Xanax (alprazolan) 0,25mg 0,50mg 1mg compresse, 0,75mg gocce, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

XANAX

Categoria Farmacoterapeutica

Ansiolitici derivati benzodiazepinici.

Principi Attivi

Compresse da 0,25 mg: alprazolam 0,25 mg.

Compresse da 0,50 mg: alprazolam 0,50 mg.

Compresse da 1 mg: alprazolam 1 mg.

0,75 mg/ml gocce orali, soluzione: 1 ml contiene 0,75 mg di alprazolam.

10 gocce contengono 0,25 mg di alprazolam.

Eccipienti

Compresse da 0,25 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais;magnesio stearato. Compresse da 0,50 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais; magnesio stearato; E110; alluminio ossido idrato.Compresse da 1 mg: lattosio; cellulosa microcristallina; diottil sodio solfosuccinato; sodio benzoato; silice precipitata; amido di mais; magnesio stearato; E132; alluminio ossido idrato. 0,75 mg/ml gocce orali, soluzione: alcool; glicole propilenico; saccarinato di sodio; aromapompelmo; acqua depurata.

Indicazioni

Ansia, tensione ed altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate con sindrome ansiosa. Attacchi di panico con o senza agorafobia. Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo e’ grave,disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

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Controindicazioni/Eff.Secondar

Controindicato in pazienti con una nota ipersensibilita’ alle benzodiazepine, all’alprazolam o a uno qualsiasi degli eccipienti e nei pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso. Il prodotto puo’ essereusato nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto che ricevono una terapia appropriata. Le benzodiazepine sono inoltre controindicate in pazienti con miastenia grave, insufficienza respiratoria grave, sindromeda apnea notturna, insufficienza epatica grave. Non somministrare ai bambini, nel primo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento.

Posologia

Il dosaggio ottimale va individualizzato a seconda della gravita’ deisintomi e della risposta soggettiva del paziente. Le indicazioni posologiche riportate dovrebbero coprire le esigenze della maggior parte dei pazienti. Qualora fosse necessario un dosaggio piu’ elevato le dosivanno aumentate gradualmente per evitare rischi di effetti collaterali. In questi casi e’ consigliabile aumentare prima la dose serale di quella diurna tranne nei pazienti affetti da agorafobia e/o disturbo daattacchi di panico. In tal caso si veda il paragrafo dedicato. In generale i pazienti mai trattati con psicofarmaci richiedono dosi minori rispetto a quei pazienti precedentemente trattati con ansiolitici o sedativi, antidepressivi, ipnotici o a pazienti alcolisti cronici. Si consiglia di usare sempre la dose piu’ bassa per evitare il rischio di sedazione residua o atassia. In caso di effetti collaterali gia’ con lasomministrazione iniziale si consiglia di diminuire il dosaggio. Il trattamento dovrebbe essere il piu’ breve possibile. I pazienti dovrebbero essere rivalutati regolarmente e la necessita’ di un trattamento continuato dovrebbe essere valutata attentamente, particolarmente se ilpaziente e’ senza sintomi. La dose massima non deve essere superata. La dose serale del farmaco deve essere assunta appena prima di andare aletto. Ansia: la dose iniziale varia da 0,25 a 0,50 mg 3 volte al di’. Questo dosaggio verra’ aumentato secondo le esigenze del paziente fino ad un massimo di 4 mg al giorno in somministrazioni suddivise per una durata non superiore a 8-12 settimane compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, puo’ essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, cio’ non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Nei pazienti anziani, in pazienti con epatopatia grave e/o funzione renalealterata o in presenza di malattie organiche debilitanti, si consigliadi iniziare con 0,25 mg 2-3 volte al giorno e di aumentare in caso dinecessita’, solo se tollerato. Il trattamento puo’ essere effettuatoanche utilizzando la confezione in gocce: 10 gocce corrispondono a 0,25 mg di alprazolam, 20 gocce a 0,50 mg. Le dosi raccomandate sono le stesse delle compresse. La concentrazione della formulazione in gocce e’ di 0,75 mg/ml. Agorafobia e disturbo da attacchi di panico: nei pazienti con agorafobia associata ad attacchi di panico o con disturbo daattacchi di panico con o senza evitamento fobico, la dose iniziale e’di 0,5-1 mg, somministrata prima di coricarsi, per uno o due giorni. La dose deve quindi essere adattata secondo la risposta del singolo paziente. Gli incrementi del dosaggio non devono superare 1 mg ogni tre oquattro giorni. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuatidapprima a mezzogiorno, poi al mattino e infine nel pomeriggio/sera fino al raggiungimento di uno schema posologico 3 o 4 volte al giorno per una durata non superiore a 8 mesi. In uno studio multicentrico internazionale che ha coinvolto un elevato numero di pazienti, la dose media giornaliera e’ stata 5,7 mg/die; soltanto in alcuni rari casi e’ stato necessario raggiungere 10 mg/die. Interruzione della terapia: la somministrazione deve essere sospesa lentamente. Si suggerisce di ridurre il dosaggio giornaliero di non piu’ di 0,5 mg ogni tre giorni. Alcuni pazienti possono richiedere una riduzione ancora piu’ graduale. Usopediatrico: la sicurezza e l’efficacia di alprazolam non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni, pertanto l’uso di alprazolam non e’ raccomandato.

Conservazione

Compresse: proteggere dalla luce. Conservare a temperatura inferiore a30 gradi C. Gocce: proteggere dalla luce. Tenere il flacone e i blister nella scatola di cartone.

