Inverno: scatta l’emergenza sovrappeso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIL’autunno/inverno è il periodo in cui si è a maggior rischio di obesità, almeno stando a quanto rivela uno studio della Cornell University di Ithaca, pubblicato sul New England Journal of Medicine. In particolare il periodo più critico sarebbe quello che parte dal 10 ottobre ed arriva fino all’anno nuovo. Il professor Brian Wansink, co-autore dello studio, ha analizzato il peso di circa 3000 persone (1.781 statunitensi, 760 tedeschi e 383 giapponesi). Tutti i partecipanti avevano facevano uso di uno specifico dispositivo chiamato “smart scales” in grado di monitorare il peso di ogni soggetto nell’arco di un anno. Ecco che, nei mesi più freddi (specie dopo le festività natalizie) i partecipanti erano aumentati di peso. In particolare, di almeno lo 0,4% gli americani, lo 0,6% i tedeschi e lo 0,3% i giapponesi.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I sei segnali del corpo da non sottovalutare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DOLORE GAMBA GAMBE GESSO FRATTURA STAMPELLE ARTI INFERIORIC’è chi sprofonda nell’ipocondria, e chi non vede un medico da anni. Nel mezzo, ci sono le persone che regolarmente si sottopongono a dei controlli medici. La dottoressa Carolyn Givens spiega al Business Insider che ci sono dei segnali del corpo che dovremmo ascoltare con più attenzione, magari segnalandoli ad un dottore, anche se in apparenza sono innocui. Dolori che si confondono con gli ‘acciacchi’ più comuni, e invece non dovrebbero essere sottovalutati.

1) Intensi mal di testa

Uno dei segnali che il corpo lancia per comunicare che qualcosa non sta funzionando nel verso giusto è il mal di testa. Ma sebbene sia una condizione molto comune, quando si tratta di attacchi molto intensi occorre chiedere il parere di un medico. Alcune forti emicranie potrebbero essere sintomatiche di infezioni del sistema nervoso.

2) Sangue nelle urine o feci

Se si nota del sangue nelle urine o nelle feci, occorre subito rivolgersi ad un medico. Sono segnarli del corpo da non ignorare, perché potrebbero indicare infezioni gastrointestinali, emorragie interne, soprattutto se si accompagnano a spossatezza.

3) Dolori al petto

Non significa per forza che stiate per avere un infarto, ma i dolori al petto, specialmente se associati a nausea, difficoltà respiratorie, sudorazione, devono essere sottoposti all’attenzione di un dottore.

4) Perdita di peso improvvisa

Un calo improvviso del peso può essere uno di quei segnali del corpo sottovalutati ma pericolosi. Sbalzi ormonali o malattie maligne spesso di nascondono dietro improvvisi dimagrimenti.

5) Un neo che cambia

Un neo che si ingrandisce, cambia colore, forma, oppure che comincia a prudere va subito segnalato al medico, soprattutto se avete casi di melanoma in famiglia e vi esponete spesso al sole senza protezioni per i raggi UV.

6) Dolore alle gambe

Sembrerebbe nulla di serio, ma se il dolore alle gambe è concentrato in un punto preciso e in una sola gamba, prestate attenzione. Un eventuale gonfiore potrebbe essere sintomatico di problemi di circolazione, o addirittura di più pericolose embolie.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

La lenta tortura dei cuccioli miniature allevati per entrare in una tazzina

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo RomaBILIRUBINA CUCCIOLI MINIATURE TAZZINA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina 1Un recente articolo del sito dailyrecord ha focalizzato la mia attenzione su una sempre più diffusa pratica crudele nel mondo dell’allevamento intensivo animale: grazie alla moda di portare i propri amici a quattro zampe nella borsetta, gli allevatori hanno pensato di lucrare su questo fatto e dare vita a cani di razze come Chihuahua, Pomeranian e Yorkshire di dimensioni sempre più piccole, che fanno pagare a cifre molto più elevate rispetto ad un cane di taglia “normale”. Sembrerebbe che in alcuni mercati paralleli più è piccolo il cane e più è alto il suo prezzo. La deficienza umana non ha limiti. Fin qui in fondo non ci sarebbe nulla di male, il problema è che per ottenere questi cagnolini in miniatura, definiti “teacup” (nel senso che le loro dimensioni permettono quasi di stare in una tazza da the), vengono spesso utilizzate pratiche poco ortodosse.

