Da quanto pesi si può prevedere il tuo rischio di sviluppare malattie cardiache

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)Dalla misurazione dell’indice di massa corporea e del girovita delle persone in sovrappeso si può, secondo una recente ricerca di scienziati olandesi, prevedere con una certa precisione il rischio di malattie cardiache. Uno studio ad ampio raggio, quello condotto dall’equipe di ricercatori della Heart Foundation olandese, e pubblicato su European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation, che ha preso in considerazione un cospicuo campione di popolazione, 20.500 tra uomini e donne, cui, dal 1993 al 1997 sono stati registrati sia l’indice di massa corporea che il girovita. Comparando i dati raccolti con quelli dei registri ospedalieri in un intervallo di tempo di dieci anni, i ricercatori hanno appurato che più della metà (53%) di tutti i casi mortali dovuti a disturbi cardiaci e circa un quarto (dal 25 al 30%) di tutti i casi non mortali registrati erano occorsi in persone obese e sovrappeso.

L’indice di massa corporea ed il girovita insomma, oltre ad essere già stati individuati come fattori di rischio per le malattie cardiovascolari potrebbero, secondo i ricercatori olandesi, aiutare effettivamente nel prevedere il rischio di sviluppare o di morire di malattie cardiache. Ciò che questo studio dimostra, sostengono i ricercatori, è l’effetto sostanziale che sovrappeso e obesità hanno nei confronti delle malattie cardiovascolari, siano esse mortali o meno. Un motivo in più per evidenziare la necessità di politiche sociali ed interventi di sanità pubblica per prevenire il diffondersi dell’obesità.

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L’sms che ti salva dall’infarto, ma solo se vivi in Svezia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE SOCIAL TECNOLOGIA TABLET CELLULARE TELEFONINO TELEFONO (2)In Svezia, paese tecnologicamente avanzatissimo che l’Italia – a parer mio – dovrebbe prendere a modello in moltissimi campi, esiste un programma semplice e geniale allo stesso tempo chiamato SMSlivräddare (che in italiano credo si possa tradurre con “SMSsalvavita” ma se c’è qualche svedese in ascolto liberissimo di correggermi!) che davvero può salvarti la vita. Tale programma fa una cosa semplice, una volta che il numero d’emergenza riceve una chiamata per un caso d’arresto cardiocircolatorio, il sistema invia automaticamente un SMS a tutte le persone abilitate al soccorso per questo particolare tipo di crisi che si trovano nel raggio di 500 metri dalla vittima. La tempestività dei soccorsi in questo caso è fondamentale, si calcola infatti che ogni minuto di ritardo comporti un calo del 10% delle possibilità di sopravvivenza nei casi d’arresto cardiaco.

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Il farmaco per la pressione che aiuta a curare il cancro

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Obesità Pressione CancroIl Losartan è un farmaco comunemente usato per curare la pressione alta. Uno studio pubblicato su Nature Communications sostiene che grazie alla sua azione sui vasi sanguigni il Losartan sia in grado di ridurre la formazione di tumori nei topi e di aumentare la sopravvivenza dei malati. I vasi sanguigni forniscono alle cellule tumorali le sostanze nutrienti e sono anche i responsabili della distribuzione di agenti anti-tumorali. Ma vi sono sollecitazioni fisiche alle quali i vasi sono sottoposti che possono limitare il flusso di sangue e ridurre la capacità di chemioterapici di penetrare nei tumori. Questo ne ostacola ovviamente la cura. Rakesh Jain e colleghi del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, negli Usa, hanno scoperto che il trattamento con l’antagonista dell’angiotensina II (un ormone che aumenta la frequenza dei battiti cardiaci), il Losartan appunto, ampiamente usato per trattare l’ipertensione, riduce la produzione di proteine e zuccheri complessi che comprimono i vasi sanguigni tumorali.

Viene così alleviata la costrizione dei vasi sanguigni e questo aiuta la consegna del farmaco chemioterapico 5-flurouracile per curare i tumori in questi topi. Quando i topi affetti da tumore al pancreas o al seno sono stati trattati in combinazione con Losartan e 5-fluorouracile, la crescita del tumore è stata significativamente ritardata e il tempo medio di sopravvivenza è aumentata rispetto alla somministrazione del solo 5-fluoruracile. I risultati suggeriscono che questo farmaco, poco costoso e usato da decenni in tutta sicurezza, potrebbe in futuro rivelarsi utile per il trattamento dei tumori anche nell’uomo. Non dimenticando però che gli effetti del Losartan sulla pressione sanguigna potrebbero renderlo controindicato per alcune categorie di pazienti.

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Combattere l’ipertensione quando i farmaci non funzionano più: la tecnica della denervazione renale

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Combattere l’ipertensione farmaci non funzionano tecnica della denervazione renaleUna particolare tecnologia, la denervazione renale, sembra offrire una possibilità terapeutica per i pazienti ipertesi i cui valori pressori non possono essere controllati dalle terapie farmacologiche attualmente disponibili. «Sono un miliardo nel mondo i pazienti ipertesi e, nonostante i progressi nel campo delle terapie, il 22% di loro non ha un buon controllo pressorio – ricorda Silvio Bertoli, direttore della U.O. Nefrologia e Dialisi, IRCCS Multimedica, Sesto San Giovanni (MI) -. In questo gruppo bisogna considerare coloro che non assumono correttamente le terapie, ma esiste un numero di pazienti la cui ipertensione è resistente nonostante una terapia adeguata». Sono questi i potenziali candidati alla procedura.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/cardiologia/13_luglio_14/denervazione-renale_b89f2aa6-8b21-11e2-b7df-bc394f2fb2ae.shtml

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Salti la colazione? Hai un maggior rischio di infarto del miocardio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COLAZIONE CORNETTO DOLCI FRUTTA CROISSANT DIETA DIMAGRIRE CALORIE GRASSIFare la prima colazione è fondamentalper il cuore: gli uomini che la saltano hanno un maggiore rischio di infarto mortale. L’allarme arriva da una ricerca della Harvard School of Public Health da cui è emerso che tra chi salta la prima colazione il rischio di infarto del miocardio aumenta del 27%. Leah Cahill, ricercatrice di Harvard e principale autrice della ricerca, ha affermato: ”saltare la colazione può condurre di per sé a rischi quali l’obesità, l’ipertensione, un forte tasso di colesterolo e di diabete che sono in grado di favorire alla lunga una crisi cardiaca”.

