La pillola che ci salverà dai capelli bianchi

MEDICINA ONLINE CAPELLI DONNA BELLEZZA TRISTE DEPRESSIONE BIANCO NERO CAPELLI OCCHIDopo una certa età, avere a che fare con i capelli bianchi, è qualcosa con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti, forse però ancora per poco. Una ricerca ha portato a risultati che potrebbero farvi dire addio per sempre alle tinte dal parrucchiere grazie a una pillola che manterrà il vostro colore naturale. Il farmaco è sviluppato da un team di ricerca della casa di cosmetici francese L’Oreal e potrebbe essere commercializzata a partire dal 2015.

A dichiararlo è stato il quotidiano Daily Express che però ovviamente non ha potuto rivelare molto riguardo il contenuto di questa pillola miracolosa contro i capelli bianchi. L’unico particolare conosciuto è che la formula segreta del farmaco è ricavata da un frutto, che proteggerebbe la produzione di pigmenti naturali dei vostri capelli. Sarebbero riattivati quindi i melanociti, che si trovano nei follicoli capillari e che, verso i trent’anni, iniziano a interrompere la loro funzione.

È stato aggiunto che il prodotto dovrebbe essere usato tutta la vita e prima che il processo dell’incanutimento abbia inizio: probabilmente non si può invertire la marcia ma solo prevenirne l’effetto. Bisognerà quindi aspettare qualche anno per sapere se l’esperimento su tredicimila volontari tra i 35 e i 60 anni, condotto dal team, avrà dato frutti positivi o meno. Per ora quindi ci dobbiamo accontentare della tinta per capelli.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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La metà di noi al liceo ha sofferto di onicofagia e molti ne soffrono tuttora senza saperlo, di che malattia si tratta?

MEDICINA ONLINE UNGHIE SMALTO MANO BELLEZZA DONNAL’onicofagia è un disturbo compulsivo che porta il paziente a mangiare le proprie unghie e, nei casi più gravi, anche le pellicine e le cuticole circostanti, con conseguenze nocive sia a livello fisico che psicologico. Questa malsana abitudine di rosicchiare le estremità delle dita si manifesta soprattutto in periodi di nervosismo, noia e stress, e può rappresentare semplicemente un sintomo di ansia, ma anche di disagio profondo.

Continua la lettura con https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/onicofagia.html#:~:text=L’onicofagia%20%C3%A8%20un%20disturbo,a%20livello%20fisico%20che%20psicologico.

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Pompelmi e farmaci: un rapporto difficile

MEDICINA ONLINE FRUTTA NATURA SETE BERE SUCCO ARANCE AGRUMI LIMONI POMPELMI VITAMINE DIETASe assunti in una dieta comprendente agrumi, in particolare il pompelmo, alcuni farmaci possono rivelarsi pericolosi. Già 20 anni fa gli studiosi del Lawson health research institute di London (Canada) pubblicarono un elenco di medicinali che se assunti in una dieta comprendente agrumi, in particolare il pompelmo, potevano rivelarsi altamente pericolosi. Oggi il numero di farmaci che possono interagire in modo avverso con gli agrumi sono aumentati, se ne contano più di 80, e ogni anno la lista aumenta di 6 nuovi prodotti farmacologici.

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Sei sedentario? hai il 44% di sperma in meno rispetto a chi fa attività sportiva

MEDICINA ONLINE UOMO GIOVANE TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOPer gli uomini sedentari non ci sono più scuse: se siete abituati a guardare la TV per più di 20 ore a settimana avete circa la metà degli spermatozoi dei vostri coetanei più attivi. Se invece vi dedicate con assiduità allo sport, da poche ore a settimana fino anche a 15 e oltre, con esercizi moderati o intensi, la vostra conta di spermatozoi è maggiore rispetto ai nullafacenti. La ricerca, pubblicata su British Journal of Sports Medicine ha studiato la qualità dello sperma di 189 uomini, provenienti da Rochester, negli Stati Uniti, tra i 18 e i 22 anni in un periodo compreso tra il 2009 e il 2010.

