Globuli rossi (eritrociti) alti, bassi, valori normali e interpretazione

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST ESAME SANGUE ANALISI CLINICHE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI LEUCOCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MEDITERRANEIl sangue è costituito da diversi tipi di cellule in sospensione in un liquido chiamato plasma; oltre ai globuli rossi (eritrociti) ci sono i globuli bianchi (che negli esami del sangue sono indicati come WBC) e le piastrine. Tutte queste cellule sono prodotte dal midollo osseo ed entrano in circolo una volta mature. La conta degli eritrociti (RBC) è la misurazione della loro quantità per unità di volume del sangue. La funzione di queste cellule è di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’organismo, in quanto si occupano di trasportare l’ossigeno a tutte le cellule del corpo; hanno per questo una caratteristica forma a disco biconcavo, studiata dalla Natura per favorire il più possibile lo scambio gassoso ossigeno-anidride carbonica (grazie al favorevole rapporto superficie volume). Come le piastrine sono privi di nucleo, principalmente per lasciare posto all’emoglobina, una proteina che si lega all’ossigeno e permette loro di trasportare il gas dai polmoni verso i tessuti e gli organi. Una volta consegnato il prezioso gas si caricano dell’anidride carbonica di rifiuto per fare ritorno ai polmoni, dove avverrà un nuovo scambio e il ciclo ricomincerà senza sosta, in ogni istante della vita della cellula (circa 120 giorni). Il midollo osseo si occupa costantemente di produrre giovani globuli rossi, per sostituire quelli che invecchiano o che vanno persi a causa di emorragie e sanguinamenti. La quantità di ossigeno che viene consegnato ai tessuti del corpo dipende strettamente dal numero di globuli rossi presenti e dalla loro efficacia nel performare lo scambio tra i gas.

Valori Normali

  • Uomini: 4.52 – 5.90 x1012 per litro,
  • Donne: 4.10 – 5.10 x1012 per litro.

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Interpretazione

La conta dei globuli rossi viene eseguita nell’ambito dell’emocromo completo, quindi vengono presi in considerazione anche i risultati degli altri componenti. L’aumento o la diminuzione della loro concentrazione deve essere interpretato contestualmente ad altri parametri, come l’emoglobina, l’ematocrito e gli altri parametri relativi ai globuli rossi. Le alterazioni dai valori normali di solito rispecchiano quelle dell’ematocrito e dell’emoglobina.

  • Se i valori dei globuli rossi, dell’ematocrito e dell’emoglobina sono inferiori a quelli normali, il paziente è anemico.
  • Se i valori dei globuli rossi e dell’emoglobina sono superiori rispetto a quelli normali, il paziente soffre di policitemia.

Anemia

Se i globuli rossi sono troppo pochi, anche l’emoglobina nel sangue diminuisce ed i tessuti sono raggiunti da una quantità insufficiente di ossigeno: si possono quindi manifestare i sintomi tipici dell’anemia:

  • stanchezza,
  • battito cardiaco irregolare,
  • pelle pallida,
  • sensazione di freddo,
  • nei casi più gravi insufficienza cardiaca.

Nei bambini può manifestarsi un ritardo dello sviluppo.

Le cause più comuni sono:

  • Anemia sideropenica (da carenza di ferro). Se non è presente una quantità sufficiente di ferro nell’organismo, non sarà possibile produrre la quantità richiesta di globuli rossi. Si tratta della forma di anemia più comune, che può essere causata da
    • insufficiente apporto con l’alimentazione,
    • emorragia,
    • ridotto assorbimento dalla dieta (per esempio a causa di farmaci o malattie).
  • Anemia mediterranea. Piuttosto comune in Italia e nei Paesi affacciati sul Mediterraneo, questa malattia genetica causa una distruzione precoce dei globuli rossi e una minore disponibilità di emoglobina.
  • Anemia falciforme. In questo malattia ereditaria i globuli rossi sono a forma di mezzaluna e questo provoca maggiori difficoltà di spostamento nei vasi più piccoli; hanno inoltre una vita media decisamente ridotta (10-20 giorni).
  • Anemia normocitica. In questa forma gli eritrociti sono normali per forma e dimensione, ma in numero insufficiente a causa di malattie come tumore, artrite reumatoide, disturbi renali, …
  • Anemia emolitica. Si verifica quando i globuli rossi vengono distrutti molto prima del tempo e il midollo spinale non riesce a compensare le perdite.

La conta può anche essere affiancata dall’esame del volume corpuscolare medio (MCV) per fare chiarezza nella diagnosi differenziale tra la carenza di ferro e la talassemia (alfa o beta):

  • un rapporto MCV/RBC inferiore a 13 suggerisce il tratto talassemico,
  • un rapporto superiore a 13 indica una carenza di ferro.

Questo rapporto tuttavia non è diagnostico e quindi devono essere eseguiti esami più approfonditi, se disponibili. Ovviamente la quantità disponibile può diminuire anche in caso di traumi in grado di provocare sanguinamento, così come emorragie dovute per esempio a ulcere gastriche o in altre zone dell’apparato digerente. Qualsiasi malattia o sostanza in grado di alterare il funzionamento del midollo osseo può essere causa di una ridotta produzione di globuli rossi, ad esempio tumori del sangue o la stessa chemioterapia; così anche malattie renali gravi, che possono ridurre la produzione di eritropoietina (un importante ormone che stimola la produzione di globuli rossi). Anche in caso di carenze nutrizionali (ferro, vitamina B12 o folati) può infine esserci una ridotta produzione.

