Occhi rossi, forse è congiuntivite

congiuntivite collirio occhioLa congiuntivite, la causa più frequente di occhio rosso, è un’infiammazione dello strato mucoso più esterno che riveste la sclera dell’occhio e la superficie interna della palpebra.[1] Essendo il tessuto più esposto agli agenti esterni, può andare incontro ad infiammazione in seguito ad infezioni (batteri, virus, miceti, chlamydia, protozoi), a disfunzioni del film lacrimale precorneale, a reazioni allergiche e a contatto con sostanze o vapori irritanti o tossici.[2] Oltre al colorito rossastro caratteristico, si possono associare fastidiosi sintomi quali dolore, bruciore e prurito. L’occhio interessato può presentare aumento della lacrimazione e apparire “bloccato” da secrezioni muco-purulente. Può verificarsi inoltre un gonfiore sulla parte bianca dell’occhio (chemosi congiuntivale), soprattutto in presenza di reazioni allergiche. Il prurito oculare è il sintomo più comune nei casi dovuti ad allergia.[4] La congiuntivite può interessare uno o entrambi gli occhi.

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I sintomi

I sintomi della congiuntivite sono:

  • secrezioni presenti:
    • a) muco
    • b) membrane
    • c) pus (biancastro o giallastro)
  • scarsa lacrimazione
  • fotofobia
  • prurito
  • gonfiore delle palpebre
  • oscuramento parte superiore o inferiore delle palpebre (come le occhiaie)
  • forte lacrimazione
  • livello di iperemia congiuntivale:
    • a) lieve
    • b) medio
    • c) forte
  • edema della congiuntiva
  • perdita di trasparenza della congiuntiva
  • capillari neoformati
  • schiuma irritante in prossimità del margine palpebrale inferiore e della carnucola
  • presenza di papille
  • presenza di follicoli.

Le cause

Le possibili cause della congiuntivite, sono:

  • Allergie
  • Infezioni virali
  • Infezioni batteriche
  • Azione corrosiva da sostanze chimiche o da corpi estranei entrati nell’occhio
  • Congiuntivite del neonato che è determinata da ostruzione del dotto lacrimale

Le congiuntiviti virali e batteriche sono contagiose. La più pericolosa è la forma batterica che interessa soprattutto chi usa lenti a contatto e bambini.

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La terapia

La terapia specifica è relativa alla causa a monte della congiuntivite:

  • la congiuntivite allergica si cura con colliri antistaminici e decongestionanti,
  • la congiuntivite batterica si cura con colliri o creme antibiotiche.

Per dare sollievo all’occhio, si possono fare impacchi con la camomilla usando cotone idrofilo sterile. Soprattutto nelle forme batteriche è importante lavarsi bene le mani dopo aver toccato gli occhi.

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Eczema: pelle arrossata con bolle, crosticine e prurito

eczema cure pelle lente cuteUn eczema (dal greco ἔκζεμα, derivato di ἐκζέω, «ribollire»), o dermatite eczematosa, è per definizione una reazione dermica infiammatoria (dermatite) pruriginosa e non infettiva. La patologia ha una patogenesi a carattere immunitario-irritativo.

Eziologia

Le cause sottese allo sviluppo dell’eczema non sono ancora state completamente chiarite, ma si suppone che comprendano una coesistenza di cause ambientali e cause genetiche.

A livello ambientale, l’eczema è stato ricollegato alla cosiddetta ipotesi dell’igiene, assieme a quanto avvenuto con l’asma[1]: l’eczema sarebbe quindi dovuto al miglioramento delle condizioni igieniche moderne e alla mancata interazione con gli antigeni ambientali presenti nello “sporco”, che determinerebbe una maturazione incompleta del sistema immunitario e una sua risposta abnorme verso alcuni antigeni, e quindi una maggior diffusione delle allergie. Lo sviluppo di eczema è stato associato ad alterazioni genetiche e della proteina filaggrina, in particolari alle varianti genetiche OVOL1, ACTL9 e IL4-KIF3A.

