Aumenta la tua autostima ed impara ad amarti

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma AUMENTA AUTOSTIMA IMPARA AD AMARTI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgAvere autostima è uno dei fattori più importanti per vivere una vita felice: quando il livello di autostima è alto, ci sentiamo bene con noi stessi e siamo più capaci di affrontare gli altri e le situazioni difficili. Chi ha una autostima alta non si nasconde dietro ad una maschera fatta di dubbi o insicurezze ed affronta le critiche senza problemi, senza essere sopraffatti dalle emozioni, reagendo alle situazioni stressanti in modo costruttivo.

Noi che guardiamo noi stessi

Prima di continuare nella lettura dell’articolo, ti consiglio di eseguire un rapido e semplice test per misurare i tuoi livelli di autostima. Questo test lo puoi trovare seguendo questo link. L’autostima può essere definita come la visione che abbiamo di noi stessi. Se tale visione è positiva, ci reputiamo persone di valore,  crediamo in noi stessi e ci rispettiamo per quello che siamo. Al contrario, se tale visione è negativa, viviamo nella convinzione di non valere nulla, abbiamo un basso rispetto di noi stessi e la fiducia che riponiamo in noi stessi è pressoché assente.

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Quello che conta è ciò che sentiamo dentro

Le persone con bassa autostima fanno di tutto per sentirsi meglio. Arrivano a spendere una fortuna in abiti firmati o in interventi di chirurgia plastica, si ricoprono di gioielli costosi oppure si truccano in modo eccessivamente vistoso. Accettano i complimenti che vengono fatti loro senza crederci, perché nel loro profondo non credono in loro stesse. Da qui l’importanza di ciò che sentiamo interiormente e di come ci percepiamo.

Le tre facce dell’autostima

Una persona può avere una autostima normale, eccessiva o bassa. Vediamo le caratteristiche ed i pensieri di queste tre tipologie di persona.

Persona con autostima normale:

  • mi piaccio per quello che sono;
  • mi piace piacere, ma sono consapevole del fatto che non posso piacere a tutti;
  • mi accetto per quello che sono: pregi e difetti;
  • ho sbagliato ma non devo sentirmi in difficoltà (critica al comportamento);
  • posso gestire le critiche;
  • mi focalizzo sui miei punti di forza, sui miei pregi;
  • sono una persona positiva quindi penso positivo;
  • sono una persona indipendente.

Persona con autostima eccessiva:

  • sono perfetto;
  • devo piacere a tutti e, se c’è qualcuno a cui non piaccio, quella persona sbaglia e mi giudica male;
  • ho soprattutto pregi;
  • non sbaglio;
  • le critiche che mi vengono mosse sono sbagliate;
  • sono una persona positiva e le cose devono andarmi necessariamente bene;
  • non ho bisogno di nessuno a parte me.

Persona con bassa autostima:

  • non mi piaccio per quello che sono e cerco l’approvazione altrui tentando di compiacere gli altri;
  • ho bisogno di piacere;
  • non mi piace nulla di me;
  • ho sbagliato quindi devo rimproverarmi (critica a sé stessi);
  • le critiche mi distruggono. Le critiche non fanno altro che confermare quanto poco valgo, quanto sono stupido e senza speranza;
  • mi focalizzo solo sui miei punti deboli, sui miei difetti;
  • sono una persona passiva (lascio che gli altri mi calpestino);
  • faccio il prepotente (in questo modo rinforzo la mia bassa autostima);
  • dipendo dagli altri.

Parlando in generale:

  • le persone con autostima normale trattano sé stesse con il giusto livello di autocritica e con gentilezza: questo le fa sentire bene e porta a compiere azioni positive ed al successo;
  • chi ha un eccesso di autostima tende a trattare sé stesso con eccessiva indulgenza e ad abbassare al minimo il livello di autocritica: questo apparentemente lo fa sentire bene, ma lo porta a sovrastimare le proprie capacità ed a deprimersi quando non riesce a raggiungere gli alti risultati che sente di meritare;
  • le persone con bassa autostima tendono a denigrare sé stesse nella convinzione di non essere degne o di non essere mai abbastanza brave per un compito: questo comporta azioni negative, preoccupazione, ansia e circoli viziosi mentali che le porteranno a rendere meno di quanto possano.

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Il legame tra bassa autostima e dialogo interiore

Uno degli scopi principali di questo articolo è quello di far comprendere l’importanza che ricopre il dialogo interiore e dell’influenza che esso ha sugli stati d’animo e sulle azioni compiute. Il dialogo interiore delle persone con bassa autostima abbonda di pensieri negativi quali: “sono assolutamente inutile, senza speranza, stupido, una perdita di tempo”. Questo tipo di dialogo interiore, ovvero negativo, è uno dei maggiori ostacoli per riuscire a vincere la bassa autostima. Le persone con bassa autostima necessitano di interiorizzare nuovi messaggi; messaggi positivi che arricchiscano e nutrano la loro ‘autostima. Acquisire maggiore consapevolezza di sé stessi, sfidando continuamente questo dialogo interiore negativo, è vitale per costruire la propria autostima.

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Autostima e salute

Un basso livello di autostima può essere causa di stress intenso, poiché le persone con scarsa autostima hanno una visione negativa sia di loro stesse che del mondo in cui vivono. Alti livelli di stress possono portare a malattie psichiatriche, come la depressione, ed aumentare il rischio di molte altre patologie, come l’ipertensione arteriosa.

Le radici dell’autostima

Le origini dell’autostima sono da ricercare nell’infanzia. Se si ha la fortuna di avere genitori per i quali il nutrimento dell’autostima è una priorità, il bambino inizia a sviluppare un alto livello di autostima da subito. Al contrario, se il bambino si ritrova a dover crescere  in un ambiente dove i genitori o le persone che si prendono cura di lui non sono in grado di nutrire la sua autostima, egli inizierà a sviluppare una scarsa fiducia in sé stesso . I bambini con un elevato livello di autostima sono amati in modo incondizionato come  individui unici, con i loro pregi e difetti. È in questo modo che sviluppano quelle che potremmo definire le abilità di “auto-nutrimento”. I bambini con bassa autostima tendono ad essere amati in modo condizionato, ovvero solo nel momento in cui fanno qualcosa di buono o quando raggiungono un obbiettivo. Ecco perché non sono in grado di apprendere le abilità di “auto-nutrimento”.

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Le persone con bassa autostima necessitano di approvazione

Le persone la cui stima non è stata debitamente alimentata durante i primi anni dell’infanzia sono bramose di approvazione, desiderose di compiacere, dipendono dalle opinioni altrui e sono vulnerabili alle critiche. Possono arrivare a trascorrere la loro vita tentando di ricevere amore incondizionato facendo qualcosa di buono o raggiungendo obiettivi.

