Il costume che riproduce un petto peloso maschile

MEDICINA ONLINE BELOVED SHIRTS COSTUME BIKINI PETTO PELOSO MASCHILE.jpgCredevate di aver visto davvero tutto in fatto di bikini “imbarazzanti”? Probabilmente vi sbagliavate. Negli ultimi giorni Beloved Shirts, un brand che offre capi d’abbigliamento dalle stampe davvero originali, ha proposto un costume da bagno sopra le righe. E’ un classico modello intero per donne ma non è decorato con le classiche paillettes, borchie o brillantini, ha sulla parte frontale il disegno di un corpo maschile peloso e con qualche chiletto di troppo.

L’esilarante prodotto costa circa 44 dollari, è disponibile dalla XS alla XXL e in diverse tonalità, così da poter essere indossato anche da quelle con una pelle più scura, e sta facendo il giro del web nelle ultime ore. Il marchio lo ha sponsorizzato affermando: “Farete dire ai ragazzi in piscina: ‘Che diavolo’ “, facendo riferimento al fatto che nessuno immaginerebbe mai una donna con il petto e la pancia ricoperta di peli come un uomo. Che lo si usi per evitare gli sguardi indiscreti o che semplicemente lo si voglia indossare per essere sopra le righe, ma è chiaro che questo costume non potrebbe mai passare inosservato.

Molti utenti del web si sono chiesti se esiste davvero o se è solo uno scherzo creato con Photoshop ma basta andare sul sito ufficiale di Beloved Shirts per capire che può essere acquistato sul serio. Esistono inoltre decine di altri modelli strambi e divertenti, come quello che riproduce degli addominali scolpiti o gli abiti della sirenetta. Insomma, tutti coloro che vorranno distinguersi dalla massa in spiaggia la prossima estate farebbero bene ad acquistarne almeno un modello.

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DOMS: come faccio a far diminuire il dolore dopo l’allenamento?

Sportswoman stretchingPer comprendere meglio l’argomento trattato, vi consiglio di leggere prima questo articolo: Dolore muscolare il giorno dopo l’allenamento: cause, cure e prevenzione

Se vi trovate doloranti dopo un duro allenamento o una competizione, provate questi metodi per trattare l’indolenzimento muscolare dopo l’allenamento (DOMS). Anche se non tutti sono sostenuti dalla ricerca, molti atleti ed assidui frequentatori di palestra segnalano il successo di alcuni dei metodi descritti qui di seguito:

1) Può sembrare banale ma a volte è il consiglio migliore: riposo e pazienza! Se semplicemente aspettate e non sono presenti patologie, il dolore andrà via in 3/7 giorni senza alcun trattamento speciale.

2) Utilizzate un recupero attivo facendo lieve attività sportiva concordata col vostro medico. Questa strategia supportata dalla ricerca, è di esecuzione facile e ha un basso impatto aerobico. Un flusso sanguigno progressivamente crescente durante l’esercizio determina una diminuzione del dolore muscolare. Dopo un intenso allenamento o competizione, utilizzate questa tecnica come una parte del vostro raffreddamento.

3) Provate un massaggio sportivo. Alcune ricerche hanno provato che il massaggio sportivo può aiutare a ridurre il dolore muscolare e ridurre il gonfiore, anche se non ha avuto effetti sulla funzione muscolare.

4) Eseguite lo stretching. In passato, lo stretching è stato uno dei modi consigliati per ridurre il dolore muscolare relativo all’esercizio, ma uno studio condotto da ricercatori australiani pubblicato nel 2007 ha rilevato che lo stretching non è efficace per evitare i dolori muscolari. Sebbene la ricerca non trovi correlazione tra la diminuzione del DOMS e questa pratica, molte persone riferiscono di avere giovamento dalla sua esecuzione. Reale efficacia o semplice effetto placebo, io darei allo stretching almeno una possibilità, specie perché – se ben eseguito – fa comunque bene alla salute. A tale proposito, leggi anche: Lo stretching: elisir di lunga vita per muscoli, tendini e articolazioni

5) Provate con un farmaco anti-infiammatorio. L’ibuprofene può contribuire a ridurre temporaneamente il dolore muscolare, anche se non accelererà effettivamente la guarigione. Attenzione, però, se si ha intenzione di prenderli prima dell’allenamento: studi hanno riportato che l’assunzione di ibuprofene prima dell’esercizio di resistenza è sconsigliato. Esistono molti altri tipi di farmaci antinfiammatori anche più efficaci, ma prima di intraprendere qualsiasi terapia consultate il vostro medico.