Allontanati dalla madre da piccolissimi

Molti veterinari venuti a contatto con cuccioli del genere raccontano che queste povere creature soffrono di patologie raramente riscontrate in tali razze, come ipoglicemia ed idrocefalo, oltre ovviamente ad avere difese immunitarie molto basse ed ossa fragilissime. Infatti molti cuccioli vengono allontanati dalle loro mamme da piccolissimi per evitare che crescano troppo, ma così facendo perdono molti degli anticorpi contenuti nel latte materno. Come se ciò non bastasse, quando le feste natalizie si avvicinano, gli allevamenti si intensificano e diventano ancora più “industriali” e crudeli. Gli esperti sono sempre più preoccupati: la selezione estrema di certe caratteristiche come le dimensioni ridotte mette troppo a rischio dei cani che per natura non avrebbero tali problemi di salute.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo RomaBILIRUBINA CUCCIOLI MINIATURE TAZZINA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina 1.jpg
Il povero Pip

Uno dei tanti poveri cagnolini destinati ad un futuro di cure mediche e con una breve prospettiva di vita è il piccolo Pip, che vedete nelle foto: questo minuscolo ed impaurito Chihuahua si può tenere in una mano. Pip è nato con una malformazione, il poverino ha solo metà cervello: la maggior parte delle sue funzioni vitali non è compromessa, ma anche solo tra qualche mese potrà avere problemi nervosi, come nella coordinazione dei movimenti. Bisogna scoraggiare questo mercato il più possibile: i cani sono esseri viventi, non devono essere desiderati, comprati e trattati come giocattoli. Piuttosto, se si vuole avere al proprio fianco un cane affettuoso, tanto vale fare un giro in un canile e lasciare che tutti quei cani senza casa ci aprano il cuore con i loro sguardi. La mia opinione rimane la stessa e la ribadisco: alla deficienza ed alla cattiveria umana non c’è limite.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Glutei sodi: come fare gli squat a casa ed in palestra con e senza pesi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SQUAT PESI GINNASTICA MUSCOLI PALESTRA PESISTICA GAMBE SCARPE SPORTLe gambe ed i glutei sono da sempre una parte del corpo importante per la nostra salute e per la nostra bellezza, questo vale sia per le donne che per gli uomini. Per allenarli esistono vari esercizi che abbiamo visto in questo articolo, ma il più importante in assoluto è probabilmente lo squat e per questo merita un capitolo a parte. Lo squat è infatti uno degli esercizi più efficaci per la tonificazione e il rassodamento degli arti inferiori. Ti consente, ripetizione dopo ripetizione, di modellare le cosce e sollevare i glutei ottenendo risultati già dopo le prime settimane di allenamento. I muscoli principali coinvolti sono i glutei ed i quadricipiti. alcuni tra i muscoli secondari coinvolti nello squat, sono: muscolo sacrospinale, bicipite femorale, muscolo trasverso dell’addome, muscolo medio gluteo/muscolo piccolo gluteo (abduttori), muscolo gastrocnemio.

Squat

Il movimento inizia da una posizione eretta e può essere eseguito a corpo libero o con strumenti. Si possono utilizzare manubri, una kettlebell o un bilanciere, poggiato saldamente sul trapezio e tenuto stretto con le mani alla larghezza preferita. Il movimento comincia portando indietro i fianchi, piegando le ginocchia e abbassando il busto tenendolo sempre dritto, senza mai flettere la schiena, per poi tornare in posizione eretta. Lo squat si può eseguire a diverse profondità. Se arriva al di sotto del parallelo, oltre la piega delle ginocchia, è considerato squat completo, mentre un’accovacciata meno profonda lo qualifica come squat superficiale. Due errori comuni sono una discesa troppo rapida e un’eccessiva flessione del busto in avanti. Anche un movimento sconnesso e poco controllato delle ginocchia può causare problemi, così come uno scorretto allineamento dei piedi. Tali errori possono portare ad un sovraccarico delle strutture articolari o infortuni. Ecco come eseguire lo squat:

  1. Mettiti in posizione eretta.
  2. Divarica le gambe fino a portare i piedi a lato delle spalle.
  3. Posiziona le punte dei piedi a 45 gradi.
  4. Tieni i manubri in mano.
  5. Controlla di non inarcare la schiena.
  6. Piega le ginocchia fino ad averle all’altezza dei piedi; le cosce devono essere parallele al terreno o leggermente al di sotto del parallelo.
  7. Sollevati nuovamente spingendo con i talloni.
  8. Torna nella posizione iniziale.

