Se sei incinta e prendi la pillola, viene il ciclo?

MEDICINA ONLINE PILLOLA CONTRACCETTIVA DIMENTICATA RISCHIO GRAVIDANZA INCINTA AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE.jpgPur ad elevatissima efficacia, la pillola anticoncezionale non impedisce la gravidanza nel 100% dei casi: è comunque possibile rimanere incinta pur prendendola regolarmente. Quando ciò avviene si verifica una condizione particolare in cui la gravidanza inizia, ma la donna continua ad assumere giornalmente il farmaco. In questo caso le mestruazioni sono presenti? E’ possibile che, come d’altra parte può avvenire in una qualunque gravidanza, compaiano delle perdite di sangue che il più delle volte non sono a carattere mestruale, cioè sono di solito più scarse e di durata inferiore rispetto alla mestruazione. Esse possono mimare la mestruazione e rassicurare la paziente, che però è incinta. Questo è il motivo per cui, in presenza di flussi mestruali anomali nel senso sopra ricordato, si consiglia di contattare il medico e di eseguire un test di gravidanza anche se si sta assumendo la pillola in modo adeguato.

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Perché l’acqua di mare non si può bere?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE COPPIA AMORE UOMO DONNA USTIONE SOLARE RADIAZIONE ABBRONZATURA PISCINA ACQUA NUOTO NUOTARE SPIAGGIA NUVOLEIn un normale regime alimentare assumiamo senza problemi il cloruro di sodio e, anzi, i suoi due componenti (Na e Cl) sono fondamentali per il corpo, eppure, Continua a leggere

Dormire poco fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE SONNO DORMIRE RIPOSARE RIPOSINO PISOLINO RUSSARE CUSCINO LETTO NOTTE POMERIGGIOLa risposta è facile: dormire poco e/o male, fa ingrassare. Questo perché:

1) Lo sbilanciamento ormonale dato dallo squilibrio veglia/sonno provoca un aumento (pericoloso) dall’appetito e una diminuzione del senso di sazietà.

2) Perdere la parte finale del ciclo del sonno implica perdere la parte in cui si sogna in modo più approfondito, che è anche quella in cui si bruciano più calorie. Dormire poco, se non fa in ingrassare, di sicuro non fa dimagrire.

3) La carenza di sonno provoca un desiderio molto forte di cibi ad alto livello di carboidrati e grassi.

Quindi cosa bisogna fare per dormire “bene”? Nei seguenti articoli troverete alcuni utilissimi consigli:

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Coprocoltura feci per salmonella: perché e come si fa

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MEDITERRANEA EMOGLOBINA.jpgCon “coprocoltura” ci si riferisce ad uno dei più importanti esami microbiologici svolti utilizzando le feci. Si tratta di un esame batteriologico di fondamentale importanza che consente di individuare presenze anomale di germi all’interno del nostro intestino ed è ad oggi uno degli strumenti più importanti per identificare la causa specifica di talune infezioni. Per eseguire questa analisi basta raccogliere un campione di feci servendosi dell’opportuna spatolina e metterlo all’interno di un opportuno contenitore sterile. Nel caso fosse presente sangue nelle feci è consigliato raccoglierlo comunque perché al suo interno è più facile trovare i batteri. La coprocoltura è un esame che viene prescritto quando si sospetta una infezione batterica o parassitaria dell’intestino che si manifesta con diarrea, febbre e dolori addominali.

Perché si fa la coprocultura?

La coprocultura è un test che viene utilizzato al fine di andare ad investigare la presenza di alcune tipologie causate da specifiche popolazioni di batteri. È il caso ad esempio di:

  • Campylobacter, un batterio presente nelle carni bianche che non vengono ben cotte e che reppresentano la principale causa di enterite batterica;
  • Escherichia coli, che viene trasmesso principalmente attraverso l’acqua e le verdure crude contaminate. Questo batterio è responsabile della diarrea del viaggiatore ma anche di patologie ben più gravi come la colite emorragica;
  • Salmonellaè uno dei batteri che si trova maggiormente in uova e carni che vengono consumate crude e che si rende responsabile di infezioni intestinali accompagnate da diarrea, muco nelle feci e pus.
  • Shigella, è un batterio che si localizza all’interno delle tubature dell’acqua e che è responsabile di gastroenteriti con sintomatologia molto simile alla salmonella.

