Perché le donne perdono interesse nel sesso dopo il matrimonio?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO AMORE COPPIA SESSUALITA ATTRAZIONE PENETRAZIONE LETTOUn nuovo studio dimostra quello che molti già sapevano ma speravano fosse solo un luogo comune: in una relazione duratura la donna perde il desiderio sessuale mentre per l’uomo questo non avviene. La scoperta che potrebbe potenzialmente aiutare le coppie in quanto potrebbe incoraggiare entrambi i partner ad essere più realistici circa la loro vita sessuale, è il risultato di uno studio condotto da due ricercatori. I due scienziati, Sarah Murray e Robin Milhausen, dell’università di Guelph, Canada, hanno intervistato 170 donne diplomate e uomini di qualsiasi età che fossero coinvolti in una relazione da 1 a 9 mesi, di riportare i loro livelli di soddisfazione sessuale e sull’intensità del loro desiderio.

Le donne meno desiderose in base alla durata

I partecipanti si sono detti generalmente soddisfatti della loro vita sessuale, ma le donne hanno riportato un minor grado di desiderio sessuale in relazione alla lunghezza del rapporto. “Specificatamente, per ogni mese in più di relazione, il desiderio sessuale delle donne diminuiva dello 0.2% sul Sexual Function Index”, si legge nella relazione dei due ricercatori. In effetti, la durata delle relazioni sentimentali era un miglior indicatore del desiderio sessuale femminile rispetto alla tipologia del rapporto o alla soddisfazione sessuale.

Il desiderio diminuisce per tutti

Ma alcuni ricercatori ritengono che per entrambi, sia gli uomini che le donne, il desiderio sessuale diminuisce nel corso del tempo, nel momento in cui si passa dall’amore appassionato all’amore compassionevole. E’ una questione di assestamento ormonale. Secondo i teorici evolutivi il desiderio maschile dovrebbe restare alto per consentire loro di generare molti figli, mentre il calo del desiderio femminile dovrebbe diminuire principalmente a causa del fatto che la loro attenzione si sposta verso l’educazione dei figli. Come a dire che dopo il matrimonio la donna perde interesse per l’attività sessuale e si interessa più dei figli.

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Facebook è meglio del sesso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIPer qualcuno lanciarsi nell’universo dei social network può essere meglio del sesso. In fondo c’è tutto il mondo con cui intrattenersi, anziché uno solo partner, o anche più, ma insomma mai quanti se ne trovano nel flusso inarrestabile dei media sociali. Nonostante le differenze nell’esperienza, la pensa così il 42% dei partecipanti a uno studio dell’Università di Chicago, che ha dichiarato di non riuscire a resistere al richiamo del web, mentre Eros si deve accontentare dell’11% del campione. Ma non solo la carnalità soccombe alla tecnologia: Facebook e Twitter sarebbero ormai tentazioni più forti di sesso e sigarette. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science, secondo cui il desiderio di dare una sbirciatina al proprio profilo è molto più difficile da tenere a bada.

Continua la lettura su https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/stilidivita/2012/10/12/Facebook-Twitter-tentazioni-piu-forti-alcol-sesso_7619003.html

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Chi smette di fumare ingrassa perché cambia la sua flora intestinale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOQualche tempo fa avevo scritto l’articolo: Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare?

Vi consiglio di leggerlo perché analizzavo le cause secondo me più strettamente correlate all’aumento di peso nel periodo successivo all’ultima sigaretta. Ora però si è scoperto che c’è un nuovo imputato: la flora intestinale. La maggior parte degli ex-fumatori mette su un paio di chili dopo aver smesso con la sigaretta non per maggiore assunzione di calorie ma per un cambiamento nella composizione della flora intestinale. A dirlo, uno studio supportato dalla Swiss National Science Foundation e pubblicato su PLoS ONE da parte dello Zurich University Hospital. Dopo lo stop alle sigarette dopo per una serie di ragioni proliferano nell’intestino gli stessi ceppi batterici delle persone obese.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/13_agosto_30/smettere-fumare-ingrassare-dlora-intestinale_5efc8eca-1173-11e3-b5a9-29d194fc9c7a.shtml

