Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi? Quando cambiarlo?

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Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi?

Non esiste un numero esatto definibile “normale” di volte che il pannolino debba essere cambiato, tuttavia in genere in un neonato viene cambiato dalle 8 alle 10 volte al giorno. Le volte in cui il bambino emette feci sono correlate al numero di pasti: generalmente subito dopo la poppata il neonato tende ad emettere feci. Quando il neonato diventa “lattante” (cioè supera il primo mese di vita), il numero di volte in cui viene cambiato il pannolino tende ad abbassarsi tra le 6 e le 8 al giorno, mentre quando avviene lo svezzamento (cioè la sostituzione dell’alimentazione a base di latte con quella in cui assume altri liquidi e solidi, che avviene dopo il sesto mese di vita) in genere il pannolino viene cambiato 5 – 6 volte al giorno. Questi sono numeri indicativi: un numero diverso di cambi e di emissione di feci non è necessariamente indice di patologia. In caso di dubbi, chiedere sempre al proprio pediatra.

Quando cambiare il pannolino?

Il pannolino in bambini e neonati va cambiato il prima possibile dopo ogni emissione di feci ed anche dopo ogni emissione abbondante di urina, per ridurre il rischio di dermatiti da pannolino. Una buona regola sarebbe cambiare il pannolino poco prima di mettere il bimbo a dormire e subito appena sveglio.

Lavare sempre le zone a contatto col pannolino?

Si, ogni cambio pannolino – anche se il bambino non ha emesso faci ma solo urina – è importante lavare bene genitali, ano e zone limitrofe con acqua ed un sapone oleoso, possibilmente non troppo schiumoso, e asciugare tamponando delicatamente. Per quanto riguarda le salviettine, meglio riservarle all’uso fuori casa, quando acqua, sapone e asciugamano non sono disponibili.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Come capire se una donna ha avuto davvero un orgasmo? Ecco i segnali del piacere femminile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO SESSUALITA LETTO INTIMO COPPIA MUTANDE REGGISENO DONNA FELICE RELAX DONNAIdentificare un orgasmo maschile è una cosa semplice per gli uomini, dal momento che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni fisiche sono associate all’eiaculazione o all’espulsione di sperma. Ma per le donne non sempre il massimo del piacere è percepito così chiaramente. Teoricamente parlando, l’orgasmo è una scarica di eccitazione sessuale ed è caratterizzata da sensazioni molto piacevoli seguite da uno stato di rilassamento: l’orgasmo femminile viene viene spesso descritto dalle donne come un momento esplosivo di piacere e tensione. Molte donne credono però di non avere la capacità di provare un orgasmo e sottovalutano le proprie manifestazioni fisiche e psichiche; altre fingono l’orgasmo, solo per non deludere l’uomo.

I segni dell’orgasmo femminile

Ma quali sono i segni dell’orgasmo femminile? Eccone alcuni tipici, tenendo presente che essi non sono ovviamente presenti in tutte le donne, quindi la loro assenza non indica necessariamente mancanza di orgasmo.

