Quali sono le principali cause di questo problema fisiologico che moltissime persone sperimentano nell’arco della propria vita?
1) Gravidanza: il vomito è abbastanza comune tra le donne in gravidanza.
2) Congestione: il vomito si può verificare quando esiste un blocco della digestione a causa del freddo.
3) Virus intestinale: in caso di virus intestinale è possibile avere conati di vomito e vomito. La causa principale sono i rotavirus. Oltre al vomito è presente spesso la diarrea.
4) Batteri gastrointestinali: i batteri sono uno dei responsabili maggiori che possono provocare vomito.
5) Labirintite: la labirintite è un’infezione dell’orecchio interno che provoca vertigini e acufeni che a loro volta possono provocare vomito e conati di vomito per via della perdita di equilibrio.
6) Appendicite: l’infiammazione dell’appendicite è considerata un emergenza medica. Oltre al fortissimo dolore nella parte bassa destra del fianco si può manifestare il vomito.
7) Emicrania: quando di soffre di emicrania solitamente il vomito inizia con l’iniziare del mal di testa. In questo caso è necessario cercare di curare l’emicrania per sfuggire al vomito.
8) Intossicazione alimentare: l’avvelenamento da tossine è prodotto dai batteri che crescono negli alimenti conservati male. Attenzione a frutta e verdura ma anche a pesce e carne conservata male. Particolare attenzione anche a sottaceti. Insomma, massima attenzione a tutto quello che è conservato in modo non adeguato.
9) Mal di mare e mal d’auto: il mal di mare così comunemente chiamato è responsabile del vomito. La condizione medica viene denominata naupatia. E’ una sensazione di disturbo, che si manifesta in alcune persone quando viaggiano su imbarcazioni o similari. Anche il mal d’auto provoca in molti soggetti “sensibili” il vomito.
10) Medicine: molti farmaci possono essere responsabili del vomito. E’ opportuno ed obbligatorio leggere gli effetti collaterali anche dei comunissimi farmaci da banco che possono essere acquistati senza ricetta medica. I farmaci che più frequentemente determinano vomito sono molti, tra cui chemioterapici, analgesici, antibiotici (eritromicina), digossina, oppiacei, ipoglicemizzanti orali, contraccettivi; gli appositi farmaci emetici, come lo sciroppo di ipecacuana, hanno lo scopo preciso di procurare il vomito nel paziente.
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11) Reflusso gastroesofageo: molte persone sono affette dal comunissimo disturbo del reflusso gastroesofageo. Questa condizione medica a sua volta può provocare altri disturbi come il classico vomito.
12) Allergie alimentari: in caso di alcune allergie alimentari oltre alla comunissima “Asma” è possibile vomitare tutto quello che il nostro organismo considera “nemico”.
13) Privazione di cibo: quando rimaniamo a stomaco vuoto per molto tempo si produrrà più saliva ed automaticamente quando verrà “ingerita” provocherà dei conati di vomito.
14) Sovra-alimentazione: quando si beve o si mangia troppo è quasi automatico il “riflesso” dei conati di vomito. Bere troppo anche acqua o mangiare quantità di cibo in modo esagerato ad un singolo pasto provoca il “riflesso” del vomito.
15) Indigestione: l’indigestione è una tipica causa di vomito.
16) Abuso di alcol o droghe: l’assunzione di alcol e droghe può provocare il vomito.
17) Odori ed immagini sgradevoli: gli odori sgradevoli sono una delle maggiori cause che possono provocare vomito; anche osservare immagini sgradevoli possono provocare conati di vomito.
18) Vedere un’altra persona che vomita: è abbastanza comune che, quando una persona vomita, altri nelle vicinanze abbiano la nausea, in particolare quando se ne percepisce l’odore, spesso fino al punto di vomitare a propria volta.
19) Shock: quando una persona è colpita da uno shock qualsiasi esso è può vomitare.
20) Ematoma alla testa: un trauma alla testa con ematoma può essere la causa di vomito.
21) Ostruzioni: una qualsiasi ostruzione estrinseca (un tumore che dall’esterno preme sul canale digerente) o intrinseca (una ostruzione intestinale da ileo meccanico o paralitico) delle vie digerenti, può provocare vomito. Una ostruzione a livello del basso intestino può ad esempio determinare la comparsa di vomito fecaloide.
21) Malattie psichiatriche: il vomito può essere presente in alcune malattie psichiatriche come anoressia nervosa, bulimia, depressione.