Sintomatologia

L’eczema può presentarsi come un insieme di piccole macchie rosse, oppure come gruppi di foruncoli infiammati o anche come placche umide e rilevate. Se è di tipo progressivo la malattia comincia con una piccola macchia rossa e progredisce poi con una serie di macchie più grandi a volte coperte di croste. L’eczema provoca prurito; tuttavia, il grattarsi determina un peggioramento della situazione, anche se temporaneamente il paziente può sentire un senso di sollievo. L’eczema è la più comune delle malattie della pelle. Può instaurarsi a qualunque età ed in persone apparentemente sane. Talvolta, l’eczema insorge perché la pelle è venuta in contatto con sostanze irritanti, soprattutto durante il lavoro. Per questo, sono particolarmente soggette all’eczema gli estetisti, i barbieri, i panettieri, i tipografi e coloro che lavorano nelle industrie chimiche. In altri casi, invece, può essere determinato da reazioni dell’organismo, che si manifesta particolarmente sensibile a certi generi di cibo quando il soggetto soffre di allergia alimentare. L’eczema è quindi una manifestazione allergica. La malattia può apparire in qualunque parte del corpo, ma con maggiore frequenza si instaura sulle mani, sulle gambe, sui piedi e sulle orecchie. L’eczema spesso non scompare facilmente e, in questo caso, si deve seguire un particolare regime alimentare o si deve evitare il contatto con la sostanza che lo ha provocato.

Complicanze

Le complicanze che possono nascere nelle forme di eczema sono infezioni che si aggiungono al quadro clinico preesistente, può manifestarsi eritrodermia, mollusco contagioso, verruche.

Diagnosi

La diagnosi si basa essenzialmente su anamnesi ed esame obiettivo. Nei casi più dubbi, è possibile eseguire una biopsia cutanea. Non è infrequente che l’eczema possa essere scambiato per una allergia alimentare.

Terapia

Il trattamento dipende dalla forma: possono essere somministrati cortisonici, steroidi ad uso topico, emollienti, idratanti per la pelle. Nei casi più gravi prednisone 1 mg/kg al giorno, PUVA terapia.

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Aiuto dottore, ho un ritardo delle mestruazioni!

TESTA DONNA TRISTE MAL DI TESTALe mestruazioni che ritardano possono rendere contentissime alcune donne (che provano magari da mesi a rimanere incinte) o possono fortemente intimorire altre (che hanno paura di una gravidanza indesiderata).

Il nostro corpo è una macchina che rasenta la perfezione, tuttavia – come potranno confermare le lettrici – un ritardo delle mestruazioni non è affatto un evento raro nella vita di una donna in età fertile. Le cause che possono provocare il ritardo delle mestruazioni, anche quando il ciclo sia fondamentalmente regolare, possono essere tra le più svariate, nella maggior parte dei casi non di origine patologica. Fenomeni transitori in cui la mestruazione salti o arrivi con settimane di posticipo, possono verificarsi anche per condizioni di particolare stress o a seguito di periodi emotivamente impegnativi. Naturalmente, quando una donna è in ritardo con le mestruazioni, una gravidanza è la prima cosa a cui possa pensare qualora abbia avuto rapporti sessuali non protetti, ma si tratta solo di una delle tante possibilità da vagliare. Ad esempio, subito dopo il menarca, che è il termine medico che indica la prima mestruazione in assoluto di una donna, è normalissimo che il ciclo non sia subito regolare, ma che tenda a “saltare” o a ritardare, prima di assestarsi in maniera definitiva. Per questo motivo ci si comincia a preoccupare di un ciclo “ballerino” a partire almeno dai 18 anni. Vediamo tutte le possibili cause.

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Gravidanza

Come abbiamo visto, uno dei sintomi tipici della gravidanza è proprio il ritardo delle mestruazioni. Ogni donna conosce, o dovrebbe conoscere, i ritmi del proprio corpo, per questo chi abbia un ciclo sempre perfettamente regolare, potrà sospettare di essere rimasta incinta anche con mestruazioni in ritardo di una sola settimana. Più in salita il discorso per le donne il cui ciclo mensile sia sempre irregolare, perché in questo caso probabilmente dovrà attendere più tempo per cominciare a rendersi conto che i segnali che il suo corpo le lancia sono collegati proprio ad un avvenuto concepimento e finalmente correre a fare il test di gravidanza. Talvolta, nelle donne che desiderano spasmodicamente diventare mamme, il ritardo delle mestruazioni porta sovente ad un test negativo, perché anche se il corpo sembra dare tutti i sintomi della gravidanza, in realtà si tratta solo di una suggestione. In generale, per chi non stia cercando un bambino, attenzione ai metodi anticoncezionali poco sicuri. Un ritardo delle mestruazioni dopo un coito interrotto, ad esempio, potrebbe indicare davvero un bebè in arrivo, perciò state sempre molto attente e cercate di utilizzare contraccettivi che vi proteggano dalle gravidanze indesiderate.

