Differenza tra inspirazione e espirazione: l’atto respiratorio

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA INSPIRAZIONE ESPIRAZIONE    Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgUn atto respiratorio è fondamentalmente costituito da:

  • inspirazione (circa 1,3 – 1,5 secondi di durata);
  • espirazione (circa 2,5 – 3 secondi di durata);
  • breve pausa che si verifica fra inspirazione ed espirazione (circa 0,5 secondi).

Nel respiro spontaneo di un soggetto normale le fasi inspiratorie durano circa la metà del tempo delle fasi espiratorie. Un atto respiratorio dura circa 3 – 4 secondi. La frequenza respiratoria negli adulti normalmente si attesta su un range di valori tra i 16 ed i 20 atti respiratori al minuto a riposo (più elevati nei bambini). Sotto i 12 atti respiratoti al minuto si parla di bradipnea, mentre sopra i 20 si parla di tachipnea, ma sia bradipnea che tachipnea possono essere non solo patologici, ma anche fisiologici (ad esempio rispettivamente negli sportivi allenati e in soggetti sani sotto sforzo.

L’inspirazione è la fase attiva della respirazione. I centri troncoencefalici inviano impulsi motori al midollo, da li questi raggiungono attraverso i nervi frenici e gli intercostali il diaframma e i muscoli interfcostali. Si assiste all’espansione dalla gabbia toracica. Questa è determinata in primis dalla contrazione a quindi dall’abbassamento del muscolo diaframma, a forma di cupola posto tra il torace e l’addome che provoca un aumento in altezza del torace. In secundis i muscoli intercostali esterni muovono le coste(a parte le prime due, che risultano più rigide) verso l’alto e verso l’esterno (esemplificando: a manico di secchio): ciò provoca una aumento in sezione trasversa della cavità toracica. L’espansione cavitaria è seguita dall’espansione pleurica ad essa accollata. Tra la pleura parietale e quella viscerale c’è un sottile foglietto mucoso che riduce gli attriti e consente un agevole scorrimento dei polmoni. Conseguentemente la pressione nello spazio pleurico(attorno ai polmoni) si riduce e ciò determina un espansione dei polmoni, che sono distensbili.a coadiuvare l’inspirazione sono presenti muscoli detti inspiratori accessori; questi sono i muscoli scaleni e i muscoli sternocleidomastoidei che con l loro contrazione distendono ancor più la gabbia toracica. Normalmente non sono attivi.

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L’espirazione segue l’inspirazione. In genere è un processo passivo dovuto al rilasciamento dei muscoli inspiratori e quindi all’innalzamento del diaframma e al ritorno in situ delle coste. È coadiuvato dai muscoli intercostali interni, che sono disposti perpendicolarmente agli intercostali esterni e facilitano con la loro contrazione il ritorno delle coste alla posizione di riposo. Anche i muscoli addominali anteriori aumentando la pressione addominale facilitano il ritorno del diaframma. I muscoli accessori e i muscoli espiratori intervengono solo in caso di respirazioni forzate o durante l’esercizio fisico. In generale l’aria entra ed esce dai polmoni seguendo il gradiente pressorio. In inspirazione la pressione toracica negativa provoca l’espansione dei polmoni e quindi una pressione alveolare negativa, che richiama aria dall’esterno. In espirazione si verifica il meccanismo opposto.

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Differenza tra ventilazione polmonare e alveolare: spazio morto anatomico e fisiologico

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA VENTILAZIONE POLMONARE ALVEOLARE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.gifLa ventilazione polmonare corrisponde al volume che entra o esce dal naso (o dalla bocca) ad ogni singolo atto respiratorio (è anche detto volume corrente e di media corrisponde a 0,5 l).

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Si definisce invece ventilazione alveolare il volume che entra o esce dagli alveoli in un singolo atto respiratorio. Detto volume è il volume funzionalmente rilevante ed è diverso e inferiore rispetto al volume corrente. Parte del volume inspirato infatti non arriva agli alveoli ma si ferma a riempire le vie aeree che non effettuano scambi aria-sangue e viene espulsa senza poter essere utilizzata nella successiva espirazione.

