Differenza tra poliuria e polidipsia

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Ecografie DermatologiaSmettere fumare Obesità Bere Acqua fa DimagrireCon “poliuria” (in inglese “polyuria”) si intende in campo medico una escrezione di urina di almeno 2,5 litri in 24 ore, che può essere determinata da varie cause, tra cui ipofunzione dell’ipofisi posteriore o dell’ipotalamo nei pazienti affetti da diabete insipido, alterato riassorbimento tubulare nei pazienti con da diabete mellito, nefropatie e farmaci diuretici. La cura della polidipsia deve essere impostata in base alla causa specifica che l’ha determinata. Per approfondire: Poliuria: sintomi, notturna, diabete, nervosa, stress, malattie associate

Con “polidipsia” (in inglese “polydipsia”) si intende uno stato di sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi. Spesso il desiderio di bene rimane alterato anche dopo aver ingerito enormi volumi di acqua. E’ causata da molte condizioni e patologie, come ad esempio il diabete, e può determinare iponatriemia (diminuita concentrazione di sodio nel sangue) e la su citata poliuria. Per approfondire: Polidipsia e sete intensa: cause, psicogena, diabete, primaria

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Differenza tra poliuria e pollachiuria

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Poliuria

Con “poliuria” (in inglese “polyuria”) si intende in campo medico una escrezione di urina di almeno 2,5 litri in 24 ore, che può essere determinata da varie cause, tra cui le più comuni sono:

  • ipofunzione dell’ipofisi posteriore o dell’ipotalamo nei pazienti affetti da diabete insipido;
  • alterato riassorbimento tubulare nei pazienti con da diabete mellito,
  • nefropatie;
  • farmaci diuretici.

La cura della polidipsia deve essere impostata in base alla causa specifica che l’ha determinata.

Pollachiuria

Con “pollachiuria” (pronuncia con l’accento sulla U, in inglese “pollakiuria“) si intende l’emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina, causato comunemente da:

  • patologie della vescica;
  • infezioni dell’uretra, specie nelle donne;
  • gravidanza (a causa del feto che preme sulla vescica);
  • forti stress emotivi (paura, felicità);
  • obesità elevata;
  • accumulo di feci nel retto;
  • infezioni della prostata;
  • iperplasia prostatica benigna (che causa aumento del volume della prostata che a sua volta determina stenosi dell’uretra).

Spesso la pollachiuria si accompagna ad un bisogno talmente impellente d’urinare, tale che l’urina fuoriesce involontariamente se i malati non possono soddisfare immediatamente il loro bisogno (falsa incontinenza); spesso coesistono dolori vescicali o contrazioni dolorose, dovute allo sforzo che i pazienti fanno per tentar di svuotare un contenuto vescicale ridotto a poche gocce o addirittura nullo. Si ha pollachiuria notturna (detta “nicturia“) nei dispeptici (nelle prime ore della notte) e nei prostatici (verso le 1-2 del mattino).

Due segni diversi

Poliuria e pollachiuria sono quindi molto diverse tra loro: mentre nella poliuria si ha una emissione giornaliera di grande quantità di urina in un numero di emissioni generalmente normale, invece nella pollachiuria si emette una emissione giornaliera di quantità normale di urina, ma emessa un numero elevato di volte (con ogni volta una emissione esigua di urina).

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MKULTRA: il progetto della CIA sul controllo della mente

MEDICINA ONLINE MKULTRA PROGETTO CIA CONTROLLO MENTE LAVAGGIO CERVELLO STORIA.jpgIl progetto MKULTRA (conosciuto anche come MK-ULTRA) si riferisce ad una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone (cosiddetto controllo mentale).

Il progetto non è mai stato reso ufficialmente pubblico dalla CIA, ma vi sono varie testimonianze dirette che riferiscono di esperimenti condotti da personale dell’intelligence. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, sieri della verità, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche e sessuali su cavie umane.

Si suppone che uno degli scopi del progetto fosse quello di modificare il livello di percezione della realtà di alcune persone, costringendole a compiere atti senza rendersene conto; una delle ipotesi vuole che la CIA fosse interessata alla possibilità di creare degli assassini (Hashascin) inconsapevoli.

Nel 1977, grazie alla legge sulla libertà di informazione, furono derubricati alcuni documenti che testimoniavano la partecipazione diretta della CIA al programma MKULTRA.

Il progetto fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica per la prima volta dal Congresso degli Stati Uniti e da una commissione chiamata Rockfeller Commission. Tale commissione pubblicò un documento che recitava:

«Il direttore della CIA ha rivelato che oltre 30 tra università e altre istituzioni sono coinvolte in un programma intensivo di test che prevede l’uso di droghe su cittadini non consenzienti appartenenti a tutti i livelli sociali, alti e bassi, nativi americani e stranieri. Molti di questi test prevedono la somministrazione di LSD. Almeno una morte, quella del Dr. Olson, è attribuibile a queste attività».

Le origini

Il progetto Mk-Ultra fu ordinato dal direttore della CIA Allen Dulles il 13 aprile 1953, al fine di contrastare gli studi russi, cinesi e coreani sul cosiddetto controllo mentale (mind control), ovvero sul controllo della psiche delle persone. Questa tecnica poteva portare numerosi vantaggi per gli USA, come ad esempio la creazione di assassini inconsapevoli o il controllo di leader stranieri scomodi (come ad esempio Fidel Castro).

