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Informazioni su dott. Emilio Alessio Loiacono

Medico Chirurgo iscritto all’albo dei Medici Chirurghi di Roma con numero d’iscrizione 61477. Direttore del gruppo di ricerca Medicina OnLine.

Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

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Per comprendere meglio quello di cui stiamo parlando, vi consiglio di leggere prima questo mio articolo: Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?

Cosa significa sognare topi e ratti?

Sognare topi e ratti provoca in genere una sensazione di disgusto o di paura. Indica che  inconsciamente si ha paura di qualcosa, che ci si sente insignificanti ed inadeguati, che si manca di autostima. Il subconscio potrebbe volerci dire che stiamo perdendo troppo tempo a nasconderci all’ombra di qualcun altro. Sognare un topo indica anche il nostro timore di affrontare una piccola scocciatura, qualcosa che ci darà fastidio, oppure che ci stiamo lasciando affliggere da fatti di poco conto (piccoli come i topolini che sogniamo) e che dobbiamo dare il giusto valore a questi eventi. Ci sono sentimenti e pensieri che ci rodono. Anche una immotivata timidezza. Per molti i topi dipingono i loro sentimenti di repulsione, orrore, ribrezzo, che persistentemente ed inconsciamente ne pervadono la vita. Vedere topi nei sogni è molto frequente, perché sono portatori di pensieri negativi che ci angosciano e ci tormentano, come l’invidia e la gelosia che ci  “rodono” la coscienza. Possono essere considerati anche come segnali di presenze nemiche fra le nostre relazioni, di un amico insincero. Sognarli potrebbe metterci in guardia da pericoli in agguato. I topi nei sogni possono anche collegarsi all’istinto sessuale, soprattutto nel caso di un topo con una grossa e lunga coda, o alla paura del sesso e del pene maschile, specie se il topo è visto come qualcosa che invade la nostra casa, i nostri spazi, il nostro corpo.

Leggi anche: Come imparare a ricordare i sogni

Cosa significa sognare un serpente?

Sognare serpenti può avere tantissimi significati:  l’animale infatti richiama alla mente tanti diversi simboli. Secondo Freud il serpente è associato alla sessualità ed è infatti un simbolo fallico che  può rappresentare sia la fertilità che le tentazioni, tanto che nell’uomo soprattutto nella fascia adolescenziale, può star a significare il suo bisogno di sentirsi affermato come uomo virile e dotato di una sessualità. Nella donna, invece, può simboleggiare l’attrazione ma al contempo la paura nei confronti del sesso, Jung invece associa ai rettili l’energia sessuale. Oltre agli aspetti più psicologici del sognare i serpenti, ricordiamo che nell’immaginario comune questo animale è visto come cattivo e infido, basti pensare ad esempio a come l’immagine di qualcuno che crediamo cattivo venga a volte associata al serpente, inoltre  anche nelle religioni il serpente è simbolo del peccato e della tentazione. Sognare un serpente che striscia e sibila rappresenta la presenza nella nostra vita di conoscenze che nutrono invidie nei nostri confronti e che non sono completamente sincere con noi. Sognare un serpente attorcigliato a noi indica che stiamo reprimendo i nostri istinti sessuali e che dovremmo lasciarci andare di più, se invece è attorcigliato ad un’altra persona, indica una nostalgia nei confronti di quest’ultima.

Cosa significa sognare un serpente morto o ucciderlo?

Sognare un serpente morto o sognare di uccidere un serpente simboleggia l’aver sconfitto una paura e può essere associato alla maturità, al sentirsi meno bisognosi di cure materne e capaci di prendere da soli le proprie decisioni, tuttavia può anche rappresentare una repressione degli istinti che invece dovreste accogliere.

Leggi anche: La morte per mancanza di sonno è davvero possibile? Per quanto tempo si può restare svegli?

Cosa significa sognare di essere morsi da un serpente?

Sognare di essere morsi da un serpente sta a rappresentare una situazione di malessere dovuta a delle critiche che avete ricevuto e per le quali non riuscite a trovare un giustificazione, critiche per voi eccessive e senza motivo che vorreste allontanare, sognare invece che il serpente morde gli organi genitali può avere significati differenti, o mettere a freno le proprie pulsioni o quello di superare una preoccupazione che ci affligge e che ci frena nei nostri rapporti.