6) Yoga: vi è un crescente sostegno scientifico sul fatto che praticare yoga può ridurre il DOMS.

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7) Ascoltate il vostro corpo. Evitate una forte attività o esercizio che aumenta il dolore.
Lasciate che il dolore sparisca completamente prima di eseguire qualsiasi altra attività fisica intensa.

8) Lieve allenamento. Nella maggioranza dei casi di DOMS, un lieve allenamento aerobico può velocizzare la scomparsa del dolore. Il nostro consiglio è quello di provare autonomamente – sempre agendo cautamente – e sperimentare l’effetto sul proprio corpo, a tal proposito leggi anche: Differenza tra recupero attivo e passivo nello sport: qual è migliore?

9) Ricordatevi che il riscaldamento è basilare prima di una sessione di allenamento. Vi è una certa ricerca che sostiene che un warm-up eseguito immediatamente prima di un insolito esercizio eccentrico produce piccole riduzioni del DOMS .

10) Provate un bagno di ghiaccio. Sebbene non sia chiara l’evidenza, dimostra che sono efficaci, molti atleti professionisti li usano e dicono che riduce il dolore.

11) Un sistema che pratico da molto tempo è quello di usare la tecnica della radiofrequenza monopolare in associazione ad alcuni prodotti antiinfiammatori applicati direttamente sulla parte dolorante. Il calore prodotto dalla radiofrequenza ha potenti effetti antalgici, potenziati dal maggior assorbimento di antiinfiammatorio dovuto alla vasodilatazione da calore: i risultati sono eccezionali.

Come faccio a prevenire il dolore dopo l’allenamento?
Per prevenire il dolore dopo l’allenamento, leggi anche: DOMS: come faccio a prevenire il dolore tipico del dopo allenamento?

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari 
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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DOMS: come faccio a prevenire il dolore tipico del dopo allenamento?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SINDROME SOVRALLENAMENTO PALESTRA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia LinfodrenaggioPer comprendere meglio l’argomento trattato, vi consiglio di leggere prima questo articolo: Dolore muscolare il giorno dopo l’allenamento: cause, cure e prevenzione

Qui di seguito troverete dei suggerimenti per aiutarvi a prevenire l’indolenzimento muscolare dopo l’allenamento (DOMS):

1) Progredite lentamente. Il metodo di prevenzione più importante è quello di aumentare gradualmente il tempo di allenamento e l’intensità. Potreste seguire la regola del 10% se avete bisogno di alcune linee guida progressione. Quando si iniziate una nuova attività, progredite gradualmente e costruite il vostro tempo e l’intensità dell’allenamento con una crescita non superiore al dieci per cento a settimana.

2) Riscaldatevi accuratamente prima dell’attività. Leggi anche: Non farti male in palestra: l’importanza del riscaldamento

3) Raffreddatevi in maniera progressiva completamente dopo l’allenamento.

4) Fate stretching prima di iniziare l’allenamento. A tale proposito, leggi anche: Lo stretching: elisir di lunga vita per muscoli, tendini e articolazioni

5) Prima di iniziare una attività sportiva diversa dalla precedente, chiedete sempre al vostro medico di fiducia se il vostro fisico è adatto a sopportare quel tipo di sport.

6) Chiedete aiuto al vostro istruttore. Mai affidarsi al “fai da te”: con l’attività fisica, specie in palestra, è facile farsi male o fare male un esercizio, esagerando coi pesi o sbagliando un movimento che alla lunga può danneggiare una articolazione. Affidatevi ad un istruttore esperto e titolato.