Avvertenze

Tolleranza: una certa perdita dell’efficacia agli effetti ipnotici delle benzodiazepine puo’ svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane. Dipendenza: l’uso di benzodiazepine, incluso l’alprazolam, puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. La dipendenza puo’ verificarsi a dosi terapeutiche e/o in pazienti senza nessun fattore di rischio individuale. Sono stati riportati anche casi di abuso. Una volta che la dipendenza fisica si e’ sviluppata, il termine brusco del trattamento sara’ accompagnato da sintomi daastinenza. Questi possono consistere in cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione ed irritabilita’. Neicasi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremita’, ipersensibilita’ alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o scosse epilettiche. Insonnia o ansia di rimbalzo: all’interruzione del trattamento puo’ presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata. Puo’ essere accompagnata da altre reazioni, compresi i cambiamenti di umore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiche’ il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo e’ maggiore dopo la sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio. Durata del trattamento: la durata del trattamento dovrebbe essere la piu’ breve possibile enel caso dell’ansia non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compresoun periodo di sospensione graduale. L’estensione della terapia oltrequesto periodo non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della situazione clinica. Puo’ essere utile informare il paziente quando il trattamento e’ iniziato che esso sara’ di durata limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente. Inoltree’ importante che il paziente sia informato della possibilita’ di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomise dovessero accadere alla sospensione del medicinale. Ci sono elementi per prevedere che nel caso di benzodiazepine con una durata breve diazione, i sintomi da astinenza possono diventare manifesti all’interno dell’intervallo di somministrazione, tra una dose e l’altra particolarmente per dosaggi elevati. Quando si usano benzodiazepine con una lunga durata di azione e’ importante avvisare il paziente che e’ sconsigliabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepina con una durata di azione breve, poiche’ possono presentarsi sintomi di astinenza. Interruzione del trattamento: il dosaggio deve essere ridotto gradualmente dal momento che l’interruzione brusca o troppo veloce puo’ portarealla comparsa di sintomi da astinenza. I sintomi da astinenza possonoincludere lieve disforia e insonnia o presentarsi come sindromi maggiori con crampi muscolari e addominali, vomito, sudorazione, tremori econvulsioni. Inoltre, possono verificarsi crisi di astinenza in seguito a rapida diminuzione o interruzione brusca della terapia con alprazolam. Sintomi da astinenza sono stati segnalati anche a seguito di brusca interruzione della somministrazione di dosaggi terapeutici di benzodiazepine. Pertanto l’interruzione brusca deve essere evitata e deve essere prescritta una riduzione graduale del dosaggio. Durante la sospensione del farmaco in pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, a volte, si possono osservare sintomi legati alla ricomparsa degliattacchi di panico che simulano quelli tipici da astinenza. Amnesia:le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Cio’ accade piu’ spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco. Reazioni psichiatriche e paradosse: quando si usano benzodiazepine e’ noto che possanoaccadere reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilita’, aggressivita’, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Se cio’ dovesse avvenire, l’uso del medicinaledovrebbe essere sospeso. Tali reazioni sono piu’ frequenti nei bambini e negli anziani. Gruppi specifici di pazienti: le benzodiazepine nondovrebbero essere date ai bambini senza valutazione attenta dell’effettiva necessita’ del trattamento; la durata del trattamento deve essere la piu’ breve possibile. Nei pazienti anziani e/o debilitati si consiglia di usare sempre la dose piu’ bassa per evitare il rischio di sedazione residua o atassia. Gli anziani dovrebbero assumere una dose ridotta. Egualmente, una dose piu’ bassa e’ suggerita per i pazienti coninsufficienza respiratoria cronica a causa del rischio di depressionerespiratoria. Si raccomandano le usuali precauzioni nel trattamento dipazienti con alterata funzionalita’ renale e insufficienza epatica lieve o moderata, mentre nei pazienti con grave insufficienza epatica, le benzodiazepine non sono indicate in quanto possono precipitare l’encefalopatia. Le benzodiazepine non sono consigliate per il trattamentoprimario della malattia psicotica. Le benzodiazepine non dovrebbero essere usate da sole per trattare la depressione grave o l’ansia connessa con la depressione (il suicidio puo’ essere precipitato in tali pazienti). L’associazione con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico ad evitare inattesi effetti da interazione. L’alprazolam in pazienti gravemente depressi o con tendenzesuicide deve essere somministrato con le dovute precauzioni e prescritto in confezione appropriata. Al disturbo da attacchi di panico e’ associata una concomitante patologia depressiva (primaria o secondaria) con aumento dei casi di suicidio nei pazienti non trattati. Pertanto lamedesima precauzione deve essere presa sia quando si utilizzano le dosi piu’ elevate del farmaco per il trattamento dei pazienti con disturbo da attacchi di panico sia quando si utilizza un qualsiasi farmaco psicotropo nel trattamento di pazienti depressi o di quelli in cui si sospetta ideazione o tentativo di suicidio. Le benzodiazepine dovrebbero essere usate con attenzione estrema in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Pazienti che abitualmente abusino di alcool e/osostanze stupefacenti, quando in trattamento con benzodiazepine devono essere tenuti sotto stretto controllo medico, a causa della predisposizione di tali soggetti all’assuefazione e alla dipendenza. Sono stati riportati casi di ipomania e mania in associazione all’uso di alprazolam nei pazienti con depressione. Pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere le compresse. Gocceorali, soluzione: contiene etanolo (alcool).

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Interazioni

Le benzodiazepine producono effetti depressivi aggiuntivi sul SNC quando somministrate in concomitanza di alcool o altri farmaci aventi azione depressiva sul SNC. L’assunzione concomitante con alcool va evitata. L’effetto sedativo puo’ essere aumentato quando il medicinale e’ assunto congiuntamente ad alcool. Cio’ influenza negativamente la capacita’ di guidare o di usare macchinari. Particolare attenzione, specialmente nei pazienti anziani, deve essere usata con i farmaci ad azione deprimente respiratoria come gli oppioidi (analgesici, sedativi della tosse, trattamenti sostitutivi). Alprazolam deve essere usato con cautela in combinazione con altri deprimenti del SNC. Associazione con i deprimenti dell’SNC: l’effetto depressivo centrale puo’ essere accresciuto nel caso di uso concomitante con anti-psicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici, e antistaminici-H1 sedativi. Nel caso di analgesici narcotici puo’ avvenire aumento dell’euforia conducendo ad un aumento della dipendenza psichica. Molecole che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente citocromo P4503A4) possono aumentare la concentrazione plasmatica di alprazolam e potenziare la sua attivita’. In grado inferiore, questo si applica anche alle benzodiazepine che sono metabolizzate soltanto per coniugazione. La co-somministrazione di alprazolam con potenti inibitori del CYP3A4 come antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo), inibitori della proteasi o di alcuni macrolidi (eritromicina, claritromicina, telitromicina) deve essere effettuata con cautela e deve essere presa in considerazione una riduzione sostanziale della dose. Agenti antimicoticiazolici – chetoconazolo e itraconazolo sono potenti inibitori del CYP3A ed hanno mostrato in vivo la capacita’ di aumentare le concentrazioni di alprazolam rispettivamente di 3,98 volte e 2,70 volte. Si sconsiglia la somministrazione concomitante di alprazolam con questi due farmaci. Altri agenti antimicotici di tipo azolico devono essere considerati potenti inibitori del CYP3A e non e’ consigliata la loro somministrazione insieme ad alprazolam. Studi clinici e in vitro con l’alprazolam e studi clinici con farmaci metabolizzati come l’alprazolam, mostrano variabilita’ di interazioni e possibilita’ di interazioni tra alprazolam e diversi farmaci. In base al grado di interazione e al tipo di dati disponibili, devono essere prese in considerazione le seguenti raccomandazioni: si sconsiglia la somministrazione concomitante del farmaco con ketoprofene, itraconazolo o altri antifungini del gruppo degliazoli; si raccomanda attenzione e cautela nel diminuire la dose quandoil farmaco e’ somministrato in concomitanza con nefazodone, fluvoxamina e cimetidina; si raccomanda cautela quando il medicinale e’ somministrato in concomitanza a fluoxetina, propossifene, contraccettivi orali, diltiazem o antibiotici macrolidi come eritromicina e troleandomicina; ke interazioni tra gli inibitori della proteasi HIV (es. ritonavir) e l’alprazolam sono complesse e tempo dipendenti. Basse dosi di ritonavir causano una riduzione della clearance di alprazolam, prolunganola sua emivita di eliminazione e aumentano gli effetti clinici. Tuttavia, a seguito di una prolungata esposizione al ritonavir, l’induzionedel CYP3A compensa questa inibizione. Questa interazione richiedera’ un aggiustamento della dose o un’interruzione del trattamento con il farmaco. Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state di imipramina edesipramina aumentano rispettivamente del 31% e del 20% a seguito disomministrazione concomitante del prodotto in dosi fino a 4 mg/die. Sono state descritte interazioni cinetiche tra le benzodiazepine ed altri farmaci. Per esempio, la clearance dell’alprazolam e di alcune altrebenzodiazepine puo’ essere diminuita dalla somministrazione concomitante di cimetidina o antibiotici macrolidi. Il significato clinico di questi effetti non e’ stato definito.

