Trainspotting (1996): trama, recensione e curiosità del film di Danny Boyle

MEDICINA ONLINE FILM  MOVIE Trainspotting is a 1996 British black comedy directed by Danny Boyle, and starring Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd, Robert Carlyle, and Kelly MacdonaldUn film di Danny Boyle. Con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald, Jonny Lee Miller. Titolo originale Trainspotting. Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna 1996.

Scegliete la buona salute, il colesterolo basso, la polizza a vita. Io ho scelto di non scegliere la vitacosì recita l’inizio dello straordinario monologo di Mark Renton, protagonista ed antieroe di Trainspotting, capolavoro visionario di ironia underground, tratto dall’omonimo splendido libro di Irvine Welsh del 1993, diretto da Danny Boyle nel 1996 e presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes del 1996. Ad oltre vent’anni di distanza ha avuto un seguito, T2 Trainspotting del 2017, sicuramente un fil interessante ma che ha diviso gli affezionati: l’unica certezza è che il sequel letteralmente scompare di fronte all’epicità del primo, ma di questo ci occuperemo un’altra volta.

Poche volte riportare la trama di un lungometraggio è così riduttivo come per Trainspotting: ventenne di Edimburgo, il vegetariano Mark Renton ha scelto per sé “un’onesta e sincera tossicodipendenza” in modo da non doversi preoccupare del sesso, del lavoro o dei rapporti sociali. Ha degli amici o meglio dei compari con cui rubacchiare, parlare a vuoto, bere birra e bucarsi le vene dimenticandosi del mondo attorno a loro: sono Sick Boy, tutto provocazioni e capelli ossigenati, Begbie, dalla imprevedibile violenza nonsense e alcolizzato, Tommy, che cerca di star fuori dal giro dell’eroina tenendosi in forma, e Spud, completamente fuori di testa ma forse l’unico di cui può fidarsi. Tra tentativi di disintossicazione, ricadute, corse all’ospedale ed un inatteso – improbabile – colpo che può cambiare la vita a tutti, l’irresponsabile Mark forse entrerà a far parte dell’odiata, ma rispettabile società… ma riuscirà a rimanerci dentro?

Quale migliore dichiarazione di nichilismo esistenziale e complessità concettuale: il bisticcio scegliere di non scegliere del famoso monologo di Mark denota il drammatico determinismo di fronte ad una vita e ad una società non-scelte (può bastare il conforto della buona salute, il colesterolo basso e lo scrupolo della polizza a vita?). Renton nega l’imposizione e preferisce l’eroina, come il suo amico Spud, goffo ma dall’animo candido; come Sick Boy, ossessionato dal mito di Sean Connery, del quale non perde occasione per citare i film (ironico contrappunto di conoscenza) ed il pacifico Tom, il più puro del gruppo al quale spetterà, tremenda nemesi, la sorte peggiore.

Tutto è più semplice, quando si ha un’onesta dipendenza dall’eroina. Al contrario di quanto si può credere il film non denuncia né tanto meno prende posizioni moralistiche nei confronti del mondo della droga. Basta il tema. Film realistico: non ti dice che l’eroina fa schifo, ti dice che l’eroina ti fa stare bene per un po’ ma la tua vita diventa uno schifo ed uscirne è durissima. I “giovani” sono molto meno stupidi di quello che si vuole credere ed è più facile che siano convinti a non drogarsi da un film come questo piuttosto che dal sentirsi dire le solite cose trite e ritrite su quanto la droga faccia schifo. Almeno con il sottoscritto a suo tempo funzionò così. Alla sua uscita nelle sale era stato criticato per un suo presunto compiacimento verso l’eroina e per le sue immagini crude e troppo dettagliate, quali la preparazione e somministrazione di dosi di droga. In realtà non manca la condanna, ma è espressa in maniera ellittica rispetto alle normali prassi drammaturgiche.

I chose not to choose life: I chose somethin’ else. And the reasons? There are no reasons. Who needs reasons when you’ve got heroin?

Nella casa dello spacciatore chiamato Madre Superiora (per l’età della sua dipendenza), punto di riferimento logistico di Renton e compagni, una bambina di cui si conosce la madre Alison (una delle ragazze drogate) ma non il padre, si muove a gattoni in mezzo ai drogati abbandonati tra i materassi. In seguito, contemporaneamente ad uno dei momenti in cui tutto il gruppo è alienato dall’effetto della droga, la bambina viene trovata morta nella sua culla. La cosa porta alla disperazione la madre e soprattutto Sick Boy, che si rivela essere il padre. Tutto verrà risolto con altra eroina, per cancellare tutti i dolori e le colpe. Questa scena, uno dei cardini del film, mostra la dipendenza e l’annebbiamento totale di chi gira a vuoto nel circolo vizioso di una tossicodipendenza – non solo quella dell’eroina – che porta alla colpa primigenia: l’assassinio di un figlio. Per quanto non volontario. La bimba morta appare piena di lividi, e non per caso: sembra che in una scena – poi cancellata – del film, i nostri “eroi” sotto effetto della droga, si fossero messi a giocare a calcio usando la povera bimba coma pallone

Il mondo di Trainspotting è colto nei suoi più fervidi e striscianti meandri figurativi. Esemplare è la scena di Renton che si tuffa nel lurido water di un locale per recuperare delle supposte di oppio, vendutegli dallo spacciatore Mikey Forrester, impersonificato da Irvine Welsh, l’autore del romanzo da cui è tratto il fim. Supposte che dovrebbero servire a placare i dolori dell’astinenza da eroina, visto che Mark si è messo in testa di “smettere con quella roba”. Astrazione e lirismo alludono grottescamente a un parossistico quanto teatralmente contraddittorio tentativo di salvezza: al suono di un arrangiamento della Carmen, il drogato si getta tra la sua stessa merda e manifesta una scelta diversa da quella di infilarsi l’ago in vena. La scena è tratta esplicitamente da un brano del libro di Thomas PynchonL’arcobaleno della gravità (il protagonista del romanzo si immerge nel gabinetto di un bar per recuperare la fisarmonica perduta imbattendosi in varie tipologie di escrementi di cui elabora una vera e propria tassonomia), e ciò dimostra quanto il regista abbia voluto evidenziare il canone di un tentativo di trascendenza che sfida le leggi della superficie (terrena). Mark si immerge nel mare, e nel mare si nuota, sgravati da imposizioni e condizionamenti. Il nuotatore è essere sovrano che libera il proprio corpo (persona) dai lacci del dover essere (compreso il laccio emostatico). Non c’è altra rarefazione e indipendenza per il drogato.