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La differenza tra ventilazione polmonare e ventilazione alveolare è definita spazio morto anatomico e indica il volume delle vie non scambianti ossigeno col sangue. In genere corrisponde a 140 ml nell’uomo di 70 kg, circa 2ml per kg di peso corporeo. Per aumentare l’aria respirata è più vantaggioso immettere nei polmoni volumi maggior facendo respiri più profondi che fare respiri più frequenti: lo spazio morto rimane costante. Lo spazio morto anatomico può essere misurato col metodo di Fowler.

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Oltre allo spazio morto anatomico può esistere uno spazio morto fisiologico che viene ventilato ma non perfuso. Questo comprende lo spazio morto anatomico e gli alveoli che non vengono perfusi e quindi non possono scambiare gas con il sangue. Se nello spazio morto fisiologico non si può scambiare gas con il sangue, chiaramente assistiamo a una situazione in cui la concentrazioni di ossigeno e co2 nello spazio morto rimangono costanti.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Apparato respiratorio: anatomia in sintesi, struttura e funzioni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma APPARATO RESPIRATORIO ANATOMIA SINTESI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’apparato respiratorio è costituito da un gruppo di organi altamente specializzati che ha il principale – ma non esclusivo – compito di rifornire di ossigeno le cellule e di eliminare l’anidride carbonica prodotta dall’ossidazione delle sostanze organiche. Nell’uomo esso è costituito dalle vie aeree, dai due polmoni e dalla pleura interna ed esterna. Le vie aeree sono formate dal naso esterno (fosse nasali e cavità nasali), dalla faringe, dalla laringe, dalla trachea, dai bronchi e dai bronchioli. Il polmone destro, più voluminoso, è suddiviso in tre lobi, mentre il sinistro è suddiviso solo in due lobi per far spazio all’apice (punta) del cuore. L’inspirazione, l’espirazione e la breve pausa che si verifica fra i due movimenti costituiscono un atto respiratorio. Ogni atto respiratorio comporta una serie di cambiamenti nella gabbia toracica dove sono alloggiati i polmoni e nella posizione del diaframma, un muscolo piatto che separa il torace e l’addome.

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Funzione dell’apparato respiratorio
La funzione principale del sistema respiratorio è quella di garantire la corretta ossigenazione del nostro sangue e l’eliminazione della CO2 che possediamo in eccesso. Poiché questi gas devono entrare nel circolo ematico o da questo devono essere espulsi le vie respiratorie necessariamente accoppiano ventilazione e perfusione. Il processo meccanico definito comunemente respirazione prende il nome di ventilazione polmonare, mentre il termine respirazione indica l’intero processo che va dall’immissione di ossigeno alla sua utilizzazione per l’ossidazione dei substrati e la conseguente produzione di energia. Le vie aeree hanno lo scopo di distribuire il flusso d’aria su una superficie di 70 m2 circa per un uomo di 70kg.

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Anatomia e funzioni delle singole parti del sistema respiratorio
Le vie aeree si dividono in superiori e inferiori. Delle vie aeree superiori fanno parte:

  • le cavità nasali, che hanno il compito di umidificare l’aria e portarla circa a una temperatura uguale a quella corporea. Forniscono circa il 50% della resistenza al flusso, inoltre si comportano come un filtro e bloccano le particelle di diametro superiore a 10 micrometri.
  • La faringe. Essa non è solo una via di passaggio ma grazie a numerosi aggregati linfocitari fornisce una protezione attiva contro gli agenti infettivi.
  • La laringe che contiene l’organo della fonazione e la glottide(che può essere volontariamente occlusa).