  • Uno dei segni più chiari riguarda la contrazione ritmica involontaria dei muscoli della vagina cioè le “contrazioni orgasmiche”. Questi spasmi incontrollabili, che di solito durano tra 5 e 15 secondi con intervalli molto brevi (circa un secondo), a volte sono percepiti anche dal partner, perché le pareti della vagina premono ritmicamente sul pene dell’uomo. Tali contrazioni sarebbero equivalenti a quelle che nell’uomo determinano il rilascio dello sperma tramite i ripetuti getti eiaculatori. A tale proposito leggi: Contrazioni vaginali durante l’orgasmo femminile [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
  • Durante un orgasmo femminile, al pari di quello maschile, vi è anche un marcato aumento della frequenza cardiaca/respiratoria, delle palpitazioni e della sudorazione.
  • Il clitoride può contrarsi e ritirarsi temporaneamente durante l’orgasmo.
  • Spesso può avvenire anche che le donne durante l’orgasmo abbiano una sorta di eiaculazione di liquido denso, biancastro e filamentoso misto ad urina, questa evenienza è spesso percepita dalle donne come una cosa imbarazzante, tuttavia è un fatto assolutamente normale; a tal proposito leggi: Cos’è il liquido emesso da una donna durante l’orgasmo?.
  • L’ano della donna può contrarsi ritmicamente ed involontariamente per alcuni secondi durante l’orgasmo.
  • Si può verificare che, durante l’apice del piacere, i globi oculari si spostino molto in alto, al punto che le pupille siano quasi completamente nascoste dalla palpebra.
  • Durante l’orgasmo femminile, gli arti tendono ad irrigidirsi, specie quelli inferiori, ed è anche possibile che le dita delle mani e – più spesso – dei piedi tendano a piegarsi su sé stesse.
  • Tutta la zona vulvare diventa molto turgida e gonfia.
  • Quando il piacere sessuale diventa intenso, si può verificare midriasi, cioè dilatazione delle pupille degli occhi.
  • All’apice del piacere, la donna può dire parole e frasi anche molto sconce che, quando è razionale, evita di pronunciare.
  • Durante il piacere sessuale, la donna potrebbe fare alcuni movimenti caratteristici come portarsi la mano sul viso (spesso coprendo gli occhi) o sul corpo (sul seno, sui fianchi, sulle gambe…), spostare la testa all’indietro (allungando il collo) o di lato, aprire la bocca, mordersi le labbra, tirare in fuori la lingua, inarcare la zona lombare, graffiare il partner (ad esempio sulla schiena) e stringere le proprie mani sul corpo del partner (ad esempio poggiandole sulle braccia, sulle gambe o sui glutei).
  • L’eccitazione nella donna è visibile anche tramite i suoi capezzoli che si inturgidiscono proprio grazie agli stimoli sessuali.
  • Altro segno di orgasmo femminile è la pelle d’oca.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto facilitando il raggiungimento dell’orgasmo per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

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Quante calorie ha il gelato in base al gusto? Come mangiarlo senza ingrassare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CALORIE GELATO FA INGRASSARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina GluteiPenso di mettere tutti d’accordo quando dico che il gelato è un alimento buonissimo, colorato, che raffredda le nostre giornate estive, che mette di buon umore e dai mille gusti che riescono a soddisfare i palati di tutti. Il gelato non è buono solo d’estate: è buono tutto l’anno tutto l’anno, inoltre, se artigianale e fatto con ingredienti di qualità, vi regala tante vitamine, sali minerali ed acqua, tuttavia è uno di quegli alimenti che bisogna mangiare con moderazione.

Il gelato fa ingrassare? Quante calorie possiede?

Come quasi tutti gli alimenti più gustosi, purtroppo anche il gelato non può essere considerato un cibo “dietetico”, tuttavia le calorie del gelato sono mediamente inferiori alla maggior parte dei dolci esistenti, specialmente se riuscite a privilegiare alcuni gusti e non esagerare con altri. L’apporto calorico di 100 grammi di gelato infatti varia molto in base al gusto che viene scelto: quelli alla crema si aggirano intorno alle 200/230 kcal (con picchi anche sopra le 300 kcal) ma se optate per i sorbetti e per i gelati alla frutta, le calorie si riducono a circa 100/120.

Leggi anche: Come fare il gelato al caffè in casa ricetta semplice

Calorie in base al gusto del gelato

Il range di valori dipende da molti fattori: solitamente un gelato di qualità ed artigianale ha un valore calorico mediamente più basso, mentre un gelato di bassa qualità e confezionato ha un valore mediamente più alto. I valori sono espressi per 100 grammi di gelato:

  • Gelato alla fragola: 110/120 kcal
  • Gelato alla vaniglia: 170/200 kcal
  • Gelato al cioccolato: 180/200 kcal
  • Gelato alla soia con frutta: 100 kcal
  • Gelato al limone: 120/130 kcal
  • Gelato allo yogurt: 130/150 kcal
  • Fior di latte ricoperto da sorbetto alla fragola: 100/110 kcal
  • Sorbetto al limone: 120/130 kcal
  • Ghiacciolo qualunque gusto: 120/140 kcal
  • Gelato alla nocciola: 170/190 kcal
  • Gelato alla stracciatella: 190/210 kcal
  • Gelato alla panna: 180/190 kcal
  • Gelato alla crema: 190/200 kcal
  • Gelato al pistacchio: 200/210 kcal
  • Gelato fior di latte: 200/220 kcal
  • Gelato al caffè: 230/250 kcal
  • Gelato al cocco: 230/240 kcal
  • Gelato biscotto con crema zabaione e cioccolato: 270/290 kcal
  • Gelato, cono con panna e cioccolato: 280/300 kcal
  • Gelato alla panna ricoperto da cioccolato fondente: 300/320 kcal
  • Gelato con panna, scaglie di cioccolato e noccioline: 320/340 kcal
  • Cialda da cono:20 kcal (per porzione)