Nel 1964 il progetto fu rinominato MKSEARCH in quanto si stava specializzando nella creazione del cosiddetto siero della verità, sostanza che sarebbe poi stata usata per interrogare esponenti del KGB durante la guerra fredda. Dato che quasi tutti i documenti riguardanti l’MK-ULTRA sono stati distrutti dall’allora direttore della CIA Richard Helms, è praticamente impossibile poter ricostruire tutte le attività svolte nell’ambito di questo progetto.

Gli esperimenti

Gli esperimenti sugli esseri umani erano spesso praticati all’insaputa dei soggetti scelti ed avevano lo scopo di sviluppare tecniche da utilizzare durante gli interrogatori e le torture operate dall’esercito o dai servizi segreti, e possibilmente farmaci, indebolendo l’individuo e forzando confessioni attraverso il controllo mentale. Tali esperimenti prevedevano l’uso di ipnosi, onde sonore (come il sottoprogetto 54) ed elettromagnetiche (come il sottoprogetto 119), sieri della verità, messaggi subliminali, sostanze psicotrope (soprattutto LSD) e numerosi altri metodi per manipolare gli stati mentali delle persone scelte e alterare le funzioni cerebrali, comprese pratiche di deprivazione sensoriale, isolamento, elettroshock, lobotomia, abusi verbali e sessuali, così come varie forme di torture.

La stessa agenzia ha successivamente riconosciuto che quei test avevano una debole base scientifica e che gli agenti posti all’esecuzione e controllo degli esperimenti non erano ricercatori qualificati.

Le vittime erano dipendenti della CIA, personale militare, agenti governativi, prostitute, pazienti con disturbi mentali e gente comune; il tutto con lo scopo di verificare che tipo di reazione avessero queste persone sotto l’influsso di droghe e altre sostanze.

Il Dottor Sidney Gottlieb, l’ideatore di tutti gli esperimenti, era solito anche torturare le vittime aggiungendo alla normale dose di droga anche rumori molesti o costringendoli ad ascoltare frasi offensive a ciclo continuo.

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Triatec (ramipril): posologia, effetti collaterali [FOGLIETTO ILLUSTRATIVO]

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene H Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 CURA FARMACI ANTICOLESTEROLOTRIATEC è un farmaco che contiene il principio attivo ramipril che appartiene al gruppo di farmaci chiamati ACE inibitori (Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina).

TRIATEC agisce:

  • Diminuendo la produzione, da parte del corpo, di sostanze che possono causare un aumento della pressione sanguigna
  • Rilassando e allargando i suoi vasi sanguigni
  • Facilitando il suo cuore nel pompare il sangue in circolo nel corpo.

Triatec è disponibile in questi dosaggi:

  • TRIATEC 1,25 mg compresse
  • TRIATEC 2,5 mg compresse
  • TRIATEC 5 mg compresse
  • TRIATEC 10 mg compresse

TRIATEC può essere usato:

  • Per trattare la pressione alta del sangue (ipertensione)
  • Per ridurre il rischio di un attacco cardiaco o di un ictus
  • Per ridurre il rischio o ritardare il peggioramento di problemi renali (in presenza o meno di diabete)
  • Per trattare il suo cuore quando non riesce a pompare un sufficiente volume di sangue nel resto del corpo (insufficienza cardiaca)
  • Come trattamento dopo un attacco cardiaco (infarto del miocardio) se associato ad insufficienza cardiaca.

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Controindicazioni, non assuma Triatec:

  • Se è allergico (ipersensibile) al ramipril, ad altri medicinali ACE inibitori o uno qualsiasi degli altri eccipienti di TRIATEC elencati al paragrafo 6. Segni di una reazione allergica possono essere eruzioni cutanee, difficoltà ad inghiottire o a respirare, gonfiore alle labbra, alla faccia, alla gola o alla lingua
  • Se ha avuto una reazione allergica grave chiamata “angioedema”. I segni includono prurito, eruzione cutanea (orticaria), macchie rosse sulle mani, sui piedi e in gola, gonfiore della gola e della lingua, gonfiore attorno agli occhi e delle labbra, difficoltà nel respirare e ad inghiottire
  • Se è in dialisi o sta facendo qualche altro tipo di filtrazione del sangue. A seconda del macchinario che viene utilizzato, TRIATEC può non essere adatto per lei
  • Se ha problemi renali dovuti a insufficiente apporto di sangue al rene (stenosi dell’arteria renale).
  • Durante gli ultimi 6 mesi di gravidanza
  • Se la pressione sanguigna è eccessivamente bassa o instabile. Il medico dovrà fare questa valutazione
  • Se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren.

