Piede diabetico: gradi di rischio, sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (3)Un piede diabetico è un piede che presenta i sintomi del diabete mellito o di una sua qualsiasi complicazione a lungo termine (o “cronica”). Le patologie che più spesso compromettono la funzione o la struttura del piede sono la neuropatia diabetica (in tal caso si parla di piede neuropatico) e l’arteriopatia (si parla di piede ischemico).

L’interesse ad avere una classificazione clinica delle fasi del piede diabetico risponde alla necessità di avere dei protocolli di trattamento comuni per stabilire un valore predittivo in termini di guarigione dell’ulcera. La classificazione di Wagner (Meggitt/Wagner) è basata su tre parametri: la profondità dell’ulcera, il grado di infezione e l’estensione della necrosi.

  • Grado 0: Nessuna lesione, piede senza rischio
  • Grado 1: Ulcera superficiale
  • Grado 2: Ulcera complicata
  • Grado 3: Ulcera profondamente complicata
  • Grado 4: Cancrena localizzata
  • Grado 5: Cancrena dell’intero piede

Sintomi

  • dolore;
  • formicolio;
  • alterazione della sensibilità (in particolar modo nella zona esterna del piede).

Vedi anche: foto di piede diabetico

Diagnosi

La diagnosi non si basa solo sull’evidenza sintomatologica, e può essere effettuata con strumenti non invasivi. La sensibilità tattile può essere valutata premendo sul piede con un filo di nylon di un diametro predeterminato (monofilamento di Semmes-Weinstein). La sensibilità vibratoria viene testata facendo riconoscere al paziente le vibrazioni di un diapason.

Terapia

Nel caso dell’ulcera neuropatica plantare, il paziente deve indossare degli appositi scarponi o particolari tipi di gesso (come il total contact cast). La maggior parte di tali pazienti riesce a guarire, in questo modo, in circa 6-8 settimane. Il trattamento per il piede ischemico è invece più complicato, poiché il paziente necessita di interventi di rivascolarizzazione, mediante by-pass o angioplastiche, a seconda della gravità dell’arteriopatia.

Ci sono alcuni consigli utili per mantenere la pelle intorno al piede sana: Bisogna controllare i piedi tutti i giorni in maniera accurata, verificando che non ci siano bolle, zone irritate e arrossate o ferite. É importante procedere con un’igiene quotidiana dei piedi, lavandoli con acqua tiepida e asciugandoli con cura evitando che non rimangano zone umide. È molto importante idratare i piedi ogni giorno con una crema emolliente per idratare la pelle, affinché sia sana ed elastica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Superare la fine di una storia, come riuscirci?

MEDICINA ONLINE DONNA TRENTANNI SINGLE PAURA RAPPORTO SESSO SAD TRISTE PIANTO RAGAZZA FIDANZATA AMORE PRINCIPESSA TRISTEZZA DEPRESSIONE MENTE EMOZIONI SESSO SEX GIRL YOUNG CUTE CRYING VERY UNHAPPY WALLPAPERSuperare la fine di un amore non è mai facile. La separazione dalla persona amata è uno dei momenti più bui nella vita di una ragazza e di una donna in generale. Non importa da quanto si stava insieme, l’età o la posizione sociale, conta solo il fatto di aver immaginato il futuro con quella persona che, dall’oggi al domani, ha deciso di non volerci più. Delusione, dolore, rabbia, incomprensione: sono tante le emozioni che si sovrappongono nel momento in cui si viene lasciati. Si tratta di qualcosa di terribile, doloroso, apparentemente insuperabile, ma possiamo assicurarvelo: se ne esce e non è una frase di circostanza.

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Superare la fine di una storia importante

Il percorso per superare la fine di una storia, soprattutto quando quest’ultima è stata un amore importante, è lungo e travagliato, ma arriverete ad essere di nuovo felici e questa esperienza vi servirà per capire che siete forti e che potete farcela anche da sole (o magari con una persona diversa e migliore al vostro fianco), perché ognuna di noi ha dentro di sé una forza incredibile che non avrebbe tirato fuori se non ne fosse stata costretta. “Non tutti i mali vengono per nuocere“, dice il proverbio e, allora, il consiglio più importante che possiamo darvi è quello di attraversare tutte le fasi di elaborazione della rottura, senza saltarne nessuna. Ma andiamo ad analizzare cosa accade in ogni ragazza quando un amore finisce e a scoprire tutti i trucchi per uscire vive dalla rottura. Perché si può, credeteci.