Policitemia

Nel caso in cui la quantità di globuli rossi sia invece eccessiva, il sangue si ispessisce, la circolazione rallenta e si possono manifestare diversi problemi e sintomi, tra cui:

  • fatica,
  • mancanza di fiato,
  • dolori articolari,
  • prurito,
  • disturbi del sonno.

Tra le cause dell’aumento della concentrazione dei globuli rossi (policitemia) ricordiamo:

  • Policitemia vera (una malattia rara in cui l’organismo produce più globuli rossi del normale).
  • Malattie polmonari (se il paziente non riesce a respirare bene e ad assorbire una quantità sufficiente di ossigeno, l’organismo tenta di compensare producendo più globuli rossi).
  • Malattie cardiache congenite. Il cuore non è in grado di pompare efficacemente il sangue, e quindi diminuisce la quantità di ossigeno che raggiunge i tessuti. L’organismo tenta di compensare aumentando la concentrazione di globuli rossi.
  • Tumori ai reni che producono più eritropoietina del normale.
  • Cause genetiche (alterazione della percezione dell’ossigeno, anomalie nel rilascio dell’ossigeno da parte dell’emoglobina).

Valori Bassi

  • Abuso di Alcool
  • Anemia
  • Carenza di vitamina B
  • Emodiluizione
  • Emolisi
  • Emorragia
  • Endocardite
  • Febbre reumatica
  • Infezione cronica
  • Insufficienza renale
  • Ipotiroidismo
  • Leucemia
  • Lupus Erimatoso Sistemico
  • Mielodisplasia
  • Mieloma multiplo
  • Morbo di Addison
  • Soppressione del midollo osseo
  • Tumore di Hodgkin

Valori Alti

  • Alta quota
  • Difetto congenito al cuore
  • Emoconcentrazione
  • Fumo
  • Ipossia cronica
  • Malattia polmonare cronica
  • Malattie cardiovascolari
  • Policitemia
  • Sindrome di Cushing
  • Tumore al fegato

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

 

Fattori che influenzano l’esame

La quantità degli eritrociti, insieme alla concentrazione dell’emoglobina e all’ematocrito, dovrebbe essere interpretata con cautela, perché è relativa al volume del plasma.

  • Le situazioni in cui il volume del plasma aumenta, ad esempio la gravidanza o un’eccessiva idratazione, fanno diminuire questi valori e non sono quindi indice di anemia.
  • Viceversa, quando il volume del plasma diminuisce, ad esempio in caso di disidratazione, questi valori aumentano e quindi non sono indice di policitemia.

Ci sono poi numerosi fattori in grado di interferire con il risultato:

  • L’esito dell’esame può essere alterato in seguito a una trasfusione.
  • Spesso la variazione dai valori normali è transitoria e può essere corretta facilmente e/o ritornare alla normalità se le malattie a monte guariscono.
  • Vivere ad alta quota fa aumentare i valori, perché l’organismo reagisce alla diminuzione dell’ossigeno.
  • Le donne tendono ad avere una concentrazione leggermente inferiore agli uomini.
  • Il fumo è causa di aumento dei valori.

Quando viene richiesto l’esame

L’esame viene prescritto nell’ambito dell’emocromo completo, nella maggior parte dei casi come esame di routine. Nel caso in cui il paziente abbia dei sintomi che potrebbero indicare una malattia che ha a che fare con la produzione dei globuli rossi, l’emocromo completo può essere utile per giungere a una diagnosi, soprattutto per differenziare i diversi tipi di anemia. La conta dei globuli rossi può anche essere eseguita a intervalli regolari per controllare i pazienti a cui sono state diagnosticate patologie come disturbi del sangue o dei reni, problemi di coagulazione, anemia cronica e policitemia. La chemioterapia o la radioterapia spesso fanno sì che il midollo osseo produca meno cellule del sangue, quindi l’esame deve essere eseguito regolarmente.

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Preparazione richiesta

Per quest’esame non è necessaria alcuna preparazione.

Altre informazioni

La dieta e l’alimentazione aiutano a mantenere i globuli rossi nella normalità?

Gli alimenti ricchi di ferro aiutano a mantenere i globuli rossi sani, ma altrettanto importante è assumere anche le vitamine necessarie alla loro produzione, tra cui:

  • vitamina E, che si trova in alimenti come le verdure di colore verde scuro, noci e semi, mango ed avocado;
  • vitamine B2, B12 e B3, che si trovano in alimenti come uova, cereali integrali, e banane;
  • folati, presenti in fagioli, lenticchie, succo d’arancia e verdure a foglia verde.

Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro?

Prima di chiedersi quali siano gli alimenti più ricchi di ferro, è importante capire che moltissimi fattori ne modulano l’assorbimento nell’organismo; il ferro che si trova negli alimenti di origine animale è la forma che viene assorbita più facilmente dal nostro intestino, ma non è necessario essere carnivori per assumere le necessarie quantità del metallo. L’assorbimento del ferro presente nel mondo vegetale è infatti favorito dall’assunzione di vitamina C all’interno dello stesso pasto (per esempio con l’uso di limone come condimento, o con il consumo di una spremuta d’arancia a fine pasto). Oltre alla carne di tutti i tipi, è possibile assumere ferro anche attraverso il consumo di:

  • pesci come tonno, merluzzo e salmone,
  • molluschi,
  • uova,
  • legumi,
  • cereali e derivati,
  • alcune verdure (come fiori di zucca, peperoni, spinaci), da consumare con pomodori, broccoli, … che contengono vitamina C,
  • frutta secca a guscio.

