Cosa sono i brufoli ed i punti neri e come fare per prevenirli e curarli?

MEDICINA ONLINE PELLE CUTE DERMA DERMATITE COMEDONE PUNTONERO BRUFOLO ACNE GIOVANILE TARDIVA COSA SONO CURA DETERGENTE GEL PELO TERAPIA CURA POMATA CREMA FARMACI RIMOZIONE SEBO SEBACEA.jpgCosa sono brufoli e punti neri lo sanno tutti, ma cosa sono tecnicamente e come si formano, sono informazioni meno conosciute. Cerchiamo oggi di fare un po’ di chiarezza.

All’origine di tutto c’è il punto nero
I punti neri (anche detti comedoni) conosciuti anche come punti neri, sono formazioni di colore tendente al giallo scuro o anche al grigio/nero, che si sviluppano sulla superficie della pelle. Si tratta di una dilatazione dell’orifizio del follicolo nel cui interno si trovano grassi, cheratina, melanina, peli e batteri, tra cui il Propionibacterium acnes che danneggia ulteriormente il tessuto.

Come si forma un punto nero?
Un comedone si forma quando il canale del follicolo pilifero della ghiandola sebacea si ostruisce a causa di una eccessiva cheratinizzazione. Le lamine cornee si ispessiscono e formano una sorta di tappo che ostruisce l’apertura del dotto ghiandolare, impedendo la fuoriuscita del sebo. Il “tappo” poi scurisce a causa di depositi di melanina e dell’azione ossidante dell’ossigeno.

Come si forma il brufolo?
Il comedone crea le basi per la formazione del foruncolo. Vari batteri, tra cui il Propionibacterium acnes e lo Staphylococcus epidermis, possono penetrare all’interno dei pori otturati dai punti neri. Tali batteri passano attraverso il poro e scendono nel follicolo dove si trovano le cellule che fanno crescere i peli e quelle che producono sebo, la sostanza oleosa che li protegge, determinando infezione. Questa infezione richiama subito le difese dell’organismo. Dai vasi sanguigni e dal derma circostante (il tessuto sotto l’epidermide) accorrono globuli bianchi e anticorpi. L’intera zona si gonfia: è nato il foruncolo. È rosso perché i capillari si dilatano per favorire l’afflusso dei “difensori”, che di solito nel giro di 24-48 ore distruggono i batteri. Verso la fine della battaglia i capillari tornano progressivamente normali e dal sangue giungono i macrofagi, cellule specializzate che fanno piazza pulita dei resti dei combattenti morti: il brufolo si “sgonfia”.

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Cos’è il liquido giallo del brufolo?
Alla fine della battaglia il foruncolo può risultare pieno di un liquido giallo presente in quantità variabile. Tale liquido giallastro (fatto di acqua, di sebo, di anticorpi e batteri “sconfitti”) e, riuscendo a farsi strada verso la superficie e a uscire dal poro, diventa visibile all’esterno nella caratteristica – ed inestetica – maniera che tutti conosciamo. L’infezione è però vinta: il brufolo è guarito. Lentamente il liquido viene eliminato dall’organismo.

Perché il foruncolo può lasciare cicatrici?
La vera e propria battaglia tra sistema immunitario e batteri, è una guerra senza esclusione di colpi, che coinvolge anche gli innocenti: i globuli bianchi emettono infatti enzimi capaci di distruggere la membrana esterna dei batteri. Ma gli enzimi non fanno distinzione, e disgregano anche la parete delle cellule circostanti, quelle che formano il follicolo. Ecco perché, quando i foruncoli sono molti e profondi (come nei casi di acne grave), possono rimanere cicatrici.

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Perché i brufoli vengono soprattutto durante l’adolescenza?
L’aumento degli androgeni (ormoni sessuali), estremamente importante nel periodo adolescenziale, stimola le ghiandole sebacee a produrre più sebo. La ghiandola funziona in maniera copiosa ma, come abbiamo visto prima, la cheratinizzazione impedisce al sebo di uscire: nel giro di qualche giorno si forma il punto nero e successivamente il brufolo.

Serve schiacciare i brufoli?
Solo se hanno la puntina gialla leggermente in rilievo sul gonfiore circostante: significa che ormai l’apparato immunitario ha svolto fino in fondo il suo compito e si può fare uscire il liquido. Basterà tendere e poi premere un po’ la pelle intorno, anche se il mio consiglio rimane sempre quello di resistere, ed aspettare che il corpo riassorba il liquido. In caso contrario, il trauma dello schiacciamento, potrebbe favorire una nuova infezione del sito.

Leggi anche: Spremere o incidere il brufolo: lo fa davvero passare prima?

Cosa fare se il brufolo è rosso?
Se il brufolo è ancora soltanto rosso, schiacciarlo è dannoso: il liquido non può uscire perché il gonfiore ha stretto il canale che porta verso il poro e, premendo la zona con le dita, le pareti interne del follicolo possono rompersi, propagando l’infezione al derma circostante, con il risultato di aumentare il diametro del brufolo e quindi il rischio di cicatrici. Schiacciare i punti neri serve invece a impedire che si trasformino in foruncoli, quindi è possibile eliminarli, avendo molta cura nel farlo.

Perché i miei amici non hanno un brufolo ed io si?
Ci sono persone più fortunate ed altre meno fortunate, in questo neanche il brufolo fa eccezione: alcuni soggetti passano l’adolescenza senza un foruncolo, la pelle liscia come la seta, altri invece devono combattere con essi tutta la vita. La spiegazione è semplice: dipende dal numero e dal funzionamento dei recettori per gli ormoni che ognuno di noi ha sulle ghiandole sebacee. Alcune persone nascono con ghiandole dotate di molti recettori: alla pubertà esse cominceranno a funzionare e, ricevendo più ormoni, produrranno più sebo, dunque comedoni e foruncoli. Altri hanno meno recettori e quindi la pelle liscia. Non a caso ci sono popolazioni che non hanno quasi mai brufoli, come i giapponesi e i coreani: nelle loro ghiandole, pochi recettori.

Cioccolato, dolci e cibi piccanti fanno venire i brufoli?
Il cioccolato è innocente. Si può mangiarne a volontà (senza esagerare!) e non avere un brufolo in più. Lo stesso vale per gli alimenti piccanti o per altri tipi di dolci. Diversi esperimenti condotti negli Stati Uniti hanno ormai dimostrato in modo inequivocabile che non sono gli alimenti a riempire la faccia di brufoli (a meno di non essere allergici, naturalmente). I ricercatori hanno messo due gruppi di adolescenti a diete differenziate: una ricca di cioccolato e dolciumi, l’altra del tutto priva di leccornie dolci. Dopo alcune settimane hanno messo a confronto le foto del viso dei ragazzi scattate prima e dopo l’esperimento. Il risultato? Le facce piene di brufoli prima della “cura al cioccolato” erano ancora foruncolose, ma l’acne non era aumentata, mentre la pelle dei ragazzi che non soffrivano di acne non aveva neanche un brufolo, come sempre.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Medicina Estetica Roma FUMO NON E VIZIO ABITUDINE TOSSICODIPENDENTE Sigaretta H Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Luce Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Dietologo DermatologiaMolti miei pazienti e molti miei amici, quando fanno riferimento alla sigaretta, continuano a parlare di “vizio del fumo” oppure di Continua a leggere

Gonfiore addominale e meteorismo: otto trucchi per dirgli addio in modo definitivo

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOIl gonfiore addominale lo conosciamo tutti, specialmente le donne che ne sono più colpite. E’ quel senso di eccessiva tensione addominale, causato dall’eccessivo contenuto gassoso dello stomaco e/o dell’intestino. Può essere correlato a varie patologie (cirrosi, infezioni del tratto gastroenterico, colecistiti, occlusioni intestinali…) ma spesso è determinato da una alimentazione sbagliata. Bisogna ricordare che spesso, dietro al gonfiore addominale, si cela un problema di celiachia, cioè un’allergia al glutine (grano e frumento) quindi la presenza del medico è sempre importante per valutare la situazione. Ecco ora gli otto consigli a tavola, per dire addio al gonfiore addominale!

