Le disgustose immagini dell’addestramento degli elefanti per il circo: BASTA con questi spettacoli indegni

Queste immagini mostrano la tortura a cui sono sottoposti gli elefanti, anche cuccioli, quando vengono “addestrati” a diventare veri e propri fenomeni da baraccone nei circhi. Gli elefanti e gli altri animali usati nei circhi (e negli zoo) sono sfruttati dai loro padroni in maniera indegna, abusati ed imprigionati senza alcuna colpa, quando invece dovrebbero essere liberi nella natura. Basta con questo scempio.

Gli animali non sono oggetti da sfruttare, sono anime da amare.

 

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Elettroforesi delle proteine o protidogramma: valori e significato clinico

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-elettroforesi-proteine-protidogramma-albumina-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenzL’elettroforesi delle proteine del siero (o siero proteine) viene anche chiamata protidogramma ed è una analisi di laboratorio in uso da diversi anni e ancora sempre attuale, che permette di separare, identificare e valutare le proteine del siero.

Le proteine del siero sono di cinque tipi:

  1. L’albumina, che generalmente rappresenta la quantità più elevata di proteine che si trovano nel siero. E’ la proteina prodotta dal fegato ed ha diverse funzioni, tra cui la conservazione corretta dei liquidi nell’orga­nismo perché con la sua presenza fa in modo che i liquidi stiano all’in­terno dei vasi sanguigni e non debordino (sovrintende alla cosiddetta “pressione osmotica”). Inoltre, ha il compito di trasportare, attraverso il sangue, i principi attivi dei farmaci che vengono assunti, gli ormoni e le sostanze come la bilirubina.
  2. Le Alfa-1-globuline. proteine diffuse nelle cellule dove svolgono una funzione di trasporto dei lipidi, dei grassi del sangue e degli ormoni.
  3. Le Alfa-2-globuline, che, come le Alfa-1-globuline, sono proteine diffu­se nelle cellule adibite al trasporto di alcune sostanze come i lipidi e gli ormoni.
  4. Le Beta-globuline, proteine con funzione di trasporto di sostanze pre­senti nel sangue. In particolare tra queste è presente la transferrina, che trasporta il ferro.
  5. Le Gamma-globuline, le più importanti proteine del sangue perché costituiscono gli anticorpi dell’organismo.

Perché si esegue l’elettroforesi delle proteine sieriche?
Il protidogramma è una analisi utile per valutare molte patologie: ad esempio indica la corretta funzionalità del fegato, la presenza di infiammazioni o infezioni nell’organismo e, addirittura, può orientare il medico verso la diagnosi di malattie più preoccupanti e che richiedono ulteriori approfondimenti come il “mieloma multiplo”, o “plasmacitoma”, un tumore maligno del sangue.

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Come si esegue e come ci si prepara all’esame?
L’elettroforesi del siero è una analisi di laboratorio che consiste in un sem­plice prelievo di sangue che deve essere eseguito a digiuno da dodici ore, in modo che il cibo non interferisca con il risultato. L’assunzione di farmaci non influenza l’esito dell’analisi, ma è consigliabile, in ogni caso, segnalare al medico eventuali terapie farmacologiche in corso, importanti per valutare lo stato di salute globale della persona.

Quali sono i valori normali delle proteine del siero?
Albumina      59,1-69,3%      3,70-5,30 g/dl
Globuline alfa 1      2,0-3,5 %      0,14-0,30 g/dl
Globuline alfa 2      6,1-11,2%      0,41-0,90 g/dl
Globuline Beta      6,3-12,1 %      0,56-1,00 g/dl
Globuline Gamma      9,8-20,0%      0,68-1,50 g/dl
Rapporto Albumine/Globuline      1,1-2,5 %

Protidogramma: come interpretare i risultati

1) Albumina: l’analisi di questa proteina può essere definita normale se la sua percen­tuale si trova nell’intervallo compreso tra 59.1 e 69.3 e la sua quantità si trova compresa tra i 3.70 e 5.30 grammi per decilitro di sangue.

  1. Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori nor­mali, significa che le altre proteine, per differenza, si sono ridotte e,
    quindi, si ha una buona funzionalità del fegato. E’ un dato, comunque,
    che non ha una grande rilevanza clinica per il medico.
  2. Se la sua percentuale diminuisce, ma non la sua quantità, significa che le altre proteine, per differenza, sono aumentate e questo potrebbe orientare il medico verso alcuni approfondimenti relativamente a malattie infiammatorie o ad una malattia preoccupante come il mieloma.
  3. Se diminuiscono sia la sua percentuale sia la sua quantità, significa che il fegato non svolge in modo corretto la sua funzione di produzione delle proteine. Questa alterazione, in genere, indica una cirrosi epatica, malattia caratterizzata da una grave e irreversibile anomalia delle cellu­le del fegato con la conseguente perdita delle sue funzioni.

2) Alfa-1-globuline: l’analisi di questa proteina può essere definita normale se la sua percen­tuale si trova nell’intervallo compreso tra 2 e 3.5 e la sua quantità si trova compresa tra 0.14 e 0.30 grammi per decilitro di sangue.

  1. La diminuzione della sua percentuale o della sua quantità non ha alcun significato clinico.
  2. Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori nor­mali, l’alterazione indica un processo infiammatorio o una infezione in corso all’interno dell’organismo.

