Differenza tra cornea, sclera, congiuntiva, retina, iride, vitreo e cristallino

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCL’occhio è una struttura apparentemente semplice, ma in realtà molto complessa. Cerchiamo oggi di fare un po’ di chiarezza, anche aiutandoci con l’immagine proposta qui in alto.

CORNEA

La cornea è la parte trasparente dell’occhio in diretto contatto col mondo esterno, ha uno spessore medio di 530/540 microns con una variabilità fisiologica piuttosto importante  ( dai 420 a oltre i 600 microns); non ha solo la funzione di permettere alle luce ( e quindi alle immagini ) di “arrivare” sulla retina, ma è anche la lente dell’occhio con il maggior potere diottrico. Per permettere e mantenere la sua trasparenza, è un tessuto avascolare, cioè non è direttamente raggiunta dai vasi sanguigni, nella sua quasi totalità ( fa eccezione il limbus cioè la sua la periferia ); ma dato che come tutti i tessuti viventi consuma energia e produce “sostanze di rifiuto”, a questo compito principale è deputata la lacrimazione, che non ha quindi il solo compito di lubrificare, ma anche di nutrire. La lacrimazione ha poi anche il compito di “difendere” la cornea dall’azione di batteri,  virus e funghi, e così al suo interno si trovano sostanze deputate a questo scopo.

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IRIDE

L’iride è quella parte dell’occhio che ne definisce il colore, visibile dietro la cornea data la trasparenza di quest’ultima; il suo compito è regolare la quantità di luce che deve entrare nell’occhio e funziona come il diaframma delle  macchine fotografiche ( o forse sarebbe meglio dire il contrario!) e questo diaframma in genere è indicato col nome di PUPILLA, cioè il foro centrale dell’iride che per l’appunto varia nel suo diametro in funzione della luce che deve entrare nell’occhio.

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SCLERA

La sclera è una sorta di guscio esterno dell’occhio, che ha la forma di una pallina da ping-pong, che nella sua parte anteriore si continua nella cornea, e nella parte posteriore ha un foro attraverso cui passa il nervo ottico; di colore bianco nell’età adulta, nei bambini ha spesso tendenza al bluastro perché più sottile ed in trasparenza si vede la sottostante coroide, mentre in età avanzata ha colore giallastro.

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CONGIUNTIVA

La congiuntiva è una sottile membrana che riveste la sclera nella sua parte esposta e le palpebre: ricca di vasi e ghiandole che concorrono alla produzione della lacrima, ha il compito di proteggere le parti esterne dell’occhio e di lubrificare i movimenti del bulbo.

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CRISTALLINO

Il cristallino, o lente, è posizionato subito dietro l’iride, è una lente di ingrandimento e in pazienti senza difetti visivi associando il suo potere diottrico con quello della cornea (l’altra lente presente nell’occhio) permette all’immagine percepita di andare perfettamente a fuoco sulla retina e quindi avere una visione nitida e a fuoco; fino a circa 45 anni è poi in grado di modificare la sua forma e permettere una visione limpida  anche per vicino, funzionando come uno zoom. Intorno a quell’età inizia una progressiva facosclerosi ( irrigidimento del cristallino) e un’azione meno potente del muscolo ciliare che su di esso agisce: la sinergia di questi due fattori fa si che sempre più si perde la capacità di “zoomare” per vicino, è la presbiopia che ci obbliga all’uso di occhialini per poter leggere.  Quando poi il cristallino si opacizza per “ossidazione” della sua struttura dovuta al processo di invecchiamento (ma può anche succedere in età giovanile per traumi, terapie mediche o per alcuni tipi di patologie o può anche essere congenita) abbiamo la cataratta che aumentando progressivamente fa sempre  più calare la vista fino a dover estrarre il cristallino opacizzato (= la cataratta) e sostituirlo con uno artificiale.