Continua la lettura con https://www.corriere.it/salute/13_febbraio_05/sperma-attivita-fisica-tv_62d16714-6f7a-11e2-b08e-f198d7ad0aac.shtml

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L’abuso di anti-infiammatori può causare ulcera gastrica

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE FARMACI FARMACIA FARMACISTA BUGIARDINO BLISTER COMPRESSE CAPSULE PILLOLE FARMACOLOGIA ANTIBIOTICI ANSIOLITICI DROGHE DRUGS TERAPIA CHIMICA EFFETTI COLLATERALIL’ulcera gastrica è una soluzione di continuo della parete dello stomaco. Può variare da una semplice erosione della mucosa fino alla completa perforazione della parete. Tra i fattori socio-ambientali di rischio vanno ricordati il fumo di sigaretta, il consumo di sale, acidi grassi insaturi e in genere sostanze che stimolano la secrezione acida (caffè). Gli scienziati Robin Warren e Barry Marshall, entrambi Premio Nobel per la Medicina 2005, hanno dimostrato che la causa dell’ulcera gastrica è un batterio chiamato Helicobacter pylori, tuttavia un ruolo determinante nello sviluppo di tale patologia è l’uso di FANS.

I FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) tolgono il dolore, ma “bucano” lo stomaco, oltre ad essere un fattore di rischio per il reflusso esofageo, vomito e gastrite. I farmaci anti-infiammatori fanno “pagare” cara la loro prestazione, per questo l’attenzione del paziente deve essere rivolta anche agli effetti collaterali.

Specialmente se il paziente è italiano: noi italiani sembriamo avere una bassa sopportazione del dolore rispetto ai colleghi europei i quali usano i FANS con molta più parsimonia di noi. I FANS sono farmaci usati non solo come analgesici ma anche come antipiretici, per far abbassare la febbre. Il principio attivo da cui nacquero i FANS è l’acido acetolsalicilico, immancabile in ogni casa provvista di armadietto dei medicinali e che trovate sotto il nome più comune di aspirina. Lo stomaco, però, è a rischio. Motivo per cui ogni medico si raccomanda di assumere l’aspirina sempre dopo aver mangiato.

L’aspirina fu però solo il principio dell’avvento dei FANS nella storia dei farmaci e molte sono le molecole e i principi attivi di questi farmaci. Tutti con effetti collaterali, spesso molto seri. Se lo stomaco è il primo a mal digerire l’assunzione di fans, poi ci sono i reni, il cuore e la pressione sanguigna e le piastrine. Gli effetti collaterali, spiega Repubblica nell’inserto Salute, sono legati al meccanismo di inibizione delle prostaglandine:

Il danno è insito nella modalità d’azione dei FANS, che inibiscono in definitiva le prostaglandine, sostanze deputate a regolare il flusso sanguigno dell’organo. Esistono diverse classi di prostaglandine e la loro modulazione è complessa: in sintesi, quando vengono inattivate si riduce il flusso sanguigno nell’organo, Nel rene questa situazione determina una riduzione della filtrazione e della diuresi, con conseguente aumento del volume circostante (sovraccarico salino). La pressione sanguigna sale e il cuore si affatica.

Poi ancora la diminuzione del numero di piastrine nel sangue, le cellule che aiutano la coagulazione, la riduzione di leucociti neutrofili, tipologia di globuli bianchi, fino all’anemia con la diminuzione dei globuli rossi che trasportano ossigeno e ferro nel sangue.

Non va poi sottovalutata l’eventuale ipersensibilità e allergia al singolo principio attivo, che può causare orticaria, edema, rinite, asma e nei casi più gravi anche shock anafilattico. Infine c’è il fegato, che regola il metabolismo degli zuccheri e si occupa della rimozione delle sostanze tossiche nel sangue. Per lui i FANS rappresentano un carico di “lavoro” importante e affaticato altera i livelli di transaminasi.

Nonostante gli effetti collaterali siano seri e noti, in Italia nel 2012 è stato segnato un record di consumo di questi farmaci. Pubblicizzati e venduti anche nelle parafarmacie, svolgono il loro compito contro il dolore in modo efficace e tempestivo. Ma forse è bene ricordare cosa si rischia: la pillola andrà anche giù con lo zucchero, se volete attutire il colpo allo stomaco, ma il retrogusto sarà comunque amaro per chi esagera nel suo uso.

Elenco dei principali FANS presenti nel prontuario farmaceutico nazionale

Acido acetisalicilico: Asprina (Bayer); Cemirit (Bayer)
Celecoxib: Celebrex (Pfizer)
Diclofenac: Voltaren (Novartis)
Etoricoxib: Arcoxia (Merck Sharp & Dohme)
Fluriprofene: Froben (Abbott)
Ibuprofene: Antalgil (McNeil); Momento 200 (Angelini)
Indometacina: Indoxen (Sigma-Tau); Liometacen (Promedica)
Ketorolac: Toradol (Recordati)
Ketoprofene: Artosilene (Dompé Farmaceutici); Oki (Dompé)
Naprossene: Aleve (Bayer); Synflex (Recordati)
Nimesulide: Aulin (Recordati)
Paracetamolo: Efferalgan (Bristol Myers Squibb-F); Tachipirina (Angelini)
Parecoxib: Dynastat (Pfizer Healt-S)