Controlli con il medico prima di prendere TRIATEC:

  • Se ha problemi di cuore, fegato o reni
  • Se ha perso molti sali o fluidi corporei (a causa di uno stato di malessere quale vomito, diarrea, sudorazione eccessiva, o in seguito ad una dieta povera di sale, o per l’assunzione di diuretici per un lungo periodo di tempo o avendo subito una dialisi)
  • Se sta per sottoporsi ad un trattamento per ridurre l’allergia alle punture delle api o delle vespe (desensibilizzazione)
  • Se sta per subire un’anestesia. Questa può essere somministrata per un intervento chirurgico o un intervento ai denti. Potrebbe essere necessario interrompere il trattamento con TRIATEC il giorno prima; chieda consiglio al medico
  • Se ha un elevato quantitativo di potassio nel sangue (evidenziato da un esame del sangue)
  • Sta prendendo medicinali o si trova in condizioni tali che i livelli di sodio nel sangue possono diminuire. Il medico può prescriverle esami del sangue a intervalli regolari, in particolare per controllare i livelli di sodio nel sangue, soprattutto se lei è anziano
  • Se ha una patologia del collagene vascolare come sclerodermia o lupus eritematoso sistemico.
  • Deve informare il medico se pensa di essere incinta.
  • TRIATEC non è raccomandato nei primi 3 mesi di gravidanza e può causare gravi danni al bambino dopo 3 mesi di gravidanza (vedere paragrafo sotto “Gravidanza e allattamento”)
  • Se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue: – un “antagonista del recettore dell’angiotensina II” (AIIRA) (anche noti come sartani – per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete – aliskiren”

Bambini
L’uso di TRIATEC non è raccomandato in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di età perché la sicurezza e l’efficacia di TRIATEC nei bambini non sono state ancora stabilite.

Interazioni
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica (inclusi i medicinali a base di piante medicinali). Questo perché TRIATEC può influenzare il meccanismo d’azione di alcuni altri medicinali. Inoltre alcuni medicinali possono influenzare il meccanismo d’azione di TRIATEC. Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali. Tali medicinali possono interferire con TRIATEC alterandone l’azione:

  • Medicinali utilizzati per alleviare dolori ed infiammazioni (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) come ibuprofene, indometacina, aspirina)
  • Medicinali utilizzati per il trattamento della pressione bassa, dello shock, dell’insufficienza cardiaca, dell’asma o delle allergie come efedrina, noradrenalina o adrenalina. Il medico dovrà controllare la sua pressione sanguigna.
  • Medicinali utilizzati per alleviare dolori ed infiammazioni (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) come ibuprofene, indometacina, aspirina)
  • Medicinali per la cura del cancro (chemioterapia)
  • Medicinali per evitare il rigetto di organi dopo il trapianto come ad esempio la ciclosporina
  • Diuretici come la furosemide
  • Medicinali che possono aumentare il quantitativo di potassio nel sangue come lo spironolattone, il triamterene, l’amiloride, i sali di potassio e l’eparina (usata per rendere il sangue più fluido)
  • Medicinali steroidei per il trattamento delle infiammazioni come il prednisolone
  • Allopurinolo (usato per abbassare il contenuto di acido urico nel sangue)
  • Procainamide (per i problemi di battito cardiaco)
  • Farmaci per il diabete come gli ipoglicemizzanti orali e l’insulina. TRIATEC può abbassare il quantitativo di zuccheri nel sangue. Controlli attentamente il livello degli zuccheri nel sangue quando assume TRIATEC.
  • Litio (per problemi psichiatrici). TRIATEC può aumentare il quantitativo di litio nel sangue. Il livello di litio nel suo sangue deve essere controllato attentamente dal medico.

Se si verifica una delle condizioni sopra descritte (o non è sicuro), chieda al medico prima di assumere TRIATEC.

Assunzione di TRIATEC con cibi e alcool
Bere bevande alcoliche insieme a TRIATEC può provocare sensazione di vertigini o di stordimento. Se vuole sapere quanto alcool bere quando sta prendendo TRIATEC ne discuta con il medico, poiché i farmaci usati per ridurre la pressione sanguigna e l’alcool possono avere Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni se sta assumendo un antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda TRIATEC” e ” effetti additivi.

Gravidanza
Deve informare il medico se pensa di essere incinta. Non deve prendere TRIATEC nelle prime 12 settimane di gravidanza e non deve assolutamente assumerlo dopo la 13ma settimana perché il suo uso durante la gravidanza può essere dannoso per il bambino. Se rimane incinta durante la terapia con Triatec, informi immediatamente il medico. Prima di pianificare una gravidanza deve essere effettuato il passaggio ad un altro farmaco più adatto.

Allattamento
Non deve prendere TRIATEC se sta allattando al seno. Chieda al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Potrebbe avere sensazione di vertigini, mentre assume TRIATEC. Questo è più probabile quando ha appena iniziato ad assumere TRIATEC o ha appena aumentato la dose. Se ciò dovesse accadere, non guidi o usi strumenti o macchinari.

Posologia
Prenda sempre TRIATEC seguendo esattamente le istruzioni del medico. Deve chiedere il parere del medico o del farmacista se non è sicuro.

Come prendere questo medicinale

  • Prenda il farmaco per bocca nello stesso momento della giornata, ogni giorno.
  • L’assunzione di TRIATEC può avvenire durante o lontano dai pasti.
  • Inghiotta le compresse intere con del liquido.
  • Non rompa le compresse e non le mastichi.

Dose per il trattamento della pressione alta
La dose iniziale abituale è 1,25 mg o 2,5 mg una volta al giorno.
Il medico aggiusterà il quantitativo che lei assume finché la sua pressione sanguigna sarà sotto controllo.
La dose massima giornaliera è 10 mg.
Se sta già prendendo dei diuretici, il medico potrebbe interromperli o ridurne il quantitativo prima di farle iniziare il trattamento con TRIATEC.