Talvolta si ricorre inoltre alla coprocultura per individuare la presenza di altre popolazioni batteriche come il Clostridium difficile, i vibrioni del colera, la Yersinia, lo stafilococco oppure il Rotavirus, che sono tra le cause più comuni per fenomeni acuti di diarrea nel bambini. Questo esame si rivela particolarmente utile anche diagnosticare un’infezione da Candida albicans, un fungo che può infettare il nostro intestino.

Non tutti i batteri “vengono per nuocere”

Al contempo è utile ricordare che nel nostro intestino trova ospitalità, senza che questo sia motivo di preoccupazione ma anzi indice del buon funzionamento del nostro corpo, una gran varietà di batteri, che insieme assumono il nome di flora intestinale o microbiota. Parliamo di microrganismi che vivono in un rapporto simbiotico con il nostro intestino e che contribuiscono a svolgere compiti importantissimi in fase digestiva, basti pensare alla sintesi della vitamina K importantissima per la coagulazione. Non tutti i batteri che dunque si potrebbero trovare nel nostro intestino devono essere fonte di preoccupazione. Per quanto riguarda invece i batteri e i virus che abbiamo elencato poco sopra, si tratta di agenti patogeni che non trovano spazio nell’ambito dei batteri “buoni” che costituiscono la flora intestinale e che dunque necessitano sempre di contromisure volte all’eliminazione degli stessi.

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Come si fa la coprocoltura?

La coprocoltura è un esame che si svolge su un campione di feci che deve essere raccolto dal paziente con un opportuno contenitore per poi essere consegnato al laboratorio, che procederà con l’analisi. Prima di poter spiegare nel dettaglio cosa avviene successivamente, è necessario fare qualche premessa per quanto riguarda invece la raccolta del campione stesso. Il laboratorio in genere presenta degli opuscoli agli analizzandi, che spiegano come operare per raccogliere un campione che non sia contaminato. Per praticità elencheremo quelle che sono le precauzioni per ottenere un campione che potrà poi essere utilizzato per i test che ci interessano:

  • l’ideale sarebbe defecare non nel water, ma piuttosto in un vaso da notte, dove non ci sarà possibilità di contaminare le feci con le urine; nel caso in cui non sia disponibile un vaso da notte, si potrà procedere (con più difficoltà) andando a ricoprire la parte interna del water con della carta igienica;
  • allo stesso tempo, soprattutto per i soggetti leggermente incontinenti, bisognerà fare attenzione a non espellere urina in concomitanza con l’espulsione delle feci;
  • le feci vanno raccolte con l’apposita spatolina, cercando di ottenere campioni da almeno 4-5 punti differenti. Nel caso in cui nelle feci siano presenti tracce di sangue, muco o pus, sarà indicato prenderne dei campioni;
  • il contenitore va riempito circa per la metà per poi essere chiuso e consegnato al laboratorio riportando il nome e la data di nascita del paziente.

Qualora non si abbia la possibilità di portare il campione raccolto al laboratorio, questo può essere conservato in un luogo fresco (ad esempio in frigorifero) per un massimo di 12-24 ore.

Quale contenitore sterile usare?

Per raccogliere e conservare correttamente il campione di feci da inviare in laboratorio, è necessario usare un contenitore sterile apposito, dotato di spatolina. Il prodotto di maggior qualità, che ci sentiamo di consigliare per raccogliere e conservare le feci, è il seguente: http://amzn.to/2C5kKig

La coprocoltura: procedure di laboratorio

Successivamente in laboratorio vengono ricreate le condizioni ottimali per la proliferazione di alcune classi di batteri per permettere ai batteri stessi che si trovano all’interno delle feci di riprodursi e dunque essere rilevati dagli strumenti diagnostici. Dato che le condizioni ottimali per la riproduzione delle colonie batteriche sono però diverse da gruppo a gruppo, tendenzialmente i laboratori preparano diverse coprocolture dividendo il campione di feci originario in più colture, al fine di individuare quelli che sono i ceppi più comuni e quelli che il medico ha indicato come sospetti.