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Cosa significa se è un uomo a sognare gatti o cuccioli di gatto?

I gatti rappresentano il lato femminile della psiche maschile; possono simboleggiare dunque la vulnerabilità. I gatti, più che i cani , sono spesso apprezzati e associati con indipendenza e auto-sostenibilità. Tuttavia, l’immagine del gattino indifeso è un’immagine ben radicata nell’inconscio collettivo: se si sogna dei cuccioli, dei gattini appena nati, se si ascoltano dei miagolii, può essere un’indicazione che il sognatore non solo si sente vulnerabile, ma incapace di ottenere aiuto. In questo caso, il sognatore dovrebbe guardare alla propria vita reale e verificare se (lui o lei) non viene ascoltata o se il problema è l’incapacità di chiedere aiuto. Sognare dei gattini potrebbe anche significare che il sognatore ha intrapreso un nuovo progetto o fase della vita che è in uno stato vulnerabile e ha bisogno di nutrimento. In alcuni casi sognare di essere un gattino può indicare un senso di inferiorità, specie se nel sogno sono presenti altri gatti più grandi che incutono timore.

Cosa significa se è una donna a sognare gatti?

Nei sogni delle donne, i gatti sono di solito simboli di come la donna vede sé stessa. La percezione personale di cui comprende non solo come la donna pensa di sé stessa fisicamente, ma anche di come si riferisce al suo intuito, la sua creatività, e di come lei si vede rispetto agli uomini. Gatti sani nei sogni possono indicare che una donna ha un alto livello di fiducia in sé stessa molto altro. Avere fiducia in sé stessi è molto diverso da dire di essere arrogante: fiducia in sé stessi indica un senso di comfort con sé stessi; ci si sente completamente a proprio agio nella propria pelle. Uno si affida all’intuizione e alle decisioni prese sulla base di tale intuizione. Sognare i gatti in buona salute può anche significare che una si è un donna di potere. Il potere non è sinonimo di controllo. Controllare le persone che cercano e tenere tutto sotto controllo è proprio perché si sentono di non avere alcun potere. Il potere è neutrale, né bene né male. Il potere è la capacità di influenzare il cambiamento, non la propria capacità di controllare gli altri intorno. Quando si ha il potere viene da fidarsi di sé stessi, perché si possono ottenere risultati. Sognare cuccioli di gatto, nella donna, simboleggia un desiderio di maternità o una vulnerabilità correlata ad una nuova situazione di vita che incute timore. In alcuni casi sognare di essere un gattino, come accade per l’uomo, può indicare nella donna un senso di inferiorità, specie se nel sogno siamo circondati da gatti più grandi ed aggressivi.

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Cosa significa sognare il sangue?

Sognare il sangue è associato al concetto di vitalità, a prescindere che si sogni il proprio sangue o quello di qualcun altro. Il sangue è quasi naturalmente associato alla circolazione dell’energia vitale nel corpo umano. Questo nesso può ricondurre anche alla propria famiglia, ai propri discendenti diretti (i cosiddetti “legami di sangue”).
È anche possibile ravvisarvi un’interpretazione omofonica in cui il suono della parola sangue è associabile alla parola “senza”, ovvero a una mancanza. Sognare il sangue può anche rinviare all’immagine del vampiro, ovvero alla paura di essere deprivati della propria forza vitale da parte di un predatore. Per Sigmund Freud, sognare il sangue allude al desiderio di rapporti sessuali. Non è il desiderio di un individuo specifico quanto piuttosto l’espressione di una libido che è al suo massimo grado di espressione e di necessità. Sognare sangue denota quindi una sessualità scarsamente appagata e che come tale ha bisogno di esprimersi, di manifestarsi con enfasi. Indica la presenza di una pulsione forte e impellente. Freud associa il colore rosso del sangue alla passione divorante e all’intensità della libido.

Cosa significa sognare i denti?