3) Alfa-2-globuline: l’analisi di questa proteina può essere definita normale se la sua percen­tuale si trova nell’intervallo compreso tra 6.1 e 11.2 e la sua quantità si trova compresa tra 0.41 e 0.90 grammi per decilitro di sangue.

  1. La diminuzione della sua percentuale o della sua quantità non ha alcun significato clinico.
  2. Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori nor­mali, l’alterazione, come per la Alfa-1-globuline, indica un processo infiammatorio o una infezione in corso all’interno dell’organismo.

4) Beta-globuline: l’analisi di questa proteina può essere definita normale se la sua percen­tuale si trova nell’intervallo compreso tra 6.30 e 12.1 e la sua quantità si trova compresa tra 0.56 e 1 grammo per decilitro di sangue.

  1. La diminuzione della sua percentuale o della sua quantità non ha alcun significato clinico.
  2. Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori nor­mali, l’alterazione può essere un segnale di anemia perché tra le beta-globuline è presente la transferrina, che aumenta quando il ferro nel­l’organismo è basso.

5) Gamma-globuline: l’analisi di questa proteina può essere definita normale se la sua percen­tuale si trova nell’intervallo compreso tra 9.8 e 20 e la sua quantità si trova compresa tra 0.68 e 1.5 grammi per decilitro di sangue.

  1. La diminuzione della sua percentuale o della sua quantità indica una ridotta produzione di anticorpi, per lo più dovuta ad assenza di stimo­li (batteri) e non causata da malattie. Può, quindi, essere interpretato come un indice di buona salute.
  2. Se la sua percentuale o la sua quantità aumentano rispetto ai valori nor­mali, l’alterazione è un segnale di:
  • malattia policlonale, quando l’aumento comprende tutti i tipi di anticor­pi ed è tipico delle infiammazioni acute o croniche, per cui indica un proces­so infiammatorio o una infezione in corso;
  • oppure è un segnale di malattia monoclonale, se le cellule produttrici di anticorpi impazziscono e producono un solo tipo di anticorpo, sempre lo stesso, in grande quantità e in modo sconclusionato. Quando l’alterazione monoclonale è elevatissima, potrebbe indicare la presenza di una malattia preoccupante come il “plasmacitoma” o “mieloma multiplo”, tumore mali­gno del sangue caratterizzato da questa eccessiva produzione di anticorpi, oppure di una “gammapatia monoclonale benigna”, una malattia piuttosto diffusa nella popolazione che, in alcuni casi, è associata a malattie infettive o croniche e può scomparire naturalmente, in altri casi ha significato incerto ed è opportuno tenerla sotto controllo.

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La cartella più bella del mondo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LA CARTELLA PIU BELLA DEL MONDO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Dolore Schiena Spalla Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Ano.jpg

C’è chi non si può permettere il cellulare da 800 euro
c’è chi non si può permettere un giocattolo nuovo a settimana
c’è chi non si può permettere la cartella di Spiderman

MA quello che conta è altro, è nel cervello.

E sono sicuro che è il più bravo della sua classe
e se da grande diventerà medico, io voglio farmi curare da lui
e se questa società potrà avere un futuro migliore, dipende solo da come educhiamo i bambini al valore degli oggetti.

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Muscoli respiratori volontari ed involontari

muscles-of-respiration.jpgL’inspirazione e l’espirazione – grazie ai quali l’aria entra nel nostro corpo carica d’ossigeno ed esce carica di anidride carbonica – avvengono per effetto dell’espansione e della contrazione della gabbia toracica che avviene grazie ai vitali muscoli respiratori, che si dividono in primari (muscoli involontari, non sotto il controllo diretto della nostra volontà) e secondari o accessori (muscoli volontari, che possiamo controllare).

I muscoli respiratori primari sono:

1)DIAFRAMMA: si contrae in modo involontario abbassandosi,produce dunque la diminuzione della pressione nei polmoni, i quali tendono a espandersi e, dunque, richiamano aria dall’esterno: in tal modo si verifica l’inspirazione.

2)MUSCOLI INTERCOSTALI.

3)MUSCOLI STERNOCLEIDOMASTOIDEI: innalzano lo sterno.

4)MUSCOLI SCALENI: sollevano le prime due coste.

L’espirazione avviene in modo passivo per rilassamento del diaframma e degli altri muscoli. In alcuni casi,l’espirazione può però essere praticata in modo volontario come avviene ad esempio in alcune pratiche sportive di iperventilazione.
In questo caso sono coinvolti i muscoli addominali (obliqui, retto e trasverso) che sono per questo definiti muscoli respiratori accessori (volontari).

