Differenza tra atomo e elemento

MEDICINA ONLINE CHIMICA ATOMO NUCLEO FISSIONE REAZIONE NUCLEARE BOMBA ATOMICA PROTONE NEUTRONE ORBITALE ENERGIA ELETTRONE IONE POSITIVO NEGATIVO COMPOSTO ELEMENTO H20 HO2.jpgL’atomo è una struttura nella quale è normalmente organizzata la materia nel mondo fisico o in natura. Gli atomi sono formati da costituenti subatomici quali protoni, elettricamente positivi, neutroni, elettricamente neutri, ed elettroni, elettricamente negativi. In un atomo, inoltre, il numero di protoni è uguale al numero di elettroni; protoni ed elettroni hanno carica uguale in valore assoluto, ma di segno opposto. Il termine atomo deriva dal greco e significa “indivisibile”, ciò sta ad indicare che non può essere né creato né distrutto, cosa che poi si scoprì non essere vera. Il primo che ipotizzò l’esistenza di queste piccole particelle fu John Dalton che ne parlò nella sua teoria atomica.

Un elemento chimico è quella parte della materia che non può essere scomposta in parti più semplici mediante reazioni chimiche. Un elemento è caratterizzato dall’essere composto da soli atomi tutti uguali per numero atomico (numero di protoni), ma che posso differire solo per peso atomico (numero di neutroni), ovvero gli isotopi.
Ad esempio il ferro puro è composto di soli atomi di ferro con numero atomico 26, ma quattro diversi isotopi stabili: 54Fe, 56Fe, 57Fe e 58Fe.

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Differenza tra torrone e torroncino

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE OFFELLA INGREDIENTI ZUCCHERO VENEZIANA A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZEIl torrone è un dolce natalizio, tipicamente composto da albume d’uovo, miele e zucchero, farcito con mandorle, noci, arachidi o nocciole tostate; spesso ricoperto da due strati d’ostia. Il suo nome deriva dal verbo latino torreo che significa abbrustolire con riferimento alla tostatura delle nocciole che lo compongono. Viene prodotto nella variante classica (dura), morbida o al cioccolato.

I torroncini sono versioni “mignon” del classico torrone, confezionati singolarmente, i torroncini vengono anch’essi prodotti nelle varianti classica (dura), morbida, o al cioccolato.

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Le 20 curiosità che ancora non conosci su Blade Runner

MEDICINA ONLINE Blade Runner film fantascienza 1982 Ridley Scott Harrison Ford Rutger Hauer Sean Young WALLPAPER SFONDO HD PICTURE SET PHOTO HI RES CINEMA MOVIEQuanto ne sapete sul film Blade Runner? Ecco le venti cose che forse non sapete su questo bellissimo film di fantascienza!

1 – Partiamo dal titolo: le unità Blade Runner sono squadre speciali della polizia che si occupano di “ritirare” i replicanti, lo sappiamo, ma perché hanno quel nome? Di che tipo di lama si sta parlando? Di un bisturi. Il titolo del film deriva infatti da uno script realizzato dallo scrittore beat William S. Burroughs – “Blade Runner (a movie)” – tratto a sua volta da un romanzo di Alan E. Nourse, The Bladerunner (tutto attaccato). La versione molto breve è che Scott e la produzione comprarono solo i diritti di quel titolo, fregandosene del resto, e che si arrivò a utilizzarlo dopo aver scartato una serie pressoché infinita di altre proposte, tra cui AndroidMechanismoGotham City e soprattutto Dangerous Days. Nel romanzo di Nourse, a ogni modo, i bladerunner erano per l’appunto trafficanti di attrezzi chirurgici.

2 – Tra le tante fonti d’ispirazione usate da Scott per dar corpo alla sua visione del mondo di Blade Runner, c’erano anche alcuni lavori di Moebius, in particolare la storia breve “The Long Tomorrow”. Scott tentò quindi di coinvolgere l’autore francese nella produzione della pellicola, ma Moebius rifiutò, perché impegnato con il film d’animazione Les maîtres du temps. L’industrial designer Syd Mead, invece, avrebbe dovuto occuparsi solo dei veicoli, ma i suoi bozzetti includevano sfondi e scenari che colpirono molto Scott, che gli chiese così di occuparsi anche del design degli ambienti.

3 – La geisha che ingoia una pillola sul cartellone pubblicitario gigante? Secondo il supervisore degli effetti speciali del film, David Dryer, si trattava di una pillola anticoncezionale. In sottofondo, si sente una frase di uno spettacolo del teatro Nō: “Iri Hi Katamuku,” il sole tramonta.

4 – Il primo script del film fu realizzato dall’attore Hampton Fancher: tra i fautori del progetto, fu lui a convincere personalmente Dick a opzionare il suo romanzo per una trasposizione cinematografica. Una volta ingaggiato dalla produzione, Scott non gradì però il lavoro di Fancher, gli fece rimetter mano allo script almeno dieci volte, tra i due non nacque esattamente l’ammmore, e alla fine il regista tirò dentro al suo posto David Webb Peoples (poi premio Oscar nel ’93 per Gli Spietati, sceneggiatore anche de L’esercito delle 12 scimmie e LadyHawke, e regista di Giochi di Morte, sempre con Rutger Hauer). Il povero Fancher rischiò seriamente a quel punto di darsi fuoco. Subtrivia: il termine “replicante”, non presente nel romanzo di Dick, è stato suggerito a Peoples dalla figlia, che stava studiando in biologia la teoria della replicazione delle cellule. O qualcosa del genere. Alcuni spunti bocciati per Blade Runner, come una scena iniziale che Peoples aveva previsto in una colonia extramondo, sono stati riciclati dallo sceneggiatore per Soldier (1998), film che Peoples considera ambientato nello stesso universo di Blade Runner.

