L’uomo moderno non più macho: la dipendenza dalle donne

MEDICINA ONLINE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPA differenza di quella femminile, la dipendenza affettiva maschile è più mascherata e più drammatica. Un motivo è quello familiare e culturale: l’uomo è spinto a controllare le sue emozioni e gli affetti perché deve apparire forte. Come si esprime la dipendenza maschile? Essa si esprime attraverso tre diversi comportamenti:

  • La ricerca del potere
  • La paura di legarsi ed impegnarsi
  • La freddezza, tecnicamente “l’anaffettività”.

Il potere

L’uomo dipendente cerca di dominare e di imporsi nel rapporto di coppia. Il potere è uno strumento che utilizza per nascondere al mondo la sua fragilità e cioè il suo personale bisogno di dipendenza ed è per questo motivo che cerca partner bisognosi di cure e affetto. Finché il partner accetta di recitare la parte del “debole”, il rapporto può mantenere un equilibrio. Se questi, spontaneamente o per effetto di un cambiamento, inizia a conquistare una maggiore autonomia o ricerca la parità, l’altro cerca di respingerlo nella condizione di dipendenza attraverso la manipolazione psicologica, tentando cioè di provocare nel partner dei sensi di colpa. Se il “debole” insiste nella rivendicazione, c’è il rischio che l’uomo prima s’incattivisca, minacciando l’abbandono, e poi, di fronte ad un processo irreversibile, crolli miseramente aggrappandosi ad essa.

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La paura di legarsi

Gli uomini – in genere – si vantano di essere indipendenti e liberi, cercano la libertà e rifuggono i legami eppure è raro che non abbiano legami. I legami poi o s’interrompono precocemente in nome della libertà o sono portati avanti, ma il partner è vittima di manipolazioni psicologiche e/o deprivazione affettiva. Quest’atteggiamento porta le donne a giudicare uomini del genere “figli di p…”. L’accusa però è impropria. Primo, perché in genere gli uomini che hanno non si vogliono legare hanno avuto madri iperprotettive e gelose. Secondo, perché “non lo fanno apposta”; l’uomo è in buona fede nel momento in cui entra in relazione e sente che quella è la donna giusta. Il problema si pone se l’uomo sente che il sentimento potrebbe condurlo a “qualcosa d’importante” e la paura raffredda ogni sua passionalità ed intenzione sentimentale.

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L’anaffettività

L’anaffettività è tipica di quegli uomini che invece cedono al bisogno di relazione, ma poi compensano la propria paura con un atteggiamento che non dà spazio al calore, alla tenerezza, ai gesti affettuosi. Quest’atteggiamento spesso porta all’esasperazione la partner perché è come se l’uomo stesse con lei per farle un piacere, ma manifestamente “scoglionato”. L’uomo anaffettivo inoltre è facilmente riconoscibile dal fatto che svaluta la sua partner. La strategia inconscia che sottende quest’atteggiamento è rivolta a convincere la partner di non avere alcun valore e, pertanto, di essere fortunata d’avere accanto un uomo il quale, nonostante i suoi difetti, la tollera. Tale strategia è ovviamente funzionale a evitare l’abbandono. Se essa funziona, di fatto, la donna finisce con lo svalutarsi, e di solito questo comporta l’insorgenza di disturbi di vario genere, ma soprattutto alla depressione.

Se la partner non ha una personalità depressiva e si oppone ai tentativi di squalifica del partner, avanzando una serie di rabbiose contestazioni volte a evidenziare i difetti dell’altro, quest’ultimo si arrabbia, passa gran parte del tempo a dire che lui è fatto così, se non le va bene può andarsene, tanto lui non ne ha bisogno e non sa che farsene. Intanto, ovviamente, continua a “pretendere” di essere accudito e più si sente debole e minacciato più aumentano le recriminazioni. Se la donna, alla fine, non ce la fa più e si allontana, i tentativi di ricondurla al suo posto sono incessanti, ma non si associano mai alla confessione dell’affetto e del bisogno. Quando essi riescono vani, e l’uomo non ce la fa ad avviare un altro rapporto con le stesse caratteristiche del precedente o, al limite, a rifugiarsi presso la madre, si danno paurosi crolli dell’identità personale.

