Io dico NO all’orgoglio curvy

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IO DICO NO ALL'ORGOGLIO CURVY Grasso Obesità HD Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaLeggo in giro “orgoglio curvy” o “bellezza senza taglia” e rimango sempre più perplesso. Ma cosa significa essere curvy? E’ davvero una cosa di cui andare orgogliosi e da sponsorizzare o solo una mossa di marketing da parte delle case di moda che sfrutta la pigrizia di chi è obeso?

Definizione di donna curvy

Per prima cosa partiamo dal significato di donna curvy che dovrebbe essere “donna tutta curve, prosperosa” o qualcosa di simile. Fin qui tutto bene, soprattutto se il concetto di “curvy” aiuta ad allontanare le donne dal pericolo dell’anoressia, spostando i canoni di bellezza dalla magrezza estrema – tanto pubblicizzata dagli stolti stilisti e dalle modelle, superpagate per essere malate – a degli standard più realistici di donna non “pelleossa” ma, appunto, con morbidezza e curve tutte femminili. Tutto bene a parte un “piccolo” problema:

…la mancanza di buon senso

Il problema si pone nel momento in cui, negli ultimi tempi, il concetto di curvy – da esaltazione delle belle curve – si è trasformato in una sorta di esaltazione acritica dell’obesità, con la tipica mancanza di buon senso che caratterizza noi esseri umani. Esaltare un modello di donna curvy, intesa come quelle che vedete nella foto in alto, non è troppo diverso dall’esaltare un modello di donna sottopeso o anoressica. Alcune mie pazienti, in evidente sovrappeso o addirittura obese, alla mia esortazione a perdere qualche kg, mi hanno risposto che loro non ne hanno bisogno, che si vedono belle “burrose” (?) come sono e che così piacciono ai loro mariti. Ma il problema non è la bellezza (quella è soggettiva ed a ognuno piace quello che piace): il problema è la salute, cioè la cosa più preziosa che abbiamo.

L’obesità è una malattia

L’obesità non solo è una malattia, ma è anche un fattore di rischio per la maggior parte delle malattie esistenti, dal cancro all’infarto del miocardio, dal diabete all’ictus cerebrale.

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IO DICO NO ALL'ORGOGLIO CURVY Grasso Obesità Tess Holliday Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Pulsata Peel Pressoterapia Linfodrenante Mappatura SI Dietologo Dermatologia

Una delle modelle curvy più famose: Tess Holliday; 165 cm per 127 kg, taglia 54, 29 anni ed il colesterolo di una ottantenne

Esaltare acriticamente una bellezza come quella della foto, significa esaltare una malattia che racchiude in sé quasi tutte le altre patologie, in un mondo industrializzato che invece avrebbe bisogno di ben altri moniti, dal momento che l’obesità ed il diabete sono in fortissimo aumento, e noi italiani in questo siamo dei campioni essendo i nostri bambini al secondo posto al mondo per obesità infantile. Accettarsi per quello che si è e piacersi? Va benissimo, basta che poi una bambina vedendo certe foto, non mangi in maniera errata con la scusa che poi da obesa diventerà bella (specularmente quello che avviene con l’anoressia). Quindi se essere curvy significa NON essere sottopeso e NON vivere il proprio corpo in maniera patologicamente ossessiva, allora sono assolutamente d’accordo all’esaltazione del concetto. Al contrario io dico NO all’orgoglio curvy, se questo rappresenta la scusa per legittimare ed anzi invogliare le donne (e gli uomini) ad essere obesi, cioè malati.

Perché non una frattura?

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Entrambe malate

Anoressia nervosa ed obesità non devono essere MAI sponsorizzate. Sono patologie che determinano danni anche mortali all’organismo, ed una patologia NON DEVE ESSERE MAI “di moda”! Immaginatevi se domani dovesse diventare “sexy, di moda” fratturarsi un femore: che facciamo, sponsorizziamo una malattia (la frattura del femore)? E’ ovviamente una esasperazione concettuale, ma se ci pensate una frattura non è così diversa da anoressia nervosa ed obesità: sono tutte e tre patologie e la società deve battersi per NON invogliarle, soprattutto tra i giovanissimi.