Disturbi della tiroide

Disturbi della tiroide, la ghiandola endocrina che si trova nella nostra gola, sia che si tratti di iper-tiroidismo che di ipo-tiroidismo, possono dare come sintomo proprio un ritardo delle mestruazioni. In questo caso, addirittura si arriva ad un fenomeno chiamato oligomenorrea, ovvero poche mestruazioni in un anno, sintomo di una ridotta attività ovarica. Si tratta di un disturbo che può essere curato grazie ad una integrazione ormonale sostitutiva che “rimette” in sesto anche il ciclo, oltre a tutte le altre funzioni fisiologiche legate all’attività della ghiandola tiroide, ma è importante porvi riparo quanto prima per non compromettere la fertilità.

Dimagrimento e disturbi dell’alimentazione

Oscillazioni di peso, diete drastiche, dimagrimenti da stress e infine disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia possono incidere sul ciclo mestruale provocandole forti ritardi fino – nei casi limite – all’amenorrea, ovvero la cessazione completa. E’ importante, quindi, qualora si desideri perdere peso, affidarsi ad un bravo dietologo che stabilisca il fabbisogno calorico indispensabile per non compromettere l’attività ovarica della donna, e quindi la sua fertilità.

Stop della pillola contraccettiva

Un ritardo delle mestruazioni può verificarsi quando si smette la pillola. Infatti quando le ovaie sono state messe “a riposo” per tanto tempo (spesso anni in cui la donna abbia assunto continuativamente la pillola contraccettiva), ci impiegano un po’ di tempo prima di rimettersi in pari, diciamo così. Bisogna comunque stare attente in queste fasi delicate di passaggio, perché anche se il ciclo è ancora irregolare, un’ovulazione è sempre possibile, e di conseguenza anche una gravidanza.

Altre cause

Spesso e volentieri un ritardo delle mestruazioni si verifica dopo l’estate. E’ un fenomeno noto a molte donne, che non ha nessun significato specifico se non un piccolo scombussolamento o riassestamento ovarico legato al caldo e al ritmo stagionale. Nulla di cui preoccuparsi. Qualche volta, poi, il ritardo delle mestruazioni avviene senza altri sintomi, e allora possiamo senza dubbio pensare che si tratti di un problema legato alla nostra emotività. Nelle donne molto sensibili, infatti, le vicende personali possono influire sulla regolarità del ciclo, alterandolo. Emozioni intense, nuovi amori, fine di amori, stress (anche positivo), viaggi e spostamenti continui, persino un trasloco possono portare ad un ritardo del ciclo. Tuttavia, se il ritardo si prolunga oltre i tre mesi, è sempre meglio rivolgervi al vostro medico.

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I pomodori aiutano a proteggere la salute del cuore

Pomodori salute cuoreI pomodori fedeli alleati in cucina, ma del nostro cuore ancor di più. Non in senso romantico naturalmente (anche se gli effetti di una buona pasta al pomodoro, gustata al lume di candela con il partner giusto non sono da sottovalutare) e neppure gastronomico, ma in senso strettamente medico. Tutto merito del licopene, una preziosa sostanza antiossidante dalle mille virtù, in grado di ridurre il colesterolo LDL (quello che viene anche chiamato “colesterolo cattivo”) e capace di controllare la pressione arteriosa e quindi utilissima per donare immensa salute al nostro apparato cardiovascolare.

Una protezione che possiamo garantirci semplicemente mangiando almeno un pomodoro al giorno, o il quantitativo pari a 25 mg circa di licopene contenuto sia nell’ortaggio fresco che nel succo o nel concentrato. A confermare ulteriormente studi precedenti che già avevano messo in luce le proprietà del pomodoro, arriva ora una ricerca australiana condotta dagli studiosi dell’Università di Adelaide, coordinati dalla dott.ssa Karin Ried.