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L’uomo e la ricerca della seconda mamma

Se si osserva oggettivamente il comportamento di un uomo a casa, si nota come essi esprimano un bisogno di affidamento totale alla partner femminile: farsi accudire (cibo, pulizia della casa, lavaggio e stiratura degli abiti, ecc.) a richieste ingiustificabili (farsi allungare un oggetto a portata di mano, chiedere dove stanno le cose, ecc.). Comportamenti del genere sono intollerabili per alcune donne, perché essi sono letti come impositivi e prepotenti. La prepotenza di fatto è oggettiva. Il motivo alla base di questo comportamento è che l’uomo ha bisogno di sondare la disponibilità della partner da un punto di vista “pratico” nei suoi confronti e da questa disponibilità ne ricava conferme affettive, così come la donna le donne le ricava dalle attenzioni, dalle tenerezze e dalle espressioni di affetto. La natura “mammona” dei maschi italiani in particolare è un luogo comune, ma molto più concretamente occorre riconoscere che, almeno nel contesto culturale italiano, parecchi figli maschi sono curati, iperprotetti e idolatrati dalla madre.

L’iperprotezione materna condiziona i figli a dipendere da una figura femminile, e ciò esaspera le donne evolute, soprattutto se esse lavorano, si tratta di un vero e proprio handicap, che si rende evidente in due circostanze; la partner si ammala, ha dei disturbi psicosomatici che esprimono il suo bisogno di sottrarsi al ruolo di madre. In tale circostanza, l’uomo si aggira per la casa come un cane bastonato, scopre, con frustrazione e con rabbia, la sua scarsa dimestichezza coi fornelli, con la lavatrice, col ferro da stiro, ecc. Le donne masochiste alla fine si trascinano fuori dal letto e continuano a fare le mamme affrante, le donne combattive invece assumono atteggiamenti più sadici, ma rischiano di aggravare ancor più la loro condizione fisica.

La seconda circostanza si realizza quando la donna, stanca di fare da madre e da serva all’uomo, decide di separarsene. Le conseguenze di questa decisione sono varie. Alcuni uomini, che non hanno mai manifestato un attaccamento particolare alla partner, crollano, si aggrappano a lei, la scongiurano di non lasciarli soli e promettono di cambiare. Altri si appellano a parenti ed amici per indurre un ripensamento nella partner, la colpevolizzano fino al giorno della comparsa di fronte al giudice. Altri reagiscono con indifferenza e con ma questo atteggiamento dura finché essi non capiscono che è finita per sempre. Quando avviene questa presa di coscienza, il comportamento indifferente si converte in uno dei due descritti in precedenza. Il problema è che gli uomini, non meno delle donne, sono vittime di una tradizione che impone loro di controllare le emozioni e l’affettività e di vergognarsene profondamente. La vergogna, è accentuata dal comportamento iperprotettivo delle madri italiane che, nell’intento cosciente di privilegiarli, finiscono, di fatto, con il determinare nei figli un bisogno incoercibile di dipendenza da una figura femminile.

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Durante la mattina la febbre è più alta o più bassa?

MEDICINA ONLINE FEBBRE INFLUENZA TEMPERATURA MISURARE TERMOMETRO MERCURIO DIGITALE BAMBINI NEONATO RAFFREDDORE TOSSE 2018 FARMACI TERAPIA CURA SUFFUMIGI ASMA RESPIRO DISPNEA POLMONI NOTTE GIORNO CORTISOLO ASPIRINA TACHIPIRIDurante le ore del mattino, specie intorno alle 9 del mattino, la febbre è mediamente più bassa rispetto a pomeriggio, sera e notte, ciò perché nel corso della giornata nel nostro organismo varia la produzione di cortisolo, un potente antinfiammatorio: la mattina la sua concentrazione tende ad essere più elevata e ciò abbassa la temperatura della febbre. Per approfondire leggi: Qual è il momento della giornata in cui la febbre è più alta e perché?