Leggi anche: Gelato si o no? Calorie e benefici del gelato

Qualità specifiche di ogni gusto del gelato

Il gelato di qualità contiene vitamine, sali minerali e molta acqua, tutti elementi utili per la nostra salute, inoltre si può considerare un cibo ad indice glicemico basso. Questo vuol dire che consente di evitare i picchi dell’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo.Alcuni gusti in particolare, come la nocciola e il pistacchio, sono ricchi diomega 3 e di ome ga 6, che contribuiscono a combattere gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Da non dimenticare che il gelato fa bene anche all’umore. Lo hanno dimostrato differenti studi scientifici sull’argomento, come quello condotto dagli esperti dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiando il gelato, si innesca nel cervello un meccanismo di ricompensa molto simile a quello che si ottiene nel momento in cui ci si dedica all’ascolto della propria musica preferita.
Ogni gusto ha proprietà particolari: caffè e tiramisù per ricaricarsi, amarena e pistacchio per rilassarsi, cioccolato per contrastare i momenti di tristezza. Gli zuccheri del gelato si assorbono facilmente e riescono ad attivare la corteccia frontale, un’area cerebrale inserita in quello che viene definito il circuito del piacere.
Essendo il latte uno dei suoi ingredienti principali, il gelato è abbastanza ricco di calcio, fosforo, vitamina A e alcune Vitamine del gruppo B (B1 e B2). Dato che i gelati industriali utilizzano prevalentemente latte scremato, il contenuto vitaminico decade leggermente (soprattutto quello di vitamina A).
Se tra gli ingredienti del gelato compare la frutta secca aumenta il contenuto e la qualità lipidica dell’alimento. I grassi provenienti da questi ingredienti sono infatti di buona qualità ed appartenenti alla famiglia degli acidi grassi mono e polinsaturi (i cosiddetti grassi buoni che, se assunti con moderazione in sostituzione ai lipidi di origine animale, aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo).
Il gelato alla frutta infine è un alimento facilmente digeribile: due palline di gelato alla frutta alla fine di un pasto leggero saranno un gustosissimo dessert che non compromette in alcun modo la vostra dieta! Il vero del problema del gelato resta uno solo: riuscire a fermarsi a sole due palline!

Consigli per mangiare il gelato senza ingrassare

Ecco alcuni consigli per mangiare il gelato in modo “dietetico”:

  • preferite un gelato artigianale e fatto con componenti di qualità (ovviamente il fatto che sia artigianale non è necessariamente sinonimo di qualità;
  • preferite i sorbetti e gusti alla frutta e non alla crema;
  • evitate di aggiungere al gelato panna, cialde, noccioline o creme;
  • evitate la vaschetta da portare a casa: rischiereste di mangiarla tutta in una sera;
  • preferite una coppetta di gelato ad un gelato con cono (il cono possiede circa 20 kcal in più);
  • se possibile, la cosa migliore è farsi il gelato in casa, usando frutta fresca.

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Un giorno qualcuno ti abbraccerà così forte…

Un giorno qualcuno ti abbraccerà così forte che tutti i tuoi pezzi rotti torneranno nuovamente insieme..jpgLa vita ti ha messo di fronte a tante difficoltà, tante ingiustizie, tante persone sbagliate che ti hanno usato, ti hanno preso in giro, ti hanno calpestato come uno zerbino.

Tante volte ti sei sentito che non ce l’avresti fatta, che la tua vita aveva toccato il fondo, che eri davvero a pezzi, ma in qualche modo ti sei rialzato e sei andato avanti lo stesso.

Ma la vita un giorno ti farà un regalo e qualcuno ti abbraccerà così forte che tutti i tuoi pezzi rotti torneranno nuovamente insieme.