Dose per ridurre il rischio di un attacco cardiaco o di un ictus
La dose iniziale è 2,5 mg una volta al giorno.
Il medico potrebbe decidere di aumentare il dosaggio che assume
La dose abituale è 10 mg una volta al giorno.

Dose per ridurre o prevenire l’aggravamento dei problemi renali
Può esserle data per iniziare una dose di 1,25 mg o 2,5 mg una volta al giorno
Il medico adeguerà il quantitativo che sta assumendo.
La dose abituale è 5 mg o 10 mg una volta al giorno.

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Dose per il trattamento dell’insufficienza cardiaca
La dose iniziale abituale è 1,25 mg una volta al giorno.
Il medico adeguerà il quantitativo che assume.
La dose massima è 10 mg al giorno. È preferibile dividere la dose in due somministrazioni giornaliere.

Dose per il trattamento dopo un attacco cardiaco
La dose iniziale abituale è da 1,25 mg una volta al giorno a 2,5 mg due volte al giorno.
Il medico adeguerà il quantitativo che assume.
La dose abituale è 10 mg al giorno. È preferibile dividere la dose in due somministrazioni giornaliere.

Sovradosaggio: cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Triatec?
Informi il medico o vada al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Non guidi per andare all’ospedale, si faccia accompagnare da qualcuno o chiami un’ambulanza. Porti con sé la scatola del medicinale. Questo perché il medico deve sapere che cosa ha assunto.

Se dimentica di prendere Triatec
Se dimentica una dose, assuma la sua dose normale, quando è il momento.
Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.
Se ha ulteriori domande sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Effetti collaterali di Triatec
Come tutti i medicinali, TRIATEC può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Smetta di prendere TRIATEC e si rivolga immediatamente al medico se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato grave – potrebbe avere bisogno di un trattamento medico urgente:

  • Gonfiore del volto, delle labbra o della gola tale da rendere difficoltoso deglutire o respirare, così come prurito o eruzione cutanea. Questo potrebbe essere segno di una reazione allergica grave a TRIATEC.
  • Reazioni cutanee gravi che includono eruzione cutanea, ulcere in bocca, peggioramento di una patologia cutanea pre-esistente, arrossamenti, formazione di vesciche e desquamazione della pelle (come Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica o eritema multiforme).
  • Accelerazione del battito cardiaco, battito cardiaco irregolare o rinforzato (palpitazioni), dolore al petto, sensazione di oppressione al petto, o problemi più gravi che includono attacco cardiaco e ictus
  • Respiro corto o tosse. Questi possono essere segni di problemi polmonari
  • Formazione più facile di lividi, sanguinamento prolungato più del normale, qualsiasi segno di sanguinamento (ad es. sanguinamento delle gengive) macchie viola sulla pelle o facilitata insorgenza di infezioni, irritazioni della gola e febbre, sensazione di stanchezza, debolezza, capogiri o colorito pallido.
  • Dolore gastrico grave che può estendersi fino alla schiena. Questo può essere un segno di pancreatite (infiammazione del pancreas)
  • Febbre, brividi, stanchezza, perdita dell’appetito, dolore allo stomaco, sensazione di malessere, ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero). Questi possono essere segni di problemi al fegato come l’epatite (infiammazione del fegato) o danno al fegato.

Altri effetti indesiderati includono:

  • Mal di testa o sensazione di stanchezza
  • Sensazione di vertigini. Questo è più probabile che accada quando la terapia con TRIATEC è appena iniziata o ha appena incrementato la dose
  • Debolezza, ipotensione (pressione sanguigna insolitamente bassa), specialmente quando si è in piedi o ci si alza rapidamente
  • Tosse secca stizzosa, infiammazione dei seni nasali (sinusite) o bronchite, fiato corto
  • Dolore allo stomaco o all’intestino, diarrea, indigestione, sensazione di malessere o stato di malessere
  • Eruzione cutanea con o senza rigonfiamenti
  • Dolori al petto
  • Crampi o dolori muscolari
  • Problemi di equilibrio (vertigini)
  • Prurito e sensazioni insolite alla pelle come intorpidimento, formicolio, bruciore, sensazione di punture o di sfregamento (parestesia)
  • Perdita o cambiamento del gusto
  • Problemi di sonno
  • Umore depresso, ansia, maggiore nervosismo rispetto al solito o irritabilità
  • Naso chiuso, difficoltà respiratorie o peggioramento dell’asma
  • Gonfiore all’intestino chiamato “angioedema intestinale” e che si presenta con sintomi come dolore addominale, vomito e diarrea
  • Bruciore allo stomaco, stipsi o secchezza delle fauci
  • Aumento della quantità di urina durante la giornata
  • Maggiore sudorazione rispetto al solito
  • Perdita o diminuzione dell’appetito (anoressia)
  • Battito cardiaco accelerato o irregolare.
  • Braccia e gambe gonfie. Questo può essere il segno che il suo corpo sta trattenendo più acqua del solito
  • Vampate
  • Visione confusa
  • Dolore alle articolazioni
  • Febbre
  • Disfunzione erettile nel maschio
  • Ridotto desiderio sessuale in uomini e donne
  • Aumento nel numero delle cellule bianche del sangue (eosinofilia) riscontrato durante gli esami del sangue
  • Alterazioni della funzionalità di fegato, pancreas o reni evidenziate da analisi del sangue.
  • Sensazione di mancamento o confusione
  • Lingua gonfia ed arrossata
  • Grave sfaldamento o desquamazione della pelle, prurito, eruzione cutanea caratterizzata da pustole
  • Problemi alle unghie (come perdita o separazione dell’unghia dalla sua sede)
  • Eruzione cutanea o lividi
  • Macchie sulla pelle ed estremità fredde
  • Occhi arrossati, gonfi o acquosi o con prurito
  • Disturbi dell’udito e tintinnio nell’orecchio
  • Sensazione di debolezza
  • Diminuzione nel numero dei globuli rossi, bianchi e delle piastrine del sangue o della concentrazione dell’emoglobina, evidenziato da esami del sangue.
  • Maggiore sensibilizzazione al sole
  • Difficoltà di concentrazione
  • Gonfiore alla bocca
  • Esami del sangue che mostrano un numero troppo basso di cellule del sangue.
  • Esami del sangue che mostrano un basso livello del sodio nel sangue
  • Dita delle mani e dei piedi che cambiano colore quando si raffreddano e che formicolano o fanno male quando vengono riscaldate (fenomeno di Raynaud)
  • Ginecomastia (aumento del volume del seno negli uomini)
  • Reazioni rallentate o alterate
  • Sensazione di bruciore
  • Modifica nella percezione degli odori
  • Perdita dei capelli