I principali effetti collaterali e controindicazioni dei FANS

Gli effetti collaterali di questi farmaci sono in gran parte riconducibili all’inibizione da loro indotta della sintesi delle prostaglandine. Ne consegue che la più comune reazione avversa all’assunzione di FANS è la comparsa di disturbi a carico dell’apparato digerente, con insorgenza di nausea, vomito, bruciori gastrici e diarrea. Se l’uso diventa abituale o prolungato, si può avere la formazione di vere e proprie ulcere della mucosa gastrointestinale con possibilità di emorragie che possono essere lievi ma anche, in casi particolari, così gravi da richiedere un ricovero d’urgenza. Tali effetti indesiderati possono essere ridotti se l’assunzione per via orale del farmaco avviene dopo i pasti, quindi a stomaco pieno, oppure in associazione con antiacidi o farmaci ad azione protettiva sullo stomaco. Per lo stesso motivo è opportuno evitare la contemporanea assunzione di FANS ed alcol.

Pertanto, la somministrazione di FANS non è controindicata solamente nei casi di intolleranza individuale accertata, ma anche nei soggetti affetti da ulcera gastro-duodenale pregressa o in atto, con precedenti emorragie digestive, nelle malattie epatiche o renali croniche o infine nei pazienti in trattamento con anticoagulanti. E’ assolutamente necessario consultare il medico quando già si assumono altri farmaci (per evitare inopportune interazioni farmacologiche) ed anche quando il soggetto interessato è un bambino, una donna in gravidanza o in allattamento oppure in una persona che ha superato i 60 anni. E’ stato infatti ampiamente accertato che il rischio di effetti collaterali importanti aumenta con l’età e tale fenomeno sembra correlato essenzialmente al fatto che, con l’invecchiamento, le difese della mucosa gastrica e duodenale diminuiscono.

Altri fattori di rischio sono il consumo concomitante di cortisonici, la presenza di malattie come il diabete e alcune cardiopatie, il fumo e la durata del consumo del farmaco. Inoltre, l’associazione di più FANS, di FANS con aspirina e il tipo di farmaco adoperato possono influenzare la frequenza e la gravità dei danni all’apparato digerente. Per esempio, alcuni FANS, come piroxicam e il ketoprofene, comportano un maggior rischio di complicanze mentre l’ibuprofene e diclofenac sembrano meno dannosi. Va segnalato infine che l’ingestione di questi farmaci può determinare la comparsa di eruzioni cutanee su base allergica (prurito, rash, orticaria), vertigini, sonnolenza.

Ricordate: non state prendendo una caramella, ma un farmaco.

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Mal di testa? combattilo col sesso

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOIl sesso fa passare il mal di testa? Molto probabile. Lo rivela una ricerca scientifica tedesca che è stata pubblicata all’interno della prestigiosa rivista Cephalalgia, edita dalla Società internazionale delle cefalee.

Per giungere a questa conclusione, che di fatto renderebbe vana la classica frase “Stasera no, ho mal di testa” utilizzata per sottrarsi alle avances del proprio partner, i neurologi dell’Università di Munster hanno analizzato ben 400 pazienti affetti da emicrania e cefalea a grappolo, i quali erano in cura da più di due anni. Tra i volontari che avevano avuto rapporti sessuali durante un attacco di emicrania o cefalea, moltissimi hanno riferito che i sintomi apparivano del tutto alleviati. In un caso su cinque, poi, il dolore al capo sembrava del tutto scomparso, al punto che sopratutto gli uomini hanno spiegato di “utilizzare il sesso a mò di terapia”.

Sono varie le ipotesi messe in piedi al fine di spiegare questi risultati: una delle più accreditate, come dicono gli studiosi, assegna il merito al rilascio di endorfine nel corso dell’attività sessuale. Questi neurotrasmettitori sono agli antidolorifici naturali del nostro corpo e potrebbero agire sul sistema nervoso diminuendo o eliminando del tutto i sintomi del mal di testa. Gli studiosi dichiarano: “La maggior parte dei pazienti con emicrania o cefalea a grappolo non ha attività sessuale durante gli attacchi di mal di testa ma i nostri dati suggeriscono, tuttavia, che il sesso può portare a un alleviamento dei sintomi o alla loro scomparsa”