Accrescere la bassa autostima

Accrescere la bassa autostima può sembrare un obbiettivo difficile da raggiungere, poiché esso comporta l’attuazione di un percorso che va a scandagliare e scombussolare il nostro mondo interiore. È necessario ricercare l’origine dei pensieri negativi che abbiamo su noi stessi e sradicarli. Una volta compiuto questo passo è necessario “piantare” pensieri nuovi e salutari che necessitano di essere coltivati per poter diventare solidi e vigorosi. I semi non diventano fiori meravigliosi se non ricevono cure amorevoli e attenzione. Esistono persone che possono indirizzarci verso la giusta direzione, ma spetta a noi piantare semi salutari e coltivarli affinché diventino un mirabile fiore. Accrescere la fiducia in sé stessi aumenta positivamente l’autostima.

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Un diario personale

Potreste provare a tenere un diario dove annotare i vostri sviluppi personali:

  • Annotate le azioni che potete intraprendere per continuare ad implementare la vostra autostima;
  • Fate una lista delle persone con le quali volete complimentarvi. Pianificate cosa dire, ditelo e annotate in che modo il complimento è stato ricevuto;
  • Fate una lista completa di tutte le vostre qualità e ogni giorno di fronte ad uno specchio ditele ad alta voce usando “io” prima di ogni affermazione. Per esempio:
    • “Io sono una persona piacevole”;
    • “Io sono una persona responsabile”;
    • “Faccio bene ad esprimere le mie opinioni”;
    • “Faccio bene ad essere me stesso”;
    • “Io merito di essere felice”;
    • “Io credo in me stesso”;
    • “Io valgo”.

Se credi di avere un problema di bassa autostima ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire e superare questa situazione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Un semplice test per misurare i tuoi livelli di autostima e migliorarli

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TEST MISURARE AUTOSTIMA FACILE PROVA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl test che segue è il primo passo del percorso che state intraprendendo per aumentare la fiducia in voi stessi: vi permetterà di capire quali sono Continua a leggere

Sei sempre stanco? Ecco le cause meno comuni che non immagineresti mai ed i rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SEI STANCO CAUSE MENO COMUNI RIMEDI POI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’essere sempre stanchi può dipendere da svariate ragioni. In questo precedente articolo ci eravamo preoccupati di analizzare le cause più comuni (mancanza di sonno, troppi caffè, diabete…) ed i rispettivi rimedi. Esistono, tuttavia, altre cause che molto spesso vengono ignorate, ma che dovrebbero essere in realtà prese in considerazione per vincere quel costante senso di stanchezza e spossatezza che spesso ci affligge impedendoci di affrontare le giornate nel migliore dei modi e carichi di energia. Qui di seguito vi proponiamo alcune di queste cause meno comuni e i relativi suggerimenti su come affrontarle e vincerle.

Postura scorretta

Il nostro corpo utilizza molta energia per mantenerci in posizione eretta. Una postura scorretta (come stare ricurvi in avanti e lasciarsi cadere sulla seduta) interferisce sul corretto posizionamento della spina dorsale. Più la posizione della colonna vertebrale è sbilanciata, maggiore sarà il carico di lavoro a cui saranno sottoposti i vostri muscoli per compensare.
Soluzione: qualunque sia la posizione che adottate di solito, ricordate che la vostra testa dovrebbe essere in linea con il corpo. Non fatela sporgere in avanti. Le orecchie devono essere direttamente perpendicolari alle vostre spalle.

Diete drastiche

Seguire una dieta drastica non è per niente utile. I regimi dietetici eccessivamente ipocalorici, specie quelli che prevedono un apporto calorico giornaliero inferiore a 850 calorie, oltre ad essere dannosi per la vostra salute possono anche causare stanchezza.
Soluzione: se dovete perdere peso, fatelo in modo salutare, eliminando il cibo spazzatura e gli alimenti eccessivamente ricchi di zuccheri, e riducendo le porzioni. Fissate come obiettivo una perdita di peso che non superi 1 chilo alla settimana.

Stare sempre chiusi in casa

Molto spesso le attività di tutti i giorni ci portano a passare troppo tempo in casa, specie se si hanno bambini piccoli da accudire, se si lavora da casa o quando le lunghe, buie e fredde giornate invernali non ci invogliano ad uscire. Ma la mancanza di luce naturale e aria fresca è una delle cause cardine di stanchezza e spossatezza.
Soluzione: uscite a fare una passeggiata, anche di soli 10 minuti, almeno una volta al giorno o quando sentite di essere stanchi. Anche se fuori è nuvoloso, sarete comunque esposti ad una luce più naturale rispetto a quella domestica e vi sentirete più attivi. Se non vi è proprio possibile uscire di casa, trascorrere alcuni minuti in una stanza illuminata esclusivamente dalla luce naturale può essere di aiuto.

Colazione troppo ricca di zuccheri

Una colazione troppo ricca di zuccheri (cereali processati, pasticcini, dolci e toast ricoperti di alimenti iper zuccherini) vi darà un’impennata di energia, poiché lo zucchero nel sangue raggiungerà il suo picco. Ma i livelli di zuccheri diminuiranno altrettanto rapidamente, ovvero due ore dopo circa. Il risultato? Vi sentirete stanchi non appena il livello di energia collasserà.
Soluzione: per una fonte di energia stabile e duratura che duri tutta la mattinata, fate una colazione a base di amidi non raffinati. Per esempio, una tazza di cereali integrali con della frutta, oppure un uovo con pane integrale. I cereali devono essere integrali e poveri di sale e zuccheri.

Preoccuparsi costantemente di un problema

Se vi logorate tutto il giorno pensando a qualcosa che vi preoccupa, il battito cardiaco e la pressione sanguigna aumentano, i vostri muscoli si irrigidiscono e questo comporterà inevitabilmente stanchezza e persino dolori fisici.
Soluzione: riservate una parte del vostro tempo per concentrarvi su ciò che vi preoccupa. Provate a pensare a soluzioni positive, quindi accantonate le preoccupazioni distogliendo il pensiero da esse. Per esempio, se dovete andare dal dentista e sapete che il pensiero vi accompagnerà per tutta la giornata, fate in modo di fissare l’appuntamento di mattina. In questo modo, vi sarete tolti il pensiero e sarete più tranquilli per il resto della giornata.

Praticare troppa attività fisica

Praticare attività fisica è salutare, ma un’attività troppo intensa ogni giorno potrebbe non essere altrettanto salutare, soprattutto per quanto riguarda il livello di energia e specie se siete dei principianti o se state tentando di ritornare in forma.
Soluzione: fissate un giorno di riposo tra le sessioni di esercizio intenso. Ma non fate passare più di due o tre giorni tra una sessione e l’altra o potreste perdere l’abitudine, mandando così in fumo i vostri sforzi.

Pigrizia

Stare seduti nella stessa posizione per lunghi periodi di tempo può rendervi fiacchi e spossati, anche se state semplicemente guardando la televisione o usando il computer. L’organismo percepisce questa inattività come uno stato di riposo paragonabile al sonno.
Soluzione: alzatevi spesso dalla scrivania, dal divano o dalla poltrona e fate movimento: semplici e veloci esercizi di stretching possono tornare molto utili. Inoltre, ricordate che fare brevi pause ma frequenti contribuisce a mantenere il corpo attivo.