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Trainspotting è un film che sottende una sottile critica politica che in italiano si perde (preferibile vederlo in lingua originale: lo scozzese, non l’inglese) come se Mery per sempre di Marco Risi fosse recitato dai giovani detenuti in perfetto italiano e non in siciliano, anzi in palermitano per essere precisi. Mark ed i suoi colleghi si muovono nella Edimburgo della fine del secolo scorso. L’identità nazionale sembra non bastare a creare un tessuto sociale forte; avere come unico riferimento Sean Connery dimostra la mancanza di fondamentali modelli comportamentali. Quando Tommy passeggia con gli amici in montagna, glorificando la natura scozzese, Spud dissente dai prestigi nazionali, mentre Renton urla che…

è una merda essere scozzesi. Siamo il peggio, i più disgraziati, i più servili, patetici avanzi che siano stati cagati nella civiltà

Per la cronaca: nonostante il film sia ambientato ad Edimburgo, quasi tutte le scene sono state girate a Glasgow tranne la scena di apertura, girata realmente ad Edimburgo, e quella finale, girata a Londra. La famosissima scena di apertura che vede Renton e Spud inseguiti da due store detective è stata girata lungo Princes Street, ad Edimburgo. La scena in cui termina l’inseguimento è invece stata girata a Calton Road, sempre ad Edimburgo, vicino all’entrata posteriore della Waverley Station.

Un discorso a parte merita l’amicizia. Mark Renton chiama i suoi compagni cosiddetti amici. Misura relativa. Tommy (un giovane Kevin McKidd, ora dottor Owen Hunt in Grey’s Anatomy) cade in depressione in seguito alla rottura con la fidanzata perché una videocassetta con delle riprese dei due che fanno sesso è stata da Mark indegnamente scambiata con dei filmati di calcio; Begbie è più temuto per la sua violenza che considerato per la sua amicizia. Non c’è un vero legame tra questi ragazzi se non quello sotteso creato dalla dipendenza dalla droga. E anche quando Mark, finalmente disintossicato, scapperà a Londra per iniziare una nuova vita si ritroverà tra i piedi tutti i cosiddetti amici: saranno loro ad impedirgli un’esistenza normale ed a trascinarlo nuovamente verso l’illegalità. In Trainspotting non c’è compiacimento né romanticismo. La dipendenza dalla droga viene rappresentata come puro atto narrativo, l’ironia impedisce alla vicenda toni insistentemente drammatici, o melodrammatici. Non occorre né il disgusto né una troppa didascalica morale: i personaggi sono rappresentati, non descritti, vale la narrazione non la spiegazione.

L’eroina distrugge tutto ciò che di bello ed innocente che tocca. Si è già citata la bambina, ma è il caso di ricordare l’innocenza traviata di Tommy, si fumatore ma comunque sportivo ed in forma, che in seguito all’abbandono da parte della fidanzata decide di provare l’eroina, unico alla fine a morire di AIDS. A parte la bambina si tratta di vittime assolutamente consapevoli del loro destino: HANNO SCELTO DI NON SCEGLIERE! Ma è davvero una scelta? L’eroina non è che la triste alternativa della non-scelta.

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Curiosità sul titolo

Il titolo Trainspotting si riferisce all’episodio del paragrafo Guardando i treni alla stazione centrale di Leith, del romanzo originale di Welsh, dove Renton e Begbie vengono avvicinati da un vecchio barbone mentre stanno urinando nell’ormai dismessa stazione centrale di Leith: costui chiede loro se stanno facendo del trainspotting, ossia se fossero disoccupati che per ingannare il tempo osservano i treni in arrivo ed in partenza dalla stazione. Renton rimane interdetto perché Begbie non risponde in malo modo né malmena il barbone, come ci si potrebbe aspettare, anzi sembra addirittura in imbarazzo: solo mentre si allontanano si rende conto che l’ubriacone è il padre dell’amico.

Alcune ambientazioni:

  • Il parco dove Sick Boy e Renton discutono di James Bond, Sean Connery, e Il nome della rosa è Rouken Glen Park, nei pressi di Thornliebank. Il parco è anche stato il luogo della tomba nel precedente film di Boyle Piccoli omicidi tra amici.
  • La stazione ferroviaria di Corrour è l’ambientazione per la grande scena in esterni del film.
  • L’appartamento che Renton mostra alla giovane coppia appena riceve il lavoro di agente immobiliare, dove in seguito nasconderà Begbie e Sick Boy, si trova a Londra, a Talgarth Road numero 78A, nei pressi della North End Road, di fronte alla stazione della metropolitana di West Kensington.
  • La scena in cui riescono a vendere la droga è girata a Bayswater; quella in cui fanno la parodia di Abbey Road dei Beatles parte da Smallbrook Mews e si completa nell’attraversamento di Craven Road fino all’Hotel Royal Eagle, ancora presente ai numeri 26–30 di Craven Road a Londra.
  • La scuola frequentata da Diane è la “Jordanhill School” di Glasgow.

Canzoni famose

Una delle componenti ad aver reso celebre questa pellicola, è senza dubbio la sua azzeccatissima colonna sonora. Alcune scene ormai appaiono imprescindibili dalla musica che le accompagnano. Nell’ultima scena, quando Mark scappa con i soldi, la canzone che apre la sua fuga dal Motel è Born Slippy .NUXX degli Underworld. Per la prima scena, quella della fuga dagli agenti, invece è stato scelto la mitica Lust for Life, storico brano del cantante statunitense Iggy Pop, che viene nominato numerose volte durante il film. Nella scena in cui Mark va in overdose, la musica scelta è Perfect Day di Lou Reed.

Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

Il successo in Italia

Nel lontano 1996 nessuno voleva distribuire Trainspotting in sala, un film così scottante e ritenuto scomodo per l’allora mercato cinematografico italiano. Ci pensò allora una neonata casa di distribuzione, formatasi l’anno prima dalla dissoluzione della Penta Film a comprare i diritti dell’opera di Danny Boyle e a distribuirla al cinema. Dopo alcuni “colpi di mercato” di assoluto livello come Il corvo, Stargate Johnny Mnemonic, la Medusa Film, si accaparrò la distribuzione italiana di Trainspotting e segnò un’epoca. Da quel momento in poi anche le major si resero conto che potevano puntare su film meno commerciali per raggiungere il successo in sala. Trainspotting fu distribuito in italia da Medusa il 4 ottobre del 1996 fu un gran successi. Nonostante il film venne inizialmente snobbato dalle major di distribuzione internazionali, l’opera di Boyle concquistò in poco tempo una popolarità tra i giovani senza uguali e si inserì nella top 20 dei film più visti nella stagione cinematografica italiana 1996/97. Nell’anno dominato da Il ciclone, Trainspotting fu 17° assoluto subito dietro a Sono pazzo di Iris Blond e davanti a film quali Jerry Maguire, Crash – Contatto fisico, Daylight – trappola nel tunnel e Ritratto di signora.