5 – Scott litigò ferocemente in pratica con tutte le persone impegnate nella realizzazione del film. Le condizioni estreme delle riprese – come 33 giorni consecutivi di riprese notturne trascorsi a ingoiare il fumo sparato sul set – e gli atteggiamenti del regista gli alienarono praticamente da subito le simpatie della crew. Un’intervista rilasciata alla stampa inglese, in cui Scott dichiarava di preferire le maestranze inglesi, perché abituate ad eseguire gli ordini senza far storie, rispondendo solo un “Yes, gov’nor”, fece il resto. Gli uomini della troupe, capeggiati dal responsabile del trucco Marvin G. Westmore, che aveva letto l’intervista, si fecero stampare delle magliette con la scritta “Yes, gov’nor, my ass” sul davanti e altre robe goliardiche sul retro, e le indossarono sul lavoro. Scott reagì facendosene realizzare una con su scritto “Xenophobia sucks”. La tensione si tagliava ogni giorno sul set e molti membri della crew presero a chiamare il film Blood Runner.

6 – Quella scena in cui Deckard spinge Rachael contro il muro, per impedirle di lasciare il suo appartamento? Non era prevista dal copione. Scott la suggerì ad Harrison Ford per ottenere una reazione di sorpresa da Sean Young, ma l’attore ci mise un po’ troppo zelo e la Young si fece male sul serio e subito dopo si mise a piangere.

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7 – Lo splendido monologo finale di Roy Batty è molto diverso da come l’aveva pensato David Webb Peoples. Hauer lo trovò poco drammatico perché troppo lungo, perciò decise di usarne solo un pezzo e di aggiungere le ultime due frasi, scritte da lui: E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. Anche la colomba era un’idea di Hauer, solo che il pennuto era talmente zuppo di pioggia che anziché volare come previsto, nel momento in cui Batty lo lascia andare si limitò a zompettare via varie volte prima di spiccare il volo che si vede nel film.

8 – Quella specie di esperanto parlato nella Los Angeles del 2019, il Cityspeak, è invece un’idea di Edward James Olmos, all’epoca molto colpito dal melting pot culturale in cui si stava trasformando la sua Los Angeles. Per interpretare al meglio Gaff, il futuro comandante Adama ha seguito dei corsi alla Berlitz Language School. Quanto alla città, Scott aveva in mente di ambientare il film in una San Angeles, mega agglomerato urbano esteso tra le attuali San Francisco e Los Angeles. L’idea sarebbe stata riciclata dieci anni più tardi dai film Demolition Man e Double Dragon.

9 – Nell’interpretare la replicante Zhora, Joanna Cassidy si portò il pitone da casa. Il serpente con cui la vediamo nel film era infatti suo, e si chiamava Darling. Nei piani originali di Scott, Zhora si sarebbe dovuta esibire in una danza nel fango con il suo pitone, con tanto di trasformazione alla Manimal. Ma costava troppo, e ciao. La Cassidy è tornata a indossare il costumino di Zhora 25 anni più tardi per girare delle nuove riprese per la Final Cut di Blade Runner: nella pellicola originale, infatti, quando Zhora sfonda le vetrate si vede chiaramente che si tratta di una stunt double. Le nuove riprese realizzate con blue screen hanno permesso di sostituire i due volti, e voilà, George Lucas non sei nessuno.

10 –  L’idea per Il cacciatore di androidi/Ma gli androidi sognano pecore elettriche? venne a Dick nel 1962, mentre cercava del materiale per La svastica sul sole/L’uomo nell’alto castello. Scavando tra dei documenti della Gestapo conservati all’università di Berkley, Dick lesse i racconti disumani delle SS di stanza in alcuni campi di concentramento. Lo scrittore si chiese come potessero degli uomini all’apparenza come gli altri essere talmente spietati, sembrare esseri umani solo esteriormente. Prima dell’uscita del film, fu proposto a Dick un contratto da 400mila dollari per realizzarne la novelization. L’autore rifiutò, le case editrici che detenevano i diritti del suo romanzo si fregarono le mani, e presero a ripubblicarlo come Blade Runner e con la locandina del film in copertina. E tante grazie.

11 – Nel 1969, Philip K. Dick venne contattato da Martin Scorsese e dallo sceneggiatore Jay Cocks per discutere una trasposizione cinematografica del romanzo. Non se ne fece niente. In seguito, neanche Dick gradiva lo script originale di Hampton Fancher. In un’intervista pubblicata su una guida TV nel febbraio del 1981, lo definì un incrocio tra Phillip Marlowe e La fabbrica delle mogli, e già che c’era se la prese con Ridley Scott e il suo Alien. In seguito la Warner cercò di coinvolgere lo scrittore, ignorato fino a quel momento dalla compagnia che stava sviluppando il progetto, Filmways Inc, tenendolo aggiornato sui suoi sviluppi. Dick, che ebbe modo di incontrare Scott solo al termine delle riprese, riuscì a vedere soltanto i primi 20 minuti della pellicola prima della sua scomparsa (marzo 1982), e ne fu entusiasta. “Hanno catturato perfettamente il mio mondo interiore”, dichiarò. La cosa incredibile è che né Ridley Scott né lo sceneggiatore David Webb Peoples avevano letto il romanzo di Dick, limitandosi all’adattamento di Fancher.