Mettendo insieme i risultati di 14 studi precedenti e analizzando i risultati collettivi, i ricercatori hanno stabilito che: “(…)Se si assumono 25 mg o più di licopene al giorno, questo può ridurre il colesterolo LDL fino al 10%. Questo è paragonabile agli effetti offerti da basse dosi di farmaci comunemente prescritti per le persone con colesterolo elevato, ma senza gli effetti collaterali di questi farmaci, che possono includere dolore muscolare, debolezza e danni al sistema nervoso”.

Queste le parole della Ried, la quale ha anche confermato che un alto consumo di licopene (pomodori tutti i giorni, anche sotto forma di sughi freschi), riduce il rischio di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare tra cui infarti e ictus.

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Il freddo aggredisce i tuoi occhi, i consigli per prendersi cura di loro

occhi cura vistaForse molti di voi non lo sanno, ma con l’arrivo in Italia del freddo rigido di questi ultimi giorni, si fa ancora più importante la cura dei nostri occhi. Il motivo? Gli occhi soffrono con temperature così basse.
Una ricerca realizzata dall’Istituto YouGov con il contributo del Gruppo Carl Zeiss (leader mondiale nel settore ottico e optoelettronico), conferma che ben il 32% degli italiani considera la propria capacità visiva al pc “discreta” o addirittura “meno che soddisfacente”. Da questa consapevolezza dovrebbe nascere anche l’esigenza di sottoporsi annualmente a dei controlli della vista, ma purtroppo sono in pochi a farli anche se necessari. La stessa Commissione Difesa Vista ne sottolinea l’importanza per capire lo stato della propria vista e, nel caso, fare in modo di migliorarla.
Gli esperti della Carl Zeiss Vision hanno steso un “decalogo per proteggere la vista”, contenente dei preziosi consigli, che tutti noi dovremmo seguire per il benessere dei nostri occhi.

1. Sottoporsi regolarmente a una visita medica specialistica di controllo, che comprenda anche l’esame del fondo oculare. Nel caso si sia affetti dal diabete, da malattie del sistema immunitario, da ipertensione o da altre patologie vascolari è necessario recarsi da un medico oculista di fiducia almeno una volta ogni sei mesi.

2. Non trascurare alterazioni della vista, come i lampi luminosi (fosfeni) o l’annebbiamento. Se si presentano è sempre meglio fare un check-up presso uno specialista.

3. Utilizzare solo occhiali da sole con filtri a norma di legge, soprattutto nelle giornate più assolate e quando vi recate al mare o in montagna.

4. Ogni tanto provate a leggere e a guardare lontano chiudendo un occhio alla volta. Se notate che con un occhio vedete peggio dell’altro e magari vedete anche le righe storte, recatevi da uno specialista per una visita, sottoponendovi ad un esame del fondo oculare.

5. Se avete gli occhi rossi non mettete colliri senza aver prima consultato uno specialista, a meno che non si tratti di lacrime artificiali.

6. Quando siete alla guida o state di fronte allo schermo del computer usate sempre gli occhiali, se vi sono stati prescritti dall’oculista.

7. Mangiate tutti i giorni frutta e verdura fresca: dovete infatti sapere che l’apporto vitaminico è importante per prevenire gravi malattie come la degenerazione maculare legata all’età (AMD). È importante poi bere, almeno un litro di acqua al giorno, perchè anche l’occhio vuole la sua parte e si può prevenire la comparsa di corpi mobili vitreali (anche note come “mosche volanti”).

8. Attenzione a cosa entra negli occhi: polveri, trucco e detersivi sono infatti agenti che determinano infiammazione ed arrossamento e persino abrasioni e ustioni della cornea (la superficie oculare trasparente). Quindi, caso in cui avvenga il contatto con una di queste sostanze e si manifesti irritazione degli occhi, recatevi da uno specialista prima di iniziare una qualsiasi terapia.

9. Le lenti a contatto non vanno portate di solito per più di 6-8 ore al giorno, ma la loro tollerabilità varia a seconda dell’occhio. Per pulire e disinfettare le lenti vanno sempre utilizzati dei liquidi specifici. In presenza di arrossamento oculare, dolore e/o secrezione dovete sospenderne l’uso fino a nuova indicazione dello specialista, altrimenti rischiate di avere delle complicazioni, come per esempio le cheratiti.