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Retinoblastoma: cause, sintomi, diagnosi e terapie

MEDICINA ONLINE RETINOBLASTOMA BAMBINO OCCHIO TUMORE CANCRO RETINA CECITA LEUCORIA FLASH MACCHINA FOTGRAFICA FOTOIl retinoblastoma è il tumore maligno della retina; rappresenta il tumore maligno con maggiore diffusione in età pediatrica. Può colpire la retina di un solo occhio oppure di entrambi.

Diffusione

E’ il tumore maligno più diffuso tra i bambini. La percentuale di soggetti colpiti da questa malattia è di circa 1 ogni 20 000 nati, ma le statistiche variano a seconda dei Paesi. I primi segni e sintomi sono riscontrati in bambini di età inferiore ai 3-5 anni.

Cause e fattori di rischio

La malattia è causata da una mutazione del gene codificante la proteina Rb (un oncosoppressore) che comporta la proliferazione incontrollata di cellule e lo sviluppo del tumore all’interno dell’occhio. La mutazione può essere trasmessa per via ereditaria o insorgere spontaneamente (mutazione sporadica).

  • Il retinoblastoma ereditario, che si manifesta nel 40% dei casi, è solitamente dovuto all’eredità di un allele mutato del gene oncosoppressore RB1, 13q14 (alterazione genetica ereditata da un genitore di tipo autosomica dominante), per cui gli individui colpiti hanno una forte predisposizione genetica e sono maggiormente a rischio di sviluppare la patologia in tempi più brevi e nella forma bilaterale (cioè a entrambi gli occhi); in altre parole, è loro necessaria e sufficiente un’ulteriore unica mutazione per sviluppare la malattia. Evidentemente nel corso della vita di ogni individuo è altamente probabile che avvengano molteplici mutazioni somatiche indipendenti in cellule diverse; se il background in cui si verificano è già alterato, ognuna di queste darà luogo ad un tumore. È un esempio di penetranza incompleta: si è calcolata per un valore di circa 90%; 9 individui su 10 portatori del gene manifestano questa malattia.
  • Il retinoblastoma sporadico, che si manifesta nel 60% dei casi e non è influenzato da alcuna componente genetica, colpisce solitamente un solo occhio e il suo decorso è generalmente più lento rispetto al retinoblastoma ereditario. Occorre che in un’unica cellula entrambi gli alleli siano mutati: in altre parole occorrono due mutazioni, che statisticamente richiedono un tempo molto maggiore.

Tipologie di mutazioni

Ci sono vari meccanismi che portano alla perdita di eterozigosità delle cellule affinché si manifesti la malattia:

  • Non disgiunzione mitotica: viene ereditato un cromosoma solo, malato,
  • Non disgiunzione e riproduzione: ereditato cromosoma malato che si duplica;
  • Ricombinazione mitotica: eventi di cross-over portano all’inserzione del gene mutato anche sul cromosoma sano;
  • Conversione genica: l’allele mutato si tramuta in sano
  • Delezione: l’allele sano è deleto;
  • Mutazione puntiforme: mutazione all’allele sano.

Meccanismi che portano a mancata funzione di Rb

Ci sono vari meccanismi affinché Rb non sia più efficace nel trattenere iperfosforilata i fattori di trascrizione E2F:

  1. Perdita di eterozigosità del pool genetico, con la proteina non funzionante;
  2. Azioni di proteine virali che impediscono il legame fra Rb e E2F, come E7;
  3. Modificazioni a livello epigenetico, come ipermetilazioni del gene di Rb.

Sintomi e segni

La sintomatologia si presenta generalmente entro i primi 3-5 anni di vita; il segno principale è un riflesso biancastro del fondo oculare, detto leucocoria, dovuto alla massa tumorale retinica che occupa il corpo vitreo, correlata spesso a deviazione degli assi oculari (dovuta alla perdita di fissazione dell’occhio affetto). In un occhio sano, la pupilla può apparire rossa in una fotografia scattata con il flash (red eye), mentre su un occhio affetto di Rb, la pupilla può apparire di colore bianco o giallo (leucocoria). L’aspetto giallastro può anche essere visibile in condizioni di scarsa luce artificiale e può assomigliare ai riflessi degli occhi felini. Il tumore tende ad espandersi rapidamente verso il vitreo (forma endofitica) oppure verso la coroide e l’uvea (forma esofitica). Se però non viene curato, la dimensione dell’occhio aumenta e il tumore infierisce su altre parti del corpo. Le metastasi precoci al fegato o ai polmoni sono frequenti. Il tumore si può anche insinuare nella zona retrooculare fino al nervo ottico, per poi raggiungere il cervello. Purtroppo il retinoblastoma è in genere privo di sintomi nei primissimi anni di vita, per cui spesso viene diagnosticato tardivamente e ciò peggiora la prognosi.

