Andropausa precoce: quali sono i sintomi ed i rimedi

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITAL’andropausa precoce o prematura, è causato dalla diminuzione dei livelli di testosterone negli uomini molto al di sotto dei 50 anni di età, che può portare a problemi di infertilità o problemi ossei come l’osteopenia e l’osteoporosi. Il graduale calo di testosterone è parte di invecchiamento, ma, quando si verifica prima del tempo, è chiamato menopausa maschile precoce o andropausa precoce e può essere trattata con farmaci.

Cause di andropausa precoce

L’andropausa precoce può essere causata da fattori psicologici come lo stress, la depressione e l’ansia o problemi con il sistema endocrino che possono influenzare la produzione di testosterone. In aggiunta, la rimozione dei testicoli attraverso un intervento chirurgico nel caso di un tumore, per esempio, provoca andropausa precoce.

Sintomi e diagnosi di andropausa precoce

L’andropausa precoce causa sintomi emotivi e fisici, simili a quelli di andropausa normale, come:

  • diminuzione della libido;
  • difficoltà di erezione;
  • infertilità a causa della ridotta produzione di spermatozoi;
  • cambiamenti di umore;
  • stanchezza e perdita di energia;
  • perdita di forza e massa muscolare;
  • calo la crescita di peli sul corpo e sul viso.

Inoltre, l’andropausa precoce può causare altri problemi nell’uomo, come un più alto rischio di sviluppare l’osteoporosi e una maggiore tendenza ad avere problemi di ansia o depressione. La diagnosi di andropausa precoce deve essere fatta da endocrinologi, questo viene fatto attraverso l’analisi dei sintomi e attraverso la realizzazione di un test del sangue per valutare i livelli di testosterone nel corpo.

Trattamento dell’andropausa precoce

Il trattamento dell’andropausa precoce mira ad alleviare i sintomi causati, dal momento che non esiste una cura o un trattamento definitivo a monte. Uno dei trattamenti tipici è la terapia sostitutiva di ormone maschile, con farmaci che contengono l’ormone testosterone in forma sintetica. Inoltre, quando un uomo ha difficoltà di erezione, il medico può anche prescrivere l’utilizzo di rimedi per l’impotenza sessuale, come il Viagra o il Cialis.

Come aumentare il testosterone naturalmente nel corpo

Aumentare naturalmente il testosterone nel corpo, può essere un modo naturale per combattere i sintomi di andropausa precoce. Per aumentare il testosterone esistono vari modi, ecco alcuni consigli:

  1. pratica regolarmente esercizio fisico con i pesi in palestra;
  2. evita il sovrappeso e l’obesità;
  3. mangia cibi ricchi di zinco, vitamina A e vitamina D, come le ostriche, fagioli, salmone, uova, mango, spinaci.
  4. dormir bene;
  5. evita inutili stress.

Questi suggerimenti non trattano a monte l’andropausa precoce, ma sono preziosi alleati per diminuirne i sintomi.

Se credi di avere un problema di andropausa, di crisi di coppia o di disfunzione erettile di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Frattura di femore: perché è importante recuperare rapidamente?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MORBO ALZHEIMER PSICOSOCIALE COGNITIVO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneLa frattura al femore porta, specialmente agli anziani, disagio, perdita di autostima, fragilità. Ma occorre far di tutto per superare questa fase e recuperare prima possibile perché una lenta guarigione, oltre a mettere a repentaglio l’umore e la stabilità psichica, può causare serie complicazioni che, nei casi più gravi, possono condurre l’anziano addirittura alla morte. L’intervento tempestivo dei medici è dunque fondamentale per chi subisce questo tipo di infortunio, ma ancor di più lo è una ripresa rapida e una forte motivazione da parte del paziente.
Vediamo dunque come un over 65 può affrontare al meglio i disagi causati dalla frattura al femore, purtroppo molto diffusa in questa fascia d’età.

Perché la frattura di femore è così diffusa tra gli anziani?

Un dato più di tutti spiega il crescente numero di anziani che riportano la frattura del femore: due anziani su tre sono ad alto rischio caduta, soprattutto in casa, con una grande probabilità che ad essere danneggiati siano gli arti, sia superiori che inferiori. In particolare il femore. Da anni, infatti, non scendono sotto quota 70mila gli anziani costretti a ricovero e intervento chirurgico per questo motivo, con una media ormai attestata intorno agli 80mila, di cui, 45 mila sono donne con osteoporosi. Il motivo che rende questa fascia d’età soggetta alla caduta è presto detto: con l’invecchiamento, alla fragilità ossea si aggiunge spesso una minore prontezza di riflessi, uno scarso controllo della postura e, talvolta, una riduzione di vista e udito.