Effetti Indesiderati

Frequenze effetti indesiderati: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1, 000 a <1/100), raro (>=1/10, 000 a <1/1,000), molto raro (<1/10, 000), non nota. >>Studi clinici. Disturbi delmetabolismo e della nutrizione. Comune: diminuzione dell’appetito; non comune: cambiamenti di peso. Disturbi psichiatrici. Comune: stato confusionale, depressione, disorientamento, diminuzione della libido; non comune: ansia, insonnia, nervosismo. Patologie del sistema nervoso.Molto comune: sedazione, sonnolenza; comune: atassia, compromissione dell’equilibrio, problemi di coordinazione, compromissione della memoria, disartria, disturbo dell’attenzione, ipersonnia, letargia, capogiri, cefalea, biascicamento, difficolta’ di concentrazione, vertigini; non comune: amnesia, tremore. Patologie dell’occhio. Comune: offuscamento della vista. Patologie gastrointestinali. Comune: stipsi, secchezzadella fauci, nausea; non comune: vomito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: debolezza muscolare.Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, irritabilita’; sconosciuta: edema periferico. A seguito dell’esperienza post-marketing, sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati aggiuntivi. Patologie endocrine. Non comune: iperprolattinemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: ipomania, mania, allucinazioni, collera, aggressivita’, comportamenti ostili, agitazione, alterazione della libido, pensieri anomali, iperattivita’ psicomotoria. Patologie del sistema nervoso. Non comune: distonia; sconosciuta: squilibrio del sistema nervoso autonomo. Patologie gastrointestinali. Non comune: patologia gastrointestinale. Patologie epatobiliari.Non comune: epatite, alterazioni della funzionalita’ epatica; sconosciuta: epatiti. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: dermatiti; sconosciuta: angioedema. Patologie renali e urinarie.Non comune: incontinenza, ritenzione urinaria. Patologie renali e urinarie. Non comune: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. non comune: disfunzioni sessuali, irregolarita’ nel ciclo mestruale. Patologie dell’occhio.Non comune: aumento della pressione intraoculare. L’uso (anche a dositerapeutiche) puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapia puo’ causare fenomeni di sospensione o di astinenza. Puo’ verificarsi dipendenza psichica. L’abuso di benzodiazepinee’ stata riportata. In molte delle segnalazioni spontanee per gli effetti avversi sul comportamento, i pazienti sono stati trattati in concomitanza con altri farmaci per il SNC e/o avevano mostrato problemi psichici preesistenti. I pazienti con problemi di personalita’ borderline, con una storia pregressa di comportamenti aggressivi o violenti, o che abusano di alcool o altre sostanze, possono essere a rischio di tali eventi. Reazioni di irritabilita’, ostilita’ e pensieri invasivi sono stati riportati a seguito dell’interruzione del trattamento con il farmaco in pazienti con disturbo post-traumatico da stress. Amnesia: anche se per il farmaco ad oggi non sono pervenute segnalazioni in merito, le benzodiazepine possono provocare amnesia anterograda. Questa puo’ avvenire anche ai dosaggi terapeutici ed il rischio aumenta ai dosaggi piu’ alti. Gli effetti amnesici possono essere associati con alterazioni del comportamento. Depressione: durante l’uso di benzodiazepinepuo’ essere smascherato uno stato depressivo preesistente. Reazioni psichiatriche e paradosse: le benzodiazepine o i composti benzodiazepino-simili possono causare reazioni come: irrequietezza, agitazione, irritabilita’, aggressivita’, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Tali reazioni possono essere abbastanza gravi: sono piu’ probabili nei bambini e negli anziani. Dipendenza: l’uso di benzodiazepine (anche alle dosi terapeutiche) puo’ condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapiapuo’ provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza. Puo’ verificarsidipendenza psichica. E’ stato segnalato abuso di benzodiazepine.

Gravidanza E Allattamento

I dati relativi alla teratogenicita’ e agli effetti sullo sviluppo postnatale e il comportamento a seguito del trattamento con benzodiazepine sono incoerenti. Esistono prove fornite da alcuni primi studi con gli altri composti della classe delle benzodiazepine che mostrano che l’esposizione in utero puo’ essere associata a malformazioni. Studi successivi con farmaci della classe delle benzodiazepine invece non hannofornito nessuna prova chiara di qualsiasi tipo di difetto. Una grandequantita’ di dati basati su studi in coorte indicano che l’esposizionealle benzodiazepine durante il primo trimestre non e’ associata ad unaumento del rischio di malformazioni maggiori. Tuttavia, alcuni primistudi epidemiologici caso-controllo hanno evidenziato un aumentato rischio di schisi orale. I dati hanno indicato che il rischio di avere un bambino con una schisi orale, dopo un’esposizione materna alle benzodiazepine e’ inferiore a 2/1000 a fronte di un tasso atteso per tali difetti di circa 1/1000 nella popolazione generale. Il trattamento conbenzodiazepine a dosi elevate, durante il secondo e/o il terzo trimestre di gravidanza, ha rivelato una diminuzione di movimenti attivi fetali e una variabilita’ del ritmo cardiaco fetale. Quando il trattamentodeve essere somministrato per ragioni mediche durante l’ultima partedella gravidanza, anche a basse dosi, si possono osservare i sintomi della sindrome “floppy infant” quali ipotonia assiale e problemi di suzione che portano ad un ridotto aumento di peso. Questi segni sono reversibili, ma possono durare da 1 a 3 settimane, secondo l’emivita del prodotto. Dosi elevate, durante l’ultimo periodo della gravidanza o durante il travaglio, possono causare effetti nel neonato quali depressione respiratoria o apnea e ipotermia, dovuti all’azione farmacologica del farmaco. Se il trattamento con alprazolam e’ necessario durante l’ultima parte della gravidanza, devono essere evitate dosi elevate, e isintomi di astinenza e/o della sindrome “floppy infant” devono esseremonitorati nel neonato. Inoltre, sintomi da astinenza neonatale come ipereccitabilita’, agitazione e tremore si possono osservare alcuni giorni dopo la nascita, anche se non si osserva la sindrome “floppy infant”. La comparsa di sintomi di astinenza dopo la nascita dipende dal tempo di dimezzamento del prodotto. A causa di potenziali rischi di malformazioni congenite, gia’ osservate con altre benzodiazepine, non somministrare il farmaco nel primo trimestre di gravidanza. Se il prodottoviene prescritto ad una donna in eta’ fertile, ella deve mettersi incontatto con il proprio medico, sia se intende iniziare una gravidanza, sia se sospetta di essere incinta, per quanto riguarda la sospensione del medicinale. Se durante la gravidanza viene somministrato il farmaco o se la paziente scopre di essere incinta durante il trattamento,la paziente deve essere informata circa il potenziale pericolo per ilfeto. Tenendo conto di questi dati, l’uso di alprazolam durante la gravidanza puo’ essere preso in considerazione, solo se le indicazioni terapeutiche e la posologia sono rigorosamente rispettati. Poiche’ le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, esse non dovrebbero essere somministrate alle madri che allattano al seno.