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Le donne allo specchio vedono solo i loro difetti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA ROSSETTO SPECCHIO BELLEZZA TRUCCO MAKEUP LABBRA SPECCHIETTO NASO BOCCA LABBRA ESTETICA VISO CAPELLIChe una grande quantità di donne non si piacessero, soprattutto se poste dinanzi allo specchio, è una cosa nota e risaputa per chi ha esperienza nel campo dell’estetica. Che però, moltissime donne, di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, non vedano altro che i propri difetti, sarebbe stato veramente difficile da immaginare se i ricercatori del Dipartimento di Chirurgia Plastica ed Estetica della Facoltà di Medicina dell’Università di Ankara non avessero svolto, sul delicato ed interessante argomento, un approfonditissimo studio. Addirittura il 50% delle donne, stando a quanto dichiarato dai ricercatori dalle colonne della rivista scientifica Aesthetic Surgery Journal, noterebbe innanzitutto i propri punti deboli, soprattutto naso e pelle, e, addirittura il 48% del campione analizzato si vorrebbe sottoporre, nell’arco della propria vita, ad un intervento di chirurgia estetica.

I ritocchi, in particolar modo, riguarderebbero il naso, appunto, e il contorno occhi che, moltissime donne giudicherebbero tutt’altro che attraente. Il problema vero, però, sorgerebbe all’indomani della più o meno riuscita operazione di chirurgia plastica che, purtroppo, non riuscirebbe a soddisfare tutte le donne che ed esso, dopo molto rimuginare, alla fine si sottoporrebbero. Ciò avverrebbe, sempre stando a quanto sottolineato dai ricercatori di Ankara, poiché l’originario problema non sarebbe stato di natura estetica bensì psicologica giacché, almeno il 20% delle donne che giudicherebbero molto gravi i propri difetti estetici soffrirebbe dei più differenti disturbi psichiatrici.

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Filler di acido ialuronico per eliminare il dolore dei tacchi alti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PIEDI GAMBE PASSEGGIATA PAUSA RELAX SCARPA SCARPE TACCHI TACCO PUNTA POLPACCI TALLONEQualche tempo fa Sarah Jessica Parker, praticamente identificata a vita con il personaggio che l’ha resa celebre, la giornalista Carrie Bradshaw di Sex and the City, aveva pubblicamente detto addio ai tacchi che le avevano letteralmente rovinato i piedi. E dire che Carrie Bradshaw-Sarah Jessica Parker sbandierava una vera e propria adorazione nei confronti dei celeberrimi stiletti Manolo Blahnik o Jimmy Choo: quando l’attrice ha dichiarato al magazine americano Net-A-Porter che i suoi piedi non le consentivano più di indossare i tacchi alti che l’hanno resa famosa, è stato quasi uno choc.

Continua la lettura su https://www.stetoscopio.net/chirurgia-estetica/filler-per-eliminare-il-dolore-dei-tacchi-alti/

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La dieta senza glutine? Non fa dimagrire

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOGwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Miley Cyrus. Ma anche Rachel Weisz, Russell Crowe e Elisabetta Canalis. Sono in aumento le star attratte dalla dieta senza glutine, il regime alimentare per celiaci che rischia di diventare una moda per chi celiaco non è. Una dieta che, a sentire i vip di cui sopra, farebbe dimagrire ed essere più tonici. La Paltrow – autrice di due libri di ricette – ha escluso totalmente dalla propria alimentazione il glutine e predilige alimenti a basso apporto di carboidrati (video). Grazie alla dieta senza glutine (oltre che alla personal trainer delle star Tracy Anderson, che propone un programma aerobico che mixa danza a movimenti per tonificare i muscoli, una routine di esercizi al tappeto e – appunto – uno stretto regime dietetico), la Paltrow avrebbe perso senza alcuno sforzo i 16 chili presi durante la gravidanza del secondo figlio.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/nutrizione/13_agosto_19/paltrow-dieta-senza-glutine_b6c5f01e-08b4-11e3-abfd-c7cdb640a6bb.shtml

