Differenza tra batteri bacilli, cocchi, streptococchi e spirilli

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MI batteri appartengono ad un regno vastissimo ed eterogeneo, composto da milioni di tipi diversi di microorganismi: in alcuni casi sono dannosi per il nostro organismo, mentre in altri risultano addirittura necessari o indispensabili (basti pensare alla flora batterica del nostro intestino). Proprio per questi motivi, vengono classificati in tantissimi modi diversi, ad esempio a seconda della forma, della capacità di reagire ad alcune sostanze, oppure della resistenza agli antibiotici.

Per quanto riguarda la forma, essenzialmente i tipi principali sono i bacilli, con la tipica forma a bastoncino; i cocchi, di forma più o meno sferica, in grado di disporsi a coppie, in catene (streptococchi) od a grappolo; infine gli spirilli (dalla forma a spirale) e alcune altre categorie. Un altro parametro di classificazione, ancora più importante, è quello in batteri Gram-negativi e Gram-positivi.

Ricapitolando forma dei batteri:
1) Bacilli: Forma a bastoncino
2) Cocchi – Streptococchi: Forma più o meno sferica
3) Spirilli: Forma a spirale.

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Differenza tra batteri Gram negativi e Gram positivi

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA DIFFERENZA LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI BI batteri appartengono ad un regno vastissimo ed eterogeneo, composto da milioni di tipi diversi di microorganismi: in alcuni casi sono dannosi per il nostro organismo, mentre in altri risultano addirittura necessari o indispensabili (basti pensare alla flora batterica del nostro intestino). Proprio per questi motivi, vengono classificati in tantissimi modi diversi, ad esempio a seconda della forma, della capacità di reagire ad alcune sostanze, oppure della resistenza agli antibiotici.

Differenza tra batteri Gram negativi – e Gram positivi +

Un preparato contenente i batteri da analizzare viene trattato con varie sostanze consecutivamente: dapprima un colorante violetto, poi un’altra sostanza che consente al colorante di legare in modo più efficace con il preparato. Quest’ultima sostanza viene detta liquido di Lugol e non è altro che una miscela di ioduro di potassio e iodio diluita in acqua. Dopo il trattamento con il liquido, si applica del decolorante (per esempio l’acetone o l’alcol) e poi un altro colorante tendente al rosso, ben distinguibile da quello violetto. Questo procedimento prende il nome di colorazione di Gram, ed è alla base di questa classificazione dei batteri:

  • i batteri che hanno resistito alla decolorazione, quindi ancora in violetto dopo il processo sono i Gram-positivi;
  • invece i Gram-negativi hanno subito la decolorazione e quindi hanno ricevuto il colore rosso.

Batteri Gram positivi

I batteri Gram-positivi sono muniti di una parete cellulare (ovvero il loro involucro, che li protegge dal mondo esterno) molto spessa e ricca di un polimero detto peptidoglicano. In questi batteri il peptidoglicano compone all’incirca per il 90% la parete cellulare; l’applicazione del colorante fa acquisire loro il colore viola, che però rimane fissato molto bene alla parete cellulare al punto di impedire l’azione del decolorante (risultano quindi viola nella colorazione di Gram).
Di solito i batteri Gram-positivi patogeni sono meno dannosi di quelli negativi, ma in alcuni casi possono provocare febbre e svariate malattie. I batteri positivi alla colorazione di Gram sono alcuni streptococchi, stafilococchi, gli pneumococchi responsabili di molte malattie respiratorie come polmonite e bronchite e il Clostridium responsabile del tetano.

Batteri Gram negativi

I batteri Gram-negativi hanno una parete cellulare più sottile e contenente solo il 15/20% di peptidoglicano: in questo modo, il decolorante ha la possibilità di agire a fondo rimuovendo il colore violetto e permettendo a quello rosso di agire sul batterio (risultano rossi dopo la colorazione). Le infezioni da batteri negativi sono meno frequenti rispetto a quelle di batteri positivi come ad esempio gli streptococchi e gli stafilococchi; nonostante ciò, in genere i batteri Gram-negativi sono molto più dannosi e pericolosi, nonché coinvolti in una miriade di disturbi e malattie diverse. Il batterio Pseudomonas aeruginosa, ad esempio, è il principale responsabile delle otiti esterne: si tratta di disturbi che in persone a rischio (come diabetici o anziani) possono diventare molto gravi.

Conclusioni: Lo si rintraccia anche in ferite chirurgiche, ulcere e infezioni provocate da ustioni; in alcuni casi di soggetti giovani in corso di trattamento contro l’acne, possono avvenire superinfezioni di Pseudomonas insieme a Proteus, un altro batterio Gram-negativo che può provocare problemi alle vie urinarie. Altri esempi sono il famigerato Escherichia coli, alcuni ceppi del quale sono alla base di gravi problemi all’apparato digerente e di avvelenamenti; la salmonella, anch’essa responsabile di infezioni gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea e febbre); non dimentichiamo infine la Neisseria gonorrheae, agente responsabile della gonorrea. Questi sono soltanto alcuni dei numerosi batteri Gram-negativi.