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Zimox (amoxicillina) 100mg 250mg 500mg 1G foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROLo Zimox (Amoxicillina triidrato) è un farmaco chemioterapico a base di “amoxicilina”, un principio attivo della classe dell penicilline ad ampio spettro. Le penicilline sono antibiotici impiegate nella terapie di molte infezioni acute e croniche, provocate da germi sensibili alle penicilline.

CATEGORIA: Antibatterici beta-lattamici, penicilline

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: Infezioni da germi sensibili all’amoxicillina: infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, infezioni otorinolaringoiatriche e stomatologiche; infezioni dell’apparato urogenitale, infezioni enteriche e delle vie biliari; infezioni dermatologiche e dei tessuti molli; infezioni di interesse chirurgico.

La amoxicillina è indicata nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori, producendo un conseguente decremento della ricorrenza dell’ulcera peptica.

ZIMOX 500 mg capsule rigide
ZIMOX 1 g compresse
ZIMOX 500 mg compresse solubili e masticabili
ZIMOX 1 g compresse solubili e masticabili
ZIMOX 250 mg/5ml polvere per sospensione orale
ZIMOX 100 mg/ml gocce orali, sospensione

Controindicazioni: quando non dev’essere usato Zimox?

Ipersensibilità al principio attivo (amoxicillina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Zimox è controindicato nei pazienti ipersensibili ed allergici a penicilline e cefalosporine. Infezioni sostenute da microrganismi produttori di penicillinasi.

Mononucleosi infettiva (aumento del rischio di reazioni cutanee, vedere “Precauzioni per l’uso”).

Precauzioni per l’uso

Prima di iniziare la terapia con amoxicillina devono essere adottate precauzioni utili a prevenire reazioni indesiderate tra cui, in particolare, la raccolta accurata dell’anamnesi del paziente riguardo l’eventuale comparsa di reazioni di ipersensibilità a questo o ad altri medicinali (in particolare ad altri antibiotici). Si consideri, in proposito, che esistono dimostrazioni cliniche e di laboratorio di una parziale allergenicità trasversale tra diversi antibiotici beta-lattamici. Poiché una percentuale molto elevata di pazienti affetti da mononucleosi infettiva presenta un’eruzione cutanea dopo somministrazione di aminopenicilline, l’amoxicillina non dovrebbe essere usata in questi pazienti.

Interazioni: quali farmaci o alimenti possono modificare l’effetto di Zimox?

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

È possibile allergia crociata con la penicillina G e con le cefalosporine. La contemporanea assunzione di allopurinolo aumenta la frequenza di rash cutanei. La contemporanea assunzione di contraccettivi orali riduce l’assorbimento di questi ultimi. È noto un effetto terapeutico sinergico tra le penicilline semisintetiche e gli aminoglicosidi. Il probenecid somministrato contemporaneamente prolunga i livelli ematici delle penicilline per competizione con le stesse a livello renale. L’acido acetilsalicilico, il fenilbutazone o altri farmaci antiinfiammatori a forti dosi, somministrati in concomitanza con penicilline, ne aumentano i livelli plasmatici e l’emivita.

È importante sapere che:

Durante un trattamento prolungato con amoxicillina devono essere eseguiti controlli periodici ematologici, renali, ed epatici, specialmente nei pazienti con funzione epatica o renale compromessa.

La colite pseudomembranosa deve essere presa in considerazione nella diagnosi differenziale delle diarree insorte durante il trattamento antibiotico o poco dopo l’interruzione. Specialmente nei casi di trattamento prolungato o ad alte dosi i pazienti devono essere sorvegliati per individuare insorgenze di infezioni da organismi resistenti (ad es.: candidiasi orale o vaginale).

Si raccomanda cautela nei neonati prematuri e durante il periodo neonatale: le funzioni renale, epatica e ematologica devono essere monitorate.

Gravidanza e allattamento

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale. Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’amoxicillina non ha evidenziato interferenze sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti:

Zimox polvere per sospensione orale e Zimox gocce orali, sospensione contengono saccarosio. Se il medico ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Posologia

Salvo diversa prescrizione medica, le dosi medie consigliate sono le seguenti:

Compresse e Compresse masticabili da 1 g: Adulti: 1 compressa 2 volte al giorno. Le compresse solubili vanno assunte dopo essere state disciolte in mezzo bicchiere d’acqua. All’occorrenza possono anche essere masticate.

Capsule rigide da 500 mg: Adulti: 1 capsula 3 volte al giorno.

Polvere per sospensione orale – per uso pediatrico:

40-90 mg/kg/die, suddivisi in 3 somministrazioni, una ogni 8 ore.

Orientativamente, somministrando la sospensione al 5% ed usando l’apposito misurino tarato, le dosi singole, in relazione al peso corporeo del bambino, sono le seguenti: fino a 10 kg di pesocorporeo: 2,5 ml ogni 8 ore; fra 10 e 25 kg di peso corporeo: 5 ml ogni 8 ore; oltre 25 kg di peso corporeo: 10 ml ogni 8 ore.

Gocce orali, sospensione – per uso pediatrico: 40-90 mg/kg/die, suddivisi in 3 somministrazioni, una ogni 8 ore.

Utilizzando le gocce, la pipetta è tarata a 0,5 ml e 1 ml pari rispettivamente a 50 mg e 100 mg.

Le dosi sopra indicate possono essere aumentate a giudizio del medico.

La durata del trattamento deve essere stabilita in rapporto all’evoluzione della forma infettiva.

Nella cistite e nella uretrite gonococcica acuta: 3 g in unica somministrazione oppure 1,5 g in unica somministrazione e, dopo 4 ore, 1,5 g in unica somministrazione.

Nell’infezione da Helicobacter pylori: 1 g ogni 12 ore per 7-10 giorni in combinazione con macrolidi o nitroimidazolici e con inibitori della pompa protonica secondo il seguente schema posologico, che sarà scelto in funzione del tipo di resistenza.