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Stanchezza pomeridiana tra lavoro e palestra: come ottenere il meglio dal vostro pomeriggio

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STANCHEZZA POMERIDIANA LAVORO PALESTRA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgAvete appena pranzato, il pomeriggio è appena agli inizi, avete ancora tanto lavoro da fare ma gli occhi iniziano a diventare un po’ pesanti, il livello di energia diminuisce e la necessità di un pisolino diventa quasi impellente. Ma perché si verifica ciò? La stanchezza pomeridiana può essere causata da svariate condizioni, tra cui: un calo di zuccheri nel sangue, disidratazione, noia, un pasto eccessivo e relativa digestione, carenza di sonno. Le barrette di cioccolato e la caffeina non sono un aiuto veramente efficace: possono funzionare nell’immediato, ma dopo un breve lasso di tempo, il livello di energia tende a scemare nuovamente.

Tuttavia, esistono alcune strategie che favoriscono la ripresa e permettono di tornare al lavoro o all’attività che state svolgendo con più grinta. Consumare piccoli pasti ogni 3 o 4 ore durante il corso della giornata è un modo per prevenire questi cali di energia. Ma se questo rimedio non si adatta al vostro programma giornaliero, provate a ripristinare un adeguato livello di energia con uno dei metodi che andremo a elencare qui di seguito.

Mantenersi idratati

Mantenersi idratati è fondamentale per preservare un buon livello di energia. Quindi, prima di precipitarvi verso il distributore automatico dell’uffico alla ricerca di qualcosa che vi tiri su, provate a bere un bel bicchiere di acqua. Quando si è disidratati, ci si sente stanchi. Quindi, uno dei modi più semplici e privi di calorie per contrastare un calo di energia è bere un bicchiere di acqua. Con l’avanzare dell’età, i meccanismi che regolano il senso di sete non sono più affidabili e il loro funzionamento non è più perfetto come un tempo. Quindi, tenete sempre a portata di mano delle bottigliette di acqua (sulla scrivania o in macchina) e sorseggiatela regolarmente.

Se l’acqua non è di vostro gradimento, potete anche optare per un bicchiere di tè freddo o una tazza di tè caldo. Per esempio, il rito quotidiano del tè delle cinque, presente in molte culture, accompagnato da un piccolo spuntino aiuta a prevenire i cali di energia. Bere una tazza di tè contribuisce a preservare un adeguato livello di idratazione e l’aggiunta di un piccolo spuntino aiuta a prevenire i morsi della fame che possono favorire un’abbuffata durante la cena. Inoltre, il tè è ricco di antiossidanti e altre sostanze che promuovono un buono stato di salute. Quindi, aggiungete alla vostra dispensa o portate in ufficio diversi tipi di tè e qualche spuntino (da 100 calorie l’uno) in modo da potervi godere un piacevole e rigenerante momento di pausa.

Sonno e colazione

Anzitutto, un buon sonno notturno ristoratore è di fondamentale importanza. In caso di carenza di sonno, è difficile contrastare un calo di energia con metodi diversi dalla classica pennichella. Inoltre, per mantenere gli zuccheri nel sangue a un livello adeguato, ricordate di iniziare la giornata con unasana colazione. Molte persone saltano la colazione e questo, di solito, comporta un inevitabile calo di energia a metà mattina. Una ciotola di cereali integrali, frutta e latte parzialmente scremato è un buon modo per fare una colazione sana e veloce. Se proprio non avete tempo di sedervi a tavola, fatevi un frullato oppure optate per una banana o uno yogurt.

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Spuntino sì, ma bilanciato

Uno spuntino equilibrato potrebbe essere ciò di cui avete bisogno per recuperare l’energia persa: è il tipo di spuntino che fa la differenza. Meglio optare per carboidrati e proteine. Alcuni alimenti, come la frutta, sono carboidrati semplici che l’organismo riesce ad assorbire facilmente. Inoltre, il consumo di questo tipo di cibi comporta un rapido aumento degli zuccheri nel sangue e del livello di energia. La frutta apporta altri benefici, in quanto contiene acqua, fibre, vitamine e minerali. Se poi aggiungete anche alcune proteine magre, otterrete uno spuntino in grado di fornirvi un livello costante di energia per diverse ore.

Organizzatevi in anticipo e portate con voi uno o più dei seguenti spuntini energizzanti:

  • mele con burro di arachidi
  • hummus (o un altro tipo di condimento povero di grassi) e verdure
  • un pezzetto di formaggio magro e crackers integrali
  • confezioni da 100 calorie l’una di popcorn, crackers o biscotti semplici
  • cacao non zuccherato con una spruzzata di latte scremato
  • un uovo sodo e un bicchiere di succo di frutta
  • un bicchiere di latte scremato e crackers
  • frullato di frutta
  • barretta ai cereali o muesli poveri di zuccheri
  • ciambelline integrali e formaggio
  • mix di frutta secca

Ovviamente, gli spuntini apportano calorie. Quindi, fate in modo che le porzioni siano ridotte. Così facendo, potrete dare una sferzata di energia alla giornata senza aumentare di peso.

Mangiare prima di praticare attività fisica

Dopo una lunga giornata di lavoro o dopo una notte di riposo, è necessario un carico di energia prima di andare in palestra.

Lo spuntino migliore pre e post allenamento contiene proteine magre e carboidrati.

Le proteine aiutano l’organismo a riparare i tessuti muscolari e i carboidrati forniscono il “carburante” necessario al corpo per praticare attività fisica e ripristinare il glucosio nel sangue a sessione ultimata. Assicuratevi che gli alimenti che consumate prima di praticare esercizio fisico siano facilmente digeribili e fate in modo che lo spuntino sia di porzioni ridotte. Inoltre, non dimenticate di bere molta acqua prima, durante e dopo l’allenamento. Per mantenervi idratati e per un apporto di zuccheri necessario per preservare il livello di energia, potete anche portare con voi un piccolo contenitore di bevanda sportiva.

Ecco alcuni spuntini sani da consumare prima o dopo una sessione di allenamento:

  • yogurt magro e cereali integrali o crackers
  • un piccolo contenitore di succo di mela naturale e una manciata di frutta secca
  • banane, per un rapido apporto energetico e di potassio necessario per i muscoli
  • frutta disidratata e frutta secca
  • frullato di frutta
  • formaggio magro e un frutto
  • pane integrale tostato con burro di noci

Fare movimento

Uno dei motivi per cui al lavoro si verifica il tanto indesiderato calo di energia, può essere il fatto di essere sempre seduti alla scrivania senza muovere un muscolo, ad eccezione delle dita che, per ovvi motivi, siete costretti a utilizzare per scrivere a computer.

Quindi, alzatevi dalla seduta e muovetevi almeno per qualche minuto ogni ora.

Invece di inviare una mail al vostro collega per informarlo di una riunione importante, andate direttamente nel suo ufficio. Pianificate, se possibile, di andare a un incontro di lavoro a piedi. Se il bagno dista due piani dal vostro ufficio, raggiungetelo passando per le scale. Basta trovare un semplice motivo per muoversi ed essere più attivi. E non pensate che sia uno spreco di tempo, in quanto questo movimento extra può aiutarvi a essere più produttivi. Infine, queste mini e poco impegnative sessioni di attività fisica possono essere molto energizzanti e aiutarvi a superare un momento di stallo mentale e a pensare con più chiarezza.