Alcune curiosità su Trainspotting:

  • Ewen Bremner (Spud) aveva precedentemente interpretato Renton in un adattamento teatrale del romanzo;
  • le feci nel water durante la scena del Peggior Bagno in Scozia erano in realtà cioccolato ma anche con la consapevolezza di ciò la scena del bagno risulta rivoltante comunque tanto che Ewan McGregor ebbe dei problemi a girarla;
  • Kelly Macdonald ha ottenuto la parte quando la crew di produzione del film stava distribuendo volantini in tutta Glasgow, per chiunque volesse fare un provino. Quando Danny Boyle ha posato per la prima volta gli occhi su di lei durante il provino ha capito che era la persona giusta per il ruolo di Diane. Voleva un volto sconosciuto, così nessuno si sarebbe accorto che l’attrice che stava interpretando la parte di una scolaretta avesse in realtà 19 anni. Macdonald conserva tutt’oggi il volantino promozionale del provino, come ricordo della sua prima parte in un film;
  • per interpretare la parte Ewan McGregor in soli due mesi ha perso 12 chili;
  • Kelly Macdonald ha compiuto 20 anni il giorno dell’uscita al cinema del film il 23 febbraio 1996;
  • le scritte sul muro del Vulcano Nightclub richiamano quelle del Korova Milk Bar in Arancia meccanica (1971). Sparsi per il locale ci sono anche dei posters di Robert De Niro Jodie Foster in Taxi Driver (1976);
  • per prepararsi al ruolo Ewan McGregor ha letto libri sul crack e l’eroina. Andò anche a Glasgow ad incontrare un gruppo di recupero di tossicodipendenti per parlare con loro e capire le sensazioni di chi ha provato l’eroina. Gli è stato poi insegnato a cucinare l’eroina con un cucchiaio utilizzando al posto della sostanza glucosio in polvere;
  • Per calarsi ancora meglio nel ruolo, McGregor ha anche preso in considerazione l’idea di sottoporsi a un’iniezione di eroina per comprendere meglio gli effetti così da interpretare il personaggio più verosimilmente, ma alla fine decise – fortunatamente – di non farlo;
  • tutto il film è stato girato in sole sette settimane e mezzo, cioè molto poche specie se consideriamo il fatto che sono state usate molte location differenti, costringendo tutta la produzione a mobilitarsi molto spesso;
  • per i primi piani di Ewan McGregor mentre si inietta l’eroina, è stato costruita una protesi del suo braccio, con le vene attraversate da del sangue finto che sarebbe apparso nel momento in cui la pelle fosse bucata all’ago;
  • dopo tre film assieme Piccoli Omicidi Tra Amici, Trainspotting e lo sfortunato Una vita esagerata, Danny Boyle decide, per il suo quarto film (The Beach del 2000) di puntare tutto sull’asso della cinematografia Leonardo DiCaprio reduce dallo stratosferico successo di Titanic. La star americana viene preferita all’amico e collega McGregor che non la manda giù e proprio per questo decide di troncare di netto i rapporti con il regista londinese. L’ipotesi di realizzare un sequel di Trainspotting venne quindi accantonata e dovettero passare oltre venti anni da quel 1996 anno di uscita del film. I due si riappacificheranno infatti solamente 15 anni dopo poco prima di dare il via al sequel del film T2 – Trainspotting, ecco cosa ha dichiarato l’attore scozzese a riguardo: “Fu tutto un malinteso. Mi rammarico grandemente che si sia protratto per così tanto tempo. Ho partecipato ai primi tre film di Danny e poi non mi fu chiesto di essere nel quarto, ma non era per il film, quanto per la nostra amicizia. Non partecipare al film mi fece un po’ sentire alla deriva e non lo mandai giù.”;
  • Trainspotting fu presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes del 1996 divenne in poco tempo un vero e proprio cult tanto che nel 1999il British Film Institute l’ha inserito al decimo posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo. Nel 2004 il film è stato definito come il miglior film scozzese di tutti i tempi in un sondaggio di pubblico generale. A tutt’oggi non è difficile per le strade di Londra o in Gran Bretagna incontrare persone o negozi che vendano gadget legati al film, uno dei più popolari ed amati dai britannici assieme a The Italian Job, Momenti di gloria, Full Monty e This Is England;
  • In collaborazione con la Columbia Tristar e distribuito in Italia dalla Warner Bros. il sequel T2 – Trainspotting vide la luce nei cinema italiani il 23 febbraio del 2017. Anche il seguito è tratto parzialmente dal secondo romanzo di Irvine Welsh, chiamato “Porno” (2002).

Errori presenti nel film:

  • Primissima scena del film. Renton corre con ai piedi un paio di Adidas. Qualche scena più tardi ai piedi porta un paio di All Star, lo avevate notato?
  • All’inizio di Trainspotting, Swanney prepara la dose di Sick Boy, ma quando poi va ad inniettarla si nota chiaramente che la siringa e’ vuota!
  • Quando in Trainspotting il gruppo di drogati fissa la bambina morta, si nota chiaramente che è un pupazzo.
  • Quando Ewan McGregor cerca di disintossicarsi stando chiuso nella sua camera e ha le allucinazioni, si vede benissimo la guida che fa camminare il pupazzo della bambina sul soffitto.
  • In Trainspotting, prima della rissa nel bar, scatenata gettando un boccale di birra, quando il tipo va a prendere gli stessi boccali, urta un avventore (con maglietta a strisce nere e azzurre) e ciò causa una fuoriscita di birra dai boccali sulla camicia, dallo sterno in giù. Quando si rigira, possiamo notare come la camicia sia sporca dal colletto in giù…
  • Begbie colpisce l’incauto avventore del bar che aveva osato “distrarlo”…ma si vede chiaramente che con la stecca da biliardo da’ un forte colpo alla sedia, non al malcapitato cliente del pub!
  • In Trainspotting i ragazzi dividono i soldi della droga (16000 sterline) equamente, prendendo quindi 4000 sterline a testa. Ma in realtà Mark e Sick boy avrebbero dovuto recuperare i soldi per l’aquisto, ovvero 1000 sterline a testa, e poi dividere le rimanenti 14000 con gli altri, come mai ciò non avviene? Mistero…
  • Spud è fuori dal locale con la sua ragazza. Nella mano sinistra tiene una bottiglia di birra. Nel primo piano la tiene per il collo, nel campo lungo la tiene più in basso.
  • In Trainspotting il protagonista parla con Diane a letto, mentre lei sta fumando. Ad un certo punto si porta lo spinello alla bocca, ed è quasi finito, nello stacco successivo è più lungo.
  • La mazzetta che Mark lascia nell’armadietto è in una posizione diversa quando Spud va a prenderla: quando Mark la inserisce è parallela alle pareti, nella scena dopo è obliqua.
  • In Trainspotting quando Mark Renton va da Madre Superiora per bucarsi (subito dopo che Spud è finito in carcere) si toglie la cintura per legarsela intorno al braccio, ma dopo, quando ha l’overdose e Swanney lo trascina dentro al taxi la cintura è di nuovo attorno alla vita.
  • In Trainspotting Renton va da Madre Superiora dopo la sentenza, si vede chiaramente che si prepara il braccio sinistro per iniettarsi l’eroina, ma dall’inquadratura ravvicinata della siringa sembra che sia il braccio destro.