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VITREO

Il vitreo è una sostanza gelatinosa che riempie la maggior parte del volume interno dell’occhio ( circa i quattro quinti), in condizioni fisiologiche  è perfettamente trasparente e aderente alla retina  in alcuni punti elettivi ( ora serrata, papilla ottica,..) e al cristallino; i suoi compiti sono di tipo diottrico ( trasmissione della luce), di protezione della retina e del cristallino dai traumi bulbari e dai movimenti del bulbo stesso per la loro rapidità, ha funzioni metaboliche, ecc. Coll’avanzare dell’età ( ma anche in età giovanile nei miopi e in seguito a stati flogistici ) il vitreo va incontro a fluidificazione con l’alterazione delle fibre collagene che divengono “visibili” come puntini grigi o fili o capelli o “mosche volanti” e si dicono miodesopsie:possono essere molto fastidiose all’inizio soprattutto se si posizionano centralmente alla retina e in genere allarmano il paziente: in realtà raramente questa manifestazione sfocia in complicazioni retiniche, ma può succedere, soprattutto se alla miodesopsie si associano le fotopsie cioè la visione di luci come lampi interni all’occhio: le due cose associate sono spesso la manifestazione clinica del distacco posteriore di vitreo; in queste situazioni è consigliabile una visita presso il proprio  oculista di fiducia per escludere complicanze retiniche.

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RETINA

La retina è la struttura che permette la trasmissione dell’immagine giunta nell’occhio alle zone del cervello deputate alla visione, e questa trasmissione la effettua trasformando lo stimolo luminoso in stimolo elettrico e convogliando il tutto attraverso il nervo ottico; funzionalmente la zona di gran lunga più importante è il cosiddetto polo posteriore dove si concentrano la maggioranza delle cellule deputate alla percezione della luce e dei colori:  i coni e i bastoncelli : hanno una distribuzione differente avendo anche compiti differenti: i bastoncelli sono in numero molto superiore rispetto ai coni , ci permettono la visione scotopica (con bassa illuminazione) in bianco e nero e sono periferici al polo posteriore,  i coni sono numericamente inferiori, concentrati al centro del polo posteriore in una zona detta fovea e permettono la visione distinta delle immagini e dei colori e sono i responsabili dell’acuità visiva ( i famosi 10/10 ) del nostro occhio.

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Giornata Nazionale del Cieco: scuola, tecnologia, amore… I falsi miti della disabilità

MEDICINA ONLINE CECITA CIECO OCCHI VISTA PERDERE IPOVEDENTE CANE BLIND BLINDESS BASTONE CAMMINARE DISABILE DISABILITA SUPPORTO AIUTO RETINA CATARATTA GIORNATA MONDIALE.jpgIn Italia sono oltre 300 mila i non vedenti e circa 1 milione e mezzo gli ipovedenti che vivono lottando ancora contro molte difficoltà e oggi 13 dicembre, Giornata Nazionale del Cieco, è una occasione per l’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) per ricordarlo e per fare chiarezza su alcuni luoghi comuni sulle persone non vedenti, alcuni del tutto falsi, come ad esempio:

  • linguaggio: dire non vedente invece di cieco non cambia la realtà di chi vive una situazione di minorazione sensoriale. Più che ricorrere ai giri di parole è fondamentale garantire a tutti uguali diritti e pari opportunità;
  • scuola: Uno studente con disabilità visiva, nelle condizioni giuste, può seguire un normale iter scolastico senza per questo essere un fenomeno;
  • tecnologia: Un non vedente può facilmente leggere, inviare messaggi e navigare sul web grazie a software accessibili. Se il criterio per individuare un falso cieco è l’uso dello smartphone, secondo l’Uici non ci siamo;
  • mobilità: autonomia vuol dire poter uscire di casa da soli, con il bastone o il cane guida. E’ necessario un buon senso dell’orientamento e per questo si possono frequentare corsi;
  • lavoro: sono oltre il 75% le persone con disabilità visiva disoccupate o in cerca di occupazione, percentuale che aumenta nei giovani. I ciechi possono essere non solo centralinisti o massofisioterapisti;
  • sport: oltre agli sport dedicati (torball, calcio a 5), i ciechi praticano anche atletica leggera, judo, nuoto, sci di fondo, tiro con l’arco;
  • affettività: ‘Perché avrà sposato proprio un non vedente? Si amano. Quest’affermazione non è ancora fra le risposte secondo l’Uici;
  • casa: un non vedente può anche occuparsi della casa. Non è un falso cieco chi stende i panni.