Schemi posologici nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori

Tripla terapia:

1) pantoprazolo 40 mg due volte al dì

+ amoxicillina 1000 mg due volte al dì

+ claritromicina 500 mg due volte al dì

2) pantoprazolo 40 mg due volte al dì

+ amoxicillina 1000 mg due volte al dì

+ metronidazolo 500 mg due volte al dì

3) claritromicina 500 mg 2 volte al dì

+ amoxicillina 1000 mg due volte al dì

+ omeprazolo 20 mg al dì

4) claritromicina 500 mg 2 volte al dì

+ lanzoprazolo 30 mg 2 volte al dì

+ amoxicillina 1000 mg due volte al dì per 10 giorni

Un’ulteriore soppressione della secrezione acida può essere richiesta per la riduzione dell’ulcera.

Bambini con peso < 40 kg

Il dosaggio giornaliero per i bambini è 40-90 mg/kg/die suddiviso in due o tre somministrazioni* (non si devono eccedere i 3 g/die) a seconda dell’indicazione, della gravità della patologia e della sensibilità del patogeno.

* I dati di farmacocinetica e farmacodinamica indicano che il dosaggio somministrato tre volte al giorno è associato ad un aumento dell’efficacia, quindi il dosaggio somministrato due volte al giorno è raccomandato solo alle dosi più elevate.

Per i bambini con un peso superiore ai 40 kg deve essere somministrato il dosaggio abituale per gli adulti.

Raccomandazioni speciali sul dosaggio

Tonsillite: 50 mg/kg/die in due dosi divise.

Otite media acuta: nelle aree con un’alta incidenza di pneumococchi con ridotta sensibilità alle penicilline, il dosaggio deve essere dettato dalle disposizioni nazionali/locali.

Fasi precoci della Patologia di Lyme (eritema migrante isolato): 50 mg/kg/die in tre dosi divise, per più di 14-21 giorni.

Profilassi per l’endocardite: 50 mg di amoxicillina/kg di peso corporeo somministrati in dose singola un’ora prima dell’intervento chirurgico.

Dosaggio nella compromissione della funzionalità renale:

La dose deve essere ridotta nei pazienti con grave compromissione renale. In pazienti con clearance della creatinina inferiore ai 30 ml/min si raccomanda un aumento dell’intervallo di somministrazione e una riduzione della dose giornaliera totale.

Compromissione renale nei bambini con un peso inferiore ai 40 kg:

Clearance della creatinina ml/min Dose Intervallo tra le somministrazioni
> 30 Dose abituale Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio
10 – 30 Dose abituale 12 h (corrispondente a 2/3 della dose)
< 10 Dose abituale 24 h (corrispondente a 1/3 della dose)

“Polvere per sospensione orale”: modalità di preparazione e conservazione della sospensione

La preparazione (ricostituzione) della sospensione deve essere effettuata aggiungendo acqua fino al livello indicato dalla freccia sull’etichetta del flacone. Agitare.

Dopo aver agitato, se occorre, aggiungere nuovamente acqua sino al suddetto livello. AGITARE PRIMA DI OGNI USO.

Dopo questa preparazione, la sospensione ricostituita è stabile per 7 giorni a temperatura ambiente. Dopo tale periodo, ogni eventuale residuo di prodotto deve essere eliminato

“Gocce orali, sospensione”: modalità di preparazione e conservazione delle gocce in sospensione

La preparazione (ricostituzione) delle gocce deve essere effettuata aggiungendo acqua fino al livello indicato dalla tacca sul misurino dosatore annesso alla confezione. Versare quindi l’acqua nel flacone e agitare. AGITARE PRIMA DI OGNI USO.

Dopo questa preparazione, le gocce in sospensione ricostituita sono stabili per 7 giorni a temperatura ambiente. Dopo tale periodo, ogni eventuale residuo di prodotto deve essere eliminato.

Sovradosaggio: cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Zimox

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Zimox, avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Se si ha qualsiasi dubbio sull’uso di Zimox, rivolgersi al medico o al farmacista. Non sono stati descritti sintomi di sovradosaggio nell’uomo.

Effetti Indesiderati: quali sono gli effetti collaterali di Zimox?

Come tutti i medicinali Zimox può causare effetti indesiderati,sebbene non tutte le persone li manifestino.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Occasionalmente eruzione cutanea (orticarioide o eritematosa, maculopapulosa, morbilliforme); raramente angioedema, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), eritema multiforme; casi isolati di sindrome di Stevens-Johnson.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Frequentemente eosinofilia; raramente anemia emolitica e test di Coombs diretto positivo. Raramente si può riscontrare: anemia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, porpora trombocitopenica, aggregazione piastrinica anormale, prolungamento del tempo di sanguinamento o del tempo di tromboplastina parziale attivato.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raramente reazioni anafilattiche con sintomi caratteristici: ipotensione grave ed improvvisa, accelerazione e rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o debolezza insolite, ansia, agitazione, vertigine, perdita di coscienza, difficoltà della respirazione o della deglutizione, prurito generalizzato specialmente alle piante dei piedi e alle palme delle mani, orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e pruriginose localizzate più frequentemente alle estremità, ai genitali esterni e al viso, soprattutto nella regione degli occhi e delle labbra), arrossamento della cute specialmente intorno alle orecchie, cianosi, sudorazione abbondante, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea; reazioni simil malattia da siero (orticaria o eruzioni cutanee accompagnate da artrite, artralgia, mialgia e febbre). Raramente: superinfezioni da microrganismi resistenti.

Patologie gastrointestinali

Occasionalmente: diarrea, vomito, anoressia, dolore epigastrico, gastrite; raramente: glossite, stomatite, colite pseudomembranosa.

Patologie renali e urinarie

Raramente nefrite interstiziale acuta.

Patologie epatobiliari

Raramente aumento moderato delle transaminasi sieriche, altri segni di disfunzione epatica (colestatica, epatocellulare, mista colestatica epatocellulare).

Patologie del sistema nervoso

Raramente cefalea, vertigine.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava o se si nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista

Scadenza e conservazione

Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. Dopo la ricostituzione, sia la sospensione orale sia le gocce orali in sospensione sono stabili per 7 giorni a temperatura ambiente. Dopo tale periodo ogni eventuale residuo di prodotto deve essere eliminato.

I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

TENERE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI

COMPOSIZIONE

ZIMOX 500 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene:

principio attivo: amoxicillina triidrata mg 574 pari a amoxicillina mg 500.

Eccipienti: magnesio stearato. Costituenti della capsula: gelatina, titanio biossido (E171), ferro ossido giallo (E 172).

ZIMOX 1 g compresse

Ogni compressa contiene:

principio attivo: amoxicillina triidrata g 1,148 pari ad amoxicillina g 1

Eccipienti: sodio carbossimetilamido, silice colloidale, magnesio stearato, cellulosa microcristallina.

ZIMOX 500 mg compresse solubili e masticabili

Ogni compressa da 500 mg contiene:

principio attivo: amoxicillina triidrata mg 573,96 pari ad amoxicillina mg 500.

Eccipienti: cellulosa microcristallina, crospovidone, aroma di lampone, sodio saccarinato, sodio laurilsolfato, magnesio stearato.

