Più aumenta il consumo di sigarette e più diminuiscono le prestazioni fisiche

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI RISCALDAMENTO MUSCOLI DOPO ALLENAMENTO MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT BICIPITI SPALLE GAMBEGli effetti sulla prestazione sportiva del fumo sono stati calcolati da uno studio pubblicato nel 1988 da Preventive Medicine. Gli scienziati non hanno dubbi: la resistenza alla corsa, ad esempio, è notevolmente inferiore nei fumatori rispetto ai non fumatori (per ogni sigaretta fumata il tempo per completare la corsa aumenta di 40 secondi, fumare 20 sigarette ogni giorno rende gli atleti più vecchi di 12 anni quanto a capacità atletiche). In altre parole, chi fuma e ha 30 anni corre come una persona che ne ha 42.

Il fumo quindi altera negativamente la perfomance sportiva perché provoca un decremento della capacità polmonare e della forza muscolare. Gli effetti del tabacco sono gli stessi nei dilettanti e nei professionisti. Sono però più spiccati nei soggetti non allenati. E derivano da due componenti: la nicotina e il monossido di carbonio (un gas incolore prodotto dalla incompleta combustione delle foglie di tabacco).

La nicotina, che determina l’aroma del tabacco e che è responsabile della dipendenza del fumatore, aggredisce soprattutto l’apparato cardiocircolatorio, provocando una riduzione delle dimensioni dei vasi sanguigni periferici e causando l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, dell’eccitabilità del miocardio e quindi dell’incidenza di cardiopatie ischemiche.

Per capire gli svantaggi che si riversano su chi pratica sport, basti pensare che l’allenamento (soprattutto quello delle discipline aerobiche) provoca esattamente l’effetto opposto e che esiste un doping basato su farmaci metabloccanti, farmaci cioè che abbassano la frequenza cardiaca. La nicotina, inoltre, non favorisce nemmeno la destrezza e la concentrazione dell’atleta. Per quanto stimoli il sistema simpatico, non agisce al pari di un farmaco psicoattivo.

Infatti, a differenza della caffeina, che svolge un’azione specifica di eccitazione sul sistema nervoso centrale, la nicotina colpisce in special modo l’apparato cardiocircolatorio. Il monossido di carbonio sottrae ossigeno al sangue, inducendo effetti negativi sui tessuti. Una volta inalato, infatti, si combina, a livello alveolare, con grandi quantità di emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno, riducendo, perciò, l’ossigeno disponibile. Tanto è vero che, anche in questo caso, esiste una forma di doping a base di farmaci in grado di aumentare la quantità di ossigeno nel sangue. Inoltre, proprio nei tessuti, il monossido di carbonio si lega con la mioglobina, proteina indispensabile alla contrazione muscolare. Si può riassumere, a questo punto, operando una distinzione tra gli effetti a breve termine e quelli a lungo termine del fumo di sigaretta. Nel primo caso si tratta di sintomi reversibili dopo alcune settimane dal momento in cui si smette di fumare, nel secondo invece gli effetti possono essere più duraturi.

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Differenza tra epifisi, diafisi, metafisi ed ipofisi

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO SCHELETRO CANE UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE BACINO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALE.jpgEpifisi

L’epifisi (pronuncia “epìfisi”) è l’estremità tondeggiante delle ossa lunghe, come ad esempio il femore. Le due epifisi, che sono distinte in prossimale e distale, sono rivestite esternamente da tessuto osseo lamellare compatto, mentre contengono all’interno tessuto osseo lamellare spugnoso (le lamelle sono disposte parallelamente a formare spicole o trabecole collocate secondo le linee di forza che agiscono su quel segmento, formando un “labirinto” di spazi in cui è contenuto il midollo osseo rosso), di natura più elastica. In corrispondenza dell’articolazione mobile o diartrosi, l’epifisi conserva uno strato di cartilagine articolare, priva di pericondrio, bagnata dal liquido sinoviale, che permette di ridurre l’attrito con l’altro osso partecipante all’articolazione. Mentre il fronte di ossificazione diafisario parte dal centro della diafisi e procede longitudinalmente verso le due epifisi, quello epifisario parte dall’interno dell’epifisi e procede radialmente verso le estremità, bloccandosi però in corrispondenza della cartilagine articolare e della cartilagine metafisaria, che è raggiunta solo dal fronte di ossificazione diafisario. L’epifisi quindi possiede un proprio nucleo osseo e una propria vascolarizzazione differenti da quelle della rispettiva diafisi.