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Colomba e dieta: calorie, carboidrati e valori nutrizionali

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE OFFELLA INGREDIENTI ZUCCHERO VENEZIANA A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA.jpgI valori nutrizionali medi principali, per una colomba pasquale, sono:

Calorie 367 kcal
Proteine 6,5 g
Carboidrati 55,4 g
Grassi 12,9 g

Questi valori possono variare molto in base alla marca ed alla eventuale farcitura aggiuntiva.

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Michael Jordan: biografia della più grande leggenda del basket

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-michael-jordan-nella-mia-vita-ho-riabilitazione-nutrizionista-dieta-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-seno-pulsatMichael ‘Air’ Jordan, leggenda del basket americano, nasce il 17 febbraio 1963 a New York, nel quartiere di Brooklin, dove i genitori James e Delores si erano appena trasferiti. Il suo nome completo è Michael Jeffrey Jordan. La famiglia è di umili origini: il padre lavora come meccanico alla centrale elettrica mentre la madre ha un modesto impiego in banca.

Il ragazzo è molto timido, al punto che frequenta per tre anni un corso di economia domestica, dove impara a cucire, spaventato dal fatto che, crescendo, non avrebbe mai trovato una donna con cui sposarsi. Fortunatamente l’interesse per lo sport serve a incanalare tutte le sue energie: in compagnia del fratello Larry e della sorella Rasalyn pratica diverse attività sportive.

Studente medio, ma già atleta eccezionale, brilla nel basket, ma anche nel football americano (come quarterback) e nel baseball (come lanciatore). Tutto questo però sembra insufficiente per l’allenatore di basket che decide di non sceglierlo per la squadra di quella che in America equivale alla scuola media. Eppure le sue doti emergono: nelle poche partite che gli è consentito giocare conquista in breve la fama di “dunker”, a causa delle bellissime schiacciate che è in grado di effettuare. Dopo un anno di duro lavoro viene inserito in prima squadra e diventa subito famoso in tutto lo stato tra i migliori giocatori del campionato scolastico.

A fine stagione la squadra di Wilmington è campione e per Micheal Jordan arriva anche la convocazione per la partita degli all-stars delle High School.
Alla North Carolina university, al suo primo anno (1981) segna il tiro decisivo nella finale della NCAA, la famosa lega universitaria americana di basket. Terribilmente assorbito dall’impegno e dalla passione sportiva, abbandona prematuramente l’università. Partecipa alle Olimpiadi di Los Angeles, vince l’oro e approda all’NBA.

Viene scelto come terzo giocatore dai Chicago Bulls. La squadra è considerata di bassa classifica, ma al suo arrivo tutto cambia. La gara d’esordio è contro Washington: i Chicago escono vincitori, con Michael che riesce a segnare 16 punti. Al termine della prima stagione viene eletto “Rookie of the year” (matricola dell’anno) e dopo pochi mesi viene votato per partecipare all’Allstar Game, che gli permette di essere messo sotto gli occhi del grande pubblico.

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La seconda stagione però non inizia nemmeno: la causa è un infortunio, il 25 Ottobre 1985, in una partita di allenamento contro i Golden State Warriors. Il risultato sono cinque mesi di stop per una frattura da stress. Il rientro avviene il 14 marzo 1986 quando mancano ancora 18 partite di stagione regolare. La voglia di rivincita è tanta e soprattutto c’è il desiderio di dimostrare che le sue capacità non sono scomparse. Il risultato di questa spinta interiore è eccezionale: nei playoff segna 63 punti contro i Boston Celtics di Larry Bird, la sua miglior prestazione di sempre.

Nell’estate 1986 inizia a prendere forma attorno a Micheal Jordan la squadra che diventerà la dominatrice degli anni ’90. Il terzo campionato NBA è per Jordan quello della conferma e della continuità, vince infatti per la prima volta la classifica marcatori con 37.1 punti a partita, una media da fantascienza del basket che forse nessuno riuscirà mai ad avvicinare.

Negli 82 incontri di regular season Mike è il miglior realizzatore dei Bulls in 77 partite, segna due volte 61 punti, arriva a 50 in otto partite, ne mette 40 o più per addirittura 37 volte. Supera la barriera dei tremila punti e con 3041 segna il 35% dei punti totali realizzati da Chicago. Tutto ciò non lo distoglie dall’applicazione in difesa: è il primo giocatore della storia a concludere un campionato con 200 palle recuperate accoppiate a 100 stoppate.

Dopo le edizioni “Slam Dunk Contest” del 1987 e del 1988 Michael viene consacrato “Air”, per la sua grandiosa capacità di volare a canestro. Grazie a questi risultati e all’immenso seguito di cui gode negli Stati Uniti, il suo nome e la sua immagine diventano, com’è facilmente immaginabile, una macchina per fare soldi. Tutto quello che tocca diventa oro: a Chicago apre addirittura un ristorante dove può mangiare senza essere assediato dai fan. Anche il valore complessivo dei Bulls ha avuto una crescita inimmaginabile: passa da 16 a 120 milioni di dollari.

Alle olimpiadi di Barcellona 1992, insieme a Larry Bird e Magic Johnson, Mike è una delle stelle del favoloso “Dream Team”: vince il suo secondo oro olimpico.

La crisi però è dietro l’angolo. Dopo aver ottenuto tutto ciò che era umanamente possibile ottenere come atleta, Michael Jordan annuncia a sorpresa il suo ritiro.

Il 6 ottobre 1993 in una conferenza straripante di giornalisti al fianco di Jerry Reinsdorf, proprietario dei Chicago Bulls, e David Stern, commissioner NBA, comunica al mondo la sofferta decione. Lui stesso ammette in una dichiarazione: “Ho perso ogni motivazione. Nel gioco del basket non ho più nulla da dimostrare: è il momento migliore per me per smettere. Ho vinto tutto quello che si poteva vincere. Tornare? Forse, ma ora penso alla famiglia”.