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Ipertensione: cibi consigliati e da evitare per abbassare la pressione sanguigna

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ipertensione cibi consigliati da evitare Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgTutto quello che mangiamo contribuisce, nel bene e nel male alla nostra salute, non è una cosa nuova. Ippocrate di Cos lo disse già 2400 anni fa:

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo

Ci sono alcuni alimenti in particolare che possono aumentare o diminuire il rischio di ipertensione arteriosa, patologia che è a sua volta fattore di rischio per infarto del miocardio ed ictus cerebrale. Modificando alcune semplici abitudini alimentari, tra cui il conteggio delle calorie e prestando particolare attenzione alle porzioni (per favorire la perdita di peso), è possibile ridurre la pressione arteriosa, specie se si abbina una adeguata attività fisica e si evitano alcol e sigarette. Di seguito vi forniremo tutte le informazioni riguardo un corretto regime alimentare da seguire in caso di ipertensione.

Peso e pressione arteriosa sono correlati?

L’ipertensione è più comune nelle persone in sovrappeso od obese. Gli studi dimostrano che la perdita di peso comporta notevoli benefici, tra cui l’abbassamento della pressione arteriosa elevata. Perdere peso, inoltre, contribuisce a ridurre la quantità di farmaci necessaria per tenere sotto controllo l’ipertensione. Se siete in sovrappeso, rivolgetevi ad una figura professionale che possa aiutarvi ad elaborare un programma di dimagrimento salutare. Il modo migliore per perdere peso è quello di praticare più attività fisica, ovvero bruciare una quantità maggiore di calorie con l’esercizio fisico rispetto a quella assunta. Praticare attività fisica regolarmente (almeno 30 minuti quasi tutti i giorni), contribuisce anche ad abbassare la pressione sanguigna e a rafforzare il cuore. Alcune persone non sono consapevoli della quantità totale di calorie che introducono quotidianamente nell’organismo. Alcuni sottostimano la quantità e la tipologia di alimenti consumati per poi interrogarsi sul motivo per cui faticano a perdere peso. Tenere un diario alimentare è il modo migliore per sapere con certezza cosa si mangia ogni giorno. Annotare gli alimenti che vengono consumati, incluse le porzioni, contribuisce a delineare un quadro realistico delle abitudini alimentari. Questo sarà quindi il punto di partenza da cui iniziare per ridurre le calorie e le porzioni, allo scopo di perdere i chili necessari e tenere sotto controllo peso e pressione arteriosa.

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In che modo la dieta influisce sulla pressione arteriosa?

Sono molti i cibi e i fattori alimentari che influiscono sulla pressione arteriosa. Gli studi mostrano che in alcune persone una dieta ricca di sodio aumenta la pressione sanguigna. In effetti, alcuni studi dimostrano che meno sodio si mangia, maggiore è la possibilità di tenere la pressione arteriosa sotto controllo, anche nel caso in cui si stiano assumendo farmaci atti a trattare l’ipertensione. Le scoperte scientifiche dimostrano che anche il potassio, il magnesio e le fibre alimentari possono influenzare la pressione arteriosa. Frutta e verdura sono ricche di potassio, magnesio, fibre e sono povere di sodio. Inoltre, frutta secca, semi, legumi, carni magre e pollame sono buone fonti di magnesio.

La dieta DASH è efficace per contrastare l’ipertensione?

Il termine DASH (letteralmente “approcci dietetici per contrastare l’ipertensione” dall’inglese “Dietary Approaches to Stop Hypertension) fa riferimento ad uno studio condotto sui diversi modelli alimentari atti a ridurre l’ipertensione. I ricercatori hanno scoperto che i volontari che avevano seguito la dieta DASH, presentavano un significativo abbassamento della pressione arteriosa solo dopo poche settimane. Hanno inoltre scoperto che la dieta iposodica DASH (che prevede una riduzione della quantità giornaliera di sodio a 1.500 milligrammi) ha comportato notevoli ed ulteriori benefici correlati alla riduzione della pressione arteriosa. Il Department of Health and Human Services e il Department of Agriculture raccomandano agli adulti un consumo massimo di sodio pari a 2.300 milligrammi di sodio. Gli ipertesi e le persone di età pari o superiore ai 50 anni, invece, non dovrebbero consumare più di 1.500 milligrammi di sodio al giorno. La ricerca ha infine dimostrato una riduzione del rischio di malattie coronariche e ictus nelle donne che avevano seguito la dieta DASH per diversi anni.

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In cosa consiste il piano alimentare della dieta DASH?

Il piano alimentare della dieta DASH è ricco di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, pollame, frutta secca, legumi e latticini poveri di grassi. Questi alimenti sono ricchi di nutrienti chiave come potassio, magnesio, calcio, fibre e proteine. A differenza della tipica dieta di stampo occidentale, la dieta DASH prevede quantità inferiori di sodio (sale), zuccheri, dolci, bevande zuccherate, grassi e carni rosse e/o lavorate. Per iniziare la dieta DASH, è sufficiente attenersi ai gruppi di alimenti e alle porzioni indicati qui di seguito (la dieta è basata su un apporto calorico totale giornaliero pari a 2.000 calorie):

  • Cereali: 7-8 porzioni al giorno (porzioni: 1 fetta di pane, 1/2 tazza di riso/pasta cotti, 28 g di cereali secchi)
  • Verdura: 4-5 porzioni al giorno (porzioni: 1 tazza di verdure crude a foglia verde, 1/2 tazza di verdure cotte)
  • Frutta: 4-5 porzioni al giorno (porzioni: 1 frutto di media grandezza, 1/2 tazza di frutta fresca o surgelata, 1/4 di tazza di frutta secca, 177 ml di succo di frutta)
  • Latticini poveri o privi di grassi: 2-3 porzioni al giorno (porzioni: 237 ml di latte, 1 tazza di yogurt, 42 g di formaggio)
  • Carne magra, pollame e pesce: 1 o 2 porzioni al giorno (porzioni: 85 g di carne, pollame o pesce cotti)
  • Frutta secca, semi e legumi: 4-5 porzioni alla settimana (porzioni: 1/3 di tazza di frutta secca, 2 cucchiai di semi, 1/2 tazza di fagioli o piselli secchi cotti)
  • Grassi e oli: 2-3 porzioni al giorno (porzioni: 1 cucchiaio di olio vegetale o di margarina leggera, 1 cucchiaio di maionese povera di grassi)
  • Dolci: limitarne il consumo a meno di 5 porzioni alla settimana (porzioni: 1 cucchiaio di zucchero o di marmellata)

L’obiettivo è quello di ridurre il consumo giornaliero di sodio a 2.300 milligrammi (1 cucchiaino di sale da tavola). Una volta che l’organismo si sarà abituato a questa dieta iposodica, sarà possibile ridurre ulteriormente il consumo giornaliero di sale a 1.500 milligrammi (circa due terzi di cucchiaino di sale da tavola). Ovviamente, prima di iniziare la dieta DASH è bene rivolgersi al medico o ad un dietologo. Queste figure professionali possono fornire maggiori informazioni circa la scelta ottimale dei cibi e le relative porzioni. Inoltre, anche nel caso della dieta DASH le calorie ricoprono un ruolo importante se si vuole perdere peso. Il medico o il dietologo potranno spiegare in modo esaustivo come contare le calorie e quali porzioni consumare.