Il vino potrebbe ridurre l’assorbimento di ferro.

Da un punto di vista generale è quindi consigliabile una dieta varia, sana e completa, che permetterà una corretta prevenzione cardiovascolare e l’assunzione di tutte le molecole necessarie a una sufficiente produzione di globuli rossi.

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Differenza tra unicellulare e pluricellulare con esempi

MEDICINA ONLINE CELL CELLULA LABORATORIO MEMBRANA ORGANULI MORTE APOPTOSI BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LGli organismi viventi si dividono in organismi unicellulari e pluricellulari.

  • Gli organismi unicellulari possiedono una sola cellula. Esempi sono i virus, i batteri ed i lieviti.
  • Gli organismi pluricellulari sono invece formati da più cellule, solitamente specializzate in una data funzione, che collaborano tra loro in modo sinergico. Esempi di organismo pluricellulare sono muffe, funghi ed ovviamente i mammiferi tra cui l’uomo

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Telfast (fexofenadina) 120mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

TELFAST 120 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Fexofenadina.

Eccipienti

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina; amido di mais pregelatinizzato; croscarmellosa sodica; magnesio stearato. Rivestimento filmato: ipromellosa; povidone; titanio diossido (E171); silice colloidale anidra; macrogol 400; ossido di ferro (E172).

Indicazioni

Il farmaco e’ indicato negli adulti e nei bambini di 12 anni di eta’ ed oltre per il trattamento sintomatico della rinite allergica stagionale.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Il prodotto e’ controindicato nei pazienti con ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Adulti: la dose raccomandata di fexofenadina cloridrato per gli adultie’ di 120 mg una volta al giorno, prima dei pasti. La fexofenadina e’un metabolita farmacologicamente attivo della terfenadina. Bambini di12 anni di eta’ e oltre: la dose raccomandata di fexofenadina cloridrato per i bambini di 12 anni di eta’ e oltre e’ di 120 mg una volta algiorno, prima dei pasti. Bambini al di sotto dei 12 anni di eta’: l’efficacia e la sicurezza di fexofenadina cloridrato 120 mg non sono state studiate nei bambini al di sotto dei 12 anni di eta’. Nei bambini da 6 a 11 anni di eta’: fexofenadina cloridrato 30 mg compresse e’ la formulazione appropriata per la somministrazione e il dosaggio in questa popolazione. Gli studi effettuati in gruppi di pazienti a rischio (anziani, pazienti con insufficienza renale o epatica) indicano che none’ necessario adattare la dose di fexofenadina cloridrato in questi pazienti.

Conservazione

Il medicinale non richiede speciali precauzioni per la conservazione.

Avvertenze

Come nella maggior parte dei medicinali nuovi i dati relativi a soggetti anziani e a pazienti con compromissione della funzionalita’ renaleo epatica sono limitati. Fexofenadina cloridrato deve essere somministrata con attenzione a tali gruppi di soggetti. Pazienti affetti da malattie cardiovascolari pregresse o in corso devono essere informati chegli antistaminici, come classe di medicinali, sono stati associati con reazioni indesiderate quali tachicardia e palpitazioni.

Interazioni

La fexofenadina non subisce biotrasformazioni epatiche e percio’ non interagira’ con altri medicinali a livello di meccanismi epatici. E’ stato riscontrato che la somministrazione contemporanea di fexofenadinacloridrato e eritromicina o ketoconazolo aumenta di 2-3 volte i livelli plasmatici di fexofenadina. Tali alterazioni non sono state accompagnate da alcun effetto sull’intervallo QT e non sono state associate adalcun incremento delle reazioni avverse rispetto a quanto osservato con gli stessi medicinali somministrati singolarmente. Studi sull’animale hanno dimostrato che l’aumento dei livelli plasmatici di fexofenadina osservato dopo il trattamento concomitante con eritromicina o ketoconazolo sembra essere causato da un incremento dell’assorbimento gastrointestinale e rispettivamente da una diminuzione sia dell’escrezionebiliare che della secrezione gastrointestinale. Non e’ stata osservatainterazione tra fexofenadina e omeprazolo. Tuttavia, la somministrazione di un antiacido contenente alluminio e idrossido di magnesio 15 minuti prima della somministrazione di fexofenadina cloridrato ha provocato una riduzione della biodisponibilita’, molto probabilmente dovutaa legami nel tratto gastrointestinale. E’ consigliabile un intervallodi 2 ore tra la somministrazione di fexofenadina cloridrato e antiacidi contenenti alluminio e idrossido di magnesio.