A parte queste dichiarazioni “esistenziali”, a incidere sulla sua decisione sono soprattutto due fattori. Il primo è legato alla vicenda del gioco d’azzardo e alle scommesse, il secondo è la tragica morte di suo padre James, ucciso con un colpo di pistola calibro 38 ai bordi di un’autostrada del North Carolina a scopo di rapina.

Quasi un anno dopo il ritiro, il 9 settembre 1994, torna a giocare al “Chicago Stadium” in una partita di beneficenza tra giocatori NBA organizzata dal suo ex compagno Pippen. La cerimonia avviene dentro ad uno United Center stracolmo, le lacrime si sprecano quando viene alzata sul soffitto la tela della sua maglia: la storia del fantastico ‘Air’ Jordan sembra davvero finita.

“Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un’altra disciplina”, sono le prime parole del nuovo Jordan. Ecco allora che il 7 febbraio 1994 firma un contratto con la i Chicago White Sox, squadra della major league di baseball. Un sogno coltivato sin da quando era ragazzino, che però si infrange solo dopo 45 giorni quando si dovrà accontentare della molto meno prestigiosa maglia dei Birmingham Barons in una lega di seconda divisione. “E’ stato un sogno per me, 16 dollari al giorno per mangiare attraversando le piccole città dell’America in pullman, un’esperienza che mi ha arricchito. Mi ha dato più voglia di tornare a giocare a basket”.

Ben presto dunque torna a casa, dichiarando che la sua esperienza con il baseball è conclusa. I suoi tifosi iniziano a sperare quando si allena per due giorni di fila con i Bulls. La rete televisiva ESPN interrompe i programmi per dare la notizia di un suo possibile ritorno. La Nike invia 40 paia di scarpe ai Bulls, quelle di Jordan. Il 18 marzo alle 11:40 del mattino i Bulls emanano un breve comunicato: “Michael Jordan ha informato i Bulls di aver interrotto il suo volontario ritiro di 17 mesi. Esordirà domenica a Indianapolis contro i Pacers”. Michael Jordan, accompagnato da alcune guardie del corpo, si presenta a una conferenza stampa superaffollata balbettando solo poche parole: “I’m back!” (Sono tornato!).

Non ancora appagato dei trionfi ottenuti, decide di continuare per un’ulteriore, forse ultima, stagione. La marcia dei “tori” durante la regular season 97-98, anche se non emozionante come le precedenti, è comunque convincente. L’esito è sempre lo stesso: i Bulls giungono nuovamente alla finalissima, dove incontrano i Jazz per il secondo anno consecutivo, uscenti da un’agevole finale di Conference vinta per 4-0 contro i giovani Lakers. I Bulls arrivano così al sesto titolo, forse l’ultimo, come detto, per Michael Jordan, che intravede all’orizzonte sempre più da vicino il momento del ritiro definitivo.

Si ritirerà ripensandoci per ben due volte, fino al ritiro definitivo che arriva nel 2003. Michael Air Jordan lascia i parquet con un interminabile numero di record alle spalle.

Di lui hanno detto:

“È Dio travestito da Michael Jordan”. (Larry Bird, dopo il record di 63 punti segnati da M. Jordan contro i Boston Celtics nei Playoff).

“È il numero uno, credetemi” (Magic Johnson)

“La sera prima di gara 5 della finale, Michael Jordan mangiò una pizza e si beccò una intossicazione alimentare. Volle scendere ugualmente in campo e segnò 40 punti. È questo il doping del campione vero: la voglia di giocare” (Spike Lee)

 

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I vari tipi di pepe e le loro caratteristiche e proprietà

MEDICINA ONLINE PEPE NERO VERDE GRIGIO ROSA BIANCO GIALLO COLORE SAPORE PICCANTE DIFFERENZA CALORIE RICETTA CUCINA USO COSMETICA CUCINARE PIETANZA SALSA PASTA CARNE PESCE IRRITA GASTRITE FA MALE CONTROINDICAZIONI GRAVIDANZAIl pepe è una spezia utilizzatissima nelle nostre cucine grazie alla sua capacità di rendere gustosamente piccante le pietanze. Originario delle terre tropicali questa spezia è diffusa e impiegata soprattutto nel Sud del India. Tradizionale sin dalla notte dei tempi e conosciuta già nella medicina ayurvedica, il pepe è arrivato sulle tavole d’Europa grazie ai viaggi dei mercanti di spezie orientali. Attualmente anche in Italia il pepe è un aroma che è divenuto tradizionale nelle cucine territoriali di gran parte della penisola e in particolare nel Sud Italia.

Il pepe è un albero di grandi dimensioni che prende il nome scientifico di Piper nigrum e appartiene alla famiglia botanica delle Piperaceae. Questa pianta è originaria delle zone tropicali ed è molto diffuso nel Sud del India.

Tipologie di pepe

Le tipologie di pepe vengono differenziate proprio a seconda della raccolta e del metodo di preparazione del frutto del pepe. Esistono così tre tipologie di pepe: il pepe nero, il pepe bianco e il pepe verde.

  • Il pepe nero viene preparato raccogliendo i frutti del pepe quando sono ben maturi e quindi quando la loro colorazione è rosso scuro. Successivamente questi piccoli frutti vengono trattati attraverso una bollitura ed essiccazione al naturale con il sole per almeno una settimana. Il sapore del pepe nero è molto forte, aromatico e piccante. Questa tipologia di pepe è la più conosciuta e diffusa nel mondo, venduta sia in grani che in polvere. I più pregiati pepi neri derivano dalle coltivazioni delle terre della Thailandia, dello Sri Lanka e del Mafdagascar.
  • Il pepe verde invece viene preparato raccogliendo i frutti ancora acerbi del pepe che sono di colorazione verde e successivamente vengono trattati con diossido di zolfo per conservare tale colorazione. Questo trattamento permette anche di usare il pepe verde nelle conservazioni in salamoia oppure semplicemente il suo uso è al naturale. Il pepe verde fresco è difficile da acquistare perché è molto raro ma il suo gusto è veramente particolare perché insieme al sapore aromatico e alla piccantezza porta anche un fresco sapore fruttato. Solitamente il pepe verde è venduto in salamoia e questo ha un sapore meno piccante degli altri pepi ma comunque ancora molto aromatico e piccante
  • Il pepe bianco viene ottenuto dai frutti raccolti alla massima maturazioni e ripuliti dalla loro polpa. Vengono posti in acqua per poter toglie completamente la buccia rossa del frutto e mantenere così soltanto il solo seme che viene poi fatto essiccare. Il suo sapore è molto simile al pepe nero rimanendo fortemente aromatico e piccante, ma senza cambiare colore alle pietanze e dando un senso leggermente più dolce. I 2 più pregiati pepi bianchi sono il pepe bianco brasiliano e il pepe Muntok che viene prodotto nel isola di Bangk.