Quali frutti e quali verdure sono fonti naturali di potassio, magnesio e fibre?

Per aumentare l’assunzione di potassio, magnesio e fibre in modo naturale, potete scegliere tra:

  • mele
  • albicocche
  • banane
  • barbabietola
  • broccoli
  • carote
  • cavolo
  • fagiolini
  • pompelmo
  • succo di pompelmo
  • uva
  • piselli
  • mango
  • meloni
  • arance
  • pesche
  • ananas
  • patate
  • uva passa
  • spinaci
  • fragole
  • patate dolci
  • mandarini
  • pomodori
  • tonno
  • yogurt (senza grassi)

Come posso ridurre il consumo di sodio all’interno del mio regime alimentare?

  • Annotate la quantità di sodio presente negli alimenti che mangiate. Tenete un diario alimentare dove segnare cibo, porzioni e quantità di sodio.
  • Fissate come obiettivo principale un consumo di sodio giornaliero inferiore a 2.300 milligrammi (1 cucchiaino di sale circa al giorno). Chiedete al medico se è il caso di ridurre ulteriormente a 1.500 milligrammi.
  • Leggete le informazioni nutrizionali riportate sull’etichetta degli alimenti. La quantità di sodio è sempre indicata.
  • Evitate cibi in scatola, lavorati e da fast food.
  • Durante la preparazione dei pasti utilizzate condimenti privi di sale.

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I CIBI CONSIGLIATI E QUELLI DA EVITARE PER PREVENIRE LA PRESSIONE ALTA:

Tra gli alimenti più consigliati in caso di ipertensione vi è la barbabietola rossa, grazie alla sua naturale ricchezza di nitrato. Quest’ultimo viene convertito durante il processo digestivo in monossido di azoto inducendo la vasodilatazione delle arterie e una conseguente riduzione della pressione sanguigna. A supporto di questa tesi i tre nutrizionisti hanno indicato come in un recente studio, che ha visto coinvolti 68 individui adulti. Coloro che avevano ricevuto 250 ml di succo di barbabietola al giorno per quattro settimane (rispetto al gruppo di controllo, che ha consumato un placebo) avevano visto ridursi la pressione “massima” (sistolica) di 7,7 mmHg e la “minima” (diastolica) di 5,2 mmHg. Ottimo anche il supporto fornito dalla vitamina C, presente in alcuni tipi di frutta e verdura. Assumerne 500 mg al giorno per 8 settimane consentirebbe, secondo precedenti studi, la riduzione della pressione sanguigna di 3,84 mmHg (sistolica) e 1,48 mmHg (diastolica). Via libera anche per i fiocchi d’avena, che favorirebbero una riduzione della “minima” di 0,11 mmHg ogni grammo di prodotto consumato (quantitativo consigliato 30 grammi per gli uomini e 25 per le donne). Il sale è ai primi posti per quanto riguarda alimenti e condimenti da evitare secondo i nutrizionisti australiani, seppure si trovi in una posizione tutt’altro che isolata. Da valutare con molta attenzione anche il consumo di caffè, il cui contenuto di caffeina porterebbe all’aumento (con appena una tazza di caffè forte) della sistolica di 8.1 mmHg e della diastolica di 5.7 mmHg (per una durata dell’effetto fino a 3 ore dopo l’assunzione). Negative anche le ripercussioni in caso di ipertensione anche in seguito al consumo di alcol o di liquirizia.

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Differenze tra sale e sodio: sono la stessa cosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SALE E SODIO SONO LA STESSA COSA DIFFERENZE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgSale e sodio sono entrambi termini piuttosto comuni che ricorrono nella vita di tutti i giorni, specie da un punto di vista culinario. Ma sono realmente la stessa cosa oppure si differenziano l’uno dall’altro?

Scientificamente parlando, il sale è composto da sodio e cloruro di sodio. Negli alimenti, però, esistono altre forme di sodio, tra cui il bicarbonato di sodio e gli additivi alimentari, come glutammato monosodico, nitrito di sodio e benzoato di sodio. Qualsiasi sia la forma di sodio consumata, essa si aggiunge all’apporto giornaliero complessivo, ma il sale costituisce circa il 90% del sodio che consumiamo.

Perché l’organismo necessita di sodio?

Il corpo umano ha bisogno di sodio per funzionare correttamente. Il sodio contribuisce a regolare la pressione e il volume sanguigni, l’equilibrio di altri fluidi presenti nell’organismo e favorisce il corretto funzionamento di nervi e muscoli.

Tuttavia, il corpo, per funzionare propriamente, necessita di una quantità giornaliera di sodio che varia dai 180 mg ai 500 mg. Tale quantità è inferiore ad un quarto di cucchiaino di sale.

Da dove proviene la maggior parte del sodio della tipica dieta occidentale?

Solo il 6% circa dell’apporto quotidiano di sodio proviene dal sale aggiunto alle pietanze mentre si è a tavola. Un altro 5% proviene dal sale aggiunto agli alimenti durante la cottura. Il rimanente 77% circa deriva dai cibi lavorati. Il modo più semplice per ridurre l’assunzione di sodio è quello di consumare una maggiore quantità di alimenti cucinati in casa utilizzando ingredienti freschi.

Quali problemi di salute può provocare una dieta ricca di sale?

Il problema più grande che può provocare una dieta ricca di sodio è l’ipertensione, più comunemente conosciuta come “pressione alta”. Più l’apporto di sale è elevato, maggiore sarà la pressione sanguigna. L’ipertensione, inoltre, aumenta il rischio di ictus, problemi renali, insufficienza cardiaca, cecità e attacchi di cuore.

In che modo è possibile contrastare gli effetti negativi di una dieta ricca di sale?

E’ possibile contrastare gli effetti di una dieta ricca di sale praticando attività fisica. Gli studi dimostrano che più si è attivi fisicamente, minore sarà l’aumento della pressione sanguigna in risposta ad una dieta ricca di sale. Di conseguenza, affermano i ricercatori, se il vostro stile di vita è sedentario, è necessario che prestiate particolare attenzione a ridurre il consumo di sale.

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Qual’è la quantità giornaliera di sodio raccomandata?

La National Academy of Science’s Institute of Medicine raccomanda agli adulti sani di limitare il consumo di sodio a meno di 2.300 mg al giorno, ovvero 1 cucchiaino di sale da tavola (che è circa il 40% di sodio). In media, gli occidentali consumano invece più di 3.400 mg di sodio al giorno, che corrisponde a 1 cucchiaino e mezzo di sale.

Quando è necessario limitare il consumo di sodio a 1.500 mg al giorno?