Scadenza e conservazione
Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Non usare Triatec dopo la data di scadenza indicata sugli astucci, blister e flaconi. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici.

 

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Come studiare bene e velocemente: i consigli migliori (terza parte)

 

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME STUDIARE BENE VELOCEMENTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare la lettura, leggi:

1) Prendi buoni appunti a lezione

Assicurati di annotare tutto in maniera corretta, quando sei a lezione. Questo non significa essere ordinato o scrivere frasi complete, ma cogliere tutte le informazioni importanti. Per esempio, a volte potresti scrivere un termine detto dall’insegnante, per poi cercare la definizione a casa e trascriverla su un quaderno. Cerca di scrivere tutto quello che puoi.

  • Prendere buoni appunti a lezione ti obbligherà a essere sveglio e stare attento a tutto quello che succede in classe. Ti aiuterà anche a evitare di addormentarti.
  • Usa le abbreviazioni. Questo ti aiuta ad annotare velocemente le parole, senza scriverle in maniera completa. Cerca di creare un sistema di abbreviazioni personale, o usa quelle già esistenti, come “es.” al posto di “esempio”, “min.” al posto di “minimo”, “c.d.” al posto di “cosiddetto” e “par.” al posto di “paragrafo”.
  • Quando in classe ti vengono in mente delle domande, ponile subito. Intervieni nelle discussioni a lezione. Un altro modo per porti domande o creare collegamenti è scriverli ai margini degli appunti. Puoi guardarli quando sei a casa per trovare una risposta o approfondire una relazione mentre studi.

2) Riscrivi gli appunti a casa. Quando lo fai, concentrati sulla registrazione delle informazioni, non sulla comprensione o l’ordine. Riscrivili il prima possibile dopo la lezione, quando i concetti sono freschi nella tua mente. In questo modo, puoi completare totalmente le parti mancanti grazie alla memoria. Il procedimento di riscrittura è un approccio più attivo allo studio, perché coinvolge direttamente la mente nell’assorbimento delle informazioni. Se leggi e basta, puoi perdere facilmente la concentrazione. Scrivere ti obbliga a pensare ai concetti.

  • Questo non significa che tu non debba provare a capire o organizzare gli appunti. Evita solo di sprecare tempo per fare qualcosa in classe quando puoi occupartene o sistemarlo a casa. Gli appunti presi a lezione vanno considerati una bozza.
  • Potresti trovare più facile tenere due quaderni: uno per gli appunti presi a lezione, un altro per quelli riscritti.
  • Alcune persone scrivono al computer gli appunti, mentre altre trovano che la scrittura manuale aiuti a memorizzarli meglio.
  • Più parafrasi fai, meglio è. Lo stesso vale per il disegno. Per esempio, se studi anatomia, ridisegna a memoria il sistema che stai assimilando.

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3) Rendi interessante lo studio

Le argomentazioni logiche non ti motiveranno a studiare. Pensare “Se studio molto, mi laureerò e otterrò un buon lavoro” non ti sembrerà allettante. Trova qualcosa di appassionante, mentre impari. Cerca di capire la bellezza di ogni materia e, soprattutto, prova a collegarla a eventi della tua vita e aspetti di tuo interesse.

  • Questo collegamento può essere consapevole, per esempio decidi di elaborare reazioni chimiche, esperimenti fisici o calcoli matematici manuali allo scopo di dimostrare una formula, o inconsapevole, come andare al parco, guardare le foglie e pensare: “Uhm, fammi ripassare le parti della foglia che ho imparato a lezione la settimana scorsa”.
  • Usa la creatività per studiare. Prova a inventare delle storie che si adattino alle informazioni che stai studiando. Per esempio, cerca di scrivere un racconto in cui tutti i soggetti inizino per S, tutti gli oggetti per O e non ci siano verbi contenenti la V. Prova a creare una storia sensata con il lessico che devi imparare, figure storiche o altre parole chiave. Utilizza schemi pieni di simboli e colori.