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Cosa fare per superare la fine di una storia d’amore?

Se fingete con voi stesse e con gli altri di stare bene, ingannandovi, non farete altro che rendere più lungo il processo di guarigione. La prima fase è quella del dolore: lasciatevi attraversare da esso senza opporvi, piangete, disperatevi, passate nottate a sfogarvi con le amiche, mangiate gelato e guardate film strappalacrime. Lo sfogo è fondamentale per superare il duro colpo della fine di una relazione, dunque, non abbiate paura di tirare fuori tutta quella sofferenza, quel dolore, quella tristezza che vi fa contrarre lo stomaco, che vi fa sentire quel nodo alla gola, che vi fa sentire che non ce la farete a rialzarvi.

Dopo il dolore e i pianti disperati, arriverà la fase della rabbia, ma anche questa è fondamentale per voltare pagina e guardare avanti dopo la fine di un amore. Dopo esservi colpevolizzate, il vostro punto di vista sta a poco a poco cambiando e questo è un bene: iniziate a pensare non solo a quello che avete sbagliato voi, ma anche agli errori fatti dal vostro ex. Iniziano a riemergere quelle cose di lui che non sopportavate, quelle che non rimpiangete affatto e tutte quelle lacrime versate nelle settimane precedenti, iniziano a poco a poco a trasformarsi in pensieri arrabbiati e sprezzanti. Tutto questo è molto importante, perché fa uscire la storia da quell’idealizzazione tipica di quando ci si lascia, ovvero che era tutto perfetto (cosa quasi sempre falsa).

A questo punto sarete pronte per affrontare la fase di ricostruzione: uscite con le amiche, trovate tutti gli hobbies e le passioni che avevate trascurato per stare con lui, ponetevi degli obiettivi e rispettateli. Concentrarvi su voi stesse è una delle migliori terapie per superare una storia finita.

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Fine di una relazione e depressione

In alcuni casi, però, può capitare che la prima di queste 3 fasi – quella del dolore – duri talmente a lungo, da poter essere paragonato a un periodo di depressione. Chiudersi in se stesse, rifiutarsi di parlare con tutti, cercare di superare da sole il dolore è la peggior terapia che si possa seguire, quella che senza dubbio vi porterà dritte dritte verso il baratro emotivo. Ricordatevi di superare questa parentesi buia, che lo sottolineiamo sarà solo una parentesi e non tutta la vostra vita, stando in mezzo alla gente, uscendo, svagandovi e tirando fuori tutto quello che avete dentro, solo così sarà scongiurato il pericolo di deprimervi dopo la fine di una storia.

Consigli per superare la fine di una storia

Un altro proverbio dice che “Il tempo è la miglior medicina per i mali dell’anima” e, dopo la fine di una storia, è assolutamente vero. Quando una relazione arriva al capolinea, infatti, è necessario mettere un punto e andare a capo. In che senso? Nel senso che un allontanamento forzato e un periodo di tempo da dedicare a se stesse è necessario per curare le ferite, rialzarsi e ripartire alla grande. Restare amici con il proprio ex su Facebook, Instagram o altri social, ad esempio, potendo andare sempre a sbirciare nella sua vita (o meglio, in quella parte di vita che lui decide si condividere sui social), mandargli ogni tanto qualche messaggino, rivederlo non sono i comportamenti giusti da avere se si ha davvero l’intenzione di superare la fine di una storia.

Per non pensare e non cadere nella tentazione di ritornare dal vostro ex, sforzatevi di ritagliarvi degli spazi solo vostri: iscrivetevi in palestra, ad esempio, andate a correre al parco con un’amica o in compagnia di cuffiette, smartphone e della vostra musica preferita, dedicatevi a qualche hobby, investite sul vostro futuro e non date modo alla noia e ai cattivi pensieri di prendere il sopravvento.