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Differenza tra prolasso rettale ed emorroidi

MEDICINA ONLINE EMORROIDI EMORROIDE DIFFERENZA EMORROIDI INTERNE ESTERNEEmorroidi

Con il termine “emorroidi” (in inglese “hemorrhoid”) si identifica un gruppo di strutture vascolari appartenenti al canale anale. Quando, per vari motivi, sono gonfie ed infiammate, diventano patologiche e causano una sindrome nota come “malattia emorroidaria“. Nel linguaggio comune, con il termine “emorroidi”, ci si riferisce proprio alla “malattia emorroidaria”. Mentre la causa esatta non è nota, una serie di fattori che aumentano la pressione intra-addominale, in particolare la costipazione, si ritiene rivestano un ruolo nel loro sviluppo. Il trattamento iniziale per la malattia, da lieve a moderata, consiste nell’aumentare l’assunzione di fibre e di liquidi per mantenere l’idratazione. I FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) possono, temporaneamente, essere utilizzati per lenire il dolore. Nei casi più gravi si interviene chirurgicamente. Per approfondire, leggi anche: Emorroidi interne e esterne: cause, sintomi, cura e rimedi

Prolasso rettale

Con “prolasso rettale” si identifica invece una condizione in cui il retto tende a scivolare in basso e protrudere al di fuori dell’ano. Gli sfinteri anali possono non svolgere completamente la loro funzione per cui al prolasso del retto può associarsi la perdita involontaria di muco o di feci. E’ una patologia più comune nelle donne che nell’uomo. Può essere completo, quando cioè il retto fuoriesce completamente dall’ano, anche per molti centimetri, proprio come un calzino rovesciato, interno, quando cioè il retto si introflette in se sesso (invaginazione retto-rettale) o nel canale anale (invaginazione retto-anale), o solo mucoso, quando cioè solamente la mucosa rettale tende a discendere nel canale anale o fuori dall’ano. Molti fattori possono contribuire allo sviluppo del prolasso rettale. La stipsi e l’eccessivo sforzo all’evacuazione, soprattutto nelle persone anziane, sono le cause più comuni. Anche il parto può giocare un ruolo importante nella formazione di un prolasso rettale. Lo stiramento e il cedimento di particolari legamenti che sostengono il retto nella pelvi ne provocano la discesa con ripercussioni sugli sfinteri anali. Talvolta il prolasso rettale fa parte di un difetto che riguarda tutto il pavimento pelvico e si associa ad incontinenza urinaria e a prolasso degli altri organi pelvici come l’utero e la vescica. Più raramente può essere causato da lesioni neurologiche come lesioni del midollo spinale. Riguardo alla cura del prolasso rettale: correggendo la stipsi e l’eccessivo sforzo durante la defecazione la progressione del prolasso può essere rallentata; esistono inoltre numerose tecniche chirurgiche variano a seconda del tipo di prolasso. Per approfondire, leggi anche: Prolasso rettale: intervento, cure, ginnastica, immagini, pomate

Prolasso del retto ed emorroidi sono la stessa cosa?

Non sono sinonimi: le emorroidi esterne sono una conseguenza del prolasso e ne sono la prima manifestazione. Alcuni sintomi sono però comuni ad esntrambe le condizioni, come il sanguinamento e/o la protrusione al di fuori dell’ano.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Il peperoncino potenzia davvero l’erezione e combatte la disfunzione erettile?

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Vasodilatatore

La risposta a questa domanda è SI. Il peperoncino, specie di buona qualità ed assunto con moderazione (quantità ridotte e non più di due volte a settimana), può effettivamente agire come blando vasodilatatore naturale e ciò può determinare una effettiva maggiore facilità di raggiungere e mantenere una erezione efficace e per un tempo maggiore. Inoltre il peperoncino ha un effetto infiammante sulla prostata e ciò può tradursi in un rapporto sessuale più ricco di emozioni piacevoli. A questo si aggiunge – come spesso avviene negli integratori stimolanti – una percentuale non indifferente di “effetto placebo” che può solo che aiutare l’uomo a mantenere una potente erezione.

Soluzione definitiva?

Il peperoncino è quindi la soluzione definitiva, naturale e senza controindicazioni alla disfunzione erettile? Certamente no. E’ importante ricordare infatti che un eccessivo uso di peperoncino può determinare infiammazioni a bocca, esofago e stomaco oltre a fastidiose prostatiti ed aumentare il rischio di eiaculazione precoce; inoltre alcuni tipi di disfunzione erettile (ad esempio quelle in cui l’impotenza è correlata ad alterazioni vascolari dell’asta peniena) non giovano assolutamente dell’assunzione di peperoncino.

