Denti sensibili: sbiancamento, caldo, freddo, collutorio ed altre cause

lavarsi denti cuoreDenti e gengive sensibili sono un problema comune a moltissimi italiani. L’ipersensibilità dentinale e l’ipersensibilità gencigave sono condizioni che possono essere acute, ma nella maggioranza dei casi si sviluppano cronicamente, cioè nel corso del tempo, in conseguenza di disturbi comuni come recessione gengivale ed usura dello smalto. Quali sono le condizioni ed i comportamenti che possono aumentare la sensibilità a denti e gengive? Eccone alcuni.

Uso di collutorio

Un alito profumato è ovviamente gradevole, ma un numero eccessivo di sciacqui giornalieri con il collutorio può rendere i denti sensibili. Questo perché alcuni collutori contengono acidi che possono potenzialmente acuire una sensibilità dentale preesistente. Meglio chiedere consiglio al dentista di fiducia circa l’impiego di collutori neutri al fluoruro.

Consumare cibi acidi

Andate pazzi per pomodori, agrumi, succhi di frutta, bevande gassate ed altri cibi e bevande che contengono acidi? I vostri denti potrebbero risentirne. Consumare quantità eccessive di alimenti ricchi di acidi potrebbe causare l’erosione dello smalto rendendo così vulnerabile ed esposta la dentina (tessuto del dente posto sotto lo smalto e il cemento e sopra la polpa). Se non potete proprio fare a meno di questi cibi, neutralizzate gli acidi mangiando un pezzo di formaggio o bevendo un bicchiere di latte dopo i pasti.

Leggi anche: Collutori naturali e fatti in casa per disinfettare la lingua

Prodotti sbiancanti e alcuni tipi di dentifrici

A tutti piace avere un sorriso smagliante, ma per alcune persone i prodotti sbiancanti e i dentifrici a base di perossido (anch’essi sbiancanti) possono causare sensibilità a carico dei denti. Quest’ultima spesso è temporanea e scompare una volta interrotto l’impiego di tali prodotti. Chiedete al dentista quale prodotto è più indicato per le vostre esigenze.

Ritiro gengivale

Le radici dei denti contengono migliaia di piccoli tubuli che conducono al nervo centrale del dente. Di norma, le radici sono protette dal tessuto gengivale. Ma in caso di periodontite, le gengive iniziano a ritirarsi lasciando così esposte le radici ipersensibili dei denti. Questa condizione necessita assolutamente dell’intervento del dentista.

Leggi anche:Alitosi: il tipo di odore del tuo alito cattivo rivela la patologia che hai

Spazzolare i denti troppo forte

Se pensate che spazzolare i denti con maggior vigore contribuisca a pulirli meglio, sbagliate. Spazzolare troppo forte oppure utilizzare uno spazzolino dalle setole dure, può esporre la radice del dente causando il ritiro gengivale. Inoltre, così facendo, rischierete di danneggiare lo smalto dentale esponendo la dentina sottostante. I fori presenti nella dentina sono dei tubuli microscopici che permettono al caldo, al freddo e ai cibi dolci di stimolare i nervi del dente.

Interventi dentali recenti

Anche se può sembrare bizzarro, talvolta preservare un buono stato dei denti, grazie ad una cura dentale regolare, può favorire la potenziale insorgenza di sensibilità. La pulizia dei denti, la sostituzione di un dente rotto o un’otturazione possono comportare una sensibilità dentale a breve termine. Se siete preoccupati, parlatene al dentista prima di procedere con l’intervento.

Leggi anche: Come pulire efficacemente la lingua in modo semplice e sicuro

Temperatura

Un eccesso di caldo o freddo può essere causa di aumentata sensibilità dei denti.

Rottura del dente

Sgranocchiare il ghiaccio o caramelle dure, può comportare la rottura o lo scheggiamento del dente. Quando un dente è rotto, la polpa dentale, ricca di nervi, che si trova all’interno del dente stesso, può irritarsi nel momento in cui masticando andrete a sfregare i pezzi di dente rotto. Una rottura del dente, inoltre, favorisce la proliferazione di batteri, che, a loro volta, causeranno un’infiammazione in grado di acuire ulteriormente il dolore percepito.

