Almaz Ayana riscrive la storia dell’atletica: oro e record nei 10.000 metri

MEDICINA ONLINE Almaz Ayana riscrive la storia oro e record nei 10.000 OLIMPIADI GAMES ATLETICA RECORD MONDIALE CORSARIO DE JANEIRO –  Il primo acuto di questi Giochi. Assoluto. Stupefacente. L’atletica si presenta con un colpo da maestra, di quelli che addirittura dispiace arrivino così presto, di mattina, in uno stadio mezzo vuoto. E oltretutto quel po’ gente che c’era non dava l’impressione di apprezzare adeguatamente lo spettacolo, come se i presenti, chiassosi ma distratti, non si rendessero conto di ciò che stava accadendo sotto i propri occhi, di cosa stava maturando un giro dopo l’altro, del fatto che una ragazza etiope di 24 anni stava cucendo la storia su questa pista, colpa anche dell’altoparlante che continuava a invitare a prestare attenzione all’eptathlon (non ce ne vogliano Ennis e compagne).

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Frederick Treves, il medico che salvò la vita a Joseph Merrick

MEDICINA ONLINE FREDERICK TREVES DR JOSEPH MERRICK THE ELEPHANT MAN UOMO ELEFANTE SINDROME DI PROTEO GIGANTISMO GH ACROMEGALIA FROM HELL JACK RIPPER STORIA MALATTIA MORTE STORIA VERA.jpgQuesta storia comincia il 5 agosto 1869, quando a Leicester nasce Joseph Merrick. Per una malattia che oggi è stata identificata come sindrome di Proteo, il corpo di Joseph era quasi interamente deformato, tale che il suo aspetto risultava grottesco al punto che veniva da tutti chiamato “uomo elefante” (la sua storia è narrata nel meraviglioso film “The Elephant Man” di David Lynch, che vi consiglio di vedere, oltre ad apparire nel film “From hell – La vera storia di Jack lo squartatore“). Quando era piccolo subì anche una brutta caduta e si ruppe la gamba sinistra: la famiglia, essendo povera, non poté pagare le cure mediche, così Joseph dovette rassegnarsi a vivere con la gamba storpia non solo per effetto della malattia, ma anche per la frattura che non si era mai del tutto risanata.

Sua madre morì quando lui era ancora piccolo e la matrigna che prese il suo posto lo cacciò di casa: era solo un bambino e finì letteralmente per strada, solo, malato, di aspetto ripugnante e senza un soldo. Riusciva a racimolare di che vivere mostrandosi al circo come fenomeno da baraccone e la sua vita era un continuo venir guardato male e deriso da chiunque lo incontrasse. Joseph aveva un carattere mite, dolce e socievole, tuttavia veniva allontanato da tutti e guardato con paura e disgusto a causa del suo aspetto deforme. Il giovane passò lunghi anni da solo, triste, senza cure mediche, a convivere con una malattia che gli impediva anche solo di guardarsi allo specchio.

Un giorno si trovava a girare senza meta alla stazione ferroviaria di Londra, solo e malato di una brutta infezione ai polmoni, quando per puro caso incontrò un chirurgo chiamato Frederick Treves. Frederick fece un gesto semplice ma straordinario: al contrario di chiunque altro, si avvicinò a lui e iniziò a parlargli chiedendogli se avesse bisogno di un aiuto. Presosi a cuore la tristissima situazione del giovane, il medico riuscì a fargli ottenere gratuitamente un posto fisso in una stanza dell’ospedale di Whitechapel di Londra, divenuto in seguito Royal London Hospital ed ancora esistente oggi. Joseph, grazie a quella sistemazione, visse gli anni più sereni della sua vita, venendo curato all’ospedale dove viveva lontano da sguardi indiscreti e maligni ed avendo la possibilità di coltivare la sua passione: scrivere componimenti in prosa ed in poesia. Tutto grazie a Frederick Treves.

Ti ringrazio Frederick per ricordarmi che l’umanità, per un medico, è la prima ed insostituibile qualità. Sento tanti miei amici dire che il loro mito è un calciatore, o una star del cinema. Il mio mito è invece Frederick Treves, l’uomo che superò l’aspetto fisico e arrivò al cuore, salvando la vita dello sfortunato Joseph Merrick.