Alcuni gruppi di persone sono più soggetti all’ipertensione e ai suoi effetti rispetto ad altri. Per queste persone, tra cui i soggetti di età superiore ai 51 anni o gli individui che soffrono di pressione alta, diabete o malattia renale cronica, la quantità giornaliera di sodio raccomandata è di 1.500 mg. Altre persone potrebbero necessitare di limitare ulteriormente tale quantità.

Le donne consumano una quantità maggiore di sodio rispetto agli uomini

Falso – Gli uomini consumano una quantità maggiore di sodio semplicemente perché mangiano di più. In media, l’uomo occidentale consuma dai 3.100 mg ai 4.700 mg di sodio al giorno, mentre la donna ne consuma dai 2.300 ai 3.100 mg.

Perché il sodio viene usato negli alimenti?

Il sodio si trova allo stato naturale nella maggior parte dei cibi e può svolgere diverse ed importanti funzioni all’interno della catena alimentare. Il sale e le altre forme di sodio vengono utilizzati per legare e stabilizzare gli ingredienti oppure come conservanti, esaltatori di sapidità o esaltatori di colore.

Qual’è uno degli alimenti utilizzato frequentemente in cucina che contiene una quantità elevata di sodio?

La farina di norma può non contenere sodio, ma la farina autolievitante contiene un’elevata quantità di sodio sotto forma di bicarbonato di sodio e sale. Ecco perché molti prodotti da forno sono sorprendentemente ricchi di sodio.

Secondo gli esperti, questa tipologia di prodotti apporta 354 mg di sodio al giorno. Altre fonti di sale includono i prodotti lattiero-caseari, le zuppe in scatola, le salse e le verdure in scatola (una tazza di salsa di pomodoro in scatola può contenere fino a 1.284 mg) e i salumi (due fette di salame contengono 822 mg).

Quanto tempo è necessario per adattarsi ad una dieta iposodica?

E’ necessario un po’ di tempo per adattarsi ad una dieta povera di sale. Il sale è un gusto acquisito e la maggior parte di noi lo acquisisce durante l’infanzia. Una volta adulti, essendo abituati da parecchi anni a consumare cibi ricchi di sale, è necessario uno sforzo non indifferente per abituare il palato a diverse abitudini. Gli esperti affermano che in media servono dalle 8 alle 12 settimane.

Il sale marino è una buona alternativa povera di sodio al sale da tavola

Falso – Il sale da cucina, il sale marino e il sale kosher sono tutti la stessa cosa, ovvero cloruro di sodio, e tutti hanno il medesimo contenuto di sodio (40%). Essi differiscono principalmente nella consistenza e nel gusto.

Il sale da tavola è a base di salgemma proveniente da depositi interni (con l’aggiunta a volte di iodio come nutriente extra). La provenienza del sale kosher è simile, ma di solito non vengono aggiunti additivi e la sua consistenza è più grezza (grani grossi). Il sale marino, lo dice il nome stesso, viene ricavato dall’acqua di mare vaporizzata. Di conseguenza, il suo sapore è leggermente diverso. In ogni caso, tutti questi tipi di sale contribuiscono allo stesso modo al consumo complessivo di sodio.

La maggior parte delle bevande sportive contiene sodio

Vero – La maggior parte delle bevande sportive contiene elettroliti, ovvero minerali che si trovano nel sangue, tra cui sodio, potassio e calcio. Gli elettroliti presenti nelle bevande sportive hanno lo scopo di reintegrare le sostanze perse mediante sudorazione, che avviene mentre si pratica attività fisica. Ma se queste bevande vengono consumate in assenza di sudorazione, si corre il rischio di aumentare l’apporto di sodio.

Se l’etichetta di un prodotto alimentare riporta la dicitura “privo di sodio” significa che non contiene sodio

Falso – Le normative inerenti l’etichettatura dei prodotti alimentari consentono fino a 5 mg per porzione in un prodotto etichettato come “privo di sodio”. I prodotti con dicitura “a bassissimo contenuto di sodio” sono autorizzati a contenere fino a 35 mg per porzione; quelli etichettati con la scritta “povero di sodio” ne possono contenere fino a 140 mg; la dicitura “a ridotto contenuto di sodio” significa che il contenuto abituale di sodio del prodotto in questione è stato ridotto di almeno il 25%. Infine, in presenza di diciture come “senza sale” e “senza sale aggiunto” significa che il prodotto non contiene sale aggiunto oltre alla quantità presente nell’alimento allo stato naturale.

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Debolezza al braccio: cause gravi, complicanze e quando chiamare il medico

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DEBOLEZZA AL BRACCIO O ALLE BRACCIA QUALI CAUSE SINTOMI ASSOCIATI BICIPITE TRICIPITE ATROFIA MUSCOLO FRATTURA LEGAMENTO TENDINE OSSA COSA FARE ICTUS INFARTO DOLORECon “debolezza ad un braccio” o “debolezza alle braccia” ci si riferisce alla astenia (cioè alla perdita di forza muscolare) che può interessare uno o ambedue gli arti superiori (le braccia). La mancanza di forza può verificarsi da sola o può accompagnare una debolezza che interessa altre parti del corpo e può insorgere in concomitanza con altri sintomi e segni (dolore al braccio incluso). In presenza di debolezza al braccio, il soggetto può avere difficoltà a muovere il braccio interessato o a svolgere le attività quotidiane. In alcuni casi, la terapia fisica può contribuire a migliorare la forza del braccio. Nel caso la debolezza sia accompagnata da dolore, gli antidolorifici possono essere di aiuto nella risoluzione di ambedue i sintomi. Il trattamento comunque dipende dalla causa sottostante della debolezza e non esiste una unica terapia che risolva tutti i casi.
Le cause che a monte possono determinare debolezza al braccio, sono molte e di varia natura: ortopediche, neurologiche, endocrinologiche. La possibile eziologia include lesioni o infezioni a carico del braccio, atrofia muscolare (conseguente per esempio ad alcuni disturbi muscolari o alla mancanza d’uso dell’arto, ad esempio qualora fosse stato ingessato), malattie neurodegenerative, anemie, microfratture, danni a carico dei nervi e/o dei muscoli o compressione della colonna vertebrale oppure alcune condizioni ereditarie e malattie immunitarie o immunologicheo perfino alcune patologie di interesse psichiatrico. L’ictus cerebrale è una causa grave e potenzialmente fatale di una improvvisa debolezza al braccio che interessa un solo lato del corpo. Altra causa grave di debolezza è l’infarto del miocardio, in cui la debolezza al braccio sinistro si associa ad un forte dolore. Una debolezza temporanea alle braccia può essere causata anche da semplici raffreddori o influenze. La malnutrizione per difetto, ad esempio una dieta povera di vitamine, sali minerali e proteine ad alto valore biologico, può favorire l’astenia alle braccia.