Perdere i denti è un sogno ricorrente e cela quindi significati simili per tutte le persone. In generale i denti vengono associati alla carica sessuale, alla forza vitale, al vigore e alla salute (difatti in vecchiaia perdiamo i denti), all’aggressività. Il loro compito è afferrare, mordere, sminuzzare il cibo. Perderli può indicare la perdita di alcuni di questi aspetti e per capire quali è fondamentale contestualizzare il sogno. I denti servono per mordere, afferrare, sorridere, “ringhiare”, ma anche incidere, tagliare, strappare ed è partendo da queste funzioni pratiche che si può risalire al significato simbolico. Ovviamente, a seconda della tipologia svolgono funzioni leggermente diverse, i canini per esempio, essendo originariamente adibiti a strappare e triturare, vengono associati all’aggressività.  Riconoscere quali denti cadono in sogno può fornire quindi ulteriori informazioni sul messaggio onirico.

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Lo operano per un tumore e gli trovano 40 coltelli nella pancia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAIncredibile fatto accaduto in un ospedale indiano. Una equipe di cinque chirurghi ha operato ad Amritsar (Stato di Punjab) un agente di polizia che aveva manifestato forti dolori al ventre, estraendo dal suo stomaco 40 coltelli, che aveva ingerito di sua volontà, molti a serramanico chiusi, ma altri aperti e con la lama esposta. Dopo le prime visite nell’Amritsar Corporate Hospital i medici avevano ipotizzato, confortati da una ecografia, la presenza di una grossa massa tumorale. Ma successivamente una tomografia computerizzata ha materializzato una ipotesi incredibile, ha dichiarato il capochirurgo Jatinder Malholtra, e cioè che «nello stomaco del paziente era stato identificato un gran numero di oggetti simili a coltelli».
Quando «è cominciato l’intervento chirurgico – ha aggiunto – abbiamo subito trovato, uno dopo l’altro i coltelli, molti chiusi, ma alcuni aperti e lunghi quasi 18 centimetri». In 20 anni di professione, ha assicurato stupefatto Malholtra, «non avevo mai visto una cosa del genere. E se non fossimo intervenuti, presto il paziente sarebbe morto per le ampie ferite interne che si era prodotto». L’operazione è durata 5 ore.
I sanitari hanno chiesto al paziente, affetto da disturbi psichiatrici e che ora è in convalescenza e sta riprendendosi, in quanto tempo avesse ingerito i coltelli, ricevendo come risposta «due mesi».

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Depressione post coitale: perché le donne piangono dopo aver fatto l’amore? Cause e cura

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERATra gli uomini è un fenomeno estremamente raro, tra le donne è invece molto più diffuso di quello che si pensi, almeno a giudicare da quello che mi riferiscono le mie pazienti donne: sto parlando del pianto dopo l’orgasmo o del pianto che segue un rapporto anche quando la donna non raggiunge l’orgasmo. La prima cosa che mi sento di fare è rassicurare gli uomini all’ascolto: il pianto post rapporto non deve spaventare gli uomini né farli sentire inadeguati o in colpa per aver fatto qualcosa di male nei confronti della partner, perché la maggior parte delle volte è un pianto che semplicemente incornicia una emozione fortissima provata dalla donna durante il rapporto. Altre volte però, il pianto della donna dopo il sesso può essere il sintomo del “post sex blues” anche chiamato “depressione post coitale”. Analizziamo bene i vari scenari possibili.

Leggi anche: Perché si piange? Per quale motivo si piange di gioia, di dolore e dal ridere? A che servono le lacrime?

La donna piange dopo il rapporto per il troppo piacere

Alla volte, le lacrime possono essere provocate dalla forte intensità del momento, da gioia e commozione, da un piacere così intenso e profondo che arriva a far piangere. Del resto le donne, molto più che gli uomini, si esprimono anche con il pianto e le lacrime possono essere un modo proprio per esprimere la forte emotività del momento. Piangere mentre si fa l’amore o dopo può essere il modo naturale attraverso il quale una donna manifesta le proprie emozioni.