Per chi non ha contatti con persone cieche o ipovedenti risulta ancora difficile pensare a loro come soggetti che lavorano, vanno al cinema e a teatro, hanno famiglia, accudiscono casa: in questa ricorrenza diventa importante sottolineare che i diritti dei non vedenti sono uguali a quelli delle persone vedenti, cambiano solo le modalità con cui vengono esercitate, come per esempio nello studio, che necessita della presenza di determinati ausili affinché questo diritto sia praticabile. Lo stile di vita delle persone cieche e ipovedenti è cambiato significativamente negli ultimi anni soprattutto grazie allo sviluppo della tecnologia, ma questo non è sufficiente a garantire la loro inclusione sociale; per questo è necessaria una trasformazione culturale, che renda la nostra società davvero accessibile a tutti.

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Manovra di Valsalva in otorinolaringoiatria, cardiologia e neurologia: tecniche di esecuzione e indicazioni

MEDICINA ONLINE ANATOMIA ORECCHIO ESTERNO MEDIO INTERNO SORDITA LIEVE PROFONDA IPOACUSIA DECIBEL TIPI GRADI APPARECCHI ACUSTICI ANZIANO BAMBINO INFANTILE HANDICAP SENSO UDITO AUDIOLESO TRASMISSIVA NEUROSENSORIALELa manovra di Valsalva è una manovra di compensazione forzata dell’orecchio medio, utilizzata principalmente in medicina, specialmente in campo otorinolaringoiatrico e cardiologico, ma anche in campo subacqueo, nei casi in cui si desideri aprire forzatamente la tuba di Eustachio, il piccolo condotto che collega il rinofraringe (e quindi il naso e la bocca) con l’orecchio medio e che a riposo è Continua a leggere

Microtia ed anotia: la malformazione congenita dell’orecchio

MEDICINA ONLINE ORECCHIO MICROTIA MICROZIA PADIGLIONE AURICOLARE GENETICA BIMBA BIMBO NEONATO BAMBINO GRADI GRAVITAQuesta bimba è nata con la “microtia“, anche chiamata “microzia“, una malformazione congenita dell’orecchio esterno caratterizzata da riduzione delle dimensioni del padiglione auricolare ed alterazione della sua forma. Esistono 4 stadi di gravità della microtia: quello che vedete nella foto è una microtia di terzo grado. Il quarto grado si chiama “anotia” ed è caratterizzato da totale mancanza del padiglione auricolare. La microtia può essere accompagnata da malformazioni del condotto uditivo, della membrana timpanica e della catena di ossicini dell’orecchio medio con conseguente sordità. La microtia può più frequentemente coinvolgere un orecchio (specie il destro) o entrambe le orecchie. Circa il 10% dei pazienti hanno microtia su entrambi i lati (microtia bilaterale). La microtia è spesso una condizione isolata, ma può verificarsi anche associata ad altre sindromi tra cui microsomia emifacciale, Sindrome di Goldenhar, o sindrome di Treacher Collins.

Epidemiologia

La microtia ha una prevalenza di uno 1-5 / 10000 nati vivi. Colpisce più frequentemente i maschi.

Età di esordio

La microtia è una malformazione congenita, quindi gà presente alla nascita.