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I muscoli: come sono fatti, come funzionano e cosa rischiano quando ti alleni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME SONO FATTI I MUSCOLI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pettorali.jpg

Li usi in qualsiasi momento, anche in questo preciso momento. Anche se sei completamente immobile. I tuoi muscoli sono, assieme al tuo scheletro, una potentissima armatura, agile, flessibile, resistente, potente: un vero spettacolo di ingegneria edilizia della natura proprio ai tuoi comandi. Non proprio del tutto ai tuoi comandi: hai potere solo sui muscoli scheletrici (e neanche sempre, visto che alcuni stimoli possono determinare contrazioni involontarie anche in essi). La precisazione è doverosa, perché il sistema muscolare si compone di centinaia di muscoli che – in base al tipo di tessuto di cui sono composti (liscio o striato) – si dividono in:

  1. muscoli lisci viscerali: sono involontari e rivestono le pareti interne di organi come lo stomaco e l’intestino, lavorano senza che tu te ne accorga, specie dopo pasti abbondanti;
  2. muscoli striati cardiaci: costituiscono il cuore, che sappiamo essere un muscolo involontario, anche se particolari esercizi ed una adeguata respirazione possono permetterti di rallentare volontariamente le contrazioni cardiache;
  3. muscoli striati scheletrici: tutti quelli che controlliamo volontariamente e che sono atti al movimento. In questo articolo approfondisco con te l’anatomia e il funzionamento di questi ultimi.

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I muscoli scheletrici: come sono fatti?

I muscoli scheletrici sono così denominati perché sono legati alle ossa del nostro scheletro tramite i tendini. Sono formati da fasci di fibre muscolari, cellule polinucleate (cioè con più nuclei) di forma cilindrica e allungata. Queste contengono le miofibrille, strutture dentro cui sono presenti unità contrattili dette sarcomeri e dei filamenti di actina e miosina, due proteine, anch’esse protagoniste della contrazione muscolare. Sono le miofibrille a conferire al muscolo scheletrico la caratteristica striatura.

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Come funzionano i muscoli?

Quando decidiamo di compiere un movimento inviamo, attraverso il sistema nervoso, un impulso elettrico di muscolo. Tale impulso parte dal cervello e provoca lo scorrimento dei filamenti di actina e miosina. A causa di questa azione i filamenti si accorciano determinando la contrazione di tutto il fascio muscolare che fa muovere le ossa. Quando il muscolo si contrae, dando vita al movimento, sta mettendo in mostra tutte le sue proprietà, che sono:

  1. eccitabilità;
  2. conduttività;
  3. contrattilità;
  4. elasticità;
  5. viscosità.

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Quali fonti energetiche usano i muscoli?

I muscoli per contrarsi oltre allo stimolo nervoso necessitano di energia. Tale energia è data da un composto del fosforo, l’adenosintrisfofato, la cui sigla è ATP, che è presente nel muscolo in piccole quantità e che si esaurisce in pochi secondi di lavoro intenso. L’A.T.P. diventa ADP (adenosindisfosfato) e per produrre energia deve essere rigenerato. La ricostituzione dell’ATP avviene attraverso questi meccanismi:

  • Meccanismo anaerobico alattacido: utilizzo degli accumulatori di energia. Il principale accumulatore è la fosfocreatina C.P. che sciogliendosi fornisce all’A.D.P. il gruppo fosforico (p) per riformare A.T.P. Questo meccanismo avviene con un lavoro di breve durata sino a 10-15 secondi.
  • Meccanismo aerobico: con l’utilizzo dell’ossigeno. Questo meccanismo è in grado di demolire gli zuccheri e gli acidi grassi producendo energia e avanzando come scarti anidride carbonica ed acqua (facilmente eliminabili con la respirazione e la sudorazione). Questo meccanismo permette un lavoro molto a lungo nel tempo, ma a condizione che lo sforzo richiesto sia di moderata intensità.

I vari tipi di contrazione

Ci sono vari tipi di contrazione. Infatti, a seconda del carico che i muscoli devono sopportare si ha una certa tensione muscolare, la forza che il muscolo oppone per far fronte al carico stesso. In base al rapporto tra carico e tensione muscolare si genera una certa contrazione che può essere dinamica o statica.

Le contrazioni dinamiche si dividono in:

  1. isotoniche, che danno vita all’accorciamento del muscolo;
  2. pliometriche, dove si verifica l’allungamento del muscolo.

Le contrazioni statiche corrispondono a contrazioni isometriche, durante le quali la tensione muscolare non modifica la lunghezza del muscolo.

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I rischi a cui sono soggetti i muscoli

Quando ci muoviamo non pensiamo certo a questi processi che avvengono nel nostro corpo. Ma se qualcosa va storto ce ne accorgiamo subito. I muscoli, infatti, possono essere soggetti a pericoli come:

  1. la contrattura: si tratta di una contrazione involontaria e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici che si presentano ipertonici al tatto. Spesso è dovuta ad allenamenti non preceduti da un adeguato riscaldamento;
  2. lo stiramento: è l’eccessivo allungamento di un muscolo, che può essere provocato da un movimento brusco. Può capitare di stirarsi un muscolo anche quando si fa attività fisica senza una congrua preparazione;
  3. lo strappo: più grave dello stiramento, consiste nella lacerazione delle fibre causata da una tensione muscolare troppo elevata. Questa circostanza può aver luogo, per esempio, quando si solleva qualcosa di molto pesante.