Sebbene la debolezza al braccio non sia in genere grave, se compare improvvisamente e si associa a debolezza ad un solo lato del corpo e mal di testa, essa può essere un segno di ictus cerebrale: in questo caso si consiglia di non andare oltre nella lettura di questo articolo e contattare immediatamente il Numero Unico per le Emergenze 112. Si consiglia di chiamare i soccorsi anche qualora la mancanza di forza si associa a perdita di coscienza, confusione, vertigini, improvviso intorpidimento, perdita di sensibilità della zona, amnesia, paralisi, alterazioni della vista o difficoltà a parlare. Anche in assenza di tali sintomi, nel caso la debolezza al braccio sia persistente o rappresenti motivo di preoccupazione o di impediamento sul lavoro, vi consiglio comunque di parlarne col vostro medico di Medicina Generale (il medico “di famiglia”) evitando di sottovalutere il problema.

Leggi anche: Pubalgia del podista: cause, diagnosi e rimedi

Sintomi e segni

La debolezza al braccio o alle braccia è di per sé un sintomo. Ad essa possono sovrapporsi altri sintomi e/o segni, che variano a seconda della condizione, della patologia o del disturbo sottostanti. Altri eventuali sintomi e segni sono molto importanti per il medico, perché – poiché le possibili cause di debolezza sono molto varie – permettono al medico di restringere il campo delle ipotesi diagnostiche ed inviare il paziente al giusto professionista (ad esempio un ortopedico, un neurologo o un fisiatra, oppure ad un fisioterapista). Dividiamo ora i possibili sintomi e segni associati alla debolezza al braccio, in base a tipo e “settore” medico.

Sintomi e segni generali

Sintomi e segni generali potenzialmente associati all’astenia al braccio, sono:

  • malessere generale;
  • stanchezza;
  • febbre;
  • prurito;
  • difficoltà respiratoria;
  • letargia.

Leggi anche: Prurito alla pelle: cos’è e come fare per alleviarlo?

Sintomi e segni infiammatori

Sintomi e segni che suggeriscono una causa infiammatoria dell’astenia al braccio, sono:

  • arrossamento del braccio;
  • calore avvertito al braccio;
  • dolore al braccio;
  • gonfiore del braccio.

Per approfondire: I cinque segni cardinali dell’infiammazione

Sintomi e segni ortopedici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa ortopedica dell’astenia al braccio, sono:

  • gonfiore al braccio;
  • dolore muscolare;
  • mobilità ridotta (range di movimento delle articolazioni del braccio ridotto);
  • impossibilità ad eseguire un dato movimento;
  • crampi al braccio e/o ad altre parti del corpo;
  • dolore alla spalla, al braccio, all’avambraccio, alla mano o alle dita della mano;
  • gonfiore a carico delle articolazioni.

Leggi anche: Perché vengono i crampi? Cosa sono, come prevenirli e come farli passare?

Sintomi e segni neurologici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa neurologica dell’astenia al braccio, sono:

  • paralisi del braccio e/o di altra parte del corpo (gamba, volto…);
  • perdita della sensibilità del braccio e/o di altra parte del corpo;
  • confusione mentale;
  • amnesia;
  • svenimento;
  • difficoltà a masticare o deglutire;
  • difficoltà a parlare o a capire quello che gli altri dicono;
  • improvvisa cecità e/o sordità;
  • spasmi muscolari;
  • formicolio;
  • coma.

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Sintomi e segni endocrinologici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa endocrinologica dell’astenia al braccio (con probabile interessamento della tiroide, che potrebbe essere ipofunzionante, come avviene nel paziente ipotiroideo):

  • debolezza generale del corpo;
  • facile affaticabilità;
  • aumento di peso;
  • sonno eccessivo;
  • eccessiva sensibilità al freddo;
  • costipazione;
  • secchezza e pallore della pelle;
  • gonfiore al volto e alle palpebre;
  • voce rauca;
  • depressione;
  • dificoltà nella memoria;
  • problemi di memoria;
  • eloquio lento;
  • mixedema (accumulo di liquidi sottocutaneo);
  • frequenti e crampi muscolari;
  • mestruazioni irregolari o abbondanti;
  • capelli sottili e fragili.

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Sintomi e segni psichiatrici

Sintomi e segni che suggeriscono una causa psichiatrica dell’astenia al braccio, sono:

  • anoressia (perdita dell’appetito);
  • perdita di peso;
  • sintomi depressivi;
  • ideazioni suicidarie;
  • allucinazioni uditive o visive.

Sintomi e segni che potrebbero indicare la presenza di una condizione grave o fatale

In alcuni casi, la debolezza al braccio può essere un sintomo di una condizione grave (come un ictus cerebrale o una grave infezione) che necessita di una valutazione medica immediata. Si consiglia di chiamare il 112 in presenza di uno qualsiasi dei seguenti sintomi, soprattutto se più di uno sono presenti contemporaneamente:

  • alterazione del livello di coscienza;
  • parlare in modo confuso, sbagliando le parole o dicendo frasi senza senso;
  • non capire quello che gli altri dicono;
  • febbre alta;
  • paralisi di una o più parti del corpo (gamba, viso…);
  • paralisi di un solo lato del corpo;
  • formicolio a carico di un solo lato del corpo;
  • alterazioni o perdita della vista e/o dell’udito;
  • perdita della sensibilità;
  • gravi vertigini;
  • forte mal di testa;
  • dolore intenso alla testa (come un “colpo di pugnale”).

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Cause e fattori di rischio

La debolezza al braccio può insorgere a seguito di una serie di eventi o disturbi che colpiscono muscoli, ossa, articolazioni, sistema nervoso o metabolismo. Può essere accompagnata da una debolezza più generalizzata, come in caso di alcuni disturbi ereditari, oppure essere conseguente ad una lesione specifica a carico del braccio.

Cause muscolo-scheletriche

Possibili cause muscolo-scheletriche della debolezza al braccio, sono:

  • lesione al braccio;
  • cisti (sacca benigna contenente liquido, aria o altri materiali);
  • frattura ossea;
  • infezione dei tessuti molli del braccio;
  • distrofia muscolare;
  • sarcopenia;
  • miopatie;
  • tendinite (infiammazione di un tendine);
  • lesione del legamento di una articolazione;
  • postura sbagliata;
  • atrofia del muscolo a causa del mancato uso (ad esempio se il braccio è stato a lungo ingessato, è normale sentirlo debole quando il gesso viene tolto).

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Cause neurologiche

Possibili cause neurologiche della debolezza al braccio, sono:

  • ictus cerebrale ischemio od emorragico;
  • tia (attacco ischemico transitorio);
  • sclerosi multipla;
  • sclerosi laterale amiotrofica (SLA);
  • atrofia muscolare progressiva;
  • sindrome del tunnel carpale;
  • paralisi cerebrale;
  • nervo reciso (ad esempio a causa di un trauma);
  • miastenia gravis;
  • intrappolamento o compressione di un nervo, come per esempio del nervo ulnare;
  • patologie del cervelletto;
  • radicolopatia (compressione di un nervo nella colonna vertebrale).

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Cause endocrinologiche

Possibili cause muscolo-scheletriche della debolezza al braccio, sono:

  • patologie tiroidee (ad esempio ipotiroidismo).

Per approfondire: Ipotiroidismo: sintomi, diagnosi, cura farmacologica e consigli dietetici

Cause psichiatriche

Possibili cause psichiatriche della debolezza al braccio, sono:

  • depressione;
  • anoressia nervosa;
  • sindrome di Münchhausen.