Con il tempo, una volta superato il dolore, vedrete che riuscirete ad analizzare in modo obiettivo la vostra storia finita, a capire dove si è sbagliato e quali sono state le cause della rottura e, inaspettatamente, scoprirete di aver imparato molto da quella relazione finita male. Ma, soprattutto, vi accorgerete che il vostro ex fidanzato non era l’unico ragazzo al mondo e, magari, vi renderete conto di avere persone molto più speciali al vostro fianco. Insomma, imparerete a guardare il mondo e l’amore con occhi diversi, più maturi, più obiettivi, perché in fondo la sofferenza e la delusione, a volte, servono proprio per andare incontro a qualcosa di più bello.

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Film da vedere dopo la fine di una storia

Se, dopo la fine della vostra storia importante, avete voglia di non pensare, di ridere e di riprendere in mano la vostra vita partendo da un film, sono tante le pellicole che, proprio come una iniezione di felicità, vi faranno sentire subito meglio: da Il diario di Bridget Jones, a Love Actually, da Amiche da Morire a Tutte contro di lui. Preparate una busta di popcorn, rilassatevi sul divano, chiamate qualche amica e vedrete che la vostra storia sarà già un ricordo più lontano e meno doloroso.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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Più aumenta il consumo di sigarette e più diminuiscono le prestazioni fisiche

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI RISCALDAMENTO MUSCOLI DOPO ALLENAMENTO MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT BICIPITI SPALLE GAMBEGli effetti sulla prestazione sportiva del fumo sono stati calcolati da uno studio pubblicato nel 1988 da Preventive Medicine. Gli scienziati non hanno dubbi: la resistenza alla corsa, ad esempio, è notevolmente inferiore nei fumatori rispetto ai non fumatori (per ogni sigaretta fumata il tempo per completare la corsa aumenta di 40 secondi, fumare 20 sigarette ogni giorno rende gli atleti più vecchi di 12 anni quanto a capacità atletiche). In altre parole, chi fuma e ha 30 anni corre come una persona che ne ha 42.

Il fumo quindi altera negativamente la perfomance sportiva perché provoca un decremento della capacità polmonare e della forza muscolare. Gli effetti del tabacco sono gli stessi nei dilettanti e nei professionisti. Sono però più spiccati nei soggetti non allenati. E derivano da due componenti: la nicotina e il monossido di carbonio (un gas incolore prodotto dalla incompleta combustione delle foglie di tabacco).

La nicotina, che determina l’aroma del tabacco e che è responsabile della dipendenza del fumatore, aggredisce soprattutto l’apparato cardiocircolatorio, provocando una riduzione delle dimensioni dei vasi sanguigni periferici e causando l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, dell’eccitabilità del miocardio e quindi dell’incidenza di cardiopatie ischemiche.

Per capire gli svantaggi che si riversano su chi pratica sport, basti pensare che l’allenamento (soprattutto quello delle discipline aerobiche) provoca esattamente l’effetto opposto e che esiste un doping basato su farmaci metabloccanti, farmaci cioè che abbassano la frequenza cardiaca. La nicotina, inoltre, non favorisce nemmeno la destrezza e la concentrazione dell’atleta. Per quanto stimoli il sistema simpatico, non agisce al pari di un farmaco psicoattivo.

Infatti, a differenza della caffeina, che svolge un’azione specifica di eccitazione sul sistema nervoso centrale, la nicotina colpisce in special modo l’apparato cardiocircolatorio. Il monossido di carbonio sottrae ossigeno al sangue, inducendo effetti negativi sui tessuti. Una volta inalato, infatti, si combina, a livello alveolare, con grandi quantità di emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno, riducendo, perciò, l’ossigeno disponibile. Tanto è vero che, anche in questo caso, esiste una forma di doping a base di farmaci in grado di aumentare la quantità di ossigeno nel sangue. Inoltre, proprio nei tessuti, il monossido di carbonio si lega con la mioglobina, proteina indispensabile alla contrazione muscolare. Si può riassumere, a questo punto, operando una distinzione tra gli effetti a breve termine e quelli a lungo termine del fumo di sigaretta. Nel primo caso si tratta di sintomi reversibili dopo alcune settimane dal momento in cui si smette di fumare, nel secondo invece gli effetti possono essere più duraturi.