Ripeti questo tipo di squat in 2 o 4 serie da 10 ripetizioni. Una variante molto efficace è quella di effettuare i piegamenti con in mano dei pesi, ad esempio dei piccoli manubri (il peso deve essere adeguato alla tua corporatura).

Multipower

Potete allenare i glutei con un macchinario chiamato multipower (o Smith machine), una macchina polifunzionale che troviamo in ogni palestra. Chiedete al vostro istruttore come allenarvi con questo macchinario.

Non ti resta che scegliere l’esercizio che preferisci e iniziare a modellare il tuo corpo in completa autonomia.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Prevenire le infezioni nel bambino: l’importanza dei vaccini

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VACCINO BAMBINI PUNTURA INIEZIONE SPALLA (2)L’influenza è una malattia che ogni anno, soprattutto durante la stagione invernale, colpisce fino al 30% dei bambini a livello mondiale ma prevenirla si può e la vaccinazione resta il mezzo più efficace. Ciò spiega perché le autorità sanitarie di molti Paesi concordino nel raccomandarla non soltanto negli anziani e nei pazienti di ogni età con fattori di rischio ma anche in bambini sani, come avviene già negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Anche il nostro Paese sembra aver reso ufficiale questa linea di pensiero come emerge dal Calendario per la Vita 2016, attualmente al vaglio del Ministero della Salute, in cui si evidenzia da parte dei pediatri e medici di medicina generale una forte e univoca raccomandazione all’estensione della vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini sani dell’età prescolare.

Vaccino antinfluenzale nei bambini

“I bambini fino ai 5 anni di età, gli anziani sopra i 64 anni e tutti coloro che soffrono di malattie croniche gravi  – afferma la prof.ssa Susanna Esposito, presidente del Congresso, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – sono i soggetti a maggior rischio di forme particolarmente gravi che possono comportare la necessità di ricovero ospedaliero o, più raramente, condurre alla morte. L’influenza può avere un decorso particolarmente negativo soprattutto quando i virus responsabili dell’infezione sono strutturalmente diversi da quelli che avevano circolato negli anni precedenti, come si verifica nelle pandemie”. Esistono numerosi fattori per considerare il bambino, anche quello sano, come target di interesse per la vaccinazione contro l’influenza:

  • Il bambino da 0 a 5 anni si ammala d’influenza circa 10 volte più di frequente dell’anziano e circa 5 volte più dell’adulto.
  • Il bambino da 6 a 14 anni si ammala d’influenza circa 8 volte più di frequente dell’anziano e circa 4 volte più dell’adulto.
  • I bambini rappresentano i principali soggetti responsabili della trasmissione dell’influenza nella popolazione.
  • L’ospedalizzazione per influenza del bambino sotto i 2 anni avviene con proporzioni superiori a quelle del paziente anziano.

Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato lo sviluppo di vaccini quadrivalenti invece che trivalenti in considerazione del frequente fenomeno del ‘mismatch’ (mancata corrispondenza) tra ceppi di virus B circolanti e ceppi presenti nel vaccino. Da oltre 30 anni, infatti, il vaccino contro l’influenza è stato preparato con due tipi di virus del gruppo A, l’A/H1N1 e l’A/H3N2, e un virus del gruppo B, i principali responsabili dell’influenza nell’uomo. I dati epidemiologici, in effetti, hanno dimostrato la concomitante e consistente presenza di ambedue i ceppi (o lineage) B-Victoria e BYamagata spesso (come nella stagione influenzale dello scorso anno) con una predominanza o importante circolazione del ceppo non presente nel vaccino e, conseguentemente, con un maggior rischio di complicanze per la popolazione target della vaccinazione.

L’inclusione di ceppi dei due lineage di virus B (Yamagata e Victoria) è pertanto raccomandata per i vaccini antinfluenzali da utilizzare da ora in poi, e quindi i vaccini quadrivalenti andranno progressivamente a sostituire per raccomandazione gli attuali vaccini split o subunità trivalenti a partire dai 3 anni di età (in quanto attualmente sono ancora in corso studi di efficacia e sicurezza per l’approvazione anche nei primi 3 anni di vita).