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12 – Anche il coinvolgimento dello stesso Ridley Scott è stato piuttosto travagliato. Quando gli venne offerto per la prima volta il progetto, rifiutò, perché aveva iniziato a occuparsi di Dune. Poi la scomparsa improvvisa di suo fratello Frank lo spinse ad abbandonare quella regia (in seguito affidata a Lynch). Alla fine delle riprese di Blade Runner, Scott e il produttore Michael Deeley vennero inoltre LICENZIATI dalla produzione, perché si era sforato sul budget e i piani alti si erano incazzati. In seguito i powers-that-be Warner tornarono sui propri passi, Scott e Deeley furono richiamati, ma i nuovi produttori esecutivi Jerry Perenchio e Bud Yorkin rimasero al loro posto, imponendo le proprie scelte. Furono proprio loro a pretendere il voiceover di Harrison Ford e il finale bucolico, dopo che due screening della pellicola erano andati malissimo e molti spettatori avevano dichiarato di non aver capito il film. Scott non era contrario di per sé alla voce narrante di Deckard, come molti credono, solo che non voleva una roba spiegona di quel tipo. È stato Ford a odiare il voiceover sin dall’inizio, anche se l’attore ha negato di aver interpretato quella parte così dimmerda di proposito.

13 – Per molto tempo nessuno seppe che una copia con il montaggio originale del film era ancora in circolazione. Solo nel 1989 un dipendente della Warner trovò una copia su 70mm della pellicola mentre cercava dell’altro in archivio. L’autore della scoperta, Michael Arick, e la stessa Warner pensavano si trattasse semplicemente della versione internazionale del film, nessuno controllò il contenuto della pizza e la stessa fu spedita a un festival dedicato al 70mm qualche mese dopo. Immaginate la faccia degli spettatori, quando si trovarono di fronte un Blade Runner differente. Scott si fece avanti a quel punto per apportare alcune modifiche al film e farlo uscire in una nuova versione, ma non c’era voglia di aspettare i suoi tempi perché c’era il decennale da sfruttare per farci il soldo, e perciò Warner buttò fuori quella cut originale così com’era, ribattezzandola Director’s Cut. Non soddisfatto, Scott restò lì a rimuginare fino al 2007, quando, dopo una lunga battaglia legale sui diritti del film, è arrivata sul mercato home video la SUA versione definitiva, la Final Cut. L’elenco delle differenze rispetto alla Director’s Cut, chi volesse, lo trova qui.

14 – La prima scelta di Scott per la parte di Deckard era, tenetevi,Dustin Hoffman. L’attore si disse interessato, ma non era molto convinto di risultare adatto a un ruolo del genere, propose dei cambi, gli risposero Guarda, già qui è un casino che non ti dico, grazie lo stesso. Per il ruolo di Rachel, invece, Philip K. Dick avrebbe voluto Victoria Principal: sì, la Pamela di Dallas.

15 – Rutger Hauer fu scelto invece da Scott direttamente, senza alcun provino, dopo averlo visto in film come Fiore di carne e Soldato d’Orange. Quando si incontrarono per la prima volta, però, Hauer ci fece lo scherzone: si presentò con una tuta di nylon con la zip, una felpa bianca con una volpe e un paio di enormi occhiali da sole alla Elton John. A detta della produttrice esecutiva Katherine Haber, al regista per poco non prese un coccolone.

16 – La piramide della Tyrell che si vede nel film era un modellino in scala 1:750. Alla fine delle riprese andò a fuoco e si sciolse.

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17 – A dirci che Deckard è un replicante non è solo la faccenda dell’origami, ma anche alcuni particolari. Tutti i replicanti durante il film presentano dei bagliori rossi negli occhi in qualche scena: a Deckard succede qui, mentre parla con Rachael. Harrison Ford era assolutamente contrario all’idea che Deckard non fosse umano e si fece assicurare da Scott che non l’avrebbe fatto diventare un replicante. Credici. Anche a Rutger Hauer la cosa non è mai andata giù: in una sua autobiografia scrisse che la natura da replicante di Deckard sminuiva tutto il concetto di lotta, anche e soprattutto filosofica, uomo-macchina alla base del film.

18 – La replicante Pris, si legge su un monitor, è stata attivata il 14 febbraio del 2016. Viste le funzioni del suo modello, doveva essere tipo il regalo di San Valentino per qualcuno. Fu Daryl Hannah a convincere Ridley Scott a imbottire il suo combattimento con Deckard di numeri acrobatici. Ma la ginnasta assunta come sua stuntwoman si ritrovò priva di forze dopo la millemillesima volta che il PdF Scott (sarà il nome) le aveva fatto ripetere daccapo la scena. Si dovette così trovare in fretta e furia una sostituta, solo che l’unica persona disponibile era un ginnasta UOMO. Ora sapete perché quello scontro sembra montato da uno schizofrenico ed è illuminato così male.

19 – Sullo spinner, l’auto volante della polizia usata da Deckard e Gaff, si vede lo schermo di un computer. È lo stesso schermo apparso in Alien quando Ripley fugge dalla Nostromo: è un altro chiaro segno del fatto che i due film siano ambientati nello stesso universo, messo lì trent’anni prima.

20 – Vuole la leggenda che una terribile sfortuna si sia abbattuta su tutte le aziende i cui marchi sono stati piazzati nel film per bieco product placement. Beh, è vero. L’Atari venne venduta a tranci dalla Warner nel 1984: l’Atari Inc smise di esistere e al suo posto nacquero la branca Atari Games Inc. (divisione giochi arcade, chiusa nel 2003) e la Atari Corporation (defunta nel 1996). Il gigante dell’elettronica RCA chiuse i battenti nel 1986. La Cuisinart è fallita nel 1989, la Pan Am nel 1991, la Bell System nel 1984 ed è stata ristrutturata per ordine del dipartimento di giustizia americano.

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Perché quando piove le ferite fanno male?