Leggi anche: Retinoblastoma: ereditario, genetica, sintomi, prognosi e cura

Diagnosi

La diagnosi si basa inizialmente su anamnesi, esame obiettivo ed esame del fondo oculare. In seconda battuta è fondamentale che i bambini siano sottoposti ad ecografia oculare e fluorangiografia. Successivamente si effettuano TC e risonanze magnetiche per valutare il coinvolgimento del nervo ottico e/o la presenza di metastasi.

Terapia

Attualmente esistono dei protocolli terapeutici stabiliti dalla comunità scientifica che impongono determinati trattamenti a seconda dello stadio di malattia. I trattamenti locali includono: laser fotocoagulazione, crioterapia, termoterapia transpupillare e brachiterapia (applicazione di placche radioattive). A questi trattamenti viene associata attualmente una chemioterapia per via sistemica. Negli ultimi tempi si sta affermando l’utilizzo di chemioterapia per via arteriosa, attraverso l’arteria oftalmica. Purtroppo nelle forme più avanzate di malattia è necessario rimuovere chirurgicamente il bulbo oculare malato.

Follow up

I bambini affetti da retinoblastoma devono essere seguiti con controlli in tempi molto ravvicinati per via della velocità di progressione della malattia e, anche dopo essere stati curati, devono essere sottoposti a controlli semestrali per i primi 5 anni dopo la terapia.

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Pinocchio con pene enorme: genitori in rivolta e il Comune lo “evira”

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PINOCCHIO PENE EVIRATO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei.jpgPinocchio è indubbiamente uno dei simboli dell’infanzia da diverse generazioni in tutto il mondo. Quello però apparso qualche giorno fa a Casole D’Elsa, in provincia di Siena, non era esattamente il Pinocchio al quale siamo stati abituati sin da piccoli: la rappresentazione del burattino di legno più famoso del mondo, collocata nel Parco della Rimembranza, presentava un dettaglio che ha fatto discutere in tutto il Paese (e non solo): oltre al celebre naso lungo, la scultura dell’artista Francesco Battaglini, raffigurante il Pinocchio di Collodi, esibiva parti intime piuttosto pronunciate. E alla fine, su pressione dei genitori di una scuola elementare posta nelle vicinanze, è stata fatta letteralmente ‘evirare’.

Denominata “Lussuria”, avrebbe voluto essere un’opera provocatoria, in cui “le dimensioni del pene simboleggiavano le bugie amorose”, ha spiegato l’autore. Ma sin dal primo giorno, i residenti hanno alzato la voce. Così, il sindaco del centro toscano, Pio Pii, ha deciso di eliminare il problema, facendo rimuovere il fallo del burattino. “Una decisione assunta, come precisa l’amministrazione cittadina, di comune accordo con il suo realizzatore”.

“Mai mi sarei sognato una reazione simile che ha portato alla rimozione di un pezzo della mia opera, concordata con il sindaco ovviamente – ha spiegato l’artista che ha realizzato il discusso Pinocchio di Casole D’Elsa –  L’opera nasce da un’idea di rappresentare i 7 vizi capitali e le 4 virtù cardinali, interpretati dal burattino più famoso del mondo. Tutto questo lavoro per mostrare ciò che, secondo me, è l’uomo, fatto di pregi e difetti, raccontato in modo ironico da un burattino irriverente che non teme di mostrarsi per ciò che è, perché lui è un puro, nel bene e nel male”.

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È proprio quando non parla che devi ascoltare una donna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI PANCHINAUna donna la perdi se la costringi ad una vita noiosa, vuota e priva di attenzioni. Preoccupati dei suoi silenzi non delle sue urla: se è arrabbiata sei ancora in tempo, se rimane in silenzio, forse è già tardi.