10. Non fate mai uso dei cosiddetti rimedi “fai-da-te” o “della nonna”, come per esempio gli impacchi caldi: potrebbero, infatti, contribuire a peggiorare i disturbi oculari.

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Mangiare al McDonald’s ti rende più stupido

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia  Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia PSA Pene Laser Filler Rughe Botulino HAMBURGER MC DONALDS 15% MANZO AMMONIACAMangiare cibo spazzatura, come quello dei fast-food, non solo fa male alla salute ma può avere influenze negative sul quoziente intellettivo, soprattutto dei più piccoli. A sottolinearlo è uno studio condotto dalla Goldsmiths University of London su un campione di 4 mila bambini scozzesi tra i 3 e i 5 anni.

Tenendo sotto controllo e analizzando le loro abitudini alimentari, è emerso che chi si nutre male mostra un quoziente intellettivo inferiore rispetto ai coetanei che seguono un regime alimentare corretto.

Sophie von Stumm, psicologa che ha coordinato la ricerca, ha dichiarato: “È noto che il tipo di cibo che mangiamo influenza lo sviluppo del cervello, ma le ricerche precedenti avevano osservato soltanto gli effetti di specifici gruppi di alimenti sul quoziente intellettivo piuttosto che un generico tipo di pasto. Le madri e i padri che provengono da background meno privilegiati spesso hanno meno tempo di preparare pasti freschi appena cotti per i propri figli. Questi bambini totalizzano punteggi più bassi nei test d’intelligenza e spesso hanno difficoltà a scuola”.

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Ti fumi una sigaretta? il tuo cervello invecchia

donna fumo sigaretta cervelloLa rivista “Age and Ageing” ha pubblicato una ricerca condotta da Alex Dregan del King’s College di Londra, che con il suo gruppo di lavoro ha studiato gli effetti che i fattori di rischio cardiovascolare come pressione alta, obesità e fumo posso avere sul cervello. E, tra le varie cose, è emerso anche un forte legame tra fumo e declino cognitivo.

Gli esperti hanno preso in analisi un campione di 8.800 soggetti di 50 anni le cui funzioni cognitive, nell’arco di otto anni, sono state misurate a più riprese con una serie di test. I risultati sono stati poi messi incrociati con altre informazioni, come il loro livello di rischio cardiovascolare e il loro stile di vita. È emerso che i soggetti fumatori che avevano la pressione alta davano una performance ridotta ai test su memoria, concentrazione, capacità di apprendimento, fluidità del linguaggio e via dicendo. Questo sta a significare che il fumo accelera il declino cognitivo, ancora più dell’ipertensione.

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Il vino aumenta rischio di tumore al seno

MEDICINA ONLINE BERE COCKTAIL ALCOLICO ALCOL INGRASSARE DIMAGRIRE VINO ROSSO BIANCO BOTTIGLIA LINEA CALORIE DRINKING WINE AMICI AMICIZIA GRUPPO TAVOLA MANGIARE RISTORANTE SERATA PUB BIRRIl vino aumenta il rischio di cancro al seno, anche se consumato moderatamente. È questo il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Alchohol and Alcoholism dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, che hanno collaborato con l’Università Milano Bicocca e l’Università tedesca di Heidelberg.

Rischio raddoppiato con tre bicchieri di vino

La ricerca rivela che un bicchiere di vino al giorno aumenterebbe il rischio del 5% che arriverebbe al 50% con tre bicchieri. Le mamme e le donne devono essere consapevoli di questi dati proprio perché l’incidenza di rischio è considerevole anche con l’assunzione di dosi limitate di alcool. La prevenzione del tumore alla mammella è importante, in particolare dopo i 35 anni è bene effettuare con regolarità le visite e gli esami, come l’ ecografia della mammella e la mammografia. L’allattamento è un fattore preventivo importante perché porta a maturazione le cellule del seno rendendole più forti, assieme a un’alimentazione sana ed equilibrata e a una regolare attività fisica.

Lo studio accurato

Lo studio ha rivisto e incluso nelle analisi 113 articoli che hanno fornito dati sul tumore alla mammella. Sono stati presi in esame 44.552 casi di non bevitrici e 77.539 casi di bevitrici dimostrando che il tumore alla mammella è diverso dagli altri associati all’alcool proprio per le piccole dosi che aumentano il rischio.

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