L’infezione da Campylobacter

Una delle più frequenti infezioni che si cercano di individuare attraverso la coprocoltura è quella dovuta al Campylobacter. Si tratta di un genere di batteri gram negativi, labili all’ambiente esterno e che causano tra le più preoccupanti infezioni dovute all’ingestione di alimenti contaminati.

Sono quattro le specie di Campylobacter che sono responsabili delle infezioni nell’uomo:

  • Coli, Jejuni e Lari: sono tutte e tre responsabili di infezioni intestinali che vengono accompagnate dai sintomi tipici delle gastroenteriti;
  • Fetus: non interessa la coprocoltura in quanto è responsabile di infezioni di carattere extra-intestinale e riesce a colpire soltanto soggetti immunodepressi oppure i neonati

Il contagio deriva nella maggior parte dei casi dall’ingestione di liquidi o di alimenti che sono contaminati dalle feci degli animali infetti. Per quanto riguarda invece le cure, in genere c’è guarigione spontanea senza che sia necessario procedere con terapie a base di antibiotici. Nel caso in cui si volesse accelerare il recupero da parte del soggetto infetto, si può procedere con somministrazione di eritromicinaclaritomicina e azitromicina. Può essere anche utile procedere con una terapia re-idratante, a base di liquidi ed elettroliti.

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L’infezione da Salmonella

Il secondo caso più comune tra quelli che si provano ad individuare attraverso la coprocoltura. La Salmonella è estremamente diffusa in natura e continua a colpire, anche se in misura decisamente minore rispetto al passato, anche nei paesi sviluppati. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con carne o alimenti contaminati, con carni di pollo, uova, frutti di mare e latte che sono i veicoli più comuni per quanto riguarda il contagio umano. La cottura degli alimenti è in grado di ridurre fortemente le possibilità di contagio e costituisce ad oggi il presidio di prevenzione più importante nei confronti di questa specifica infezione. Il trattamento dell’infezione da Salmonella spesso non richiede alcun tipo di intervento e tende a regredire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Durante la fase acuta è comunque consigliabile una costante idratazione del soggetto, con integrazioni, laddove richieste, di sali minerali.

Ci sono controindicazioni per chi si sottopone a coprocultura?

No. La coprocoltura è un test per nulla invasivo e che non può causare alcun tipo di problematica in capo al soggetto che vi si sottopone. Il campione è prelevato esternamente e la procedura alternativa, ovvero il tampone, è stata ormai abbandonata in quanto non in grado di fornire dei campioni attendibili. Anche in quel caso comunque il fastidio per il paziente è minimo e non c’è motivo di preoccuparsi di alcunché. Al contrario, spesso la coprocoltura permette di individuare la presenza di patologie in modo assolutamente non invasivo e senza che ci siano ripercussioni di alcun tipo per il soggetto che vi si sottopone.

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Effetti a breve termine del fumo sullo sportivo

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI MUSCOLI PROTEINE AMINOACIDI INTEGRATORI CORSA DIMAGRIRE DUODENO PANCREAS DIGESTIONE GLICEMIA BAMBINO GRASSO DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETAEcco una lista degli effetti a breve termine del fumo di sigaretta su sportivi ed atleti:

  • maggiore affaticamento. Si riduce infatti il tempo di esaurimento delle energie fisiche in esercizi a sforzo continuato (Il monossido di carbonio disturba la funzione dell’emoglobina del sangue, occupando lo spazio in cui viene trasportato l’ossigeno. Di conseguenza i muscoli si stancano più rapidamente);
  • l’ossigeno non riesce a raggiungere i muscoli. Si produce un’intossicazione da monossido di carbonio e un blocco parziale dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno ai muscoli;
  • diminuisce il flusso del sangue ai muscoli, ma anche al cervello e all’apparato cardiovascolare (I polmoni producono catarro e respirare diventa più difficoltoso);
  • si riduce la ventilazione polmonare, ossia il volume complessivo di aria immessa nei polmoni;
  • sfruttando meno il metabolismo aerobico si deve ricorrere a quello anaerobico: da qui una precoce formazione dell’acido lattico, una specie di “scoria” che intossica i muscoli;
  • si altera il sistema nervoso. La nicotina agisce come una sostanza antistressante, ma altera le condizioni biologiche dell’organismo;
  • fumare sovraccarica il cuore e il sistema circolatorio, quindi aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.