Il pianto liberatorio dopo il sesso

Spesso per la donna il pianto dopo l’orgasmo è un pianto liberatorio: durante il rapporto intimo c’è la tensione verso il piacere, con il raggiungimento del piacere ci si lascia completamente andare e dopo possono arrivare le lacrime. La tensione si scioglie all’improvviso dopo il picco del piacere, la donna entra in una “fase nuova” del momento e subentra uno stato di profonda emotività.

La donna piange perché l’uomo si allontana dopo il sesso

Quando una donna è profondamente innamorata del proprio compagno, il momento immediatamente successivo al raggiungimento dell’orgasmo può essere vissuto come una sorta di perdita: il culmine del piacere è stato raggiunto e la donna e l’uomo si sono disgiunti, una sensazione che potrebbe essere vissuta dalla donna come un incanto che si spezza, da qui la malinconia e la tristezza che possono portare alle lacrime. Il suggerimento per gli uomini, in questi casi, è di stare vicino alle proprie compagne ed abbracciarle, in modo che il contatto fisico e l’intimità non si interrompano.

Leggi anche: Quali sono le differenze tra orgasmo vaginale e clitorideo?

La donna piange per il post sex blues o depressione post coitale

Il pianto post-orgasmo può dipendere anche da uno stato diverso dalla semplice liberazione emotiva o dalla commozione. Si può verificare nella donna, dopo il raggiungimento del piacere, un profondo stato di tristezza, una sensazione di solitudine, fino ad arrivare all’angoscia, chiamato dagli psicologi “post sex blues” o “depressione post coitale”.

Da cosa è causata la depressione post coito?

Questo particolare tipo di depressione non dipende necessariamente dal rapporto sessuale in sé, che può essere stato molto appagante, né dalla relazione di coppia, che può essere soddisfacente. Ma allora perché avviene? Alla base di questo transitorio stato di depressione, che può portare al pianto, ci può essere una causa fisiologica ed una componente psicologica, che possono essere anche presenti contemporaneamente:

  • causa fisiologica: la tristezza post-orgasmo può essere scatenata dal brusco calo delle endorfine nel sangue che hanno raggiunto l’apice durante l’orgasmo per poi precipitare subito dopo, dando una sensazione di abbattimento relativo, prima di ritornare sui livelli normali;
  • cause psicologiche: la componente psicologica può essere molto variegata, tuttavia la maggior parte delle volte il pianto viene provocato da un crollo psicologico che si verifica nella donna dopo il rapporto sessuale a causa della tensione e dell’ansia da prestazione accumulate prima e durante il rapporto. Alla base di questa componente vi è una mancanza di autostima da parte della donna.

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I consigli per superare la depressione post coitale?

Di solito il post sex blues” è transitorio: tende a sparire completamente in pochi minuti. In ogni caso è importante imparare a riconoscerlo e capirne le origini, così come parlarne con il partner per non farlo sentire a disagio o inadeguato. Quando la tristezza e il pianto post-orgasmo dipendono da cause psicologiche si possono mettere a punto delle strategie per contenerli, come chiedere al proprio partner vicinanza, coccole e rassicurazioni. Quando invece alla base ci sono cause fisiologiche occorre imparare ad accettarle senza giudicarle e spiegare bene al partner quello che sta succedendo, in modo da non farlo sentire inutilmente responsabile. L’importante è la condivisione di coppia e affrontare insieme anche queste situazioni. Se notate che la depressione post coitale non accenna a diminuire dopo alcuni minuti e prosegue durante la giornata, potrebbe essere utile l’intervento di uno psicoterapeuta o di un medico.

Se credi di soffrire di depressione post coitale ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo problema.

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Smetti di essere schiavo e trova la tua verità: è l’unico modo per liberarti dall’ignoranza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma OSHO SMETTI DI ESSERE SCHIAVO Religione Dio Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio“Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia di vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di deprogrammazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta, perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere… ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità.
Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull’intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio del sistema, non una particella della massa. Voglio darti un’integrità, una libertà dell’anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, che sia cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall’ignoranza, dall’infelicità, dall’angoscia.”