MEDICINA ONLINE TUONO LAMPO FULMINE SAETTA DIFFERENZA NEVE GRANDINE PIOGGIA NEVISCHIO GHIACCIO TEMPORALE ROVESCIO TEMPESTA NEVE ARTIFICIALE TECNICA NATURALE TORNADO TROMBA D'ARIA URAGANO CICLONE TIFONENon c’è ancora una risposta univoca e certa alla domanda del titolo. Secondo alcuni ricercatori la causa è nel tessuto delle vecchie ferite: il tessuto cicatriziale è infatti leggermente diverso dal tessuto sano e questa sua diversità fa si che sia più sensibile alle variazioni di pressione del clima e si manifesta come dolore. Quando cambia il tempo (sta per arrivare pioggia ad esempio) cambia infatti la pressione atmosferica (che si abbassa) e ciò si avverte di più nelle parti lesionate come possono essere cicatrici, ferite o fratture, ma anche a livello delle articolazioni.

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Relativamente al dolore articolare che precede il cambio di tempo, Robert Jamison, professore di anestesia e psichiatria alla Harvard Medical School, fa l’esempio del palloncino gonfiato. Quest’ultimo è sottoposto ad una pressione sia interna che esterna, “Se quella esterna cambia, il palloncino si dilata, ampliando la sua volumetria. E’ lo stesso fenomeno che si verifica all’interno delle articolazioni; quando si ha un calo della pressione esterna, determinati tessuti premono sui nervi circostanti, riacutizzando il dolore, questo è probabilmente l’effetto che le persone avvertono, soprattutto se i nervi sono irritati”, aggiunge Jamison.

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Le 38 curiosità che ancora non conosci su Ritorno al Futuro

MEDICINA ONLINE RITORNO AL FUTURO 1 Back to the Future 1985 American science-fiction Robert Zemeckis Bob Gale Michael J. Fox Marty McFly  Christopher Lloyd Dr. Emmett Doc Brown FILM CINEMA WALLPAPER SFONDO HD HI RES PHOTO.jpgQuante curiosità ancora non conosci sul primo film della trilogia “Ritorno al futuro”? Eccone alcune!

38 – Il nome del personaggio di Doc (Emmett) viene dalla parola “time” (tempo), con spelling inverso e pronunciata per sillabe (em-it).

37 – Quando Jennifer e Marty escono dalla scuola e discuno sull’insuccesso del provino, si vede di sfondo una macchina con scritto sulla targa “FOR MARY”, dedicato a Mary Radford. Assistente personale del direttore Frank Marshall.

36 – La giornalista che appare in TV durante la sequenza di apertura è Deborah Harmon, apparsa nel film del 1980 diretto da Robert Zemeckis “la fantastica sfida”.

35 – Nella scena della fattoria quando Marty arriva per la prima volta nel 1955, il nome del figlio del vecchio Peabody è Sherman. Sherman era il nome del bambino viaggiatore del tempo in uno spezzone dello show di cartoni di Jay Ward, “Lo show di Bullwinkle” (1961). Il cane che possedeva la sua macchina del tempo inoltre, si chiamava Signor Peabody.

34 – La data in cui Marty arriva nel 1955, il 5 novembre, è la stessa data del viaggio in ” Time After Time”, diretto da Nicolas Meyer nel 1979

33 – Il liceo di Hill Valley è la Whittier High School a Whittier, in California appena fuori da Los Angeles. E’ la scuola frequentata da Richard Nixon.

32 – Marty, tornato dal passato saluta un barbone chiamandolo Red. Il motivo per cui lo conosce è perché trattasi dell’uomo che nel 1955 faceva il sindaco: Red Thomas.

31 – Quando Marty torna nel 1985 e va a tentare di salvare Doc si può notare che il parcheggio non si chiama più “Twin Pines Mall” ma “Lone Pine Mall”, visto che nel passato uno dei due pini nella fattoria l’ha buttato giù passando con la macchina.

30 – Il generatore di fusione “Mr. Fusion” visibile alla fine del film, è in realtà un macina caffè prodotto dalla Krups.

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29 – Alla fine del film, quando stanno per partire per il 2015 Marty dice la famosa frase “Non c’è abbastanza strada per arrivare a 88”. Curioso che la sera prima Doc sulla stessa strada e nella stessa direzione ci abbia messo pochi secondi per partire. Inoltre si vede benissimo nell’inquadratura prima che la strada è lunga, dritta e senza ostacoli. Chiaramente la battuta serve per giustificare il decollo dell’auto.

28 – Quando la DeLorean fa retromarcia per prepararsi a portare Marty e Jennifer nel futuro alla fine del film, si vede la videocamera dello staff riflessa nella targa.

27 – “Chuck, Chuck! È Marvin! Tuo cugino, Marvin Berry! Sai quel nuovo sound che stai cercando? Bene, senti questo!” Da questa scena si intuisce come l’ispirazione per comporre Johnny B. Goode, Chuck Berry l’ha avuta proprio grazie a Marty che però la suona in virtù del fatto che Berry l’aveva già composta… un bel paradosso!

26 – All’inizio del film si vedono inquadrati gli orologi del laboratorio di Doc. Tra questi ce n’è uno con un omino appeso alla lancetta dei minuti. SI tratta di una citazione di quello che succederà alla fine del film.

25 – Per buona parte del film, Doc Brown cammina incurvato: non sono gli anni. Per compensare la differenza d’altezza tra lui e Marty (più di venti centimetri), Zemeckis impiegò tutta una serie di rialzi e di altri escamotage, ma quando Christopher Lloyd e Michael J. Fox dovevano apparire nella stessa inquadratura, il primo era costretto a piegarsi.