Leggi anche: Differenza tra carie, placca e tartaro

Digrignamento dei denti

Lo smalto dentale è la sostanza più resistente del corpo, ma non è indistruttibile. Il digrignamento dei denti, infatti, può danneggiarlo. Col tempo quest’abitudine inconscia può scalfire lo smalto, rendendo i nervi dentali più vulnerabili. Mascherine apposite, cambiamenti allo stile di vita e anche modifiche al regime alimentare possono essere di aiuto nel contrastare questa condizione.

Carie

La carie espone la radice del dente ad un numero elevato di fattori irritanti: caldo, freddo, dolci e anche aria. Una buona igiene orale, una corretta alimentazione e visite periodiche di controllo dal dentista, sono il miglior modo per contrastare la carie e mantenere i denti in ottimo stato.

Non sottovalutare la sensibilità dentale

Non dovete affrontare il problema da soli. Consultate il dentista per scoprire quali sono le cause reali che si nascondono dietro questa sensibilità. Per rafforzare i denti, potreste aver bisogno di apportare qualche cambiamento alle vostre abitudini di igiene orale, come passare ad uno spazzolino con setole morbide, utilizzare un dentifricio desensibilizzante oppure sciacquare la bocca con un collutorio fluorizzato.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Reddit, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Arancia meccanica (1971): Stanley Kubrick ed il suo lavoro maniacale

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-morte-per-mancanza-di-sonno-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsatNel 1963 lo sceneggiatore Terry Sothern, durante la realizzazione de “Il Dottor Stranamore”, diede a Stanley Kubrick una copia del libro “Arancia Meccanica”, scritto da Anthony Burgess.

“Dovresti leggerlo Stanley, è straordinario” gli disse Sothern. Kubrick lo lesse ma non ci capì nulla…Il problema era la lingua, il Nadsat, la lingua che Burgess aveva inventato per il romanzo. Kubrick pensò: “Nessuno lo leggerà. Nessuno lo guarderà, nessuno lo capirà”. E così inizialmente rifiutò l’idea del progetto.

Ma Stanley era un innovatore, un “camaleonte” del cinema; ogni film affrontava un genere diverso, un periodo diverso, una storia diversa, un rischio diverso. Nel 1970, Stanley voleva superare se stesso; a Stanley non interessava la normalità, lo annoiava a morte.

Voleva realizzare “il più grande film sui giovani”. Fece scrivere a Burgess, l’autore del libro, la sceneggiatura per il film, ma la gettò poco dopo. Pensò che avrebbe potuto fare di meglio da solo.
Disse: “Ho il libro, non devo far altro che seguirlo”. Quindi invece di portarsi dietro una sceneggiatura, portava con se il libro.

“Arrivava sul set, apriva il libro e diceva: “Bene, pagina 27. Oggi facciamo questa. Come la facciamo?”
E poi si sedeva li con gli attori e i tecnici per trovare il modo in cui farla.” (John Baxter – autore della biografia del regista)

Quando Kubrick iniziò le riprese, decise di rimanere estremamente fedele al romanzo; decise di mantenere il Nadsat, quella strana lingua che secondo Stanley, almeno inizialmente, nessuno avrebbe nè accettato nè capito.

Stanley notò Malcolm McDowell nel film drammatico “Se”.
Aveva quell’aspetto fanciullesco e amabile nonostante una “natura cattiva” che per Kubrick era la chiave di tutto. Malcom riusciva ad essere uno squilibrato mentale in maniera stupefacente. L’altra e unica persona che fu presa in considerazione, anche se successe prima dell’arrivo di Kubrick, fu Mick Jagger.

Jagger avrebbe dovuto interpretare Alex e gli altri membri dei Rolling Stones sarebbero dovuti essere i restanti drughi. Ma Kubrick non ci stava; disse che se Malcolm McDowell non fosse stato disponibile, non avrebbe fatto il film.

Leggi anche:

“Conobbi Stanley, perche aveva visto “Se”
Mi disse di averlo visto 5 volte e non so se fosse vero. Andai ad incontrarlo, insomma, facemmo una bella chiacchierata. Parlammo per 45 minuti o un’ora, del più e del meno.

Alla fine dissi: “Mi volevi per qualcosa in particolare?” e lui ripose: “beh, c’è un libro che sto pensando di adattare per il cinema.” ed io dissi: “oh, che libro?” e lui: “Beh, sai preferisco non dirlo.” io dissi: “oh capisco. beh, lo devo leggere o no?” e lui: “Hai mai letto “arancia meccanica?” Ed io: “no. Lui disse: “beh leggilo e chiamami”. Comunque, alla fine del nostro colloquio potei constatare quanto fosse paranoico. Voleva propormi una sceneggiatura dandomene solo la copertina! Dopo avergli giurato di mantenere il massimo riserbo sul progetto me la diede. Lessi Arancia Meccanica una volta. Non capii nulla. La lessi una seconda volta: era geniale e il personaggio di Alex un’occasione incredibile. Capii che se io avessi fatto la mia parte, lui avrebbe reso il film eccezionale. Così fu. (Malcolm Mcdowell).