Osho Rajneesh, meglio noto come Osho, filosofo e maestro spirituale indiano, nella intervista che gli fece Enzo Biagi andata in onda su Rai Uno il 12 gennaio 1986

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Charlie Hebdo scherza sui morti del terremoto con una vignetta choc

Dott Emilio Alessio Loiacono CHARLIE HEBDO SEISME A ITALIENNE VIGNETTA DISEGNO ILLUSTRAZIONE SATIRA SCOSSA TERREMOTO EPICENTRO ROMA RIETI PERUGIA MAGNITUDO 5.5 LAZIO TOSCANA UMBRIA CENTRO ITALIA SISMOGRAFO Morti Vittime Preghiera Pensiero.jpgL’ho scoperto poco fa e ho provato un senso di disagio che non è ancora passato. Charlie Hebdo, il periodico settimanale satirico francese diventato famoso per l’attentato del 7 gennaio 2015 in cui persero la vita dodici persone, ha pubblicato una illustrazione sul terremoto italiano di Accumoli del 24 agosto.

Il sangue raffigurato come sugo di pomodoro, i morti sepolti dalle macerie disegnati come tanti strati di lasagne. Non è piaciuta a nessuno questa vignetta, generando subito un’ondata di indignazione collettiva, non solo in Italia, che è esplosa sui social contro il mensile francese.

“Sisma all’italiana” è il titolo della vignetta che appare sull’ultima pagina del numero uscito il 31 agosto, quando tutta Italia stava ancora piangendo i morti. Il disegno, firmato dal vignettista Felix, vorrebbe interpretare in salsa “ironica” il dramma che ha colpito il Paese, con quasi 300 morti, interi paesi rasi al suolo e migliaia di sfollati. Un ferito insanguinato con la didascalia “Penne al pomodoro”, un’altra con quella “Penne gratinate”, i corpi sepolti con la scritta “Lasagne”. E’ solo una delle tante vignette che appaiono nell’ultima pagina del periodico, tradizionalmente intitolata “Le altre possibili copertine”. Nella stessa pagina anche una freddura che recita: «Non si sa se il terremoto abbia urlato Allah Akbar prima di colpire».

Capisco che satira e black humor sono per definizione irriverenti e non devono fermarsi di fronte alle tragedie, altrimenti sarebbero altre cose. Per coerenza dovrei lasciare correre, però stavolta penso ai bambini morti, agli orfani, alle intere famiglie distrutte, alle vite annientate in un attimo e davvero non ce la faccio ad essere coerente e lo devo dire: questa vignetta è raccapricciante.

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Morire a 17 anni per un succhiotto sul collo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MORIRE SUCCHIOTTO SUL COLLO HD Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia LinfodrenaggioA volte anche le cose apparentemente più innocue, possono rivelarsi mortali. Un banale succhiotto è costato la vita a un ragazzo di 17 anni, morto in seguito a un ictus cerebrale determinato dal succhiotto sul collo fattogli dalla sua fidanzata. Julio Gonzalez Macias, di Città del Messico, era a tavola con la sua famiglia quando ha cominciato ad avere le convulsioni. Secondo quanto riporta il Daily Mail, la sua ragazza gli aveva lasciato il segno sul collo poche ore prima, e sarebbe stato proprio il succhiotto a creare un coagulo di sangue che ha viaggiato lungo il torrente circolatorio fino ad una arteria cerebrale dello sfortunato giovane. L’intervento dei paramedici è stato immediato, ma Julio è morto lo stesso.

Non è la prima volta che accade

La fidanzata, una ragazza di 24 anni, è al momento irreperibile, poiché teme di essere accusata di omicidio dalla famiglia Gonzalez, che la ritiene responsabile della morte del figlio. Il caso in Messico non è isoltato: già nel 2011 in Nuova Zelanda una donna di 44 anni è rimasta parzialmente paralizzata dopo aver avuto un ictus in circostanze simili. Allora i medici notarono un livido in dissolvenza e un’arteria danneggiata in corrispondenza. In quel caso, il dottor Teddy Wu dichiarò: “A mia conoscenza, è la prima volta che qualcuno viene ricoverato in ospedale per un succhiotto”.