Per approfondire:

Cause reumatologiche

Possibili cause reumatologiche della debolezza al braccio, sono:

  • artrite;
  • artrosi;
  • artrite reumatoide;
  • osteoporosi;
  • lupus eritematoso sistemico.

Per approfondire:

Altre possibili cause

Altre possibili cause della debolezza al braccio, sono:

  • malnutrizione per difetto;
  • anemia;
  • squilibrio elettrolitico;
  • presenza di parassiti (ad esempio una tenia);
  • fibromialgia (condizione cronica che causa dolore, rigidità e dolorabilità);
  • avvelenamento da metalli pesanti (come l’avvelenamento da piombo);
  • ingestione di sostanze tossiche (come piante, funghi o sostanze velenose).

Per approfondire:

Cause gravi o fatali

Cause gravi o potenzialmente fatali o che comunque sono in grado di determinare o favorire dei danni permanenti ed invalidanti, che richiedono una immediata valutazione medica, possono essere:

  • attacco ischemico transitorio (TIA);
  • ictus cerebrale emorragico od ischemico;
  • infarto del miocardio;
  • tumore cerebrale;
  • infezione grave e sistemica, accompagnata da febbre alta.

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Potenziali complicanze

La debolezza al braccio in sé di solito non è una condizione grave. Una lieve debolezza può essere temporanea e risolversi spontaneamente. Tuttavia, poiché può essere causata da patologie gravi, un mancato trattamento in alcuni casi potrebbe comportare l’insorgere di gravi complicazioni e danni permanenti, tra cui:

  • paralisi di una o più parti del corpo;
  • incapacità permanente di parlare e/o comprendere un dialogo;
  • perdita permanente della coordinazione muscolare;
  • perdita permanente della sensibilità di una o più parti del corpo;
  • diffusione metastatica di un eventuale tumore maligno cerebrale;
  • sepsi (diffusione sistemica dell’infezione).

Diagnosi

In caso di astenia al braccio, per diagnosticare il problema che ha determinato il sintomo, il medico si può servire di vari strumenti. Per prima cosa l’anamnesi, in cui il paziente descrive i suoi sintomi, eventuali altre patologie, il tipo di lavoro che svolge ed altre informazioni utili. Il medico può fare delle domande come ad esempio se la debolezza è comparsa all’improvviso o gradatamente oppure se è insorta in seguito ad uno specifico evento o se il paziente si alimenta in modo corretto. Successivamente è necessario un esame obiettivo, in cui il medico andrà a ricercare sul corpo del paziente eventuali segni, come gonfiore, arrossamenti e perdita della sensibilità. A questo punto il medico, avendo teoricamente già sospettato il tipo di causa, indirizzerà il paziente ad alcuni specifici esami di laboratorio e/o di diagnostica per immagini e/o specialistici. Ad esempio il paziente potrebbe essere sottoposto ad esame del sangue oppure a radiografie, ecografie articolari, TC del cranio, risonanza magnetica, elettrocardiogramma, ecocolordoppler cardiaco, spirometria, elettroencefalogramma o elettromiografia.

Terapia

Come abbiamo visto in questo articolo, sono davvero moltissime le cause di una debolezza ad uno o entrambe le braccia: proprio per questo motivo non esiste una unica terapia che risolva il problema in tutti i casi. Il trattamento specifico dipende dalla causa a monte che ha determinato l’astenia e può includere un variegato gruppo di trattamenti farmacologici, chirurgici, fisioterapici e/o psicoterapici. Parlando in modo generale, alcuni consigli per ridurre la debolezza al braccio “idiopatica” (cioè di cui non si conosce la causa), possono essere:

  • alimentarsi in modo corretto;
  • assumere ogni giorno un integratore multivitaminico multiminerale completo, come questo: https://amzn.to/3IlmND4
  • smettere di fumare;
  • non assumere alcolici;
  • perdere peso se obesi o in sovrappeso;
  • aumentare di peso se sottopeso;
  • evitare la vita sedentaria;
  • irrobustire il muscolo bicipite ed il tricipite con un semplice manubrio dal peso adeguato al proprio stato di forma, come questo: https://amzn.to/3Cb2ggK

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Sempre stanco e senza energia al lavoro? Ecco i rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SEMPR STANCO SENZA ENERGIA LAVORO RIMEDI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgVarie ricerche confermano che l’orario in cui di solito i lavoratori con orari di ufficio si sentono più stanchi e senza energia è circa alle 14, ovvero nel primo pomeriggio, dopo la pausa pranzo. Prima di rimediare a questo problema ricorrendo a una barretta di cioccolato o a un pacchetto di patatine, provate i rimedi che andremo a suggerirvi qui di seguito.

Spuntino pomeridiano
La carica di energia che di solito dà uno spuntino composto prevalentemente da zuccheri, è temporanea e di breve durata. Provate invece a spezzare la fame con frutta fresca, frutta disidratata o frutta secca. Questi alimenti, oltre a rappresentare una scelta alimentare salutare, sono una fonte di energia di lunga durata. Se non riuscite a fare a meno di qualcosa di dolce, preferite qualche cubetto di cioccolata fondente di buona qualità. Contiene meno zuccheri.

Un po’ di movimento
Stare seduti ricurvi tutto il giorno davanti al pc rende stanchi e doloranti. Anzitutto, assicuratevi di sedervi alla scrivania in modo corretto. Concedetevi delle pause, almeno una ogni ora: alzatevi, muovetevi all’interno del vostro spazio lavorativo e muovete le gambe. Alcuni respiri profondi e un po’ di stretching aiuteranno la circolazione e il vostro livello di energia.

Provate questi mini-esercizi:

  • incrociate le mani, stendete le braccia in avanti per poi portarle sopra la vostra testa.
  • alzate le spalle fino a toccare i lobi delle orecchie e fatele ruotare delicatemente all’indietro.
  • stendete le gambe in avanti. Puntate e flettete i talloni.
  • abbracciate le ginocchia, una per volta, piegandovi verso di esse col busto.

Bevete acqua
Se non bevete una quantità sufficiente di acqua, vi sentirete assonnati, la vostra capacità di concentrazione sarà minore e potrebbe anche insorgere un fastidioso mal di testa. Molto spesso la sensazione di fame corrisponde in realtà al bisogno di bere. Non aspettate di essere assetati per bere. Tenete sulla scrivania una bottiglia di acqua, così facendo sarete più portati a bere regolarmente e avrete modo di appurare se state bevendo a sufficienza o meno.

Modificate il vostro modo di focalizzare gli obiettivi lavorativi

Se la mole di lavoro che dovete affrontare sembra infinita, è facile perdere entusiasmo e sperimentare un calo di energia. Organizzate e suddividete la lista delle “cose da fare” in piccoli e gestibili obiettivi e concedetevi una pausa ogni volta che avrete portato a termine un compito. Questo vi aiuterà a rimanere concentrati. Occupatevi dei compiti meno pesanti nel primo pomeriggio, così non sarà necessario un livello di concentrazione elevato.

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