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Differenza tra epifisi, diafisi, metafisi ed ipofisi

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO SCHELETRO CANE UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE BACINO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALE.jpgEpifisi

L’epifisi (pronuncia “epìfisi”) è l’estremità tondeggiante delle ossa lunghe, come ad esempio il femore. Le due epifisi, che sono distinte in prossimale e distale, sono rivestite esternamente da tessuto osseo lamellare compatto, mentre contengono all’interno tessuto osseo lamellare spugnoso (le lamelle sono disposte parallelamente a formare spicole o trabecole collocate secondo le linee di forza che agiscono su quel segmento, formando un “labirinto” di spazi in cui è contenuto il midollo osseo rosso), di natura più elastica. In corrispondenza dell’articolazione mobile o diartrosi, l’epifisi conserva uno strato di cartilagine articolare, priva di pericondrio, bagnata dal liquido sinoviale, che permette di ridurre l’attrito con l’altro osso partecipante all’articolazione. Mentre il fronte di ossificazione diafisario parte dal centro della diafisi e procede longitudinalmente verso le due epifisi, quello epifisario parte dall’interno dell’epifisi e procede radialmente verso le estremità, bloccandosi però in corrispondenza della cartilagine articolare e della cartilagine metafisaria, che è raggiunta solo dal fronte di ossificazione diafisario. L’epifisi quindi possiede un proprio nucleo osseo e una propria vascolarizzazione differenti da quelle della rispettiva diafisi.

Leggi anche: I tipi di tessuto osseo: cellule, matrice, formazione e struttura

Diafisi

La parte centrale delle ossa lunghe è detta diafisi. La diafisi è formata da tessuto osseo lamellare compatto (le lamelle sono distribuite concentricamente attorno a piccoli canali, i canali di Havers, e formano gli osteoni o sistemi haversiani) e delimita al suo interno il canale midollare, cavità contenente il midollo osseo giallo, tessuto linfoide primario sede di maturazione pre-antigenica dei linfociti B. Tra epifisi e diafisi vi sono fisi o cartilagine di accrescimento o cartilagine metafisaria.

Leggi anche: Differenza tra osso compatto e spugnoso

Metafisi

La metafisi è costituita da vari tipi di cartilagine derivanti da altrettante alterazioni morfologiche e biochimiche della cartilagine ialina:

  • cartilagine a riposo o quiescente, immediatamente a ridosso dell’epifisi, non presenta peculiari modificazioni morfologiche rispetto alla comune cartilagine ialina;
  • cartilagine di accrescimento o seriata, costituita da condroblasti che in virtù di un elevato ritmo mitotico sostenuto dall’ormone somatotropo o somatotropina proliferano disponendosi in file di cellule impilate parallele all’asse maggiore dell’osso; questa cartilagine è responsabile dell’accrescimento longitudinale delle ossa lunghe e la sua ossificazione, a partire dai vent’anni di età, comporta la saldatura della diafisi con l’epifisi e l’impossibilità per l’osso di crescere in lunghezza;
  • cartilagine ipertrofica, in cui le cellule, non ricevendo più sostanze nutritive dal pericondrio (che per ossificazione perdicondrale è ormai divenuto un manicotto osseo) diventano ipertrofiche, sofferenti, rivelano all’analisi istologica segni evidenti di alterazione e iniziano a riassorbire la matrice extracellulare o condromucoide in cui sono immerse per trarne nutrimento, mentre la condromucoide va incontro a progressiva calcificazione;
  • cartilagine degenerata, immediatamente adiacente al fronte di ossificazione diafisario che avanza, in cui le cellule muoiono e la condromucoide è calcificata.

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Ipofisi

L’ipofisi (pronuncia “ipòfisi”) o ghiandola pituitaria, non è una parte di osso, bensì è una ghiandola endocrina situata alla base del cranio, nella fossa ipofisaria della sella turcica dell’osso sfenoide. Si può dividere in due lobi, strutturalmente e funzionalmente diversi, che controllano, attraverso la secrezione di numerosi ormoni, l’attività endocrina e metabolica di tutto l’organismo:

  • il lobo anteriore (adenoipofisi), nello sviluppo embrionale si forma per invaginazione dell’ectoderma dello stomodeo (membrana faringea);
  • il lobo posteriore (neuroipofisi), formazione neuro-ectodermica diencefalica.
    Essi sono divisi da una pars intermedia, piccola e poco vascolarizzata.

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Sono gelosa delle sue ex: come fare?