Cause

La microtia ha cause genetiche. Le cause esatte non sono state ancora ben comprese. La trasmissione potrebbe essere autosomica dominante o recessiva. Esistono forme ereditarie (trasmesse geneticamente dai genitori) e sporadiche (in cui i genitori sono sani).

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Fattori di rischio

La microtia può verificarsi anche come complicanza dell’assunzione di isotretinoina durante la gravidanza. L’isotretinoina è un farmaco utilizzato principalmente per il trattamento dell’acne cistica, per via topica nelle forme lievi-moderate, per via orale nelle forme più gravi. La microtia sembra essere correlata a diabete gestazionale. Altri fattori di rischio potrebbero essere l’essere nati sottopeso e l’uso di farmaci durante la gravidanza.

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Sintomi e segni

La microtia è caratterizzata dalla presenza di padiglioni auricolari di forma anomala e di dimensioni minori del normale. Può interessare un solo orecchio (monolateralmente ) o entrambi (bilateralmente). Le alterazioni del padiglione spesso associate ad atresia (mancanza totale) o stenosi (restringimento) del condotto uditivo.  La microtia può essere accompagnata da malformazioni non solo del condotto uditivo, ma anche della membrana timpanica e della catena di ossicini dell’orecchio medio: in questo caso il bimbo non avrà udito normale o avrà una totale sordità. Il piccolo paziente può inoltre presentare deficit dell’attenzione e ritardo nel linguaggio. Le dimensioni dei padiglioni variano dal primo grado, in cui il padiglione è solo più piccolo del normale, al quarto grado, in cui manca completamente l’orecchio esterno ed il condotto uditivo. Anche in assenza di malformazioni interne, poiché la forma del padiglione influenza la qualità dell’udito, sue malformazioni possono comunque risultare in alterazioni della capacità di udire. Per approfon dire, leggi: Perché il padiglione auricolare ha una forma così particolare?

Gravità

Come già anticipato, esistono quattro stadi di gravità della microtia. Il primo grado è quello più lieve, mentre il quarto grado, detto “anotia”, è il più grave ed è caratterizzato da totale mancanza del padiglione auricolare.

  • Grado I: sviluppo tutt’altro che completo dell’orecchio esterno con strutture identificabili e un piccolo ma presente canale uditivo esterno
  • Grado II: un orecchio parzialmente sviluppato (di solito la parte superiore è sottosviluppata) con un canale uditivo esterno stenotico chiuso che produce una perdita dell’udito conduttiva.
  • Grado III: assenza dell’orecchio esterno con una piccola struttura a forma di arachide e un’assenza del condotto uditivo esterno e del timpano. La microtia di grado III è la forma più comune di microtia.
  • Grado IV: Assenza dell’orecchio totale o anotia.

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Diagnosi

Prima della nascita una microtia di grado elevato può essere individuata con una ecografia nelle fasi finali della gravidanza. Alla nascita, una microtia di grado basso è difficile da diagnosticare ad occhio: un primo grado potrebbe infatti sembrare assolutamente normale. La microtia di grado superiore può essere diagnosticata visivamente a causa di anomalie evidenti. I bambini con anomalie evidenti sono attentamente monitorati da medici e specialisti dell’udito. I test uditivi vengono eseguiti precocemente nei bimbi con alterazioni o assenza del padiglione o dei padiglioni auricolari, per determinare la qualità dell’udito. Questo può essere fatto già nelle prime due settimane con un test BAER (Brain Stem Auditory Response Test). All’età di 5-6 anni, è possibile eseguire scansioni TC dell’orecchio medio per chiarire il suo sviluppo e chiarire quali pazienti sono candidati idonei all’intervento chirurgico per migliorare l’udito. Per gli individui più giovani, questo viene fatto sotto sedazione.

Leggi anche: Come funziona l’udito: ecco come il tuo orecchio ti permette di ascoltare i suoni e restare in equilibrio

Terapia estetica

Nei bimbi con deficit estetico ma normale funzione uditiva, la terapia è chirurgica ed ha l’obiettivo di ripristinare se possibile la normale forma del padiglione.