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Cos’è un attacco ischemico transitorio (TIA)? Impara a riconoscerlo e potrai salvare una vita, anche la tua

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOSiete a cena con degli amici ed uno di loro, all’improvviso, appare disorientato, non riesce a riconoscervi, ha difficoltà a muoversi o ad articolare le parole? Non sottovalutate mai questo tipo di evento anche se è durato solo per un tempo molto breve, specialmente se il vostro amico è in avanti con gli anni e magari è obeso, è iperteso e fuma. Si potrebbe trattare infatti di un attacco ischemico transitorio, anche chiamato TIA, e agire in fretta può salvare il vostro amico da deficit neurologici permanenti o peggio, dalla morte. Già, ma cosa è di preciso un TIA e come si riconosce? I nostri mezzi di informazione, ricolmi di programmi spazzatura, spesso mancano di informazioni veramente importanti come l’educazione alimentare, o quella sessuale o semplicemente nozioni come queste che possono salvare una vita. Cercherò oggi di spiegarlo in maniera semplice e accessibile a chiunque perché anche i “non addetti ai lavori” devono essere al corrente di tali informazioni.

Nel caso abbiate legittimi sospetti che voi o un vostro caro siate stati colpiti da TIA o ictus o emorragia cerebrale, leggete immediatamente questo articolo per sapere cosa fare: Ictus, emorragia cerebrale cerebrale e TIA: cosa fare e cosa assolutamente NON fare

Cos’è un attacco ischemico transitorio e chi colpisce?

Si definisce TIA (acronimo di “transient ischemic attack”, il modo anglosassone di chiamarlo) o attacco ischemico transitorio, un disturbo temporaneo di irrorazione sanguigna ad una parte limitata del cervello, e si manifesta con un deficit neurologico che permane, per definizione, per un periodo inferiore alle 24 ore: se i sintomi persistono per un tempo maggiore si parla di “ictus” (in inglese stroke). Il TIA, pur essendo una malattia ritenuta tipica nell’età avanzata, può colpire anche i giovani e, in alcuni casi, i bambini, tuttavia solo il 5,5% di tutti i TIA colpisce sotto i 45 anni di età.

Tipi di attacco ischemico transitorio e cause

L’attacco ischemico transitorio può essere di due tipi:

  • ischemico: dovuto alla stenosi (cioè alla chiusura parziale o totale) di un’arteria cerebrale (un vaso sanguigno che porta sangue al cervello). Tale restringimento patologico determina la drammatica situazione in cui le cellule che prima venivano nutrite da quell’arteria non sono più nutrite ed in brave tempo vanno incontro a necrosi (cioè muoiono, ciò è irreversibile). In questo caso si parla di ischemia cerebrale ed è la causa maggiore di TIA. Per quale motivo un’arteria si può chiudere del tutto o parzialmente? Le cause possono essere diverse, una tra le più diffuse è perché al suo interno si forma un trombo che chiude definitivamente un’irregolarità dell’arteria stessa (la placca ateromatosa): in questi casi si parla di trombosi cerebrale. Un’altra tipica causa di ostruzione si verifica quando l’arteria viene raggiunta da coaguli partiti da lontano (emboli), generalmente dal cuore o da placche delle arterie che portano il sangue al cervello: in questo caso si parla di embolia cerebrale.
  • emorragico: dovuto alla rottura di un’arteria cerebrale: In questi casi si parla di emorragia cerebrale (rappresenta una causa minore, ma non certo sottovalutabile, di TIA). Il fattore principale che determina l’ischemia emorragica è la pressione arteriosa troppo alta (ipertensione arteriosa) che determina turbolenze del flusso sanguigno che possono rompere vasi sanguigni normali o che hanno un problema di parete o che sono dilatati (questi ultimi sono detti aneurismi).

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Diagnosi di attacco ischemico transitorio

La diagnosi certa di avere avuto un attacco ischemico transitorio si ha solo di fronte a una tomografia computerizzata (TC) e, nel caso la TC sia risultata normale, una risonanza magnetica (RM) del cranio. La TC e la risonanza magnetica cerebrale sono i primi esami che si eseguono – insieme a quelli del sangue – dopo l’arrivo in ospedale perché sono i migliori per verificare sito e natura del disturbo, fornendo un’immagine dettagliata del cervello e dell’area colpita e mostrando eventuali segni di sofferenza ischemica. Altra tecnica diagnostica usata è l’angiografia cerebrale, che – grazie ad un mezzo di contrasto – consente di valutare il flusso sanguigno nei vasi arteriosi e venosi del collo e dell’encefalo. A supporto, può essere eseguito anche un ecocardiogramma, utile per accertare un’embolia cardiaca. Una volta definita la diagnosi è possibile stabilire la terapia più opportuna, che può essere sia farmacologica, che chirurgica.

Come i non addetti ai lavori possono riconoscere un TIA?

Ecco la parte più importante dell’articolo: una lista di sintomi che permettono il riconoscimento di un TIA, anche se – ovviamente – la sintomatologia è piuttosto variabile in quanto dipende dalla zona del cervello colpita, dall’estensione della parte interessata e dalla rapidità con la quale il vaso arterioso si chiude.

  • Frequentemente si ha una forma di debolezza o di completa incapacità a muovere una metà del corpo (braccio, gamba, faccia) e difficoltà a deglutire.
  • Se il lato colpito è quello destro alla paralisi motoria si aggiunge afasia, la non comprensione di ciò che viene detto e l’impossibilità a parlare.
  • Se il lato colpito è quello sinistro si ha agitazione, incapacità a rendersi conto del proprio stato o di riconoscere familiari o amici.
  • Se la parte colpita è quella posteriore del cervello i sintomi più evidenti sono legati alla vista (non si vede più da un lato o si ha una macchia scura nel centro del campo visivo).
  • Se è stata interessata un’ampia parte del cervello l’ammalato va rapidamente in coma e non risponde più ad alcuno stimolo.

Altri sintomi e loro significato:

  • Afasia: alterazione del linguaggio a vari livelli, comprensione, produzione, ripetizione, strutturazione. Il fenomeno quindi si può manifestare in vari modi: ad esempio può venire meno la capacità di riconoscere una parola o di scegliere la parola adatta. Una parola può essere sostituita con un’altra di significato diverso ma della stessa famiglia (ora invece di orologio), oppure può essere usata una parola sbagliata ma dal suono simile a quella giusta (zuccotto invece di cappotto), o una parola completamente diversa e senza alcun legame apparente con quella corretta; il disturbo inoltre può coinvolgere solo il parlato, la capacità di ripetere una frase, la strutturazione di un discorso di senso compiuto, o anche solo la capacità di scrivere.
  • Disartria: disturbo del linguaggio, nel quale si osserva un’errata pronuncia delle frasi
  • Emianopsia: perdita o alterazione della metà del normale campo visivo, su di un piano verticale od orizzontale
  • Emiplegia: paralisi di un lato del corpo
  • Mal di testa, molti addirittura riferiscono di un dolore improvviso e talmente forte da simulare una “pugnalata” nella testa.
  • Parestesia: alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo; un tipico esempio di parestesia è il formicolio, che si manifesta con una sensazione di pizzicorio alla pelle, come se vi passassero sopra delle formiche.
  • Perdita di coordinazione dei movimenti
  • Perdita di equilibrio
  • Vertigini: sensazione illusoria ed invalidante in cui il soggetto che ne è colpito avverte che il suo corpo o gli oggetti che lo circondano sono in continuo movimento oscillatorio.

Cosa fare se si sospetta un TIA o un ictus?

Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Ictus, emorragia cerebrale cerebrale e TIA: cosa fare e cosa assolutamente NON fare

Prevenzione di nuovi TIA

Superato l’evento, al soggetto viene indicata una opportuna strategia di prevenzione, che sonsiste principalmente in:

  • attività fisica adeguata a età e condizioni mediche generale;
  • alimentazione sana che preveda un buon apporto di acqua, vitamine e sali minerali e che soprattutto elimini grassi e sale;
  • abolizione del fumo e degli alcolici;
  • terapia farmacologica che prevenga la formazione di nuovi coaguli;
  • terapia farmacologica che controlli eventuali picchi pressori o aritmie che aumentano il rischio di nuovi attacchi;
  • controlli giornalieri della pressione sanguigna.

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Come alleviare i sintomi della Sindrome pre-mestruale?

MEDICINA ONLINE DONNA CORPO DOLORE TRISTE PANCIA MESTRUAZIONI CICLOI sintomi della sindrome pre-mestruale possono essere alleviati assumendo alimenti ricchi di ferro non-eme (cioè non legato a due proteine tipicamente presenti nella carne, l’emoglobina e la mioglobina) come ad esempio i broccoli. Anche i semi di sesamo e le albicocche secche ne sono ricchi. Per questo, i due alimenti sono i più indicati a ridurre il rischio di soffrire di dolori in vista del ciclo, vera e propria condanna mensile per molte donne.

Continua la lettura con https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/nutrizione/dolori-mestruali-ferro-broccoli/

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