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Diafisi

La parte centrale delle ossa lunghe è detta diafisi. La diafisi è formata da tessuto osseo lamellare compatto (le lamelle sono distribuite concentricamente attorno a piccoli canali, i canali di Havers, e formano gli osteoni o sistemi haversiani) e delimita al suo interno il canale midollare, cavità contenente il midollo osseo giallo, tessuto linfoide primario sede di maturazione pre-antigenica dei linfociti B. Tra epifisi e diafisi vi sono fisi o cartilagine di accrescimento o cartilagine metafisaria.

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Metafisi

La metafisi è costituita da vari tipi di cartilagine derivanti da altrettante alterazioni morfologiche e biochimiche della cartilagine ialina:

  • cartilagine a riposo o quiescente, immediatamente a ridosso dell’epifisi, non presenta peculiari modificazioni morfologiche rispetto alla comune cartilagine ialina;
  • cartilagine di accrescimento o seriata, costituita da condroblasti che in virtù di un elevato ritmo mitotico sostenuto dall’ormone somatotropo o somatotropina proliferano disponendosi in file di cellule impilate parallele all’asse maggiore dell’osso; questa cartilagine è responsabile dell’accrescimento longitudinale delle ossa lunghe e la sua ossificazione, a partire dai vent’anni di età, comporta la saldatura della diafisi con l’epifisi e l’impossibilità per l’osso di crescere in lunghezza;
  • cartilagine ipertrofica, in cui le cellule, non ricevendo più sostanze nutritive dal pericondrio (che per ossificazione perdicondrale è ormai divenuto un manicotto osseo) diventano ipertrofiche, sofferenti, rivelano all’analisi istologica segni evidenti di alterazione e iniziano a riassorbire la matrice extracellulare o condromucoide in cui sono immerse per trarne nutrimento, mentre la condromucoide va incontro a progressiva calcificazione;
  • cartilagine degenerata, immediatamente adiacente al fronte di ossificazione diafisario che avanza, in cui le cellule muoiono e la condromucoide è calcificata.

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Ipofisi

L’ipofisi (pronuncia “ipòfisi”) o ghiandola pituitaria, non è una parte di osso, bensì è una ghiandola endocrina situata alla base del cranio, nella fossa ipofisaria della sella turcica dell’osso sfenoide. Si può dividere in due lobi, strutturalmente e funzionalmente diversi, che controllano, attraverso la secrezione di numerosi ormoni, l’attività endocrina e metabolica di tutto l’organismo:

  • il lobo anteriore (adenoipofisi), nello sviluppo embrionale si forma per invaginazione dell’ectoderma dello stomodeo (membrana faringea);
  • il lobo posteriore (neuroipofisi), formazione neuro-ectodermica diencefalica.
    Essi sono divisi da una pars intermedia, piccola e poco vascolarizzata.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Sono gelosa delle sue ex: come fare?

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERInizia una nuova storia! Felicità, camminiamo sulle nuvole, vediamo tutto rosa… Poi però… ecco che appare lei, la sua EX. Stiamo male solo a vederla, quando qualcuno parla di lei sentiamo dentro di noi come una bomba che sta per esplodere. Iniziamo a voler sapere tutto su quella che ha avuto il nostro uomo anche per brevissimo tempo. Chiediamo alle amiche, agli amici di lui che ci prendono in giro dandoci della gelosa. E poi iniziamo a torturare con le domande il nostro ragazzo. Pare quasi che lei sia diventata più importante di noi. Non riusciamo a superare l’idea di loro due insieme. Immaginare il nostro lui mentre si bacia o peggio fa dell’altro con la sua ex… no, la nostra mente non riesce ad accettare tutto ciò.

Cosa fare allora quando la gelosia ci fa perdere la razionalità? Ma soprattutto, come riuscire a non rovinare il nostro nuovo rapporto di coppia? La nostra mente, in questi casi, fa fatica a distinguere la fantasia dalla realtà, e quindi ciò che noi immaginiamo in preda alla gelosia, molto spesso non trova fondamento in quello che è veramente successo. Innanzitutto, non dobbiamo sentirci “strane”. La gelosia – entro certi limiti e sempre se non interferisce con la nostra vita – è una sentimento fisiologico. E’ del tutto normale voler avere il nostro amato tutto per noi. In una coppia deve sempre esserci della sana gelosia, altrimenti c’è qualcosa che non va. Essere disinteressati del proprio partner e delle donne che gli stanno intorno non sarebbe normale.