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Proprietà dei tipi di pepe

Ciascuno di questi pepi contiene in dosaggi differenti un particolare principio attivo la piperina. Sicuramente il pepe nero è il più ricco di questa sostanza ma comunque anche il pepe bianco, il verde e il rosa ne hanno buone percentuali.

La peperina ha proprietà dimagranti grazie all’inibizione della formazione di cellule del tessuto adiposo con conseguente diminuzione della massa grassa; inoltre questa sostanza ha eccellenti proprietà digestive perché stimola la produzione di saliva che permette l’aumento di succhi gastrici e prepara il sistema delle stomaco a una migliore digestione.

La peperina in più è un antibatterico naturale che controlla la proliferazione batterica aiutando anche il potenziamento del sistema immunitario. Infine è persino stata studiata come antitumorale grazie alla sua capacità di fermare la proliferazione delle cellule tumorali.

L’uso di pepe come rimedio naturale è molto antico ma ricondiamo anche che è una spezia e per tanto va utilizzato in quantità minime per non incorrere in controindicazioni come ad esempio irritazione gastrica, acidità ed emorroidi.

Altre tipologie di pepe

Il pepe rosa invece è ottenuto sempre dalle bacche di un albero ma di un’altra specie di pianta dal nome scientifico Schinus molle.  I grappoli delle bacche di questa pianta vengono raccolti a maturazione quando il colore è di un intenso rosa scuro ed questi viene asportata la buccia. Successivamente questa parte di buccia viene tostata e macinata per ottenere così il cosiddetto pepe rosa. Il suo sapore è molto più delicato e meno piccante del pepe classico e viene per lo più utilizzato nelle ricette ricercate e raffinate. La particolarità inoltre è di avere un leggero aroma di limone che dona anche più freschezza ai piatti. In oriente è molto utilizzato questa tipologia di pepe rosa ed è tradizionale della cucina giapponese, tibetana e cinese sin dai tempi antichi. Questo pepe è conosciuto anche con il nome di falso pepe peruviano o pepe Schinus.

Il pepe di cayenna è in realtà un falso pepe perché non deriva dalle bacche di un frutto del pepe ma dalla macinazione di una specie di peperoncino, il Capsicum annuum. Infatti questo particolare peperoncino di Cayenna viene coltivato e raccolto per poi essere essiccato e trasformato in polvere.

La sua forma e il suo sapore piccante lo rendo simile al pepe ma la realtà è che non è un vero pepe. Le proprietà differiscono dal pepe classico perché non contiene gli stessi principi attivi ma viene comunque utilizzato come stimolante del flusso sanguigno e come tonico generale.

La sua azione rubefacente data dalla capsicina riesce ad avere anche un effetto antidolorifico e antinfiammatorio naturale molto efficacie. La sua attività di regolare la temperatura corporea permette di aiutare nei casi di influenza, raffreddore, febbre, congestione e tosse.

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Sedazione cosciente: via inalatoria, endovenosa e gastrointestinale

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESCon “sedazione” si indica, in medicina, uno stato di ipnosi parziale in cui il paziente non perde completamente la nozione di sé, anche se in parte ne è deficitario. La sedazione può essere indotta pressoché con tutti i farmaci ipnotici ed è utile per l’esecuzione di manovre chirurgiche poco cruente e dalla durata limitata, come una endoscopia (gastroscopia, broncoscopia, colonscopia…). Si può distinguere in sedazione cosciente e sedazione profonda.

Le vie più utili ed adeguate per ottenere la sedazione cosciente sono tre:

  • per via gastrointestinale: questa metodo prevede che il farmaco, una volta assunto per bocca, venga assorbito nel tratto gastrointestinale;
  • per via endovenosa: questa tecnica prevede la somministrazione di farmaci ansiolitici o sedativi attraverso una via venosa e richiede l’utilizzo di dosi crescenti di un unico farmaco;
  • per via inalatoria: questa via prevede la somministrazione di un agente volatile o gassoso attraverso le vie respiratorie, quindi l’effetto dipende dal suo assorbimento a livello  polmonare. La tecnica raccomandabile per eseguire una sedazione cosciente inalatoria consiste nel dosaggio di percentuali crescenti di protossido d’azoto (N2O).

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Pepe nero: proprietà, calorie, controindicazioni ed usi in cucina

MEDICINA ONLINE PEPE NERO VERDE GRIGIO ROSA BIANCO GIALLO COLORE SAPORE PICCANTE DIFFERENZA CALORIE RICETTA CUCINA USO COSMETICA CUCINARE PIETANZA SALSA PASTA CARNE PESCE IRRITA GASTRITE FA MALE CONTROINDICAZIONI GRAVIDANZAIl pepe nero è una spezia diffusissima, dalle numerose proprietà: trova largo impiego in cucina e anche nella cura del corpo. Le sue proprietà digestive sono ben note, stando a diversi studi, il pepe migliorerebbe il metabolismo (ma solo per un tempo limitato a seguito dell’ingestione) e così potrebbe essere un blando coadiuvante per chi segue una dieta per dimagrire. Per la cura del corpo, il pepe è impiegato per uso esterno, cioè per la preparazione di diluizioni da frizionare sul corpo per lenire i dolori muscolari o per massaggi rilassanti. Vediamo in dettaglio quali sono le proprietà del pepe nero.

Descrizione della pianta

Da una particolare lavorazione dei frutti del Piper nigrum, una pianta della famiglia delle Piperaceae originaria dell’India, si ottiene la spezia che conosciamo come pepe nero.
Dagli stessi frutti, attraverso procedimenti di lavorazione diversi, si ottengono anche altre specie di pepe: il pepe bianco e il pepe verde.
Quello che chiamiamo invece pepe rosa è il frutto di un’altra pianta (lo Schinus molle) ed è una spezia dal sapore molto più delicato usata prevalentemente per le sue qualità decorative. Il pepe nero viene prodotto dai frutti acerbi del Piper nigrum che vengono sbollentati e lasciati essiccare al sole per circa 10 giorni: in questo modo i grani si disidratano, anneriscono e assumono il tipico aspetto rugoso.