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Terapia funzionale

Se il deficit non è solo estetico, ma anche funzionale, la presa in carico avrà l’obiettivo di ripristinare – se possibile – la funzione uditiva. La perdita dell’udito associata all’atria auricolare congenita è una perdita dell’udito di tipo “conduttivo“, cioè la perdita dell’udito è causata da una conduzione inefficiente del suono dall’esterno all’orecchio interno. L’atresia auricolare riguarda in genere canale uditivo, timpano ed i tre ossicini (martello, incudine e staffa), che sono assenti o sottosviluppati: le onde sonore, provenienti dall’esterno, non possono quindi viaggiare e stimolare l’orecchio interno tramite le normali strutture anatomiche. Raramente un bambino con atresia ha anche una malformazione dell’orecchio interno che porta a una perdita dell’udito “neurosensoriale” (meno di un bambino su 6).
La perdita dell’udito neurosensoriale è causata da un problema nell’orecchio interno, la coclea. La perdita dell’udito neurosensoriale non è correggibile con un intervento chirurgico, ma l’amplificazione dell’udito con apparecchi acustici generalmente fornisce un’eccellente riabilitazione per questa perdita dell’udito. Se la perdita dell’udito è grave o profonda in entrambe le orecchie, il bambino potrebbe essere un candidato per un impianto cocleare. I bambini con perdita dell’udito neurosensoriale unilaterale richiedono spesso anni di logopedia per imparare a enunciare e comprendere la lingua parlata. Ciò che è veramente poco chiaro, e oggetto di uno studio di ricerca in corso, è l’effetto della perdita dell’udito conduttiva unilaterale (nei bambini con atresia auricolare unilaterale) sulla prestazione scolastica. Se non viene utilizzata la chirurgia atresia o una qualche forma di amplificazione, devono essere adottate misure speciali per garantire che il bambino acceda e comprenda tutte le informazioni verbali presentate in ambito scolastico. I consigli per migliorare l’udito di un bambino in ambito scolastico includono posti specifici assegnati in classe, un sistema in cui l’insegnante indossi un microfono e il suono venga trasmesso ad un auricolare che il bambino indossa, un apparecchio acustico ancorato all’osso o apparecchi acustici convenzionali. L’età per l’impianto di BAHA (ancorato all’osso) dipende dal fatto che il bambino sia in Europa (18 mesi) o negli Stati Uniti (età 5). Fino ad allora è possibile montare un BAHA su una banda morbida.
È importante notare che non tutti i bambini con atresia auricolare sono candidati per la riparazione di atresia. La candidatura alla chirurgia atresia si basa sul test dell’udito (audiogramma) e sull’imaging con scansione TC. Se viene costruito un canale dove non esiste, possono insorgere lievi complicazioni dalla naturale tendenza del corpo a guarire una ferita aperta chiusa. La riparazione di atresia auricolare è una procedura chirurgica molto dettagliata e complicata che richiede un esperto nella riparazione di atresia. Mentre possono sorgere complicazioni da questo intervento chirurgico, il rischio di complicanze è notevolmente ridotto quando si utilizza un otologo di grande esperienza. I pazienti con Atresia che optano per un intervento chirurgico avranno temporaneamente il canale pieno di spugna di gelatina e teli di silicone per prevenire la chiusura. I tempi di ricostruzione del condotto uditivo (canalplastica) dipendono dal tipo di riparazione dell’orecchio esterno desiderata dal paziente e dalla famiglia.
Nei casi in cui potrebbe essere possibile una successiva ricostruzione chirurgica dell’orecchio esterno del bambino, il posizionamento dell’impianto BAHA è fondamentale. Potrebbe essere necessario posizionare l’impianto più indietro del solito per consentire una riuscita chirurgia ricostruttiva, ma non fino a compromettere le prestazioni dell’udito. Se la ricostruzione ha esito positivo, è facile rimuovere il moncone BAHA percutaneo. Se l’intervento non ha esito positivo, l’abutment può essere sostituito e l’impianto può essere riattivato per ripristinare l’udito.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Orzaiolo: rimedi e cure farmacologiche per velocizzare la guarigione

dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-occhio-iride-bicolore-medicina-estetica-riabilitazione-nutrizionista-dieta-grasso-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-seno-luce-pulsata-macchie-cutaPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento, vi consiglio di leggere questo articolo: Orzaiolo: cause, rimedi, quanto dura, è contagioso?

Rimedi naturali per l’orzaiolo

La maggior parte degli orzaioli scompare spontaneamente nel giro di 5-7 giorni, tuttavia – per accelerare il processo di guarigione – può essere utile seguire questi consigli:

  • applicare impacchi caldi da 4 a 6 volte al giorno per 15 minuti circa per volta, al fine di favorire il drenaggio. Tenere gli occhi chiusi durante l’operazione;
  • detergere delicatamente la palpebra con acqua di rubinetto o con un detergente delicato e non irritante. Questo può favorire il drenaggio. Durante l’operazione di detersione, tenere gli occhi chiusi in modo da non danneggiare gli occhi;
  • non schiacciare o forare l’orzaiolo per evitare l’insorgenza di una infezione più grave;
  • evitare l’uso di makeup o di lozioni e creme per gli occhi, poiché potrebbero essere infetti;
  • evitare l’uso di lenti a contatto, poiché l’infezione potrebbe estendersi alla cornea in caso di uso prolungato delle lenti a contatto.

Trattamento medico dell’orzaiolo

Lo scopo principale del trattamento medico è di alleviare i sintomi e accelerare la guarigione.

  • può essere somministrato o raccomandato un antidolorifico, come ad esempio acetaminofene (Tylenol);
  • potrebbe essere necessaria la prescrizione di antibiotici topici;
  • occasionalmente, possono essere prescritti antibiotici per via orale ai pazienti che presentano orzaioli che faticano a riassorbirsi od orzaioli multipli così come agli individui che, in concomitanza con gli orzaioli, presentano altre condizioni, come blefarite o rosacea;
  • per i pazienti affetti da rosacea che presentano un orzaiolo, potrebbe essere necessario il trattamento delle guance mediante pomata antibiotica, antibiotico orale o entrambe le soluzioni;
  • nel caso in cui l’infezione si sia diffusa, di solito vengono somministrati antibiotici per via orale o per via endovenosa;
  • l’oftalmologo può rimuovere il pus da un orzaiolo di grande dimensioni o doloroso, praticando una piccola incisione e drenando il pus.

Trattamento chirurgico dell’orzaiolo

Nel caso in cui l’orzaiolo non risponda al trattamento medico o in presenza di complicazioni, potrebbe essere necessario il ricorso alla procedura chirurgica. Nel corso di tale procedura, l’oftalmologo pratica una piccola incisione nella palpebra. Questa incisione viene praticata sulla superficie interna della palpebra o sulla superficie esterna della stessa, se l’orzaiolo è rivolto verso l’esterno. Una volta praticata l’incisione, l’oftalmologo procede con il drenaggio del pus facendolo fuoriuscire dalla ghiandola. La procedura viene comunemente effettuata nello studio dell’oftalmologo. Nei bambini, potrebbe essere necessario l’impiego dell’anestesia generale. Solitamente, viene raccomandata una visita di controllo 7 giorni dopo la procedura chirurgica. L’oftalmologo potrebbe ritenere necessario eseguire una biopsia dell’orzaiolo. Nel corso di tale procedura, viene rimossa una piccola porzione di tessuto dall’orzaiolo, che verrà poi inviata al laboratorio ove un patologo effettuerà un esame microscopico al fine di escludere una eventuale forma di cancro della pelle.

