istruire la coppia sui principi-fondamento delle relazioni sessuali ed interpersonali. L’istruzione sessuale di tipo riabilitativo prevede un programma preciso, in cui il dialogo ha un ruolo fondamentale nelle relazioni di coppia; inoltre, le suddette terapie sono utili ad entrambi i partner per la progressiva e graduale acquisizione delle capacità di beneficiare reciprocamente dell’appagamento psicologico e fisico, attraverso la messa in pratica di mansioni sessuali specifiche. Il fine è decondizionare l’inconveniente sessuale (eiaculazione ritardata), vivere le proprie emozioni ed eliminare i condizionamenti negativi mentali.

Se credi di soffrire di eiaculazione ritardata da cause psicologiche, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Cos’è il perineo maschile e femminile, dove si trova ed a cosa serve? Perché è così importante per la donna, specie in gravidanza?

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTUREIl perineo (pronuncia con l’accento posto sulla penultima lettera: perinèo), anche chiamato zona perineale, è uno spazio anatomico a forma di losanga (cioè di rombo), presente nel corpo sia maschile che femminile. Il perineo ha diverse funzioni, specie quella di sostegno, inoltre viene spesso considerato come una zona altamente erogena.

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Dove si trova il perineo nell’uomo e nella donna?

Il perineo viene facilmente osservato in un corpo quando ci si dispone in posizione dorso-sacrale, detta anche posizione ginecologica (sdraiato sul dorso con le cosce e le gambe flesse ed allargate) e risulta grossolanamente delimitato in alto dai testicoli o dalla vagina, in ed in basso dall’ano. Una linea ideale tracciata da una tuberosità ischiatica all’altra la divide in una zona superiore urogenitale, che nella donna contiene la vagina e nell’uomo lo scroto, ed in una zona inferiore anale. Il perineo è costituito da un piano muscolo aponevrotico e da quello cutaneo, riccamente fornito di peli e ghiandole sebacee. In profondità è delimitato anteriormente dai rami ischiopubici e posteriormente dai legamenti sacrotuberosi.

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Anatomia del perineo

Dal punto di vista anatomico il perineo comprende tre piani: il diaframma pelvico (piano perineale profondo), il trigono urogenitale (piano perineale medio) e il piano superficiale del perineo.

1) Piano perineale profondo o diaframma pelvico

Presenta la forma di un imbuto a concavità superiore, il cui margine anteriore è dato dal muscolo elevatore dell’ano mentre quello inferiore dal muscolo ischio-coccigeo. Superiormente a detti muscoli, si trova la fascia pelvica, derivata dalla fusione della fascia propria dei due muscoli. Questa si continua posteriormente con la fascia del muscolo piriforme del bacino e poi sui lati con la fascia del muscolo otturatore interno. Il diaframma pelvico divide la cavità del piccolo bacino in due parti:

  • cavità pelvica vera e propria, soprastante;
  • fossa ischio-rettale, sottostante.

La fossa ischio-rettale presenta una cavità a forma di ferro di cavallo contenente un’abbondante quantità di grasso in cui decorrono diversi nervi (pudendo interno, otturatore interno, elevatore dell’ano). Essa è chiusa in avanti per l’aderenza che il muscolo elevatore dell’ano prende sul pube mentre si apre posteriormente all’esterno nel piccolo foro ischiatico.

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2) Piano perineale medio o trigono uro-genitale

Ha una forma grosso modo triangolare ed è teso tra i labbri posteriori delle branche ischio-pubiche. Presenta la fascia perineale media detta legamento trasverso pelvico di Henle che è unica nella sua parte più alta mentre si sdoppia più in basso. Lo sdoppiamento porta alla formazione di un foglietto ventrale e di uno dorsale, nello spessore dei quali decorre il muscolo trasverso profondo del perineo, teso da una branca ischio-pubica all’altra. Nel trigono uro-genitale vi è il muscolo sfintere striato dell’uretra, dipendenza del muscolo trasverso profondo. Nella femmina il trigono uro-genitale è percorso dalla vagina. Nel maschio contiene le ghiandole del Cowper. In entrambi decorrono nel trigono il nervo e l’arteria pudenda interna.

3) Piano perineale superficiale

È costituito dalla fascia perineale superficiale tesa tra i due labbri anteriori delle branche ischio-pubiche. Essa si continua inferiormente col foglietto ventrale di sdoppiamento della fascia perineale media; superiormente si continua come fascia del pene o come fascia del clitoride. Nello spazio compreso tra la fascia perineale superficiale e la fascia perineale media vi è la loggia peniena nel maschio o la loggia clitoridea nella femmina. In tale spazio sono compresi rispettivamente i corpi cavernosi del pene e del clitoride. Nella porzione più bassa delle logge si trova il muscolo trasverso superficiale del perineo, teso tra le due tuberosità ischiatiche.

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A che serve il perineo?

Il perineo e di conseguenza i muscoli perineali garantiscono la continenza urinaria e fecale, una vita sessuale soddisfacente e prevengono il prolasso genitale, per esempio il prolasso uterino.

Perché il perineo della donna è “più importante” di quello dell’uomo?

Il perineo assume maggiore importanza nella donna perché sostiene gli organi ed anche il bambino nell’utero durante la gravidanza, e svolge funzioni di protezione legata a sessualità, evacuazione, respirazione ed eccitazione molto più che nell’equivalente maschile.