Insomma, avrai capito che se sottoponi il tuo corpo a sforzi che non può tollerare, le probabilità di incontrare sulla tua strada uno di questi infortuni aumentano in modo notevole.  Se fai sport o hai intenzione di cominciare, per evitare il rischio di lesioni muscolari, segui allenamenti adatti alla tua forma fisica e non saltare mai gli esercizi di riscaldamento.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Emocromo completo con formula leucocitaria: valori, interpretazione e significato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EMOCROMO COMPLETO FORMULA LEUCOCITARIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaL’emocromo, anche chiamato esame emocromocitometrico, è un esame del sangue che può fornire al medico indicazioni importanti relativamente agli elementi presenti nel sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Perché si esegue l’emocromo?
L’esame, consigliato dal medico di routine, permette di diagnosticare alcune malattie del sangue come l’anemia, la carenza di piastrine o altre forme più preoccupanti come la leucemia.

Come si svolge l’esame emocromocitometrico?
L’esame si svolge eseguendo un semplice prelievo di sangue venoso che viene analizzato dal personale del laboratorio cui ci si è rivolti.

Come ci si prepara all’esame?
Si tratta di una indagine che può essere eseguita sia a digiuno, sia dopo aver mangiato. Il cibo, infatti, a differenza di altre analisi di laboratorio come, ad esempio, quella dei trigliceridi, non influisce sull’esito dell’esame perché si analizza solo la parte chia­mata “corpuscolata” del sangue (globuli e piastrine) e non quella liquida (il plasma), su cui, invece, il cibo può influire.

Come leggere i risultati
Grazie alle strumentazioni automatiche a disposizione dei moderni labo­ratori, con un solo prelievo di sangue è oggi possibile “leggere” l’emocromo completo con formula,che è composto dai seguenti parametri:

  1. Numero dei globuli rossi (o eritrociti)
  2. Concentrazione dell’emoglobina
  3. Numero dei globuli bianchi (o leucociti) con formula leucocitaria
  4. Numero delle piastrine
  5. Valore dell’ematocrito.

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VALORI NORMALI

GLOBULI BIANCHI
ETÀ’   ….. 1000/mm
Meno di 5 anni …… 4,9-14.7
Oltre 5 anni …… 4,1-12.1

GLOBULI ROSSI
ETÀ’   …… milioni/mm
F meno 5 anni…… 4,00-5,92
F 6-15 anni…… 4,14-5,68
F oltre 16 anni…… 3,75-5,63
M …… 4,00-6,25

EMOGLOBINA
ETÀ…… g/dl
F meno 5 anni…… 14,9
F oltre 5 anni…… 11,8-16,9
M meno 5 anni …… 10,0-15,3
M 6-15 anni…… 11,7-16,6
M 16-65 anni…… 13,3-17,9
M oltre 65 anni …… 12,2-17,9

EMATOCRITO
ETÀ  ….. %
F meno 5 anni….. 30,6-43,0
F oltre 5 anni….. 28,9-48,2
M meno 5 anni ….. 29,7-44,9
M 6-15 anni ….. 33,9-48,5
M 16-65 anni….. 35,4-52,1
M oltre 65 anni ….. 26,7-51,4

CONCENTRAZIONE MEDIA EMOGLOBINA       g/dl   . . . .31,9-36,9

FORMULA LEUCOCITARIA     
ETÀ’         %
GRANULOCITI NEUTROFILI      meno 5 anni . . . .25,5-69,1
6-15 anni…………….. 33,0-69,0
16-65 anni…………….. 41,3-76,4
oltre 65 anni 40,0-7,3
GRANULOCITI EOSINOFILI      meno 15 anni . . .0-12,5
Oltre 15 anni   . . .0-7
GRANULOCITI BASOFILI            0-2,4
LINFOCITI      meno 5 anni      .21,9-66
6-15 anni   22,0-58,8
16-65 anni   18,4-49,3
oltre 65 anni 15,0-49,4
MONOCITI            2,0-9,0

Interpretare i risultati dell’ematocrito
Numero dei globuli rossi: i globuli rossi, o eritrociti, sono elementi del san­gue chiamati anche emazie per la loro colorazione rosso-arancione dovuta alla presenza di emoglobina (ricca di ferro).

  • Se il valore dei globuli rossi è più basso rispetto al valore normale e anche l’emoglobina è ridotta si può sospettare la presenza di anemia.
  • Se il valore dei globuli rossi è elevato rispetto alla norma può essere letto come segnale di eventuali complicanze relative al sangue, come per esempio il rischio di incorrere in trombosi.

Concentrazione di emoglobina: l’emoglobina è il pigmento posto all’interno dei globuli rossi che possiede il ferro.

  • Se l’emoglobina è bassa potrebbe significare che la persona è anemica.
  • Se l’emoglobina ha un valore elevato, evento molto raro, potrebbe esse­re legato ad una perdita di liquidi o ad una insufficienza respiratoria o a poliglobulia (cioè un eccessivo aumento di globuli rossi nel sangue).