ZIMOX 1 g compresse solubili e masticabili

Ogni compressa da g 1 contiene:

principio attivo: amoxicillina triidrata g 1,148 pari ad amoxicillina g 1.

Eccipienti: cellulosa microcristallina, crospovidone, aroma di lampone, sodio saccarinato, sodio laurilsolfato, magnesio stearato.

ZIMOX 250 mg/5 ml polvere per sospensione orale

5 ml di sospensione contengono:

principio attivo: amoxicillina triidrata mg 287 pari a amoxicillina mg 250.

Eccipienti: sodio edetato, sodio benzoato, sodio citrato, silicio biossido, sodio alginato, aroma lampone polvere, saccarosio

ZIMOX 100 mg/ml gocce orali, sospensione

1 ml di sospensione contiene:

principio attivo: amoxicillina triidrata mg 114,8 pari a amoxicillina mg 100.

Eccipienti: edetato bisodico, sodio benzoato, sodio citrato, silicio biossido, sodio saccarinato, aroma lampone, saccarosio.

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

  • Capsule rigide – confezione da 12 capsule da 500 mg
  • Compresse – confezione da 12 compresse da 1 g
  • Compresse solubili e masticabili – confezione da 12 compresse da 500 mg o da 1 g
  • Polvere per sospensione orale – 1 flacone 100 ml da 250 mg/5ml
  • Gocce orali, sospensione – 1 flacone polvere 20 ml da 100 mg/ml

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La creatina fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelUn esperto dell’allenamento coi pesi, direbbe che questa è una domanda che non ha senso: la creatina infatti, di per sé, non fa né ingrassare né dimagrire, poiché questo è un ruolo che tocca alla alimentazione ed alla attività fisica. Detto questo, oggi parlerò ai meno esperti, quelli a cui è stato consigliato un integratore di creatina ma non sanno esattamente cosa sia. La creatina è costituita da tre amminoacidi, questi tre aminoacidi sono la glicina ed arginina. Molti utilizzano la creatina come integratore che aiuta a far crescere i muscoli, e la assumono sotto forma di polvere, pillole, oppure in forma liquida con un contagocce . Ma in che modo la creatinapotrebbe influire sul peso?

Ma la creatina fa ingrassare o dimagrire?

Non vi preoccupare, stiamo per arrivarci, ma prima è necessario capire bene: quando si prende la creatina sotto forma di integratore, questa satura le cellule muscolari in quanto si riempiono di acqua. La creatina di fatto attira l’acqua presente nel corpo dentro ai nostri muscoli. Ma i muscoli non sono pronti ad accogliere questa grande quantità di acqua dunque per poterlo fare le cellule muscolari devono espandersi. Ecco che i muscoli cresceranno e diventeranno più forti. Ma se una donna non vuole che ciò avvenga, perché non vuole dei muscoli grandi, è necessario che stia attenta alle calorie che ingerisce, non devono mai eccedere. Infatti molte donne prendono la creatina, ma non hanno affatto muscoli enormi, anzi sono tonici.

Comunque sia, chi assume creatina, indipendentemente se uomo o donna, avrà un minimo aumento della grandezza muscolare. Ora, dal momento che i muscoli più grandi richiedono più calorie per mantenere la loro nuova dimensione (ricordate, questo non significa enormi, appena più grande di prima), i muscoli non avranno altra scelta che quella di attingere dalle proprie riserve di grasso per le calorie necessarie per mantenere la loro dimensione. Ecco come la creatina aiuta a dimagrire!

Inoltre, se si segue una dieta, una delle cose più difficili da fare è quella di mantenere la forma raggiunta. Ecco un altro buon motivo per cui prendere la creatina durante una dieta. La creatina vi aiuterà a mantenere la forma ed il peso raggiunti con tanta fatica.

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Primo viaggio di coppia: le mete consigliate, quelle da evitare e i consigli per non “scoppiare”

MEDICINA ONLINE KISSING SIDE BACIARE DESTRA SINISTRA LATO AMORE COPPIA DIVORZIO LITIGIO MATRIMONIO FIDANZATO PARTNER UOMO DONNA AMORE SESSO SEX WALLPAPER GIRL MAN BOY WOMAN SAD COUPLE HIIl primo viaggio di coppia è il più complesso e rischioso, potrebbe diventare il più bello della vostra vita, ma anche essere l’inizio della fine della vostra relazioneViaggiare è bellissimo ma non tutti riescono a vivere serenamente lo stare lontani da casa, i piccoli imprevisti possono mettere a dura prova e mostrare un lato del carattere che non pensavamo potesse esserci, sia nel partner che in noi. In vacanza si sta insieme tutto il giorno e ci si conosce molto di più, si vive l’altra persona a 360° e aiuta a farsi un’idea molto precisa di chi abbiamo di fronte. A contribuire al successo del viaggio è sicuramente la meta, bisogna sceglierla bene e insieme, evitando quelle più rischiose ma anche valutando con il partner il tipo di vacanza che si intende fare.

Quali sono le mete consigliate e quelle da evitare per il primo viaggio di coppia?

  1. Evitare i posti troppo affollati e all’insegna delle avventure, come ad esempio Ibiza, Mykonos e Formentera che sono le mete da rimorchio per eccellenza… potreste ritrovarvi con il partner che viene adescato anche mentre va a comprare l’acqua o a pagare il conto!
  2. Al bando anche i posti troppo noiosi e per famiglie, come ad esempio villaggi turistici e similari.
  3. Se volete restare in Italia potete andare a Roma, Venezia, Sardegna, Puglia Sicilia, posti bellissimi, ricchi di eventi e anche di luoghi da visitare.
  4. Per chi preferisce andare all’estero vi consiglio Parigi che è la meta ideale per gli innamorati, ma va benissimo anche Barcellona. Via libera anche per Tenerife e Grecia che sono accoglienti e meravigliose.
  5. Evitate i viaggi organizzati, i tour con altri sconosciuti e le crociere, il rischio di ritrovarsi annoiati a fare cose non ci piacciono è troppo alto.

Ecco anche qualche consiglio per evitare di “scoppiare”.

  1. Pianificate le cose da fare e da vedere ma senza ossessioni, non schedulate ogni ora della vacanza, ma non arrivateci neanche impreparati.
  2. Andate in un posto in cui ci sono varie cose da fare, magari poi non serviranno ma possono essere un ottimo salvagente in caso di noia.
  3. Mettetevi d’accordo prima sul tipo di vacanza che volete fare e soprattutto regolatevi con il budget, coordinatevi in modo che non sia economicamente troppo pesante per uno dei due.
  4. Prenotate in un posto carino, non extra lusso, ma nemmeno una bettola, ritrovarvi in un posto scomodo potrebbe rovinare l’atmosfera.
  5. Valutate il vostro partner fuori dal suo ambiente e dalla comfort zone, come reagisce agli imprevisti, se è gentile e come si rapporta con gli altri, come reagisce a stress e stanchezza ecc.