Le proprietà e i benefici del pepe nero

Se per noi occidentali il pepe è “solo” una spezia da usare in cucina, per il mondo asiatico e, in particolar modo per la medicina indiana, il pepe è un importante ingrediente farmacologico. Stando alla medicina ayurvedica, il pepe nero è un potente rimedio per favorire la digestione e stimolare il metabolismo. Le proprietà stimolanti del pepe nero sono da attribuire alla piperina, uno dei principi attivi contenuto in buona concentrazione nel pepe. La stessa sostanza, un alcaloide, conferisce al pepe nero proprietà tonica e somachica promuovendo la secrezione di succhi gastrici.

  • E’ grazie alla piperina che il pepe nero aiuta la digestione e agevola l’assorbimento dei nutrienti a livello del primo tratto intestinale, ma per lo stesso motivo può essere controindicato in caso di problemi di gastrite, come vedremo in seguito.
  • Stando alle proprietà dimagranti del pepe nero, questo va a stimolare lievemente la termogenesi, vale a dire il consumo di calorie per la produzione di calore.
  • Le proprietà imputate al pepe nero sono le più disparate: aiuterebbe a contrastare i cali di libido (è annoverato tra gli alimenti afrodisiaci), popolare per le proprietà antisettiche ed espettoranti.
  • Alcuni studi hanno collegato il consumo di pepe nero all’aumento di endorfine ed è per questo che tale spezia è spesso definita un antidepressivo naturale aiutando, chimicamente, a combattere la depressione.

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Pepe nero: usi esterni in cosmetica e come antidolorifico

Relativamente al pepe nero adoperato per uso esterno, vediamo che questo alimento può definirsi un buon rimedio naturale per il trattamento di diversi disturbi della pelle.

  • Sembrerebbe efficace per il trattamento naturale di disturbi cutanei quali vitiligine e acne.
  • Gli operatori dei centri benessere usano il pepe nero per i trattamenti eudermici e per la formulazione di lozioni per massaggi rilassanti.
  • In ambito domestico è possibile preparare una lozione per massaggi rilassanti o massaggi per lenire stanchezza muscolare, lasciando a macero il pepe nero in olio di mandorle.
  • Un bagno aromatizzato al pepe nero riuscirebbe a stimolare la sudorazione così da aiutare il corpo da liberarsi dalle tossine e depurare l’organismo.
  • Il pepe nero potrebbe tornare utile in caso di contusioni: riuscirebbe a diminuire il gonfiore e lenire il dolore se combinato con impacchi freddi.

Proprietà nutrizionali del pepe nero

Le proprietà nutrizionali del pepe nero descrivono un alimento ricco di sodio, è per questo che tra le controindicazioni aggiungiamo che non è consigliato a chi soffre di ipertensione arteriosa. Il pepe nero fa male? No, fatte le dovute precisazioni con le controindicazioni, tuttavia, se state seguendo una terapia farmacologica è consigliato chiedere un parere medico perché alcuni principi attivi contenuti nel pepe possono interagire con l’attività farmacologica di alcune sostanze.

Di seguito sono riportate le proprietà nutritive del pepe nero riferite a 100 grammi di prodotto:

  • Calorie – 251 kcal

  • Proteine – 10,39 g

  • Carboidrati – 63,95 g

  • Zuccheri – 0,64 g

  • Grassi – 3,26 g

  • Fibra alimentare – 25,3 g

  • Sodio – 20/44 mg

Controindicazioni: quando il pepe nero è sconsigliato

Tra le controindicazioni, vediamo che il pepe nero è sconsigliato in caso di gastriti e ulcera (proprio perché stimola la produzione di succhi gastrici), è sconsigliato anche in caso di emorroidi perché tende a irritare le mucose.

Altre varietà di pepe

Quella nera non è l’unica varietà di pepe diffusa, abbiamo infatti il pepe bianco, pepe verde, pepe grigio e pepe lungo. Attenzione! Il pepe rosa non è ottenuto dalle piante della famiglia delle Piperaceae, e per questo chiamato anche “falso pepe”. Il pepe bianco si ottiene dal frutto che viene messo a bagno nell’acqua per un’intera settimana prima dell’essiccazione. Il pepe grigio è semplicemente una miscela macinata di pepe bianco e pepe nero. Il pepe lungo è ricavato dalle bacche della specie Piper Longum ed è altrettanto popolare nella medicina indiana.

Curiosità sul pepe nero

Nessun’altra spezia, al pari del pepe nero, spinse tanto la ricerca di nuove vie commerciali verso l’Oriente, tanto che per secoli rappresentò una merce di scambio di altissimo valore. Ad oggi la spezia più diffusa nella cucina europea, il pepe nero, con il suo sapore piccante e aromatico, era apprezzato già nell’Antico Egitto, tanto che alcuni grani di pepe furono trovati nelle tombe dei Faraoni. Conosciuto in Grecia già prima del IV secolo a. C. e consigliato da Ippocrate unito ad aceto e miele contro i dolori mestruali, nell’Impero Romano divenne sinonimo di ricchezza e merce di scambio. Apicio inseriva questa spezia in quasi tutte le ricette del suo De re coquinaria e sembra che durante l’assedio di Roma sia gli Unni che i Visigoti chiesero enormi quantità di pepe in cambio della salvezza della città. Il pepe rappresenta nell’immaginario comune arguzia e vivacitàtanto che parlare di una persona “tutto pepe” ne sottolinea il carattere vispo e mordace mentre “rispondere col sale e col pepe” significa fare polemica o comunque mostrarsi decisi per farsi valere.

Il pepe in cucina

Il pepe è una spezia molto diffusa, si usa singolarmente o in miscele di spezie come il Garam Masala. In alcuni paesi europei l’uso del pepe in cucina è associato a quello degli agrumi: non mancano liquori all’arancia aromatizzati al pepe così come molto frequenti sono le paste fatte in casa aromatizzate all’arancia e al limone. Per eseguire questi esperimenti culinari è possibile approfittare dei mix presenti sul mercato. Sono ottimi anche per arricchire insalate al profumo di agrumi.

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Rabbia: differenza tra ira passiva ed ira aggressiva

MEDICINA ONLINE RABBIA GELOSIA UOMO VIOLENTO VIOLENT RAGE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLECon il termine ira (spesso sostituito da “furia”, “collera” o, impropriamente, “rabbia”) si indica uno stato psichico alterato, in genere suscitato da elementi di provocazione capaci di rimuovere i freni inibitori che normalmente stemperano le scelte del soggetto coinvolto. L’iracondo prova una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno, ma in alcuni casi anche verso se stesso. L’ira è vista come una forma di reazione e/o risposta da parte di una persona a situazioni sfavorevoli. In psicologia, sono riconosciuti tre tipi di ira:

  • la prima forma, denominata “rabbia frettolosa ed improvvisa” da Joseph Butler (un vescovo inglese del XVIII secolo), è collegata all’impulso di autoconservazione: condivisa da uomo ed animale si verifica quando il soggetto si ritiene tormentato o intrappolato;
  • la seconda forma, chiamata “rabbia costante e deliberata”, è una reazione alla percezione deliberata di subire un trattamento ingiusto oppure un danno da altri soggetti. Come la prima forma, anche questa è episodica;
  • la terza forma è invece disposizionale, legata più a tratti caratteriali che ad istinto e cognizione. Irritabilità, villania e scontrosità sono spesso presenti in quest’accezione.