Contraddizioni e disagio da fotoritocco

Prima di concludere lasciatemi inoltre fare un riferimento all’evidente contraddizione ed ipocrisia che traspaiono dall’orgoglio curvy rappresentato, nelle riviste di moda, da foto di donne sì obese, ma allo stesso tempo così pesantemente modificate con Photoshop, tanto da non avere neppure una piccola vena varicosa, o smagliatura o cellulite. Basta guardare la foto in alto: quelle donne, nella vita reale, hanno tantissimi difetti estetici correlati all’obesità, che vengono nascosti dal fotoritocco! Ed è qui l’evidente ed ipocrita contraddizione legata ad un certo tipo di orgoglio curvy visto come stile di vita vincente: se la donna vuole urlare al mondo intero che si accetta per quello che è e si sente bella così com’è, anche obesa, perché sente il bisogno di eliminare col fotoritocco tutti gli inestetismi che l’obesità comporta? Inoltre l’uso di Photoshop determina un altro classico problema non indifferente: la giovanissima che viene spinta a seguire questo “modello vincente” si troverà comunque a disagio quando, essendo in sovrappeso, si troverà ad avere la pelle a buccia d’arancia, con lassità e smagliature, e si sentirà inadeguata vedendo le modelle curvy senza un difetto perché photoshoppate. Da medico e da semplice persona, io la vedo cosi: se davvero ci deve essere un modello estetico da sponsorizzare, deve essere quello di normopeso e con qualche normale e realistico segno inestetico, non certo il modello anoressico/curvy con fotoritocco annesso.

La bellezza, così come la salute, è armonia, equilibrio

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Cinque cose che ancora non conosci sulle calorie

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PANE INTEGRALE FARINA GRANO CEREALI FIBRE ALIMENTARI DIETA CIBO CARBOIDRATI PANINOQuello che abbiamo con le calorie è un conflittuale rapporto di amore-odio. Che a volte sconfina nell’esagerazione: quando, per esempio, leggiamo con maniacale Continua a leggere

Obesità: in arrivo il pasto immaginario in pillola per ingannare organismo e bruciare i grassi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (6)Il sogno di ogni persona in sovrappeso: una pillola che fa sparire piano piano i chili in eccesso. Ecco che dagli Usa potrebbe arrivare un pasto immaginario per ingannare l’organismo e indurlo a bruciare grassi nell’errata convinzione di aver assunto nuovi cibi. È la strategia messa a punto da un team di scienziati Usa: gli esperti hanno sviluppato una pillola in grado di ottenere un effetto dimagrante sfruttando questo piccolo inganno per il corpo. In pratica, spiega Ronald Evans, direttore del Gene Expression Laboratory del Salk Institute di La Jolla (California) e autore senior dello studio pubblicato su Nature Medicine, “questa pillola è come un pasto immaginario: invia gli stessi segnali che normalmente partono all’interno dell’organismo quando si ingeriscono grandi quantità di cibo”.

Continua la lettura su https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/06/obesita-pasto-immaginario-in-pillola-per-ingannare-organismo-bruciare-i-grassi/1317813/

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L’obesità aumenta il rischio di decesso nei pazienti con cancro al seno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)L’obesità, come ormai tutti sanno, è un importante fattore di rischio per moltissime malattie, anche mortali come le patologie cardiovascolari ed i tumori. Uno studio statunitense oggi sembra confermare che l’obesità sia anche una “complice stretta” del cancro al seno, peggiorando notevolmente la prognosi (cioè la previsione sul probabile andamento di una data malattia) nelle donne più giovani colpite da questa patologia.