7) Se siete alle prime armi e avete disponibilità economiche assumete un personal trainer e parlate col vostro medico quando avete intenzione di iniziare un allenamento molto intenso.

8) Iniziate una nuova routine di sollevamento pesi con pesi leggeri e ripetizioni alte (ad esempio 12) e aumentate il peso che si solleva gradatamente nell’arco di diversi giorni. La regola è “poco peso, tante ripetizioni, aumento graduale”.

9) Fate un recupero attivo dopo l’allenamento, a tal proposito leggi: Differenza tra recupero attivo e passivo nello sport: qual è migliore?

10) Evitate di fare improvvisi cambiamenti di rilievo nel tipo di esercizio che fate e nella quantità di tempo di allenamento.

Come faccio a far diminuire il dolore dopo l’allenamento?
Per far diminuire il dolore dopo l’allenamento, leggi anche: DOMS: come faccio a far diminuire il dolore dopo l’allenamento?

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari 
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Differenze tra H2O e H2S in chimica

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MQuali sono in sintesi le differenze tra H2O (acqua) ed H2S (acido solfidrico)?

Differenze tra H2O e H2S:

  • H2O bolle a 100° e fonde a 0° C
  • H2S bolle a –61.8° e fonde a –85.5° C
  • peso;
  • massa;
  • densità;
  • volume occupato;
  • acidità pH H2O 7 , H2S aprox 2,3 – 6,1;
  • formula;
  • ioni prodotti H2S = 2 H(+) + S(2-) , H2O = H(+) + OH(-) / 2 H2O = H3O(+) + OH(-).

Analogie tra H2O e H2S:

  • disposizione molecolare;
  • configurazione elettronica esterna.

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Differenza tra infezione ed infiammazione: sono la stessa cosa?

MEDICINA ONLINE CELL CELLULA LABORATORIO MEMBRANA ORGANULI MORTE APOPTOSI BLOOD TEST INFIAMMAZIONE GRANULOMA SANGUE ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERROL’infiammazione, o flogosi, è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all’azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l’avvio del processo riparativo. Queste modificazioni si manifestano attraverso cinque sintomi che interessano la zona infiammata: ipertermia, arrossamento, dolore, gonfiore e compromissione funzionale del tessuto.

Queste manifestazioni insorgono a seguito all’azione acuta o cronica di agenti lesivi di varia natura, biologici, fisici, chimici o meccanici, come ad esempio necrosi tissutale, corpi estranei e fenomeni autoimmunitari. Una delle cause più frequenti di infiammazione è l’infezione.

Una infezione è una reazione patologica di un organismo alla penetrazione e alla moltiplicazione di microrganismi (virus, batteri, miceti,
protozoi, metazoi).

Quindi una infezione, ad esempio virale, determina nel nostro corpo dei meccanismi di difesa immunitaria che portano all’infiammazione ed ai suoi sintomi.

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Torcicollo e dolore al collo: sintomi, rimedi e prevenzione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MAL DI COLLO CERVICALE MENTO DOLORE TORCICOLLO VERTEBRE ERNIA DEL DISCO SCHIENA TRAPEZIO DORSALE STERNOCLEIDOMASTOIDEO STRETCHING MUSCOLIIl torcicollo comune o acquisito (ben distinto dal torcicollo miogeno congenito ed il torcicollo spastico) può manifestarsi in modo episodico, oppure tornare a disturbare la tua quotidianità con una certa frequenza. In alcuni rari casi, diventa addirittura cronico. L’origine del disturbo è di natura muscolare/osteoarticolare: può insorgere per contratture muscolari, processi infiammatori che interessano il tratto cervicale o traumi.

Cause e fattori di rischio

Nella maggior parte dei casi, il torcicollo è connesso a una cattiva postura, dunque ad atteggiamenti viziati che assumiamo sia mentre lavoriamo, sia mentre dormiamo. Sì, perché anche di notte dovremmo aver cura della nostra postura. Come? Scegliendo un cuscino adatto (tra poco ti darò indicazioni più specifiche) e cercando di evitare la posizione prona. Dormire a pancia in giù, in effetti, affatica il collo. Altri fattori che possono portare al torcicollo sono banalmente il freddo e l’umidità, che causano contrattura. Non dimentichiamo, inoltre:

  • gli strappi muscolari dovuti a infortuni sportivi o a sforzi importanti;
  • lo stress, da cui può originare un’eccessiva tensione muscolare.