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Parliamo con lui di questo nostro disagio

Il dialogo è fondamentale in una relazione. Non nascondiamogli una cosa così importante. Rendiamolo partecipe di questa nostra gelosia, lui sicuramente saprà aiutarci e ci rassicurerà. Facciamogli pure tutte le domande che vogliamo riguardo la sua ex: a volte sapere i fatti e le cose che realmente sono successe tra di loro ci aiuta a non far correre troppo la fantasia e a rimanere coi piedi per terra.

Pensiamo al presente

lui ora sta con noi! Se ha chiuso la precedente relazione è perché qualcosa non andava e il loro rapporto non aveva futuro. Probabilmente l’esperienza passata gli avrà insegnato molte cose e con noi eviterà di commettere certi errori. Godiamoci quindi la nostra vita di coppia: viviamo giorno per giorno il nostro nuovo amore, scoprendo tutte le sfaccettature della persona che abbiamo accanto. Non accaniamoci troppo a pensare a lei mentre siamo con lui… sarebbe solo tempo sprecato! Se il nostro ragazzo ci ha scelto è perché vede in noi qualcosa di speciale, qualcosa che probabilmente nella persona di prima mancava.

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Pensiamo anche alle nostre storie passate

A meno che non siamo alla prima esperienza, anche noi abbiamo avuto degli ex! Abbiamo baciato, fatto cenette romantiche a lume di candela, passeggiate mano nella mano, cinema, gite fuori porta… con un altro ragazzo! Tutte cose normali, fatte però con persone che non appartengono più al nostro presente. Loro ci hanno aiutato a crescere e a creare la persona che siamo, ma ora non ci influenzano più.

 Non reprimiamo le emozioni

Non blocchiamole, viviamo anche i sentimenti meno piacevoli. Lasciando andare tutto ciò senza fossilizzarci troppo, probabilmente tutto questo se ne andrà. Ci vuole però tempo e pazienza, le paure per essere superate devono prima essere accettate ed elaborate. Non abbiate fretta. Questo è solo uno degli ostacoli che una coppia deve superare durante il suo percorso!

Se credi di provare una gelosia eccessiva, che ti impedisce di vivere serenamente la tua vita e ti crea problemi con il tuo partner, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestirla ed a superare tutte le tue paure.

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Quanto è alto l’uomo più basso del mondo?

MEDICINA ONLINE PHOTO: Turkey's Sultan Kosen, who stands 2.51 metres tall, met with Chandra Bahadur Dangi from Nepal, who measures up at 55 centimetres tall Il nepalese Chandra Bahadur Dangi (Kalimati, 30 novembre 1939 – Pago Pago, 3 settembre 2015) è stato l’uomo più basso nella storia della medicina. Dangi, che vedete in foto accanto all’uomo più alto del mondo Sultan Kösen, era nato a Kalimati nel Distretto di Salyan in Nepal, era alto 54,60 cm ed al momento del Guinness (2012) pesava circa 14,5 kg. Tutti i suoi parenti sono di altezza normale. Dangi soffriva di nanismo primordiale. Viveva con i suoi fratelli in un piccolo villaggio del Nepal. Per riconoscere la sua altezza l’incaricato del Guinness dei primati lo ha misurato 3 volte al giorno. Il precedente record apparteneva a Gul Mohammed che misurava 55,88 centimetri. Chandra Bahadur Dangi è morto il 3 settembre 2015 all’età di 75 anni, ricoverato da giorni per una polmonite. Il corpo è stato in seguito cremato.

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He Pingping (Ulaan Chab, 13 luglio 1988 – Roma, 13 marzo 2010) è stato invece, secondo il Guinness World Records, l’uomo più basso del mondo in grado di camminare. He Pingping era alto 74,64 cm a causa dell’osteogenesi imperfetta[4] ed era il terzo figlio di una famiglia della contea di Huade, nella città di Wulanchabu nella Mongolia Interna, regione autonoma della Cina Settentrionale. Secondo suo padre, He Yun, alla nascita il bambino era piccolo quanto il palmo di una mano. Quando fu chiaro che il bambino cresceva molto lentamente, i medici gli diagnosticarono l’osteogenesi imperfetta, una malattia che impedisce la normale crescita delle ossa e dello sviluppo del corpo. Nel gennaio del 2007, He è stato invitato a prendere parte a una trasmissione televisiva a Tokyo e da allora è diventato un’icona di Internet. È interessante il fatto che nella Mongolia Interna abitava anche Bao Xishun, che grazie alla sua altezza di 2,36 metri è stato l’uomo vivente più alto fino al settembre del 2009 e il loro incontro televisivo nel luglio del 2007 ha catturato l’attenzione globale dei media. I due si sono incontrati anche in Italia, il 3 aprile 2008 a Lo show dei record, programma televisivo condotto da Barbara D’Urso, ed insieme hanno partecipato l’anno dopo alla nuova edizione del fortunato format.

