C’è differenza tra cc e ml? Per poter rispondere è importante prima di tutto conoscere il significato delle due sigle: ml sta per millilitri, mentre cc sta per centimetro cubo. Per calcolare il volume dei liquidi o dei solidi, si misura la capacità dei contenitori che li custodiscono; quindi riportando alla luce qualche nozione di aritmetica, il volume della sostanza è uguale alla capacità del recipiente che la contiene. L’unità di misura dominante delle capacità è il litro. Il suo equivalente al volume è il centimetro cubo. Dopo questa premessa, alla domanda “c’è differenza tra cc e ml?” la risposta è negativa, perché hanno lo stesso valore ossia: 1 ml è uguale a 1 cc. Il problema si presenta quando si deve quantificare la misura e non si sa come fare.
Prima di somministrare dei farmaci si legge il dosaggio indicato sul foglio illustrativo. Se si tratta di gocce la posologia viene espressa in ml che corrisponde a un numero preciso di gocce. Se si tratta di uno sciroppo è il tappo a fungere da dosatore. Difficilmente si sbaglia la somministrazione poiché vicino alla misura, per esempio 1 ml, c’è sempre l’equivalente in gocce (25 gocce). Quando si tratta di seguire una ricetta culinaria, la situazione si complica un po’ perché non tutti hanno in casa un bicchiere dosatore.
Come comportarsi se nella ricetta viene richiesto 100 ml di latte? In questo caso è importante sapere che un bicchiere di carta contiene 200 ml di liquido. Perciò 100 ml è la metà del contenitore. Se invece di 100 ml vengono richiesti 100 cc, bisogna prendere come dato di riferimento il solito mezzo bicchiere di plastica, poiché i millilitri e i centimetri cubi fanno parte della stessa unità di misura dei liquidi. Ora che finalmente è stato spiegato quale differenza c’è tra cc e ml la prossima volta che ci si ritrova ad avere 1000 cc è d’obbligo sapere che corrispondono a un litro e a 1000 ml.
Se non si ha il bicchiere dosatore ma soltanto una bilancia, come si fa a sapere un’unità di misura per liquidi a quanti grammi corrisponda? Come è stato detto in precedenza i centimetri cubi calcolano non solo il volume dei liquidi, ma anche il volume dei solidi. Supponiamo di leggere gli ingredienti di una ricetta dove viene chiesto di aggiungere all’impasto 300 cc di latte intero. Con il bicchiere dosatore si andranno ad inserire 300 ml di liquido, mentre se si andasse ad utilizzare la bilancia si dovranno unire 300 grammi di latte. Per sintetizzare l’argomento 1 litro di acqua corrisponde a 1000 ml, oppure 1000 cc, oppure 1000 grammi. Quello che in apparenza potrebbe apparire complicato in realtà è semplice, l’importante è capirne il concetto.
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Nonostante vi siano differenze tra mare e oceano, spesso questi termini vengono usati indistintamente per indicare vaste distese d’acqua salata, ma mare e oceano non sono sinonimi tra loro e presentano peculiarità differenti che ne determinano l’utilizzo; vediamo cosa li contraddistingue. Il Mare è una distesa d’acqua salata che lambisce le coste di isole e continenti (quindi ben delimitata), ed è idrograficamente connesso ad un oceano attraverso dei canali. Lo Stretto di Gibilterra, ad esempio, separa Marocco e Penisola Iberica, collega Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico.
L’arinia è una patologia caratterizzata dalla mancanza congenita del naso, spesso associata con altre malformazioni del cranio e dell’encefalo (aprosopia, ecc.). E’ una condizione rarissima: in letteratura si contano soltanto 29 casi. L’arinia congenita può essere parziale, qualora interessi soltanto le strutture nasali esterne, o totale, se coinvolge l’apparato olfattivo in toto (compresi nervi e bulbi olfattivi). Le cause possono essere molteplici: sono stati descritti casi associati ad inversione e trisomia del cromosoma 9, diabete materno, polidramnios. E’ molto difficile da trattare.
La tua storia è giunta al capolinea e vi siete lasciati: come puoi smettere di soffrire per amore? Tutti abbiamo risorse di cui ignoriamo l’esistenza, ma che tiriamo fuori al momento giusto: questa abilità è la resilienza, ovvero quella capacità di reagire in maniera positiva a eventi traumatici e di riadattare positivamente la propria vita, restando umani e sensibili.
La neuro-osteoartropatia di Charcot (o “piede di Charcot”) è una malattia degenerativa su base infiammatoria che può insorgere in pazienti affetti da neuropatia ed è caratterizzata da un progressivo riassorbimento osseo delle articolazioni del piede (più raro l’interessamento di altre articolazioni), associato talvolta a crolli strutturali ed a marcate deformità, tali da richiedere nei casi più gravi il ricorso ad interventi di chirurgia correttiva o ad amputazione.
Fitoestrogeni: molte donne ne hanno sentito parlare, poche sanno cosa sono davvero e come agiscono sull’organismo femminile?
Quella che state per leggere è la seconda parte di questo articolo (che vi consiglio di leggere prima):
I barattoli di conserve su uno scaffale della dispensa hanno un aspetto casalingo e confortante, un po’ come portare con sé il ricordo del sapore di un frutto o di una verdura fuori stagione.