Denominazione
PERIACTIN COMPRESSE/SCIROPPO
Categoria Farmacoterapeutica
Antistaminici per uso sistemico.
Principi Attivi
Ciproeptadina cloridrato anidra.
Eccipienti
Compresse 4 mg: lattosio, calcio fosfato, amido di patata, magnesio stearato. Sciroppo: saccarosio, glicerolo, alcool etilico assoluto, sodio benzoato, sodio saccarinato, essenza tutti frutti, essenza menta, acqua depurata.
Indicazioni
Trattamento acuto e cronico sintomatico delle pollinosi stagionali (riniti, congiuntiviti), dell’ orticaria e del prurito; rinite vasomotoria; alcune dermatosi allergiche quali: dermatiti compresa la neurodermatite e la neurodermatite circoscritta, eczema, dermatite eczematoide,dermatografismo, punture di insetti; trattamento coadiuvante delle reazioni generali da sieri e farmaci e dell’angioedema lieve e non complicato.
Controindicazioni/Eff.Secondar
La ciproeptadina non deve essere usata per la terapia di un attacco asmatico acuto; ipersensibilita’ verso gli antiistaminici; controindicato nei neonati e negli infanti prematuri, durante l’allattamento, neglianziani, nei pazienti in trattamento con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), nei portatori di glaucoma, di stenosi piloroduodenale, diipertrofia prostatica, di ostruzione del collo vescicale, di ulcera peptica stenosante e nei pazienti debilitati.
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Posologia
Il prodotto e’ disponibile in compresse e sciroppo. Una compressa contiene 4 mg di ciproeptadina cloridrato; 5 ml di sciroppo contengono 2 mg di ciproeptadina cloridrato. Il contenuto di un cucchiaino e’, in genere, equivalente a 5 ml. Tuttavia, poiche’ un cucchiaino da te’ puo’contenere da 4 a 7 ml, per evitare errori potenziali, si raccomanda l’impiego del misurino graduato. Non esiste uno schema posologico raccomandato per bambini di eta’ inferiore ai due anni. La posologia e’ individuale. Poiche’ generalmente l’effetto antiallergico di una singola dose si protrae per 4-6 ore, la posologia giornaliera deve essere frazionata in tre dosi quotidiane o con la frequenza necessaria per ottenere un sollievo costante. Adulti: la dose terapeutica varia da 4 a 20 mgal giorno. Per la maggior parte dei pazienti occorrono dai 12 ai 16 mg al giorno. Eccezionalmente possono essere necessari fino a 32 mg algiorno per produrre un sollievo adeguato. Si consiglia di iniziare con4 mg (1 compressa o 10 ml) tre volte al giorno ed, in seguito, di adattare la posologia alla corporatura e alla risposta individuale. La posologia non deve superare i 32 mg al giorno. Bambini (dai 7 ai 14 anni): la posologia e’ in genere di 4 mg (1 compressa o 10 ml) tre volte al giorno e puo’ essere regolata, se necessario, a seconda della corporatura e della risposta individuale. Qualora si rendesse necessaria un’ulteriore dose giornaliera, questa dovrebbe essere somministrata preferibilmente prima del riposo notturno. La posologia giornaliera complessiva non deve superare i 16 mg. Bambini (dai 2 ai 6 anni): si suggerisce di iniziare con 2 mg (mezza compressa o 5 ml) due o tre volte al giorno ed, in seguito, di adattare la posologia alla corporatura e allarisposta individuale. Un’eventuale ulteriore dose giornaliera che si rendesse necessaria dovrebbe essere somministrata prima del riposo notturno. La posologia giornaliera complessiva non deve superare i 12 mg.
Conservazione
Compresse 4 mg: non ci sono speciali precauzioni per la conservazione.Sciroppo: da conservarsi a temperatura non inferiore a + 10 gradi C.
Avvertenze
Il prodotto non e’ indicato nel trattamento delle affezioni delle basse vie aeree compresa l’asma bronchiale. Per i loro effetti anticolinergici gli antiistaminici debbono essere impiegati con molta cautela inpazienti con una storia di asma, di malattie cardiovascolari, di ipertensione arteriosa, di pressione endooculare elevata, di ipertiroidismoevitandone l’uso nei casi di maggior gravita’. Alle comuni dosi terapeutiche gli antiistaminici presentano reazioni secondarie, assai variabili da soggetto a soggetto e da composto a composto. Gli effetti degli antistaminici sono resi piu’ evidenti dagli ipnotici, dai sedativi,dai tranquillanti e da altre sostanze ad azione anticolinergica o ad effetto depressivo sul SNC, compreso l’alcool di cui e’, pertanto, sconsigliata l’assunzione durante la terapia. La terapia prolungata con antiistaminici puo’, raramente, causare discrasia ematica. L’uso degli antiistaminici puo’ mascherare i primi segni di ototossicita’ di certiantibiotici. Uso Pediatrico: la sicurezza e l’efficacia nei bambini aldi sotto dei due anni di eta’ non e’ stata stabilita. Particolare attenzione va posta nel determinare la dose nei bambini per la loro maggiore sensibilita’ verso gli antiistaminici. Un sovradosaggio da antiistaminici, specie nei lattanti e nei bambini puo’ dare allucinazioni, depressione del SNC, convulsioni e morte. Gli antiistaminici possono diminuire la capacita’ di attenzione; per contro, particolarmente nei bambini piu’ piccoli essi possono occasionalmente dare eccitazione.