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Quante calorie hanno pandoro, panettone e torrone?

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA BUONE FESTE CAPODANNOIl panettone generalmente possiede tra le 330 e le 360 calorie per 100 grammi, mentre il pandoro arriva fino a 410 calorie. Entrambi sono superati da un altro tipico dolce natalizio, il torrone, che mediamente contiene circa 460 calorie per 100 grammi.

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L’infermiera cade in ospedale e schiaccia neonato che teneva in braccio

MEDICINA ONLINE NEONATO BIMBO BAMBINO PANNOLINO INFERMIERA NEWBORN SCHIACCIA CADE MORTE TRAUMA CULLA.jpgÈ in prognosi riservata il bambino di due mesi che è rimasto schiacciato dal corpo di un’infermiera che lo stava portando dal pronto soccorso al reparto di pediatria. È successo all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

La donna sarebbe caduta durante il percorso tra i due reparti rovinando sul piccolo. Il bambino, figlio di una coppia di Nocera Superiore, era stato portato in ospedale per una crisi respiratoria.

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Perché il calcio piace così tanto in tutto il mondo?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica ALTRI TEMPI Mondiale Calcio Spagna Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene Laser Filler Rughe BotulinoIl calcio è lo sport più popolare al mondo con circa 3 miliardi di fan/ supporter  fra Europa, Africa, Asia,continente Americano. Subito dopo troviamo il cricket e il basket in seconda e terza posizione. Secondo la  FIFA il padre del calcio è il CUJU,nato in Cina circa 2500 anni fa . Il Cuju era un gioco con una palla lanciata con i piedi in cui non era permesso usare le mani- generalmente bisognava mandare la palla in una rete o fra due bandiere. Ma come mai da li in poi il calcio si è diffuso così tanto?

La diffusione e la popolarità vengono principalmente da 3 fattori principali :

1. Il calcio è uno sport facile ed accessibile a tutti

E’ il suo punto di forza maggiore. Il calcio si può praticare ovunque (erba, terreno, in città) sia in 2 che in 22 giocatori senza spendere quasi un centesimo, basta una palla e due sassi per fare i pali delle porte, mentre la stessa cosa non si può dire dove anche solo comprare l’attrezzatura base può rivelarsi molto costoso! Altro fattore di popolarità è che le regole del calcio sono molto semplici a differenza di altri sport come rugby o football americano; infine dare calci ad un pallone è estremamente intuitivo: fin da piccolissimi i bambini appena vedono una palla tendono a lanciarla o a… calciarla!

2. Il calcio crea idoli e leggende popolari 

Il calcio crea idoli, eroi, vip –  che sono  spesso ragazzi che vengono da origini umili e popolari che hanno appunto imparato a giocare per le strade anche in paesi con numerose difficoltà e senza spendere soldi in costose attrezzature. Pensiamo ad esempio allo sci o al nuoto: secondo voi un bambino povero, magari in una zona di guerra, può permettersi dei corsi? Molto più probabilmente giocherà a calcio. Questo sport crea miti di persone che sognano di uscire fuori dalla condizione di povertà raggiungendo soldi e fama.

3. Il calcio è un business che fa girare molti soldi

In Italia è totalmente impossibile non avere una notizie di calcio al giorno: il pallone è sempre presente sullo schermo della televisione, nei computer o anche alla radio! Trasmettere una partita di calcio è un vero business grazie alla pubblicità:  certe marchi/aziende sono disposti a spendere milioni di euro. Insomma il calcio è un enorme giro d’ affari, una sorta di circolo vizioso in cui più soldi girano e più i soggetti in gioco hanno interesse far girare altri soldi, con sponsorizzazione di eventi sempre più spettacolari ed interessanti per il pubblico. Come spezzare un giro di affari come questo?

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Diaframma: dove si trova, anatomia e funzioni

MEDICINA ONLINE RESPIRAZIONE DIAFRAMMA FUNZIONI ESAME OBIETTIVO ANAMNESI VISITA MEDICA GENERALE AUSCULTAZIONE ISPEZIONE PERCUSSIONE PALPAZIONE DIFFERENZA FONENDOSCOPIO STETOSCOPIO TORACE ADDOME SEMEIOTICA.jpgIl diaframma o diaframma toracico è un muscolo impari, cupoliforme e laminare che separa la cavità toracica da quella addominale. Il diaframma è il più importante muscolo respiratorio. Il diaframma è una lamina muscolo-tendinea avente la forma di una cupola la cui convessità è rivolta superiormente verso il torace e la cui concavità è rivolta inferiormente verso l’addome. Esso è formato da un ampio tendine centrale detto centro frenico dal quale originano i fasci carnosi del muscolo che si inseriscono sullo sterno, sulle coste e sulle vertebre lombari.