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Dolore che interessa varie articolazioni (poliarticolare): cause e rimedi

MEDICINA ONLINE DOLORE ARTICOLAZIONE SINGOLA VARIE OSTEOARTRITE ARTRITE ARTROSI SCHELETRO MUSCOLO TENDINE LEGAMENTO PAINIl vero dolore articolare (artralgia) non è necessariamente accompagnato da infiammazione articolare (artrite). Il sintomo più comune di infiammazione articolare è il dolore. Le articolazioni infiammate possono anche essere calde e gonfie e, più raramente, la pelle che le ricopre può essere arrossata. L’artrite può colpire solo le articolazione degli arti o anche le articolazioni della parte centrale dello scheletro, come la colonna vertebrale o il bacino. Il dolore può manifestarsi solo quando viene mossa l’articolazione, oppure può essere presente anche a riposo. Possono manifestarsi anche altri sintomi, come eruzione cutanea, febbre, dolore oculare o ulcere della bocca, a seconda della causa del dolore articolare. Ogni disturbo tende a colpire un diverso numero di articolazioni. Di conseguenza, il medico prende in considerazione cause diverse del dolore, quando questo colpisce una sola articolazione, rispetto a quando colpisce più articolazioni. Quando sono coinvolte più articolazioni, alcuni disturbi hanno più probabilità di altri di interessare la stessa articolazione su entrambi i lati del corpo (ad esempio, entrambe le ginocchia o entrambe le mani). Questa viene definita artrite simmetrica. Inoltre in alcuni disturbi un attacco di artrite rimane nelle stesse articolazioni per l’intera durata dell’attacco. In altri disturbi, l’artrite si sposta da un’articolazione all’altra (artrite migratoria). I dolori che sembrano provenire dalle articolazioni a volte possono derivare da strutture all’esterno di esse, come i legamenti, i tendini o i muscoli. Esempi di questi disturbi sono borsiti e tendiniti.

Cause

Nella maggior parte dei casi, la causa del dolore che proviene dall’interno di più articolazioni è l’artrite. I disturbi che causano l’artrite possono differire in alcune tendenze, come ad esempio:

  • quante e quali articolazioni siano solitamente coinvolte;
  • se sia coinvolta la parte centrale dello scheletro, come la colonna vertebrale o il bacino;
  • se l’artrite sia improvvisa (acuta) o di lunga durata (cronica).

L’artrite acuta che colpisce più articolazioni è dovuta il più delle volte a:

  • infezione virale;
  • l’inizio di una patologia articolare o l’acutizzazione di una patologia articolare cronica esistente (come l’artrite reumatoide o l’artrite psoriasica).

Le cause meno comuni di artrite acuta in più articolazioni includono:

  • la malattia di Lyme (che può colpire anche una sola articolazione);
  • la gonorrea;
  • le infezioni batteriche da streptococco;
  • l’artrite reattiva (arterite che si sviluppa dopo un’infezione del tratto digestivo o delle vie urinarie);
  • la gotta.

L’artrite cronica che colpisce più articolazioni è dovuta il più delle volte a:

  • disturbi infiammatori, come artrite reumatoide, artrite psoriasica o lupus eritematoso sistemico (negli adulti);
  • la malattia non infiammatoria osteoartrite (negli adulti);
  • artrite idiopatica giovanile (nei bambini).

Altre cause di artrite cronica in più articolazioni includono i disturbi autoimmuni che colpiscono le articolazioni, ad esempio:

  • lupus eritematoso sistemico;
  • artrite psoriasica;
  • spondilite anchilosante;
  • vasculite.