Stanley dedicava molto tempo alle prove; spesso la troupe veniva convocata alle 6 del mattino e veniva congedata a mezzanotte.

“Non ho visto i miei figli per un sacco di tempo. Erano a letto quando uscivo e anche quando rientravo. Non c’era tregua. Non ci diceva mai: “stasera non si lavora”. Oppure: “Facciamoci una birra e parliamo del film”. (Bill Butler – Montatore)

Stanley voleva rendere il suo film il più realistico possibile; nella scena in cui Alex è sottoposto alla terapia dell’avversione, per mantenere gli occhi aperti dell’attore, decise di procurarsi le famose graffette di metallo.

Malcolm se ne stava seduto con la camicia di forza, con queste graffette che gli tenevano gli occhi spalancati. Dopo 30 Ciak, con gli occhi ancora bloccati dalle graffette, Malcolm fu preso dal panico; urlò e si arrabbiò e diede uno strattone con le braccia per cercar di liberarsi dalla camicia di forza, ma così facendo urtò contro una delle graffette. Si graffiò una cornea e si procurò un dolore infernale.

Nella scena in cui viene preso e brutalizzato dai suoi vecchi amici, la testa di Malcolm fu immersa in un abbeveratoio per maiali. Kubrick fece colorare l’acqua usando degli estratti di carne. Dopo 27 ciak in cui veniva inzuppato in questo schifoso brodo freddo, Malcolm esausto disse che il solo odore di quella roba, l’avrebbe disgustato per sempre.

La scena dell’aggressione nella villa dello scrittore Frank Alexander e di sua moglie, fu girata per 5/6 giorni di fila. Kubrick non era soddisfatto, credeva che la scena fosse piatta, statica e non funzionasse. Durante una conversazione con Malcolm Mc Dowell, chiese all’attore: “Conosci qualche canzone?” Malcolm rispose: “si,. Singin’ in the rain”. e Kubrick disse: “Ok aspetta un minuto”.

“Provammo questa sequenza per giorni ma non funzionava. Poi ad un tratto vidi Malcolm ballare e cantare “Singin’ in the rain” e allora dissi: Ma che facciamo? Che cos’è ? Un musical?.
In quel momento Stanley cominciò a filmare, io gli dissi: “Stanley dobbiamo chiedere il permesso, è una canzone famosa. E lui: “sali in macchina”.

Tornammo ad Abbot’s Mead e comprò i diritti di “Singin’ in the rain” per una cifra intorno ai 10.000 dollari per 30 secondi di scena. Comunque, comprò i diritti, tornammo sul set ed iniziammo le prove…fu la svolta.” (Bernard Williams produttore)

La musica di Beethoven e Rossini, non è una semplice colonna sonora a corredo di una storia, per sottolinearne magari alcuni toni e momenti. E’ uno strumento portante per definire e completare i contenuti, quanto mai legata e funzionale alle immagini, in totale simbiosi con esse.

Arancia Meccanica, come quasi tutti i film di Stanley Kubrick, ha segnato in maniera indelebile l’immaginario cinematografico. Sono molte le leggende intorno all’uscita di Arancia Meccanica. Quando uscì, fu largamente screditato e ritenuto estremamente sgradevole.

In Gran Bretagna nel 1974, Kubrick fu costretto a ritirare la pellicola per le continue minacce ricevute da chi lo accusava di aver creato una macchina che avrebbe solo alimentato la violenza. Chi acclama l’opera come un capolavoro si esalta di fronte al tentativo di Kubrick di difendere la libertà di scelta dell’uomo, anche di sbagliare.