I tempi di recupero dopo la frattura di femore

Il femore è l’osso più lungo del corpo umano, ed è soggetto alla rottura. L’infortunio più comune è la frattura al cosiddetto collo del femore, evento particolarmente grave perché limita la possibilità di camminare: di qui, per gli anziani in special modo, la perdita dell’autosufficienza. L’iter di guarigione è complesso: nella maggioranza dei casi è necessario l’intervento chirurgico, al quale segue un percorso riabilitativo di durata variabile (anche alcuni mesi), ma fondamentale per la guarigione. Negli over 65 l’operazione prevede spesso l’impianto di una protesi, mentre nei giovani si ricorre all’osteosintesi, ossia la ricostruzione della porzione di osso fratturata attraverso mezzi metallici.

Leggi anche:

I rischi di una guarigione lenta

Il primo obiettivo da raggiungere dopo l’intervento conseguente alla frattura del femore è riuscire a stare seduti o (meglio) in piedi nel minor tempo possibile. Tornare a muoversi, soprattutto nel caso di anziani, deve essere dunque una priorità, perché protrarre troppo a lungo l’immobilità può provocare una diminuzione delle forze muscolari e la perdita di autonomia. Il post operatorio può variare a seconda del tipo di intervento eseguito: la protesi permette di alzarsi rapidamente, mentre la sintesi con chiodo costringe chi ha subito l’intervento ad una degenza a letto che può superare i due mesi. Per gli anziani, più esposti a rischi a causa del generale deterioramento fisico, l’immobilità può portare anche seri disturbi la cui degenerazione è spesso causa di morte. Possono quindi manifestarsi:

  • piaghe da decubito;

  • trombosi venosa;

  • infezioni delle vie urinarie;

  • disturbi respiratori e circolatori;

  • ipotrofia dei muscoli;
  • polmoniti.

L’importanza di un recupero rapido: gli aspetti psicologici

Di sicuro dalla frattura al femore gli anziani possono guarire, e in tempi non troppo lunghi, a patto che si verifichino queste condizioni:

  • intervento chirurgico tempestivo ed efficace;

  • adeguata riabilitazione;
  • volontà di riacquistare autonomia;
  • ritorno rapido alla vita normale.

Quest’ultimo punto non è semplicemente funzionale al recupero fisico: c’è in ballo anche l’equilibrio psicologico dell’anziano, e di conseguenza la qualità della sua vita. Un infortunio di questo tipo, infatti, provoca anzitutto fragilità: l’anziano pensa di non poter essere più autonomo e autosufficiente, si lascia andare. Spesso si sente un peso per la famiglia, col rischio di entrare in uno stato depressivo dal quale è difficile uscire: la perdita della mobilità articolare rappresenta la perdita di una certa qualità della vita, e proprio per questo lo stato depressivo rappresenta un pericolo. Sfiducia e depressione, infatti, portano l’anziano ad avere poca sicurezza nel proprio corpo e nei propri movimenti, aumentando il rischio di cadute. La paura di ricadere o di provare dolore e fatica durante gli esercizi di riabilitazione, portano spesso il paziente a voler rimanere a letto per saltare la seduta riabilitativa. Sempre meno motivato a guarire, inoltre, non ha più piacere ad incontrare i propri cari e tende a chiudersi in sé stesso. E il medico? Il suo compito, accanto a quello di seguire passo passo la fase riabilitativa, è anche quello di far capire che proprio durante questo periodo bisogna lavorare per recuperare la piena autonomia. Bastano forza di volontà e fiducia e si può tornare a vivere bene.

Curarsi a casa oppure in ospedale/clinica

A questo riguardo, non esiste una regola ben precisa. Il luogo in cui sarebbe meglio trascorrere il periodo post operatorio, nel caso si sia reso necessario l’intervento chirurgico, dipende da due fattori:

  • gravità della frattura

  • età del paziente

In certi casi, in particolare quando l’età è avanzata e l’operazione è stata difficile, sarà necessario un periodo di degenza in ospedale o in una casa di cura, dove l’assistenza è specializzata e continua. Diversamente, gli stessi medici consiglieranno un rapido ritorno a casa, dove la riabilitazione si coniugherà al ritorno alla normalità. In questo caso sarà fondamentale ricevere un’assistenza domiciliare, prevista per fortuna da molti piani assicurativi: avere a casa uno staff completo (medici, infermieri, fisioterapisti) rassicurerà sia voi che il vostro familiare, che si sentirà maggiormente incentivato alla guarigione.
L’anziano, infatti, come abbiamo visto, in seguito a un evento di questo tipo ha bisogno di assistenza professionale, completa e personalizzata, ma anche di un ambiente a lui congeniale. A casa, coi giusti accorgimenti e nei tempi prescritti dai medici, si sentirà a suo agio: questo renderà più forte la sua motivazione e più brevi i tempi di recupero. Quale luogo migliore della propria casa, per lavorare per un ritorno alla normalità?