Alcuni disturbi infiammatori cronici possono colpire la colonna vertebrale e le articolazioni degli arti (le cosiddette articolazioni periferiche). Alcune colpiscono determinate parti della colonna vertebrale con maggior frequenza. Ad esempio, la spondilite anchilosante colpisce più comunemente la zona inferiore (lombare) della colonna vertebrale, mentre l’artrite reumatoide colpisce maggiormente la zona superiore (cervicale) della colonna vertebrale e del collo.

I disturbi più comuni all’esterno delle articolazioni che causano dolore intorno alle articolazioni sono:

  • fibromialgia;
  • polimialgia reumatica;
  • borsite;
  • tendinite.

Le borsiti o le tendiniti derivano spesso da un trauma, che solitamente colpisce una sola articolazione. Tuttavia, alcuni disturbi causano borsite o tendinite in molte articolazioni.

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Valutazione

Nella valutazione del dolore articolare, il medico cerca prima di stabilire se il dolore articolare sia causato da un disturbo delle articolazioni o da una malattia dell’intero organismo (sistemica). I disturbi diffusi gravi possono richiedere un trattamento specifico immediato. Le seguenti informazioni possono aiutare a decidere se sia il caso di consultare un medico e cosa aspettarsi nel corso della valutazione.

Segnali d’allarme

Nei soggetti che lamentano dolore in più di un’articolazione, i sintomi che richiedono una valutazione tempestiva includono:

  • gonfiore, calore e arrossamento dell’articolazione;
  • eruzioni cutanee, macchie o chiazze violacee;
  • ulcere della bocca o nel naso oppure degli organi genitali;
  • dolore toracico, respiro affannoso o tosse recente o grave;
  • dolore addominale;
  • febbre, sudori o brividi;
  • dolore o rossore oculare.

Quando rivolgersi a un medico?

Le persone che presentano segnali d’allarme devono consultare immediatamente un medico. I soggetti senza segnali d’allarme devono chiamare un medico. Il medico deciderà con quale rapidità si debba procedere alla valutazione, sulla base della gravità e della localizzazione del dolore, se le articolazioni sono gonfie, se la causa è stata diagnosticata precedentemente e altri fattori. In genere, un ritardo di qualche giorno non comporta ripercussioni negative.

Leggi anche: Differenza tra artrite ed artrosi: come riconoscerle

Come si comporta il medico?

Il processo diagnostico da parte del medico inizia con l’anamnesi, cioè ponendo al soggetto domande sui sintomi, su altre malattie di cui il paziente soffre, su eventuali operazioni chirurgiche subite, sul tipo di professione che si svolge, ed altre informazioni utili ad indagare il caso. Il medico fa domande sulla gravità del dolore (improvviso o graduale), sulle variazioni dei sintomi nel tempo e sull’eventuale riduzione o aumento del dolore (ad esempio con riposo o movimento oppure in momenti specifici della giornata). Rivolge domande sulla rigidità o sul gonfiore articolare, sulle patologie articolari diagnosticate precedentemente, sui rischi di esposizione a malattie a trasmissione sessuale e sulla malattia di Lyme.

In seguito il medico esegue un esame obiettivo. Controlla tutte le articolazioni (incluse quelle della colonna vertebrale) per controllare la presenza di gonfiore, rossore, calore, dolorabilità e rumori quando si muove l’articolazione (crepitio). Viene controllata la completa mobilità dell’articolazione, prima con movimenti compiuti dal soggetto senza assistenza (mobilità attiva), poi dal medico (mobilità passiva). Questo esame aiuta a determinare quale struttura causi dolore e se sia presente infiammazione. Il medico controlla anche occhi, bocca, naso e organi genitali per verificare la presenza di ulcere o di altri segni di infiammazione. Si esamina la pelle per individuare eventuali eruzioni cutanee. Si palpano i linfonodi e si esaminano polmoni e cuore. Il medico esamina solitamente la funzione del sistema nervoso, in modo da poter rilevare disturbi ai muscoli o ai nervi. Il medico controlla anche il peso corporeo ed un eventuale eccesso di grasso che può gravare sulle articolazioni.