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERInizia una nuova storia! Felicità, camminiamo sulle nuvole, vediamo tutto rosa… Poi però… ecco che appare lei, la sua EX. Stiamo male solo a vederla, quando qualcuno parla di lei sentiamo dentro di noi come una bomba che sta per esplodere. Iniziamo a voler sapere tutto su quella che ha avuto il nostro uomo anche per brevissimo tempo. Chiediamo alle amiche, agli amici di lui che ci prendono in giro dandoci della gelosa. E poi iniziamo a torturare con le domande il nostro ragazzo. Pare quasi che lei sia diventata più importante di noi. Non riusciamo a superare l’idea di loro due insieme. Immaginare il nostro lui mentre si bacia o peggio fa dell’altro con la sua ex… no, la nostra mente non riesce ad accettare tutto ciò.

Cosa fare allora quando la gelosia ci fa perdere la razionalità? Ma soprattutto, come riuscire a non rovinare il nostro nuovo rapporto di coppia? La nostra mente, in questi casi, fa fatica a distinguere la fantasia dalla realtà, e quindi ciò che noi immaginiamo in preda alla gelosia, molto spesso non trova fondamento in quello che è veramente successo. Innanzitutto, non dobbiamo sentirci “strane”. La gelosia – entro certi limiti e sempre se non interferisce con la nostra vita – è una sentimento fisiologico. E’ del tutto normale voler avere il nostro amato tutto per noi. In una coppia deve sempre esserci della sana gelosia, altrimenti c’è qualcosa che non va. Essere disinteressati del proprio partner e delle donne che gli stanno intorno non sarebbe normale.

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Parliamo con lui di questo nostro disagio

Il dialogo è fondamentale in una relazione. Non nascondiamogli una cosa così importante. Rendiamolo partecipe di questa nostra gelosia, lui sicuramente saprà aiutarci e ci rassicurerà. Facciamogli pure tutte le domande che vogliamo riguardo la sua ex: a volte sapere i fatti e le cose che realmente sono successe tra di loro ci aiuta a non far correre troppo la fantasia e a rimanere coi piedi per terra.

Pensiamo al presente

lui ora sta con noi! Se ha chiuso la precedente relazione è perché qualcosa non andava e il loro rapporto non aveva futuro. Probabilmente l’esperienza passata gli avrà insegnato molte cose e con noi eviterà di commettere certi errori. Godiamoci quindi la nostra vita di coppia: viviamo giorno per giorno il nostro nuovo amore, scoprendo tutte le sfaccettature della persona che abbiamo accanto. Non accaniamoci troppo a pensare a lei mentre siamo con lui… sarebbe solo tempo sprecato! Se il nostro ragazzo ci ha scelto è perché vede in noi qualcosa di speciale, qualcosa che probabilmente nella persona di prima mancava.

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Pensiamo anche alle nostre storie passate

A meno che non siamo alla prima esperienza, anche noi abbiamo avuto degli ex! Abbiamo baciato, fatto cenette romantiche a lume di candela, passeggiate mano nella mano, cinema, gite fuori porta… con un altro ragazzo! Tutte cose normali, fatte però con persone che non appartengono più al nostro presente. Loro ci hanno aiutato a crescere e a creare la persona che siamo, ma ora non ci influenzano più.

 Non reprimiamo le emozioni

Non blocchiamole, viviamo anche i sentimenti meno piacevoli. Lasciando andare tutto ciò senza fossilizzarci troppo, probabilmente tutto questo se ne andrà. Ci vuole però tempo e pazienza, le paure per essere superate devono prima essere accettate ed elaborate. Non abbiate fretta. Questo è solo uno degli ostacoli che una coppia deve superare durante il suo percorso!

Se credi di provare una gelosia eccessiva, che ti impedisce di vivere serenamente la tua vita e ti crea problemi con il tuo partner, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestirla ed a superare tutte le tue paure.

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Quanto è alto l’uomo più basso del mondo?