L’obesità peggiora la prognosi

La conferma arriva da un nuovo studio presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), principale appuntamento mondiale del settore, e proprio dagli Usa gli esperti sottolineano l’urgenza di fronteggiare “l’epidemia” di obesità che interessa ormai moltissimi Paesi per prevenire l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale.
Le nuove evidenze giungono da un esperimento condotto dai ricercatori dell’Università britannica di Oxford su 80mila donne, nell’ambito di 70 sperimentazioni cliniche, colpite da tumore del seno: è emerso che l’obesità aumenta il rischio di morte del 34 per cento nelle donne con cancro al seno in età pre-menopausa, dunque in quelle più giovani, ed in particolar modo se colpite dal tumore di tipo Her2 positivo, una delle forme più aggressive di cancro alla mammella. In queste pazienti, spiega l’oncologo Hong Pan, tra gli autori dello studio, ”l’indice di mortalità era maggiore di un terzo rispetto alle pazienti con peso normale”. Uno studio ritenuto significativo dagli oncologi poiché è un’evidenza in più che conferma i danni causati dall’obesità: “Sono sempre più numerose le prove scientifiche che mostrano come pazienti colpiti da cancro e che sono obesi hanno, in generale, un decorso peggiore della malattia; in questo caso – afferma il presidente del Congresso Asco, Clifford Hudis – si tratta di giovani donne con cancro al seno”.

Essere obesi complica le cure anti-cancro

Ma l’allarme è ancora più ampio: “Con circa due terzi della popolazione adulta in Usa oggi obesa – rileva Hudis – è impossibile evitare che l’obesità diventi un fattore che complica notevolmente la cura del cancro”. Un quadro analogo si registra in molti altri Paesi, a partire dall’Italia dove aumenta la percentuale di obesi: è infatti obeso l’11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne). A fronte di tali dati, avverte Hudis, ”sono urgenti nuove strategie per ridurre la percentuale di tumori correlati all’obesità, diventata una ‘sfida’ per la salute pubblica”. A preoccupare, però, è anche la scarsa consapevolezza dei cittadini: ”Meno di un americano su dieci – sottolinea il presidente Asco – è consapevole che l’obesità è un importante fattore di rischio per il cancro”. Da qui l’impegno dell’Asco, che ha pubblicato delle specifiche guide per medici e pazienti, oltre a promuovere una formazione mirata per i giovani oncologi sul controllo del peso i relazione al cancro. Dal Congresso Asco, dunque, viene indicata una delle priorità a livello mondiale: ”Come è stato fatto anni fa rispetto al fumo di sigaretta, oggi – ha concluso il presidente degli oncologi statunitensi – e’ urgente creare consapevolezza sul fatto che l’obesità è tra i maggiori ‘contributori’ al carico di casi di cancro delle nazioni”.

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L’obesità è l’epidemia del nuovo millennio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)Non stiamo parlando di una questione (solamente) estetica: l’obesità sarà – anzi già ora lo è – l’epidemia del nuovo millennio (anche se, per fortuna, le italiane sono le più magre d’Europa). Secondo un rapporto dell’Overseas Development Institute attualmente nel mondo una persona su tre è in sovrappeso. E in futuro ci sarà un aumento enorme di attacchi cardiaci, ictus e diabete, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, come Egitto e Messico. L’obesità ha infatti conosciuto una vera e propria esplosione negli ultimi trent’anni: globalmente la percentuale di adulti con un indice di massa corporeo superiore a 25 è passata dal 23% del 1980 al 34% del 2008, quasi quadruplicata nei paesi in via di sviluppo. Il fenomeno è dovuto, secondo la ricerca, al cambio di dieta e al passaggio da un’alimentazione a base di cereali ad una ricca di grassi, zuccheri, oli e prodotti animali. Mentre la denutrizione ha continuato a rimanere un problema per centinaia di milioni di persone nei paesi poveri, soprattutto fra i bambini. Dal rapporto emerge che regioni del Nord Africa, Medio Oriente e America Latina hanno raggiunto livelli simili a quelli europei, con un tasso di obesità e sovrappeso pari al 58%. La crescita maggiore si è avuta nel Sud-Est asiatico, dove si è passati dal 7 al 22%.

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Fa più ingrassare la pasta o il riso? Quale scegliere per dimagrire?

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Le frecce indicano il valore che risulta più elevato nel confronto

Tra pasta e riso, qual è quello con le migliori caratteristiche nutrizionali e con meno calorie? Quale scegliere per la nostra dieta, per dimagrire senza rinunciare al gusto?