Integratori che migliorano la vita sessuale

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Per approfondire, leggi: Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci

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Capire se si ha un tumore: come viene diagnosticato un cancro

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA RISONANZA MAGNETICA APERTA O CHIUSA RAGGI X Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Grasso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Luce Pulsata Macchie Cutanee PeneQuando un tumore dà segno di sé, perché dà sintomi, si usano un gran numero di esami utilizzati per individuarne la presenza, la gravità e le caratteristiche istologiche e genetiche. Tali esami variano moltissimo in base alla sede o al tessuto coinvolto, ma integrano quasi sempre varie tecniche di laboratorio (ad esempio marker tumorali) e di diagnostica per immagini (come TAC, ecografia, risonanza magnetica, PET), il tutto ovviamente osservato nell’ottica di una accurata anamnesi (la presenza di un tumore in un genitore può aumentare il rischio di avere un tumore) e di un esame obiettivo.

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Nel tumore del colon-retto la diagnosi si avvale ad esempio di:

  • anamnesi, cioè la raccolta di tutte quelle informazioni e notizie riguardanti la storia del paziente e della sua famiglia, che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia. Fondamentale capire subito eventuali fattori di rischio, che nel caso di tumore al colon-retto sono principalmente la presenza di poliposi familiare ed una dieta sbagliata (pochi vegetali, troppi grassi animali e carni rosse) che porta a ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità;
  • esame clinico, che consiste nella palpazione dell’addome alla ricerca di eventuali masse a livello dell’intestino, del fegato e dei linfonodi, e nell’esplorazione rettale (circa il 70% dei tumori del retto si sente con le dita);
  • medicina di laboratorio: ricerca di sangue occulto nelle feci, VES elevata e markers tumorali (CEA, CA 19.9);
  • diagnostica per immagini: permette di diagnosticare il tumore e, in seguito, di eseguirne la stadiazione, ovvero di valutarne la gravità. Ad esempio la colonscopia con biopsia ed esame istologico; l’ecografia transrettale; la TC addome con mezzo di contrasto (che permette di valutare i rapporti con gli organi circostanti, lo stato dei linfonodi e le eventuali metastasi presenti nell’addome). Per identificare l’esistenza di metastasi a distanza si può eseguire una radiografia, una TC del torace, una risonanza magnetica o la PET (tomografia a emissione di positroni). A tal proposito leggi anche: Differenze tra risonanza magnetica, TAC, PET, MOC, radiografia, ecografia ed endoscopia

Questi elencati sono elementi che, nel loro insieme, permettono la diagnosi e stazione di un cancro al colon-retto, ovviamente la ricerca di un tipo diverso di tumore si avvarrà di tecniche specifiche diverse.

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Scoprire un tumore prima che si manifesti: l’importanza dello screening
Fare diagnosi precoce significa individuare il tumore in fase iniziale, quando ancora non si è diffuso in altri organi (un processo noto col nome di metastasi). In genere risulta molto più semplice trattare un tumore nei suoi primi stadi: spesso si ottengono ottimi risultati in termini di cura con interventi chirurgici o farmacologici non particolarmente invasivi e, di conseguenza, migliora anche la qualità della vita della persona che si sottopone alle terapie. La diagnosi precoce in campo oncologico può essere frutto del caso, quando, per esempio, il tumore viene individuato grazie a un esame effettuato per altri motivi e non con lo scopo specifico di cercare un cancro. Molto più spesso, però, il merito della scoperta precoce di alcuni tra i tumori più diffusi (come seno, collo dell’utero, colon) deve essere attribuito a programmi di screening appositamente studiati. In Italia, secondo le indicazioni del ministero della Salute, il Servizio sanitario nazionale fornisce gratuitamente accertamenti per la diagnosi precoce oncologica e in particolare:

  • tumore del seno: mammografia ogni 2 anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni;
  • tumore del collo dell’utero: Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 65 anni;
  • tumore del colon-retto: per uomini e donne ricerca del sangue occulto nelle feci ogni anno tra i 50 e i 75 anni; se il primo esame risulta positivo, si esegue una colonscopia; in caso di familiarità per questo tumore si consiglia una colonscopia ogni 5 anni dopo i 50 anni.

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Ustione di secondo grado: cosa fare e tempi di guarigione della pelle

MEDICINA ONLINE USTIONE PRIMO SECONDO TERZO GRADO 1 2 3.jpgCon il termine “ustione” in medicina ci si riferisce ad una lesione dei tessuti tegumentari (pelle ed annessi cutanei) provocata da vari agenti come Continua a leggere

Erezione del clitoride: come funziona?