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le vie aeree inferiori originano sotto l’anello della cartilagine cricoide e si dividono in:

  • trachea, un condotto cilindrico che è formato da una struttura membranosa tesa tra anelli cartilaginei di sostegno strutturale, non collassabile.
  • Bronchi, che originano in numero di due, uno per lato, e costituiscono i condotti in cui termina la trachea. penetrati nel polmone si arborizzano diventando bronchi lobari, lobulari e dando ramificazioni sempre minori; la sezione delle 2 ramificazioni figli è pero complessivamente maggiore della sezione del bronco da cui originano. Per dieci ordini id ramificazione(che avvengono ad angolo acuto), fino al diametro di 1 micrometro, i bronchi conservano nella loro parete placche cartilaginee che conferiscono una certa rigidità strutturale. Al disotto di questo diametro i bronchi prendono il nome di bronchioli e divengono collassabili dalla pressione. Dopo sei ordini di ramificazioni (a T) nei bronchioli iniziano a comparire, lungo la parete sporadici alveoli. Le successive ramificazioni prendono il nome di bronchioli terminali(o respiratori). Questi ultimi continuano a dividersi fino a generare dotti alveolari, ovvero bronchioli la cui superficie è cosparsa di alveoli. Nel polmone sono individuabili unità morfofunzionali definite unità respiratorie formate da decine di bronchioli respiratori e di conseguenza alcune migliaia di alveoli. Queste sono individuabili in numero di circa 60000 per polmone. L’albero bronchiale è dotato di una propria innervazione attribuibile al sistema simpatico. È ricco di terminazioni sensitive che rispondono a stimoli quali agenti irritanti (l’ipersensibilizzazione causa l’asma). Inoltre è innervata la circolazione nutrizionale bronchiale e il sistema muscolare. Il sistema muscolare bronchiale risponde agli stimoli costringendosi e aumentando la resistenza al flusso(è ad esempio l’effettore dell’asma), a stimoli opposti in maniera opposta. La circolazione bronchiale deriva dalle arterie bronchiali dell’aorta toracica e costituisce l’apporto nutrizionale del sistema bronchiale. Esistono alcuni shunt anastomotici tra la circolazione polmonare e quella bronchiale ma nel soggetto normale non sono significativi.
  • Alveoli. Sono deputati allo scambio di ossigeno tra aria e sangue; tale scambio avviene per diffusione passiva, che è molto facilitata visto che la barriera aria sangue nei polmoni è spessa circa 0,15 micrometri. (ricordiamo che secondo la legge di fick la diffusione avviene in modo inversamente proporzionale alla distanza). La barriera aria sangue è composta dall’accollamento di cellule laminari dell’endotelio capillare e pneumociti (anch’essi con medesima struttura laminare e nucleo protrudente nel lume) e dalla membrana basale tra i due strati cellulari. Le concentrazioni di ossigeno e anidride carbonica sono all’equilibrio dopo 0,2 secondi. Il tempo di transito del sangue è di circa 0,8 secondi, più che sufficiente. In questo tempo transita la gittata sistolica di sangue, circa 70 ml(fino a 200 ml sotto sforzo: il limitato aumento di gittata fa si che le richieste metaboliche di O2, che sotto sforzo aumentano anche di sei volte, vengano soddisfatte aumentando il prelievo dall’emoglobina, che funge anche da riserva), distribuita su una superficie capillare circa uguale a quella alveolare. Si ritiene che la grande estensione della superficie non sia funzionale all’ossigenazione del sangue quanto alla distribuzione della gittata cardiaca in vasi di piccole dimensioni, quelle di un eritrocito, perfettamente ossigenabili.Ogni alveolo polmonare ha la parete costituita da un epitelio pavimentoso semplice e da uno strato connettivale ricco di capillariL’epitelio alveolare è costituito, oltre che da macrofagi, da due particolari tipi di cellule: gli pneumociti di I e di II tipo:
  1. pneumociti di tipo I sono cellule appiattite strutturali. Sono definiti anche piccole cellule alveolari, ricoprono circa il 90% della superficie alveolare totale. Sono cellule piccole, sottili, le quali si sviluppano come un sottile film che ricopre la superficie dell’alveolo. Gli pneumociti di tipo I aderiscono alla superficie dei vasi capillari tramite la membrana basale, permettendo la diffusione e lo scambio dei gas.
  2. pneumociti di tipo II sono anche detti cellule di Clara. Sono cellule presenti a livello dei bronchi lobulari e bronchioli intralobulari nel parenchima polmonare. Il loro ruolo è quello di secernere materiale sieroso che mantenga fluido il materiale mucoso prodotto dalle cellule caliciformi mucipare ad azione surfactante che va a ricoprire la superficie dell’epitelio dei bronchi e degli alveoli polmonari.