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Ritornare al lavoro dopo le vacanze: le 10 cose più stressanti e i consigli per evitarle

MEDICINA ONLINE DONNA LAVORO SCRIVANIA CARRIERALe ferie estive degli italiani durano meno di due settimane: in media solo 13 giorni. Neanche due weekend di fila in cui tutto lo stress accumulato durante l’anno lavorativo precedente si dovrebbe dissolvere tra cocktail colorati, passeggiate in montagna o lungo spiagge esotiche (per chi se le può permettere), in musei o locali alla moda con tanti colori e tanta musica. Siamo partiti per le vacanze pensando che ci saremmo risentiti ricaricati e pronti per ripartire di slancio al nostro ritorno. O almeno così credevamo!

Ed invece rieccoci qui, il costume da bagno è tornato nell’armadio, siamo alla nostra postazione di lavoro, davanti a noi c’è lo schermo del pc, noi guardiamo lui, lui guarda noi e quello che ci balena nella mente è che non abbiamo ancora iniziato a lavorare e già ci sentiamo più stressati di quando siamo partiti. Cosa ci succede? Ecco dieci tipiche situazioni stressanti ed i consigli per superarle per evitare di soffrire della fastidiosa Sindrome da stress da rientro.

1) Un milione di mail e di notifiche di Facebook

Vi ricordate quando neanche troppi anni fa, tornati dalle vacanze, ci si ritrovava con la cassetta della posta (quella vera) strapiena di cartoline, tasse da pagare e pubblicità? Passano gli anni e quella cassetta della posta non è più così piena ma solo perché parte della tua posta è diventata virtuale. Così capita che nella tua casella di posta ci sono così tanti messaggi non letti che ci metterai una mattina intera a leggerli: mail lavorative, link divertenti, spam, richieste di ogni tipo e non hai nessuna voglia di aprirle temendo che dentro si celi qualcosa che potrebbe stressarti e rendere ancora peggiore la prima giornata di lavoro. Ogni giorno nel mondo vengono inviate circa 150 miliardi di e-mail e ti senti come se fossero arrivate tutte a te. Consiglio: individua subito spam ed altre cose inutili ed eliminali subito, poi comincia con calma con la prima mail senza disperarti: chi ben comincia è a metà dell’opera, se invece perdi la testa ci metterai il doppio del tempo.

2) Tornare dalle vacanze la notte prima di andare a lavoro

Stare nel luogo di villeggiatura fino all’ultimo giorno di vacanza ti sembrava un’ottima idea, fino a quando non sei arrivato sul posto di lavoro distrutto dal viaggio di ritorno e siedi alla scrivania in stato catatonico. Qualcuno ti sta sottoponendo una questione e stai ancora pensando ai chilometri di coda in autostrada e al fatto che in questo preciso momento sarebbe stato meglio essere a casa, a letto e non sul posto di lavoro. Sono da poco passate le 11 del mattino e i più masochisti ritornano con la mente al giorno precedente, quando esattamente 24 ore prima stavano sorseggiando una coca cola ghiacciata sdraiati sul bagnasciuga di una spiaggia assolata ed ormai lontana. Consiglio: la prossima volta tornate a casa dalle vacanze due giorni prima rispetto al primo giorno di lavoro, non la notte prima!

3) Come si faceva una macro su Excel?

Ci avevi messo tanto a capire come funziona quel programma ed ora, in appena due settimane di ferie, non sai più neanche come si chiama. Non c’è nemmeno bisogno di dirlo, ma una volta tornati sul posto di lavoro ti sarai anche dimenticato tutte le password che ti servono per svolgere le tue mansioni. Il computer sulla tua scrivania non è un semplice dispositivo, è una bestia feroce che va domata a colpi di frusta, ma in questo momento sei impotente e credi di non riuscire a risolvere la situazione. Consiglio: mantenete la calma e vedrete che piano piano tutto tornerà familiare come quando torni a guidare una bici dopo dieci anni che non ci vai più. Per le password, scrivetevi quelle più importanti e nascondetele in casa in un luogo sicuro: il giorno prima di tornare a lavoro dategli una letta per rispolverare la vostra memoria.