Globuli bianchi o leucociti: si trata di cellule del sangue che possono essere di diverse tipologie (granulociti neutrofili – granulociti eosinofili – linfoci­ti – monociti). Con la formula leucocitaria vengono contati i globuli bianchi suddivisi per singola famiglia.
Le famiglie dei globuli bianchi sono:

  1. Granulociti neutrofili, che hanno il compito di difendere il nostro organi­
    smo dagli agenti infettivi, distruggendoli.
    Se il loro valore aumenta in modo discreto, significa che nell’organismo potrebbe essere in corso un’infezione dovuta a batteri. Se, invece, il loro valore aumenta in modo consistente potrebbe trattarsi di una malattia più preoccupante (la leucemia). Se, al contrario, il loro valore è modera­tamente basso non è allarmante e generalmente è associato alla crescita negli adolescenti o dovuto a iper-allenamento.
  2. Granulociti eosinofili, che difendono il nostro organismo da attacchi esterni di qualsiasi genere. Si nota un loro valore elevato solo in due casi, le allergie e le infestazioni dovute ai parassiti (per esempio, la tenia). Se, invece, il loro valore è più basso del normale non è significa­tivo nel senso che la persona sta bene.
  3. Granulociti basofili, la funzione di questi granulociti è espletata nella genesi delle reazioni allergiche e di tutti i fenomeni di ipersensibilità, con meccanismi molto simili a quelli dei mastociti, come del resto si evince dalla composizione dei granuli e dalla presenza del recettore per le IgE.Generalmente, i valori di Basofili si discostano dal normale a seguito delle infezioni, ma con una differenza fra infezioni croniche e acute. Di solito le infezioni acute causano basofili bassi perché porta a una distruzione dei globuli bianchi e dei basofili che sono impegnati nella risposta immunitaria: in pratica l’organismo viene colto alla sprovvista e mette in gioco tutte le difese senza riuscire a ripristinarle immediatamente. In caso di infezioni croniche, al contrario, abbiamo i basofili alti poiché l’organismo vive in un costante stato di allerta, con le difese tutte alte per combattere una situazione nota e non improvvisa.
  4. Linfociti, cellule protagoniste del nostro sistema immunitario, che agi­scono in difesa dell’organismo e si attivano nel momento in cui vi si introduce un agente esterno. Se il loro valore aumenta in modo discre­to, significa che l’organismo sta reagendo ad una infezione di tipo virale (per esempio, la mononucleosi). Se l’aumento è notevole, potrebbe trattarsi di una malattia più preoccupante come la leucemia. Se, invece, il loro valore è basso potrebbe trattarsi di una carenza di linfociti con­genita oppure di un segnale positivo che non si è in presenza di infe­zioni.
  5. Monociti o Macrofagi, cellule definite “gli spazzini” del sangue, cioè che ripuliscono il sangue da agenti esterni. Il loro valore si innalza in presenza di infe­zioni, perché aiutano gli altri globuli bianchi nella battaglia conto gli agenti infettivi. Se il loro valore è basso non significa essere in presenza di una malattia, ma, può essere legato ad un fattore congenito.

Piastrine: hanno il compito di fermare l’emorragia (la fuoriuscita di sangue) e supportare il processo di coagulazione del sangue. Se il loro valore aumenta, cosiddetta piastrinosi, significa che l’indivi­duo sta correndo il rischio di andare incontro ad una trombosi, per cui è consigliabile rendere maggiormente fluido il sangue con farmaci anti­coagulanti.
Se il valore diminuisce, cosiddetta piastrinopenia, potrebbe trattarsi di una malattia congenita o di origine tossica (da farmaci) e vi è il rischio di emorragie spontanee.
Ematocrito, rappresenta la porzione (espressa in percentuale) di sangue occupata dai globuli rossi, cioè corpuscolata, rispetto al sangue totale. Si trat­ta di un valore tecnico, utile al medico per valutare più accuratamente e glo­balmente l’esame emocromocitometrico. E’ un indice di conferma di anemia perchè mentre i globuli rossi possono avere un numero normale pur in pre­senza di tale malattia, l’ematocrito, in caso di anemia, è sempre ridotto. Se, al contrario, l’ematocrito dovesse risultare elevato, potrebbe trattarsi di poli-globulia, cioè di una presenza eccessiva di globuli rossi nel sangue, che deve essere meglio indagata.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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No, sono innamorato di te

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NO SONO INNAMORATO DI TE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene Grasso Pancia.jpgInez: “Tu sei innamorato di un sogno

Gil: “No, sono innamorato di te!”

Dal film Midnight in Paris film del 2011 scritto e diretto da Woody Allen.

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VES alta o bassa: cause, sintomi e valori normali della velocità di eritrosedimentazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma VES ALTA BASSA CAUSE SINTOMI VALORI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaIn medicina, quando si parla di VES, si intende la “Velocità di EritroSedimentazione”: è una analisi di laboratorio che calcola il tempo che impiega la parte solida del san­gue (soprattutto, i globuli rossi) a separarsi da quella liquida (il plasma). Il sangue infatti è composto da due parti distinte:

  • una parte liquida, chiamata plasma sanguigno (o semplicemente “plasma”) in cui sono presenti numerose sostanze, come gli enzimi, i minerali, gli ormoni, gli zuccheri, le vitamine, le proteine, eccetera, utili per il metabolismo dell’organismo;
  • una parte cellulare solida, o “corpuscolata”, costituita dai globuli rossi o eritrociti, dai globuli bianchi o leuco­citi e dalle piastrine o trombociti.

Il laboratorio per 1 ora valuta in quanto tempo la parte corpuscolata del sangue precipita all’interno di una provetta graduata in millimetri posta verticalmente. Variazioni della VES possono essere un campanello di allarme di una quantità sterminata di patologie, da una infiammazione fino a tumori ed infarti; in alcuni casi, comunque la VES potrebbe essere aumentata senza alcuna patologia.

Perché la VES può servire?