4) Prima studia le materie difficili

Occupati delle discipline o dei concetti più complessi all’inizio della sessione di studio. In questo modo, hai abbastanza tempo per assorbirli e ti sentirai più energico e sveglio. Lascia gli argomenti più facili per l’ultima parte di studio, quando sei più stanco.

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5) Seleziona gli argomenti veramente importanti

Non sprecare troppo tempo per apprendere nozioni che non saranno argomento di esame o che vengono chiesti raramente. Concentra tutta la tua energia sulle informazioni importanti, quelle che davvero servono per superare la prova d’esame o la verifica. Prima di iniziare a studiare individua questi argomenti e dedicagli la parte iniziale dello studio, quando sei più fresco.

6) Forma un gruppo di studio

Riunisciti con 3-4 amici o compagni di scuola e chiedi a tutti di portare delle flash card. Scambiatevele e fatevi delle domande. Se qualcuno ha dei dubbi su un concetto, spiegatevelo a vicenda a turno. Importante: assicurati di chiamare persone effettivamente interessate a studiare e non gli “scansafatiche”!

  • Dividi i concetti tra i membri e chiedi a ognuno di loro di insegnare o spiegare questo argomento al resto del gruppo.
  • Dividi il gruppo in sottogruppi e assegna a ciascuno di essi un capitolo, in modo da riassumerne i concetti chiave. I sottogruppi possono poi presentarli al resto del gruppo, creare una scaletta o un riassunto di una pagina per gli altri.
  • Organizza un gruppo di studio settimanale. Ogni settimana, dedicala a un nuovo argomento. In questo modo, studi nel corso di tutto il quadrimestre o semestre, non solo alla fine.

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7) Mettiti alla prova

Dopo aver studiato per un certo periodo di tempo, mettiti alla prova negli ultimi 20 minuti. È un ottimo modo per rivedere tutto quello che hai appena preso in esame e per memorizzare meglio i concetti che hai imparato. Spesso i libri di testo contengono dei quesiti alla fine di ogni capitolo: prova a rispondere a tali quesiti. Se non sono presenti, puoi sempre usare la mano per nascondere le definizioni o parte dei tuoi appunti. Dopo aver risposto, controlla la correttezza della risposta.

8) Segna gli errori che fai

Seguendo la tecnica appena vista, qualora tu risponda in maniera errata, segnati su un foglio a parte l’errore e continua con altre domande. Alla fine prendi il foglio con tutti gli errori che hai fatto e cerca di ripassare solo gli argomenti ad essi relativi.

9) La sera prima dormi

Non passare la notte prima dell’esame o del test o dell’interrogazione a studiare: meglio una cena leggera, una rapida ripassata agli argomenti chiave ed una sana dormita!

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10) La mattina dell’esame

Evita di saltare la colazione: rischieresti di lasciare il tuo cervello senza carburante nel momento più importante! Preferisci latte scremato, yogurt magro, gallette integrali e frutta fresca.

11) Poco prima dell’esame

Stai per essere interrogato? Inutile passare gli ultimi momenti a rileggere mille argomenti: rischi solo di confonderti ancora di più le idee e di stressarti. Meglio chiudere il libro e cercare di rilassarsi, evitando di assumere litri di caffè e fumando sigarette a ripetizione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Differenza tra rotula e menisco

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Ecografia Spalla Ginocchio Traumatologia Gambe Esperto Referto THD Articolare Sesso Sessualità Uomo ARTICOLAZIONE GINOCCHIO FATTA ESAMI PATOLOGIE Medicina Estetica Radiofrequenza Cavitazione Grasso HDLa rotula o patella (in inglese “patella”) è un osso sesamoide inserito nel tendine del muscolo quadricipite della coscia. Posteriormente alla rotula vi è l’articolazione femoro-tibiale racchiusa all’interno della propria capsula articolare. La parte flessoria del ginocchio è detta cavo popliteo. La rotula poggia su un cuscinetto adiposo detto corpo di Hoffa che le permette di scorrere sulle strutture posteriori. È collegata inoltre all’articolazione del ginocchio mediante i legamenti alari, che, medialmente raggiungono, attraverso la capsula, il menisco mediale, mentre lateralmente si fonde alla fascia lata.

I menischi (in inglese “meniscus”) sono invece delle strutture fibro-cartilaginee presenti fra costituenti articolari le cui superfici non risultano congruenti tra loro. Nel ginocchio si trovano due menischi (vedi anche foto in alto):

  • il menisco mediale ha forma di semiluna e tra i due è il più piccolo;
  • il menisco laterale è quello più grande e rispetto al mediale la sua forma è più aperta e rappresenta più un ferro di cavallo.

Il menisco laterale e il menisco mediale sono uniti tra loro dal legamento trasverso del ginocchio posto anteriormente ad essi.

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Retinopatia ipertensiva: cause, sintomi e terapie

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRESSIONE ALTA IPERTENSIONE ARTERIOSA SINTOMI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie CapillariÈ una malattia oculare che coinvolge le arterie e le vene della retina, il nervo ottico e la coroide (strato del bulbo oculare ricco di vasi sanguigni). Può provocare, nei casi più gravi e avanzati, un peggioramento della visione perché altera il corretto funzionamento della retina.

Retinopatia ipertensiva: quali sono le cause?