4) Il tuo collega sta per partire e se ne va alle Maldive 

Sei appena tornato dalle vacanze fatte nel paese desolato dei tuoi nonni per risparmiare qualche soldo e il tuo collega ha appena cambiato l’immagine del desktop con la foto del posto spettacolare in cui passerà le vacanze e di fianco alla scrivania ha già pronto il bagaglio con cui partirà non appena finita la giornata lavorativa. Tu sei stato in una catapecchia di paese e lui andrà in un bungalow nel posto esotico che non potrai nemmeno mai sognarti. E sei tornato a lavorare. Consiglio: quando sei partito tu, lui è rimasto a lavorare quindi si “rosica” una volta per uno! Non invidiarlo, risparmia un po’ di più e l’anno prossimo gli manderai una cartolina dalle Seychelles.

5) Ma… dove mi trovo? 

L’alienazione è reale e ti senti completamente fuori contesto «Cosa ci faccio io qui? E chi sono tutte queste persone? Da come parla e da come lo guardano gli altri quello deve essere il capo, ma perchè continua a guardarmi e rivolgersi a me? Io qua non c’entro nulla, sono stato in vacanza fino a ieri». Consiglio: vai in bagno, sciacquati la faccia, datti un pizzicotto, prendi due caffè e torna a fare il tuo dovere!

6) Volevi fare tante cose ed invece 

Il famoso romanzo che avresti dovuto scrivere durante le ferie non è mai nemmeno stato cominciato, per non parlare della “settimana all’insegna del fitness” che ti eri riproposto di fare. Sei partito per la riviera romagnola perchè volevi andare a ballare al Cocoricò di Riccione e vedere il tramonto sul mar Adriatico e non ci sei riuscito, se non altro perchè il Cocoricò è stato chiuso per spaccio di droga e perchè sull’Adriatico al massimo puoi vedere l’alba e non certo il tramonto! Insomma sei stato in ferie, tante cose che volevi fare non le hai fatte e ora è tutto esattamente come prima. I soldi che avevi li hai spesi in vacanza e ti aspetta un settembre di ristrettezze economiche, visto anche il fatto che causa crisi economica non riceverai di sicuro un aumento di stipendio. Dopo aver avuto un assaggio di libertà ora sei al punto di partenza. Consiglio: la prossima vacanza organizzala meglio, scegli cosa vuoi fare ed una volta li, falla! E vai al Baia Imperiale che forse è pure meglio del Cocoricò!

7) Quanto erano buoni i cornetti dell’hotel  

Ritornare dalle vacanze significa anche rinuciare ai piccoli piaceri della vita di cui ci eravamo temporaneamente riappropriati. La punta di diamante è la colazione, che hai finalmente potuto rifare come ai bei vecchi tempi, cioè in tranquillità, senza stress, nè con il pensiero di doversi sbrigare perchè altrimenti rischi di arrivare tardi al lavoro. Ora invece sei tornato a trangugiare due biscotti inzuppati nel caffè mentre ascolti la radio e tieni d’occhio l’orologio. Consiglio: se proprio vuoi una colazione fatta con calma, svegliati dieci minuti prima e forse ce la farai!

8) Scarpe col tacco al posto degli infradito, giacca e cravatta al posto della t-shirt 

Per quindici giorni hai abbandonato abitudini e convenzioni, per non palrare dei calzini. Hai indossato pantaloncini corti (o gonne corte se sei una donna) e te ne sei andato in giro senza imbarazzo con quell’orribile cappello di paglia. Ora sei davanti allo schermo del computer con le scarpe eleganti (o delle scomodissime taccate se sei donna) e rimpiangi quelle infradito così comode. Consiglio: comprati delle scarpe comode e allenta un po’ il nodo della cravatta, so che sono consigli poco utili ma per l’abbigliamento c’è poco da fere!

9) La sveglia suona all’alba

Dormire a lungo e senza avere preoccupazioni per le scadenze è forse uno degli aspetti migliori della vacanza. Ciò rende ancora più difficile il rientro e i sogni sono interrotti bruscamente dal trillo della sveglia la mattina presto. Consiglio: i primi giorni dopo il rientro prendi dai 3 ai 5 mg di melatonina circa (si trova anche al supermercato sotto forma di compresse) mezz’ora prima di andare a dormire: il giorno dopo vi sveglierete più riposati e con più energie.