Effetti Indesiderati

E’ stata utilizzata la seguente classe di frequenze, quando applicabile: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 e < 1/10); non comune (>=1/1000 e < 1/100); raro (>= 1/10.000 e < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) e non nota. Negli adulti, nell’ambito degli studi clinici sono stati riferiti i seguenti effetti indesiderati, con un’incidenza similea quella osservata con il placebo. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, sonnolenza, vertigini. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: affaticamento. Negli adulti, nell’ambito della sorveglianza post-marketing sono stati riferiti i seguenti effettiindesiderati. La frequenza con cui si presentano non e’ nota. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilita’ con manifestazioni tipo angioedema, oppressione toracica, dispnea, vampate di caloree anafilassi sistemica. Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo,disturbi del sonno o incubi/eccesso di sogni (paroniria). Patologie cardiache: tachicardia, palpitazioni. Patologie gastrointestinali: diarrea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria eprurito. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza E Allattamento

Non vi sono dati adeguati sull’uso della fexofenadina cloridrato nelledonne in gravidanza. Studi limitati su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale,parto o sviluppo post-natale. La fexofenadina cloridrato non deve essere usata durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessita’.Non vi sono dati sulla concentrazione nel latte materno dopo la somministrazione della fexofenadina cloridrato. Tuttavia, quando la terfenadina e’ stata somministrata a madri in allattamento, e’ stato rilevatoche la fexofenadina passa nel latte materno. Pertanto l’uso di fexofenadina cloridrato non e’ raccomandato durante l’allattamento.

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Differenza tra osmosi ed osmosi inversa

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MIl termine osmosi indica la diffusione del solvente (spesso acqua) attraverso una membrana semipermeabile (che fa passare quindi solvente e non soluto). Il movimento dell’acqua avviene da una regione a minor concentrazione di soluto verso una regione a maggior concentrazione, quindi secondo il gradiente di concentrazione, cioè l’attività. L’osmosi è un processo fisico spontaneo, vale a dire senza apporto esterno di energia, che tende a diluire la soluzione più concentrata, e a ridurre la differenza di concentrazione. Il flusso netto di solvente può essere contrastato applicando una pressione al compartimento a concentrazione maggiore. Se la pressione applicata supera la pressione osmotica, otteniamo l’osmosi inversa. Si tratta di un fenomeno importante in biologia, dove interviene in alcuni processi di trasporto passivo attraverso membrane biologiche.

Pressione osmotica

Ogni soluzione possiede una pressione osmotica che è direttamente proporzionale alla sua molarità. Quando sui due lati della membrana si trovano soluzioni a diversa concentrazione, le molecole di solvente si muovono in senso opposto alla differenza di pressione osmotica, dalla soluzione a concentrazione di soluto minore (ipotonica) verso la soluzione con concentrazione di soluto maggiore (ipertonica), fino a quando le concentrazioni di soluto nelle due soluzioni diventano identiche (isotoniche) e i due potenziali chimici si equivalgono. Il meccanismo attraverso cui avviene è ritenuto legato alle interazioni delle molecole del soluto con la membrana, i cui urti trasferirebbero momento di allontanamento dalla membrana alle molecole del solvente.

Osmosi inversa

L’osmosi inversa è invece il fenomeno che si verifica quando si applica, alla superficie di una membrana semipermeabile che separa due soluzioni di concentrazione diversa, una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e a essa superiore, per cui il flusso del solvente avviene dalla soluzione più concentrata a quella più diluita. L’osmosi inversa è una delle tecnologie usate per rendere potabile l’acqua marina e purificare le acque degli acquedotti dal rubinetto di casa.

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Zirtec (cetirizina) 10mg compresse e gocce, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

ZIRTEC 10 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE

ZIRTEC 10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Cetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Glicerolo; glicole propilenico; saccarina sodica; metile paraidrossibenzoato (E 218); propile paraidrossibenzoato (E 216); sodio acetato; acido acetico glaciale; acqua depurata.

Indicazioni

In adulti e pazienti pediatrici, a partire da 2 anni di eta’: trattamento dei sintomi nasali e oculari della rinite allergica stagionale e perenne; trattamento sintomatico dell’orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti, all’idrossizina o a qualunque derivato della piperazina; pazienti con grave insufficienza renale con clearance della creatinina inferiorea 10 ml/min.

Posologia gocce

Bambini di eta’ compresa tra 2 e 6 anni: 2,5 mg due volte al giorno (5gocce due volte al giorno). Bambini di eta’ compresa tra 6 e 12 anni:5 mg due volte al giorno (10 gocce due volte al giorno). Adulti e adolescenti di eta’ superiore ai 12 anni: 10 mg una volta al giorno (20 gocce). Pazienti anziani: sulla base dei dati disponibili, nei soggettianziani con funzionalita’ renale normale non risulta necessaria alcuna riduzione della dose. Pazienti con insufficienza renale da moderataa grave: non sono disponibili dati che documentino il rapporto efficacia/sicurezza nei pazienti con insufficienza renale. Poiche’ la cetirizina e’ prevalentemente escreta per via renale, nei casi in cui non possono essere utilizzati trattamenti alternativi, gli intervalli tra ledosi devono essere personalizzati in base alla funzionalita’ renale. Per utilizzare tale schema posologico, e’ necessario avere una stima della clearance della creatinina (CL cr ) del paziente espressa in ml/min. La CL cr (ml/min) puo’ essere ricavata partendo dal valore della creatinina sierica (mg/dl) usando la seguente formula: clcr uguale [140- eta’ (anni)] per peso (kg) diviso 72 per creatinina sierica (mg/dl)per 0,85 per le donne. >>Adattamento della posologia per adulti con funzionalita’ renale compromessa. Gruppo normale Clcr >= 80 (ml/min): 10 mg una volta al giorno. Gruppo lieve Clcr 50 -79 (ml/min): 10 mg unavolta al giorno. Gruppo moderata Clcr 30 – 49 (ml/min): 5 mg una volta al giorno. Gruppo grave clcr < 30 (ml/min): 5 mg una volta ogni 2 giorni. Malattia renale all’ultimo stadio – Pazienti in dialisi clcr < 10 (ml/min): controindicata. Nei pazienti pediatrici affetti da insufficienza renale, la dose dovra’ essere adattata individualmente, tenendoin considerazione la clearance renale, eta’ e il peso corporeo del paziente. Pazienti con insufficienza epatica: i pazienti affetti solo dainsufficienza epatica non necessitano di alcun adattamento della posologia. Pazienti con insufficienza epatica e renale: si raccomanda un adattamento della posologia. Le gocce devono essere depositate su un cucchiaio o diluite in acqua e assunte per via orale. Se si utilizza ladiluizione, si deve considerare che il volume di acqua aggiunto alle gocce deve essere in quantita’ tale da poter essere assunto dal paziente, specialmente per la somministrazione pediatrica. La soluzione diluita deve essere somministrata immediatamente.