La pasta ha più calorie del riso

La prima considerazione che va fatta è che la pasta ha un contenuto calorico leggermente superiore rispetto al riso, è più ricca di lipidi, proteine e fibre mentre è più povera di acqua e carboidrati, come possiamo notare osservando la tabella comparativa qui in basso. Il riso, pur avendo un contenuto proteico inferiore alla pasta, ha un indice chimico superiore che lo rende sotto questo punto di vista equivalente, se non addirittura superiore alla pasta. L’indice chimico è un valore che si ricava dal rapporto tra la quantità di un dato aminoacido in un grammo della proteina in esame e la quantità dello stesso aminoacido in un grammo della proteina di riferimento biologica (dell’uovo). Più è alto questo indice e maggiore sarà la percentuale di aminoacidi essenziali.

Leggi anche: Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici

Il riso è più digeribile della pasta

Il riso è anche più digeribile poiché l’amido di riso è composto da granuli di dimensioni inferiori ed è povero di amilosio (necessita solamente di 1 o 2 ore di attività gastrica contro le 3 o 4 ore della pasta). Il suo peso aumenta notevolmente durante la cottura, basti pensare che da 1 etto di riso crudo si ottengono circa 320 grammi di riso cotto. Per questo motivo ha un indice di sazietà superiore alla pasta.

Leggi anche: Cosa succede al tuo corpo quando smetti di mangiare pasta e pane

Usato dai celiaci

Il riso parboiled così come quello integrale, conserva intatte gran parte delle vitamine contenute nel chicco. Infine può essere utilizzato anche dai celiaci, poiché contiene poca prolammina, una sostanza che partecipa alla formazione del glutine.
Insomma, sebbene i due alimenti siano simili dal punto di vista nutrizionale, il riso vanta alcune caratteristiche che lo rendono, anche se di poco, migliore e più leggero della pasta. A me piacciono tantissimo entrambi, e voi quale preferite?

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I 10 motivi per cui non riesci a dimagrire anche se ci provi da anni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO DISEGNO DI DONNA GRASSA SOVRAPPESO OBESA CHE PIANGE SULLA BILANCIA TRISTE IN BAGNO PERCHE NON RIESCO A DIMAGRIRE

Raggiungere il peso ideale non è solo una questione di bellezza: perdere un po’ di peso, ma soprattutto ridurre il girovita può migliorare di molto le condizioni di salute. Il grasso addominale, infatti, è strettamente legato all’insorgenza di malattie cardiache, diabete di tipo 2, insulino-resistenza e anche alcune forme di tumore. Eppure far “calare la pancia” può risultare un’impresa ardua, nonostante dieta e attività fisica. Il motivo? A contribuire a far allargare il girovita possono contribuire l’età, gli ormoni e alcuni fattori genetici. Ecco una lista di dieci tipici motivi per cui per qualcuno tornare ad avere un ventre piatto può diventare un’impresa impossibile, nonostante anni ed anni di tentativi.

1) L’invecchiamento

Col passare degli anni il corpo modifica il proprio metabolismo basale e con esso le calorie in grado di bruciare normalmente. Per le donne, poi, bisogna tenere conto dall’arrivo della menopausa, che fa diminuire la produzione di estrogeni e progesterone, e contemporaneamente fa diminuire il metabolismo e aumentare la pancia. In parole semplici: se quando avevate 20 anni diminuire la percentuale di grasso corporeo era relativamente facile, se ora avete 40 o 50 anni dimagrire è fisiologicamente più difficile, anche perché – anno dopo anno – allenarsi adeguatamente risulta progressivamente più difficile, soprattutto se si pensa che iscriversi in palestra a 60 anni, dopo una vita di sedentarietà, sia una sorta di bacchetta magica. Per approfondire: Menopausa: quali cambiamenti aspettarsi e come gestirli

2) Dimenticarsi di potenziare i muscoli

Va bene la corsa, va bene l’aerobica, va bene fare zumba, va bene fare step, ma se volete perdere peso in modo efficace in palestra dovete affiancare i pesi: aumentare i muscoli, oltre a farvi apparire più tonici, i muscoli in più aumentano il vostro metabolismo basale e quindi il fabbisogno calorico giornaliero, migliorando le possibilità di eliminare il grasso in eccesso. Per approfondire: Metabolismo basale: cos’è, definizione, calcolo, alto, basso, totale