Prodotti consigliati

Per prevenire, lenire e favorire la cura dell’orzaiolo, vi consiglio alcuni prodotti molto efficaci:

Per approfondire: Orzaiolo: i sintomi pericolosi da far controllare al medico

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Mastoidite, cos’è e dove si trova l’osso mastoide?

MEDICINA ONLINE MASTOIDITE OSSO MASTOIDE CRANIO DOVE SI TROVA DIETRO ORECCHIO PADIGLIONE A CHE SERVE VENTILARE INFIAMMAZIONE.jpgLa mastoidite è un’infezione batterica del mastoide, l’osso che si trova dietro il padiglione dell’orecchio costituito da spazi d’aria che aiutano a ventilare l’orecchio medio.

Quali sono le cause della mastoidite?

La mastoidite si sviluppa spesso come risultato di una infezione dell’orecchio medio o può essere causata da un colesteatoma nell’orecchio medio che blocca il drenaggio dell’orecchio.

Quali sono i sintomi della mastoidite?

I sintomi della mastoidite possono includere:

  • febbre;
  • irritabilità;
  • letargia;
  • gonfiore del lobo dell’orecchio;
  • arrossamento e tenerezza dietro l’orecchio;
  • drenaggio dall’orecchio.

Come si diagnostica la mastoidite?

Se si sospetta che il paziente possa essere affetto da mastoidite si possono effettuare i seguenti esami:

  • esami del sangue;
  • raggi X;
  • tampone auricolare;
  • risonanza magnetica;
  • TAC orecchio medio e rocche petrose.

Quali sono i trattamenti per la mastoidite?

La mastoidite cronica viene trattata con antibiotici per via orale o iniettivi, cortisonici, e regolari pulizie delle orecchie effettuate da un medico più terapia nasale con lavaggi, spray decongestionanti e docce nasali per garantire un buon drenaggio tubarico. Se questi trattamenti non funzionano la chirurgia può essere necessaria per evitare ulteriori complicazioni, a tal proposito leggi: Intervento chirurgico di mastoidectomia: procedura e complicanze

Quali problemi può causare la mastoidite non curata?

Se non curata la mastoidite può causare gravi complicazioni di salute, anche pericolose per la vita, tra cui:

  • perdita dell’udito;
  • coaguli di sangue;
  • meningite;
  • ascesso cerebrale.

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Miodesopsie (mosche volanti): come fare per eliminarle

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES MIODESOPSIE MOSCHE VOLANTI PRETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRCome si possono trattare le miodesopsie?

Purtroppo non esistono in commercio farmaci specifici per le miodesopsie. Una volta appurato, tramite visita medica, che non vi siano alla base complicanze più importanti, è possibile seguire sostanzialmente due strade: l’intervento laser o la vitrectomia.

Il trattamento con lo Yag Laser è quello preferibile quando i floaters (nome inglese delle miodesopsie che si riferisce al loro fluttuare all’interno dell’occhio) sono visibili e sufficientemente distanti dalla retina e dal cristallino. Si tratta di un intervento semplice e non doloroso, della durata variabile tra i 10 ed i 30 minuti, dopo il quale il paziente può riprendere le sue normali attività sportive o lavorative.

Vi sono tre tecniche adoperate per eliminare le miodesopsie con l’utilizzo del laser:

  • La vaporizzazione consiste nel colpire con il laser le fibrille che compongono i corpi mobili, trasformandoli così in gas. Nel caso di distacco posteriore di vitreo si ha un anello ialino che risponde molto bene a questo trattamento.
  • La delocalizzazione si effettua tagliando superiormente i sottili filamenti che tengono il corpo mobile in posizione. Come risultato, il corpo mobile cadrà verso il basso, non interferendo più nella visione.
  • L’assottigliamento è la tecnica preferenziale quando i corpi da eliminare sono multipli, fibrosi e difficili da vaporizzare. Quando si localizzano, ad esempio, anche un centinaio di corpi mobili, diventa impossibile effettuare un elevato numero di spot laser per non surriscaldare troppo il vitreo. Si cerca quindi di diradare i corpi mobili.