“Mai. Oh, mai. Niente morirà mai. L’acqua scorre. Il vento soffia. La nuvola fugge. Il cuore batte… Niente muore.”
Nothing Will Die di Alfred Tennyson, frase citata nel film The Elephant Man.

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Menez, infortunio choc: tagliato di netto l’orecchio. Oggi l’operazione chirurgica

Ieri il terribile incidente all’orecchio durante l’amichevole con il Lorient, oggi l’intervento chirurgico. Un brutto avvio di avventura a Bordeaux per l’ex calciatore della Roma Jeremy Menez, che stamattina si è sottoposto ad un’operazione per salvare l’orecchio destro, reciso di netto da una scarpata fortuita di un avversario.

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Arnold Schwarzenegger diventa vegano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO Arnold SchwarzeneggerUna decisione che non poteva passare inosservata: Arnold Schwarzenegger è diventato vegano. Lo ha confermato all’aeroporto di Los Angeles, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse davvero convinto della sua scelta. L’attore ed ex governatore della California ha detto di averlo fatto per la sua salute, per proteggere gli animali e per proteggere il pianeta.

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Il sorriso di suor Cecilia, un attimo prima di morire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SORRISO SUOR CECILIA PRIMA DELLA MORTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPuò bastare una fotografia di una donna sofferente ma sorridente a scatenare i sentimenti di un popolo intero? Si, può.

Fino alla settimana scorsa nessuno conosceva suor Cecilia Maria. Era da tempo su un letto d’ospedale di Santa Fè in Argentina dove lottava contro un cancro alla lingua, la religiosa, appartenente alle carmelitane scalze della cittadina sulle rive del Paranà. Ha ricevuto le visite delle consorelle e dei parenti. Come un qualunque malato. Come un qualunque essere umano in cerca di affetto e comprensione nel momento più drammatico della propria esistenza: la malattia terminale. Stava per morire, ma affrontava il suo destino con fede e… sorridente. La foto che vedete, un attimo prima di morire, ha fatto il giro del mondo, dando un messaggio di amore specie tra i malati terminali e i loro familiari: si può essere sereni in un momento così tragico dell’esistenza umana.

La dolcissima suor Cecilia aveva appena 42 anni. Entrò nella clausura carmelitana a 26 anni, poco dopo il conseguimento del diploma di infermiera nel 2003. Nulla sappiamo della sua vita dietro le grate del monastero di Santa Teresa e San Giuseppe se non che suonasse il violino e fosse sempre allegra, sorridente. Come nei suoi ultimi istanti di vita.

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Ecco come funzionano i controlli antidoping: il caso Schwazer

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PRELIEVO SANGUE LABORATORIO ANALISI DEL SANGUE ANEMIAShock nel mondo dell’atletica leggera italiana. In pieno fermento pre-Olimpiadi (i giochi cominceranno a Rio il 5 agosto prossimo), una bufera si è appena abbattuta, per la seconda volta, sul marciatore altoatesino Alex Schwazer. Stando a quanto ha riportato oggi La Gazzetta dello sport, infatti, lo sportivo – già squalificato per 3 anni e 9 mesi per la positività all’Epo riscontrata prima dei Giochi di Londra 2012 e da poco tornato ad allenarsi e gareggiare in vista delle Olimpiadi di Rio – sarebbe risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping, effettuato a Vipiteno il primo gennaio scorso su disposizione della International Association of Athletic Federations (Iaaa), l’ente internazionale che si occupa di atletica leggera.

Continua la lettura su https://www.wired.it/scienza/medicina/2016/06/22/caso-schwazer-controlli-antidoping/

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Come si svolgono i controlli
Appena l’atleta viene informato di essere stato selezionato per un controllo, questi viene identificato e affiancato, fino al termine dei prelievi dei campioni, da un funzionario del Nado incaricato di vigilare sulla condotta corretta (per evitare che, per esempio, l’atleta possa inquinare il campione, o sostituirlo, o ritardare troppo il prelievo).