Posologia compresse

Bambini di eta’ compresa tra 6 e 12 anni: 5 mg due volte al giorno (mezza compressa due volte al giorno). Adulti e adolescenti di eta’ superiore ai 12 anni: 10 mg una volta al giorno (1 compressa). Sulla base dei dati disponibili, nei soggetti anziani con funzionalita’ renale normale non risulta necessaria alcuna riduzione della dose. Non ci sono dati disponibili che documentino il rapporto efficacia/sicurezza nei pazienti con insufficienza renale. Poiche’ la cetirizina e’ prevalentemente escreta per via renale, nei casi in cui non possono essere utilizzati trattamenti alternativi, gli intervalli tra le dosi devono esserepersonalizzati in base alla funzionalita’ renale. Clcr >=80 (ml/min):10 mg una volta al giorno; clcr 50-79 (ml/min): 10 mg una volta al giorno; clcr 30-49 (ml/min): 5 mg una volta al giorno; clcr <30 (ml/min):5 mg una volta ogni 2 giorni; pazienti in dialisi (clcr <10 ml/min):controindicato. Nei pazienti pediatrici affetti da insufficienza renale, la dose dovra’ essere adattata individualmente, tenendo in considerazione la clearance renale, l’eta’ e il peso corporeo del paziente. Ipazienti affetti solo da insufficienza epatica non necessitano di alcun adattamento della posologia. Pazienti con insufficienza epatica e renale: si raccomanda un adattamento della posologia. Modo di somministrazione: le compresse devono essere assunte con un bicchiere di liquido.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

Alle dosi terapeutiche, non sono state evidenziate interazioni clinicamente significative con alcool (per livelli ematici di alcool di 0,5 g/l). Tuttavia, si raccomanda cautela in caso di assunzione concomitante di alcool. Si raccomanda cautela nei pazienti epilettici e nei pazienti a rischio di convulsioni. Il metile paraidrossibenzoato e il propile paraidrossibenzoato possono causare reazioni allergiche (talora ritardate). I test cutanei per l’allergia sono inibiti dagli antistaminici ed e’ richiesto un periodo di wash-out (di 3 giorni) prima di effettuarli. Popolazione pediatrica: l’uso del prodotto non e’ raccomandatonei bambini di eta’ inferiore a 2 anni.

Interazioni

Per il profilo farmacocinetico, farmacodinamico e di tollerabilita’ della cetirizina, non sono previste interazioni con questo antistaminico. Negli studi di interazione farmaco-farmaco, in effetti, non sono state riportate ne’ interazioni farmacodinamiche ne’ interazioni farmacocinetiche significative, in particolare con pseudoefedrina o teofillina(400 mg/die). Il grado di assorbimento della cetirizina non viene ridotto dall’assunzione di cibo, sebbene la percentuale di assorbimento sia diminuita.