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Il percorso dell’aria dentro il nostro corpo

  1. L’aria entra nel naso dalle narici e percorre le cavità nasali tappezzati internamente dal muco che ha la funzione di inumidire l’aria e di trattenere microbi e polvere. E’ possibile inspirare con la bocca, azione che si compie normalmente quando si è molto raffreddati, ma in questo caso viene a mancare la funzione di protezione da microbi e polvere.
  2. Le pareti delle cavità nasali sono fittamente intrise da capillari sanguigni e rivestite di piccoli peli: l’aria viene riscaldata a contatto con i capillari e filtrata dai peli.  L’aria entra poi nella faringe, un organo che nella parte inferiore comunica, posteriormente con l’esofago e anteriormente con la laringe. La faringe è anche un organo dell’apparato digerente e in essa l’aria e il cibo possono essere presenti contemporaneamente.
  3. Attraversata la laringe, l’aria passa nella trachea un tubo flessibile cosparso internamente di ciglia che muovendosi dal basso verso l’alto contribuiscono ad espellere eventuali impurità e corpi estranei.
  4. L’aria passa nei bronchi, nei bronchioli e negli alveoli.
  5. Nell’alveolo polmonare avvengono gli scambi gassosi fra aria e sangue. L’insieme dei 300 milioni di alveoli polmonari costituisce i polmoni, organini spugnosi ed elastici.
  6. L’aria compie a ritroso il percorso per poi venire espulsa all’esterno dell’organismo.

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L’apparato digerente: cos’è, com’è fatto, a che serve e come funziona?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma APPARATO DIGERENTE COSE FUNZIONA SERVE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Il nostro apparato digerente ha il compito di introdurre, digerire ed assorbire i principi nutritivi contenuti negli alimenti eliminando i residui non utilizzabili per il Continua a leggere

Black Mirror, recensione dell’episodio San Junipero: la vita infinita dopo la tua morte

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BLACK MIRROR SAN JUNIPERO RECENSIONE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgBlack Mirror è una delle mie serie televisive preferite, giunta alla terza stagione. Per chi non la conosce, il fulcro centrale di questa serie è rappresentato dalla distopia, cioè la descrizione di una immaginaria società altamente indesiderabile o spaventosa, spesso ambientata nel futuro: esattamente l’opposto dell’utopia. Per quel che mi riguarda le distopie mi hanno sempre affascinato. Sia perché il mondo è cattivo e non buono quindi non sopporto molto le storie ed i finali felici, sia perché mi fanno riflettere sulla società attuale che – a pensarci bene – è già una delle peggiori e grottesche distopie possibili, solo che – come avviene in tutte le distopie – ci siamo arrivati in maniera talmente graduata che ormai siamo assuefatti senza rendercene condo ad ogni genere di assurdità ed atrocità.
In Black Mirror la società è divorata dagli schermi neri (del cellulare, dei pc… proprio in questo momento anche tu mi leggi sul tuo black mirror), dai social media e dalla tecnologia in generale, che Charlie Brooker ha immaginato in modo vivido e agghiacciante. Una fantascienza che non è fantascienza, perché – se non è già tra noi – è sintomo o metafora di qualcosa che permea le nostre vite, in maniera così insopportabile da non poterne più fare a meno. Questa premessa è d’obbligo, mentre mi accingo a recensire il quarto episodio dell’ultima stagione (la terza) da poco rilasciata, perché San Junipero è per assurdo l’episodio più distopico di Black Mirror, ma anche quello che fotografa la distopia meno negativa.

Da qui in poi sono presenti SPOILER che vi rovineranno inevitabilmente la visione dell’episodio, il mio consiglio è quello di vederlo e solo dopo continuare la lettura.