Attualmente l’uomo più basso del mondo deve ancora essere stabilito, perché Vincent Biot, l’uomo più basso della storia della medicina con 56 cm, è morto il 3 settembre 2015.

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Primo appuntamento: ecco come fare colpo su di lui

MEDICINA ONLINE TRISTE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPERIl primo appuntamento non si scorda mai e spesso causa molti più problemi e preoccupazioni di quello che vale. Tra scelta dei vestiti, trucco e parrucco e la lista delle cose da dire e non dire fatta con le amiche è possibile avere un tale esaurimentonervoso da non voler più uscire per la disperazione.

Ma c’è un modo per far si che il vostro cavaliere rimanga fulminato da voi sin dal primo appuntamento? Ovviamente si e non dipende dal grado di aderenza della vostra maglietta. Basta fare caso ad alcuni piccoli accorgimenti. Ecco quali!

Mantenete il contatto visivo

Guardarlo negli occhi è importante, aiuta a stabilire un contatto profondo e lo fa sentire considerato e speciale. Senza contare che uno sguardo vale più di mille parole e solitamente è preludio di un bacio appassionato!

Abbiate senso dell’umorismo

Non state li ingessate, rosse come pomodori a pesare ogni parola che dice. Scioglietevi, divertitevi, prestatevi alle sue battute. Le donne con senso dell’umorismo sono incredibilmente sexy e lui non vedrà l’ora di uscire di nuovo con una ragazza così simpatica!

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Proponete un parco divertimenti

Perchè andare nel solito cinema e passare 2 ore in silenzio? Scegliete un parco divertimenti dove giocare insieme, ridere, conoscervi e dargli modo di capire che siete una ragazza che ama la semplicità.

Mollate il cellulare

Ragazze, non provate ad isolarvi per minuti interi mandando sms con resoconti in tempo reale alla vostra migliore amica. Il vostro ragazzo si sentirebbe messo da parte, imbarazzato e di certo non morirebbe dalla voglia di uscire di nuovo con voi!

Ascoltatelo

Sta parlando di sua madre o del torneo di calcetto? Non importa, ascoltatelo come se stesse parlando della nuova borsa di Gucci appena uscita. Per un ragazzo è importante sentirsi considerato e la telefonata post uscita non tarderà ad arrivare!

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Perché quando cambia il tempo fanno male le cicatrici e come far passare il dolore

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesAlzi la mano chi non conosce almeno una persona che dice di soffrire il tempo.
Una di quelle che, al minimo accenno di nuvole in arrivo, comincia a lamentare doloretti alla spalla, scricchiolii alle articolazioni, mal di testa latenti, irritabilità. Stiamo parlando dei meteoropatici, una categoria di persone che troppo spesso, e a torto, tendiamo a sottovalutare. A dar retta alle statistiche, un italiano su quattro avverte (chi più, chi meno) i mutamenti climatici (soprattutto in concomitanza del cambio di stagione). Le fasce di età più colpite? I ragazzi sotto i 15 anni e gli adulti over 45.

Più ancora che i piccoli acciacchi tradizionalmente legati all’immaginario popolare, i meteoropatici si trovano a dover fronteggiare sbalzi di umore, episodi di stress, difficoltà di concentrazione, in alcuni casi attacchi di panico.
Ma anche affaticamento e insonnia, cattiva digestione, aumento incontrollato dell’appetito, calo del desiderio sessuale.
Tutti segnali che si cominciano ad avvertire di solito un paio di giorni prima di una brusca evoluzione climatica (un temporale o anche un netto rialzo della temperatura).

La spiegazione scientifica della meteoropatia

Gli specialisti si dividono in due correnti.
Da un lato ci sono quelli che definiscono la meteoropatia nient’altro che una sensibilità spiccata verso i fenomeni naturali, qualcosa che ci avvicina agli animali (capaci di avvertire in anticipo certi fenomeni) o alle popolazioni aborigene, libere da stili di vita che ne condizionano la salute.
Dall’altro lato troviamo invece coloro che collegano gli episodi di insofferenza ai mutamenti climatici, a variazioni nella produzione di alcuni ormoni nel nostro organismo (per esempio, quelli che influenzano l’umore: l’adrenalina, la serotonina, la melatonina).