3) Pensare di dimagrire in una settimana

Dimagrire in modo corretto e senza l’aiuto di liposuzione, richiede tempo: se pensi di poter far calare macroscopicamente la pancia con una semplice corsetta o una seduta di spin purtroppo si sbaglia. Se pensi di poter dimagrire in modo visibile facendo una settimana di dieta, sbagli ugualmente. Per perdere kg di grasso corporeo serve costanza: l’impegno di fare attività fisica e di osservare una dieta ipocalorica, deve essere mantenuto per tempi adeguati.

Leggi anche: Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?

4) Dieta sbagliata

Chi non riesce a dimagrire da anni, probabilmente si alimenta in modo errato, con diete ipercaloriche e ricche di grassi e carboidrati. Consumare troppi carboidrati raffinati (come pane bianco, cracker e patatine), assumere troppi zuccheri sotto forma di dolci o bevande zuccherate, è distruttivo non solo sul nostro peso corporeo, ma anche sulla salute. Meglio prediligere frutta, verdura e cereali integrali, che sono ricchi di fibre – ottime contro la stitichezza – e di antiossidanti naturali. Meglio assumere la giusta quantità di proteine (almeno 1 grammo di proteine per ogni kg corpoereo al giorno), possibilmente ad alto valore biologico (uova, latte, carni bianche e pesce). Molte persone che non riescono a dimagrire, ignorano inoltre il fatto che i grassi non sono tutti uguali. Esistono grassi “buoni” e grassi “meno buoni”. Rientrano in quest’ultima categoria, ad esempio, quelli saturi come latticini e carne rossa, che andrebbero ridotti. Via libera invece ai grassi monoinsaturi (come olio d’oliva e quelli contenuti nell’avocado) o alcuni tipi di polinsaturi (come quelli di noci, semi di girasole o gli omega-3 del pesce, anche se più grasso come il salmone). In caso di dubbi, decisamente meglio consultare un medico dietologo.

Leggi anche: Valore biologico: significato, alimenti con proteine ad alto e basso valore biologico

5) Hai appena smesso di fumare

Hai smesso di fumare e sei ingrassato? Purtroppo non è una leggenda: fumare sigarette, aumenta il metabolismo. Quando si smette di fumare, il metabolismo cala, rendendo molto più difficile il rimanere dello stesso peso. Per approfondire: Ho smesso di fumare e sono ingrassato: perché succede e come rimettersi in forma?

6) Troppo stress

Ritmi di vita frenetici, impegni lavorativi e familiari, litigi, crisi amorose ed altre situazioni che generano ansia, possono rendere stremamente più difficile perdere i chili di troppo, perché per affrontare le situazioni di stress si tende a mangiare alimenti più calorici. I cibi calorici, ricchi di carboidrati e grassi (come biscotti, merendine, dolci…) fanno infatti aumentare i livelli del neurotrasmettitore dopamina, che è un vero e proprio antidepressivo endogeno, prodotto dal nostro stesso corpo. Quando siamo tristi e nervosi, se non affrontiamo a monte il problema, rischiamo di attaccarci al cibo per sentirci meglio e non avvertire i sintomi negativi. Ciò può portare, sul lungo periodo, ad una dipendenza comportamentale, la dipendenza da cibo, che rende molto più difficile dimagrire, a meno che non si risolvano i problemi a monte che determinano stress e depressione. Per approfondire: Dipendenze comportamentali: sintomi e caratteristiche

7) Poco sonno

Il 30% degli americani dorme meno di sei ore a notte: troppo poco secondo The National Institutes of Health, che suggeriscono per gli adulti almeno sette-otto ore a notte. Dormire poco è nemico della salute, del dimagrimento, della bellezza e della crescita muscolare. Nonostante molti pensino, sbagliando, che dormire poco faccia dimagrire, in realtà è vero il contrario. Dormire la giusta quantità di ore ed aumentare l’igiene del sonno, è uno dei fattori che può aiutarvi a dimagrire. Per approfondire: Dormire poco fa ingrassare o dimagrire?