24 – Quando Marty si finge un alieno per spaventare il padre nel sonno (“Silenzio terrestre! Il mio nome è Darth Vader. Sono un extra-terrestre e vengo dal pianeta Vulcano!”), lo sveglia con una cassetta con su scritto “Van Halen”. Si tratta di un brano senza titolo scritto da Edward Van Halen per il film The Wild Life, in cui appariva anche Lea Thompson.

23 – Il capo della Universal, Sid Sheinberg, impose a Zemeckis, il regista, una quantità di modifiche spaventosa. Chiese ad esempio al regista di cambiare il titolo in Spaceman from Pluto e di rimpiazzare con “I am a spaceman from Pluto”, la gag dell’alieno con la tuta antiradiazioni. Sheinberg era convinto che nessuno sarebbe mai andato a vedere nel 1985 un film con la parola “futuro” nel titolo, ma non aveva fatto i conti con Spielberg: il produttore rispose alla richiesta di Sheinberg ringraziandolo per la deliziosa battuta. Tutti ci si fecero sopra una bella risata, Sheinberg non ebbe il coraggio di dire che la sua era una richiesta seria e ingoiò il rospo. Non andò così per le ALTRE sue richieste: il professor Brown divenne Doc Brown, la madre di Marty (nei primi script indicata come Meg e poi Eileen) divenne Lorraine come la moglie di Sheinberg, ed Einstein un cane. Nelle intenzioni di Zemeckis e Gale, Einstein doveva essere uno scimpanzé: Sheinberg disse che nessun film con una scimmia aveva mai fatto del grano e pretese il cane.

22 – Quando Doc spedisce Einstein per un minuto nel futuro, il cane e la DeLorean tornano indietro dopo un minuto e 21 secondi. Il numero 121 doveva piacere a qualcuno, perché i due riappaiono all’1,21 di notte e il flusso canalizzatore richiedeva come noto 1.21 gigowatt di elettricità per funzionare.

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21 – Doc sostiene che ci vogliano 1.21 gigowatt di elettricità per far viaggiare nel tempo ma l’unità di misura corretta è il “gigawatt” non il “gigowatt”.

20 – Da anni circola su internet una voce secondo cui, prima di tirar dentro Robert Zemeckis, Spielberg e la Universal abbiano offerto la regia del film a Leonard Nimoy; questi, raccontano le leggende, avrebbe declinato perché già alle prese con Star Trek IV/Rotta verso la Terra. Bene, qualche anno fa, rispondendo alle domande degli appassionati sul sito bttf.com, Bob Gale (produttore e sceneggiatore del film) ha bollato tale voce come priva di fondamento.

19 – La parte di Marty McFly è stata pensata sin dal primo momento per Michael J. Fox. Come tutti i fan di Ritorno al Futuro sanno, però, la produzione iniziò a girare il film senza di lui, affidando il ruolo a Eric Stoltz. Era successo che Meredith Baxter, collega di Michael J. Fox nel telefilm Casa Keaton, era rimasta incinta: per colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza, gli autori del serial avevano affidato molte più scene del solito a Fox, che non poteva quindi lasciare il set. Bob Gale e Robert Zemeckis ingaggiarono perciò Stoltz e iniziarono le riprese. Dopo quattro settimane, però, si resero conto che non andava e ricontattarono Fox, che riuscì a portare avanti entrambi gli impegni lavorando come un pazzo: di giorno girava Casa Keaton, la sera dopo le 18 il grosso del film (ora sapete perché ci sono così tante scene in notturna), nel week-end gli esterni di giorno. Universal spese circa 3 milioni di dollari extra per rigirare tutte le scene già realizzate con Stoltz. Fox – che per l’impegno con Casa Keaton non ebbe modo di partecipare in seguito ai tour promozionali del film – dormì in quel periodo solo cinque ore per notte.

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18 – Nella scena in cui c’è l’audizione per i gruppi a scuola, Marty e la sua band (i Pinheads) vengono interrotti dal giudice, che dice loro: “Mi dispiace, ragazzi, ma siete troppo rumorosi!”. Il brano era una versione più rockeggiante della theme song “The Power of Love” ed il giudice è proprio Huey Lewis, cioè l’autore per la colonna sonora del film proprio di quel pezzo e di “Back in Time”. In quella scena è interessante notare come le azioni del batterista non corrispondono per nulla con la canzone suonata; quando la musica si interrompe si sente uno stacco di batteria, mentre lui non sta facendo nulla.

17 – Anche Christopher Lloyd era stato la prima scelta per Doc Brown (su pressione del produttore Neil Canton, che aveva lavorato con lui ne Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione) ma in un primo momento aveva rifiutato la parte. Fu la moglie a convincerlo. Lea Thompson fu scelta come Lorraine perché aveva recitato già con Eric Stoltz in The Wild Life, e sempre Stoltz fu indirettamente l’artefice del casting di Biff. L’attore scelto inizialmente, J.J. Cohen, venne considerato non abbastanza alto per fare il bullo con Stoltz e perciò è finito a interpretare uno dei membri della gang di Biff. Sempre parlando di casting, pare che tra i sostituti di Fox, prima di arrivare a Stoltz, sia stato preso in considerazione Ralph Macchio. Il ragazzo del karate rifiutò, considerando il film “solo una storia su un ragazzino, un’auto e delle pillole di plutonio”. Bell’errore di valutazione!

16 – Michael J. Fox è nato solo dieci giorni dopo Lea Thompson (nel film sua madre, con parecchio trucco in faccia) e tre anni PRIMA di Crispin Glover (nel film, suo padre). Non è finita. Wendie Jo Sperber, che interpreta Linda McFly, la sorella di Marty, passa tre anni alla Thompson e sei a Glover.