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Ti ha punto una medusa al mare? Ecco i rimedi per guarire

MEDICINA ONLINE MARE MEDUSA ACQUA PUNTURA VELENO CURE RIMEDIO BRUCIORE PELLE GRATTARE DOLORE OCCHI SOLE USTIONE CONTATTO ANIMALE DANNO NUOTARE GAMBA.jpgOgni anno, puntuali come le vacanze, le meduse compaiono nei nostri mari. E ogni anno si parla di nuovo record di presenze: ultimamente nel Mediterraneo ne sono state avvistate anche alcune specie tropicali, forse attirate dell’innalzamento delle temperature. Ma non illudiamoci: le meduse non sono mai mancate, e la loro presenza è stata spiegata di volta in volta con l’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino, sulla pulizia delle acque e con altri motivi più o meno plausibili. Normalmente compaiono verso la fine di aprile, dopo la fioritura del fitoplancton e la comparsa dei crostacei, e restano per tutta l’estate, con diverse specie che si alternano in base alla temperatura dell’acqua e alla presenza di nutrimenti. Non tutte le meduse ‘pungono’, e comunque quelle avvistate finora nel Mediterraneo non sono mortali, ma hanno solo effetti dermo-tossici (sì, ne esistono anche in grado di causare shock anafilattici mortali). Di sicuro c’è solo che conviene starne alla larga: anche le poche specie non urticanti infatti hanno i tentacoli dotati di cnidocisti, i piccoli organi che contengono il veleno, che se pure sono innocui per le mani e la pelle potrebbero comunque provocare infiammazioni dolorose o potenzialmente pericolose a parti più delicate del nostro corpo come occhi o mucose.

Come evitare le meduse?

Le meduse si spostano seguendo la corrente e non si indirizzano volontariamente contro o lontano da qualcosa. L’unico modo per evitarle è quindi quello di non fare il bagno in loro presenza. Non sarebbe nemmeno il caso di fidarsi troppo della distanza: alcune specie hanno tentacoli lunghi anche parecchi metri, e non è detto che in qualche modo non possano comunque toccarci.

Cosa fare se si viene punti da una medusa?

La sensazione di bruciore che si prova è dovuta a un liquido urticante che ha 3 effetti: paralizzante, infiammatorio e neurotossico. Il dolore e l’arrossamento sono immediati e durano circa 20 minuti; poi le sostanze tossiche si degradano per vie delle temperature elevate e rimane solo la sensazione di prurito. La prima cosa da fare in caso di puntura da medusa è quella di uscire dall’acqua e, rimanendo calmi, sciacquare la zona interessata con acqua di mare (e non con acqua dolce, che potrebbe aggravare l’effetto delle tossine). Ammoniaca o urina non servono, così come è controproducente sfregare l’area interessata con sabbia o pietre arroventate. La soluzione ideale sarebbe quella di un gel al cloruro d’alluminio, che non è facile da trovare in commercio. Se proprio si vuole essere previdenti la si può chiedere a un farmacista, oppure farsi consigliare un gel adatto anche alle punture di zanzare in grado di lenire il dolore senza controindicazioni. Fatto questo si può usare una tesserina di plastica (tipo il Bancomat, o il codice fiscale) per asportare i filamenti residui che possono essere rimasti sulla pelle.

Cosa fare una volta passato il bruciore

L’ideale sarebbe non esporre la parte ‘bruciata’ ai raggi diretti del sole: le punture di medusa rendono infatti particolarmente sensibile la pelle ai raggi solari, motivo per cui l’area bruciata diventa normalmente più scura. Tornati a casa può essere utile l’uso di una pomata antinfiammatoria.

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Donare sangue: come fare con mestruazioni, pillola o gravidanza

MEDICINA ONLINE PRELIEVO DONAZIONE SANGUE ANALISI BLOOD LABORATORY VES FORMULA LEUCOCITARIA PLASMA FERESI SIERO FIBRINA FIBRINOGENO COAGULAZIONE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIASTRINE WALLPAPER HI RES PIC PICTURE PHOTOLe donne NON possono donare sangue durante il ciclo mestruale o durante la gravidanza.

Il giorno del prelievo le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale NON devono sospenderne l’assunzione quotidiana.

Lo Stato, attraverso il D.M. “Protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue ed emoderivati”, cautela le donne imponendo un massimo di 2 donazioni di sangue intero l’anno che, invece, per l’uomo salgono a 4.

Quando è consigliabile donare il sangue? E’ preferibile farlo tra il 10° e il 21° giorno di ciclo. Le donne dovrebbero recarsi alla donazione nel momento più lontano possibile dalle mestruazioni.

Il monitoraggio costante dell’emoglobina, effettuata preliminarmente ad ogni donazione, e del ferro, assicurano la tutela della salute delle donatrici. Le stesse risultano essere particolarmente “adatte” alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sulla parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine).

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Come funziona uno sfigmomanometro (apparecchio per la pressione)

MEDICINA ONLINE PRESSIONE ARTERIOSA VENOSA SANGUIGNA CENTRALE PERIFERICA CUORE SANGUE BRACCIO VENE ARTERIE VASI PETTO DESTRO SINISTRO COME QUANDO SFIGMOMANOMETROUno “sfigmomanometro aneroide” serve a determinate la pressione sanguigna e verificare la sistolica e la diastolica, comunemente dette massima e minima, nei pazienti. E’ bene ricordare sin da subito che lo sfigmomanometro aneroide ha delle controindicazione e delle attenzioni da tenere bene a mente. Infatti il loro utilizzo è sconsigliato sui neonati. Inoltre non bisogna lasciare ad una pressione di 10 mmHg quando è gonfiato sul braccio di un paziente per più di 10 minuti, infatti questo potrebbe provocare disturbi alla circolazione sanguigna, e lesionare i nervi periferici. Ricordati di non utilizzare mai il bracciale se il paziente presenta una pelle delicata o danneggiata. Ricordati che il paziente deve restare fermo durante la misurazione, per non alterare la stessa, anche altitudini estreme ne possono alterare la lettura. Bene e dopo aver parlato delle controindicazioni, passiamo alla parte pratica del prodotto. Lo sfigmomanometro aneroide è costituito da tre parti principali:

  • un manometro aneroide;
  • un completo sistema di gonfiaggio;
  • una custodia.

Di solito questi prodotti vengono forniti già preassemblati, in altri casi devono essere montati seguendo le istruzioni del prodotto. Se non incluso nella confezione, vi servirà anche uno stetoscopio.

Come si misura la pressione arteriosa?

Innanzitutto il paziente dovrebbe essere seduto o disteso, infatti prendere la pressione ad una persona che sta in piedi ne altera la lettura. Se il paziente è seduto deve evitare di accavallare le gambe, anche questo potrebbe alterare la lettura. Il paziente non deve aver fumato o bevuto caffè prima della misurazione. Fai in modo che il paziente si rilassi, sappiamo bene l’effetto che fa il camice bianco su alcune persone, iniziano ad agitarsi e a sudare e la pressione arteriosa aumenta di conseguenza. Quando il soggetto è rilassato, allora si può applicare il bracciale. Esso va posizionato sul braccio nudo del paziente e con il marchio arteria che sta direttamente sopra l’arteria. Il bordo inferiore dovrebbe trovarsi all’incirca ad un centimetro dalla piega del gomito. Quindi si può chiudere il bracciale.