Sintomi e segni

Il paziente colpito da torcicollo lamenta una marcata difficoltà a flettere, roteare od allungare il collo; ogni minimo movimento di questa zona produce un dolore locale acuto, penetrante ed insopportabile.
Il quadro clinico del torcicollo comune si contraddistingue per:

  • brachialgia: condizione dolorosa del collo che si può irradiare anche al muscolo trapezio, alla spalla ed a livello del braccio;
  • cervicalgia: generico dolore al collo di natura muscolo-scheletrica;
  • rigidità dei muscoli cervicali;
  • incapacità/impossibilità di muovere, spostare o roteare il collo.

Leggi anche: Come viene effettuata una ecografia articolare (muscolo tendinea) ed a cosa serve?

Quanto dura un torcicollo?

Il torcicollo ha un decorso che può essere più o meno breve: può durare da alcune ore ad alcuni giorni. La maggioranza dei torcicollo, tuttavia, scompare o comunque diminuisce di intensità al secondo giorno dopo l’insorgenza dei sintomi.

Terapia

Spesso non c’è bisogno di terapia, ma se il disturbo diventa limitante, il medico potrebbe prescriverti una cura farmacologica a base di antinfiammatori e miorilassanti o anche l’uso di un collare cervicale morbido o semirigido. Ricorda, però, che le terapie possono sì alleviare i sintomi e portare a una risoluzione del disturbo, ma se continui a mantenere abitudini scorrette, soprattutto dal punto di vista posturale, il torcicollo sarà sempre lì ad attenderti dietro l’angolo. Alcune cose importanti da sapere:

  • se il torcicollo compare dopo un trauma, come una caduta o un tamponamento automobilistico, oppure se è accompagnato da febbre alta, mal di testa, nausea, è consigliabile andare subito al pronto soccorso;
  • se il torcicollo torna a farti visita con frequenza, o se i sintomi si protraggono per più di una settimana, è bene consultare il tuo medico per escludere patologie della colonna cervicale.

Leggi anche: Differenza tra distorsione, lussazione, sublussazione e strappo muscolare

Terapia farmacologica

Il trattamento per il torcicollo dev’essere stabilito in funzione della causa scatenante. Normalmente, il dolore al collo è risolvibile mediante una semplice terapia con farmaci analgesici ed antinfiammatori. I più utilizzati a tale scopo sono:

  • antinfiammatori non steroidei (come l’ibuprofene e l’acido acetilsalicilico);
  • rilassanti muscolari (diazepam, ciclobenzaprina);
  • corticosteroidi (come prednisone e metilprednisolone).

Talvolta, il dolore percepito a livello del rachide cervicale è particolarmente intenso, pertanto, il paziente necessita di un collare ortopedico per velocizzare la guarigione ed attenuarne i sintomi.
Discorso differente dev’essere posto per il torcicollo conseguente a lesioni gravi, dipendente per esempio da un’erniazione cervicale. In simili circostanze, l’unica possibilità per allontanare il torcicollo è curare la l’ernia sottostante mediante un intervento chirurgico mirato (discectomia) od un’ulteriore trattamento specifico stabilito dal medico.

Leggi anche: Rottura della cuffia dei rotatori: dolore alla spalla, deficit di forza, diagnosi e cura

Rimedi non farmacologici

Non sempre è necessario ricorrere ai farmaci per curare il torcicollo. Talvolta, il dolore al collo di lieve entità può essere presto risolto mettendo in pratica semplici accorgimenti. Com’è possibile attenuare il dolore provocato dal torcicollo?