1) Meno latte e formaggi
Per limitare il fenomeno del gonfiore addominale, bisogna dire limitare il latte e i formaggi freschi, come la ricotta, il mascarpone e ripiegare su quello ad alta digeribilità o anche sul latte di riso, di soia, d’avena e sui formaggi stagionati. Questo perché alcuni di noi non riescono a digerire il lattosio presente nel latte ed i suoi derivati, a causa del deficit di un enzima (la lattasi).

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2) Attenzione alla fermentazione di ortaggi, pasta, pane
Ortaggi, frutta, e gli zuccheri raffinati contenuti nella pasta, nel pane e nelle farine bianche causano facilmente gonfiore addominale. Lo stesso accade con il lievito, la birra e le patate. Meglio limitare questi alimenti.

3) Le fibre non sono tutte uguali
Le fibre, una volta ingerite, sono trasformate dai batteri presenti nell’intestino attraverso un processo di fermentazione che è alla base del rigonfiamento. Però non tutte le fibre danno lo stesso risultato: il fenomeno è più evidente se si mangiano le fibre lunghe, come quelle contenute nella lattuga a foglia larga. Lo stesso vale per i legumi, gli ortaggi (vedi il cavolfiore), le noci o la frutta secca. Per evitare il gonfiore si deve puntare sulle verdure a foglia piccola, che fermentano di meno. Altro consiglio è centrifugare la frutta e la verdura, così da eliminare la parte di fibra che non è digerita.

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4) Mangia piano e mastica molto
Durante i pasti bisogna godersi il cibo. Questo è un concetto che spesso dimentichiamo, immersi in una routine che vede il cibo sempre più consumato a gran velocità, tra uno sguardo alla mail ed una telefonata di lavoro in arrivo. Invece è importante mangiare lentamente e masticare molto il cibo: ciò ci difenderà dal gonfiore addominale e ci farà assimilare meglio lo sostanze nutritive contenute nei cibi.

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5) Zenzero e finocchio
Lo zenzero aiuta a tenere a bada il gonfiore e la flatulenza. Si può gustare fresco o grattugiato sopra i centrifugati di frutta e verdura. Anche il finocchio è una vera panacea contro i disturbi digestivi, soprattutto se preso sotto forma di tisane, decotti e infusi preparati con i suoi semi. Tra le sue molte virtù, il finocchio sgonfia la pancia contrastando i processi di fermentazione.

6) Attenzione alla frutta dopo i pasti
Per evitare fenomeni di fermentazione, un altro importante consiglio è di evitare la frutta alla fine del pasto. E’ preferibile consumarla qualche tempo dopo per diminuire il rischio di gonfiore addominale.

Leggi anche: Gli otto cibi che ti possono procurare una intossicazione alimentare

7) No a gomme da masticare ed a bibite gassate 
Masticare gomme favorisce l’ingestione di aria che va prima nello stomaco e poi nell’intestino, da qui il gonfiore. Meglio evitarle. Come è meglio evitare anche le bevande gassate, che incrementano l’aria nell’intestino.

8) L’aiuto viene dal carbone vegetale
Il carbone vegetale, o carbone attivo, ha una forte capacità di assorbire i gas presenti nell’intestino, arginando così il problema del gonfiore addominale, senza provocare alcun effetto collaterale.

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Cosa può e non può mangiare il diabetico

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PESCE CIBO SALMONE CUCINA DIETA OMEGA 3Non c’è una dieta specifica nella terapia per il diabete. Per la maggior parte delle persone che soffrono di diabete (anche se lieve e non insulino dipendente), una dieta sana è costituita per il 40% – 60% di calorie da carboidrati, per il 20% da proteine e per il 30% o meno da grassi. L’alimentazione dei diabetici dovrebbe essere a basso contenuto di colesterolo (soprattutto per gli obesi), con poco sale e zuccheri aggiunti. Circa il 10/20% degli anziani soffre di diabete. L’anziano spesso ha altri disturbi che devono influenzare la dieta (per esempio una cardiopatia o una nefropatia). Il dietologo deve tenere conto di tutte le malattie senili prima di preparare la dieta.

Si può mangiare qualsiasi tipo di zucchero?

Si. Negli ultimi anni, i medici hanno visto che mangiare un po’ di zuccheri non causa problemi per la maggior parte delle persone con il diabete, se questi cibi fanno parte di una dieta equilibrata. L’importante è essere attenti a quanto zucchero si mangia e cercare di non aggiungere zucchero ai cibi. Un medico può aiutarvi a decidere meglio come bilanciare la dieta con carboidrati, proteine e grassi.

Linee guida generali

  • La quantità di ogni tipo di cibo che si dovrebbe mangiare dipende dalla dieta, dal peso, da quanta attività fisica si svolge e dagli altri rischi per la salute.
  • Ognuno ha esigenze individuali, motivo per cui si dovrebbe lavorare con il medico e il dietista per sviluppare un piano alimentare personalizzato.
  • La piramide alimentare del diabete divide i cibi in sei gruppi. Nella piramide alimentare del diabete, i gruppi di cibi sono basati sul contenuto di carboidrati e proteine invece che sul tipo di classificazione del cibo. Una persona con diabete di tipo 1 o di tipo 2 deve mangiare più cibi nella parte inferiore della piramide (cereali, fagioli, verdure) rispetto a quelli sulla parte superiore (grassi e dolci). Questa dieta aiuta a mantenere sano il cuore e i sistemi del corpo.

Leggi anche: Diabete: che mangiare a colazione per controllare la glicemia

CEREALI, FAGIOLI E ORTAGGI A BASE DI AMIDI
(6 o più porzioni al giorno)
Cibi come pane integrale , cereali, fagioli, riso integrale, pasta integrale e ortaggi a base di amidi sono nella parte inferiore della piramide perché son la parte più importante della dieta.
Come gruppo, questi alimenti sono ricchi di vitamine, minerali, fibre e carboidrati sani.
È importante, tuttavia, di mangiare cibi con molta fibra.
Scegliere cibi integrali come il pane integrale, tortillas, cereali di crusca, riso integrale o fagioli. Utilizzare farine integrali in cucina e nella cottura. Scegliere pane a basso contenuto di grassi, come tortillas, English Muffin e la pita.