Alcuni dati acquisiti durante l’esame obiettivo possono dare indicazioni utili sulla causa. Ad esempio, se la dolorabilità è presente intorno all’articolazione ma non sull’articolazione, è probabile che la causa sia una borsite o una tendinite. Se è presente una dolorabilità generale, è possibile che si sia in presenza di fibromialgia. Se il dolore è presente sia nella colonna vertebrale che nelle articolazioni, le cause possibili includono osteoartrite, artrite reattiva, spondilite anchilosante e artrite psoriasica. Analizzando la mano, il medico può stabilire la differenza fra artrite reumatoide e osteoartrite, due tipi di artrite particolarmente comuni. Ad esempio, l’artrite reumatoide coinvolge, il più delle volte, le articolazioni delle nocche grandi (quelle delle dita della mano) e del polso. L’osteoartrite coinvolge solitamente l’articolazione del dito vicino all’unghia. Solitamente, il polso non è colpito dall’osteoartrite, ad eccezione della base del pollice.

In base ai risultati dell’esame obiettivo e dell’anamnesi, il medico potrà suggerire una causa di dolore articolare e – se necessario – indicare gli esami da effettuare per avere una diagosi di certezza, come ad esempio esami di diagnostica per immagini (una ecografia articolare, una TC, una radiografia o una risonanza magnetica) e/o altri esami (esami di laboratorio, biopsia…).

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Esami di diagnostica per immagini

Per raggiungere la diagnosi, a volte sono necessari esami di diagnostica per immagini, soprattutto se si sospetta un tumore osseo o articolare. In genere viene prima effettuata una ecografia e/o una radiografia, ma a volte è necessaria una tomografia computerizzata (TC) o una risonanza magnetica (RM).

Esami di laboratorio

I seguenti esami di laboratorio possono essere usati per una corretta diagnosi:

  • analisi del liquido articolare;
  • esami del sangue per la ricerca di anticorpi;
  • velocità di eritrosedimentazione (VES) e livelli di proteina c-reattiva.

Se le articolazioni sono gonfie, il medico inserisce solitamente un ago nell’articolazione per prelevare un campione di liquido da esaminare (una procedura chiamata aspirazione articolare o artrocentesi). Il medico intorpidisce la zona prima di prelevare un campione, in modo che il paziente non provi dolore durante la procedura. Il medico effettua, generalmente, un coltura del liquido per verificare la presenza dell’infezione. Poi riscontra al microscopio la presenza di cristalli nel liquido, che indicano una gotta o disturbi ad essa correlati. Il numero di globuli bianchi nel liquido indica se l’articolazione è infiammata.

Spesso, il medico effettua anche analisi del sangue per cercare gli anticorpi. Esempi di questi esami includono gli anticorpi antinucleo, gli anticorpi anti-DNA a doppia elica, l’anti-peptide ciclico citrullinato e il fattore reumatoide. La presenza di autoanticorpi nel sangue può indicare un disturbo autoimmune, come l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico.

La VES è un esame che misura la velocità con cui i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta che contiene un campione di sangue. Il sangue che si deposita rapidamente in genere significa che probabilmente è presente un’infiammazione in tutto il corpo (sistemica), ma molti fattori possono influenzare l’esame della VES, inclusa l’età e l’anemia, quindi l’esame spesso è impreciso. Per stabilire più facilmente la presenza di un’infiammazione diffusa, il medico effettua, di solito, un altro esame del sangue, chiamato proteina c-reattiva (una proteina che circola nel sangue e il cui livello aumenta drasticamente in presenza di infiammazione), oltre all’esame della VES.

Se si sospetta un disturbo particolare, possono essere necessari altri esami ( Alcune cause e caratteristiche del dolore in più articolazioni).

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Trattamento

Non esiste un unico trattamento che sia valido in tutti i casi: la terapia deve essere specifica e mira a curare la causa a monte che genera il dolore. Ad esempio, i soggetti che soffrono di una malattia autoimmune (come il lupus eritematoso sistemico) possono aver bisogno di un farmaco che sopprima il sistema immunitario. I soggetti con un’infezione da gonorrea all’articolazione necessitano di antibiotici. In caso di tumore, le terapie possono essere farmacologiche e/o chirurgiche.