  • Gli impacchi caldi sul collo dolente conferiscono un immediato sollievo, in particolar modo quando il torcicollo dipende da una contrattura dei muscoli cervicali.
  • Il torcicollo dipendente da un’infiammazione può essere temporaneamente alleggerito mediante la crioterapia, ovvero la terapia del freddo. A tale scopo, si consiglia di appoggiare sul collo indolenzito una borsa del ghiaccio avvolta in un panno morbido. Per ottenere la massima efficacia terapeutica del ghiaccio, si raccomanda di rimuovere le borsa fredda ogni 15-20 minuti, intervallando con pause di ugual durata.
  • Evitare il riposo eccessivo. Contrariamente a quanto si possa pensare, un eccesso di riposo favorisce la rigidità delle articolazioni e dei muscoli, già di per sé indeboliti dal torcicollo. Si consiglia, piuttosto, di assumere una posizione riposante per 30 minuti; dopodiché è bene cimentarsi in una camminata o svolgere un esercizio fisioterapico leggero, specifico per il torcicollo.
  • Riposare su un materasso adeguato, che non deve essere troppo morbido.
    Correggere eventuali abitudini di vita scorrette, come ad esempio le postura errata
  • Rilassarsi. Lo stress e l’ansia possono acutizzare il torcicollo, dato che le tensioni vengono scaricate sul rachide.
  • Preferire sedie solide, in modo che il collo e il dorso siano sostenuti.
  • Eseguire correttamente gli esercizi per il dolore cervicale, allo scopo di mobilizzare le vertebre cervicali e sciogliere le tensioni accumulate durante la giornata.

Leggi anche: Pubalgia acuta e cronica: sintomi, esercizi e rimedi

Consigli e prodotti consigliati per prevenire il torcicollo

Chiudo questo approfondimento con alcuni semplici accorgimenti da osservare per prevenire la comparsa del torcicollo:

  • preferisci un cuscino basso e ortopedico, anziché alto e rigido, come questo che vi consiglio: https://amzn.to/3zYsUI7
  • scegli un materasso di qualità;
  • asciuga bene i capelli, poiché l’umidità nella zona del collo può portare cervicalgia nei soggetti predisposti;
  • fai ginnastica posturale e attività sportiva adeguata, facendo particolare attenzione allo stretching;
  • se lavori in ufficio, procurati una sedia ergonomica come questa: https://amzn.to/3odxL5Q;
  • se hai gli occhi spesso puntati verso un computer, regola la distanza dello schermo ad almeno 50-70 cm dagli occhi;
  • se stai spesso seduto, utilizza una pedana poggiapiedi obliqua, che aiuta a mantenere una buona postura. Vi consiglio questa: https://amzn.to/40bKFi3.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Piede diabetico: gradi di rischio, sintomi, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (3)Un piede diabetico è un piede che presenta i sintomi del diabete mellito o di una sua qualsiasi complicazione a lungo termine (o “cronica”). Le patologie che più spesso compromettono la funzione o la struttura del piede sono la neuropatia diabetica (in tal caso si parla di piede neuropatico) e l’arteriopatia (si parla di piede ischemico).

L’interesse ad avere una classificazione clinica delle fasi del piede diabetico risponde alla necessità di avere dei protocolli di trattamento comuni per stabilire un valore predittivo in termini di guarigione dell’ulcera. La classificazione di Wagner (Meggitt/Wagner) è basata su tre parametri: la profondità dell’ulcera, il grado di infezione e l’estensione della necrosi.

  • Grado 0: Nessuna lesione, piede senza rischio
  • Grado 1: Ulcera superficiale
  • Grado 2: Ulcera complicata
  • Grado 3: Ulcera profondamente complicata
  • Grado 4: Cancrena localizzata
  • Grado 5: Cancrena dell’intero piede

Sintomi

  • dolore;
  • formicolio;
  • alterazione della sensibilità (in particolar modo nella zona esterna del piede).

Vedi anche: foto di piede diabetico

Diagnosi

La diagnosi non si basa solo sull’evidenza sintomatologica, e può essere effettuata con strumenti non invasivi. La sensibilità tattile può essere valutata premendo sul piede con un filo di nylon di un diametro predeterminato (monofilamento di Semmes-Weinstein). La sensibilità vibratoria viene testata facendo riconoscere al paziente le vibrazioni di un diapason.