La causa di questa patologia è la pressione arteriosa troppo alta. Infatti, chi ha una pressione del sangue al di sopra dei valori normali (80 mmHg per la minima e 120 mmHg per la massima) col passare del tempo soffre di alterazioni dei vasi retinici ossia:

  1. riduzione della dimensione (calibro) delle arterie, che si restringono progressivamente;
  2. dilatazione delle vene, che tendono ad assumere un decorso tortuoso;
  3. formazione di incroci artero-venosi ad angolo retto.

Questo tipo di evoluzione della malattia porta alla formazione di aree in cui manca l’apporto di ossigeno e di nutrienti (aree ischemiche della retina): all’esame del fondo oculare potrebbero essere presenti essudati duri, molli (anche a forma di batuffolo di cotone) e piccole emorragie (disposte nello strato delle fibre nervose). Anche la coroide va incontro alla formazione di aree non irrorate, mentre il nervo ottico – almeno nelle forme più avanzate della malattia – si può sollevare a causa della presenza di un certo grado di èdema papillare. Queste alterazioni sono lente e progressive, ma alla lunga possono compromettere la normale capacità visiva.

Retinopatia ipertensiva: quali sono i sintomi?

Nelle forme lievi non sono presenti disturbi (retinopatia ipertensiva asintomatica), mentre nelle forme avanzate di retinopatia ipertensiva la visione può risultare annebbiata e le immagini distorte.

Retinopatia ipertensiva: come fare la diagnosi?

La diagnosi avviene attraverso l’esame del fondo oculare, previa instillazione di un collirio per la dilatazione delle pupille. È possibile, in questo modo, valutare dimensione e decorso dei vasi sanguigni, eventuale presenza di emorragie, essudati ed edema maculare. A seconda del grado di alterazione arterioso e venoso nonché della presenza di lesioni (emorragie, zone ischemiche) si determina lo stadio della malattia. Una fluorangiografia (si inietta per via endovenosa una sostanza fluorescente e si eseguono delle fotografie della retina in tempi diversi) può essere utile per evidenziare alterazioni precoci dei vasi retini e poter studiare l’evoluzione della patologia.

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Retinopatia ipertensiva: terapie

La terapia si basa esclusivamente sul controllo, attraverso opportune cure, dell’ipertensione arteriosa sistemica (pressione alta). È importante, quindi, l’esame semestrale del fondo oculare dall’oculista in chi è iperteso, anche per verificare il grado di efficacia della terapia e valutare lo stadio della malattia retinica. Può accadere che si scopra di essere ipertesi soltanto dopo una visita oculistica, quando il medico rileva la presenza dei segni iniziali della retinopatia ipertensiva.

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Retinopatia ipertensiva: la terapia sta funzionando?

Mediante il controllo periodico del fondo oculare si possono evidenziare le alterazioni retiniche a carico del microcircolo, contribuendo così alla diagnosi precoce di uno stato ipertensivo latente e consentendo – con l’ausilio del cardiologo o dell’internista – un trattamento farmacologico adeguato. In questo modo si potrà formulare un giudizio sull’efficacia della terapia antipertensiva in atto. È evidente, quindi, che un controllo periodico della condizione del fondo dell’occhio, potrà fornire un’informazione accurata sulla evoluzione di eventuali alterazioni retiniche causate dall’ipertensione.

Ho la pressione alta: che fare?

La pressione arteriosa al di sopra della norma, in particolare quella diastolica (la minima), provoca danni ai vasi sanguigni degli occhi. Più a lungo è alta la pressione arteriosa e più grave il danno rischia di essere. È consigliato quindi, in questi casi, farsi seguire da un cardiologo o da un internista, i quali hanno le competenze più adeguate. Un’opportuna terapia farmacologica, associata a una dieta corretta (poco sale e pochi grassi) e a uno stile di vita meno sedentario (attività fisica), possono portare a un miglioramento del quadro clinico.

Nota: La pressione alta degli occhi (ipertensione oculare) è soltanto marginalmente legata alla pressione sanguigna: non necessariamente chi soffre di pressione arteriosa elevata ha valori elevati di quella oculare (o viceversa).

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Come comprendere e vincere la paura della paura

MEDICINA ONLINE VOLTO TRISTE DONNA RAGAZZA CAPELLI SGUARDO ESTATE SUMMER MORA PELLE SKIN OCCHI OCCHIAIE TERAPIA TRATTAMENTO EYES TRUCOS DE BELLEZZA VISO DONNA RIMEDI SEXY SEX MEDICINA EChi di noi non conosce la paura? È un’emozione che abbiamo certamente sperimentato nelle sue varie sfaccettature e in relazione a diversi eventi o cose.
Ogni individuo ha il proprio tallone d’Achille, la propria paura. Qualunque essa sia, non è mai troppo tardi per iniziare a cambiare l’atteggiamento che abbiamo nei suoi confronti. La paura è un allarme che scatta di fronte a rischi dai quali fuggire o difendersi, oppure davanti a ciò che ci sembra a prima vista estraneo, sconosciuto. Nella maggior parte dei casi però, è la paura della paura quella che ci condiziona maggiormente, ossia il timore di poter rivivere una minaccia che in passato ha minato la nostra sicurezza, reale o simbolica che sia. Pensiamo per esempio agli attacchi di panico. Esiste un primo episodio che determina tutta una serie di disturbi psicofisici, di intensità più o meno elevata. Tutti gli altri episodi che si susseguono nel tempo, sono semplicemente il timore, e quindi la paura, di rivivere le stesse medesime sensazioni drammatiche e di sperimentare lo stesso malessere che il primo attacco di panico ha provocato. Per l’appunto la paura (della prima) paura. Dal punto di vista psichico, anche la paura si manifesta attraverso una sensazione di allarme, di forte ansia, anche se è soprattutto il corpo che reagisce nella maniera più intensa: tachicardia, respiro corto e spezzato, senso di debolezza, o nei caso estremi, brividi, tremori, scariche di diarrea, fin quasi a raggiungere la perdita dei sensi. Le modificazioni corporee che si attivano hanno lo scopo di predisporre l’organismo a scappare o difendersi attaccando. Questo meccanismo “attacco-fuga” è una reazione innata e istintiva che si attiva di fronte a ciò che consideriamo minaccioso.