Ricorda: è proprio quando non parla che devi ascoltarla.

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Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME SMETTERE MASTURBARSI PORNO ONLINE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaPrecedentemente ci siamo chiesti se la masturbazione faccia bene o faccia male alla salute, inoltre abbiamo visto come la masturbazione compulsiva non sia un vizio, bensì una vera e propria tossicodipendenza, ed in un successivo articolo avevamo imparato il modo per capire se la propria masturbazione è “normale” o “compulsiva”. Vediamo oggi come fare per spezzare il circolo vizioso della masturbazione compulsiva e della dipendenza dal porno online con 14 passaggi. Ti anticipo che non sarà un processo semplice e senza possibili ricadute, ma già il fatto che sei qui oggi significa che hai ammesso di avere un problema di masturbazione eccessiva, quindi – ti assicuro – sei già un passo avanti.

1) Scrivi i motivi

Prendi un foglio e scrivi i motivi per cui vuoi smettere di masturbarti. Ecco qui qualche esempio in cui forse ti ritroverai:

  • Perché vuoi ricominciare ad avere relazioni sane ed amorevoli con i tuoi amici, con la tua compagna e con la tua famiglia.
  • Perché vuoi essere in grado di vivere il presente piuttosto che stare di fronte allo schermo del tuo computer.
  • Perché non vuoi essere uno schiavo delle tue dipendenze.
  • Perché stai perdendo il sonno, dimenticando di mangiare e ti senti sempre stanco a causa del tuo problema.
  • Perché senti di aver perso il rispetto per te stesso, la tua dignità e “il controllo sulla tua vita”.
  • Perché vuoi fare sesso con una donna (o un uomo) vera (o vero) e non più da solo.
  • Perché l’energia che usi per masturbarti, la vuoi invece usare per sedurre una donna (o un uomo) vera.
  • Perché il tempo che perdi masturbandoti, lo vuoi invece usare per dedicarti ai tuoi hobby.
  • Perché sei stanco di vedere che la tua vita è ormai diventata “il poco tempo che passa tra una masturbazione e l’altra”.
  • Perché masturbarsi in modo compulsivo alla lunga può danneggiare il tuo cervello.

2) Rendi difficile l’accesso ai siti pornografici

Molte persone passano la maggior parte delle loro giornate davanti ad un computer per motivi di studio o di lavoro, quindi la tentazione di dare una rapida occhiata ad un video in qualche sito pornografico è alta. Esistono però modi per rendere più complicato l’accesso ai porno.

  • Se il tuo lavoro lo concede, evita di navigare in internet il più possibile.
  • Esistono dei software che impediscono l’accesso a siti pornografici.
  • Se puoi, disattiva la connessione a internet quando non ti serve. Crea un rituale elaborato che ti renda più difficile riattivarlo. Scegli una password lunga e complessa.
  • Pianifica l’uso del tuo pc: lo potrai accendere solo in alcuni orari e lo dovrai tenere spento il resto del tempo.
  • Occupa l’intero spazio del tuo schermo con il tuo lavoro, evitando di lasciare lo spazio per una finestra connessa con un sito pornografico.
  • Evita di avere internet illimitato sul tuo smartphone.

Leggi anche: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

3) Non smettere del tutto

Per alcuni è davvero impossibile smettere del tutto di masturbarsi e guardare pornografia dall’oggi al domani, in questo caso potrebbe essere utile un periodo di diminuzione graduale:

  • Impegnati per limitare ogni giorno di più la quantità di tempo che passi a guardare pornografia e masturbarti: datti dei limiti temporali.
  • Limita il numero di volte al giorno in cui guardi porno/ti masturbi. Se li guardi e ti masturbi cinque volte al giorno, cerca di passare a quattro, poi a tre e così via.
  • Diminuisci le masturbazioni anche dilazionando molto i tempi, ma, una volta “scalato” il numero, non tornare più indietro.
  • Quando ti masturbi, evita di farlo per lungo tempo, bensì cerca di raggiungere l’orgasmo abbastanza velocemente.
  • Determina piccole mete personali graduali: ad esempio comincia cercando di non masturbarti per un giorno, poi per tre giorni consecutivi, poi per cinque giorni di seguito e così via.
  • Prima dell’astinenza vera e propria, prova a passare un periodo di transizione in cui ti masturbi senza guardare il porno online, oppure guarda il porno online ma senza masturbarti. Evita invece di guardare il porno online e contemporaneamente masturbarti – magari anche per lunghi periodi – senza avere eiaculazione: difficilmente questa modalità (chiamata “edging“)  ti aiuterà a smettere, anzi potrebbe addirittura peggiorare la dipendenza.