Funzioni del diaframma

Il diaframma è importantissimo per la corretta respirazione. La sua contrazione, che ha l’effetto di abbassare la cupola diaframmatica, determina, assieme all’elevazione del torace operata dai muscoli inspiratori, l’espansione della cavità toracica e dei polmoni necessaria al richiamo d’aria nelle vie aeree durante l’inspirazione. La contrazione del diaframma determina inoltre, assieme ai muscoli addominali e al diaframma pelvico, un aumento di pressione nella cavità addominale necessaria alla minzione, alla defecazionee al vomito. Questa funzione è inoltre fondamentale per la gestante durante il parto.

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Il centro frenico

Il centro frenico (anche detto centro tendineo) è un ampio tendine centrale posto nel punto di massima convessità della cupola diaframmatica e dal quale si irraggiano i fasci carnosi del muscolo. La sua forma ricorda molto quella di un trifoglio e permette di distinguere per questo una foglia destra, una foglia sinistra ed una foglia centrale. La foglia destra e la foglia sinistra sono anche dette foglie laterali mentre la foglia centrale è detta foglia mediale. Dalla porzione anteriore e laterale delle tre foglie originano le inserzioni sternale e costale mentre da quella posteriore origina l’inserzione vertebrale del muscolo. Il centro frenico presenta inoltre, laddove la foglia centrale si continua con la foglia destra, una apertura attraversata dalla vena cava e per questo detta forame della vena cava. I fasci carnosi che originano dalla porzione più anteriore della foglia centrale del centro frenico si portano anteriormente e si raccolgono per inserirsi sulla superficie posteriore dell’appendice ensiforme dello sterno. I fasci carnosi che originano invece dalla porzione laterale delle tre foglie del centro frenico si portano lateralmente inserendosi lungo tutta l’arcata costale sulla superficie interna del corpo delle ultime sei coste e delle relative cartilagini costali. Fa eccezione l’inserzione sulla dodicesima costa, laddove l’ultimo fascetto carnoso del muscolo si inserisce sulla superficie interna della costa lateralmente all’angolo costale per far spazio all’inserzione del muscolo quadrato dei lombi, contribuendo a formare l’arco lombocostale laterale o arco del quadrato dei lombi. Infine i fascetti carnosi che originano dalla porzione posteriore della foglia centrale si portano posteriormente divergendo. Quindi dapprima si incrociano, delimitando col centro frenico un’apertura attraversata dall’esofago e per questo detta forame esofageo, poi divergono nuovamente per trapassare in due distinti tendini detti pilastri del diaframma e distinti in destro e sinistro. I pilastri del diaframma si inseriscono sul corpo delle prime vertebre lombari e in particolare il pilastro destro si inserisce sulla superficie anteriore di seconda, terza e quarta vertebra lombare mentre il pilastro sinistro si inserisce sulla superficie anteriore delle sole seconda e terza vertebra lombare. Inserendosi sulle vertebre lombari i pilastri delimitano un’ulteriore apertura attraversata dall’aorta e per questo detto forame aortico. Nel diaframma sono presenti varie aperture che danno passaggio a vasi, nervi ed altre strutture che dalla cavità toracica si portano a quella addominale, e viceversa. Tali aperture sono:

  • Il forame della vena cava (all’altezza di T8), che è attraversato dalla vena cava e da alcuni rami del nervo frenico.
  • Il forame esofageo (all’altezza di T10), che è attraversato dall’esofago, dalle arterie esofagee e dal tronco vagale anteriore e posteriore.
  • Il forame aortico (all’ altezza di T12), che è attraversato dall’aorta, dal dotto toracico e dalla vena azygos.
  • forami minori del pilastro destro, che possono presentarsi in numero di tre o fusi in un’unica apertura, che sono attraversati dal grande nervo splancnico di destra, dal piccolo nervo splancnico di destra e talvolta dalla vena azygos
  • forami minori del pilastro sinistro, che possono presentarsi in numero di tre o fusi in un’unica apertura, che sono attraversati dal grande nervo splancnico di sinistra, dal piccolo nervo splancnico di sinistra e dalla vena emiazygos.
  • L’arcata dello psoas, che è attraversata dal muscolo grande psoas e dal tronco del simpatico.
  • L’arcata del quadrato dei lombi, che è attraversata dal muscolo quadrato dei lombi.
  • forami del Morgagni, che sono attraversati dai rami epigastrici superiori dell’arteria toracica interna e da alcuni vasi linfatici provenienti dalla parete addominale anteriore e dal fegato.