15 – All’inizio del film c’è un omaggio a Stanley Kubrick voluto da Spielberg. Presente la scena in cui Marty va a casa di Doc e collega la chitarra al superampli? Quando gira la manopola, si vede un’etichetta fatta col dymo: “CRM 114”. È il nome di un accrocchio radio ne Il Dottor Stranamore, sigla poi riutilizzata da Kubrick in altri suoi film (il sedativo durante il trattamento curativo in Arancia Meccanica, un taxi in Eyes Wide Shut). Sempre a proposito di citazioni, il George McFly del 1955 è un patito del telefilm fantascienzo Science Fiction Theatre: in quella serie apparve anche Michael Fox, attore americano classe 1921 per distinguersi dal quale – la Screen Actors Guild non permetteva di registrare due tizi con lo stesso nome – il giovane Michael Fox aveva adottato la J puntata. Relativamente a quando Marty sta per suonare la chitarra, c’è da dire un fatto che non sarà certo sfuggito ai chitarristi: MAI accendere un amplificatore, specie al massimo di volume e gain, senza aver prima attaccato il jack del cavo alla chitarra! Ciò produrrebbe un rumore fortissimo nel momento del tentativo di inserimento del jack, ancor prima di suonare una nota (cosa che invece nel film non accade).

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14 – Nelle innumerevoli versioni dello script (40, si narra) continuamente rigettate dalla produzione, la macchina del tempo ha assunto forme diverse. All’inizio doveva essere un accrocchio laser montato in una stanza apposita, poi un frigorifero finito in un’area di test per ordigni nucleari nel Nevada, e Zemeckis raccontò in seguito che l’idea era stata scartata perché Spielberg aveva paura che i ragazzini finissero per rinchiudersi nel frigo di casa per emulazione. A un certo punto saltò fuori la DeLorean:, ci avete fatto caso che quando l’auto torna da un viaggio temporale, ha la carrozzeria ghiacciata? E’ una citazione proprio del fatto che nella sceneggiatura iniziale la macchina del tempo era costruita con un frigo.
I produttori cambiarono il frigo con l’auto e l’esplosione atomica con i fulmini: questi ultimi erano molto più economici da fare come effetto speciale.
Spielberg, 23 anni dopo avrebbe cambiato idea su quella storia dei frigoriferi e delle esplosioni nucleari: utilizzò l’idea del frigorifero e del sito per i test nucleari del Nevada nel suo film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo del 2008.

13 – Quando venne girato il film, non erano in cantiere dei seguiti. Zemeckis spiegò che altrimenti non avrebbe lasciato salire Jennifer sulla DeLorean con Marty e Doc alla fine. Non a caso, all’inizio del secondo film Jennifer – Claudia Wells non era disponibile perché sua madre si era ammalata, ed era stata sostituita da Elizabeth Shue – viene tolta di mezzo con un escamotage. La scritta “To Be Continued” che molti ricordano prima dei titoli di coda venne inserita nell’edizione in VHS, uscita quando il seguito era già in lavorazione. A proposito sei seguiti: i due sequel, pur avendo molto successo, non hanno sbancato i botteghini come il primo film. Ritorno al Futuro ha incassato negli USA nel primo anno 197 milioni di dollari, Parte II (costato più del doppio) si è fermato a 118, Parte III a 87. Il quarto film, quello che Cristopher Lloyd sognava venisse ambientato nell’Antica Roma, non si è mai concretizzato.

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12 – L’idea di un film del genere balenò nella mente di Bob Gale quando si ritrovò tra le mani l’annuario scolastico del padre. Il futuro autore di Batman e Daredevil si ritrovò a fantasticare su come sarebbe stato frequentare il papà quando era un giovincello e magari diventare suo amico.

11 – Il cognome di Biff, Tannen, è una presa in giro di Gale e Zemeckis all’ex boss della Universal Ned Tanen (una N), che aveva apprezzato talmente tanto lo script del loro 1964: allarme a New York arrivano i Beatles da buttarlo via, accusandoli di essere due antisemiti, nonostante Gale sia ebreo. L’attore che interpreta Biff, Thomas F. Wilson, raccontò di averci quasi rimesso una clavicola nella scena in cui litiga con Marty nel bar. Eric Stoltz lo colpì infatti con troppa foga, in TUTTI i ciak della scena e nonostante Wilson gli avesse raccomandato di andarci piano. L’attore meditava di vendicarsi nella scena del parcheggio durante il ballo, ma quando si arrivò a girarla Stoltz era stato già mandato via.

10 – Il cognome della famiglia di Marty era in un primo momento McDermott: solo che aveva troppe sillabe, e così Zemeckis se n’è uscito con McFly. Peccato. “Non ci cascare tutte le volte, McDermott” suonava troppo tanto benissimo.

9 – Nella prima versione dello script, la schitarrata di Marty (eseguita con una Gibson ES-335, entrata in commercio solo tre anni dopo, nel ’58, e in cui Fox cita, oltre ovviamente a Hendrix, la mimica di Angus Young degli AC/DC, la scalciata alle casse da concerto degli Who e i saltelli su una gamba di Chuck Berry) provocava una rivolta degli studenti, con tanto di ingresso in scena della polizia. Questo, e la scoperta di un “ingrediente segreto” per far funzionare la macchina del tempo, cambiavano il corso della storia, trasformando il presente di Marty, il 1985, in un mondo in cui il rock non era mai stato inventato e tutto era carburato a… Coca Cola. La Coca Cola e la polizia sono poi spariti dalla versione finale della storia, per lasciare posto… alla Pepsi. I film degli anni 80 sono stati sempre ricolmi di pubblicità e pur non arrivando al grande tripudio di loghi del suo primo seguito, anche: il primo Ritorno al Futuro venne imbottito di product placement da un apposito ufficio appena creato dalla Universal. Tra le tante offerte ricevute c’era anche l’interessamento della Coca Cola e della Shell, ma si preferirono Pepsi e Texaco perché i loro loghi nel 1955 erano molto diversi rispetto ai rispettivi loghi degli anni 80 e ciò avrebbe generato confusione. In totale i riferimenti alla Pepsi nel corso del film sono 9: il fatto che Fox fosse allora uno dei testimonial della bibita ha sicuramente influito nella scelta di tale marchio.