4) Ricompensati per il tuo buon comportamento

Pianifica dei premi per ogni successo raggiunto, ad esempio se riesci a stare un giorno senza guardare porno, mangia il tuo dolce preferito o fatti un piccolo regalo, come un paio di scarpe che volevi a tutti i costi. Evita solo di “mettere in palio” una masturbazione: ciò tende a mitizzare ancor di più un comportamento che invece devi imparare a dimenticare.

Leggi anche:  Mi masturbo una volta al giorno: soffro di masturbazione compulsiva o no?

5) Organizza i tuoi spazi

Usa il pc solo in presenza di altre persone, oppure tenendo la porta aperta della tua stanza in modo che la paura che altri possano vederti ti impedisca di guardare porno e masturbarti.

  • Fai in modo di non ritrovarti mai con un computer (o un tablet/pc pieno di video porno) negli spazi chiusi e da sola.
  • Metti delle foto della tua famiglia sulla scrivania dove tieni il computer. Delle foto sorridenti delle persone che ami, magari di tuo fratello da piccolo, potrebbero aiutarti a non tenere atteggiamenti che non approverebbero.
  • Per lo stesso motivo usa foto della tua famiglia, ad esempio tua moglie, la tua compagna o il tuo compagno, i tuoi figli, i tuoi genitori, li tuoi migliori amici, come sfondo del tuo desktop, tablet e smartphone.

Leggi anche: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri di un mio paziente masturbatore cronico

6) Mantieniti impegnato

La tua masturbazione compulsiva e dipendenza dai porno può essere nata perché ti sentivi solo, annoiato e non riuscivi a pensare a niente di meglio da fare. Adesso è il momento di prendere la vita nelle tue mani creando una routine significativa che ridurrà al minimo il tempo a tua disposizione per guardare i porno. Ecco come:

  • Allenati. Inizia ad amare la corsa, l’escursionismo, la palestra o gli sport di squadra come il basket o la pallavolo. Fare attività fisica ti terrà lontano dal computer e ti farà bene alla salute, inoltre andare al parco o in palestra è una ottima occasione per socializzare con persone che condividono con te la stessa passione e, magari, iniziare un rapporto reale con una donna o un uomo reali.
  • Stancati. Fai esercizio ogni pomeriggio, così di sera sarai realmente esausto. Dal momento che spesso ci si masturba la sera, una persona sfinita generalmente preferisce dormire, non praticare autoerotismo. Ovviamente non esagerare: svolgi esercizio fisico intenso, ma adeguato al tuo fisico. Se non sei esperto del campo, fatti aiutare da un personal trainer titolato.
  • Sviluppa degli hobby che ti tengano lontana da computer, tablet e smartphone. Dipingi all’aperto, segui un corso di fotografia o passa del tempo a leggere nel parco. Fai tutto quello che puoi per allontanarti dal computer e dallo smartphone.
  • Distraiti ascoltando della musica o leggendo un libro.

Leggi anche: I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

7) Capisci i motivi alla base

La dipendenza dalla masturbazione e dal porno, spesso è il sintomo di un disturbo d’ansia che non deve essere sottovalutato. Spesso il desiderio di masturbarsi interviene in un momento in cui ci si sente tristi o “depressi” e la masturbazione è un modo apparentemente efficace per risolvere il problema, evitando di pensare ai motivi per cui ci si sente così. Chiediti quali sono questi motivi, anche grazie all’aiuto di un medico e di uno psicoterapeuta: risolvere le cause ed i fattori di rischio che a monte hanno generato il comportamento compulsivo, è il primo vero passo per guarire davvero.

Siamo alla fine della prima parte ma ci sono altri sette consigli di vitale importanza, per scoprirli segui questo link: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi, seconda parte

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine