Il sesso è davvero importante in una coppia?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO COPPIA BACIO AMOREAlcune persone pensano che il sesso sia sopravvalutato, mentre altre ritengono che ci siano moltissime ragioni per cui è estremamente importante. Il sesso, in realtà, è un aspetto fondamentale della vita di coppia, anche se non tutti vi danno lo stesso peso: molti problemi di relazione dipendono proprio dalla poca importanza che danno al sesso o alla frequenza con cui si dovrebbero avere rapporti sessuali. Le coppie di qualsiasi età che sono soddisfatte del loro rapporto, è difficile che non abbiano una buona intesa e vita sessuale, mentre coppie che non hanno rapporti sessuali sono spesso – anche se non sempre – infelici e frustrate e statisticamente tendono più facilmente a divorziare.

Parametri “normali”? Nel sesso non esistono

Pur non esistendo dei veri e propri parametri di normalità, in genere viene considerata una coppia “senza sesso” quella che ha rapporti sessuali non oltre le dieci volte l’anno, tuttavia ogni coppia è diversa. Alcune coppie felici hanno in media 3 o 4 rapporti sessuali al mese, ma questo dipende da coppia a coppia, da come si mantiene l’impulso sessuale negli anni e da molti altri fattori. La stessa importanza che viene data al sesso può cambiare nel tempo: non mi dite che l’importanza che date al sesso a 20 anni è la stessa che gli dedicate a 70! In una coppia si trasforma e cambia anche il modo di praticarlo, così come cambiano altri aspetti della relazione. In ogni caso conoscersi e conoscere l’altra persona è un lavoro che non finisce mai, quindi non bisogna dare per scontate questioni importantissime per la vita di coppia, come la sessualità. La cosa fondamentale è continuare ad ascoltare e ad imparare l’uno dall’altro.

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Non esistono “leggi” nel sesso, quindi non c’è ragione di sentirsi in colpa perché si chiede ciò che si vuole o perché non si desidera quello che l’altro chiede: la vera legge dei rapporti è che la comunicazione è fondamentale. Parlare è il modo migliore per risolvere i problemi, specie in campo sessuale. Affinché un rapporto di coppia funzioni per quanto riguarda la sessualità, è necessario parlarsi senza sentirsi in colpa, spiegando con calma i propri desideri e quello che eventualmente si considera una mancanza da parte del partner. Solo così i rapporti sessuali potranno essere davvero piacevoli e, di conseguenza, aumenterà anche la loro frequenza e, quasi sicuramente, ciò aumenterà l’intesa della coppia. In un rapporto di coppia, infatti, di solito l’unica cosa che si condivide in modo esclusivo è il sesso, cioè il sesso è ciò che rende la relazione di coppia diversa da quella tra due amici, quindi è importante che esista intesa sessuale, affinché la coppia funzioni. Nella coppia, inoltre, il sesso è molto più che divertimento, infatti richiede un profondo livello di comunicazione. Il sesso nella coppia richiede di parlare di questioni emotive intime, richiede di conoscere l’altro, di sapere cosa lo fa stare bene, di rispettarsi a vicenda, di dare e ricevere, arrivando ad un alto livello di fiducia reciproco.

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Morta a 49 anni la prima donna ad aver subito il trapianto di faccia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ISABELLE DINOIRE MORTA TRAPIANTO FACCIA  Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Vagina.jpgPurtroppo non ce l’ha fatta Isabelle Dinoire la donna francese che fu nel 2005 la prima persona al mondo ad essere operata per un trapianto del viso. Il decesso, a 49 anni, è avvenuto il 22 aprile scorso «dopo una lunga malattia» ad Amiens (nel nord della Francia), ma se ne è avuta notizia soltanto oggi.

L’intervento pionieristico

Il 17 novembre 2005, Isabelle Dinoire ricevette un nuovo viso, per la prima operazione del genere al mondo. Riuscì a superare l’impatto psicologico, ma il suo fisico ha prodotto un rigetto 11 anni più tardi. I farmaci che era costretta a prendere – secondo quanto si apprende da fonti sanitarie – hanno favorito l’insorgere di due tumori. Nel maggio del 2005 la donna aveva assunto alcuni sonniferi per andare a dormire e nella notte il suo labrador aveva più volte tentato di svegliarla e l’aveva sfigurata strappandole labbra, naso e guance. Dinoire raccontò di essersi svegliata intontita dai farmaci, ferita, ma senza subito rendersi conto della situazione. Dopo le prime cure accettò di sottoporsi al delicato trapianto di faccia da una donatrice al centro ospedaliero di Amiens. Un intervento durato 15 ore a cui parteciparono decine fra medici e infermieri sotto la guida del professor Bernard Devauchelle e Jean-Michel Dubernard. «Mi ci è voluto del tempo per accettare il mio volto. Ho dovuto imparare a fare tutto, a mangiare, a sorridere, ma la mia nuova faccia mi ha dato la forza di affrontare le persone e di guardarle negli occhi» ha più volte raccontato.