Terapia

Nel caso dell’ulcera neuropatica plantare, il paziente deve indossare degli appositi scarponi o particolari tipi di gesso (come il total contact cast). La maggior parte di tali pazienti riesce a guarire, in questo modo, in circa 6-8 settimane. Il trattamento per il piede ischemico è invece più complicato, poiché il paziente necessita di interventi di rivascolarizzazione, mediante by-pass o angioplastiche, a seconda della gravità dell’arteriopatia.

Ci sono alcuni consigli utili per mantenere la pelle intorno al piede sana: Bisogna controllare i piedi tutti i giorni in maniera accurata, verificando che non ci siano bolle, zone irritate e arrossate o ferite. É importante procedere con un’igiene quotidiana dei piedi, lavandoli con acqua tiepida e asciugandoli con cura evitando che non rimangano zone umide. È molto importante idratare i piedi ogni giorno con una crema emolliente per idratare la pelle, affinché sia sana ed elastica.

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Superare la fine di una storia, come riuscirci?

MEDICINA ONLINE DONNA TRENTANNI SINGLE PAURA RAPPORTO SESSO SAD TRISTE PIANTO RAGAZZA FIDANZATA AMORE PRINCIPESSA TRISTEZZA DEPRESSIONE MENTE EMOZIONI SESSO SEX GIRL YOUNG CUTE CRYING VERY UNHAPPY WALLPAPERSuperare la fine di un amore non è mai facile. La separazione dalla persona amata è uno dei momenti più bui nella vita di una ragazza e di una donna in generale. Non importa da quanto si stava insieme, l’età o la posizione sociale, conta solo il fatto di aver immaginato il futuro con quella persona che, dall’oggi al domani, ha deciso di non volerci più. Delusione, dolore, rabbia, incomprensione: sono tante le emozioni che si sovrappongono nel momento in cui si viene lasciati. Si tratta di qualcosa di terribile, doloroso, apparentemente insuperabile, ma possiamo assicurarvelo: se ne esce e non è una frase di circostanza.

Leggi anche: Ho superato i trent’anni e sono single. Perché? Ecco i 10 motivi

Superare la fine di una storia importante

Il percorso per superare la fine di una storia, soprattutto quando quest’ultima è stata un amore importante, è lungo e travagliato, ma arriverete ad essere di nuovo felici e questa esperienza vi servirà per capire che siete forti e che potete farcela anche da sole (o magari con una persona diversa e migliore al vostro fianco), perché ognuna di noi ha dentro di sé una forza incredibile che non avrebbe tirato fuori se non ne fosse stata costretta. “Non tutti i mali vengono per nuocere“, dice il proverbio e, allora, il consiglio più importante che possiamo darvi è quello di attraversare tutte le fasi di elaborazione della rottura, senza saltarne nessuna. Ma andiamo ad analizzare cosa accade in ogni ragazza quando un amore finisce e a scoprire tutti i trucchi per uscire vive dalla rottura. Perché si può, credeteci.

Leggi anche: La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

Cosa fare per superare la fine di una storia d’amore?

Se fingete con voi stesse e con gli altri di stare bene, ingannandovi, non farete altro che rendere più lungo il processo di guarigione. La prima fase è quella del dolore: lasciatevi attraversare da esso senza opporvi, piangete, disperatevi, passate nottate a sfogarvi con le amiche, mangiate gelato e guardate film strappalacrime. Lo sfogo è fondamentale per superare il duro colpo della fine di una relazione, dunque, non abbiate paura di tirare fuori tutta quella sofferenza, quel dolore, quella tristezza che vi fa contrarre lo stomaco, che vi fa sentire quel nodo alla gola, che vi fa sentire che non ce la farete a rialzarvi.