Effetti Indesiderati

La cetirizina al dosaggio raccomandato ha effetti indesiderati minoria livello del SNC, che includono sonnolenza, affaticamento, capogiri ecefalea. In qualche caso, e’ stata riportata stimolazione paradossa del SNC. Benche’ la cetirizina sia un inibitore selettivo dei recettoriH 1 periferici e sia relativamente priva di attivita’ anticolinergica, sono stati segnalati rari casi di difficolta’ nella minzione, disturbi dell’accomodazione dell’occhio e secchezza delle fauci. Sono statisegnalati casi di funzionalita’ epatica anomala con innalzamento deglienzimi epatici accompagnato da bilirubina elevata, la maggior parte dei quali risolti a seguito di interruzione del trattamento di cetirizina dicloridrato. Nell’ambito di sperimentazioni cliniche controllate in doppio cieco, nelle quali sono stati confrontati gli effetti di cetirizina verso placebo o altri antistaminici al dosaggio raccomandato (10 mg al giorno per la cetirizina) per le quali sono disponibili dati quantitativi di sicurezza, sono stati trattati con cetirizina piu’ di 3200 soggetti. In base a questi dati, nell’ambito di sperimentazioni controllate verso placebo sono state segnalate le seguenti reazioni avverse con una incidenza pari o superiore all’1,0 % con cetirizina 10 mg.Organismo nel suo insieme- patologie generali: affaticamento. Patologie del sistema nervoso centrale e periferico: capogiri; cefalea. Patologie del sistema gastrointestinale: dolore addominale; secchezza dellefauci; nausea. Disturbi psichiatrici: sonnolenza. Patologie del sistema respiratorio: faringite. Sebbene statisticamente l’incidenza dellasonnolenza con la cetirizina fosse piu’ comune che con il placebo, tale evento e’ risultato di entita’ da lieve a moderata nella maggioranzadei casi. Ulteriori studi in cui sono state effettuate prove obiettive hanno dimostrato che le usuali attivita’ quotidiane non vengono compromesse alla dose giornaliera raccomandata, nei volontari sani giovani. Reazioni avverse con una incidenza pari o superiore all’1 % nei bambini di eta’ compresa tra 6 mesi e 12 anni, in studi clinici controllati verso placebo. Patologie del sistema gastro-intestinale: diarrea. Disturbi psichiatrici: sonnolenza. Patologie del sistema respiratorio: rinite. Organismo nel suo insieme – patologie generali: affaticamento.>>Esperienza post-marketing. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota(la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilita’; molto raro: shock anafilattico. Disturbi psichiatrici. Non comune: agitazione; raro: aggressivita’, confusione, depressione, allucinazione, insonnia;molto raro: tic. Patologie del sistema nervoso. Non comune: parestesia; raro: convulsioni; molto raro: disgeusia, sincope, tremore, distonia, discinesia; non nota: amnesia, compromissione della memoria. Patologie dell’occhio. Molto raro: disturbo dell’accomodazione, visione offuscata, oculorotazione. Patologie cardiache. Raro: tachicardia. Patologie gastrointestinali. Non comune: diarrea. Patologie epatobiliari. Raro: funzionalita’ epatica alterata (innalzamento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, della gamma-GT e della bilirubina). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, rash; raro:orticaria; molto raro: edema angioneurotico, eruzione fissa da farmaci. Patologie renali e urinarie. Molto raro: disuria, enuresi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Noncomune: astenia, malessere; raro: edema. Esami diagnostici. Raro: aumento di peso.

Gravidanza E Allattamento

Per cetirizina sono disponibili pochissimi dati clinici su gravidanzeesposte al trattamento. Studi sugli animali non mostrano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la gravidanza, lo sviluppoembrionale/fetale, il parto o lo sviluppo postnatale. La prescrizionea donne in gravidanza deve essere effettuata con cautela. Cetirizina e’ escreta nel latte materno a concentrazioni che rappresentano dal 25%al 90% di quelle misurate nel plasma, a seconda del tempo di campionamento dopo la somministrazione. Pertanto la prescrizione a donne che allattano deve essere effettuata con cautela.

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TSH alto, basso e valori normali: qual è il significato clinico?

MEDICINA ONLINE PESO TIROIDE IPOTIROIDISMO PARATIROIDI NODULI BILANCIA MASSA INDICE CORPOREA COCALORIE BASMATI BIANCO INGRASSARE DIETA COTTO CRUDO PIATTO CUCINA LIGHT MANGIARE DIMAGRIRE GRASSO DIABETE CARBOIDRATI GLICEMIAL’esame misura la quantità di ormone TSH (ormone tireotropo o tireostimolante) presente nel sangue.L’ormone è prodotto dall’ipofisi, una piccola ghiandola che si trova dietro il cervello e i seni nasali, e costituisce solo una parte del complesso meccanismo di regolazione sanguigna dei due ormoni tiroidei: il T4 (tiroxina) e il T3 (triiodotironina).

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo, appoggiata sulla trachea. Ha il compito di secernere gli ormoni tiroidei, che dal sangue poi raggiungono tutti i tessuti dell’organismo. Gli ormoni tiroidei aiutano l’organismo a usare l’energia, a mantenere costante la temperatura e a far funzionare il cervello, il cuore, i muscoli e gli altri organi.

Quando la loro concentrazione nel sangue diminuisce,

  1. l’ipotalamo secerne l’ormone TRH (ormone di rilascio della tireotropina)
  2. che a sua volta stimola l’ipofisi a secernere il TSH,
  3. questo stimola la tiroide a secernere il T4 e il T3.

Quando la tiroide, l’ipotalamo e l’ipofisi funzionano correttamente, la tiroide riesce a mantenere costanti i livelli di ormoni tiroidei attivandosi solo al bisogno.

Se l’ipofisi non funziona bene, la quantità di TSH può diminuire oppure aumentare:
  • quando la concentrazione aumenta la tiroide inizia a funzionare più del normale, producendo una quantità eccessiva di ormoni T3 e T4. Il paziente quindi può manifestare i sintomi tipici dell’ipertiroidismo:
    • la tachicardia,
    • il dimagrimento,
    • il nervosismo,
    • il tremore alle mani,
    • l’irritazione agli occhi,
    • la difficoltà a dormire.
  • In caso di ipotiroidismo, invece, la quantità di ormoni prodotti dalla tiroide è insufficiente e quindi il paziente può manifestare sintomi come:
    • aumento di peso,
    • secchezza della pelle,
    • costipazione,
    • intolleranza al freddo,
    • affaticamento.

Oltre che nel caso di disfunzione dell’ipofisi, l’ipertiroidismo o l’ipotiroidismo possono verificarsi se c’è un problema all’ipotalamo (produzione di TRH insufficiente o eccessiva). I livelli di ormoni tiroidei possono anche essere alterati da diverse patologie della tiroide, indipendentemente dalla quantità di TSH presente nel sangue.