Il rigetto

A causa di due importanti episodi di rigetto furono prescritti a Isabelle Dinoire farmaci molto aggressivi per contrastare la reazione del suo organismo a tessuti che non appartenevano a lei. Nonostante i medicinali, nell’inverno scorso la donna ha subito un parziale rigetto che le causò la paralisi delle labbra. Proprio questi farmaci le avrebbero inoltre causato l’insorgere dei due tumori.

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Spina bifida e difetti di chiusura del tubo neurale nel feto: trasmissione, prevenzione, diagnosi e cura

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I “difetti di chiusura del tubo neurale” sono un insieme di malformazioni congenite a carico del sistema nervoso centrale, causate da anomalie dello sviluppo embrionale che si verificano entro 28 giorni dal concepimento. Nel normale sviluppo embrionale il tubo neurale (una struttura presente nell’embrione da cui origina il Continua a leggere

Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIMENSIONI PENE CONTANO CONFESSIONI Riabilitazione Medicina Estetica Nutrizionista Sesso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio AntifumoAscoltando amici e pazienti maschi, appare chiaro come la maggior parte degli uomini – anche quelli più sicuri di sé – siano in segreto fondamentalmente insicuri riguardo alle dimensioni del loro pene in erezione.
Ricordo che in Italia la lunghezza media del pene in erezione misurata a partire dal pube è di circa 15 cm e circa 13 cm di circonferenza, il che è sicuramente un dato elevato se messo in comparazione con la mappa mondiale della lunghezza del pene che potete vedere cliccando qui.

La diplomazia delle donne

Nonostante il fatto che gli uomini abbiano nella maggioranza dei casi misure assolutamente normali e più che sufficienti per soddisfare una donna (la vagina è sensibile soprattutto nei primi 7 cm!), ogni uomo pagherebbe una fortuna per sapere quello che veramente pensano le donne riguardo alle dimensioni del proprio pene. Dico “quello che veramente pensano”, perché di solito le donne sono molto diplomatiche quando gli viene chiesto se per loro le dimensioni del pene contano o no a letto, rispondono infatti: “le dimensioni non contano”, “basta saperlo usare” e frasi di questo tipo, che mi appaiono piuttosto false e “di circostanza” (qualcuno direbbe “bluepill”). Negli ultimi tempi ho perciò raccolto una serie di testimonianze reali tra le mie pazienti donne, a cui ho chiesto di essere assolutamente sincere. Le riporto oggi, a distanza di circa due anni da quando ho iniziato a raccoglierle, dividendole in due categorie caratterizzate da un campione di donne tra 19 e 39 anni ed un altro campione tra 40 e 65 anni. Scopriamo quindi cosa pensano realmente le donne, più giovani e meno giovani, riguardo alle dimensioni del pene (e non solo), assolutamente senza censure eccetto per poche piccole variazioni che ho introdotto per rendere più chiaro il pensiero, variazioni che però non modificano il senso della risposta.

CAMPIONE DI DONNE TRA 19 E 39 ANNI

1) Ilaria (23 anni, studentessa, impegnata). Il pene deve essere grande, un pene piccolo mi fa iniziare male un rapporto sessuale. Ovvio che se poi l’uomo lo sa usare bene un po’ il problema passa in secondo piano ed il rapporto può essere bello uguale, ma se ci spogliamo e durante i preliminari lo vedo piccolo, questo mi condiziona un po’ in modo negativo per il seguito, e non solo per il rapporto sessuale, ma proprio per l’intera storia con lui. Vedere che lui possiede un pene grande invece mi dispone bene anche se non è sicurezza di sesso piacevole. Una cosa importante è che sia pulito e non apprezzo chi si depila del tutto.

2) Marta (31 anni, impiegata, coniugata). Il pene deve essere sicuramente grande ma non deve essere troppo lungo altrimenti, se spinge troppo in profondità, mi fa addirittura male. Un pene piccolo non è la fine del mondo, ma se posso scegliere preferisco un pene più grande perché mi ispira più virilità. La grandezza dei testicoli è indifferente, basta che non siano minuscoli. Non mi piace quando lo sperma è amaro. Il pene più piccolo è quello di un mio ex che lo aveva tipo sui 12 cm, però almeno lo sapeva usare bene! Preferisco un pene circonciso.