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Abebe Bikila, l’uomo che vinse la maratona correndo senza scarpe

MEDICINA ONLINE ABELE BIKILA UOMO VINSE MARATONA SCALZO SENZA SCARPE.jpgFiglio di un pastore, lavorava come agente di polizia per mantenere la famiglia, ma di sogni nel cuore Abebe Bikila ne aveva molti, primo tra tutti quello di portare sul tetto del mondo la sua Africa, la sua Etiopia. Non basta però ricordare che nell’Olimpiade del 1960 corse in terra romana conquistando il podio più alto; non basta dire che fu il primo africano di colore ad aggiudicarsi un oro olimpico; Abebe Bikila vinse in un modo tutto suo, un modo che l’ha reso, agli occhi di tutti, il simbolo di libertà per quella terra lontana, schiava del colonialismo europeo: correndo 42 chilometri scalzo, senza le “scomode scarpe” consegnategli prima della gara.

Ricorda un po’ l’impresa di quel Filippide che corse da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria dei Greci contro i Persiani. Dopo più di 2000 anni da quell’evento il mondo è tornato a stupirsi di fronte ad un epilogo che ha dell’incredibile. Abebe Bikila non era tra i favoriti: correva nelle competizioni di atletica da soli 4 anni; prese parte alla nazionale olimpica in sostituzione di un compagno, Wami Biratu, ritiratosi per un infortunio. Nessuno avrebbe mai immaginato che un giovane sconosciuto ventottenne potesse resistere alla fatica per 2 ore, 15 minuti e 16 secondi correndo a piedi nudi, superando per primo l’Arco di Costantino, traguardo di quella XVII edizione dei Giochi.

Corse di nuovo quattro anni dopo, nell’Olimpiade di Tokyo, nonostante l’operazione di appendicite a quaranta giorni dalla gara, e per la prima volta un atleta vinse due ori consecutivi nella maratona olimpica.

Pare quasi che le disgrazie piombino su coloro che hanno il coraggio, la forza e la volontà di affrontarle. E Abebe di animo ne aveva tanto quanti i sogni che alla fine raggiunse. Nel 1969, a pochi anni da quando gli invincibili piedi nudi solcarono l’arrivo di un lungo viaggio verso la libertà, la vittoria, la storia divenuta leggenda, un incidente d’auto privò Abebe Bikila proprio di quelli, di quelle gambe d’oro, ma non certo della grinta che le faceva correre. E così partecipò ad un’altra Olimpiade, questa volta un’Olimpiade con un para davanti, questa volta gareggiando nel tiro con l’arco, correndo, anche questa volta, anche se in un modo diverso.

“Se sono libero è perché continuo a correre”, diceva Jimi Hendrix, e l’emorragia che colpì Abebe Bikila l’anno seguente fermò il suo respiro, non la sua corsa. Tutti, guardando la sfida della vita di quel giovane etiope, hanno sudato insieme a lui, poggiato i piedi sull’asfalto rovente, lottato, sognato la libertà che Abebe, a piedi nudi e con un cuore vestito di un sogno, raggiunse.

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Differenza tra midollo osseo e cellule staminali

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO SCHELETRO CANE UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALE.jpgQual è la differenza tra il midollo osseo e le cellule staminali?

Il midollo osseo è un tessuto spugnoso che si trova all’interno delle ossa lunghe ed in quelle piatte e che contiene le cellule staminali dalle quali si formano tutte le altre cellule che hanno funzioni specifiche nel nostro organismo. Quando si parla di donazione i due termini “midollo osseo” e “cellule staminali” vengono utilizzati alternativamente per indicare il diverso processo con cui vengono prelevate le cellule staminali.

  • Quando si parla di donazione di cellule staminali ci si riferisce più che altro al metodo di raccolta delle cellule staminali.Ricordiamo che le cellule del sangue, prodotte nel midollo osseo ed immesse in circolo, originano da cellule progenitrici, dette cellule staminali, che hanno la caratteristica di essere totipotenti, cioè di riprodursi a un ritmo estremamente intenso e a differenziarsi nelle varie linee cellulari. Le cellule progenitrici sono piuttosto scarse ma, oltre a possedere una attività riproduttiva enorme (ogni giorno generano 200-400 miliardi di cellule nuove) sono in grado di replicarsi cosicché il loro numero resta invariato durante tutta la vita, anche se dovessero in parte venire prelevate (donazione). Tali cellule possono essere raccolte dal cordone ombelicale, dal midollo osseo o, dopo mobilizzazione con fattori di crescita, dal sangue periferico.
  • Quando si parla di donazione di midollo osseo ci si riferisce al metodo chirurgico che si effettua estraendo il midollo dalla zona pelvica con degli aghi particolari, tecnica che risulta mediamente invasiva e dolorosa per il donatore.

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