Luis Buñuel ha detto di Arancia Meccanica che è “l’unico film in grado di spiegare davvero cosa sia il mondo moderno”. E a riguardarlo oggi, dopo quarantacinque anni, Arancia Meccanica sembra davvero il ritratto del nostro mondo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Masturbazione maschile: 10 cose che le donne non sanno

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MASTURBAZIONE COMPULSIVA TOSSICODIPENDENZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene1. La masturbazione non è un sostituto del sesso

Nelle commedie americane l’uomo fa sogni erotici, si sveglia arrapato, esce di casa guardando il fondoschiena della vicina, ci prova con le donne per strada, va in ufficio con una vistosa erezione, parla coi colleghi di calcio e porno, si masturba durante la pausa pranzo, ci prova con colleghe, torna a casa, tromba la moglie, si masturba di nuovo e con la scusa di andare a comprare le sigarette va a prostitute. Ecco, un uomo del genere non esiste. E se esiste, è in un istituto psichiatrico. Sesso e masturbazione sono due cose diverse. Paragonarli è come chiedersi se è più alto il campanile di San Marco o è più buona la Nutella. Persino il nostro corpo si accorge della differenza. Il dottor Tobias S. Köhler, medico e professore all’università di medicina dell’Illinois, ha scoperto che la percentuale di spermatozoi prodotta durante un rapporto sessuale è molto più alta che non durante la masturbazione. Non so e non voglio sapere come hanno ottenuto questi dati, ma ti assicuro che il tizio nelle mutande percepisce un falso allarme e risparmia energie. Un uomo a volte ha voglia di masturbarsi e basta. Vale per ogni maschio del pianeta.

2. Come funziona esattamente

Si inizia con la fase dell’eccitamento, che può arrivare in tempi e modi variabili. Si va in bagno (è il nostro posto preferito), si lubrifica il sacro mattarello con la saliva (i più raffinati usano il lubrificante), poi il principio base è muovere la mano su e giù, prima delicatamente, poi sempre più convinto. L’impugnatura, la stretta e i tempi sono così soggettivi che fare una media è impossibile. Alcuni adorano stuzzicarsi il frenulo (l’attaccatura del glande in basso) altri se ne fregano. I tempi variano in base all’eccitazione, alla condizione fisica e al tempo a disposizione. Può bastare meno di un minuto o andiamo avanti per dieci. Arrivati all’orgasmo c’è il problema dello sperma e anche qui ci si divide in categorie. I lungimiranti hanno predisposto fazzoletti. Per gli hardcore va dove va e poi puliscono. I multitasking preferiscono farlo sotto la doccia, tra vapore, getti d’acqua calda, relax. E già che ci siamo, diamo una giratina al pistone, visto che poi non serve pulire. Dipende dal tipo di persona.

Leggi anche:

3. Se vuoi una cosa fatta bene, falla da solo

Un rapporto sessuale ha i suoi momenti alti e bassi. La stimolazione è fatta da qualcuno che non ha la minima idea di cosa l’altro stia provando. Ha esperienza, ascolta e presta attenzione, ma è capitato a tutti di arrivare a pochi millimetri dall’orgasmo e poi perderlo per strada perché la compagna di letto ha sbagliato qualcosa. È anche per quello che il sesso dura di più. Nella masturbazione ogni impulso dato è perfetto, ogni mossa calcolata. Come si suol dire, dal produttore al consumatore. Nemmeno la migliore scopatrice dell’universo può sostituirsi alla nostra mano che è in contatto diretto con le terminazioni nervose.

4. È un diversivo salvatradimento

Avere una sola donna per tutta la vita è noioso. Ci sono coppie più aperte che ovviano questo problema. Altre no, e la masturbazione è un ottimo aiuto. Non tradisci nessuno: è divertente, pratico, indolore e soprattutto rilassante. Una massaggiata al collo del pollo ti fa passare il nervoso, ti calma i bollenti spiriti, dà un senso di pace e fa passare tutte quelle idee di tradimento. Una doccia fredda non è la stessa cosa, sarebbe come prendere un affamato e invece di dargli un pacchetto di crackers piantargli un pugno nello stomaco. Entrambe le cose fanno passare l’appetito, ma l’approccio è notevolmente diverso.

5. Siamo abitudinari. Ma a volte no

Tutti gli uomini si masturbano. Tutti. Dal più scafato playboy al più grande sfigato del pianeta, tutti quanti frustano il cobra. Si inizia all’età di 9-10 anni e si continua finché funziona. A volte anche dopo. Il momento preferito da molti è la sera, in bagno, prima di andare a letto. Alcuni preferiscono la doccia. Acqua calda, silenzio, i muscoli che si rilassano e tu che ti sturi il piffero. Una volta finito tocchi il cuscino e ti addormenti rilassato e felice. So che le donne preferiscono bere una tisana, ma noi siamo fatti così. Questa è quella che si definisce routine, ossia l’appuntamento fisso. A volte abbiamo una donna sottomano e non serve. Altre ancora ci sono le cosiddette pippe transitorie, che possono persino accadere controvoglia. Stiamo facendo qualcosa d’importante e per motivi incomprensibili ci viene in mente qualcosa di hard, il tizio nelle mutande si dichiara entusiasta e pronto all’uso. Se noi non siamo d’accordo non importa, lui resta lì e ci rende difficile restare seduti. A volte tocca farlo a malincuore e no, non è una battuta.

Leggi anche:

6. I porno c’entrano una volta su due

Quando giunge il momento ogni uomo ha gusti e fantasie molto differenti. Tutti associano la masturbazione ai porno, ma non è affatto così. Ci sono uomini che prediligono i video. Altri, inorriditi dalle capacità recitative e dall’improbabilità delle situazioni, preferiscono le immagini su cui costruiscono una storia. Altri si ricordano di una tizia, una collega, un’amica e pensano a lei. Altri cercano porno con una ragazza simile a qualcuno che conoscono. Altri si creano una storia, una situazione e un contesto nella mente senza bisogno di stimoli esterni. Sono gusti, e fantasie, che vogliono restare tali. Con te, nel mondo reale saremo fedeli, affidabili e onesti. In bagno saremo traditori seriali e faremo le cose più abiette e disgustose. Come diceva De Sade, sognare corruzione è un ottimo modo per mantenersi integri nella realtà.

7. Potresti essere la protagonista (ma non lo saprai mai)

Ogni essere vivente ha delle perversioni. Se uno ti dice di non averle, sta mentendo. Spesso le sue perversioni non sono “politicamente corrette”. Se qualcuno ti dice che ha la fantasia sessuale di farlo con due donne è socialmente accettabile (ed è per questo che nei sondaggi è la preferita). Il problema è che ce ne sono altre assolutamente sconvenienti. C’è chi sogna di tradire la propria partner con la sua migliore amica. Chi sogna di fare un triangolo con la propria moglie e uno sconosciuto. Chi immagina di andare con la moglie di un altro, chi sogna sesso di gruppo, sadomasochismo, fino alle cose più impensabili o ridicole (per chi non le condivide). C’è gente che si veste da lupo e chi adora farsi calpestare i testicoli da una tizia vestita di lattice, per dire. Tra queste sappi che tu rivesti un ruolo importante. Non “forse”. Di sicuro. Potrebbe volerti spettatrice, partecipante, esterna, complice. Solo lui lo sa.

8. Anche il Lego può farci godere, cosa c’è di strano?

Se da una parte non abbiamo idea di come riparare il tubo della doccia, dall’altra inventeremo i più incredibili modi di masturbarci. Qualsiasi uomo arrapato ha sperimentato le conseguenze di idee stupide in questo ambito. Del resto la pubblicità del Lego, quand’eravamo piccoli, diceva che stimolava la creatività. Era vero. Solo che non specificava in quale ambito l’avremmo usata. Ti ricordi American Pie, la scena della torta di mele? Ecco, ha mille varianti. Ci sono uomini che hanno avuto rapporti sessuali con oggetti di ogni tipo, dal termosifone all’anguria passando per il comodino, l’asciugamano o l’aspirapolvere. A leggere su internet le esperienze di alcuni uomini, posso assicurarti che la loro fantasia e creatività non conosce limite. E poi ricordati il punto 3. Anche la mano annoia.

Leggi anche:

9. Non puoi imparare a fare meglio di noi

Entrare in competizione con la nostra mano è come cercare di far capire a un uomo cosa sono i dolori mestruali. Lascia perdere. È una cosa maschile che non puoi capire finché non hai il pene, e fartelo prestare non conta. Se vuoi soddisfare un uomo, la Natura ti ha dotata di mille altri modi tanto e più divertenti. Pensa a quando eri piccola. Il ciuccio, il chupa chupa, il ghiacciolo, il gelato… È una vita che ti stai addestrando.

10. Fattene una ragione, i sentimenti non c’entrano

La masturbazione fa parte della vita di tutti i giorni e non ha niente a che fare con la fedeltà o con i sentimenti. Stephen King ha scritto e immaginato orrori spaventosi, ma questo non lo rende uno psicopatico. Allo stesso modo, masturbarsi sognando di fare sesso duro con la propria capa nel suo ufficio non significa che lo faremo. Al contrario, vuol dire che abbiamo sotto controllo le nostre pulsioni primitive: sappiamo riconoscerle, domarle e incanalarle. Quindi, se il tuo ragazzo shakera il joystick rosa vivitela bene: è sinonimo di salute. Non credo preferiresti beccarlo a letto con una tua amica!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Come allontanare api, vespe e zanzare da balcone, giardino e piscina

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA APE VESPA CALABRONE BOMBO PUNTURA DOLORE VELENO INSETTO ADDOME PUNGIGLIONE ZANZARA SANGUE POLLINE FIORI PAURA UCCIDERE FAVO NIDO VITINO DI VESPA INSETTI MORTE ALLERGIA SHOCK

Come allontanare api e vespe da balcone, giardino e piscina?

Con l’inizio della primavera e durante l’estate l’incubo ricomincia: avete il terrore di essere punti da questi aculeati e non sapete propri come tenerli a debita distanza. C’è sempre una soluzione! Se non volete ucciderli inutilmente, esistono dei pratici modi per non essere attaccati che vi permetteranno di passare un’estate senza gonfiori e dolori vari. Ci sono degli odori che disturbano questi insetti, che non riescono proprio a sopportare e quindi, anche se si trovano dinanzi a una bella bibita zuccherina – nel caso delle vespe -, preferiscono fare dietrofront. Di seguito, troverete tutti i consigli per allontanare zanzare, vespe ed api suddivisi in base al posto in cui volete scacciarle.

Le piante le migliori alleate

Api e vespe sono attratte dai fiori. E tutti lo sappiamo bene. Ma cosa fare per allontanarle dal balcone? Se amate la flora, vi consiglio di puntare proprio su alcune piante che hanno la capacità di disorientarle: comprate e mettete sul balcone la citronella, il geranio, la canfora, il basilico e l’alloro. Badate bene a non mettere vicino a queste piante piselli, anice e finocchio perché neutralizzano le proprietà delle piante repellenti. Potete anche mettere in un bicchiere d’acqua tre cucchiai di polvere d’aglio, mischiate e versatelo in uno spruzzino da usare sul piatto dei vasi o sui muri del balcone.

Giardino senza vespe e api? Non è impossibile

Nel giardino, potete usare le stesse piante che vi ho consigliato qui sopra. Se invece fate dei pranzi o delle cene all’aperto, vi consiglio di mettere dei cetriolitagliati a pezzi attorno alle pietanze per allontanare api e vespe; oppure, cospargetevi il corpo (o almeno le zone scoperte) con oli essenziali di lavanda ed eucalipto. Importanti, anche le candele alla citronella da distribuire in giardino.

Leggi anche:

Caffè, il repellente per eccellenza

Se volete tenere lontane vespe e api dalla piscina, utilizzate o le candele di citronella oppure il caffè: dovete bruciarlo all’interno di una candela vuota oppure in un tappo di ketchup e maionese. Quando il caffè inizia a bruciare, lasciatelo sul bordo della piscina: il suo effetto durerà per diverse ore.

E le zanzare?

Vi parlo delle piante anti-zanzare più diffuse: alcune avranno bisogno di molte attenzioni; altre, invece, sono facilmente adattabili all’ambiente in cui vivono, ma ricordatevi di metterle sempre davanti a porte e finestre e su balconi e giardino per evitare così zanzare tigre e comuni:

  • L’erba gatta è una delle piante scaccia-zanzare più efficaci, molto più potente di un repellente chimico. Dovete assicurarvi che sia sempre protetta dal vento perché potrebbe disperdere il suo potere di allontanare le zanzare: fate in modo, quindi, di coprirla tutt’intorno, lasciandola scoperta solo in alto affinché possa beneficiare dei raggi solari.
  • Il gelsomino rampicante è molto adattabile e resiste a diversi tipi di clima, tranne a quello troppo rigido: quando infatti la temperatura scende al di sotto dello zero, perde le sue foglie. Ma questo non è un problema che avrete d’estate e non dovrete preoccuparvi nemmeno di annaffiarlo giornalmente perché abbisogna di poca acqua.
  • La citronella è ottima per allontanare le zanzare, ma esistono alcuni tipi che non hanno lo stesso effetto di quella originale: dovrete prestare molta attenzione quando vi rivolgete al fioraio perché potrebbe rifilavi una Cymbopogon Winterianus o una  Cymbopogon Nardus.
  • La catambra produce catalpolo, che è un forte repellente. Anche in questo caso, dovete prestare molta attenzione quando acquistate un catambra: quella originale ha un Brevetto Europeo e possiede una etichetta antistrappo.
  • La calendula viene spesso utilizzata per i repellenti che si trovano in commercio e più precisamente il piretro, la sostanza che respinge le zanzare come un grande scudo. Dovete sempre assicurare a questa pianta l’esposizione diretta al sole e un terriccio ricco di sali minerali e acqua.
  • Il geranio profumato riesce a tenere lontane le zanzare in maniera efficace e, inoltre, abbellisce la casa. Per la sua proprietà anti-zanzara, ha preso il nome di mosquitaway.
  • L’agerato produce, attraverso la cumarina, un odore che le zanzare trovano insopportabile, tanto da girare alla larga da questa pianta. Deve essere esposta al sole per un minimo di cinque ore, ma più tempo assorbe luce e meglio è.

Prodotti per allontanare le zanzare

Non ne potete più delle zanzare? Di seguito vi riportiamo una lista di prodotti estremamente efficaci, scelti e testati dal nostro Staff di esperti, per neutralizzare le zanzare, le mosche ed altri insetti fastidiosi:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

 

A cosa è dovuto il colore dei capelli?

MEDICINA ONLINE VOLTO DONNA CAPELLI SGUARDO RAGAZZA BIONDA OCCHI OCCHIAIE TERAPIA TRATTAMENTO EYES TRUCOS DE BELLEZZA VISO DONNA RIMEDI SEXY SEX CHIRURGIA MEDICINA ESTETICA PELLE SCURA PANDA OCCHIO NERO ORIENTALE YOUNG GIRL.jpgIl colore dei capelli è dovuto alla presenza di melanociti a livello dello strato basale del bulbo pilifero. La colorazione dipende dalla quantità e dal tipo di melanina che viene prodotta, nonché dalla dimensione dei melanosomi.
Nei capelli scuri, per esempio, è presente eumelanina; in quelli biondi e rossi feomelanina. Il pigmento è sempre e comunque limitato alla corteccia.

Leggi anche:

Con l’avanzare dell’età i melanociti diventano sempre meno attivi, fino a cessare completamente la produzione di melanina. Si parla in questo caso di incanutimento (capelli bianchi), una condizione che si rende evidente mediamente dai 40 anni in poi. Sono tuttavia frequenti eccezioni, poiché il suo manifestarsi è programmato geneticamente.
Si dice che un grave trauma possa portare ad un incanutimento pressoché istantaneo. Si tratta in realtà di una leggenda metropolitana, poiché il capello, come i peli, è una cosa morta e come tale non può rispondere a stimoli traumatici.
E’ tuttavia possibile che i capelli possano ingrigire in seguito ad un trauma, anche se il fenomeno non insorge dalla sera alla mattina. Una possibile spiegazione è la seguente: innanzitutto occorre tener presente che i peli terminali sono più sensibili all’incanutimento di quelli del vello. In seguito ad un trauma (paura, emozione, stress, problemi di salute ecc.) può esserci un diradamento dei capelli, a causa dell’accorciamento del ciclo vitale dei peli più sottili, che cadono rapidamente lasciando più spazio a quelli terminali depigmentati. Per questo motivo un evento traumatico può determinare incanutimento, anche se la cosa non è così fulminea come viene proposta in certi film, fumetti o cartoni animati.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

A che servono i capelli ed i peli?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma A CHE SERVONO PELI CAPELLI Pelle Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPeli e capelli pur se apparentemente poco importanti, svolgono svariate funzioni utili all’organismo. Tra cui:

  • funzione percettiva. Peli e capelli funzionano come veri e propri meccanismi sensori, in grado di captare stimoli tattili anche molto leggeri. I follicoli piliferi sono circondati da una fitta rete nervosa e funzionano come una specie di leva che amplifica gli stimoli tattili;
  • funzione estetica. I peli possono avere anche una funzione estetica e di richiamo sessuale. I capelli, per esempio, sono un’arma di seduzione tipicamente femminile, capace di donare un certo fascino anche al volto maschile. Anche i peli sul petto negli uomini e i peli sul pube femminile possono rappresentare un forte richiamo sessuale. I peli, specie quelli ascellari, hanno la funzione di diffondere il sudore apocrino, ricco di sostanze deputate al richiamo sessuale, dette feromoni.
  • funzione protettiva. Peli e capelli hanno il compito di proteggere alcune zone del corpo sia dal punto di vista fisico che chimico, pensiamo ad esempio a come una folta capigliatura protegge la testa dai traumi, o come i peli delle ciglia e sopracciglia impediscono a sudori ed oggetti estranei di penetrare nell’occhio. I peli del naso e delle orecchie ostacolano l’entrata dei corpi estranei, mentre i capelli, se abbondanti, riparano efficacemente dal sole e dai traumi.
  • funzione termoregolatrice. A tale proposito leggi: Perché viene la pelle d’oca?