Massaggio prenatale del perineo

Il massaggio perineale prenatale (noto anche come allargamento del canale del parto o massaggio ostetrico prenatale) è un massaggio effettuato sul perineo, in particolare attorno all’orifizio vaginale, di una donna incinta, a partire all’incirca dalla trentaduesima/trentaquattresima settimana, generalmente per almeno tre volte a settimana, numero che aumenta man mano che ci si avvicina al parto, tanto che, a partire dalla trentasettesima settimana, il massaggio può essere praticato ogni giorno. Scopo di tale pratica è quello di imitare in maniera più delicata l’azione effettuata dalla testa del nascituro sul canale del parto, in modo da preparare il perineo alla sollecitazione che avverrà durante il parto, aumentandone l’elasticità, e rendere più breve e meno faticoso il travaglio; in questo modo si tenta infatti di prevenire la lacerazione del perineo durante il parto e di ridurre la probabilità di dover effettuare un’episiotomia o di dover ricorrere a strumenti atti a facilitare l’uscita del nascituro quali, ad esempio, la ventosa ostetrica.

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In un rapporto orale dove va a finire e cosa accade allo sperma ingoiato? Può dare problemi alla salute? Posso rimanere incinta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (2)Quelle del titolo vi potrebbero sembrare domande ridicole o banali ed avervi fatto sorridere, invece sono questioni estremamente importanti e che meritano risposte serie e scientifiche, specie per i giovanissimi che si sono accostati da pochissimo alla sfera sessuale e mancano di esperienza. Penso soprattutto al rischio della trasmissione di infezioni, anche gravi, attraverso il rapporto orale, fatto spesso sottostimato dai più giovani e troppo poco affrontato nella scuola (in Italia l’insegnamento dell’educazione sessuale è ancora una vera utopia…) ed in famiglia. Cominciamo dalla prima domanda:

Cos’è un rapporto sessuale orale?

Un rapporto sessuale orale è l’insieme di pratiche sessuali che mirano a stimolare eroticamente gli organi genitali maschili o femminili, tramite principalmente ma non esclusivamente l’uso della bocca, delle labbra e della lingua. Il rapporto sessuale orale può essere principalmente di due tipi (anche se ci sono alcune “variazioni” possibili):

  • Fellatio (il partner stimola il pene): il partner sollecita il glande e l’asta del pene con labbra e lingua, infilando anche ritmicamente il pene all’interno della bocca con velocità variabile, in genere tenendo fermo il pene con la mano o accarezzandolo, sfregando anche il prepuzio (scoprendo ritmicamente il glande) e coinvolgendo eventualmente nell’azione anche i testicoli.
  • Cunnilingus (il partner stimola la vulva): la vulva, in particolar modo il clitoride, viene baciata, leccata o succhiata con movimenti ritmici lenti, veloci o alternati. Anche l’ingresso e la parte iniziale della vagina può essere stimolato con la lingua. Per alcune donne il cunnilingus, specialmente se eseguito da un partner allenato, risulterebbe molto più efficace della penetrazione nel portarle al raggiungimento dell’orgasmo.

In un rapporto orale praticato ad un uomo, dove finisce lo sperma?

Grazie alla stimolazione orale, un uomo può raggiungere l’orgasmo. Salvo la presenza di determinate patologie, come l’eiaculazione retrograda, durante l’orgasmo l’uomo emetterà una quantità variabile di sperma. L’uomo può indirizzare l’eiaculato – con l’approvazione del partner – nella direzione voluta e certamente molti uomini trovano estremamente eccitante – al termine del sesso orale – l’atto di eiaculare all’interno della bocca del partner. Successivamente il partner può decidere di sputare o ingerire lo sperma eiaculato.

Cosa accade allo sperma ingoiato?

Parte del liquido seminale può percorrere l’esofago e giungere nello stomaco, dove viene letteralmente digerito dai succhi gastrici come qualsiasi altro alimento, in quanto contiene molte molecole utili all’organismo: proteine, zuccheri, vitamine, sali minerali.

Cosa contiene lo sperma?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Cosa contiene lo sperma?

Quante calorie contiene lo sperma?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Quante calorie contiene lo sperma?

Si può essere allergici allo sperma?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Si può essere allergici allo sperma?

Si può rimanere incinta con un rapporto orale?

C’è solo un caso documentato, ma parliamo di una storia assolutamente particolare: Ragazza di 15 anni rimane incinta dopo sesso orale

Lo sperma ingoiato fa bene alla salute?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Lo sperma ingoiato fa bene alla salute?

Lo sperma ingoiato fa male alla salute?

Lo sperma può essere veicolo di infezioni del cavo orale e sistemiche. A tale proposito vi invito a leggere questo mio articolo: Sesso e AIDS: l’HIV si trasmette anche tramite il rapporto orale

Lo sperma viene usato in cucina?

Si, anche se la cucina “tradizionale” non usa sperma umano, bensì quello animale. Lo sperma, specialmente quello di alcuni pesci, è impiegato in molti piatti tradizionali, anche in Italia. Ad esempio lo sperma di tonno è l’ingrediente principale di un piatto tipico siciliano e sardo, il lattume o figatello. Nella cucina rumena lo sperma di carpa e di altri pesci d’acqua dolce è utilizzato in frittura come alimento, denominato Lapti (dal latino Lactes). Nella cucina russa, lo sperma dell’aringa (молока, “Moloka”) viene marinato come il resto del pesce ma consumato separatamente. A tal proposito, leggi anche:

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