Valori Normali

A seconda delle fonti consultate è possibile trovare intervalli di riferimento diversi, si consiglia quindi per la valutazione di attenersi scrupolosamente a quello riportato sul proprio referto d’esame. Solitamente sono considerati normali i valori compresi tra 0.15 e 5. mIU/L

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

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Interpretazione

L’esame del TSH in molti casi è l’esame di elezione per valutare la funzionalità tiroidea e/o i sintomi dell’ipertiroidismo o dell’ipotiroidismo.

Spesso viene prescritto prima dell’esame del T4 o contestualmente a quest’ultimo. Tra gli altri esami della tiroide prescritti dal medico ricordiamo l’esame del T3 e quello degli anticorpi antitiroidei (se si sospetta che il paziente soffra di patologie autoimmuni connesse alla tiroide).

  • Un valore troppo elevato spesso indica che la tiroide è poco attiva (ipotiroidismo) e non sta reagendo nel modo giusto alla stimolazione del TSH, perché c’è qualche disfunzione acuta o cronica. In rari casi il valore alto può indicare un problema dell’ipofisi, ad esempio un tumore che crea squilibri nella produzione. Infine può anche indicare che il paziente a cui è stato diagnosticato un disturbo della tiroide o che ha subito l’asportazione della ghiandola riceve una quantità insufficiente di ormone tiroideo di sintesi.
  • Un valore del TSH troppo basso può indicare che il paziente soffre di ipertiroidismo (cioè ha la tiroide troppo attiva) oppure che sta ricevendo una quantità eccessiva di ormoni tiroidei di sintesi, se è in terapia per l’ipotiroidismo o gli è stata asportata chirurgicamente la tiroide. In rari casi un valore basso può indicare che l’ipofisi ha un problema che le impedisce di produrre una quantità adeguata di ormone.

È bene sottolineare che un valore non normale indica solo che c’è un eccesso o una carenza di ormoni tiroidei nell’organismo, ma non stabilisce quale sia la causa. Un risultato non normale dell’esame del TSH di solito prelude ad altri esami di approfondimento.

Nella tabella seguente riassumiamo i possibili risultati dell’esame del TSH e i loro significati più probabili:

TSH T4 T3 Interpretation
Alto Normale Normale Ipotiroidismo lieve (subclinico)
Alto Basso Basso o normale Ipotiroidismo
Basso Normale Normale Ipertiroidismo lieve (subclinico)
Basso Alto o normale Alto o normale Ipertiroidismo
Basso Basso o normale Basso o normale Patologie non tiroidee, ipotiroidismo secondario (causato dalla ghiandola pituitaria, raro)

 

Valori Bassi

  • Gozzo multinodulare
  • Ipertiroidismo
  • Ipopituitarismo
  • Ipotiroidismo secondario
  • Morbo di Grave
  • Sindrome cerebrale organica

Valori Alti

  • Adenoma pituitario
  • Iperpituitarismo
  • Ipotermia
  • Ipotiroidismo
  • Tiroidectomia
  • Tiroidite
  • Tiroidite autoimmune
  • Tiroidite di Hashimoto
  • Tumore ai polmoni
  • Tumore al seno

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l’esame

  • Molti farmaci, tra cui l’aspirina e la terapia ormonale sostitutiva per la tiroide, possono influenzare gli esiti degli esami della funzionalità tiroidea: prima dell’esame bisogna consultare il medico per capire se è necessario proseguire la terapia.
  • Quando il medico modifica il dosaggio della terapia ormonale sostitutiva, è importante aspettare almeno un mese o due prima di ricontrollare il TSH, per permettere al nuovo dosaggio di manifestare la sua efficacia.
  • Gli esiti dell’esame possono essere influenzati dalle situazioni di forte stress e dalle malattie acute.
  • Gli esiti possono essere più bassi del normale durante il primo trimestre di gravidanza.

Quando viene richiesto l’esame

Il medico può richiedere questo esame quando il paziente presenta i sintomi dell’ipertiroidismo o dell’ipotiroidismo e/o ha il gozzo o una massa palpabile in corrispondenza della tiroide.

Tra i sintomi dell’ipotiroidismo ricordiamo:

  • Aumento di peso,
  • Diminuzione dell’appetito,
  • Secchezza della pelle,
  • Costipazione,
  • Intolleranza al freddo,
  • Gonfiore,
  • Caduta dei capelli,
  • Affaticamento e letargia,
  • Irregolarità mestruali,
  • Visione offuscata.

Tra i sintomi dell’ipertiroidismo ricordiamo:

  • Nervosismo,
  • Ansia,
  • Sudorazione eccessiva,
  • Intolleranza al caldo,
  • Dimagrimento anche se si ha più appetito del normale,
  • Iperattività,
  • Tremori,
  • Palpitazioni,
  • Oligomenorrea (alterazione del ciclo mestruale),
  • Tachicardia o aritmia atriale,
  • Ipertensione sistolica,
  • Pelle sudata e calda,
  • Ptosi palpebrale,
  • Sguardo fisso,
  • Debolezza muscolare.

Preparazione richiesta

Per l’esame del TSH non è necessaria alcuna preparazione. Alcuni farmaci possono interferire con il risultato dell’esame, quindi vi consigliamo di informare il medico di tutti i farmaci che assumete.

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Differenza tra zucchero e miele: quale fa ingrassare di più?

MEDICINA ONLINE MANGIARE TIPI DI ZUCCHERO INTEGRALE CANNA FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBIl miele è prodotto dalle api che trasformano i composti zuccherini che loro stesse raccolgono dai fiori. Sono migliaia i tipi di fiori su cui le api si posano dando origine a mieli di sapore, odore, colore e consistenza diversi… e a nomi diversi (il miele millefiori e il miele di acacia sono sicuramente i più diffusi in Italia).