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Aceruloplasminemia: sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO (2)L’aceruloplasminemia è una rarissima patologia neurodegenerativa genetica contraddistinta da accumulo di ferro nel cervello causato dalla completa assenza dell’attività della ceruloplasmina ferrossidasi dovuta a mutazioni omozigoti del gene della ceruloplasmina. E’ caratterizzata da anemia associata a degenerazione della retina, diabete mellito e vari sintomi neurologici.

Epidemiologia

Colpisce una persona su un milione, esordisce in età adulta. Essendo una malattia estremamente rara, in letteratura scientifica sono stati descritti meno di 60 casi.

Cause

La aceruloplasminemia è una malattia genetica causata da mutazioni nel gene della ceruloplasmina, una proteina coinvolta nel metabolismo del ferro. Viene ereditata dai genitori e si trasmette con modalità autosomica recessiva.

Trasmissione autosomica recessiva

Una malattia è detta a trasmissione autosomica recessiva quando l’allele alterato deve essere presente in coppia (omozigosi), cioè sono necessarie due copie dell’allele difettoso per far sì che la malattia si esprima, a prescindere dal sesso. Non basta un solo genitore portatore sano o malato, bensì entrambi i genitori devono essere portatori sani o malati. Il fenotipo quindi si esprime quando nel genotipo dell’individuo sono presenti entrambi gli alleli responsabili, fatto che spiega l’alta probabilità di sviluppare malattie genetiche in caso di incesto. Quindi:

  • un individuo che possegga entrambi gli alleli alterati: è portatore ed è malato;
  • un individuo che possegga solo un allele alterato: è portatore ma è sano;
  • un individuo che non possegga nessun allele alterato: NON è portatore ed è sano.

Essere portatore sano vuol dire quindi NON avere la patologia ma possedere nel proprio genotipo un allele mutato, che può essere trasmesso alle generazioni successive.

Dalla combinazione delle possibili condizioni di genitori sani, malati e portatori sani, deriva la distribuzione probabilità che la malattia sia trasmessa ai figli:

  • genitori malato-malato: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 100%;
  • genitori sano-malato: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 100%;
  • genitori malato-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori sano-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca sano è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori portatore-portatore: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 50% mentre è del 25% che nasca sano o malato.

Se nessuno dei genitori ha un allele mutato, non c’è ovviamente alcuna trasmissione autosomica recessiva ed i figli saranno tutti sani e NON portatori dell’allele mutato.

Nell’immagine che segue, è raffigurata la tipica situazione in cui entrambi i genitori sono sani ma portatori dell’allele mutato:

  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli alterati e sarà malato ed ovviamente portatore;
  • due figli su quattro avranno un allele normale ed uno alterato e saranno sani ma anche portatori;
  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli normali e sarà sano e NON portatore.

MEDICINA ONLINE GENETICA TRASMISSIONE AUTOSOMICA DOMINANTE RECESSIVA GENI CROMOSOMI ALLELE MALATO PADRE FIGLI PERCENTUALI TRASMESSO MALATTIA GENICA MADRE GENITORE XX XY.jpg

Le altre quattro situazioni possibili sono raffigurate nelle seguenti immagini:

Sintomi e segni

Come già in parte prima accennato, l’aceruloplasminemia si manifesta nell’adulto con degenerazione retinica, diabete mellito e anemia. L’anemia nella aceruloplasminemia è refrattaria al trattamento con il ferro. Altri sintomi sono di tipo neurologico:

  1. atassia cioè mancanza di coordinazione muscolare che rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari (mancanza di coordinazione fra tronco e braccia, tronco e capo, incoordinazione dei movimenti dell’occhio, incontinenza, difficoltà di deglutizione);
  2. movimenti involontari (blefarospasmo, contrazioni del viso, distonia della faccia e del collo, tremori e corea);
  3. parkinsonismo (tremore tremore a riposo che diminuisce con i movimenti volontari e scompare durante il sonno);
  4. depressione;
  5. deficit cognitivo.

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio si basa su:

  1. assenza della ceruloplasmina sierica;
  2. bassa concentrazione sierica di rame e di ferro;
  3. alta concentrazione sierica di ferritina.