VERDURE E FUNGHI
(3 – 5 porzioni al giorno)
Scegliere le verdure fresche o surgelate senza aggiunte di salse, grassi o sale. Si dovrebbe optare per quelle verde scuro o giallo intenso come spinaci, broccoli, carote e peperoni.

FRUTTI
(4 porzioni al giorno)
Scegliere la frutta più spesso che i succhi di frutta perché la frutta ha più fibre. Gli agrumi, come arance, pompelmi e mandarini sono i migliori. Bere succhi di frutta che non hanno dolcificanti o sciroppi aggiunti.

LATTE
(2 – 3 porzioni al giorno)
Scegliere latte a basso contenuto di grassi o senza grassi oppure lo yogurt. Lo yogurt contiene zucchero naturalmente, ma può contenere anche zuccheri o dolcificanti artificiali aggiunti. Lo Yogurt senza dolcificanti artificiali ha meno calorie di quello con aggiunta di zuccheri.

CARNE E PESCE
(2 porzioni al giorno)
Mangiare più spesso pesce e pollame. Rimuovere la pelle dal pollo e dal tacchino. Selezionare carne magra di manzo, vitello, maiale o selvaggina. Tagliare tutto il grasso visibile dalla carne. Bollire, arrostire o cuocere alla griglia invece di friggere.

GRASSI, ALCOOL E DOLCI
In generale, è consigliabile limitare l’assunzione di cibi grassi, soprattutto quelli ad alto contenuto di grassi saturi, come hamburger, formaggio, pancetta e burro. Se si sceglie di bere alcol, limitare la quantità ed accontentarsi di bere durante i pasti. I dolci sono ad alto contenuto di grassi e zucchero, quindi bisogna mangiare porzioni piccole. Altri consigli per evitare di mangiare troppi dolci:

  • Chiedere al cameriere forchette o cucchiai extra per dividere il dessert con gli altri.
  • Mangiare dolci che sono senza zucchero.
  • Chiedere sempre la porzione piccola.
  • Si dovrebbe sapere anche come leggere le etichette degli alimenti e consultarli per le decisioni alimentari.

Leggi anche: Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici

Dieta per i bambini diabetici

I bambini con il diabete devono bilanciare l’assunzione di carboidrati con l’insulina. I carboidrati e gli zuccheri che mangiano (ad es. il pane e la pasta) aumentano la glicemia. I grassi e gli altri cibi ipercalorici hanno un impatto sulla glicemia in base alla velocità con cui il corpo assorbe i nutrienti mangiati. Pertanto, è particolarmente importante limitare gli alimenti ad alto contenuto di grassi o calorie. Ogni bambino, con o senza diabete, dovrebbe mangiare tre pasti principali e due o tre spuntini al giorno. È importante che il bambino eviti i dolci e altri cibi “proibiti”, deve capire che mangiare determinati alimenti modifica i livelli di insulina nel corpo.

Mantenersi attivo

Oltre a una dieta sana, i bambini con il diabete dovrebbero concentrarsi sull’attività fisica ogni giorno. Questo è importante per conservare e mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Se il bambino prende l’insulina, potrebbe essere necessario ridurre la dose di insulina se esegue molta attività fisica perché così abbassa la glicemia. Bisogna assicurarsi di dare carboidrati extra al bambino prima di fare sport per ridurre il rischio di abbassare troppo velocemente il livello di zucchero nel sangue. Le tabelle sulla crescita e sul peso possono aiutare a determinare se un bambino con diabete di tipo 1 mangia abbastanza. Le modifiche delle abitudini alimentari e l’attività fisica aiutano a migliorare il controllo della glicemia. I bambini con diabete devono stare attenti nelle occasioni speciali (come i compleanni o altre feste) perché si mangiano più dolci. Si può consentire al bambino di mangiare alimenti zuccherati, ma poi bisogna ridurre i carboidrati durante gli altri pasti del giorno.
Ad esempio, se il bambino mangia la torta di compleanno o altri dolci, dovrebbe mangiare una minor quantità di patate, pasta o riso integrale rispetto agli altri giorni. Questa sostituzione aiuta a mantenere calorie e carboidrati in equilibrio.

Diabete gestazionale

Se il diabete colpisce la donna in gravidanza si devono seguire alcuni consigli generali, per esempio:

  1. Non bisogna esagerare con i grassi e le proteine.
  2. Bisogna mangiare delle quantità limitate di carboidrati nei seguenti alimenti: frutta, verdura e carboidrati complessi (come pane, cereali, pasta e riso integrale ).
  3. Evitare cibo e bevande che contengono molto zucchero, come bibite, succhi di frutta e dolci.
  4. Bisogna mangiare tre piccoli pasti al giorno e uno/due spuntini. Non saltare i pasti e gli spuntini.

Leggi anche: Diabete mellito: conseguenze e complicanze a lungo termine

Dieta vegetariana e vegana per diabetici

Oggi, molte persone scelgono di seguire una dieta vegetariana. Le persone che seguono una dieta vegetariana non mangiano la carne (cioè la carne rossa, pollame, pesce o prodotti realizzati con questi alimenti). Questa dieta è un’opzione sana da considerare, ma dovrebbe essere ben pianificata. Se si sceglie di seguire una dieta vegetariana, bisogna essere sicuri di mangiare un mix di verdure, frutta, legumi, cereali integrali, noci e prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi (se si sceglie di includere prodotti lattiero-caseari).

Ci sono molti tipi diversi di diete vegetariane. I tipi più comuni sono:

  • Vegana, questo gruppo non mangia carne, uova o latticini.
  • Vegetariana con latte, questo gruppo non mangia carne o uova. Tuttavia, mangiano prodotti lattiero-caseari.
  • Vegetariana con latte e uova, questo gruppo non mangia tutte le proteine animali, tuttavia, si alimentano con uova e latticini.

Una persona con diabete può seguire una dieta vegetariana?

Sì! Una dieta vegetariana è una scelta sana, anche per chi ha il diabete. La ricerca sostiene che questo tipo di dieta può aiutare a prevenire e gestire il diabete. Infatti, le ricerche sulle diete vegane hanno mostrato che la riduzione di carboidrati e calorie non erano necessarie, inoltre hanno favorito la perdita di peso. Le diete vegane hanno una quantità di fibre più alta, meno grassi saturi e colesterolo rispetto ad una dieta tradizionale. La fibra in questa dieta può aiutare a sentirsi sazi per un tempo più lungo dopo aver mangiato e può aiutare a mangiare di meno. Quando l’apporto di fibra è maggiore di 50 grammi al giorno, può favorire livelli di glucosio più bassi.