Immunostimolanti e probiotici

Non solo influenza e vaccino antinfluenzale, ma anche immunostimolanti e probiotici, tra i temi ampiamente discussi al Congresso. In Italia, il 25% dei bambini nei primi anni di vita soffre di infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) e ciò è dovuto principalmente all’immaturità del loro sistema immunitario e alla presenza di fattori ambientali che aumentano il rischio di esposizione ad agenti patogeni. Tra le strategie di prevenzione più efficaci, vi è la somministrazione di immunostimolanti/immunomodulatori come il pidotimod e l’OM-85. A tal proposito, un nuovo studio è stato recentemente avviato dall’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano con l’obiettivo di raccogliere ulteriori dati sull’efficacia e la sicurezza dell’immunostimolante/immunomodulatore OM-85 nei bambini con una storia di infezioni respiratorie ricorrenti, analizzando anche l’impatto di OM-85 sul microbiota respiratorio e intestinale.

“Nonostante si tratti di infezioni generalmente lievi – sottolinea Esposito – le IRR hanno un impatto medico, familiare e socio-economico rilevante e questo spiega perché diverse strategie di prevenzione, tra cui la somministrazione di immunostimolanti/immunomodulatori, vengano utilizzate nel tentativo di ridurre la loro incidenza. Dati recenti sebbene non ancora definitivi hanno dimostrato, poi, il ruolo primario del microbiota respiratorio e intestinale nell’aumentare il rischio di recidive respiratorie e l’impatto negativo degli antibiotici sul microbiota. Queste informazioni risultano essere di particolare interesse considerando che alcuni immunostimolanti/immunomodulatori agiscono proprio sull’immunità innata intestinale a seguito della somministrazione per via orale”.

Il microbiota intestinale e di qui l’utilizzo dei probiotici, sembra avere un ruolo importante non soltanto nelle patologie respiratorie ma anche in ambito neurologico. Nuovi studi clinici hanno dimostrato, infatti, una stretta correlazione tra intestino e cervello: un’alterazione nel microbiota, cioè il patrimonio genetico dei batteri che servono al nostro organismo per i processi vitali, determinata da infezioni batteriche o utilizzo frequente di antibiotici, potrebbe contribuire allo sviluppo dei sintomi dell’autismo.

“Il microbiota riveste nell´intestino importanti funzioni fisiologiche – sottolinea Esposito– quali la maturazione del sistema immunitario, la degradazione di macromolecole alimentari complesse, la detossicazione, la produzione e l´assorbimento di vitamine e minerali, influenzando anche il comportamento. Il sistema immunitario ha sviluppato degli strumenti per convivere con il microbiota, ma anche per tenerlo sotto controllo. Quando questo controllo viene meno, avviene la disbiosi, cioè una de-regolamentazione delle comunità batteriche che non si manifesta sempre con diarrea o stipsi, ma può portare ad altri disturbi infiammatori, in alcuni casi come chiara patologia infiammatoria gastro-intestinale ma anche come allergie, obesità o diabete e, non ultimo, l’autismo. La possibilità di interventi specifici per modificare la qualità del microbiota apre, quindi, la prospettiva ad una serie di nuovi approcci terapeutici nel trattamento dei sintomi dell’autismo, tra cui l’utilizzo dei probiotici”.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Glutei alti e sodi con squat ed altri facili esercizi da fare a casa

Avere glutei alti e tonici dovrebbe essere l’obbiettivo di chiunque, dal momento che i muscoli del nostro lato B sono importanti per la nostra postura e deambulazione, oltre ad essere ovviamente una importante zona di attrazione sessuale e non solo per gli uomini: anche le donne sono molto attratte da glutei maschili sodi e forti.
Esistono decine di esercizi importanti per allenare questa zona del corpo, tuttavia ce ne sono cinque base che potete fare in palestra ma anche comodamente a casa senza spendere una fortuna in attrezzatura, basta il vostro corpo ed al massimo un paio di pesi:

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GLUTEI ALTI SODI SQUAT ESERCIZI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia.gif

