In Asia ogni anno vengono uccisi e mangiati oltre 30 milioni di cani. Sono i dati citati nel documentario Eating Happiness presentato lo scorso anno agli Oscar e confermati dall’associazione Human Society. Il documentario aveva un obbiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che stava accadendo in paesi come Cina, Vietnam, Thailandia o le due Coree. Ora per la Corea del Sud il messaggio sembra essere passato. Almeno in parte: il sindaco di Seongnam, città che ospita il grande mercato di Moran, il quale da solo commercia un terzo dei cani in tutto il Paese grazie a 22 rivenditori, ha annunciato lo stop alle macellazioni.
Cani scelti dai clienti e macellati sul posto
In Sud Corea ogni anno vengono consumati, stimano le associazioni ambientaliste, 2 milioni di cani. Le modalità con cui vengono allevati, custoditi e ammassati in gabbie e poi uccisi sono brutali e “inumane” tuonano da anni i membri della “Korea animals” in difesa degli amici a quattro zampe. Nella città di Moran i cani vengono scelti direttamente dai consumatori che li osservano mentre sono in gabbia: se lo desiderano, i clienti possono chiedere che vengano uccisi e macellati sul posto. Una pratica che va avanti da decenni e che, nonostante leggi del 1991, non trova fine.
Solo a Moran, mercato dove dal 1960 si vende di tutto, dagli animali vivi o morti all’antiquariato, ogni anno vengono commerciati 80mila cani. “Vogliamo fermare questo commercio – ha detto il sindaco Kang Won-gu-e questo potrebbe essere l’inizio di un lungo cammino per risolvere il problema . Speriamo di sradicare l’immagine negativa di questo mercato”. E’ una missione, tanto che il sindaco cita il Mahatma Gandhi: “La grandezza di una nazione può essere giudicata dal modo in cui vengono trattati i suoi animali”.
Le cose stanno cambiando
Questa pratica però in Corea del Sud sta lentamente cambiando. Complice la globalizzazione e l’occidentalizzazione, anche attraverso internet, le nuove generazioni vivono i cani come animali da compagnia e non più come cibo. Una visione, tra l’altro, che si discosta profondamente da quella dei “nemici” della Corea del Nord: Kim Jong-Un avrebbe infatti più volte incitato i suoi cittadini a mangiare carne di cane. Le fonti sulle parole del leader di Pyongyang sono sempre difficili da verificare, ma più media (anche della Corea del Sud) riportano l’appello di Kim a “mangiare i cani e ucciderli a bastonate per ottenere una carne più buona. Sono ricchi di vitamine”. Mentre dalla Corea del Nord, i primi di dicembre, agenzie vicine al regime riportavano la notizia dell’incremento di cibi a base di cane “anche da esportare all’estero”.
Il nuovo accordo fra i rivenditori del mercato di Moran e il governo cittadino di Seongnam potrebbe rappresentare però ora un nuovo punto di svolta, almeno in Sud Corea, per questa terribile pratica. Nei prossimi giorni tutte le strutture di macellazione e le gabbie saranno rimosse e il Comune si impegna a sostenere finanziariamente i negozi che vorranno ristrutturare o cambiare i loro esercizi di vendita.
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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