La dieta vegana

La dieta vegana è chiamata anche dieta vegetariana pura o totale. Coloro che seguono una dieta vegana non mangiano carne o cibi realizzati con prodotti di carne. Le persone con diabete possono scegliere di seguire anche questo tipo di dieta. La dieta vegana comprende molti alimenti a base di vegetali: mangiare prodotti di soia e un mix di verdure, frutta, fagioli e cereali integrali dà abbastanza proteine e altri nutrienti importanti. La carenza principale per questo gruppo può essere la vitamina B12, quindi è possibile prendere un supplemento o un multi-vitaminico. I carboidrati hanno un grande impatto sul livello di zucchero nel sangue, più di grassi e proteine, ma non si possono evitare. Basta scegliere i tipi di carboidrati giusti: in generale, si consiglia di limitare i carboidrati raffinati come pane bianco, pasta e riso, così come soda, caramelle e snack; concentrarsi invece sui carboidrati complessi ricchi di fibra, con buon indice glicemico, noti anche come carboidrati a lento rilascio. Questo tipo di carboidrati aiuta a mantenere il corretto livello di zucchero nel sangue perché sono digeriti più lentamente, impedendo così al corpo di produrre troppa insulina. Danno anche energia e una sensazione di sazietà più a lungo termine.

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Evitare questi alimenti

  • Riso bianco
  • Patate bianche (tra cui patatine fritte e purè di patate)
  • Pasta normale
  • Pane bianco
  • Cereali zuccherati
  • Farina d’avena istantanea
  • Croissant o pasticceria

Sostituire gli alimenti sopra elencati, con questi:

  • Riso integrale o riso selvatico,
  • Patate dolci, zucche, purè di cavolfiore,
  • Pasta integrale,
  • Pane integrale,
  • Cereali ricchi di fibre (cereali freddi che non si scaldano prima di essere mangiati),
  • Noccioli di avena o avena arrotolata,
  • Muffin di crusca.

Quali cibi sono a lento rilascio?

Diversi strumenti sono stati progettati per aiutare a rispondere a questa domanda. L’indice glicemico dice in quanto tempo un cibo si trasforma in zucchero nel sangue e quindi aumenta la glicemia. Il carico glicemico è un parametro che indica l’impatto sulla glicemia di un pasto in base all’indice glicemico e alla quantità di carboidrati contenuti. Alimenti con un alto indice glicemico fanno impennare la glicemia rapidamente, mentre i cibi con un basso indice glicemico hanno un effetto minimo. Lo chef australiano Michael Moore ha escogitato un modo più semplice per regolare i carboidrati che si mangiano. Egli classifica gli alimenti in tre ampie categorie: fuoco, acqua e carbone. Più il corpo ha bisogno di lavorare per digerire il cibo, meglio è. Gli alimenti del fuoco hanno un indice glicemico elevato e sono a basso contenuto di fibre e proteine. Tra questi ci sono “gli alimenti bianchi” (riso, pasta e pane bianco, patate, prodotti da forno ecc.), dolci, patatine e molti alimenti trasformati. Questi cibi dovrebbero essere limitati nella dieta. Gli alimenti dell’acqua sono alimenti liberi, significa che si possono mangiare quanto si vuole. Questa categoria comprende tutte le verdure e la maggior parte dei tipi di frutta (attenzione: succo di frutta, frutta secca e la frutta sciroppata confezionata impennano rapidamente la glicemia e non sono considerati alimenti dell’acqua). Gli alimenti del carbone hanno un basso indice glicemico e un alto contenuto di fibre e proteine. In questa categoria ci sono noci e semi, carni magre, pesce, cereali integrali e fagioli.
Fanno parte degli alimenti del carbone anche gli alimenti sostitutivi del “cibo bianco” come il riso integrale, pane integrale e pasta integrale.

I consigli per mangiare con un basso indice glicemico

  1. Mangiare molti ortaggi non a base di amido, per esempio fagioli, funghi e frutta come mele, pere, pesche e frutti di bosco.
    La frutta tropicale come banane, mango e papaia tende ad avere un indice glicemico più basso dei dolci.
  2. Mangiare cereali nello stato meno elaborato possibile: “non raffinati” come pane, riso e orzo integrale oltre al miglio.
  3. Si possono mangiare i cibi tradizionalmente elaborati come il pane macinato, noccioli di avena e i cereali muesli per la colazione.
  4. Limitare le patate bianche e i cereali raffinati come pane bianco e pasta bianca.
  5. Limitare i dolci concentrati, compresi gli alimenti ad alto contenuto calorico con un basso indice glicemico, come il gelato.
  6. Ridurre il succo di frutta a non più di una tazza al giorno.
  7. Eliminare completamente le bevande dolcificate con lo zucchero.
  8. Mangiare un tipo di proteina sano nella maggior parte dei pasti come fagioli, pesce o pollo senza pelle.
  9. Scegliere i cibi con grassi salutari come l’olio d’oliva, frutta col guscio (mandorle, noci) e avocado.
  10. Limitare i grassi saturi da prodotti lattiero-caseari e altri prodotti di origine animale.
  11. Eliminare completamente i grassi parzialmente idrogenati (grassi trans) che sono nei fast food e in molti alimenti confezionati.
  12. Fare tre pasti e uno o due spuntini ogni giorno, non saltare la prima colazione.
  13. Mangiare lentamente e interrompersi quando si è sazi.

Leggi anche: Piede diabetico: gradi di rischio, sintomi, diagnosi e terapia

I dolci per diabetici

L’alimentazione per il diabete non prevede l’eliminazione dello zucchero. Chi ha il diabete può ancora mangiare una piccola porzione del dolce preferito. La chiave è la moderazione. La buona notizia è che le voglie passano e cambiano le preferenze. Come le abitudini alimentari diventano più sane, gli alimenti che piacciono molto possono essere troppo dolci e si possono trovare opzioni più sane. Come inserire i dolci in una dieta per il diabete:

  • Se si desiderano i dolci, rinunciare al pane, al riso o alla pasta. Mangiare dolci durante un pasto aggiunge carboidrati extra. Per questo motivo è meglio eliminare i cibi contenenti carboidrati nello stesso pasto.
  • Aggiungere alcuni grassi sani al dessert. Può sembrare controintuitivo passare da un dolce con pochi grassi a uno con un maggior contenuto di grassi, ma il grasso rallenta il processo digestivo, quindi la glicemia non si impenna rapidamente. Bisogna mangiare i grassi sani, come il burro di arachidi, lo yogurt o le mandorle.
  • Mangiare dolci durante un pasto, piuttosto che in uno spuntino isolato. Quando si mangiano i dolci e i dessert, si verifica un picco di glicemia. Ma se si mangiano insieme ad altri cibi sani, la glicemia non sale più rapidamente.

Leggi anche: Il diabetico può mangiare il gelato?

Trucchi per ridurre gli zuccheri:

  • Ridurre il consumo di bibite, soda e succo. Un recente studio ha dimostrato che il consumo quotidiano di una lattina di una bevanda zuccherata aumenta il rischio di diabete di circa il 15%.
  • Ridurre la quantità di dolcificanti che si aggiungono al tè e al caffè.
  • Ridurre la quantità di zucchero nelle ricette da ¼ a ⅓. Se una ricetta richiede 1 cucchiaio di zucchero, ad esempio, utilizzare ⅔ o ¾ di cucchiaio. È inoltre possibile aumentare la dolcezza con la cannella, la noce moscata o l’estratto di vaniglia.
  • Si possono trovare modi sani per soddisfare la golosità.
    Invece del gelato, si può fare la crema con le banane congelate, oppure si può mangiare un piccolo pezzo di cioccolato fondente piuttosto che al latte. Si dovrebbe mangiare solo la metà del dolce e poi sostituzione l’altra metà con la frutta.
  • Procedere con cautela quando si tratta di alcool. È facile sottovalutare la quantità di calorie e carboidrati di bevande alcoliche, compresa la birra e il vino. Il cocktail miscelato con la soda e il succo sono ricchi di zucchero. Chi ha intenzione di bere deve farlo con moderazione (non più di 1 bevanda al giorno per le donne; 2 per gli uomini).