A differenza di altri episodi, anche piuttosto didascalici, sui mali che la tecnologia e i social media hanno generato nella società post moderna, San Junipero ci apre una finestra sul tema della vita dopo la morte, raccontandoci di come in un futuro prossimo gli uomini abbiano sfruttato la tecnologia per risolvere – religione a parte – uno dei tabù più radicati nell’essere umano: la morte. Conosciamo Yorkie (Mackenzie Davis), una ragazza timida e solitaria, e Kelly (Gugu Mbatha-Raw), il suo opposto, in una discoteca. Come spesso avviene in Black Mirror la storia parte con la – per me stupenda – sensazione che qualcosa di importante e destabilizzante sia successo o stia succedendo, senza che noi ne sappiamo nulla. Ci ritroviamo catapultati negli anni ’80 e tra le due ragazze si crea subito una forte connessione e attrazione. Per Kelly è divertimento, voglia di libertà e di lasciarsi andare, mentre il legame immediato tra le due riveste un significato totalmente diverso per Yorkie.

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Mentre viviamo la storia omosessuale delle due, ben presto intuiamo che c’è qualcosa di profondamente strano legato al tempo, fino a capire che esse vivono in una realtà virtuale. La società del futuro ha offerto un limbo o paradiso fittizio per tutte quelle persone malate ed anziane che dalla vita hanno già avuto gioie e dolori o – come nel caso di Yorkie – hanno avuto poco e nulla a causa di un incidente che le ha imprigionate in un corpo paralizzato per quarant’anni. Yorkie e Kelly sono in realtà molto prossime alla morte. Mentre i loro corpi reali muoiono lentamente, le loro menti e coscienze sono assetate di vita. San Junipero è un paradiso che viene offerto in piccole dosi a chi è ancora vivo nella vita reale, per sole cinque ore alla settimana, come fosse una vacanza dalla sofferenza e dalla solitudine della vecchiaia e della malattia, ma al momento della morte sì può decidere di fare il “passaggio”, cioè “trasferirsi” dall’altra parte tenendo per l’eternità la propria coscienza viva nel software. Kelly e Yorkie hanno avuto esperienze di vita diverse e la pensano in modo opposto: Yorkie è tetraplegica da giovane età ed ha quindi perso le vere esperienze, le tappe importanti, Kelly invece ha vissuto una vita piena, a tratti dolorosa, ma conosce la differenza tra una vita vissuta in un software ed una nella realtà tangibile. Una dopo la morte vuole vivere per sempre a San Junipero per avere finalmente una vita, l’altra invece vuole raggiungere i propri cari nell’aldilà di religiosa memoria. I loro destini sono però destinati a restare vicini: i loro corpi in bare contigue, le loro menti in drive adiacenti nella macchina.

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San Junipero apre a riflessioni profonde sulla vita dopo la morte. Brooker non si schiera o giudica violentemente come abbiamo visto in altri episodi di Black Mirror e quest’assenza di giudizio netto viene trasmessa anche allo spettatore. Questo perché quando si parla di morte e di vita dopo la morte, ognuno di noi tende a sospendere il giudizio soggettivo perché si tratta di un momento del tutto particolare della nostra vita. Nonostante la certezza della morte rivesta la vita (nostra e del prossimo) di un significato profondo e valoriale, allo stesso tempo viviamo con il timore e la certezza di non essere più fisicamente presenti. Avere la scelta di restare “da qualche parte” però cambierebbe radicalmente il senso della vita, motivo per cui esistono le religioni da quando esiste l’uomo: per dare un senso a questa esistenza altrimenti finita e fine a sé stessa. Un episodio profondo e per certi versi anche romantico, che non a tutti gli appassionati della serie può piacere, abituati alle perversioni, ai morti, alle punizioni brutali, al cinismo drastico, alla cattiveria pura e selvaggia di alcune puntate. Per me ha rappresentato un’oasi di pace dopo la visione del feroce “Zitto e balla” (Shut up and dance), l’episodio precedente della serie. San Junipero è da rivedere per due volte di seguito, per capire a fondo alcuni particolari disseminati in giro che erano rimasti criptici alla prima visione. Si sviluppa presto nostalgia per le ambientazioni, specie per chi ha 30/40 anni e si ricorda ancora i vestiti ed i videogame degli anni ’80. L’empatia verso Kelly e Yorkie è immediata e naturale, grazie anche alle brillanti interpretazioni di Gugu Mbatha-Raw e Mackenzie Davis, che donano all’episodio la forza e l’autenticità trasmessa dalla sceneggiatura. Black Mirror ancora una volta spiazza. Ma non delude.