Dopo il dolore e i pianti disperati, arriverà la fase della rabbia, ma anche questa è fondamentale per voltare pagina e guardare avanti dopo la fine di un amore. Dopo esservi colpevolizzate, il vostro punto di vista sta a poco a poco cambiando e questo è un bene: iniziate a pensare non solo a quello che avete sbagliato voi, ma anche agli errori fatti dal vostro ex. Iniziano a riemergere quelle cose di lui che non sopportavate, quelle che non rimpiangete affatto e tutte quelle lacrime versate nelle settimane precedenti, iniziano a poco a poco a trasformarsi in pensieri arrabbiati e sprezzanti. Tutto questo è molto importante, perché fa uscire la storia da quell’idealizzazione tipica di quando ci si lascia, ovvero che era tutto perfetto (cosa quasi sempre falsa).

A questo punto sarete pronte per affrontare la fase di ricostruzione: uscite con le amiche, trovate tutti gli hobbies e le passioni che avevate trascurato per stare con lui, ponetevi degli obiettivi e rispettateli. Concentrarvi su voi stesse è una delle migliori terapie per superare una storia finita.

Leggi anche: Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla

Fine di una relazione e depressione

In alcuni casi, però, può capitare che la prima di queste 3 fasi – quella del dolore – duri talmente a lungo, da poter essere paragonato a un periodo di depressione. Chiudersi in se stesse, rifiutarsi di parlare con tutti, cercare di superare da sole il dolore è la peggior terapia che si possa seguire, quella che senza dubbio vi porterà dritte dritte verso il baratro emotivo. Ricordatevi di superare questa parentesi buia, che lo sottolineiamo sarà solo una parentesi e non tutta la vostra vita, stando in mezzo alla gente, uscendo, svagandovi e tirando fuori tutto quello che avete dentro, solo così sarà scongiurato il pericolo di deprimervi dopo la fine di una storia.

Consigli per superare la fine di una storia

Un altro proverbio dice che “Il tempo è la miglior medicina per i mali dell’anima” e, dopo la fine di una storia, è assolutamente vero. Quando una relazione arriva al capolinea, infatti, è necessario mettere un punto e andare a capo. In che senso? Nel senso che un allontanamento forzato e un periodo di tempo da dedicare a se stesse è necessario per curare le ferite, rialzarsi e ripartire alla grande. Restare amici con il proprio ex su Facebook, Instagram o altri social, ad esempio, potendo andare sempre a sbirciare nella sua vita (o meglio, in quella parte di vita che lui decide si condividere sui social), mandargli ogni tanto qualche messaggino, rivederlo non sono i comportamenti giusti da avere se si ha davvero l’intenzione di superare la fine di una storia.

Per non pensare e non cadere nella tentazione di ritornare dal vostro ex, sforzatevi di ritagliarvi degli spazi solo vostri: iscrivetevi in palestra, ad esempio, andate a correre al parco con un’amica o in compagnia di cuffiette, smartphone e della vostra musica preferita, dedicatevi a qualche hobby, investite sul vostro futuro e non date modo alla noia e ai cattivi pensieri di prendere il sopravvento.

Con il tempo, una volta superato il dolore, vedrete che riuscirete ad analizzare in modo obiettivo la vostra storia finita, a capire dove si è sbagliato e quali sono state le cause della rottura e, inaspettatamente, scoprirete di aver imparato molto da quella relazione finita male. Ma, soprattutto, vi accorgerete che il vostro ex fidanzato non era l’unico ragazzo al mondo e, magari, vi renderete conto di avere persone molto più speciali al vostro fianco. Insomma, imparerete a guardare il mondo e l’amore con occhi diversi, più maturi, più obiettivi, perché in fondo la sofferenza e la delusione, a volte, servono proprio per andare incontro a qualcosa di più bello.

Leggi anche: Come riconquistare un/una ex: consigli ed errori da non fare

Film da vedere dopo la fine di una storia

Se, dopo la fine della vostra storia importante, avete voglia di non pensare, di ridere e di riprendere in mano la vostra vita partendo da un film, sono tante le pellicole che, proprio come una iniezione di felicità, vi faranno sentire subito meglio: da Il diario di Bridget Jones, a Love Actually, da Amiche da Morire a Tutte contro di lui. Preparate una busta di popcorn, rilassatevi sul divano, chiamate qualche amica e vedrete che la vostra storia sarà già un ricordo più lontano e meno doloroso.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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