Leggi anche: Diabete: quale verdura e legumi preferire per controllare la glicemia

I grassi nella dieta per diabetici

I grassi possono essere utili o dannosi nella dieta. Le persone con diabete sono a più alto rischio di malattie cardiache, quindi è ancora più importante essere attenti sui grassi.
I cibi ricchi di lipidi favoriscono l’obesità, quindi è importante limitare la quantità nell’alimentazione anche per prevenire il diabete. Alcuni grassi sono malsani, mentre altri possono dare ottimi benefici. Tutti i grassi hanno tante calorie, quindi si dovrebbero sempre controllare le porzioni.

  • Grassi “insalubri”: i due grassi più dannosi sono i grassi saturi e i grassi trans. I grassi saturi si trovano principalmente nei prodotti di origine animale come la carne rossa, uova e prodotti lattiero-caseari di latte intero.
    I grassi trans, chiamati anche oli parzialmente idrogenati, si producono aggiungendo idrogeno a un olio vegetale liquido per renderlo più solido.
  • Grassi “sani”: i grassi migliori sono quelli insaturi che provengono da fonti vegetali e pesci, si trovano liquidi a temperatura ambiente. Le fonti primarie sono: olio di oliva, olio di canola, noci e avocado. Bisogna anche concentrarsi sugli acidi grassi omega-3 che combattono l’infiammazione e favoriscono la salute del cervello e cuore. Le fonti di Omega-3 sono salmone, tonno e semi di lino.

Modi per ridurre i grassi malsani e aggiungere i grassi sani:

  • Cucinare con olio di oliva anziché burro o olio vegetale.
  • Togliere i grassi visibili sulla carne prima della cottura, sbucciare la pelle prima della cottura del pollo e del tacchino.
  • Invece di patatine o cracker, assaggiare le noci o le arachidi.
  • Si possono aggiungere ai cereali al mattino oppure prendere una piccola manciata per uno spuntino lontano dai pasti.
  • Il dado al burro è un altro alimento pieno di grassi sani.
  • Invece di friggere, è meglio cuocere alla griglia o saltare in padella.
  • Servire il pesce 2 o 3 volte alla settimana invece della carne rossa.
  • Aggiungere avocado ai panini al posto del formaggio, così si mantiene la consistenza cremosa, ma migliora la salute.
  • Quando si cuoce il pane, utilizzare olio di colza o salsa di mele invece del burro.
  • Piuttosto che usare la crema che è pesante, è meglio rendere cremose le zuppe aggiungendo latte addensato e farina, purè di patate o panna a ridotto contenuto di grassi.

Fare pasti regolari

  • È meglio mangiare con regolarità a degli orari ben precisi: il corpo riesce a regolare meglio i livelli di zucchero nel sangue e il peso corporeo quando si mantengono regolari gli orari dei pasti.
  • Cercare di mangiare porzioni moderate durante ogni pasto o spuntino.
  • Non saltare la colazione. Bisogna iniziare la giornata con una buona colazione. Fare la colazione ogni giorno aiuta ad avere energia e a mantenere costanti i livelli di zucchero nel sangue.
  • Mangiare piccoli pasti regolari, fino a 6 al giorno. Le persone tendono a mangiare porzioni più grandi quando sono eccessivamente affamate, mentre mangiare regolarmente aiuta a mantenere le porzioni adeguate.
  • Mantenere lo stesso apporto calorico. Regolare la quantità di calorie che si mangia su una base quotidiana ha un impatto sulla regolarità dei livelli di zucchero nel sangue. Provare a mangiare più o meno la stessa quantità di calorie ogni giorno, piuttosto che esagerare un giorno o in un singolo pasto e poi limitarsi su quello successivo.

I migliori prodotti per diabetici

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Il pene dei giovani si accorcia rispetto a quello dei loro nonni

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOL’organo sessuale maschile starebbe vivendo un periodo di “crisi”, il motivo? L’imbarazzate riduzione delle dimensioni. La Continua a leggere

I dieci fantastici usi del bicarbonato che ancora non conosci

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO BICARBONATOIl bicarbonato di sodio è un fantastico alleato per la nostra salute e per la nostra bellezza, tuttavia non tutti conoscono fino in fondo tutti i modi in cui può tornarci utile. Vediamo oggi una lista di dieci usi del bicarbonato. Cominciamo prima a farci una semplice domanda:

Cos’è il bicarbonato di sodio?
L’idrogenocarbonato di sodio o carbonato acido di sodio o carbonato monosodico (o bicarbonato di sodio che è il nome più comune, commercialmente noto come “bicarbonato“) è un sale di sodio dell’acido carbonico. A differenza del carbonato, l’idrogenocarbonato mantiene uno ione idrogeno dell’acido corrispondente. È tra gli additivi alimentari codificati dall’Unione Europea. In natura è presente disciolto nelle acque superficiali e sotterranee; il suo nome risale all’epoca di Lavoisier (XVIII secolo) quando i sali erano considerati la combinazione di un ossido metallico con un ossido non metallico. Vediamo ora insieme tutti i benefici che il bicarbonato è in grado di regalarci.

1) Mani e piedi
Possiamo utilizzare il bicarbonato di sodio unito all’acqua per la pulizia delle mani, specialmente se sono molto sporche o presentano cattivi odori. Serve anche come pediluvio rilassante. Leggi anche: Lavarsi veramente bene le mani non è così facile come sembra: ecco i trucchi per farlo nel modo giusto!

2) Respirazione
Possiamo fare dei suffumigi per decongestionare le vie respiratorie, nel caso in cui siamo colpiti dal raffreddore. Leggi anche: Laringite, asma, sinusite, raffreddore: riduci i sintomi con i suffumigi

3) Digestione
Il bicarbonato è un digestivo antiacido. Di solito lo si prende insieme al limone, dalle innumerevoli proprietà benefiche, per evitare i gonfiori e per essere aiutati nella digestione. Leggi anche: Acidità di stomaco e bruciore: tutti i farmaci antiacidi

4) Pulizia dei denti
Possiamo utilizzare il bicarbonato come dentifricio, magari con l’aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di menta. Leggi anche: Il cioccolato fondente protegge i nostri denti da carie e placca

5) Punture di insetti
E’ ottimo anche contro le punture degli insetti e le irritazioni. In questi casi basterà mescolarlo con un po’ d’acqua, per ricavarne un amalgama da applicare sulla pelle. Si può fare anche una pomata per le scottature con il bicarbonato. Leggi anche: Quante sono, a cosa servono, perché “ronzano”: dieci cose che non sai sulle zanzare

6) Sport
Se facciamo sport, possiamo bere degli integratori di bicarbonato di sodio con l’acqua, che ci aiutano a rimediare all’accumulo di acido lattico e a migliorare le nostre prestazioni.