10) L’autobus non passa mai e c’è traffico sulla tangenziale  

Già di per sè il pendolarismo è terribile, ma diventa insopportabile quando, dopo due settimana di relax, ti trovi imbottigliato nel traffico o sui mezzi pubblici imbottiti di persone come se fossero un girone infernale. Consigli: la stessa strada percorsa alle 7 e mezzo è sempre più trafficata di quanto lo sia alle 7 e un quarto. Stesso discorso per i bus: più “tardi” si prendono e più sono pieni di gente. Partire in anticipo vi farà forse arrivare troppo in anticipo ma sempre meglio che arrivare al lavoro con lo sguardo da killer psicopatico!

Bentornati nella vostra vita e… buon lavoro a tutti noi!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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La crisi economica ci rende più stupidi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO TRISTE TRISTEZZA SUICIDIO DEPRESSIONE PAURA AIUTOL’Huffington Post ci parla di una ricerca condotta dall’università di Harvard, negli Usa, che dimostra come la povertà non intacchi solo la vita materiale degli individui ma danneggi anche la loro salute al punto da “stancare” il cervello e riducendo la sua attività.

IL DEFICIT COGNITIVO SCATENATO DALLA POVERTA’

A quanto pare le difficoltà economiche e le riflessioni su come sbarcare il lunario richiedono una tale energia mentale da ridurre le capacità di pensiero. Le preoccupazioni di carattere finanziario scatenano un deficit cognitivo quantificabile in una perdita di tredici punti di quoziente intellettivo -QI-, un dato uguale a coloro che passano la notte in bianco. Secondo gli scienziati i troppi pensieri “intasano” il cervello stancandolo e non permettendo più alla persona di poter valutare razionalmente le situazioni limitando la sua capacità di riflessione. Ed ecco perché chi è indebitato continua a contrarre prestiti, scatenando un circolo vizioso.

I POVERI NON SONO PIU’ STUPIDI

Il professore di economia dell’università americana e curatore dello studio, Sendhil Mullainathan, ha spiegato che il risultato dimostra che “quando si vive in povertà, la capacità cognitiva si riduce. Non è vero che i poveri siano più stupidi. Abbiamo solo dimostrato che la stessa persona, più povera, ha maggiori difficoltà nell’elaborare un pensiero rispetto a quando è economicamente soddisfatta”. Per arrivare a questo risultato il professor Mullainathan ha condotto una serie di esperimenti tra Usa ed India per far luce sui costi mentali della povertà scegliendo a caso persone povere e chiedendole come avrebbero pensato di risollevare la loro situazione finanziaria.

LA RICERCA

Contestualmente, i volontari si sono sottoposti ad un esame del quoziente intellettivo. Il gruppo è poi stato diviso tra “ricchi” e “poveri” in base al loro stipendio annuo, compreso tra 20 mila e 70 mila dollari. I risultati hanno dimostrato che non c’è molta differenza tra coloro che stanno bene e quelli che soffrono di piccoli problemi. Se invece venivano messi di fronte ai loro guai, ecco che il risultato è peggiorato. Secondo i ricercatori, la reazione del cervello è legata ad un processo scatenato dalla “scarsezza” di risorse, siano queste economiche, alimentari e sociali.

UNA VITA PRIVA DI ALTERNATIVE

Secondo il professor Eldar Shafir, membro del team di studiosi, la povertà ha un impatto a lungo termine sulla mente umana: “Quando sei povero non puoi dire di averne abbastanza, di dimenticare il proprio pasto o di non dar da mangiare ai figli o pagare l’affitto. Questi pensieri, messi insieme, non fanno altro che appesantire il cervello anche perché le soluzioni sono molto limitate, quando non ci sono proprio. Per questo -conclude Shafir- le persone, messe con le spalle al muro, cercano soluzioni immediate sbagliando perché non riescono a valutare le conseguenze”.

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