3) Martina (37 anni, libero professionista, divorziata). Un pene sopra la media, dai 17 cm in su, mi ispira sesso migliore. Però la lunghezza non è l’unica cosa importante: la pelle del pene deve essere curata e non mi piacciono i peli troppo lunghi. Poi se è troppo lungo, l’uomo pensa che basti questo per farmi godere e non si impegna. Importante: l’erezione deve essere forte, devo sentirlo “duro”, può essere grande ma se non rimane in erezione a lungo, ci faccio poco.

4) Veronica (26 anni, studentessa, single). Mi piace un pene più grande, la lunghezza è meno importante anche se deve essere almeno nella media, quello che più mi importa è la circonferenza perché un pene grosso di circonferenza mi riempie di più quando mi penetra. Certo, se è largo ma corto non è che mi vada molto bene. I testicoli devono essere “pieni”. Anche un glande grosso mi ispira “pienezza” anche se deve essere grande ma proporzionato: non mi piace quando l’asta è secca ma il glande è grosso, meglio proporzionati. Deve essere anche duro per il tempo sufficiente.

5) Ilaria (19 anni, studentessa, single). Mi piace un pene più grande della media ma non enorme, se è troppo grosso rischia di darmi dolore quando mi penetra. Deve essere curato: anche se è un bellissimo pene, mi da fastidio se ha odore di sudato o se lo apro ed è sporco. Non deve venire subito altrimenti non ho neanche il tempo per eccitarmi. Mi piace depilato ma non troppo, qualche pelo deve averlo! Il pene deve essere “bello”, ma anche se il pene è bello, mi eccita poco se il suo proprietario non è esteticamente carino.

6) Giulia (39 anni, impiegata, impegnata). Il pene più grosso è meglio anche se quando è troppo lungo può farmi male se arriva troppo in profondità. Mi piace depilato su asta e testicoli ma peloso sul pube. Mi piace con una grande circonferenza perché mi “riempie” anche se un pene “grosso” può essere difficile da gestire nel sesso orale e anale. Il pene deve essere pulito. Preferisco un pene non circonciso.

7) Tania (33 anni, disoccupata, coniugata). La lunghezza è importante, ma meglio la circonferenza. Tra un pene lungo e “magrolino” ed uno corto e grosso preferisco il secondo, certo che è meglio uno abbastanza lungo e molto grosso. Un pene con grande circonferenza lo “sento” di più. I testicoli non li noto troppo a meno che non siano piccoli il che non è un belvedere, ma meglio quelli piccoli e non il pene che il contrario. Preferisco i peli all’uomo depilato, mi dà più l’idea di uomo, anche se è meglio evitare l’effetto moquette.

8) Marta (27 anni, impiegata, impegnata). Il pene più grande con cui ho fatto sesso misurava, a quello che lui diceva, 20 cm: non so se avesse detto un dato reale, ma in effetti era molto grande tanto che quando spingeva a volte mi faceva dolore ed ero costretta a dirgli di non metterlo fino alla base. Quello più piccolo non saprei di quanti cm era, però non era così bello a vederlo. Forse è migliore un pene nella media o poco di più, sicuramente pulito e che non puzzi. Poi bisogna saperlo usare, non è importante che l’erezione duri troppo: mi piacciono rapporti brevi ma intensi. Preferisco un po’ depilato ma non troppo.

CAMPIONE DI DONNE TRA 40 E 65 ANNI

Per leggere le interviste alle mie pazienti del secondo gruppo (tra i 40 ed i 65 anni) riguardo alle dimensioni del pene, leggi la seconda parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

CONSIDERAZIONI FINALI E I CONSIGLI DELLE DONNE

Per leggere le considerazioni finali ed i consigli delle mie pazienti riguardo alla lunghezza del pene, leggi questo articolo: Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Perché vengono i crampi? Cosa sono, come prevenirli e come farli passare?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SPORT CORSA PALESTRA GINNASTICA ALLENAMENTO PESI MUSCOLI RUNNER JOGGING CORRIDORE ATLETA SPORTIVO (3)Tutti ne abbiamo sofferto almeno una volta nella vita, soprattutto se siamo molto pigri (e all’improvviso vogliamo “strafare” in palestra) ma anche all’opposto, se facciamo molta attività fisica. E’ un dolore considerato quasi banale, eppure è intensissimo, tende ad aumentare se non si interviene e ci obbliga ad interrompere quello che stiamo facendo per trovare sollievo; ciò può essere particolarmente pericoloso se il crampo ci colpisce agli arti inferiori mentre stiamo nuotando. Ma vi siete mai chiesti cos’è realmente un crampo? Per crampo si intende uno spasmo involontario della muscolatura striata, che insorge in modo repentino e doloroso presentandosi come una fitta acuta. E’ fondamentalmente una “potente contrazione involontaria della muscolatura volontaria”.