La VES è un esame che viene prescritto perché offre al medico uno spunto diagnostico, che deve essere eventualmente poi approfondito con altri esami più specifici.

La VES permette di fare diagnosi?

La velocità con cui avviene la separazione tra la parte corpuscolata del sangue e il plasma, in una provetta posta verticalmente, varia da persona a persona e cioè varia sia in rapporto alla concentrazione nel plasma di determinate proteine (per esempio, le mucoproteine, le gammaglobuline, eccetera), sia con il numero dei globuli rossi. Questa variazione non è preci­sa e, quindi, il medico non può pronunciare una diagnosi, ma può sospetta­re la presenza di una patologia nell’organismo. In definitiva la VES da sola NON permette di fare una diagnosi: è un dato che va osservato insieme agli altri dati di laboratorio e tenendo conto della visita medica generale del paziente.

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Quando è utile controllare la VES?

E’ un esame di routine, tende comunque ad  essere ancor più utile quando il paziente tende ad ammalarsi spes­so a causa di un abbassamento delle difese naturali dell’organismo o soffre di stati infiammatori come la bronchite, la faringite, l’otite, eccetera, che tendo­no a ripetersi.

Patologie che fanno aumentare la VES

Le seguenti patologie possono provocare un aumento moderato o medio della VES (entro 50 mm/h):

  • Endocardite: è l’infiammazione della membrana di rivestimento interna del cuore;
  • Gotta: è un tipo di artrite acuta causata da cristalli di acido urico che si depositano solitamente nelle articolazioni;
  • Malattie renali di diverso tipo;
  • Malattie della tiroide di diverso tipo;
  • Sifilide: malattia venerea infettiva che danneggia il sistema nervoso;
  • Tubercolosi: malattia infettiva, rara ma in aumento in Italia, in cui vengono attaccati principalmente i polmoni e che causa necrosi dei tessuti;
  • Mononucleosi: conosciuta anche come “malattia del bacio”, è un’infezione causata da un virus, contagiosa, che provoca febbre, faringite e rigonfiamento dei linfonodi;
  • Osteomielite: infezione che colpisce le ossa e il midollo osseo;
  • Febbre reumatica: detta anche reumatismo articolare acuto, è un’infiammazione che deriva dal contagio con lo streptococco e causa solitamente febbre e dolore alle articolazioni;
  • Artrite reumatoide: è una malattia autoimmune che provoca dolore, infiammazione e anchilosi delle articolazioni;
  • Artrosi: malattia degenerativa delle articolazioni, cronica;
  • Crioglobulinemia: accumulo di crioglobuline (complessi di anticorpi che precipitano a temperatura ambiente), con eruzioni cutanee e infiammazione ad articolazioni ed organi;
  • Allergia acuta: intolleranza verso particolari sostanze. Si parla di allergia acuta quando il corpo è in piena reazione all’allergene;
  • Lupus eritematoso sistemico: malattia autoimmune che colpisce la pelle e causa degenerazione dei tessuti o ipertrofia dei tessuti;

Le seguenti patologie possono provocare un aumento elevato o molto elevato della VES (superiore a 50 mm/h):

  • Infarto del miocardio: necrosi di una parte di tessuto del cuore. Si ha quando a causa solitamente di un trombo o di un embolo, un vaso sanguigno che va al cuore viene occluso e smette di portare ossigeno e nutrimento;
  • Ictus: patologia che colpisce il cervello quando si verifica o un mancato afflusso di sangue ad una certa zona, la quale muore, o quando vi è un’emorragia, che porta comunque a non irrorare una porzione del cervello;
  • Infarto polmonare: si verifica quando un’arteria polmonare viene occlusa e il tessuto polmonare, non più irrorato di sangue, inizia ad andare in necrosi.
  • Leucemia: grave neoplasia che colpisce il sangue e causa un eccessivo aumento della produzione di globuli bianchi;
  • Linfomi: tipologie di tumore che colpiscono primariamente le ghiandole linfatiche;
  • Meningite acuta: grave infezione delle meningi (cervello) che può essere causata da virus o batteri. Fra i suoi sintomi ci son intensa cefalea, febbre e vomito;
  • Polmonite: grave infezione dell’apparato respiratorio, molto profonda. Causa tosse, febbre alta, dolore al torace, fatica a respirare, abbondante produzione di catarro;
  • Setticemia: infezione molto grave e diffusa in cui gli agenti patogeni (germi o tossine) si diffondono nel sangue in grande quantità;
  • Mieloma multiplo: tumore maligno che colpisce il midollo osseo;
  • Vasculite necrotizzante: infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni. Può verificarsi come conseguenza di altre patologie come il lupus;
  • Polimialgia reumatica: è una malattia reumatica più comune negli anziani che colpisce collo, anche, avambracci e gambe;
  • Iperfibrinogenemia: malattia che comporta un’eccessiva produzione di fibrinogeno, con conseguenze sui tempi e modi di coagulazione e cicatrizzazione;
  • Arterite a cellule giganti: è una vasculite che colpisce i vasi sanguigni più grandi
  • Tromboflebite: infiammazione che porta alla formazione di trombi. Nella zona colpita la pelle è tesa, rossa, calda e dolente;
  • Uremia: intossicazione causata dall’incapacità dei reni di filtrare correttamente l’urea e le altre sostanze azotate che l’organismo scarta;
  • Ascessi: sacca di pus che si forma internamente al corpo a seguito di un’infezione che non ha trovato uno sfogo all’esterno.