8) A forma di mela

Se il tuo corpo ha una forma detta “a mela” (tecnicamente denominata “obesità androide”), per distinguerla da quella “a pera” (denominata “obesità ginoide”), e tendi ad accumulare chili intorno al girovita invece che su fianchi e cosce, significa che mediamente avrai una difficoltà maggiore a perdere grasso. L’obesità di tipo androide è un fenotipo tipicamente maschile, ma può interessare anche le donne, caratterizzato da una maggiore distribuzione di tessuto adiposo nella regione addominale, toracica, dorsale e cerviconucale. L’obesità androide si associa statisticamente un maggior rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche: infarto del miocardio, ictus cerebrale, diabete, ipercolesterolemia, iperuricemia, ipertensione e ridotta tolleranza ai carboidrati. Per approfondire: Differenza tra obesità androide e ginoide ed i rispettivi rischi per la salute

9) Tiroide che funziona poco

Soffrire di ipotiroidismo, cioè una malattia della tiroide che porta ad un deficit della produzione di ormoni tiroidei, potrebbe determinare un calo nel metabolismo ed una maggior difficoltà a perdere peso. In questi casi un bravo endocrinologo vi somministrerà la giusta dose del farmaco Eutirox e non avrete più scuse per non dimagrire! Per approfondire: Ipotiroidismo: sintomi, diagnosi, cura farmacologica e consigli dietetici

10) La motivazione

Per poter ridurre il grasso addominale, oltre che curare qualsiasi malattia psichiatrica o endocrinologica o altra patologia che aumenti il rischio di soffrire di obesità o si opponga al dimagrimento, bisogna essenzialmente assumere meno calorie e bruciare più calorie. Questo significa combinare una dieta ipocalorica con allenamenti mirati ad elevata intensità che prevedano anche il potenziamento dei muscoli attraverso la pesistica. Tutto ciò potrebbe risultare difficile da seguire, se non si ha la giusta motivazione. La motivazione è quindi la prima cosa che vi serve se volete dimagrire. Senza motivazione, nessuno dei miei pazienti è riuscito a dimagrire in modo soddisfacente. Lavorare su questo aspetto, migliorerà le vostre possibilità di raggiungere il vostro peso forma.

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I trucchi per dimezzare le calorie del tuo panino, senza perdere il suo buon sapore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANGIARE PANINO DIETA CUCINARE DIMAGRIREQuante calorie contiene mediamente un panino con prosciutto crudo e un filo di manionese? Circa 350! Oggi cerchiamo di capire come fare a mangiare un panino che sia altrettanto buono ma che abbia la metà delle calorie. Continuate la lettura! Spesso non è una scelta, ma l’unico modo possibile per risolvere la pausa pranzo quando si è a lavoro o si va di corsa: il panino. Prima di tutto, lo si trova con facilità e ovunque, è veloce da consumare e si può anche preparare a casa da portare in ufficio. Insomma, il panino è un vero jolly per chi lavora, a patto di “comporlo” nel modo corretto. Vediamo allora come evitare ogni rischio, per avere un panino che sia il meno possibile calorico ma il più possibile gustoso! La prima cosa da fare è scegliere il pane giusto: ovviamente, quelli che hanno meno calorie non contengono grassi, e sono il cosiddetto pane comune, le michette (o rosette), la baguette, il francesino e la ciabatta, che apportano tra le 260 e 290 calorie l’etto. Meglio ancora sarebbe optare per il pane integrale: è più ricco di fibre e meno calorico. È anche più saporito, e questo aiuta a non esagerare con gli ingredienti e i grassi del ripieno. Alcune persone però hanno una spiccata preferenza per i panini più morbidi: quelli all’olio, ad esempio, apportano circa 300 calorie per etto, e lo stesso vale per il pane al latte. E quello in cassetta? Due fette di questo pane, per nulla saziante, ammontano a circa 250-260 calorie, a fronte di un ridotto indice di sazietà.

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