Perché vengono i crampi?

L’insorgenza dei crampi è dovuta a varie cause non ancora del tutto chiarite. Durante il crampo la membrana della fibra muscolare conduce dei potenziali d’azione a frequenze altissime in assenza di stimoli nervosi. Questo fenomeno sembra essere causato da una variazione della permeabilità di membrana, a sua volta probabilmente legata a modificazioni della concentrazione ionica dei liquidi tissutali. Ecco perché la sudorazione può provocare i crampi: perdere sudore determina disidratazione e perdita di sali minerali. Variazioni locali del pH possono avere lo stesso effetto. Anche problemi di circolazione possono portare ad un aumentato rischio di crampi.

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Crampi ed acido lattico: qual è il rapporto?

Di fatto i crampi possono insorgere indipendentemente dall’esercizio fisico intenso caratterizzato da accumulo di acido lattico nel torrente ematico, come conseguenza di un danno fisico o chimico a carico del sarcolemma, di stimoli irritativi sul motoneurone, o dell’azione di diversi farmaci. II ruolo dell’acido lattico nel produrre il crampo rimane tuttora non bene chiarito.

Quando vengono i crampi?

Generalmente i crampi insorgono durante l’attività sportiva particolarmente intensa o in condizioni climatiche caldo-umide.

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Chi viene colpito di più dai crampi?

La comparsa dei crampi può verificarsi in atleti professionisti durante sforzo prolungato (come succede ad esempio nei tempi supplementari delle partite di calcio) anche se è molto più frequente nei soggetti meno allenati o comunque meno predisposti a impegni muscolari molto intensi. Nei più pigri i crampi possono insorgere anche a riposo. I soggetti maggiormente a “rischio” di crampi improvvisi, sono quelli in soprappeso e le persone poco allenate che “improvvisano” programmi di allenamento senza andare per gradi e sottoponendosi a sforzi eccessivi. Convivono con i crampi specie quei soggetti che – per problemi di circolazione, o per un respiro molto frequente (ventilazione inadeguata) – determinano nel proprio corpo un impoverimento di ossigeno a livello dei tessuti.

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Quali sono le cause dei crampi?

1) Sudorazione. Come prima accennato l’eccessiva sudorazione provoca un’alterazione che fa contrarre il muscolo in modo anomalo;

2) Circolazione. Una scarsa circolazione sanguigna fa sì che si verifichino durante la notte, quando la temperatura del corpo si abbassa; anche le condizioni climatiche possono “contribuire” a questa situazione perché il freddo (specie di notte) è un vasocostrittore e agisce sulla circolazione del sangue, rallentandola;

3) Posizione. Quando si assume una posizione non naturale, la circolazione è ostacolata e possono insorgere contrazioni muscolari anomale;

4) Farmaci. I diuretici possono contribuire alla comparsa dei crampi e questo fenomeno rientra negli effetti collaterali del farmaco assunto; anche gli agonisti beta-2 (salmeterolo e salbutamolo) usati per il trattamento dell’asma possono aumentare le possibilità di insorgenza di crampi;

5) Fatica. Gli atleti e tutti coloro che praticano discipline sportive, durante i loro allenamenti, sono “soggetti” alla fatica e quando questa risulta esagerata rispetto al grado di allenamento personale (ciò riguarda soprattutto gli amatori), si creano alterazioni biochimiche e di conseguenza spasmi e contrazioni;

6) Patologie neurovegetative.

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Come prevenire i crampi?

Se possibile praticare attività fisica in ambienti freschi e asciutti dove il normale processo fisiologico della sudorazione non è accelerato dal fattore clima. Abbinare alla pratica sportiva, ma anche alla vita di tutti i giorni, un adeguato reintegro di liquidi e sali minerali, con cibi e bevande che contengano le giuste quantità di sodio, magnesio, calcio e potassio. Evitare di praticare attività fisica subito dopo aver mangiato. La digestione utilizza grandi quantitativi di sangue in circolo sottraendolo, nel momento dell’attività fisica, al tessuto muscolare.

Cosa fare per far passare il dolore quando insorge il crampo?