Quali paure?
Le paure possono essere infinite, per quanto infiniti possono essere gli oggetti o le situazioni che ci troviamo ad affrontare nella vita di tutti i giorni. La stessa cosa che fa star bene una persona, può allo stesso tempo terrorizzarne un’altra: dal timore di un oggetto, anche di per sé non pericoloso (es. il sangue, i ragni) al timore di una situazione concreta (es. gli spazi chiusi, gli spazi aperti, le malattie, guidare l’automobile). Pensiamo per esempio alla paura del futuro. Si tratta di una paura indefinita e impalpabile. Potremmo spiegarla come la paura della perdita delle certezze, del senso di sicurezza, di vedere la nostra vita e le nostre abitudini, che con tanta fatica abbiamo fondato, sconvolte da un evento che non è possibile prevedere, come un terremoto, e che ci lascia senza più nulla di quello che prima ci dava invece protezione e sicurezza. La paura è perciò un sentimento del tutto soggettivo, che nasce profondamente dentro di noi, dal nostro modo di affrontare la vita e di attribuire significati a ciò che ci circonda. In un certo senso è come se “ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli”.

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La paura ha un senso
Se per un momento riuscissimo a liberare il campo dai pregiudizi e osservare la paura da un punto di vista nuovo, si aprirebbe davanti a noi uno scenario denso di significati. Dietro ad una nostra paura, per quanto inoffensiva o incontenibile sia, si nasconde una sua ragione d’essere: la paura svolge una precisa funzione che affonda le sue origini nella storia personale di ognuno di noi, o meglio ancora nel suo inconscio. Allo stesso tempo però, possiamo azzardarci a dire che la paura è una nostra alleata, nel senso che serve a mantenerci stabili, ossia a mantenerci in una situazione d’equilibrio psicofisico che in quel preciso momento è la migliore che possiamo consentirci. La paura è quindi un’amica fidata che ci segnala pericoli e ci protegge da situazioni rischiose.

Vincere la paura della paura
A questo punto sarebbe utile chiederci: ma come si fa a vincere una paura? O meglio a vincere la paura della paura? Vincere una paura non vuol dire cancellarla ignorandola e neppure arrendersi impotenti ad essa. Anche assumere atteggiamenti del tipo “dichiarazione di guerra” non portano a nessun risultato. Piuttosto è certamente vantaggioso disporsi con uno stato d’animo aperto ed incontrare la paura sul suo stesso terreno, avvicinandola e guardandola con meno diffidenza e più interesse e curiosità.

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Comprendere e trasformare la paura
Se desideriamo veramente superare una paura, qualsiasi essa sia, dobbiamo inevitabilmente accoglierla come si farebbe con un ospite fastidioso ma necessario. L’accettazione è il primo passo. Questo vuol dire ammettere intanto di avere una paura, ma anche cercare di comprenderla, che non significa cercare di capirla con la mente, ossia razionalmente. Comprendere vuol dire prenderla dentro di noi, dando alla paura la possibilità di esserci, di esistere. Sento quella paura e le faccio spazio dentro di me, così da consentirle di svolgere la sua funzione, ma allo stesso tempo la conosco per capire meglio chi sono io, perché la paura rivela aspetti di noi di cui spesso non siamo consapevoli. La paura, è vero che ci protegge da esperienze, anche se piacevoli, che minacciano un equilibrio che non siamo ancora pronti a lasciar andare, ma allo stesso tempo erige intorno a noi un muro invisibile: più grande e invasiva è la paura, più alto è il muro e angusto lo spazio interno che comunica con il mondo esterno. Insomma una prigione. Con l’aiuto di un percorso psicoterapeutico è possibile trasformare questa prigione in uno spazio di lavoro alchemico, un luogo protetto nel quale, ognuno con i suoi tempi, può costruire o rinforzare quegli aspetti fragili, vulnerabili di sé, aspetti che non sono ancora pronti a relazionarsi e confrontarsi con il mondo. In questo modo la paura diventa un potenziale strumento di crescita e d’evoluzione per ogni individuo che intende mettersi in gioco e trasformare aspetti disarmonici di sé. Quando vinciamo una paura, significa che ci siamo aperti a una nuova consapevolezza, che abbiamo fatto nostri quegli aspetti di noi stessi e della vita che non accettavamo, anzi che disdegnavamo con tanta energia.

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