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Vuoi proteggerti dalle malattie cardiovascolari? Comincia a tavola, con la dieta mediterranea

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BASILICO MOZZARELLA POMODORI DIETA CUCINA CUCINARETutti sanno ormai da molto tempo che la dieta mediterranea ci permette di mantenere una buona salute, ma un’ulteriore conferma arriva da una ricerca spagnola svolta all’Hospital Clinic di Barcellona su 7.500 persone di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, e pubblicata sul New England Journal of Medicine. La dieta mediterranea, con olio extravergine d’oliva e frutta secca, fa diminuire del 30% il rischio di malattie cardiovascolari e, in particolare, di ictus.

La ricerca più estesa sulla dieta mediterranea

Non è la prima volta che la scienza sottolinea i benefici della dieta mediterranea ma, secondo Remon Estruch che ha diretto lo studio, «si tratta della ricerca più estesa, chiara ed evidente per indagare il tipo di protezione sull’apparato cardiocircolatorio svolta dai cibi tipici della dieta mediterranea. Abbiamo analizzato gli effetti su un campione esteso e variegato, che includeva anziani, anche in terapia per il controllo del colesterolo e per l’ipertensione, quindi ad alto rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, soprattutto ictus». I ricercatori hanno monitorato per 5 anni gli effetti di diete differenti sui soggetti coinvolti. I volontari sono stati divisi in tre gruppi: il primo con una dieta integrata con olio d’oliva (4 cucchiai al giorno), il secondo con l’aggiunta di noci, mandorle e nocciole (30 grammi al giorno) e il terzo gruppo di controllo, per cui era prevista una leggera riduzione nell’apporto dei grassi. Si è così scoperto che chi segue un’alimentazione mediterranea (i primi due gruppi) ha un rischio inferiore del 30% di incorrere in patologie cardiovascolari, in particolare l’infarto del miocardio.

I cibi consigliati

I cibi mediterranei consigliati includono grandi porzioni di frutta e verdura, oltre a pesce, pollo, legumi, salsa di pomodoro. Ma anche un bicchiere di vino e piccole quantità di dolci da forno o pasticceria. Naturalmente occorre fare attenzione sempre alle quantità e rimanere all’interno del limite calorico corrispondente al nostro fabbisogno. Per essere efficace, la dieta mediterranea deve rispettare l’equazione tra entrate e uscite. Chi ha un maggiore dispendio energetico, può talvolta eccedere a tavola. Diversamente si corre il rischio di essere in sovrappeso.

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Proteggi il tuo cuore e previeni diabete ed obesità col tè verde

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO THE BEVANDA CALDA BERE PESCA LIMONE VERDEConsumare almeno tre tazze al giorno di tè verde o nero fa bene al cuore. Il tè, grazie all’alto contenuto di flavonoidi, gli antiossidanti naturali particolarmente conosciuti e apprezzati per le loro proprietà salutistiche, non solo protegge dalle malattie cardiovascolari ma gioca un ruolo importante anche nella prevenzione di altre patologie come diabete e obesità. È quanto emerge da alcune ricerche presentate a Parigi durante le Giornate Europee della Società Francese di Cardiologia e secondo le quali bere regolarmente tè riduce le possibilità di avere un infarto del miocardio.

Attenzione in gravidanza

Durante le Giornate di studio si è parlato molto riguardo il metabolismo alterato dell’endotelio, il tessuto che forma il rivestimento interno dei vasi sanguigni, una cui disfunzione può portare all’ictus. Soprattutto si è discusso su quali sono gli alimenti che possono migliorare il funzionamento dell’endotelio e tra questi oltre a frutta, verdura, pesce, cacao e vino vi è soprattutto il tè. La bevanda è anche in grado di ridurre colesterolo e trigliceridi e agisce sulla “resistenza all’insulina” a patto però di non aggiungere zucchero o latte quando la si beve. Solo le donne in gravidanza e chi soffre di anemia da carenza di ferro è bene che non superino le tre tazze al giorno perché il tè a dosi molto elevate può ostacolare l’assorbimento del ferro nel corpo.

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Il cioccolato fondente combatte aterosclerosi, infarto del miocardio ed ictus cerebrale

MEDICINA ONLINE CIOCCOLATO DOLCIIn questo articolo abbiamo parlato di un nuovo tipo di cioccolato che “non ingrassa”, ma le buone notizie non finiscono per chi ama il cioccolato (e chi non lo ama?): un quadratino al giorno aiuta a mantenere in salute sia vasi sanguigni che cuore. «Recenti studi scientifici hanno evidenziato che il cacao ha effetti benefici sull’aterosclerosi, cioè la formazione di placche di grasso all’interno delle pareti arteriose che, causando la chiusura progressiva delle arterie e quindi la riduzione del flusso di sangue, può portare all’infarto cardiaco e all’ictus cerebrale» conferma il professor Flavio Doni, responsabile dell’unità operativa di cardiologia del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.

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