7) Scrub
Possiamo utilizzare il bicarbonato per lo scrub del viso e del corpo. Unendolo all’acqua, difatti, si può ottenere un ottimo esfoliante: lo si deve massaggiare sulla pelle e poi si risciacqua con acqua tiepida. Inoltre si può strofinare sui talloni e sulle zone ruvide del corpo, per ammorbidirle. Leggi anche: Lo scrub: a che serve e da cosa è composto?

8) Capelli
Il bicabonato può essere aggiunto al tuo shampoo, per eliminare i residui di calcare dai capelli e per renderli piuttosto morbidi. Leggi anche: Si lava i capelli senza shampoo per venti giorni: il risultato è incredibile

9) Deodorante
Non dimentichiamo gli effetti deodoranti del bicarbonato. Possiamo ottenere un prodotto liquido, sciogliendone 2 cucchiaini in un bicchiere d’acqua, lasciando riposare per 24 ore, per poi trasferire il tutto in un contenitore spray.

10) Alito cattivo
E’ possibile utilizzare il bicarbonato di sodio anche come collutorio: se lo sciogliamo in mezzo bicchiere d’acqua, possiamo risciacquarci la bocca e aiuta a sconfiggere l’alito cattivo. Inoltre con esso possiamo pulire fino in fondo le dentiere e gli apparecchi per i denti.

Il miglior bicarbonato in commercio, selezionato ed usato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3LXbYp7

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Cos’è la taurina, a cosa serve ed in quale alimenti trovarla?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO TORO ANIMALE NATURA CORNALa taurina è una sostanza chimica acida che prende il suo nome dal fatto che originariamente sia stata isolata dalla bile del toro, ed è una sostanza chimica acida abbondante in molti tessuti animali, tra cui anche l’uomo. E’ diventata famosa al largo pubblico nel momento in cui ha cominciato ad essere aggiunta in integratori e bevande energizzanti famose (ad esempio Red Bull). Dal punto di vista biologico la taurina si differenza dai venti alfa aminoacidi che formano le proteine per la presenza di acido sulfonico (SOOOH) al posto del tradizionale gruppo carbossilico (COOH).

Che ruoli svolge nel corpo?

La taurina ha due ruoli fisiologici ben documentati:

  • Per molti animali, la taurina è tra i principali osmoliti intracellulari ed è quindi un contributo importante alla regolazione del volume cellulare.
  • La taurina è coniugata attraverso il suo gruppo ammino-terminale agli acidi biliari acido chenodesossicolico e acido colico per formare il sale biliare taurochenodesossicolato di sodio e taurocolato di sodio (vedi bile). Il basso pKa (1,5) del gruppo solfonico della taurina assicura che quella parte di molecola sia caricata negativamente nei range di pH che si trovano normalmente nel tratto intestinale e ciò migliora le proprietà surfattanti del coniugato dell’acido colico.

La taurina è anche implicata in un grande numero di vari fenomeni fisiologici, tra cui il potenziamento a lungo termine dello striato/ippocampo, la stabilizzazione di membrana, l’inibizione feedback degli scoppi respiratori di neutrofili/macrofagi, e l’omeostasi del calcio. Gli effetti riscontrati sono relativamente poveri se comparati con i casi riportati sul ruolo della taurina nella sintesi degli acidi biliari e nella osmoregolazione. Neonati prematuri che mancano nell’enzima necessario per convertire la cistationina in cisteina potrebbero diventare taurina-deficienti. Per questo la taurina è un componente essenziale nella dieta di questi neonati. Negli esperimenti sui ratti è stato dimostrato che la taurina è efficace nel rimuovere i depositi di grasso sul fegato, nel prevenire malattie epatiche e nel combattere la cirrosi. Sebbene sia presente in diverse bevande energetiche, la taurina non ha proprietà energizzanti; sono state dimostrate tuttavia proprietà anti-ossidanti. In particolar modo, ha l’effetto di contrastare le sostanze ossidanti rilasciate dal corpo in seguito all’esercizio fisico. È stato dimostrato anche il beneficio che la taurina può svolgere nelle persone predisposte a infarto aumentando l’efficienza delle contrazioni del muscolo cardiaco. La taurina ha inoltre attività di agonista indiretto sul sistema GABAergico, inibendo l’attività dell’enzima GABA-transaminasi, responsabile del metabolismo del GABA a livello sinaptico.

In quale alimenti si trova la taurina?

La taurina è presente in molti cibi: uova, pesci, carne e latte, ma NON negli alimenti di origine vegetale. Nell’uomo la taurina può essere sintetizzata nel fegato a partire da cisteina e da metionina (due aminoacidi) se presenti sufficienti quantità di vitamina B6.

Usi commerciali della taurina

Dagli anni ’80, la taurina è diventata un ingrediente nelle bibite energetiche come la Red BullBurn Energy DrinkMonster Energy, Verve! e altre bevande o preparati affini; ha inoltre trovato impiego in caramelle energetiche come le XS Energy DrinkFoosh, le White Bull e le Red Bull. Tale componente è presente anche in diversi integratori alimentari disponibili in commercio oltre che in diversi tipi di latte per la crescita comunemente in commercio, come il Latte Nipiol 3 per citarne uno. Viene inoltre utilizzato nei mangimi destinati agli animali. Grazie alle sue proprietà antiossidanti viene raccomandata ai soggetti sottoposti ad intenso allenamento come ad esempio i cavalli sportivi. La taurina può essere assunta in qualsiasi momento della giornata dopo l’allenamento e favorisce il recupero fisico dopo un intenso sforzo riducendo il danno muscolare e lo stress ossidativo. Essa infatti agisce in diverse parti dell’organismo: migliora il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri a livello epatico; favorisce l’escrezione renale di sostanze tossiche; favorisce la contrattilità della muscolatura scheletrica e del cuore aumentandone così la gittata cardiaca. Viene quindi consigliata nei cavalli sportivi per aumentare le performance atletiche e diminuire i tempi di recupero.

Taurina nello sport

La taurina può essere utilizzata come aiuto ergogenico nell’ambito sportivo. Essa sembra avere un’azione insulino-simile, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi all’interno della cellula. Tra le proprietà maggiormente citate emerge la sua utilità come antiossidante e anticatabolico, stimolatore del volume cellulare e delle condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule muscolari.