Potenzialmente, l’ira è in grado di mobilitare risorse psicologiche positive tra cui: correzione di comportamenti sbagliati, promozione di un’uguaglianza sociale ed espressione di sentimenti negativi su controversie. D’altro canto l’ira può rivelarsi “distruttiva” quando non trova un adeguato sbocco di espressione; una persona irata può infatti perdere oggettività, empatia, prudenza e senso di riflessione e causare danni ad altre persone o cose. Ira ed aggressività(fisica o verbale, indiretta o diretta) sono distinte, anche se possono influenzarsi a vicenda.

Sintomi

Una distinzione nella manifestazione dell’ira può essere fatta tra “ira passiva” ed “ira aggressiva”: forme, queste, che hanno sintomi caratteristici.

Ira passiva

Può manifestarsi nei seguenti modi:

  • Elusività: voltare le spalle agli altri, tirarsi indietro e diventare fobico.
  • Distacco: manifestare indifferenza, tenere il muso o fare sorrisi falsi.
  • Finta riservatezza: evitare il contatto visivo, spettegolare, minacciare in modo anonimo.
  • Autosacrificio: essere eccessivamente disponibili, accontentarsi di una seconda scelta, rifiutare aiuto.
  • Autobiasimazione: scusarsi eccessivamente, autocriticarsi ed accettare ogni critica.

Ira aggressiva

Può manifestarsi nei seguenti modi:

  • Distruttività: distruggere oggetti, ferire animali, rompere rapporti, abusare di droga.
  • Vendetta: essere punitivi, rifiutare di perdonare, rievocare vecchi ricordi.
  • Bullismo: intimidire o perseguitare le persone, prendersi gioco di elementi deboli della società.
  • Minaccia: spaventare le persone, tenere comportamenti pericolosi.
  • Esplosività: furia improvvisa, senso di frustrazione, attacco indiscriminato.
  • Egoismo: ignorare le esigenze altrui.
  • Sconsideratezza: tenere atteggiamenti pericolosi come guidare troppo velocemente e spendere denaro sconsideratamente.
  • Vandalismo: danneggiare opere ed oggetti, compiere atti di teppismo o piromania. Comportamenti spesso associati al consumo di alcol e droghe.

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Differenza tra ghepardo, leopardo e giaguaro

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA GHEPARDO LEOPARDO GIAGUARO MANDIBOLA CARATTERISTICHE NASO DENTI ANIMALE DIVERSITA COCRODILE WALLPAPER COCCODRILLO DEL NILO SFONDO HD.jpgAvete davanti a voi un ghepardo, un leopardo ed un giaguaro. Sapreste riconoscerli? Probabilmente in una situazione del genere il vostro problema principale non sarebbe certo distinguerli dal momento che sono creature meravigliose ma anche pericolose. Sono tutti e tre grossi felini (o ancora meglio felidi), sono maculati, ma non sono certo lo stesso animale. Vediamo insieme le differenze.

Cominciamo dal ghepardo (Acinonyx jubatus), forse l’animale dei tre più noto, visto che ha come principale caratteristica quella di raggiungere velocità di quasi 120 km/h: un vero record, con uno scatto da 0 a 100 km/h in soli tre secondi, non poi così distante da un aereo F14 in decollo. Per questo motivo il corpo del ghepardo è slanciato, con zampe lunghe, altezza al garrese di 70-90 cm, eppure un peso incredibilmente basso, dovuto al cranio piccolo e al corpo molto snello. Un suo segno di riconoscimento sono delle bande nere che “collegano” il lato interno degli occhi con i lati della bocca. La particolare corporatura lo rende molto veloce solo per le brevi distanze, data la scarsa resistenza, ed è per certi versi più simile ai canidi: presenta infatti zampe lunghe e strette e le unghie sono solo parzialmente retrattili. I suoi tratti lo rendono un animale estremamente adatto alla caccia di piccole prede molto veloci. Una volta diffuso in Asia e Africa, oggi è presente quasi solo in popolazioni isolate dell’Africa subsahariana. Il suo habitat ideale sono le zone aperte e semideserte che permettono al felino di sfruttare al massimo la sua velocità e il suo manto maculato.

Il leopardo (Panthera pardus) è invece un felino che presenta un corpo lungo, ma più muscoloso e proporzionato rispetto a quello del ghepardo. Pesa spesso più del ghepardo (soprattutto il maschio, sensibilmente più grande della femmina), leopardo_009-2è dotato di buona velocità, riesce ad arrampicarsi molto bene sugli alberi e grazie alla sua agilità può fare salti da fermo di tre metri di altezza. La sua prestanza muscolare gli consente invece di sollevare prede molto più grandi di lui, come un cucciolo di giraffa (che pesa già sui 150 Kg di peso). Il leopardo è relativamente diffuso in Africa e in numerose zone dell’Asia, tra cui Cina, Russia e Indonesia, anche se negli ultimi decenni gli individui rimasti sono in forte calo. L’animale è noto anche come pantera, anche se nel gergo comune la pantera è un leopardo nero per via di una mutazione genetica (melanismo): se fate attenzione, però, generalmente le macchie rimangono visibili.

Il giaguaro (Panthera onca) è il felino più grande dei tre, con un’altezza al garrese che che può arrivare anche a 1,40 metri. A differenza del leopardo, muscgiaguaro_001-2oloso, ma snello e piuttosto leggero. Il giaguaro è particolarmente robusto, ha una testa grossa e la coda corta. Alcuni esemplari raggiungono e superano abbondantemente i 100 Kg (per fare un paragone, raramente i ghepardi superano i 60 Kg). Nonostante questo il giaguaro è piuttosto agile e riesce ad arrampicarsi sugli alberi. Oltre che per la sua stazza, iil felino è riconoscibile per le sue macchie, molto più grandi, a rosetta e con un interno di colore rossastro. Il suo habitat è completamente diverso da quello di ghepardo e leopardo: una volta diffuso in numerose zone del continente americano, oggi vive soprattutto nelle foreste amazzoniche e in alcuni luoghi più aridi o montagnosi, come in Argentina o in alcuni luoghi a Sud degli Stati Uniti e in Colombia.

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