Quello della masturbazione è per troppe donne un vero e proprio tabù. Molte di loro non la praticano, e se lo fanno, difficilmente saranno così sincere da ammetterlo. Eppure l’autoerotismo femminile ha dei benefici impensabili per l’organismo, eccone alcuni:
1) Migliora l’umore: il piacere sessuale rende indubbiamente più felici, dal momento che l’orgasmo rilascia dopamina e ossitocina, ormoni indispensabili a migliorare l’umore.
2) Aiuta il sonno: l’autoerotismo, così come il sesso, stanca fisicamente ed emotivamente, aiutando il corpo a rilassarsi alleviando tensione e insonnia.
3) Allevia i dolori mestruali: la masturbazione, anche durante il ciclo, aiuta il rilassamento dell’utero in contrazione e favorirebbe la fuoriuscita di sangue.
4) Migliora la vita sessuale: imparare a conoscere le nostre zone erogene può aiutare anche la vita di coppia, con una maggiore intesa col partner.
5) Scarica la tensione e riduce lo stress: la masturbazione può sostituire adeguatamente, se non meglio, un uomo in tempi di ‘carestia’.
6) Mantiene l’attività sessuale: allo stesso modo del sesso, l’autoerotismo femminile aiuta i tessuti a mantenersi sani ed elastici, oltre a favorire la circolazione sanguigna.
7) Ampia varietà di sex toys: l’industria del piacere si sta espandendo sempre di più anche con i sex toys, pensati soprattutto per lei. Ce ne sono diversi a seconda delle forme e delle modalità di utilizzo, impossibile non trovare quello che fa per voi.
8) Aumenta il desiderio: l’orgasmo può creare una sorta di dipendenza, e quello indotto dalla masturbazione non fa eccezione.
9) Orgasmi multipli: la donna può avere orgasmi multipli, e se impara a conoscere bene il proprio corpo può arrivarvi anche e soprattutto senza un partner.
10) Nessuna conseguenza negativa: non c’è il rischio di contagio di malattie veneree o gravidanze indesiderate.
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Lo Staff di Medicina OnLine
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L’elettrone è una particella subatomica con carica elettrica negativa che si ritiene essere una particella elementare; ruota attorno al nucleo dell’atomo costituito da protoni e neutroni. Gli elettroni, insieme ai protoni e ai neutroni, sono componenti degli atomi e, sebbene contribuiscano alla massa totale dell’atomo per meno dello 0,06%, ne caratterizzano sensibilmente la natura e ne determinano le proprietà chimiche: il legame chimico covalente si forma in seguito alla condivisione di elettroni tra due o più atomi. L’elettrone, come altre particelle di materia, è dotato di massa e carica elettrica, ha una velocità v (rispetto ad un sistema di riferimento) che non raggiunge mai la velocità della luce e possiede energia e quantità di moto (calcolabili a basse velocità per mezzo delle relazioni della fisica classica e ad alte velocità mediante la fisica relativistica).
Il peso è piuttosto variabile, normalmente non supera i 1500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo oltre al sesso (il cervello maschile è mediamente più grande di quello femminile) ed ovviamente all’età.
Il 65% di chi ha il diabete ha più di 65 anni, una su cinque più di 80, mentre l’età media dei diabetici italiani è 68 anni. Ciò significa che chi cura il diabete ha spesso a che fare con persone nella terza o nella quarta età. E il trattamento del diabete nell’anziano e nel grande vecchio deve seguire delle regole particolari. L’Organizzazione Mondiale della Salute stima che entro il 2040 nel mondo una persona su dieci sarà affetta da diabete, con una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne. Dopo ipertensione e tabagismo, l’iperglicemia è il terzo fattore di rischio più importante per la mortalità precoce: solo nel 2015 i decessi nel mondo sono stati 5.000.000.
Ovviamente entrambe le sostanze sono assolutamente da evitare, perché provocano danni estremamente seri all’organismo, tuttavia, se proprio dovessimo fare una “gara” tra quale tra sigarette e marijuana faccia meno male, la risposta sarebbe relativamente semplice. O forse no?
E’ capitato a tutti noi almeno una volta nella vita, specie da bambini: sto parlando dell’epistassi nasale o rinorragia o – più semplicemente – della fuoriuscita di una quantità più o meno grande di sangue dal naso. La prima domanda che ci facciamo è… Perché esce sangue dal naso? Tecnicamente si tratta di un problema di fragilità della mucosa nasale, in particolare della membrana superficiale che le riveste: sotto questo strato sottile ci sono numerosi piccoli capillari e la loro rottura comporta il sanguinamento. L’epistassi può verificarsi senza causa apparente (epistassi essenziale) o come sintomo di una patologia locale o sistemica (epistassi secondaria).
Esistono moltissimi cibi non adatti ai conigli ma che troviamo regolarmente perfino nei negozi specializzati. Partiamo dalle granaglie: alimento che avvelena lentamente il coniglio, a partire dall’intestino, che non sa e non può assorbire e ritrasformare quei carboidrati in elementi utili, oltre al fatto che il coniglio deve masticare FIBRA assolutamente non presente nelle granaglie, in conseguenza c’è un danno anche ai denti e nel breve periodo. NO al pane: vedi sopra, è un carboidrato e NON serve a limare i denti anzi, li danneggia. Così le patate: sono carboidrati, non sono verdura. Le erbe aromatiche in genere si possono dare, ma in minima quantità poiché tantissime sono ricche di calcio. Non interrogatevi dunque troppo a riguardo e nel dubbio, evitate. Ogni tanto ci domandiamo: “ma questo potrà mangiarlo”? Ecco, se avete dei dubbi evitate, e attenetevi alle liste specifiche delle associazioni accreditate in adozione di conigli. Non improvvisate chissà che alimenti che possono fare danni al coniglio.
I sintomi che presenta il paziente con asma bronchiale persistente di grado severo sono molto simili a quelli di un paziente con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), per cui la distinzione tra le due malattie alcune non è sempre facile, anche perché sono entrambe malattie infiammatorie croniche delle vie aeree che provocano difficoltà respiratorie.