Se il crampo ha colpito il piede occorrerà tirare con delicatezza l’alluce verso il corpo, piegando contemporaneamente il piede in avanti e indietro. Se invece è il polpaccio a soffrire, l’unico rimedio è mettersi in piedi e poggiare con tutto il peso del corpo sulla zona non “colpita”. Infine, se il crampo riguarda l’atteggiamento più corretto è quello di sdraiarsi massaggiando vigorosamente tutta la zona dolente. È importante massaggiare la parte dolente, riscaldandola (non utilizzare il ghiaccio, molto indicato invece per le contratture). Dopo aver massaggiato la parte colpita, si dovrà immergerla in acqua calda. Se il dolore persiste è utile anche l’applicazione locale di pomate antinfiammatorie.

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Come riconoscere un crampo da una contrattura?

Come abbiamo appena visto, è importante capire subito se il dolore è causato da un crampo o da una contrattura, visto che nel primo caso è importante riscaldare la parte, mentre nel secondo raffreddarla con ghiaccio. La diagnosi esatta viene fatta in base al dolore: nel caso di contrattura il soggetto a riposo non avverte dolore, al massimo un leggero fastidio, mentre nel caso di crampo, anche se si interrompe immediatamente l’attività sportiva che sta svolgendo, il dolore rimane molto intenso e, se non si interviene, tende addirittura ad aumentare.

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Si possono “curare” definitivamente i crampi?

In soggetti sani non esistono cure contro i crampi che si manifestano generalmente con una certa regolarità in occasione di sforzi fisici prolungati. Il fatto che questo fenomeno tenda a ripetersi, indica che la causa non è da ricercare nello squilibrio chimico legato alla sudorazione perché in genere il fenomeno si verifica anche in condizioni climatiche normali. Non è utile assumere sali minerali in maniera esagerata, nella speranza di “evitare” il crampo, occorre piuttosto “modulare” il tipo di allenamento in base alla competizione che si vuole affrontare, perché, come detto sopra, questa patologia, colpisce in maggior misura, coloro che “vantano” uno scarso allenamento.

Quali sono i cibi e le bevande consigliate per prevenire e “curare” i crampi?

Alcuni cibi possono ridurre il rischio di crampi, in virtù dell’alto contenuto di sali minerali e vitamine: verdure a foglia verde scura, banane, latte, formaggio, yogurt, pesce, broccoli, sesamo, uova, fegato.

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Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

MEDICINA ONLINE DORMIRE SONNO SONNOLENZA INSONNIA DONNA DIVANO FIORI POMERIGGIO GIORNO LUCE MELATONINA SONNELLINO POMERIDIANO RIPOSO STANCHEZZA ESAURIMENTO MENTALE TRISTE NEVRASTENIA PSICHIATRIA ANSIA DEPRESSIONE.Alcuni sogni sono più diffusi degli altri. Sognare topi e serpenti ad esempio è estremamente diffuso, specie tra le donne. Ma perché alcuni sogni sono così diffusi e perché sono ricorrenti? Ancora queste domande non sono state del tutto chiarite dalla scienza, tuttavia appare chiaro come sognare alcuni elementi possa andare ad indicare una emozione o un pensiero che ci riguarda e che spesso, ci opprime o ci mette paura, con un simbolismo chiaro.

Per comprendere meglio quello di cui stiamo parlando, vi consiglio di leggere prima questo mio articolo: Perché sogniamo? Perché ricordiamo alcuni sogni e altri no? Cos’è un sogno lucido e la fase REM?

Cosa significa sognare topi e ratti?

Sognare topi e ratti provoca in genere una sensazione di disgusto o di paura. Indica che  inconsciamente si ha paura di qualcosa, che ci si sente insignificanti ed inadeguati, che si manca di autostima. Il subconscio potrebbe volerci dire che stiamo perdendo troppo tempo a nasconderci all’ombra di qualcun altro. Sognare un topo indica anche il nostro timore di affrontare una piccola scocciatura, qualcosa che ci darà fastidio, oppure che ci stiamo lasciando affliggere da fatti di poco conto (piccoli come i topolini che sogniamo) e che dobbiamo dare il giusto valore a questi eventi. Ci sono sentimenti e pensieri che ci rodono. Anche una immotivata timidezza. Per molti i topi dipingono i loro sentimenti di repulsione, orrore, ribrezzo, che persistentemente ed inconsciamente ne pervadono la vita. Vedere topi nei sogni è molto frequente, perché sono portatori di pensieri negativi che ci angosciano e ci tormentano, come l’invidia e la gelosia che ci  “rodono” la coscienza. Possono essere considerati anche come segnali di presenze nemiche fra le nostre relazioni, di un amico insincero. Sognarli potrebbe metterci in guardia da pericoli in agguato. I topi nei sogni possono anche collegarsi all’istinto sessuale, soprattutto nel caso di un topo con una grossa e lunga coda, o alla paura del sesso e del pene maschile, specie se il topo è visto come qualcosa che invade la nostra casa, i nostri spazi, il nostro corpo.