1) Squat

Tonificano le gambe ma anche i glutei: sono un esercizio che vi aiuta a bruciare la cellulite delle gambe, tonificando allo stesso tempo. Gli squat sono l’esercizio per i glutei per eccellenza. Per evitare l’infiammazione di tendini, articolazioni o della zona lombare, come prima cosa è bene imparare la corretta postura per eseguire degli efficaci esercizi di squat.
Munisciti di una panca o un tavolino piuttosto basso che ti aiutino a capire quando il tuo piegamento è arrivato al punto giusto ed è ora di iniziare a risalire. Se ne hai l’occasione, e se la casa lo permette, fai gli esercizi davanti a uno specchio in modo da controllare la corretta postura della schiena.
A questo punto posizionati davanti alla panca (come se dovessi sederti), divarica le gambe in modo che in piedi si trovino in linea con le spalle e, mantenendo la schiena dritta, piega le ginocchia fino a sfiorare con i glutei la panca. A quel punto risali in posizione eretta. Ripeti questo tipo di piegamenti finché i muscoli non inizieranno a “bruciare”. Riposati per un minuto e inizia una nuova ripetizione (almeno due serie al giorno da 10). Se ti interessa approfondire gli squat con manubri, con stacco, al multipower, clicca su questo link: Glutei sodi: come fare gli squat a casa ed in palestra con e senza pesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GLUTEI ALTI SODI ESERCIZI BACINO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia.jpg

2) Sollevamento del bacino

Coricatevi a terra, braccia lungo il corpo, piegate le gambe lasciano la pianta del piede a contatto con il pavimento. Alzate quindi il bacino verso l’alto in modo che il vostro corpo abbia una forma triangolare e lasciando le spalle attaccate a terra. Abbassate il bacino cercando di non far toccare i glutei col pavimento e poi risollevate. Fate delle ripetizioni da 10 per 3 o 4 volte.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GLUTEI ALTI SODI SLANCI ESERCIZI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia.jpg

3) Slanci posteriori

Mettetevi a carponi e allungate all’indietro una gamba facendo una linea dritta con la vostra schiena: alzate quindi la gamba oltre la linea della schiena e riportatela in posizione di partenza. Ripetete l’esercizio in serie da 10 per 2 volte per lato.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GLUTEI ALTI SODI SLANCI ESERCIZI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapi.jpg4) Slanci laterali sul fianco

Stendetevi sul fianco, appoggiate la testa al braccio a terra. Portate l’altro braccio in avanti per appoggiarvi a terra e mantenere più facilmente l’equilibrio. Alzate quindi la gamba verso l’alto e abbassatela senza farla toccare con la gamba a terra. Ripetete l’esercizio in serie da 10 per 2 volte per lato.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GLUTEI ALTI SODI AFFONDI ESERCIZI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia.jpg5) Affondi frontali

In piedi, schiena dritta e piedi leggermente divaricati. Fate un passo in avanti e abbassatevi mantenendo la schiena dritta: piegate la gamba in avanti fino a formare un angolo di 90° e piegate la gamba dietro senza appoggiarvi al pavimento. Tornate nella posizione di partenza mantenendo la schiena dritta e ripetete l’esercizio con l’altra gamba. Ripetete l’esercizio in serie da 10 per 3 volte.

Eseguite questi cinque esercizi a giorni alternati, associate una alimentazione adeguata e rapidamente comincerete a vedere risultati. Buon allenamento!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Sposa bambina incinta a 15 anni muore durante il parto

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SPOSA BAMBINA 15 ANNI MUORE PARTO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia.jpegE’ stata costretta a sposarsi a soli 14 anni contro la propria volontà e pochi giorni fa è morta a 15 anni per una forma gravissima di emorragia cerebrale durante il parto, vittima della sua sorte di sposa bambina. La tragedia che ha colpito Derya B (ecco tutto ciò che si sa della sua identità) si è consumata in Turchia, ed esattamente nel distretto di Mutki, la scorsa settimana. Si era sposata con una cerimonia religiosa in un matrimonio combinato giusto un anno fa, appena quattordicenne, e nessuno – tanto meno lei – avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe morta tanto giovane. Dopo le complicazioni del parto, con forti attacchi di mal di testa e nausea, la ragazzina è stata portata di corsa in ospedale e poi ricoverata in terapia intensiva. Tuttavia l’emorragia cerebrale, che a detta dei medici potrebbe essere stata causata da una gravidanza così precoce, non le ha lasciato scampo, e lo scorso giovedì è venuta purtroppo a mancare.