“Credo di essere pronta”
“Per cosa?”
“Per affrontare tutto il resto”

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra massa e peso in fisica ed in medicina

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA MASSA PESO FISICA MEDICINA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgQual è la differenza tra massa e peso nell’ambito della fisica?
Masse e peso sono spesso usati come sinonimi, mentre in realtà non lo sono affatto, basti pensare che su in questo preciso momento voi foste sulla luna, la vostra massa rimarrebbe la stessa che sulla terra, ma pesereste circa un sesto del vostro peso “terrestre”!
Mentre il peso rappresenta la forza di attrazione di un corpo verso il centro della Terra (o di qualsiasi altro pianeta in cui si trovi), la massa corrisponde esattamente alla quantità di materia di un corpo.
Al contrario del peso, la massa è una proprietà intrinseca di un corpo, cioè non varia al variare del luogo in cui si trova.  Il peso, invece, può cambiare perché dipende dal valore dell’accelerazione di gravità; quest’ultima varia perfino spostandosi da un punto all’altro della Terra (ad esempio dai poli all’equatore), perciò anche il nostro peso subisce variazioni minime sullo stesso pianeta Terra. Essendo quest’ultima un ovale schiacciato sui poli, il vostro peso sarebbe lievemente più alto al Polo Nord ed al Polo Sud (punti più vicini al centro della terra), mentre sarebbe più basso lungo la linea dell’equatore (punto più lontano dal centro della terra. Mediamente l’accelerazione terrestre corrisponde a 9.81 m/s2.
Variazioni più consistenti di peso si hanno passando da un pianeta all’altro (o su un satellite, come nel caso della luna citato all’inizio dell’articolo), poiché il valore dell’accelerazione di gravità cambia di molto.
Mentre l’unità di misura della massa è il chilogrammo (kg), l’unità di misura del peso è il newton (simbolo N). Il newton è infatti l’unità di misura della forza, che nel caso del peso si chiama “forza-peso” (Fp).  Dunque il peso di un corpo deve essere espresso in newton;  anche se nell’esperienza comune si usano i kg, questi devono essere usati per la massa, non per il peso.

Massa e peso in medicina
Le cose si complicano un po’ nell’ambito della medicina. Quella che la fisica chiama massa (espressa in kg), corrisponde a quello che in medicina viene comunemente chiamato “peso” (espresso in kg), cioè quello che viene rilevato quando vi pesate sulla bilancia. In medicina si usa il termine “massa” relativamente alla massa grassa ed alla massa magra, valori che possono essere rilevati con una plicometria o con una bioimpedenziometria.

Per scoprire cosa sono la massa magra e quella grassa, vi consiglio di leggere: Cosa sono e qual è la differenza tra massa magra e massa grassa? Tutte le percentuali di grasso, ossa e muscoli

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Mal di schiena: cibi consigliati, farmaci, rimedi naturali e prevenzione del dolore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA RIMEDI NATURALI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgLa lombalgia, cioè il mal di schiena in zona lombare, è una sindrome dolorosa localizzata a livello del rachide lombare, nella parte bassa della schiena. Per leggere cause, esercizi e consigli per diminuire il dolore senza farmaci, vi consiglio di leggere questo mio articolo: Mal di schiena in zona lombare (lombalgia): esercizi e cosa fare per il dolore