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8 – Nel 1955 Marty chiede a un barista una Pepsi Free, cioè una versione senza caffeina lanciata nel 1982, quello capisce che vuole da bere gratis (“free in inglese significa “senza” ma anche “gratis”) e gli risponde che non si fa credito nel suo locale. Nella versione italiana lo stesso gioco di parole non esiste e viene cambiato: McFly chiede una “Pepsi Senza”, e il barista Lou risponde “…senza che? Se vuoi dire senza pagare hai sbagliato porta”. La traduzione è abbastanza fedele, a differenza di un paio di altri scambi di battute resi oggetto di un adattamento piuttosto disinvolto. Sempre nel bar del ’55, pochi secondi prima, Marty chiede una Tab (altra bibita senza zucchero, ma della Coca Cola), il barista capisce che vuole il “conto” e gli chiede di ordinare prima qualcosa; nella versione italiana ovviamente il gioco di parole non si può fare uguale e il dialogo diventa: “Dammi una Fanta” e il barista risponde “Fanta che? Vuoi della fantascienza da bere?”.
L’altro famigerato cambio di marca italico riguarda gli slip. Lorraine chiama Marty Calvin Klein, perché legge il logo sulle mutande, ma in Italia Calvin Klein ancora nonlo conosceva nessuno, perciò si optò per un Levi Strauss, marca già famosissima in Italia.

7 – Tra le aziende che avevano pagato la produzione per inserire pubblicità del suo prodotto nel film, c’era anche una specie di “consorzio delle prugne” della California, il California Raisin Board. 50mila cucuzze per promuovere le prugne nel film. Ma l’idea di piazzare da qualche parte durante il ballo Incanto sotto il mare una tazza piena di prugne faceva lo stesso effetto delle prugne, perciò la produzione non trovò di meglio che piazzare il logo della California Raisin Board su una panchina. La panchina su cui dorme Red il barbone quando Marty torna dal 1955. Quelli delle prugne si sono leggermente arrabbiati ed hanno voluto i soldi indietro. Con John DeLorean invece tutto andò bene: era ovviamente felicissimo di vedere la sua auto co-protagonista del film e scrisse una lettera di ringraziamento a Gale e Zemeckis.

6 – Lo scambio di battute tra Marty e Doc su Reagan (“Ronald Reagan! L’attore! Eh. E il vice-presidente chi è? Jerry Lewis?”) doveva essere approvato dalla Casa Bianca, pare. Sembra che alla fine al presidente degli Stati Uniti Reagan la battuta e il film siano piaciuti parecchio, tanto che nel suo discorso annuale al congresso del 1986 citò la pellicola di Zemeckis: “Never has there been a more exciting time to be alive, a time of rousing wonder and heroic achievement. As they said in the film Back to the Future, Where we’re going, we don’t need roads”. In un making of del film, sull’edizione in DVD, si raccontava come durante una proiezione privata, arrivati a quella scena Reagan abbia chiesto di riavvolgere la pellicola per rivederla.

5 – Prima di approdare alla Universal, l’idea di Gale e Zemeckis venne rifiutata da numerose compagnie. Ma per ragioni diverse. Disney considerò troppo oscena per i suoi standard l’idea di un tizio che viene corteggiato dalla madre. Molte altre compagnie, invece, considerarono il film troppo poco osceno: ricordatevi che quelli erano gli anni de La Rivincita dei Nerds, Scuola di Polizia e Fuori di Testa.

4 – Durante le riprese del film sono state usate tre diverse DeLorean: una per le scene di guida (una DeLorean DMC-12 del 1982 taroccata con un motore Porsche per renderla più scattante), una con gli interni modificati per le riprese in cui gli attori scendevano o salivano dal veicolo, e una tutta smontata per le riprese all’interno dell’abitacolo. Nell’edizione speciale in DVD della trilogia uscita nel 2002 si parlava di un motore 4 cilindri, ma le DeLorean avevano tutte un motore V6 da 130 cavalli. Quella usata su strada era un veicolo regolarmente registrato all’equivalente americano del PRA, con targa 3CZV657 e vanity plate (la targa personalizzata ottenibile pagando un extra alla motorizzazione) “OUTATIME”. La DeLorean venne scelta perché aveva un look sufficientemente fantascientifico, specie per quelle porte ad ali di gabbiano. Quella cosa che Marty ci sbatte ripetutamente la testa contro non era prevista dal copione: uno degli sportelli era difettoso.

3 – Doc non dice mai “Grande Giove!”: il suo“Great Scott!” fu tradotto così solo nei due seguiti, mentre nel primo film è diventato “Bontà Divina!”. “Great Scott” era una espressione di sorpresa diffusa nel 19° ed in parte del 20° secolo, riferendosi a allo scrittore scozzese sir Walter Scott e successivamente al generale statunitense Winfield Scott.

2 – La scena in cui Lorraine segue Marty di nascosto a casa di Doc e il dottor Brown la saluta timidamente è l’unica volta in cui Cristopher Lloyd e Lea Thompson hanno interagito davanti ad una cinepresa, pur essendo apparsi insieme in cinque film e un film per la TV: i tre Ritorno al FuturoDennis la Minaccia (1993), il corto Haunded Lighthouse (2003) e The Right to Remain Silent (1996).