Altre funzioni sono:

  • funzione comunicativa. I peli sono molto importanti per la mimica facciale e ci consentono di esprimere molti stati d’animo.
  • funzione “antinquinamento”. I capelli sono anche buoni indicatori di inquinamento ambientale, poiché sono in grado di assorbire e trattenere determinate sostanze nocive, come il piombo ed il mercurio. L’analisi del capello è importante anche in medicina legale, poiché in questa sede si concentrano determinati veleni, come l’arsenico, e le droghe, come gli oppiacei (morfina, eroina e derivati) e determinati alcaloidi (cocaina, crack).

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenza tra pelo e capello

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA PELO CAPELLO Pelle Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene HD.jpgSia i peli che i capelli hanno in comune alcune funzioni, come ad esempio:

  • funzione percettiva. Peli e capelli funzionano come veri e propri meccanismi sensori, in grado di captare stimoli tattili anche molto leggeri;
  • funzione protettiva. Peli e capelli hanno il compito di proteggere alcune zone del corpo (pensiamo ad esempio a come una folta capigliatura protegge la testa dai traumi, o come i peli delle ciglia e sopracciglia impediscono a sudori ed oggetti estranei di penetrare nell’occhio).

Esistono differenze tra i capelli ed i peli.

I capelli (o “peli terminali”) sono più grossi, più rigidi, più spessi e pigmentati, inoltre se non tagliati tendono a crescere virtualmente all’infinito. Sono presenti solo sulla testa.

I peli (o “peli del vello”), invece, sono molto più corti, morbidi e sottili dei capelli. Se non tagliati tendono a raggiungere una certa misura e fermarsi. Non sono così pigmentati come i peli terminali, tanto che in alcune zone sono praticamente invisibili se non osservati da vicino o con una lente. Sono presenti quasi in ogni parte del corpo anche se con lunghezza variabile, si pensi ad esempio alla differente lunghezza tra i peli dell’addome femminile ed i peli pubici o delle ascelle. Le aree cutanee assolutamente prive di peli (glabre) sono molto poche. Anche la fronte, apparentemente glabra, presenta peli del vello. Le uniche zone realmente glabre del corpo umano sono i palmi delle mani, le piante dei piedi, le labbra, le areole mammarie, il glande ed il clitoride.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Come coltivare l’anguria in un vaso sul balcone

MEDICINA ONLINE DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ANGURIA COCOMERO MELONE FA INGRASSARE DIMAGRIRE FRUTTA ACQUA CALDO ESTATECome prima cosa, scegliamo la varietà di anguria. Meglio optare per l’anguria baby o nana, i cui semi si trovano nei negozi specializzati e online

Scegliamo poi un vaso che dovrà avere avere una dimensione inferiore ai 30 cm di diametro ed ai 30 cm di profondità. Procuriamoci un traliccio alto 120 cm al quale la pianta di anguria potrà avvolgersi mentre cresce per resistere meglio al vento ed al peso del frutto.

Per seminare l’anguria dobbiamo aspettare che non faccia troppo freddo. Se abbiamo deciso di posizionare il vaso all’esterno meglio attendere la primavera inoltrata, invece se abbiamo una piccola serra possiamo piantare i semi a febbraio se abitiamo al sud ed a marzo se abitiamo al Nord o comunque in zone molte fredde. In generale la temperatura non deve mai scendere sotto i 14°C, ma meglio aspettare che si stabilizzino tra i 18 ed i 19°C. Evitare zone troppo ventilare e preferire zone esposte al Sud dove la luce del sole è maggiore per tutta la giornata.

In ogni vaso si mettono dai 3 ai 4 semi e già dopo una decina di giorni si iniziano a vedere le piantine. Meglio usare un terriccio soffice e fertile con un ph compreso tra i 6 ed i 6.8. Meglio non annaffiare con acqua troppo calcarea per evitare di rovinare i frutti.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!