Le seguenti patologie possono provocare più frequentemente una VES alta:

  • Infezioni batteriche:
    • Infezioni batteriche urinarie (cistiti, pielonefriti, uretriti),
    • Infezioni batteriche alle vie aeree (polmonite, bronchite, bronchiolite, faringite, laringite, sinusite). La bronchiolite ad esempio è una causa frequente di VES alta nei bambini.
    • Infezioni batteriche dentarie e del cavo orale (granulomi, ascessi, tonsilliti),
    • Infezioni batteriche cutanee (erisipela, impetigine, cellulite, fascite)
    • altre tipiche infezioni della giovane età come otiti e la scarlattina.
  • Infezioni fungine: sono meno frequenti, la maggior parte è causata da infezioni delle vie urinarie causate da miceti (funghi), la più frequente è la Candida.

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Una VES alterata indica SEMPRE malattia?

Questo è un concetto molto importante che spesso i pazienti non riescono a comprendere: una VES alta è sempre indice di malattia? La risposta è NO, entro un certo limite, lievi alterazioni acute (e non croniche) non devono necessariamente preoccupare, specie se presenti senza sintomi, segni e altri valori alterati. Aumenti molto elevati e/o cronici della VES è più probabile che indichino la presenza di una patologia, specie se il paziente presenta sintomi, segni ed altri valori alterati. Chiedete sempre al vostro medico.

Come ci si prepara all’analisi?

Si tratta di un semplice prelievo di sangue venoso, di solito dal braccio, che non prevede alcuna speci­fica preparazione, neppure essere a digiuno, anche se, per evitare che l’ali­mentazione influisca sul risultato accelerando o diminuendo la velocità con cui precipitano i globuli rossi, il consiglio è quello di eseguire l’analisi la mattina a digiuno, se possibile.

L’assunzione di farmaci influisce sulla VES?

I farmaci più comuni non influiscono sul risultato dell’esame, ma è sempre consigliabile informare il medico su una eventuale cura in corso in modo che possa avere un’idea globale dello stato di salute in cui si trova la persona.

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Quali sono i valori normali della VES?

Il valore normale della VES è 0-20 mm in 1 ora. Tuttavia l’età ed il sesso del paziente possono influire su questo range: le donne più anziane tendono infatti ad avere una VES più alta.

  • uomini fra i 20 e i 49 anni: VES media = 5 mm/h, con un range di 0-13 mm/h
  • uomini fra i 50 e i 69 anni: VES media = 7 mm/h, con un range di 0-19 mm/h
  • donne fra i 20 e i 49 anni: VES media = 9 mm/h, con un range di 0-21 mm/h
  • donne fra i 50 e i 69 anni: VES media = 12 mm/h, con un range di 0-28 mm/h

Alla luce di questi dati, in generale, sono considerati normali i valori di VES compresi tra 0-22 mm/h negli uomini, e tra 0-29 mm/h nelle donne

Formula di Miller per calcolare i valori normali della VES

Esiste un calcolo, la formula di Miller, che permette di calcolare in modo approssimativo i valori normali della VES.

VES minore di:    [ età in anni (+ 10 se sesso femminile)] / 2

Esempi. Per una persona di 60 anni di sesso femminile quindi, i valori di VES dovranno essere minori a [(60 + 10) / 2], cioè minori di 35. Per un ragazzo di 20 anni invece, i valori di VES dovranno essere minori di (20/2), quindi minori di 10.

Cosa significa avere la VES alta?

Secondo un indice, chiamato indice di Katz, 7 è il valore che può essere definito mediamente normale della VES.

  1. Se la VES è molto alta, con valori di molto superiori al valore massimo, può essere determinata da uno stato infiammatorio come l’artrite reumatoide (malattia infiammatoria acuta che colpisce le aticolazioni), da una epatopatia (sofferenza del fegato), da una insufficienza renale, da un trauma e via dicendo, fino a far sospettare la presenza di un tumore quando il valore è superiore a 100 millimetri dopo 1 ora.
  2. Se la VES è mediamente alta, con valori vicini o poco più alti di 20 mil­limetri in 1 ora, vi può essere uno stato di gravidanza oppure una infe­zione causata da batteri come, per esempio, la faringite o una anemia.
  3. Se la VES è piuttosto bassa, vicina allo 0, la causa può essere una aller­gia o una eccessiva presenza di globuli rossi nel sangue o uno stato di disidratazione dell’organismo.

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Fattori che fanno aumentare la VES

Il risultato della VES può essere influenzato da alcune condizioni non patologiche o comunque non inerenti ad infiammazione. Fattori che fanno aumentare la VES, sono:

  • Sesso femminile
  • Età avanzata
  • Anemia
  • Caldo
  • MCV elevato (globuli rossi di dimensioni superiori alla media, es. nella macrocitosi)
  • Traumi
  • Necrosi tissutale (a seguito di traumi)
  • Gravidanza
  • Malattie linfoproliferative
  • Infiammazioni già superate (il rientro a valori normali può richiedere qualche giorno)
  • Post-partum

In presenza di queste condizioni, il valore della VES può apparire elevato anche quando in realtà non è presente un’infiammazione che ne alza il valore.