1 – Ritorno al Futuro è stato il film di debutto per Billy Zane: è Match, uno degli sgherri di Biff. Un anno prima di Critters gli extraroditori e dodici prima di fare la parte del cattivo nel film Titanic di James Cameron con Leonardo DiCaprio.

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Quante persone uccide ogni anno il virus HIV che causa l’AIDS?

MEDICINA ONLINE CELL CELLULA LABORATORIO MEMBRANA ORGANULI MORTE APOPTOSI BLOOD TEST INFIAMMAZIONE GRANULOMA SANGUE ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMOREAnche se il numero di decessi annuali relativi al virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è diminuito negli ultimi anni, si stima che oltre un milione e mezzo di persone muoiano ogni anno a causa del virus HIV e della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) che esso causa. La maggioranza di queste morti riguarda l’Africa sub-Sahariana. Il virus HIV attacca le cellule del sistema immunitario di una persona indebolendolo nel corso del tempo, il che rende molto difficile per l’individuo infetto combattere altre malattie, anche un smplice raffreddore.
Oggi, le persone con HIV vivono più a lungo rispetto al passato, una tendenza che coincide con una maggiore disponibilità della terapia antiretrovirale, così come con il calo delle nuove infezioni dal picco dell’epidemia di AIDS nel 1997, tuttavia, non esiste nessuna cura per l’HIV.

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Febbre gialla, dengue ed altre malattie trasmesse dalle zanzare

MEDICINA ONLINE ZANZARA TIGRE MOSQUITO MOSKITO MOSCA INSETTO MOSCA PUNTURA MORSO PRURITO PELLE PUNGE FASTIDIO ESTATE ATTRAE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTODiffondendosi attraverso la puntura di una zanzara infetta, virus come dengue, febbre del Nilo e febbre gialla uccidono più di 50.000 persone in tutto il mondo ogni anno.
Anche la Malaria si sviluppa dalle zanzare, ma è causata da un parassita e non da un virus (uccide più di 600 mila persone ogni anno).
Almeno il 40 per cento della popolazione mondiale, ovvero circa 2,5 miliardi di persone, sono a rischio di gravi malattie e morte per malattie virali trasmesse dalle zanzare.

La febbre emorragica dengue, che è endemica in alcune parti del Sud America, Messico, Africa e Asia, prende circa 22.000 vite ogni anno.
E’ un’ infezione mortale che provoca febbre alta e può portare a shock settico.
Ancora più mortale della dengue è la febbre gialla, che colpisce soprattutto le persone in America Latina e in Africa.
La malattia provoca circa 30.000 morti in tutto il mondo, secondo l’OMS.

Meno mortale, ma ancora pericoloso è il virus del Nilo occidentale, una malattia neurologica virale che si sviluppa dalle zanzare che pungono gli esseri umani dopo aver banchettato con gli uccelli infettati con il virus.

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Differenza tra animale e vegetale

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA GHEPARDO LEOPARDO GIAGUARO MANDIBOLA CARATTERISTICHE NASO DENTI ANIMALE DIVERSITA COCRODILE WALLPAPER COCCODRILLO DEL NILO SFONDO HDLe differenze esistenti fra animali e piante non sono così grandi come ognuno potrebbe pensare. Infatti, se differenze esistono, sono soltanto differenze che riflettono la conformazione dei vari organi. Per quanto riguarda, invece, le funzioni che caratterizzano gli esseri viventi, possiamo dire che le piante, pur con modalità differenti, compiono tutte le funzioni che abbiamo studiate negli animali.
Molti affermano che, mentre gli animali sentono e si muovono spontaneamente, le piante non possiedono queste facoltà e, dicendo ciò, commettono un grave errore. Infatti, se è vero che gli animali sentono, non è meno vero che anche le piante sono capaci di avvertire i vari stimoli provenienti dal mondo esterno e, se gli animali si muovono, anche molte piante sono capaci di compiere dei movimenti.
Citerò alcuni esempi per convincervi di ciò. Esiste una piantina: la mimosa sensitiva, le cui foglie sono composte di numerosissime fogliettine. Ebbene, basta toccare una di queste fogliettine perché questa si chiuda e lo stesso facciano, successivamente, tutte le altre.
Un’altra pianticella, la genzianella che vive sulle Alpi, non appena è colpita dai primi raggi del sole nascente, apre tosto i suoi fiori; ma basta che una nuvola offuschi un poco il sole perché i suoi fiori si chiudano rapidamente. Ancora, se lasciamo una pianta in una stanza buia nella quale da una fessura penetri un po’di luce; dopo qualche ora vedremo che le foglie della pianta si sono spostate in modo da dirigersi tutte verso la sorgente luminosa.
Ora, questi esempi e molti altri che potremo portare, dovrebbero essere sufficienti a dimostrarci come anche le piante siano capaci di sentire gli stimoli provenienti dal mondo esterno e di reagire ad essi compiendo dei movimenti.
Ci si potrebbe obbiettare che le piante si muovono sì, ma senza spostarsi da un posto all’altro  Possiamo rispondere che esistono delle piante, così piccole da non potersi scorgere ad occhio nudo, che sono capaci di spostarsi da un punto all’altro.
E poi, dobbiamo tener presente che l’immobilità delle piante dipende dal fatto che esse sono capaci di fabbricarsi il nutrimento sfruttando le sostanze del terreno e dell’aria atmosferica, mentre gli animali sono costretti a spostarsi da un posto all’altro per procurarselo.
Da quanto si è detto, possiamo arrivare alla conclusione che differenze sostanziali ed assolute fra animali e piante non ne esistono e che la vita è una, pur nelle sue molteplici manifestazioni.

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