Spesso può essere necessario più di un trattamento per ottenere un risultato ottimale ed è importante ricordare che lo scopo di questa procedura è quello di eliminare le opacità del vitreo, non di rimuoverlo.

La vitrectomia è una tecnica di micro-chirurgia oftalmica grazie alla quale viene rimosso, parzialmente o totalmente, l’umore vitreo dell’occhio. Viene utilizzata come terapia in diverse patologie oculari, quando il corpo vitreo è danneggiato irrimediabilmente e non è più trasparente e consiste nell’aspirazione dell’umore vitreo tramite l’inserimento di microsonde all’interno del bulbo oculare, di diametro estremamente esiguo, dell’ordine di 0,4 millimetri. L’operazione può essere eseguita in anestesia locale o generale con una durata variabile a seconda della gravità del problema ed il recupero post-operatorio richiede circa 24 ore. In seguito il paziente dovrà comunque seguire accorgimenti come l’instillazione di specifici colliri, determinate posture per il sonno e l’evitare sforzi e traumi.

Valutare con il proprio oculista i pro ed i contro è importante per arrivare alla migliore scelta terapeutica.

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Distacco posteriore vitreo: rimedi, cosa fare e cosa NON fare

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCIl distacco posteriore di vitreo è caratterizzato dalla separazione del corpo vitreo (sostanza gelatinosa situata all’interno dell’occhio aderente alla retina) dalla superficie retinica. Il distacco avviene per un fenomeno di degenerazione vitreale.

Cure per il distacco posteriore di corpo vitreo

Purtroppo non esiste una terapia che risolva completamente il disturbo che, in ogni caso, tende a regredire molto lentamente e spontaneamente. Infatti, col passare del tempo, le ombre appariranno sempre più sbiadite e si percepiranno sempre meno, dal momento che il cervello tende ad ignorare l’immagine fastidiosa (perché non rappresenta un nuovo stimolo) grazie ad un meccanismo di compensazione.

Cosa fare per rallentare la patologia e l’adattamento del cervello

Si consiglia di idratare l’organismo, bevendo molta acqua (almeno 1,5/2 litri al dì specialmente quando fa parecchio caldo o, comunque, più di quanta se ne beva già), di arricchire la dieta con frutta e verdura – ricche di sali minerali che aiutano a trattenere l’acqua nel nostro corpo – e di assumere integratori con profilo completo di vitamine e sali minerali. E’ però importante ricordare che bere molto fa bene, e probabilmente assumere regolarmente integratori aiuta a mantenere buone condizioni di salute, ma certamente non fa nulla di attivo per migliorare le miodesopsie. Il miglioramento della sintomatologia avviene – come già prima accennato – grazie a meccanismi di compensazione (neuro-adattamento) da parte del cervello che risultano però soggettivi e difficili da prevedere. Mentre è semplice per il cervello adattarsi a zone d’ombra o scotomi fissi (ad esempio quelli causati dalla presenza dei vasi sanguigni e dal nervo ottico), la mobilità delle miodesopsie a volte impedisce i meccanismi di gestione del disturbo, e sono tutt’altro che rari i casi di pazienti che si dicono esasperati, talora ossessionati dai corpi mobili, al punto da farne un vero e proprio problema psicologico, e si dicono disposti a tutto (e quindi ad accettare il rischio di complicazioni di una procedura invasiva) pur di eliminare il disturbo.

Cosa NON fare per rallentare la patologia

E’ necessario evitare traumi e sforzi fisici, effettuando visite oculistiche periodiche di controllo, soprattutto se aumentano i corpi mobili vitreali e i flash luminosi.

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