22) Varie patologie e condizioni: il vomito è tipico di una quantità elevata di malattie e condizioni: malattie della tiroide e paratiroidi, colecistite, pancreatiti, idrocefalo, addome acuto, tumori di vario genere, ipertensione endocranica, emicrania, dispepsia, epatiti, uremia, chetoacidosi, insufficienza surrenalica, ipoglicemia ed iperglicemia.
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Il glicerolo è un composto largamente impiegato in campo farmaceutico per le sue proprietà lubrificanti, osmotiche, emollienti ed idratanti. Per via rettale produce generalmente un’evacuazione entro 15-20 minuti. II meccanismo d’azione del glicerolo è di tipo iperosmotico:richiamando acqua nelle feci e producendo una disidratazione dei tessuti con cui viene a contatto. Tale disidratazione determina un effetto irritante locale che scatena contrazioni peristaltiche con conseguente stimolazione allo svuotamento dell’ampolla rettale. Il glicerolo, somministrato per via rettale, è in grado di promuovere la peristalsi e l’evacuazione del basso intestino in virtù della sua azione irritante e della capacità di ammorbidire la massa fecale ispessita. II glicerolo non presenta attività sistemica, quando somministrato localmente, in quanto non assorbito.
Quando si parla di glicemia alta e di diabete di tipo 2 si scatenano le leggende metropolitane e i falsi miti. E’ facile imbattersi in pareri contrastanti e in coloro che sconsigliano, in chi soffre di diabete, tutti i frutti tranne la mela. Spesso i frutti contenenti più zuccheri vengono banditi. Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta. Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico. In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.
Per centinaia di anni, l’analisi della lingua ha rappresentato uno straordinario metodo diagnostico che permetteva al medico di cogliere addirittura in anticipo le affezioni che si potrebbero verificare. Nella Medicina Tradizionale Cinese, l’osservazione della lingua è tenuta in grande considerazione, non a caso, negli anni ’80 furono fatti numerosi studi circa l’aspetto di questa e i tumori. Anche nell’antica medicina Ayurvedica, i medici utilizzavano l’osservazione della lingua non solo per stabilire l’appartenenza dell’individuo ad una costituzione piuttosto che ad un’altra, ma anche per valutarne lo stato di salute. Attualmente il medico attento, durante l’esame obiettivo, pone molta attenzione ai potenziali segni presenti sulla lingua, come ad esempio un colore particolare, o una patina presente su essa, non tralasciando altre caratteristiche correlate, come l’alito, i denti e le labbra. Tutte questre strutture anatomiche forniscono al medico numerose informazioni semiologiche, capaci di indirizzarlo verso una diagnosi o comunque di restringere il campo delle possibili patologie e indirizzare il paziente verso l’esecuzione degli esami più appropriati.
Cosa fare in caso di alitosi? Ecco alcuni consigli, anche se ovviamente la cura di alitosi non può prescindere dalla causa che l’ha determinata: solo curando il fattore eziologico a monte si può evitare l’alitosi in modo efficace.
L’alito cattivo, chiamato tecnicamente “alitosi”, è una condizione caratterizzata dall’emissione di odori sgradevoli attraverso l’atto respiratorio. Spesso non è segno di patologie importanti, tuttavia è un disturbo molto fastidioso che può interferire negativamente con le relazioni sociali. In alcuni casi il tipo di odore può addirittura dare indicazioni al medico sul tipo di patologia che potreste avere.
In caso di diabete, vale la regola che nessun cibo va ritenuto “proibito” in assoluto, ma piuttosto si deve avere la consapevolezza che certi alimenti – a forte impatto glicemico – possono essere assunti solo occasionalmente. Fra questi ricordiamo la marmellata, la cioccolata, il miele, lo zucchero, le caramelle ed il latte. Sempre d’accordo con il proprio diabetologo, è comunque possibile bere una tazza di latte parzialmente scremato o scremato al giorno, lontano dai pasti principali.
Il prediabete è una condizione che precede il diabete di tipo 2: nel prediabete la glicemia (il livello di glucosio nel sangue) è maggiore del normale (iperglicemia), ma non è così alta da permettere al medico di diagnosticare il diabete mellito, inoltre i sintomi del diabete conclamato non sono ancora apparsi. Ad oggi le ultime linee guida invitano ad usare il termine intolleranza glucidica, anzichè pre-diabete, per sottolineare l’idea che la situazione è ancora reversibile; nell’articolo si intenderà con questi 2 termini la stessa condizione, anche se sarebbe più corretto usare solo la nuova terminologia.