Leggi anche: Come imparare a ricordare i sogni

Cosa significa sognare un serpente?

Sognare serpenti può avere tantissimi significati:  l’animale infatti richiama alla mente tanti diversi simboli. Secondo Freud il serpente è associato alla sessualità ed è infatti un simbolo fallico che  può rappresentare sia la fertilità che le tentazioni, tanto che nell’uomo soprattutto nella fascia adolescenziale, può star a significare il suo bisogno di sentirsi affermato come uomo virile e dotato di una sessualità. Nella donna, invece, può simboleggiare l’attrazione ma al contempo la paura nei confronti del sesso, Jung invece associa ai rettili l’energia sessuale. Oltre agli aspetti più psicologici del sognare i serpenti, ricordiamo che nell’immaginario comune questo animale è visto come cattivo e infido, basti pensare ad esempio a come l’immagine di qualcuno che crediamo cattivo venga a volte associata al serpente, inoltre  anche nelle religioni il serpente è simbolo del peccato e della tentazione. Sognare un serpente che striscia e sibila rappresenta la presenza nella nostra vita di conoscenze che nutrono invidie nei nostri confronti e che non sono completamente sincere con noi. Sognare un serpente attorcigliato a noi indica che stiamo reprimendo i nostri istinti sessuali e che dovremmo lasciarci andare di più, se invece è attorcigliato ad un’altra persona, indica una nostalgia nei confronti di quest’ultima.

Cosa significa sognare un serpente morto o ucciderlo?

Sognare un serpente morto o sognare di uccidere un serpente simboleggia l’aver sconfitto una paura e può essere associato alla maturità, al sentirsi meno bisognosi di cure materne e capaci di prendere da soli le proprie decisioni, tuttavia può anche rappresentare una repressione degli istinti che invece dovreste accogliere.

Leggi anche: La morte per mancanza di sonno è davvero possibile? Per quanto tempo si può restare svegli?

Cosa significa sognare di essere morsi da un serpente?

Sognare di essere morsi da un serpente sta a rappresentare una situazione di malessere dovuta a delle critiche che avete ricevuto e per le quali non riuscite a trovare un giustificazione, critiche per voi eccessive e senza motivo che vorreste allontanare, sognare invece che il serpente morde gli organi genitali può avere significati differenti, o mettere a freno le proprie pulsioni o quello di superare una preoccupazione che ci affligge e che ci frena nei nostri rapporti.

Leggi anche: Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni

Cosa significa se è un uomo a sognare gatti o cuccioli di gatto?

I gatti rappresentano il lato femminile della psiche maschile; possono simboleggiare dunque la vulnerabilità. I gatti, più che i cani , sono spesso apprezzati e associati con indipendenza e auto-sostenibilità. Tuttavia, l’immagine del gattino indifeso è un’immagine ben radicata nell’inconscio collettivo: se si sogna dei cuccioli, dei gattini appena nati, se si ascoltano dei miagolii, può essere un’indicazione che il sognatore non solo si sente vulnerabile, ma incapace di ottenere aiuto. In questo caso, il sognatore dovrebbe guardare alla propria vita reale e verificare se (lui o lei) non viene ascoltata o se il problema è l’incapacità di chiedere aiuto. Sognare dei gattini potrebbe anche significare che il sognatore ha intrapreso un nuovo progetto o fase della vita che è in uno stato vulnerabile e ha bisogno di nutrimento. In alcuni casi sognare di essere un gattino può indicare un senso di inferiorità, specie se nel sogno sono presenti altri gatti più grandi che incutono timore.

Cosa significa se è una donna a sognare gatti?

Nei sogni delle donne, i gatti sono di solito simboli di come la donna vede sé stessa. La percezione personale di cui comprende non solo come la donna pensa di sé stessa fisicamente, ma anche di come si riferisce al suo intuito, la sua creatività, e di come lei si vede rispetto agli uomini. Gatti sani nei sogni possono indicare che una donna ha un alto livello di fiducia in sé stessa molto altro. Avere fiducia in sé stessi è molto diverso da dire di essere arrogante: fiducia in sé stessi indica un senso di comfort con sé stessi; ci si sente completamente a proprio agio nella propria pelle. Uno si affida all’intuizione e alle decisioni prese sulla base di tale intuizione. Sognare i gatti in buona salute può anche significare che una si è un donna di potere. Il potere non è sinonimo di controllo. Controllare le persone che cercano e tenere tutto sotto controllo è proprio perché si sentono di non avere alcun potere. Il potere è neutrale, né bene né male. Il potere è la capacità di influenzare il cambiamento, non la propria capacità di controllare gli altri intorno. Quando si ha il potere viene da fidarsi di sé stessi, perché si possono ottenere risultati. Sognare cuccioli di gatto, nella donna, simboleggia un desiderio di maternità o una vulnerabilità correlata ad una nuova situazione di vita che incute timore. In alcuni casi sognare di essere un gattino, come accade per l’uomo, può indicare nella donna un senso di inferiorità, specie se nel sogno siamo circondati da gatti più grandi ed aggressivi.