Durante la fase del desiderio, la vagina e le piccole labbra si irrorano di sangue, provocando una vasocongestione locale. Il clitoride si inturgidisce ed ha una vera e propria erezione, ingrandendosi, irrigidendosi ed arrossandosi, similarmente a quanto avviene nel pene. Il clitoride si sporge all’esterno tra le grandi labbra mentre le piccole labbra arrossandosi, si estroflettono. Questa fase, che precede l’orgasmo, è definita anche fase di plateau.

Nel corso della fase di eccitazione la vagina produce un fluido lubrificante, detto trasudato vaginale. Questo liquido facilita la penetrazione del pene e rende l’ambiente maggiormente favorevole alla sopravvivenza dello sperma. Al cessare dello stimolo il clitoride torna nella posizione e nella morfologia di riposo, cioè quella che aveva prima della stimolazione sessuale.

Nelle seguenti immagini possiamo osservare l’anatomia del clitoride e delle strutture vicine. Nella parte più in basso dell’immagine, possiamo notare la similitudine tra apparato sessuale maschile (sul lato destro) e femminile (sul lato sinitro): dal punto di vista anatomico il clitoride è un vero e proprio pene in miniatura e ciò è particolarmente evidente quando il clidoride sia fisiologicamente molto grande o quando sia ipertrofico per cause patologiche o per l’uso di farmaci dopanti (vedi “clitoromegalia”).

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Le 5 cose che le donne vogliono sentirsi dire dal proprio uomo

MEDICINA ONLINE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPER PHOTO HDSpesso, ad un uomo capita di dire ad una donna qualcosa che la infastidisce o che lei non gradisce. Le donne sono creature deliziose ma complicate, si sa. Ma quando un uomo conosce le parole giuste da dire, ha praticamente in mano la chiave del cuore di una donna. In questa guida vi insegno 5 cose che le donne vogliono sentirsi dire. Forse alle orecchie maschili queste frasi possono sembrare assurde, ma un uomo pronunciandole può veramente rendere felice la propria donna. Seguite queste regole e sarete sempre felici con la vostra dolce metà.

1) Sei speciale

Ad una donna piace enormemente il fatto di apparire speciale agli occhi di un uomo. Lei teme sempre che il proprio compagno la consideri uguale alle altre, Ecco perché un uomo pronunciando questa frase, fa sentire la propria donna unica e rara, come un fiore prezioso.

2) Sei dimagrita

Alzi la mano quella donna che non ha mai temuto di essere grassa e non ha mai avuto un cattivo rapporto con la bilancia. Un uomo queste cose dovrebbe saperle, in modo da far leva sul bisogno della donna di sapere di essere magra. Quindi, quale complimento migliore da fare a una donna, se non dirle che appare sempre più magra? Se l’uomo crede davvero a quello che dice, in poco tempo riuscirà anche a convincere la sua compagna.

3) Dimostri dieci anni di meno

Le donne hanno il terrore del tempo che passa; esse scrutano ogni sera lo specchio all’ansiosa scoperta di una nuova ruga o di un temuto capello bianco. Per questo motivo una donna sarà grata in eterno all’uomo che le dirà che dimostra parecchi anni di meno. Lei sarà felice e gli cadrà letteralmente tra le braccia. Queste sono proprio le parole più azzeccate da dire a una donna, se le si vuole fare un grande regalo.

4) Ti ho pensato tutto il giorno

Ad una donna piace pensare di essere stata nei pensieri di un uomo per tutto il giorno. Un uomo che dice una frase come questa, avrà sempre la gratitudine della sua donna, e la farà sentire veramente importante. Non c’è niente di più gratificante del sapere che qualcuno ci pensa. E le donne in particolar modo sono sensibili a questo tipo di attenzioni nei loro confronti. Naturalmente, per suscitare gioia e riconoscenza, bisogna sempre che ogni frase che esce dalla bocca di un uomo, sia pronunciata con estrema sincerità.

5) Sei l’unica donna della mia vita

Con questa frase si può essere certi di conquistare l’amore di una donna. Il genere femminile, giustamente, teme sempre che il loro compagno rivolga delle attenzioni alle altre donne, e la cosa la disturba molto. Un uomo, dicendo a una donna che lei è l’unica donna della sua vita, la rassicura e la fa sentire un gradino più in alto delle altre donne, comunemente considerate rivali.

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