La diagnosi è suggerita inoltre dal riscontro alla risonanza magnetica cerebrale di una caratteristica anomala bassa intensità di segnale, che riflette l’accumulo di ferro nel cervello (striato, talamo, nucleo dentato) e nel fegato, nelle immagini T1, T2 pesate. L’analisi genetica può confermare la diagnosi. La diagnosi differenziale si pone con le altre forme di NBIA a esordio tardivo, lentamente progressive, compresa la neurodegenerazione atipica associata al difetto di pantotenato-chinasi (PKAN), la neuroferritinopatia, l’emocromatosi ereditaria, la malattia di Wilson, la malattia di Huntington, l’atrofia dentato-rubro-pallido-luisiana (DRPLA), la malattia di Parkinson giovanile, le atassie spinocerebellari ereditarie (si vedano questi termini) e gli effetti o la tossicità da farmaci.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale per le gravidanze ad aumentato rischio può essere disponibile presso laboratori specializzati, nei casi in cui la mutazione responsabile della malattia sia stata preventivamente identificata in un soggetto affetto della famiglia.

Trattamento

Il trattamento si basa sulla somministrazione orale o endovenosa di chelanti del ferro (deferiprone o deferasirox), che producono un miglioramento del diabete e dei sintomi neurologici. La combinazione di desferoxamina e plasma umano fresco congelato (FFP) contribuisce a ridurre il contenuto epatico di ferro. Gli antiossidanti, come la vitamina E, e la somministrazione orale di zinco possono prevenire il danno tissutale.

Prognosi

La prognosi è legata all’insufficienza cardiaca da accumulo di ferro nell’organo. Sono noti 5 pazienti con aceruloplasminemia deceduti per insufficienza cardiaca, probabilmente secondaria all’accumulo intracardiaco di ferro in un arco di 60 anni. In assenza di insufficienza cardiaca e con un adeguato trattamento del diabete, la prognosi è buona.

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La melatonina diminuisce testosterone, libido, muscoli e quantità di sperma?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MELATONINA TESTOSTERONE LIBIDO MUSCOLI SPERMA EIACULAZIONE SESSO Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Cavitazione Radiofrequenza Seno Pene Massaggio Dieta  Proteine Muscoli PalestraLa melatonina è una sostanza prodotta principalmente dalla epifisi (o ghiandola pineale) che agisce sull’ipotalamo e ha la funzione principale di regolare il ciclo sonno-veglia. La produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano: diminuisce quando l’uomo è esposto alla luce del giorno, mentre aumenta quando scende l’oscurità e ciò favorisce il sonno, per questo motivo è usata spesso come integratore al posto dei farmaci per trattare l’insonnia.
Inizialmente si pensava fosse un ormone, ma ciò è falso per vari motivi: è secreta anche da altri organi e non solo dalla pineale; non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina; provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli; se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare.

La melatonina influenza libido, testosterone, muscoli e quantità di sperma?

La melatonina ha molte qualità ma purtroppo, secondo alcuni ricercatori, sembra influenzare negativamente sesso ed intera sfera sessuale dell’uomo, interferendo nell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, che vedete raffigurato nell’immagine.
La melatonina assunta in quantità elevate con integratori alimentari diminuirebbe – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuirebbe la sintesi di testosterone e quindi la libido e la muscolatura (forza e volume dei muscoli). Più precisamente, inibirebbe la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma.

Uno studio ritenuto autorevole pubblicato sul Journal of Andrology e condotto per 6 mesi, arriva a questa conclusione:

La somministrazione a lungo termine di melatonina è associata a una riduzione della qualità dello sperma in un certo numero di uomini sani, probabilmente attraverso l’inibizione dell’aromatasi a livello testicolare.

Potete trovare lo studio in questo pdf: Melatonin Administration Alters Semen Quality in Healthy Men

Pur essendo questa correlazione ad oggi ancora molto dibattuta e controversa, se cercate un aumento del testosterone e quindi un aumento della libido, dei muscoli, della forza, del testosterone e della quantità di sperma emessa con l’eiaculazione (nonché migliori erezioni), dovreste probabilmente smettere di assumere la melatonina, o almeno – se indispensabile – limitare l’assunzione alla dose di 1mg/die.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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