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Cosa significa sognare il sangue?

Sognare il sangue è associato al concetto di vitalità, a prescindere che si sogni il proprio sangue o quello di qualcun altro. Il sangue è quasi naturalmente associato alla circolazione dell’energia vitale nel corpo umano. Questo nesso può ricondurre anche alla propria famiglia, ai propri discendenti diretti (i cosiddetti “legami di sangue”).
È anche possibile ravvisarvi un’interpretazione omofonica in cui il suono della parola sangue è associabile alla parola “senza”, ovvero a una mancanza. Sognare il sangue può anche rinviare all’immagine del vampiro, ovvero alla paura di essere deprivati della propria forza vitale da parte di un predatore. Per Sigmund Freud, sognare il sangue allude al desiderio di rapporti sessuali. Non è il desiderio di un individuo specifico quanto piuttosto l’espressione di una libido che è al suo massimo grado di espressione e di necessità. Sognare sangue denota quindi una sessualità scarsamente appagata e che come tale ha bisogno di esprimersi, di manifestarsi con enfasi. Indica la presenza di una pulsione forte e impellente. Freud associa il colore rosso del sangue alla passione divorante e all’intensità della libido.

Cosa significa sognare i denti?

Perdere i denti è un sogno ricorrente e cela quindi significati simili per tutte le persone. In generale i denti vengono associati alla carica sessuale, alla forza vitale, al vigore e alla salute (difatti in vecchiaia perdiamo i denti), all’aggressività. Il loro compito è afferrare, mordere, sminuzzare il cibo. Perderli può indicare la perdita di alcuni di questi aspetti e per capire quali è fondamentale contestualizzare il sogno. I denti servono per mordere, afferrare, sorridere, “ringhiare”, ma anche incidere, tagliare, strappare ed è partendo da queste funzioni pratiche che si può risalire al significato simbolico. Ovviamente, a seconda della tipologia svolgono funzioni leggermente diverse, i canini per esempio, essendo originariamente adibiti a strappare e triturare, vengono associati all’aggressività.  Riconoscere quali denti cadono in sogno può fornire quindi ulteriori informazioni sul messaggio onirico.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Lo operano per un tumore e gli trovano 40 coltelli nella pancia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAIncredibile fatto accaduto in un ospedale indiano. Una equipe di cinque chirurghi ha operato ad Amritsar (Stato di Punjab) un agente di polizia che aveva manifestato forti dolori al ventre, estraendo dal suo stomaco 40 coltelli, che aveva ingerito di sua volontà, molti a serramanico chiusi, ma altri aperti e con la lama esposta. Dopo le prime visite nell’Amritsar Corporate Hospital i medici avevano ipotizzato, confortati da una ecografia, la presenza di una grossa massa tumorale. Ma successivamente una tomografia computerizzata ha materializzato una ipotesi incredibile, ha dichiarato il capochirurgo Jatinder Malholtra, e cioè che «nello stomaco del paziente era stato identificato un gran numero di oggetti simili a coltelli».
Quando «è cominciato l’intervento chirurgico – ha aggiunto – abbiamo subito trovato, uno dopo l’altro i coltelli, molti chiusi, ma alcuni aperti e lunghi quasi 18 centimetri». In 20 anni di professione, ha assicurato stupefatto Malholtra, «non avevo mai visto una cosa del genere. E se non fossimo intervenuti, presto il paziente sarebbe morto per le ampie ferite interne che si era prodotto». L’operazione è durata 5 ore.
I sanitari hanno chiesto al paziente, affetto da disturbi psichiatrici e che ora è in convalescenza e sta riprendendosi, in quanto tempo avesse ingerito i coltelli, ricevendo come risposta «due mesi».

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Depressione post coitale: perché le donne piangono dopo aver fatto l’amore? Cause e cura

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERATra gli uomini è un fenomeno estremamente raro, tra le donne è invece molto più diffuso di quello che si pensi, almeno a giudicare da quello che mi riferiscono le mie pazienti donne: sto parlando del pianto dopo l’orgasmo o del pianto che segue un rapporto anche quando la donna non raggiunge l’orgasmo. La prima cosa che mi sento di fare è rassicurare gli uomini all’ascolto: il pianto post rapporto non deve spaventare gli uomini né farli sentire inadeguati o in colpa per aver fatto qualcosa di male nei confronti della partner, perché la maggior parte delle volte è un pianto che semplicemente incornicia una emozione fortissima provata dalla donna durante il rapporto. Altre volte però, il pianto della donna dopo il sesso può essere il sintomo del “post sex blues” anche chiamato “depressione post coitale”. Analizziamo bene i vari scenari possibili.