Leggi anche: Sua moglie di soli 12 anni è incinta: arrestato

Le autorità di giustizia turche hanno ora aperto un’indagine per fare chiarezza sulla vicenda e hanno già sentito i familiari e della ragazzina e suo marito (la cui età è ancora ignota). A colloquio con i colleghi di hurriyetdailynews.com, il ginecologo prof. Aydan Biri ha confermato l’ipotesi di un nesso tra la sua morte e le circostanze del parto. A una così giovane età “il rischio di un’elevata pressione sanguigna, di un parto prematuro o di un intervento durante la nascita sono maggiori. Le gravidanze di bambine che non hanno completato il loro sviluppo fisico e i cui organi non sono ancora completamente sviluppati spesso finiscono in un lutto”. E un rapporto di Save the Children evidenzia la diffusione del fenomeno: in tutto il mondo si contano 700 milioni di spose minorenni.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Essere bravi genitori: cinque consigli per crescere fratelli uniti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI FRATELLI FAMIGLIA GENITORI FAMIGLIA (4)Essere bravi genitori è la cosa più difficile al mondo, specie quando il figlio non è più uno solo ed il secondogenito va ad alterare degli equilibri che si erano creati in casa: si verifica la classica gelosia tra i figli (maschi o femmine) che nasconde quasi sempre la difficoltà del primogenito di accettare che il rapporto con mamma e papà non possa essere unico ed esclusivo. Tutto nasce da un desiderio di possesso: ogni figlio non vorrebbe ‘dividere’ i genitori con il fratello o la sorella ma non può prendersela con loro, quindi ‘sfoga’ le sue emozioni verso l’altro/a. La tipica competizione nel quotidiano scatta proprio per questa ragione più profonda ed è bene tenerlo a mente. In altre parole, i litigi sono fisiologici e non sono un segnale di scarso affetto tra fratelli: anche quando si punzecchiano (quasi) in continuazione, di fatto si vogliono bene. Tuttavia, mamma e papà devono il più possibile favorire lo sviluppo di una buona relazione tra fratelli e sorelle, e farli crescere uniti, evitando alcuni comportamenti che invece possono allontanarli. Ecco cinque consigli per evitare gli errori più comuni.

1 Non intervenire quando i bambini litigano
E’ molto importante lasciare che fratelli e sorelle risolvano da soli i loro conflitti, entro ovviamente certi limiti. “I bambini trovano le loro misure e l’intervento a favore di uno o dell’altro contribuisce invece ad aumentare la gelosia. Ma anche punire tutti nello stesso modo non è una buona strategia perché è percepito come ingiusto.  Un errore molto comune tra i genitori è poi quello di agire da giudici imbastendo una sorta di processo, che va avanti all’infinito, per stabilire chi ha iniziato la lite. Un atteggiamento del genere è controproducente e non porta a nulla. Dal punto di vista dell’esperta, l’approccio migliore è invece invitare i figli a cavarsela da soli cercando un accordo e riferendolo, poi, all’adulto.

Leggi anche: Le 12 cose che ogni genitore fa di nascosto dai propri figli

2 Quando un bambino picchia il fratello o la sorella, cercate di calmarlo con tono tranquillo e senza mai urlare
Se un figlio usa spesso le mani contro l’altro/a significa che è davvero molto arrabbiato e si sfoga contro il più debole, che di solito è il più piccolo. Attenzione, però, non significa che non voglia bene al fratello o alla sorella, in realtà il vero obiettivo della sua rabbia potrebbero essere mamma e papà. Al momento, di fronte all’episodio concreto, è opportuno invitare il bimbo che dà le botte al fratello a sospendere quello che sta facendo e calmarlo parlando in tono tranquillo. Non serve dirgli ‘non devi fare così’ ma è molto importante mostrare comprensione e contenerlo con modi pacati. Non si risponde mai alla rabbia urlando. Quando la situazione si ripete spesso il genitore dovrebbe interrogarsi e mettersi in discussione poiché l’azione violenta è sintomo di paura e angoscia di abbandono. Il bambino violento è spaventato a morte dall’idea di ‘non essere visto’ e dà la colpa a qualcuno, al fratello o alla sorella. Questo può capitare perché non è stato aiutato a sufficienza nella sua evoluzione e ha bisogno di stare più tempo insieme ai genitori. E’ fondamentale rassicurarlo e aiutarlo a superare la paura che i genitori spariscano. Un buon modo per farlo è chiacchierare con lui, andare a prenderlo a scuola una volta in più e condividere tempo e giochi. Fino alla fine della primaria, il gioco e le fiabe, da leggere insieme ad alta voce la sera, sono strumenti efficaci e preziosi per stemperare queste emozioni di ogni bambino.

