La palatoschisi è una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro. Qualora la fenditura prosegua coinvolgendo anche il labbro superiore (labbro leporino o cheiloschisi) si parla di cheilognatopalatoschisi o labiopalatoschisi.
Cause e sintomi
La malformazione è di derivazione genetica al 10% e colpisce 1 soggetto su mille, nella maggior parte dei casi di sesso femminile; tale malformazione comporta il pieno contatto fra la zona del naso e della bocca, e ciò dà luogo a gravi difficoltà nell’uso del linguaggio per via dell’impossibilità di articolare numerosi suoni. La fenditura può raggiungere anche il palato molle coinvolgendo anche l’ugola e di conseguenza l’intera volta palatina.
Problemi per il paziente
I principali problemi per i soggetti affetti da palatoschisi riguardano l’alimentazione, lo sviluppo alterato del linguaggio e un alto rischio di infezioni broncopolmonari. Tuttavia insieme ai problemi fisiologici di cui sopra, si manifestano nel corso della crescita dei soggetti affetti anche problemi a livello psicologico, soprattutto nelle relazioni interpersonali e nella mancata accettazione di sé.
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Cure
I metodi di intervento per la cura di questa malformazione devono rispettare il “timing biologico” di crescita dei tessuti, e comprendono 5 fasi successive:
- Terapia Protesica: si avvale dell’applicazione di una placchetta, ottenuta mediante impronta rilevata sul neonato intorno alla prima settimana di vita, e applicazione a partire dalla seconda per un tempo stimato di circa 6 mesi. Il dispositivo protesico realizzato avrà la duplice funzione di fungere da “otturatore”, in grado di separare la cavità nasale da quella orale, e da “attivatore tissutale”, in grado di promuovere l’espansione tissutale determinata da una costante e progressiva pressione.
- Rinoseptocheiloplastica: procedura chirurgica atta alla contemporanea correzione del difetto a livello del labbro, naso e setto nasale, mediante isolamento e sospensione delle cartilagini nasali (in particolare quella alare), eseguita fra il 9º e 12º mese di vita.
- Palatoplastica: procedura chirurgica atta al ripristino di una corretta morfologia funzionale del palato; veniva eseguita mediante “plastica Z” o “lembo VY”, tecniche che cruentavano eccessivamente il periostio, determinando una guarigione per “seconda intenzione” con abbondante tessuto cicatriziale e conseguenziale perdita di funzione. È da preferire la tecnica di Von Langenbeck, caratterizzata dalla presenza di due lembi palatali assiali peduncolati (irrorati dalle arterie palatine), suturati in prossimità dalla linea mediana del palato; tale tecnica non lede il periostio e determinerà guarigione di “prima intenzione” senza causare successive limitazioni funzionali a carico del normale trofismo del palato. Intervento eseguibile tra il 12º e 18º mese di vita.
- Alveoloplastica: procedura chirurgica atta ad ottenere una morfologia strutturalmente corretta del processo alveolare, in caso di palatoschisi completa, mediante l’applicazione di un innesto osseo libero autologo (prelevato per esempio dalla cresta iliaca o dal mento), alloggiato a livello della lacuna opportunamente preparata ad accoglierlo.
- Profiloplastica: tecnica chirurgica atta a modificare il 1/3 inferiore del volto, usata anche per la correzione di problematiche differenti, come profili eccessivamente convessi o facies senili; si avvale di tecniche di mentoplastica, rinoplastica e dislocazione e avanzamento della spina nasale anteriore.
Per approfondire:
- Labbro leporino (cheiloschisi): tipi, cause, problematiche e cure
- Labiopalatoschisi: quando il labbro leporino si associa alla palatoschisi
- Differenza tra palatoschisi, labbro leporino e labiopalatoschisi
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Lo staff di Medicina OnLine
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Nell’ultimo trimestre il ginecologo verifica la posizione del bambino che idealmente dovrebbe aver assunto la cosiddetta posizione anteriore con la testa rivolta verso il basso vicino al canale del parto e il viso girato la schiena della mamma.
Negli ultimi anni si è riscontrato un significativo aumento del consumo di cocaina da parte di donne in gravidanza. Sono quindi aumentati l’interesse e gli studi relativi alle alterazioni prodotte da questa sostanza durante la gestazione. La cocaina può superare la barriera placentare accumulandosi nei tessuti fetali ed esercita un’azione vasocostrittrice a livello dell’arteria ombelicale, riducendo il flusso ematico e causando ipossia fetale.
La palatoschisi è una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro.
La labioschisi, o cheiloschisi comunemente chiamata “labbro leporino”, è invece una malformazione del labbro superiore. Nella foto vediamo un bimbo con labioschisi, prima e dopo l’intervento chirurgico correttivo.
Quando la fenditura tipica di una palatoschisi prosegue coinvolgendo anche il labbro superiore si parla di cheilognatopalatoschisi o labiopalatoschisi.
Per prima cosa è necessario capire che cosa realmente si intende per rigurgito e che cosa per vomito.
La risposta è NO. La miopia (assile cioè secondaria all’aumento del diametro dell’occhio che è poi quella che si verifica durante l’accrescimento), è legata allo squilibrio tra potere rifrattivo dell’occhio e la sua lunghezza antero-posteriore. Nell’adolescenza si può verificare un aumento del diametro antero-posteriore dell’occhio, che “cresce” come crescono altri organi durante lo sviluppo. E’inevitabile quindi che l’aumento di lunghezza dell’occhio si traduca in un aumento della miopia (anche se oggi è in fase sperimentale di studio, un “gel” che potrebbe essere realmente efficace nel ridurre la miopia). Gli sforzi compiuti dal bambino relativi al tentativo di compensare la sfocatura indotta da una lieve miopia (socchiudere gli occhi, cercare di mettere a fuoco), comportano un affaticamento visivo non giustificato dal non uso dell’occhiale. A questa età è bene correggere totalmente la miopia, senza ipercorregerla, fare controlli ravvicinati (ogni 4-6 mesi) dall’oculista. Infine bisogna considerare che durante l’accrescimento vi è un aumentato fabbisogno di vitamine (soprattutto A ed E) e quindi dobbiamo far assumere, possibilmente con la dieta, i giusti dosaggi, ai nostri figli. (Il beta-carotene è particolarmente importante, in natura si trova negli spinaci, nelle carote ed in alcuni tipi di frutta, ma la sua assunzione non deve essere superiore ai 7 milligrammi al giorno. Anche la vitamina C, non più di 1.000 milligrammi al giorno e circa 300 UI di vit. E). Eventualmente è consigliabile ove la dieta non sia adeguata, assumere integratori che contengano betacarotene, antacianosidi, flavonoidi, estratti di mirtillo.
Ha solo 8 anni ma è già una star del web il piccolo culturista Brandon Blake, grazie all’inatteso tributo riservatogli dall’idolo Frank Medrano. Tutto è cominciato dalla pubblicazione di una foto su Facebook da parte del campione di bodybuilding, colpito dalla precoce somiglianza del fisico del promettente palestrato col suo possente corpo scolpito da anni di duri allenamenti.
Richard Sandrak nel 2004 era considerato il ragazzo più fortedel mondo.