Leggi anche: Perché si piange? Per quale motivo si piange di gioia, di dolore e dal ridere? A che servono le lacrime?

La donna piange dopo il rapporto per il troppo piacere

Alla volte, le lacrime possono essere provocate dalla forte intensità del momento, da gioia e commozione, da un piacere così intenso e profondo che arriva a far piangere. Del resto le donne, molto più che gli uomini, si esprimono anche con il pianto e le lacrime possono essere un modo proprio per esprimere la forte emotività del momento. Piangere mentre si fa l’amore o dopo può essere il modo naturale attraverso il quale una donna manifesta le proprie emozioni.

Il pianto liberatorio dopo il sesso

Spesso per la donna il pianto dopo l’orgasmo è un pianto liberatorio: durante il rapporto intimo c’è la tensione verso il piacere, con il raggiungimento del piacere ci si lascia completamente andare e dopo possono arrivare le lacrime. La tensione si scioglie all’improvviso dopo il picco del piacere, la donna entra in una “fase nuova” del momento e subentra uno stato di profonda emotività.

La donna piange perché l’uomo si allontana dopo il sesso

Quando una donna è profondamente innamorata del proprio compagno, il momento immediatamente successivo al raggiungimento dell’orgasmo può essere vissuto come una sorta di perdita: il culmine del piacere è stato raggiunto e la donna e l’uomo si sono disgiunti, una sensazione che potrebbe essere vissuta dalla donna come un incanto che si spezza, da qui la malinconia e la tristezza che possono portare alle lacrime. Il suggerimento per gli uomini, in questi casi, è di stare vicino alle proprie compagne ed abbracciarle, in modo che il contatto fisico e l’intimità non si interrompano.

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La donna piange per il post sex blues o depressione post coitale

Il pianto post-orgasmo può dipendere anche da uno stato diverso dalla semplice liberazione emotiva o dalla commozione. Si può verificare nella donna, dopo il raggiungimento del piacere, un profondo stato di tristezza, una sensazione di solitudine, fino ad arrivare all’angoscia, chiamato dagli psicologi “post sex blues” o “depressione post coitale”.

Da cosa è causata la depressione post coito?

Questo particolare tipo di depressione non dipende necessariamente dal rapporto sessuale in sé, che può essere stato molto appagante, né dalla relazione di coppia, che può essere soddisfacente. Ma allora perché avviene? Alla base di questo transitorio stato di depressione, che può portare al pianto, ci può essere una causa fisiologica ed una componente psicologica, che possono essere anche presenti contemporaneamente:

  • causa fisiologica: la tristezza post-orgasmo può essere scatenata dal brusco calo delle endorfine nel sangue che hanno raggiunto l’apice durante l’orgasmo per poi precipitare subito dopo, dando una sensazione di abbattimento relativo, prima di ritornare sui livelli normali;
  • cause psicologiche: la componente psicologica può essere molto variegata, tuttavia la maggior parte delle volte il pianto viene provocato da un crollo psicologico che si verifica nella donna dopo il rapporto sessuale a causa della tensione e dell’ansia da prestazione accumulate prima e durante il rapporto. Alla base di questa componente vi è una mancanza di autostima da parte della donna.

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I consigli per superare la depressione post coitale?

Di solito il post sex blues” è transitorio: tende a sparire completamente in pochi minuti. In ogni caso è importante imparare a riconoscerlo e capirne le origini, così come parlarne con il partner per non farlo sentire a disagio o inadeguato. Quando la tristezza e il pianto post-orgasmo dipendono da cause psicologiche si possono mettere a punto delle strategie per contenerli, come chiedere al proprio partner vicinanza, coccole e rassicurazioni. Quando invece alla base ci sono cause fisiologiche occorre imparare ad accettarle senza giudicarle e spiegare bene al partner quello che sta succedendo, in modo da non farlo sentire inutilmente responsabile. L’importante è la condivisione di coppia e affrontare insieme anche queste situazioni. Se notate che la depressione post coitale non accenna a diminuire dopo alcuni minuti e prosegue durante la giornata, potrebbe essere utile l’intervento di uno psicoterapeuta o di un medico.

Se credi di soffrire di depressione post coitale ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo problema.

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