Che differenza c’è tra miele e zucchero? È meglio utilizzare il miele per dolcificare?

Lo zucchero che si usa comunemente è costituito da un disaccaride (saccarosio) che si forma dall’unione di una molecola di glucosio e una di fruttosio, non contiene acqua, né vitamine, né minerali. Tutto quello che mangiamo è assorbito come zucchero.
Il miele, invece, contiene circa il 20% di acqua, contiene vitamine e minerali (anche se in piccole quantità aiutano comunque a proteggere il nostro organismo), in più, essendo costituito principalmente da fruttosio (monosaccaride), ha un potere dolcificante superiore, ne serve meno per avere la stessa percezione di dolcezza!

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Calorie

Il miele è quindi più dolce dello zucchero e ciò consente di impiegarne quantità inferiori rispetto allo zucchero da cucina. Il miele ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna) perché più ricco di acqua. Nonostante ciò un cucchiaino di miele fornisce più calorie e carboidrati rispetto ad un cucchiaino di zucchero, a causa del maggior peso specifico. Il miele, specie se non cristallizzato, è inoltre più difficile da dosare.
Le differenza tra questi due dolcificanti è dunque molto sottile; il miele, in virtù del suo contenuto vitaminico e minerale è sicuramente un alimento migliore dello zucchero anche se molte volte gli vengono attribuite proprietà che non possiede. Per un diabetico sostituire lo zucchero con il miele apporta qualche piccolo vantaggio, ma solo a parità di quantità consumate. L’errata convinzione che il miele sia un alimento “benefico” può condurre il diabetico a consumarne dosi eccessive, mettendo a rischio la propria salute esattamente come farebbe consumando dosi eccessive di zucchero.
E’ infine doveroso spendere due parole sulla qualità del miele, spesso alterata da processi industriali e da produttori senza scrupoli. Per questo motivo si consiglia di evitare mieli extracomunitari, specie se commercializzati a basso prezzo da ditte semisconosciute.

MIELE

  • Ricco di vitamine minerali ed altre sostanze utili per l’organismo.
  • Meno calorico a parità di volume (un cucchiaino di zucchero contiene meno carboidrati di un cucchiaino di miele).
  • Potere Dolcificante superiore.

ZUCCHERO

  • Indice glicemico simile.
  • Meno calorico a parità di peso.
  • Più facile da dosare.

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Sindrome dell’idiota sapiente: cause, caratteristiche e sintomi

MEDICINA ONLINE STUDIO STUDIARE LIBRO LEGGERE LETTURA BIBLIOTECA BIBLIOGRA LIBRERIA QUI INTELLIGENTE NERD SECCHIONE ESAMI 30 LODE UNIVERSITA SCUOLA COMPITO VERIFICA INTERROGAZIONE ORALE SCRITTO Library PICTURE HD WALLPAPERLa Sindrome del savant (in lingua italiana resa con Sindrome dell’idiota sapiente dal francese idiot savant) indica una serie di ritardi cognitivi anche gravi che presenta una persona, accanto allo sviluppo di un’abilità particolare e sopra la norma in un settore specifico.
L’espressione fu introdotta nel 1887 da un medico londinese di nome John Langdon Down per riferirsi ai bambini deboli di mente che presentavano “facoltà” speciali e a volte eccezionali. Fra queste vi erano straordinarie capacità di calcolo e disegno, attitudini meccaniche e soprattutto capacità di memorizzare, suonare e a volte comporre musica.

Epidemiologia

Il rapporto maschi-femmine risulta essere di 4-1. È stata anche ipotizzata l’influenza del testosterone, che appunto è presente in quantità maggiori nei maschi, sul feto.

Sintomi

Queste abilità si possono riscontrare in diversi campi: arti visive, in particolare nel disegno, musica, specifiche abilità matematiche o meccaniche. Meno frequentemente sono state riscontrate abilità eccezionali in aree come quella del linguaggio. I dati a disposizione tendono a classificarla come una sindrome.

Patologie correlate

Si può manifestare in concomitanza con altre sindromi come quella di Tourette e quella di Asperger in area autistica.

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Cause possibili

Le cause non sono ancora note tuttavia si nota che spesso la sindrome colpisce degli individui con problemi all’emisfero sinistro. Una delle ipotesi è che la zona colpita abbia lo scopo di elaborare le informazioni allo stato ancora primitivo, trasformandole in operazioni elaborate che permettono un comportamento normale. Se questo filtro viene a mancare l’individuo perde parte delle capacità che per gli altri sembrano facili e naturali, ma riesce ad usare delle informazioni più primitive che gli permettono di svolgere con facilità o addirittura naturalezza dei compiti che per gli altri sono difficilissimi o impossibili. Questa teoria condivide con altre l’assunzione che ogni persona possieda queste caratteristiche, ma che siano in un certo senso inibite da una qualche area del cervello.

Ci sono inoltre casi di persone che dopo traumi cranici all’emisfero sinistro hanno manifestato delle abilità (matematiche, di disegno ecc.) prima assenti. Alcuni studi invece hanno ottenuto tali manifestazioni temporanee di abilità come il disegno “disturbando” delle aree della parte sinistra del cervello mediante stimolazione magnetica transcranica.

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