MEDICINA ONLINE PHOTO: Turkey's Sultan Kosen, who stands 2.51 metres tall, met with Chandra Bahadur Dangi from Nepal, who measures up at 55 centimetres tall Il nepalese Chandra Bahadur Dangi (Kalimati, 30 novembre 1939 – Pago Pago, 3 settembre 2015) è stato l’uomo più basso nella storia della medicina. Dangi, che vedete in foto accanto all’uomo più alto del mondo Sultan Kösen, era nato a Kalimati nel Distretto di Salyan in Nepal, era alto 54,60 cm ed al momento del Guinness (2012) pesava circa 14,5 kg. Tutti i suoi parenti sono di altezza normale. Dangi soffriva di nanismo primordiale. Viveva con i suoi fratelli in un piccolo villaggio del Nepal. Per riconoscere la sua altezza l’incaricato del Guinness dei primati lo ha misurato 3 volte al giorno. Il precedente record apparteneva a Gul Mohammed che misurava 55,88 centimetri. Chandra Bahadur Dangi è morto il 3 settembre 2015 all’età di 75 anni, ricoverato da giorni per una polmonite. Il corpo è stato in seguito cremato.

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He Pingping (Ulaan Chab, 13 luglio 1988 – Roma, 13 marzo 2010) è stato invece, secondo il Guinness World Records, l’uomo più basso del mondo in grado di camminare. He Pingping era alto 74,64 cm a causa dell’osteogenesi imperfetta[4] ed era il terzo figlio di una famiglia della contea di Huade, nella città di Wulanchabu nella Mongolia Interna, regione autonoma della Cina Settentrionale. Secondo suo padre, He Yun, alla nascita il bambino era piccolo quanto il palmo di una mano. Quando fu chiaro che il bambino cresceva molto lentamente, i medici gli diagnosticarono l’osteogenesi imperfetta, una malattia che impedisce la normale crescita delle ossa e dello sviluppo del corpo. Nel gennaio del 2007, He è stato invitato a prendere parte a una trasmissione televisiva a Tokyo e da allora è diventato un’icona di Internet. È interessante il fatto che nella Mongolia Interna abitava anche Bao Xishun, che grazie alla sua altezza di 2,36 metri è stato l’uomo vivente più alto fino al settembre del 2009 e il loro incontro televisivo nel luglio del 2007 ha catturato l’attenzione globale dei media. I due si sono incontrati anche in Italia, il 3 aprile 2008 a Lo show dei record, programma televisivo condotto da Barbara D’Urso, ed insieme hanno partecipato l’anno dopo alla nuova edizione del fortunato format.

Attualmente l’uomo più basso del mondo deve ancora essere stabilito, perché Vincent Biot, l’uomo più basso della storia della medicina con 56 cm, è morto il 3 settembre 2015.

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Primo appuntamento: ecco come fare colpo su di lui

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPERIl primo appuntamento non si scorda mai e spesso causa molti più problemi e preoccupazioni di quello che vale. Tra scelta dei vestiti, trucco e parrucco e la lista delle cose da dire e non dire fatta con le amiche è possibile avere un tale esaurimentonervoso da non voler più uscire per la disperazione.

Ma c’è un modo per far si che il vostro cavaliere rimanga fulminato da voi sin dal primo appuntamento? Ovviamente si e non dipende dal grado di aderenza della vostra maglietta. Basta fare caso ad alcuni piccoli accorgimenti. Ecco quali!

Mantenete il contatto visivo

Guardarlo negli occhi è importante, aiuta a stabilire un contatto profondo e lo fa sentire considerato e speciale. Senza contare che uno sguardo vale più di mille parole e solitamente è preludio di un bacio appassionato!

Abbiate senso dell’umorismo

Non state li ingessate, rosse come pomodori a pesare ogni parola che dice. Scioglietevi, divertitevi, prestatevi alle sue battute. Le donne con senso dell’umorismo sono incredibilmente sexy e lui non vedrà l’ora di uscire di nuovo con una ragazza così simpatica!

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Proponete un parco divertimenti

Perchè andare nel solito cinema e passare 2 ore in silenzio? Scegliete un parco divertimenti dove giocare insieme, ridere, conoscervi e dargli modo di capire che siete una ragazza che ama la semplicità.

Mollate il cellulare

Ragazze, non provate ad isolarvi per minuti interi mandando sms con resoconti in tempo reale alla vostra migliore amica. Il vostro ragazzo si sentirebbe messo da parte, imbarazzato e di certo non morirebbe dalla voglia di uscire di nuovo con voi!

Ascoltatelo

Sta parlando di sua madre o del torneo di calcetto? Non importa, ascoltatelo come se stesse parlando della nuova borsa di Gucci appena uscita. Per un ragazzo è importante sentirsi considerato e la telefonata post uscita non tarderà ad arrivare!

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