Con “vescicolite” si intende un’infiammazione – spesso causata da infezione – delle vescicole seminali, due strutture che fanno parte dell’apparato riproduttore maschile, poste vicino alla parete posteriore della prostata. Clinicamente possiamo distinguere forme acute e croniche.
Nelle forme acute, sovente insorgenti nel corso di una gonorrea trascurata, si ha il quadro classico di una prostatite acuta: dolore perineale, inguinale, ipogastrico; tenesmo rettale; minzione frequente e dolorosa; febbre; compromissione dello stato generale. All’esplorazione rettale si evidenziano vescicole grosse e molto dolorabili. In rari casi l’ascesso vescicolare può esitare in una peritonite.
Le forme croniche possono rimanere latenti, determinare una sintomatologia soggettiva molto sfumata, oppure generare importanti alterazioni funzionali. Nessun sintomo è patognomonico di vescicolite cronica, pertanto spesso i pazienti sono inquadrati in diagnosi non esatte come prostatiti, cistiti o uretriti.
Il dolore, d’intensità variabile, è localizzato al perineo ed irradiato diversamente da caso a caso (verso il funicolo spermatico ed il testicolo, verso l’uretra, verso la radice della coscia, meno frequentemente verso l’ipogastrio, la fossa iliaca e l’articolazione sacroiliaca).
I disturbi urinari insorgono quando alla vescicolite si associ una uretrite posteriore o una prostatite, per cui si avrà pollachiuria e stranguria.
I disturbi genitali spesso costituiscono la causa della consultazione del medico. Questi possono consistere in turbe della sfera sessuale (frequenti e dolorose erezioni notturne; eiaculazione precoce; erezione difficile, incompleta; impotenza; emospermia) e in turbe della fertilità con quadri seminali caratterizzati da:
- oligoastenospermia
- necrospermia
- teratospermia
- agglutinazione degli spermatozoi
- aumento della viscosità
- aumento del pH
- crescita uniforme di oltre 1000 batteri patogeni per ml o di oltre10.000 batteri non patogeni nel liquido seminale diluito 1:2
- leucospermia (oltre 1 milione di GB x ml)
E’ stata supposta un’azione diretta degli agenti batterici e dei leucociti sugli spermatozoi; tuttavia l’impatto delle infezioni delle vie seminali e delle ghiandole accessorie sull’infertilità maschile resta ancora oggetto di controversia.
Nelle forme che evolvono in marcata atrofia fibrosa si avrà infine la contrazione progressiva del volume dell’eiaculato (oligoposia secondaria).
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Un nostro lettore ci chiede: “La mia pelle è chiara ma alcune parti del mio corpo, in particolare il pene e lo scroto, hanno la pelle più scura rispetto al resto. E’ Normale? Per quale motivo ciò avviene? Grazie per la risposta”
Descrizione
La vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Solitamente è considerata efficace come la sterilizzazione femminile, ma più semplice, più sicura e meno costosa.
L’ansia da prestazione sessuale consiste nel timore del manifestarsi di una difficoltà sessuale, in genere già vissuta in passato, dal quale consegue un’attivazione ansiosa e una eccessiva vigilanza razionale che, interferendo con il coinvolgimento sessuale e con la normale risposta fisiologica, diviene essa stessa origine del problema temuto. Nel tipico processo di condizionamento dell’ansia da prestazione si attiva progressivamente un circolo vizioso psicologico e comportamentale dal quale risulta spesso difficile uscire con le abituali strategie di problem solving. Infatti i tentativi di superare l’ansia da prestazione finiscono spesso per alimentare un’eccessiva presenza razionale e valutativa, un monitoraggio continuo di quello che accade, come se si osservasse se stessi dall’esterno, perdendo contatto con il proprio corpo oltre che con l’altra persona e con la naturale dinamica erotica. Il concetto di prestazione quindi non rimanda alla pretesa di una performance sessuale particolarmente efficace quanto alla distorsione che l’ansia da prestazione induce nel dare priorità al monitoraggio dell’atto inteso come prestazione piuttosto che al piacere e all’esperienza emotiva e relazionale che l’intimità sessuale rappresenta.
Un uomo adulto e sano ad ogni eiaculazione emette circa dai 1,5 ml ai 5 ml di sperma (anche se questo valore può raggiungere anche picchi di 8 ml) e la densità di spermatozoi per millilitro di eiaculato, legata soprattutto allo stato di salute del soggetto, oscilla tra 20 e 200 milioni per millilitro. Ciò significa che una eiaculazione può contenere un numero estremamente variabile di gameti: da 30 milioni a quasi un miliardo di spermatozoi. Ovviamente non tutte le cellule sono vive ed hanno caratteristiche adeguate per sopravvivere: solo lo spermatozoo “migliore” riuscirà a portare a termine la fecondazione. Tale enorme variabilità di numero di gameti dipende da molti fattori: dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da fattori individuali non del tutto studiati. Varie patologie possono influenzare tali valori. In genere, più è lungo l’intervallo tra una eiaculazione e l’altra, più liquido seminale e più spermatozoi vengono emessi in una singola eiaculazione: una leggera astinenza aiuta quindi ad aumentare la quantità di sperma/spermatozoi.
Il monossido di azoto (anche chiamato “ossido nitrico” o “NO”; in inglese “nitric oxide”) è un gas incolore; nel corpo umano il monossido di azoto (NO) rappresenta un importante neurotrasmettitore con effetto vasodilatante. E’ quindi un potente vaso-dilatatore, utilizzato per la terapia dell’ipertensione polmonare, in particolare nei neonati affetti da insufficienza respiratoria ipossemica. E per questa caratteristica viene indicato come un fattore di rilascio endotelio-derivato, sigla inglese EDRF. Il NO viene sintetizzato a partire da ossigeno ed arginina grazie all’azione degli enzimi NO-sintasi ed attraverso una reazione multifasica e molto complessa.
In passato quando una coppia non riusciva ad avere figli, si pensava subito che il problema dipendesse dalla donna e raramente il primo ad essere messo sul “banco degli imputati” era l’uomo. Ciò rappresenta un errore, dal momento che ben un terzo di tutte le infertilità dipendono dal partner maschile. Se si sospetta che l’infertilità dipenda dall’uomo si procederà con uno spermiogramma (analisi del liquido seminale), per analizzare la qualità degli spermatozoi, la mobilità e la forma. Inoltre si può anche effettuare un dosaggio ormonale del testosterone. Il liquido seminale consta di una parte cellulata (spermatozoi) e di una parte liquida; gli spermatozoi vengono prodotti a livello testicolare mentre la parte liquida deriva principalmente dall’attività della prostata e delle vescicole seminali. Il fattore determinante ai fini della fertilità è rappresentato dalle caratteristiche degli spermatozoi: questi ultimi devono essere in numero adeguato (più di 20 milioni per ml) e soprattutto devono essere dotati di corretta motilità; devono quindi avere una buona motilità rettilinea sia rapida che lenta.