I prelievi dei campioni di sangue e urina sono strettamente regolamentati in modo tale da non compromettere la sicurezzadell’atleta e, contemporaneamente, l’affidabilità dei test. Le modalità di prelievo del sangue, in particolare, sono descritte in estremo dettaglio: “Il Bco provvede a detergere l’epidermide utilizzando un batuffolo d’ovatta imbevuto con disinfettante sterile in corrispondenza di una zona che non influisca negativamente ai fini della prestazione dell’atleta, applicando, ove necessario, un laccio emostatico. Il Bco procede al prelievo del campione ematico da una vena collocata in superficie, facendo defluire il sangue nel contenitore di raccolta definitivo. Il laccio emostatico, ove applicato, deve essere rimosso non appena l’ago è penetrato”.

Qualche numero
Ogni anno, la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del ministero della Salute pubblica un rapporto sui risultati dell’attività antidoping svolta nei dodici mesi precedenti. Stando all’ultimo rapporto, nel 2015 sono stati eseguiti 177 controlliprogrammati, che hanno coinvolto 860 atleti, di cui 591 maschi (68,7%) e 269 femmine (31,3%) con un’età media di 27,6 anni (28,2 per i maschi e 26,1 per le femmine). Di questi, 25 sono risultati positivi, con una sostanziale differenza di genere, pari al 3,4% per gli uomini e 1,9% per le donne. La percentuale più elevata di principi attivi rilevati dai controlli appartiene alla classe degli agenti anabolizzanti (vedi sotto), con il 34,1%, seguiti da diuretici e agenti mascheranti (14,6%) e corticosteroidi (14,6%).

Le sostanze
La categoria più diffusa di sostanze dopanti è quella dei cosiddetti agenti anabolizzanti, tra i quali spiccano testosterone e derivati (nandrolone e stanozololo su tutti), che aumentano massa muscolare potenza mimando il comportamento naturale dell’ormone sessuale maschile.

Le prestazioni possono aumentare fino al 40%, ma gli effetti collaterali comprendono crescita anomala delle ossa lungheazoospermiaimpotenzaipervirilizzazione, danni al sistema cardiocircolatorio e tumori al fegato. Esistono poi gli ormoni proteici (di cui fa parte l’Epo, o eritropoietina),  sostanze che stimolano la produzione di globuli rossi, migliorando così la disponibilità di ossigeno nel sangue e la resistenza fisica, ma aumentando contemporaneamente il rischio ictus infarto. E ancora, gli stimolanti, i narcotici e le enmotrasfusioni, che rispettivamente agiscono sul sistema nervoso centralediminuiscono la soglia del dolore e aumentano l’emoglobina nel sangue.

Infine, una menzione particolare è da riservare alla nuova frontiera del doping genetico, la modifica del DNA degli atleti per migliorarne le prestazioni. Un settore di cui ancora si sa molto poco, ma che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso nel prossimo futuro.

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Samantha Cristoforetti è il vero 8 marzo

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma SAMANTHA CRISTOFORETTI SPAZIO TERRA RIENTRO ATTERRAGGIO 8 MARZO FESTA DONNA ASTRONAUTA Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologiaSamantha Cristoforetti è arrivata a terra assieme al suo record mondiale di permanenza consecutiva nello spazio. Ecco la vera donna italiana che ci deve rappresentare nel mondo, ecco il vero 8 marzo!

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Samantha Cristoforetti astronauta da record mondiale: è la donna con la più grande permanenza consecutiva nello spazio!

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma SAMANTHA CRISTOFORETTI RECORD MONDIALE PERMANENZA SPAZIO DONNA Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologiaSamantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana della storia e 59esima di sempre (tra le donne), oggi è entrata definitivamente nella storia spaziale internazionale superando il precedente record mondiale: Samantha è la donna che ha trascorso consecutivamente più giorni nello spazio. L’11 giugno quando rientrerà sulla Terra chiuderà una missione di lunga durata di complessivi 199 giorni che migliorano il precedente record appartenuto alla 49enne statunitense dell’Ohio, Sunita Williams che tra il dicembre del 2006 ed il giugno 2007 aveva trascorso 195 giorni.

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