Cosa mangiare per migliorare il mal di schiena

  • Alimenti ricchi in calcio e fosforo, dato che incidono positivamente sulla salute del rachide.
  • Cibi alcalinizzanti (soprattutto frutta e verdura ricca di magnesio) per prevenire il mal di schiena causato dall’artrosi.
  • Brodo, trippe e bolliti (fonti di collagene) per migliorare il mal di schiena dipendente da artrosi.
  • Alimenti ricchi di fitoestrogeni (es. soia): rimedio alimentare particolarmente indicato per le donne in menopausa affette da mal di schiena.
  • Alimenti ricchi di Omega 3 e 6 (pesce, crostacei, tofu, mandorle, noci, olio di semi di lino). Questo accorgimento è particolarmente utile per migliorare il mal di schiena dipendente da spondilite anchilosante.
Cosa NON mangiare per migliorare il mal di schiena

  • Evitare il consumo di alimenti di difficile digestione, come intingoli, fritture ed alimenti ricchi di grassi. Un’alimentazione sregolata può favorire sovrappeso ed obesità, elementi predisponenti il mal di schiena.
  • Alimenti iperproteici (limitarne il consumo).

In generale, non c’è alcuna evidenza scientifica che relazioni il cibo con il peggioramento dei sintomi del mal di schiena.

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Cure e rimedi naturali per il mal di schiena

Per alleviare la lombalgia dipendente dall’assunzione di posizioni scorrette, è in genere sufficiente applicare sulla schiena creme, pomate o impacchi formulati con principi attivi ad azione rubefacente. A tale scopo, si consigliano:

  • Peperoncino (Capsicum frutescens) → proprietà rubefacenti, antibatteriche, analgesiche.
  • Canfora (Cinnamomum camphora) → proprietà rubefacenti.
  • Arnica (Arnica montana) → proprietà antinfiammatorie, antireumatiche, revulsive, analgesiche.

Considerato che lo stress e la tensione possono accentuare il dolore lombare, il paziente colpito può assumere tisane rilassanti ed ansiolitiche, formulate con principi attivi come:

  • Camomilla (Chamomilla recutita) → blande proprietà ansiolitiche e sedative.
  • Valeriana (Valeriana officinalis) → proprietà ipnotiche, anticonvulsive, sedative del sistema nervoso centrale.
  • Escolzia (Eschscholtzia californica) → sedativa, ipno-inducente, analgesica, rilassante, antinevralgica e spasmolitica.
  • Tiglio (Tilia cordata) → proprietà rilassanti, ansiolitiche.
  • Zinco: rimedio contro lo stress (da assumere sottoforma di compresse).

Cure farmacologiche per diminuire il dolore alla schiena

  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei):
    • Ibuprofene (es. Brufen, Moment, Subitene)
    • Acido acetilsalicilico (es. Aspirina, salicina, Vivin C, Ascriptin)
    • Naproxene (Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius)
  • Farmaci corticosteroidi: esercitano una potente attività antinfiammatoria:
    • Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra)
    • Metilprednisolone (es., Solu-medrol, Depo-medrol, Medrol, Urbason)
  • Iniezione di anestetici locali:
    • Lidocaina (es. Lidocaina Cloridrato Molteni, Xylocaina)
  • Antidolorifici oppioidi: quando il dolore e troppo intenso. Vengono assunti per via orale.
    • Idrocodone: ad esempio Vicodin (non venduto in Italia).

Prevenzione del mal di schiena

  • Mantenere un indice di massa corporea normale garantisce nel lungo termine la conservazione dell’integrità cartilaginea articolare, prevenendo malattie responsabili di mal di schiena
  • Assumere una posizione corretta durante la stazione eretta:
    • Tenere i piedi distanziati
    • Flettere di tanto in tanto gli arti inferiori per avere una maggior stabilità
  • Per spostare un carico, si consiglia di tenere il peso vicino al baricentro del corpo
  • Per sollevare un carico, chinarsi leggermente flettendo le ginocchia ed allargare la base d’appoggio, mantenendo la colonna vertebrale diritta
  • Per alzarsi dal letto, si raccomanda di roteare il corpo su un fianco, appoggiare le mani sul letto (il più vicino possibile dal corpo) e far scendere le gambe dal materasso. Seguendo questi semplici consigli è possibile con buone probabilità prevenire il mal di schiena.

I migliori prodotti per la cura dei dolori articolari

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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