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Come curare la meteoropatia
Le 6 regole d’oro per comnbattere gli sbalzi d’umore che derivano dal cambio del tempo sono spesso gratuiei e facili da seguire. Eccole, seguitene il più possibile:
STOP AI FARMACI – Dimenticate i farmaci, se possibile, come sonniferi e antidepressivi, ansiolitici e di altri psicofarmaci e assumete uno stile di vita differente, più calmo e all’aria aperta. Per prima cosa si dovrebbe imparare a tenere sotto controllo lo stress.

  1. VITA ALL’ARIA APERTA – Bisognerebbe cercare di stare il più possibile all’aria aperta, anche nella stagione invernale.
  2. RISCALDAMENTO DOMESTICO – Il riscaldamento domestico non dovrebbe raggiungere punte elevate, in modo che non ci sia in casa un’aria né troppo umida né troppo secca.
  3. IN CASA – In casa aprite le finestre e lasciate passare l’aria.
  4. YOGA ED ERBE – Aiutatevi con gli esercizi di yoga e con le erbe naturali, come la valeriana, il biancospino e il tiglio, che facilitano il sonno e il riposo notturno.La medicina non convenzionale prevedere dei trattamenti a base di fonti luminose e lampade.
  5. LUCE DEL GIORNO – L’esposizione alla luce potrebbe essere efficace, anche se non bisogna affidarsi al fai da te, ma consultarsi sempre con un medico.
  6. MASSAGGI E ATTIVITA’ FISICA -Molto importanti sono l’esercizio fisico e i massaggi, per favorire il rilassamento. Alcuni accorgimenti possono essere fondamentali: usare tende leggere, per illuminare meglio gli spazi in casa, uscire all’ora di pranzo, fare un bagno caldo.
  7. IDROTERAPIA – Utile anche il ricorso alla idroterapia. Si basa sugli effetti stimolatori dell’acqua calda e fredda, che risvegliano il sistema di termoregolazione un po’ inceppato.

Si può eseguire alle terme o a casa, su indicazione dei medici idroclimatologi». Cosa fare subito: Con il getto della doccia bagnate i piedi e le gambe, poi risalite verso la pancia e la schiena alternando due-tre minuti di getti calde e due-tre minuti di fredde per un paio di volte. In alternativa, o in più, si possono fare spugnature, passando velocemente sul corpo, sempre dal basso verso l’alto, un asciugamano bagnato in acqua fredda. Dopo un anno si vedono i risultati.

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Dolci fatti in casa: rotolo light con crema alla nocciola o marmellata

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In alternativa alla marmellata per riempire il rotolo si può per esempio utilizzare una crema alla nocciola fatta in casa, oppure della Nutella (in questi casi il dolce sarà un po’ meno… light!).

Raddoppiando le dosi, la ricetta di questo pan biscotto può essere utilizzata anche per la preparazione del pan di Spagna.

Ingredienti per un rotolo da sei persone:

  • 200 g di marmellata;
  • 75 g di zucchero;
  • 90 g di farina 00;
  • 3 uova;
  • 3 g di lievito per dolci.

Preparazione del rotolo alla marmellata:

  1. In una ciotola capiente sbattere a lungo le uova con lo zucchero. Quando avremo ottenuto una crema ben densa uniamo la farina setacciata col lievito e continuiamo a lavorare.
  2. Rivestiamo una teglia con la carta da forno, versiamo l’impasto e livelliamo con una spatola sino a ottenere un rettangolo alto circa 1/2 centimetro.
  3. Infornare a 200 °C per circa 7 minuti.
  4. Togliere dal forno e trasferire subito su un piano freddo. Cospargere di zucchero e coprire con la pellicola trasparente, avvolgendo bene anche gli angoli. Sollevare la pasta biscotto dalla carta forno in modo che non rimanga attaccata e lasciare raffreddare.
  5. Levare la pellicola e con l’ausilio di un pennellino rimuovere lo zucchero in eccesso. Stendere la marmellata lasciando un centimetro di margine. Arrotolare delicatamente la pasta su se stessa in modo da formare un rotolo.
  6. Ricoprire con carta alluminio e far riposare in frigorifero per almeno una mezzora.

Prima di servire il rotolo cospargere con abbondante zucchero a velo.

Informazioni nutrizionali per 100 g (della pasta biscotto):

146 Kcal; carboidrati 25 g; proteine 5,1 g; grassi 2,8 g.

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