Leggi anche: Le cose che non devi MAI dire ad una donna che ha appena partorito, soprattutto se sei una donna

3 Evita una sorta di ‘spartizione’ tra mamma e papà nell’accudimento dei figli che non crea solidarietà
“Tu ti occupi del piccolo e io del grande!”. Certo, è possibile fare a turni, ma mamma e papà devono condividere insieme ogni aspetto dell’educazione e della vita dei figli.

4 Fare le stesse cose del fratello o della sorella per un periodo è positivo: aiuta a sviluppare l’empatia
A volte sono proprio le osservazioni e gli interventi inopportuni dei genitori a dividere i figli. Se il maggiore, per esempio, che magari frequenta già le medie, si mette a giocare con il fratellino (o sorellina), non è bene dire una cosa tipo: “Ma tu sei ormai troppo grande per questo gioco!”. In modo analogo, se il bambino chiede ancora biberon e ciuccio – ormai abbandonati da tempo – o di dormire accanto alla mamma perché vede farlo il fratellino o la sorellina, non deve essere un problema. In genere, atteggiamenti simili, in cui il bimbo sembra tornare più piccolo, indicano che quei progressi gli sono costati molta fatica. Questi episodi di regressione sono una grande occasione di ri-sperimentare una situazione ma non significa perdere le competenze già acquisite. Tornare indietro, semplicemente, rinfranca un po’ il bambino, ed è una sorta di terapia, quindi è bene lasciarlo fare. Dopo un po’, per aiutarlo (senza ansia) a riconquistare le sue abitudini, è sufficiente sostenerlo con un atteggiamento sereno e positivo. “Riccardo, mi sa che il gelato, in fondo, ti piace di più del latte nel biberon, eh… perché tu sei grande!”. In ogni caso, è un segnale positivo immedesimarsi nel piccolo è un modo per capirlo. Di fatto, mettersi al posto dell’altro vuol dire provare empatia ed un bimbo di tre-quattro anni lo fa concretamente. Anche nel caso contrario quando è il bambino più giovane a voler imitare il grande, non è corretto bloccarlo subito perché è ‘piccolo’: è invece appropriato incoraggiare questi momenti. “Bene, mi piace che giocate insieme, ecco qui delle penne per te anche se non sai ancora scrivere!”.

Leggi anche: Le cose che non devi MAI dire ad una donna incinta, soprattutto se sei una donna

5 Asseconda la complicità dei tuoi figli e non osteggiarli quando fanno ‘banda’
Nella relazioni tra fratelli o sorelle, arriva un momento in cui i figli si ‘coalizzano’ contro i genitori, nonostante, magari, la differenza di età. E’ tipico il caso di nascondere le marachelle: “Prendiamo insieme un altro pezzetto di cioccolato!”, “Diciamo alla mamma che il vaso l’ha rotto il gatto”. Fare fronte comune diventa una sorta di colla, e getta le basi di quella solidarietà che dura tutta la vita ; è fondamentale non osteggiare questi comportamenti, al contrario, i genitori dovrebbero leggere la creatività dietro a tutto ciò, in base all’età dei bambini”. Se a metà della scuola primaria, per esempio, i figli preparano dei cartelli perché desiderano un computer, si tratta di una ‘sommossa’ positiva. Anche in seguito, quando sono più grandi, fratelli e sorelle possono mettersi insieme per ottenere un permesso speciale o una particolare concessione. Questo senso di complicità dovrebbe essere assecondato perché è parte positiva della relazione tra figli.

Articolo di Marzia Rubega pubblicato su: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/come-crescere-fratelli-uniti-4-principi-guida-ai-genitori

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!