Interazioni
Gli inibitori delle monoaminoossidasi prolungano ed intensificano glieffetti anticolinergici degli antiistaminici. Gli antiistaminici possono avere effetti additivi con alcool ed altri farmaci che deprimono ilSNC, come ad esempio ipnotici, sedativi, tranquillanti ed ansiolitici.
Effetti Indesiderati
L’effetto collaterale che si manifesta piu’ frequentemente e’ la sonnolenza. Molti pazienti che inizialmente lamentano sonnolenza, superanotale inconveniente dopo i primi tre o quattro giorni di somministrazione continua. Sistema nervoso centrale: sedazione, sonnolenza (spesso transitoria), capogiri, difficolta’ della coordinazione motoria, confusione, irrequietezza, eccitazione, nervosismo, tremore, irritabilita’,insonnia, parestesie, neuriti, convulsioni, euforia, allucinazioni, isteria, astenia. Apparato Tegumentario: manifestazioni allergiche di rash ed edema, iperidrosi, orticaria, fotosensibilita’. Sensi Speciali:labirintite acuta, offuscamento della visione, diplopia, vertigini, tinnito. Apparato Cardiovascolare: ipotensione, palpitazioni, tachicardia, extrasistoli, shock anafilattico. Apparato Emopoietico: anemia emolitica, leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia. Sistema Digestivo:secchezza delle fauci, dolore epigastrico, anoressia, nausea, vomito,diarrea, stipsi, ittero; la comparsa di disturbi epigastrici puo’ essere evitata somministrando il prodotto dopo i pasti. Apparato Genitourinario: poliuria, difficolta’ ad urinare, ritenzione urinaria, mestruazioni anticipate. Apparato Respiratorio: secchezza di naso e gola, addensamento delle secrezioni bronchiali, senso di costrizione toracica esibili respiratori, occlusione nasale. Altri: faticabilita’, brividi,cefalea. La comparsa di effetti collaterali puo’ richiedere un aggiustamento della posologia e, nei casi piu’ gravi, la sospensione della terapia.
Gravidanza E Allattamento
Durante la gravidanza, in ogni caso, il farmaco deve essere usato solo in caso di effettiva necessita’. In particolare si tenga presente chel’impiego di antiistaminici durante il terzo trimestre di gravidanza puo’ provocare effetti collaterali negli infanti prematuri e nei neonati, essendo questi particolarmente e sensibili verso tale gruppo di farmaci. Durante l’allattamento il prodotto e’ controindicato.
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La ionoterapia (o elettroionoterapia) è una terapia non invasiva usata nel campo della medicina riabilitativa a vari scopi, principalmente ridurre il dolore muscolare ed articolare tipico di molte patologie croniche ed accelerare i processi di guarigione di ferite e traumi.
L’epilessia è una condizione neurologica, solitamente cronica, in altri transitoria, caratterizzata da ricorrenti e improvvise manifestazioni con perdita della coscienza e – in alcuni casi – violenti movimenti convulsivi dei muscoli, dette “crisi epilettiche”. La crisi è causata dalla scarica improvvisa eccessiva e rapida di una popolazione più o meno estesa di neuroni che fanno parte della sostanza grigia dell’encefalo. L’aggregato di neuroni interessati dalla scarica viene definito “focolaio epilettogeno”. Se la scarica interessa tutta la superficie del cervello, si parla di crisi epilettiche generalizzate; se interessa solo una parte della superficie, si parla di crisi epilettiche focali (o parziali).
Un film di Denis Villeneuve. Con Jake Gyllenhaal, Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon, Stephen R. Hart. Thriller psicologico, durata 90 min. – Canada, Spagna 2013
Esistono alcune forme di tubercolosi (TBC) tendenzialmente resistenti al trattamento convenzionale con antibiotici. La tubercolosi resistente viene classificata come:
Durante la gravidanza, il bambino è ben protetto all’interno del sacco amniotico, e perciò non avverte nulla che possa disturbarlo durante il rapporto sessuale, a patto che i movimenti siano non troppo intensi. Addirittura il bimbo sembra che gradisca molto il massaggio ritmico e la sensazione di benessere che prova la mamma, dovuta al rilascio di endorfine che entrano subito nel circolo sanguigno della madre e quindi nel suo. Durante il rapporto il battito cardiaco rallenta e i suoi movimenti sono meno vivaci, come se rimanesse in attesa di qualcosa; subito dopo riprende a muoversi con più vigore di prima.
Ecco che anche quest’anno siete caduti nello stesso errore delle scorse estati: poche ferie e poco tempo per raggiungere una abbronzatura intensa, così vi siete esposti al sole in maniera esagerata fin dal primo giorno, pensando di guadagnare tempo. Invece vi siete ritrovati con un colore talmente tendente all’aragosta che la vostra foto è finita nelle enciclopedie mediche sotto la voce “eritema solare” e con la pelle talmente dolorante che la notte vorreste dormire in piedi, se fosse possibile! Cosa fare? Premesso che sarebbe meglio evitare di scottarsi, una volta che il danno è fatto, ecco alcuni consigli per dare un po’ di tregua alla pelle e soprattutto per evitare che la situazione peggiori ulteriormente e che ci si scotti nuovamente.
Una “ustione” è una lesione dei tessuti tegumentari (rappresentati da pelle ed annessi cutanei) provocata dall’azione di calore, sostanze chimiche, corrente elettrica o radiazioni. Una ustione può essere di varia entità a seconda di vari fattori, specie l’intensità della temperatura, la durata del contatto e lo stato fisico della sostanza ustionante (solida, liquida o gassosa). A seconda della gravità, le ustioni vengono distinte in primo, secondo,terzo e quarto grado.