I sintomi in genere possono essere alleviati prima di conoscere la diagnosi. L’infiammazione può essere alleviata con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, come l’ibuprofene o l’aspirina). In caso di dolore ed infiammazione più intensa, possono essere usati i farmaci antinfiammatori steroidei. Il dolore senza infiammazione viene solitamente trattato in modo più sicuro con il paracetamolo.

A volte il dolore può essere alleviato tramite immobilizzazione dell’articolazione con una stecca o una benda. Gli impacchi caldi (ad esempio, con cuscinetti caldi) possono diminuire il dolore calmando gli spasmi ai muscoli intorno alle articolazioni (ad esempio, dopo un trauma). Gli impacchi freddi (ad esempio, con ghiaccio) possono aiutare ad alleviare il dolore causato da infiammazione articolare. Gli impacchi caldi o freddi devono essere applicati per almeno 15 minuti, in modo che penetrino in profondità. La pelle deve essere protetta dal caldo o dal freddo estremo. Ad esempio, il ghiaccio deve essere inserito in una borsa di plastica e avvolto in un asciugamano.

Quando il dolore intenso e l’infiammazione si sono attenuati, può essere utile la fisioterapia per recuperare o conservare l’ampiezza di movimento e rafforzare i muscoli circostanti. Per i soggetti che soffrono di artrite cronica, è importante continuare l’attività fisica, al fine di evitare la rigidità permanente articolare (contratture) e la perdita muscolare (atrofia).

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Indicazioni di base per gli anziani

L’osteoartrite è la causa più comune di dolore articolare negli anziani. Anche se compare più comunemente negli adulti giovani (di età compresa fra i 30 e i 40 anni), l’artrite reumatoide può cominciare anche più tardi (dopo i 60 anni). Gli adulti in età più avanzata che possono soffrire di artrite reumatoide potrebbero avere anche un tumore. I soggetti di età superiore ai 55 anni, con rigidità e dolore alle anche e alle spalle che peggiora la mattina, possono anche soffrire di polimialgia reumatica. È importante riconoscere la polimialgia reumatica perché curandola si possono evitare altri problemi.

Prodotti consigliati

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra testicolo destro e sinistro

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Ecco il motivo scientifico perché ti meriti una vacanza al mare

MEDICINA ONLINE SOLE MARE COPPIA AMORE UOMO DONNA USTIONE SOLARE RADIAZIONE ABBRONZATURA PISCINA ACQUA NUOTO NUOTARE SPIAGGIAMare, sabbia, spiaggia, relax: forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegare perché andare in vacanza al mare è necessario, e però uno studio della Michigan State University ha dimostrato scientificamente il motivo per cui tutti abbiamo bisogno di fare una vacanza al mare, ovviamente soldi permettendo! E la spiegazione è che stare in un posto che ci permette di vedere enormi spazi blu e azzurri diminuisce i livelli di disagio psicologico.

Guardare il blu è rilassante

La ricerca è stata condotta a Wellington, in Nuova Zelanda, comparando i livelli di salute medi del Paese con quelli di due distinti gruppi: quello di chi poteva vedere regolarmente il mare e quello di chi non aveva il mare nel proprio orizzonte quotidiano. Indipendentemente da altri fattori come età, condizioni di salute generali, sesso e tenore di vita, chi viveva a contatto del mare aveva livelli di disagio psicologico notevolmente inferiori anche rispetto alla media del Paese. Secondo Amber Pearson, co-autore dello studio, il motivo è che il colore blu-azzurro del mare riduce la stimolazione sensoriale del cervello e permette di rilassarsi meglio. Che poi il relax non è altro che uno dei motivi per cui si viaggia e si va in vacanza. Curiosamente lo studio non ha trovato la stessa corrispondenza tra relax mentale e permanenza in aree caratterizzate dal colore verde, cosa che invece era stata accertata da uno studio condotto in Olanda e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health sui benefici per la salute dello stare nella natura.

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