Vi sono anche prove che la taurina negli esseri umani adulti possa contribuire a ridurre la pressione sanguigna, e studi recenti dimostrano che gli integratori di taurina somministrati ai ratti con una dieta ricca di grassi hanno impedito loro di raggiungere il sovrappeso, migliorando nel contempo il controllo del diabete. Recentemente ulteriori studi sull’uomo hanno mostrato che l’assunzione di taurina può avere effetti favorevoli nell’ossidazione di grasso durante l’esercizio. In uno studio recente, la supplementazione pre-allenamento di 1,66 g di taurina non ha dimostrato di migliorare la prestazione, ma ha aumentato del 16% l’ossidazione dei grassi durante una prestazione a moderata intensità al 66,5% del VO2max per 90 minuti in ciclisti allenati. Tuttavia sono necessari ulteriori approfondimenti per poter determinare l’efficienza della taurina nei programmi per la perdita di peso. La taurina è presente in alte concentrazioni nel muscolo scheletrico, ed è stato visto che le concentrazioni dell’amminoacido al suo interno si riducono dopo l’esercizio, indipendentemente dalla durata. Inoltre, questa diminuzione è stata rilevata specificamente nelle fibre a contrazione rapida (di tipo 2), anche se la concentrazione plasmatica di taurina è rimasta invariata. Si è suggerito che l’amminoacido possa giocare un ruolo come difesa cellulare dal danno indotto dai radicali liberi. Infatti l’esercizio intenso si crede possa aumentare lo stress ossidativo e il danno muscolare. Alcune ricerche hanno rilevato che la supplementazione di taurina o la deplezione di taurina possono svolgere misurabili azioni citoprotettive per attenuare le lesioni muscolari indotte dall’esercizio fisico. A seguito dell’esercizio coi pesi con ripetizioni eccentriche, l’assunzione di taurina ha dimostrato di influire sulla contrazione muscolare riducendo lo stress ossidativo, in associazione con una riduzione del superossido, un radicale libero. Vi sono evidenze recenti che l’assunzione concomitante di taurina e amminoacidi ramificati (BCAA) riesca a ridurre la percezione del DOMS e il danno muscolare indotto dall’esercizio coi pesi più dei soli BCAA. La taurina è piuttosto conosciuta per essere, assieme alla caffeina, un ingrediente delle popolari bevande energetiche. Esse contengono circa un grammo di taurina, ma la taurina non ha mostrato di essere energetica di per sé; tuttavia alcuni risultati scientifici sull’uso di taurina hanno dimostrato un suo ruolo nel ridurre la fatica muscolare, portando a benefici nella termoregolazione (aiutando a stabilizzare la temperatura corporea durante l’attività fisica) e nella concentrazione. Si è spesso erroneamente sostenuto che la taurina sia uno stimolante energetico, ma in realtà essa può svolgere un’azione opposta, essendo coinvolta nell’inibire i neuroni eccitatori del cervello, il che la renderebbe più una sostanza rilassante. La taurina è infatti un amminoacido che calma il sistema nervoso, perché sostiene la produzione di GABA. Essa può favorire la gestione dell’ansia contrastando potenzialmente gli ormoni dello stress. Il suo utilizzo come ingrediente nelle bevande energetiche è quindi ottimale accanto a un effettivo stimolante come la caffeina, per i suoi benefici nel ridurre la fatica, favorire la termoregolazione e migliorare la concentrazione. L’effetto sinergico tra caffeina e taurina è stato dimostrato anche in dissociazione da tali bevande. Anche se assunta singolarmente, la ricerca mostra come la taurina possa portare benefici e miglioramenti nella prestazione sportiva in soggetti affetti da scompenso cardiaco, aumentando la prestazione e la resistenza alla fatica. La taurina ha dimostrato un potenziale di imitare l’attività dell’insulina, attenuando la glicemia in risposta all’assunzione di glucosio. Si è ipotizzato che la taurina favorisca il trasporto di glucosio e amminoacidi all’interno delle cellule muscolari, in ultima analisi, svolgendo un ruolo come volumizzatore cellulare. Questo permetterebbe che le cellule diventino “superidratate”, e alcune ricerche suggeriscono che questo possa promuovere una maggiore sintesi proteica muscolare e l’inibizione del catabolismo proteico muscolare. Questo potrebbe portare a uno sviluppo di maggiore massa e forza muscolare, anche se queste rimangono ipotesi. La ricerca ha anche rivelato che l’integrazione con taurina può diminuire la quantità di una sostanza chimica chiamata 3-metilistidina (3-MH), il che segnalerebbe che la taurina sembra contribuire a ridurre il catabolismo proteico muscolare.

Dosi di assunzione della taurina

La taurina viene assunta in due o tre dosi giornaliere, per raggiungere un dosaggio che in genere oscilla tra 2 a 8 grammi massimi al giorno.

Quali sono gli effetti collaterali della taurina?

Un eccesso di taurina negli adulti può provocare ipertensione arteriosa, diarrea e ulcera peptica.
La taurina potrebbe aggravare una psoriasi.

Integratore alimentare

Il miglior integratore di taurina, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3z55x0z

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Settembre è il lunedì dell’anno: i consigli utili per combattere la sindrome da stress da rientro, a casa e sul lavoro

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Durante le vacanze la prima cosa che il nostro corpo fa (o prova a fare) è eliminare tutti quei pensieri che ci hanno accompagnato fino a quel momento, per lo più negativi, e di conseguenza si “prende una pausa” da alcuni ormoni legati allo stress. Quando si ritorna a casa, purtroppo, e si ripiomba nella vita di tutti i giorni, ecco che possono comparire tutta una serie di disturbi più o meno gravi tipici della Sindrome da stress da rientro. La Sindrome da stress da rientro (anche conosciuta come post-vacation blues) colpisce circa un italiano su cinque e si manifesta ovviamente nei giorni successivi ad una vacanza più o meno lunga, con una moltitudine di spiacevoli sintomi: ansia, insonnia, stanchezza, irritabilità, leggera depressione. Altri sintomi possono essere il mal di testa, gli attacchi di colite, la gastrite, ed aritmie cardiache (tachicardia).

Normale se dura cinque o sei giorni

Una certa forma di stress da rientro è normale e fisiologica fino a quando dura meno di una settimana; ecco perché, generalmente, il consiglio è di tornare a casa qualche giorno prima rispetto alla ripresa dell’attività lavorativa. Rimanere a casa un paio di giorni dopo il rientro prima di tornare al lavoro, può essere un vero toccasana e permette al nostro organismo di riadattarsi in modo graduale ai soliti ritmi. Ecco ora una lista di consigli utilissimi per affrontare lo stress da rientro, sia a casa che sul posto di lavoro.

Leggi anche: Stress e preoccupazioni ti fanno ingrassare di più

Al lavoro

1) Fai spazio sulla scrivania: non lasciarti sommergere dalle pratiche. Metti un po’ d’ordine, fai una cernita e conserva solo lo stretto necessario. Decora la tua scrivania con degli oggetti personali, come delle foto o una pianta, che ti permetteranno di delimitare il tuo spazio e di distrarti per qualche minuto.

2) Cambia aria: durante la pausa pranzo esci e cammina un po’. In questo modo potrai rinfrescarti le idee e rilassare i muscoli, indolenziti a causa dell’immobilità a cui sei obbligato in ufficio. L’ideale sarebbe camminare almeno mezz’ora dopo aver pranzato o fare degli esercizi che ti aiutino a rassodare le gambe.

Leggi anche: Stress: non basta dormire nel weekend per recuperare

3) Concentrati sulla respirazione: concentrarsi sulla propria respirazione per qualche minuto fa davvero bene. Chiudi gli occhi e cerca di immaginare l’aria pura che inspiri e l’aria negativa che espelli espirando. Questo esercizio ti permetterà di dimenticare ciò che ti circonda e di concentrarti su te stessa.

4) Allunga i muscoli: anche se mantieni una posizione corretta, stare seduto ore ed ore davanti al computer è stancante per il tuo corpo. A intervalli regolari tendi le braccia davanti a te o verso l’alto e stiracchiati. Se hai la fortuna di avere un ufficio tutto per te, fai qualche esercizio di stretching. Non dimenticare di riposare gli occhi fissando spesso un punto lontano, specie se lavori tutto il giorno al pc.