Fattori che fanno diminuire la VES

Fattori che – al contrario – fanno diminuire la VES, sono:

  • Sesso maschile
  • Giovane età
  • Poliglobulia
  • Freddo
  • MCV basso (globuli rossi di dimensioni inferiori alla media, es. nella microcitosi)
  • Malnutrizione

In presenza di queste condizioni, il valore della VES può apparire normale anche quando in realtà è presente un’infiammazione che ne alza il valore.

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VES bassa: quali le cause?

Le possibili cause di una VES bassa, sono:

  • Danni al fegato: in questo caso è probabile che nel sangue vi sia un basso livello di proteine plasmatiche, che vengono prodotte dal fegato in caso di infiammazione, e che per questo i globuli rossi “galleggino” più a lungo;
  • Insufficienza cardiaca: condizione in cui il cuore non è in grado di pompare abbastanza sangue da soddisfare le necessità di tutto l’organismo;
  • Iperviscosità del sangue: sindrome in cui il sangue non è abbastanza fluido da essere pompato agevolmente ne vasi sanguigni, causando una circolazione rallentata, affaticamento del cuore e sofferenza di tutto l’organismo;
  • Ipofibrinogenemia: malattia in cui il corpo produce meno fibrinogeno del normale, con conseguenze nei processi di cicatrizzazione e coagulazione;
  • Anemia falciforme: malattia genetica in cui i globuli rossi hanno una forma allungata, a cilindro oppure a falce. I sintomi sono spossatezza, mal di testa, pelle fredda e pallore.

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Quali sono i principali sintomi e segni di VES elevata?

Essendo causata da moltissime patologie possibili, non esistono dei sintomi specifici legati ad una VES elevata. Generalmente sono i classici sintomi di tipo infiammatorio, a cui vanno aggiunti i sintomi specifici di ciascuna malattia (infettiva, autoimmunitaria, reumatologica, altro). I sintomi di VES elevata sono quindi compresi in una vasta gamma di manifestazioni, e per questo sono poco utili per inquadrare una specifica patologia, se non affiancati da altri esami bioumorali  e/o radiologici, che in prima battuta potrebbero essere emocromo con formula leucocitaria, PCR, creatinina, ionemia, esame urine, e – se sono presenti sintomi respiratori – una radiografia del torace (Rx torace).

Nel caso una velocità di eritrosedimentazione elevata sia un sinonimo di infiammazione acuta, i principali sintomi potranno essere:

  • febbre con temperatura corporea elevata al di sopra dei 37.5°C
  • dolori articolari o muscolari
  • sensazione di freddo a volte accompagnata da  brividi, alternata a fasi di sudorazione
  • possibili segni di infezione / infiammazione  in uno più distretti corporei, come ad esempio:
  • arrossamento o tumefazione (gonfiore) della pelle nelle infezioni dei tessuti molli come nel caso di erisipela o di cellulite (con interessamento degli strati sottocutanei più profondi),
  • problemi nella minzione come disuria (bruciore mentre si urina) o stranguria (dolore mentre si urina) nel caso vi sia un infezione delle vie urinarie, come ad esempio cistite o pielonefrite
  • tosse prodotti a volte accompagnata da difficoltà respiratorie nel caso di un’infezione delle vie aeree (polmonite, bronchite, broncopolmonire, bronchiolite nei bambini)
  • dolore addominale, nausea e/o vomito, comparsa di ittero nel caso di un’infezione delle vie biliari o della cistifellea (colangite  o colecistite)
  • sensazione di gonfiore, tensione e dolore a livello del cavo orale (da escludere presenza di granuloma o ascesso a livello dentale)
  • Dolore pelvico o inguinale che si accentua con i rapporti sessuali e al termine di ogni ciclo mestruale: sono sintomi tipici della malattia infiammatoria pelvica.

Se una VES alta è invece legata ad un processo infiammatorio cronico i sintomi più comuni potrebbero essere:

  • febbre a carattere altalenante di lieve modesta entità (febbricola)
  • dolori articolari accompagnati o meno da tumefazione (gonfiore),  arrossamento e sensazione di calore a livello delle articolazioni
  • diarrea e dolore addominale ricorrenti nel caso delle malattie croniche intestinali.
  • Dimagrimento (calo ponderale), perdita di appetito (iporessia) e di energia (astenia): sono sintomi che devono essere indagati perchè presenti in corso di neoplasia.

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Cosa fare dopo aver letto il risultato?

Dopo aver valutato i risultati della VES, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.

Quale altre analisi fare insieme alla VES?

E’ importante affiancare questa analisi e confrontarla con un altro esame del sangue, la prima citata Proteina C-reattiva (PCR), molto più preciso perché la Proteina C-reattiva è una sostanza presente solo nel sangue delle persone che soffrono di malattie infiammatorie e che, quindi, aumenta quando ci si ammala e scompare a guarigione avvenuta.
Un altro esame che indica la presenza o meno di una infiammazione con cui può essere utile confrontare i risultati di VES e Proteina C-reattiva è l’a­nalisi delle Mucoproteine (alfa -1- glicoproteina acida), un esame utile per valutare se lo stato infiammatorio è dovuto a cause reumatiche.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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