A questo punto:

  1. chiudere la valvola in senso orario;
  2. riempire d’aria il manicotto fino a portare la colonnina di mercurio ad un valore superiore di almeno 30 mmHg rispetto alla pressione che il paziente ha di solito;
  3. continua a gonfiare il manicotto fino a che non si sente più alcun rumore con il fonendoscopio e scompare il polso radiale: in questo momento l’arteria è occlusa – in quanto la pressione del manicotto è maggiore alla pressione massima del sangue nell’arteria (omerale) sottostante – sia durante la contrazione sistolica del cuore sia durante la diastole cardiaca. Contemporaneamente l’aria mantiene sollevata la colonnina di mercurio del sistema collegato al bracciale;
  4. sgonfiare lentamente il manicotto. Aprendo la valvola della pompa la pressione nel manicotto viene ridotta gradualmente e, via via che si procede in questa direzione, il sangue passa durante la sistole (perché la pressione del manicotto è inferiore a quella massima – sistolica – vigente nell’arteria omerale) ma non durante la diastole (almeno fino a quando il manicotto produce una compressione maggiore della pressione minima – diastolica – vigente nell’arteria). Mentre fate sgonfiare il manicotto, all’improvviso sentirete dei rumori sordi e ritmici, come battiti (per la ripresa del flusso sanguigno nell’arteria del braccio); leggere il numero corrispondente al livello della colonnina di mercurio al primo battito percepito. Quasi contemporaneamente ricompare il polso radiale. Il numero che leggete sulla colonnina, nel momento esatto in cui sentite il primo battito, corrisponde alla pressione arteriosa massima. Ripetiamo: la pressione massima è quella che corrisponde alla cifra raggiunta dalla colonnina di mercurio nel momento della comparsa dei toni e delle pulsazioni arteriose durante la decompressione del bracciale. Essa riflette la pressione vigente nell’arteria sottostante il manicotto nella fase di contrazione del cuore (sistole cardiaca) ecco perché si definisce anche pressione arteriosa sistolica;
  5. continuando a sgonfiare il manicotto, continuerete ad ascoltare le pulsazioni fino a che scompaiono i toni scompariranno: il numero che si legge sulla colonnina di mercurio in corrispondenza dell’ultimo tono sentito rappresenta la pressione minima dell’arteria omerale è la pressione minima. Essa riflette la pressione vigente nell’arteria verso nella fase rilasciamento del cuore (diastole cardiaca) per cui prende il nome di pressione diastolica. Da quando la compressione del manicotto è inferiore alla pressione minima vigente in arteria, questa è completamente pervia (anche in diastole) per cui il sangue fluisce regolarmente riassumendo un flusso di tipo laminare Questo spiega perché i toni che si sentivano con lo stetoscopio scompaiono, mentre le pulsazioni del rilevabile con la palpazione del polso radiale permangono.

Come conservare il tuo sfigmomanometro

Dopo aver preso la lettura della pressione, puoi avvolgere il tubo e la valvola attorno al bracciale e riporlo nella apposita custodia. Puoi ripulire il manometro con un panno morbido ed asciutto, mi raccomando di non smontarlo mai, in nessun tipo di caso, questo provocherebbe certamente il guasto del manometro. Quando riponi il manometro, accertati che la lancetta indichi la posizione di 0. Nel caso il tuo manometro, in posizione di riposo, non indica un valore di 0, esso non può essere utilizzato per alcuna misurazione, ma va fatto calibrare nuovamente. Il bracciale invece può essere pulito con acqua o un detergente delicato. Infine, nel caso il tuo sfigmomanometro non funzioni più, esso va smaltito secondo le normative vigenti in ambito ambientale, sia regionale che nazionale: non va gettato tra i rifiuti normali.

Strumenti necessari per misurare la pressione

Come anticipato, per misurare la pressione arteriosa sono necessari uno sfigmomanometro ed uno stetoscopio: se non li possedete ancora, vi diamo ora dei consigli su quale acquistare.

Sfigmomanometri manuali

La scelta dello strumento adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di strumenti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori sfigmomanometri manuali professionali, elencati in ordine di prezzo decrescente:

A tali strumenti dovrete aggiungere anche uno stetoscopio, i nostri preferiti sono:

Se invece preferite comprare in un’unica soluzione sia sfigmomanometro che stetoscopio, ecco i migliori prodotti selezionati per voi dallo Staff sanitario:

Sono quattro strumenti ben costruiti, venduti in tutto il mondo e, pur avendo un prezzo contenuto, sono estremamente precisi e professionali, inoltre includono nella confezione anche uno stetoscopio il che vi eviterà di doverlo comprare a parte.

Sfigmomanometri automatici digitali

Se non sapete come utilizzare uno sfigmomanometro manuale potete leggere la nostra guida, oppure acquistare uno strumento digitale che misura in modo automatico la pressione: è necessario solo indossare l’apposito bracciale e dare avvio alla procedura senza neanche avere lo stetoscopio, che è invece necessario con gli strumenti manuali. La scelta dell’apparecchio adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di prodotti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori  sfigmomanometri automatici sul mercato:

Sono cinque apparecchi ottimamente costruiti, facili da usare ed estremamente precisi e professionali: con essi misurare la vostra pressione arteriosa sarà facile come premere un tasto!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perché abbiamo gli incubi?

MEDICINA ONLINE SONNO DORMIRE RIPOSARE RIPOSINO PISOLINO RUSSARE CUSCINO LETTO NOTTE POMERIGGIOSpesso il sonno è tormentato dai cosiddetti incubi, ossia sogni particolarmente realistici e dal contenuto pauroso che si manifestano durante la fase REM, nelle prime ore dell’alba, creando angoscia e sensazioni negative nel dormiente, il quale è portato spesso a muovere rapidamente l’occhio oppure addirittura a svegliarsi.
Fino al 1700 l’incubo era attribuito all’influenza di spiriti maligni e stregonerie, successivamente le cause sono state attribuite a diversi fattori, legati sia a reazioni psicologiche che fisiologiche.
Sebbene su di esse ci siano opinioni contrastanti, i motivi per cui si originano sono da ricercarsi nella specifica circostanza e possono quindi cambiare da persona a persona.

Spesso la causa più comune è dovuta ad un pasto abbondante o spuntino fatto prima di coricarsi, il quale porta il metabolismo a lavorare durante il sonno e il cervello ad essere più attivo.
Ma il brutto sogno può essere scaturito anche a seguito dell’assunzione di medicinali, o dovuto ad agenti fisiologici come febbre alta, disturbi psichici quali stress e ansia, ricollegabili a situazioni negative o eventi traumatici della vita quotidiana. In questo ultimo caso può essere utile cercare di interpretare il sogno lavorando sul disagio psicologico, al fine di attenuare il conseguente disturbo.

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