5) Sbadiglia: fallo discretamente, per non dare l’impressione che ti stai annoiando. Sbadigliare permette di rilassare i muscoli del viso e di ossigenare il cervello. Per forzarti a sbadigliare apri bene la bocca, inspira profondamente, tira la lingua e se serve fai qualche smorfia, magari non davanti ai colleghi!

Leggi anche: Ritornare al lavoro dopo le vacanze: il decalogo delle cose stressanti ed i consigli per evitarle

A casa

1) Ritagliati un momento per te stesso: concediti un momento di relax almeno una volta a settimana. Bagno caldo agli oli essenziali, maschera di bellezza, crema idratante e profumi come se fossi in un centro benessere. Occupati di te stesso e del tuo corpo.

2) Fai sport: l’attività fisica è un ottimo metodo per rilassarsi totalmente. Una sessione di sport intenso seguita da qualche esercizio di stretching aiutano il corpo a eliminare le tensioni: i muscoli contratti durante lo sforzo si distendono e una sensazione di relax invade il corpo e lo spirito.

3) Fai yoga: effettuare dei movimenti lenti e dolci, concentrarsi sul proprio modo di muoversi nello spazio circostante, migliorare la propria flessibilità: per tanti italiani lo yoga è l’attività zen per eccellenza. Per circa un’ora hai l’impressione di trovarti in una bolla impermeabile a tutte le tensioni negative.

4) Fatti fare un massaggio: in uno studio specializzato o magari a casa tua dal tuo partner. Chiedi a qualcuno di concederti un po’ di tempo per farti un massaggio oppure massaggiati da sola: la nuca, le spalle, il cuoio capelluto, le tempie, la pianta dei piedi. Per rilassarti ancora di più, perché non usare un olio da massaggio?

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5) Stai un po’ solo con te stesso: concediti una pausa e spegni lo smartphone e tutti gli apparecchi che potrebbero disturbarti. Ascolta pure della musica, di qualsiasi genere, se ti permette di distrarti. Non dimenticare le tue passioni e la tua creatività: coltivare con costanza un hobby può essere incredibilmente rilassante.

Abbronzati a settembre: consigli per far durare l’abbronzatura

Un altro motivo di stress dopo le vacanze estive è, per molti tra cui il sottoscritto, l’abbronzatura che se ne va. Giorni sotto il sole, pieni di olio abbronzante, tanti sacrifici e l’abbronzatura sbiadisce inesorabile, doccia dopo doccia. In realtà seguendo qualche piccolo accorgimento riusciremo ad essere abbronzati ancora per un po’. Ecco alcuni consigli:

1) Usate detergenti delicati: per il viso una mousse, per il corpo un olio doccia.

2) Preferite la doccia al bagno e tamponate la pelle invece di sfregarla.

3) Continuate ad usare il doposole, mattina e sera, e bevete sempre tanta acqua: idratare, dentro e fuori, è la parola d’ordine.

4) Se potete, scappate al mare durante il week end per far vostri gli ultimi raggi di sole. Anche se siete abbronzati, non dimenticate di applicare la protezione solare: è settembre il sole è ancora intenso!

5) Usate lo scrub! Ovviamente, al netto di tutti i consigli, l’abbronzatura, purtroppo, non è eterna! Quando inevitabilmente inizierà a sbiadire, il vostro migliore amico si chiamerà scrub! Da applicare sulla pelle bagnata (applicato su pelle asciutta è più aggressivo) con movimenti circolari. Eviterete così di andare in giro  macchiate come un leopardo, con il colorito tendente al grigio.

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Il peso aumenta, i cibi per non ingrassare dopo le vacanze

Ciò che succede a molti, in questo periodo, è di prendere qualche chilo in più e purtroppo anche in questo c’è una causa scientifica. Una recente scoperta, infatti, di ricercatori israeliani del Weizmann Institute’s Neurobiology Department ha scoperto come sia implicata nell’aumento di peso una particolare proteina che il cervello produce durante i periodi di stress. In ogni caso è sempre buona regola fare scorta di energie per iniziare il lavoro o lo studio al meglio. La natura è sempre dalla nostra parte ed è per questo motivo che bisogna approfittare degli alimenti che ci mette a disposizione in questo periodo dell’anno. Ecco alcuni rapidi consigli:

1) I fichi sono tra i frutti che riescono a combattere la stanchezza ricchi come sono di zucchero, proteine, fosforo, e calcio. Consumati a settembre, appena colti, regalano grandi quantità di vitamine C ed A.

2) I cereali, in particolare la quinoa, l’amaranto, il farro, tutte le verdure a foglia verde ,tutti gli ortaggi colorati ricchi di carotenoidi e la frutta di stagione, tanta, colorata non devono mai mancare dalla nostra tavola.

3) Attenti al colore! Un trucco per rimanere in forma è scegliere gli alimenti per colore: via quindi al rosso o giallo dei peperoni, all’arancione della zucca, al viola del radicchio, dell’uva, delle prugne. Un piccolo trucco consiste nell’aggiungere un cucchiaio di germe di grano a tutte le nostre pietanze in quanto servirà ad integrarli di vitamina B.

4) Andrebbero evitati o quantomeno limitati nel consumo, le carne grasse, i formaggi grassi, gli zuccheri raffinati, tutti i cibi fritti. Da privilegiare il consumo di pollo, tacchino manzo per il loro contenuto di aminoacidi, in particolare colina e tirosina, utili a migliorare la trasmissione degli impulsi nervosi, le funzioni cerebrali rafforzando memoria e concentrazione.

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Consigli finali

1) Stabilire delle priorità, partendo da obiettivi piccoli, semplici e più importanti e lasciare per un secondo momento quelli che possono attendere e gli arretrati accumulati (per esempio, le decine di email da leggere.

2) Se al rientro gli impegni sono troppi, imparare a delegare perchè lo stress aumenta quando le richieste ambientali superano in qualche modo le nostre risorse fisiche e psicologiche per poterle affrontare.

3) Finché il tempo lo consente, concedersi dei fine settimana dedicati al relax e alla famiglia, come se le vacanze non fossero ancora finite.

4) Valorizzare gli effetti positivi delle vacanze. L’estate insegna che lo svago è indispensabile per reggere la fatica. Godetevi la nostalgia delle vacanze riattivando emozioni positive: assaporate il piacere dei buoni ricordi di chi era con voi, le sensazioni, i rumori, la luce … E la ricerca dell’ottimismo può diventare duratura, lungo tutto l’anno.

5) Bevi caffè. E’ stato dimostrato che bere caffè ogni giorno (in quantità moderata) diminuisce il rischio di depressione e di suicidio. Per approfondire: La tazzina di caffè che ti salva dal suicidio

6) Mantenere un buono stile di vita: fare regolare attività fisica all’aria aperta (che produce endorfine e la luce solare migliora il tono dell’umore), dormire molto e bene, curare un’alimentazione regolare e bilanciata.

7) Integrazione. Per combattere lo stress ed aumentare le energie, sono molto utili i seguenti integratori alimentari:

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