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Crisi di mezza età maschile: come superarla?

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITAUn’auto sportiva rossa che profuma di nuovo, una giovane e bella partner di vent’anni, abiti giovanili dai colori sgargianti, litri di profumo, interventi di medicina estetica ed una tinta scura per i capelli. Questi sono i tipici sintomi di una condizione che colpisce molti uomini tra i 40 e i 50 anni circa. Si chiama crisi di mezza età.

Ricerca di una seconda giovinezza

La vecchiaia si avvicina, le forze lentamente diminuiscono e lo stesso vale per la prestanza fisico-sessuale. L’uomo percepisce dunque un pericolo e un senso di forte disagio, crede che la sua virilità sia compromessa. La reazione più istintiva è partire alla ricerca di una seconda giovinezza, rincorrere una nuova vita e tentare di scrollarsi da dosso gli anni in più. La missione è fallimentare già in partenza ma l’uomo non può fare a meno di tentare, anche a costo di rendersi ridicolo agli occhi dei suoi cari e degli amici: è la sua natura. Infatti, mentre la vita delle donne è scandita da precise fasi biologiche (la prima mestruazione, la fertilità, il climaterio e infine la menopausa), gli uomini non hanno punti di riferimento per rendersi conto del tempo che passa. Se ne accorgono all’improvviso “nel bel mezzo del cammin di loro vita”, e questo li fa andare in crisi.

Come superare questo momento?

Premettendo che alcuni uomini possono legittimamente voler continuare a “sguazzare” nella crisi ed aver piacere nel tingersi i capelli e volersi vestire da ventenni, ecco comunque alcuni consigli utili per cercare di superare la crisi:

  • Smettete di sentirvi inutili, perché non lo siete ma avete tante cose da insegnare in virtù dell’età e dell’esperienza. Provate a cambiare prospettiva. Ogni età ha le sue scoperte e le sue fasi, quindi mettetevi alla prova. Anziché abbattervi, fate un passo indietro e ricordate cosa vi faceva sentire leggeri e innamorati quando eravate ragazzini.
  • Nell’età adulta si assecondano molto gli stereotipi di genere. Sconvolgete anche i ruoli consueti: non cercate solo posti “per anziani”, come le Università della Terza Età o i circoli ricreativi, ma frequentate i locali che vi piacciono davvero, sempre però con stile e non vestendosi da ventenne!
  • Riscoprite il vostro corpo; imponetevi una dieta equilibrata, fate una adeguata attività fisica. Scegliete uno sport che vi piaccia. Lo sport apre la mente, gli orizzonti e le iniziative sociali.
  • Uno sport adeguato migliora l’umore, vi ricorda che il vostro corpo può adattarsi agli sforzi e che ha ancora tutta la sua resistenza.
  • Conoscete gente nuova, non solo della vostra età.
  • Innamoratevi! Pur non volendo invogliare chi di voi è sposato a tradire vostra moglie, è però innegabile ricordare che innamorarsi di una nuova donna (o di un nuovo uomo, a seconda del vostro orientamento sessuale), aiuta certamente a “non sentirsi anziani”.
  • Provate esperienze che stuzzicano la vostra curiosità. Ad esempio: rivoluzionate i ruoli sociali.
  • Informatevi sulla tecnologia. Se negli Anni ’90 avete imparato ad usare un vecchio videoregistratore, i dispositivi di oggi saranno semplicissimi da imparare. La tecnologia odierna sembra algida e complessa ma in realtà è ben più semplice ed evoluta.
  • Prendete impegni quotidiani con il prossimo. I compiti del nipotino o il corso di italiano al cittadino straniero che lavora vicino casa, sono una buona occasione per tenersi impegnati e per essere solidali con gli altri. Non sempre le attività di volontariato sono conciliabili col lavoro quotidiano: probabilmente in passato avreste voluto dedicarvi di più al sociale e non ci siete riusciti. Bene, è arrivato il momento di farlo. Organizzate gruppi di acquisto, prendete parte alle associazioni di volontariato.
  • Ascoltate musica che non avete mai ascoltato in vita vostra, vedete film che non avete mai visto, scoprite un nuovo hobby, nulla vi vieta di fare quel famoso corso di chitarra che avreste voluto fare da ragazzo!
  • Se vi è possibile: uscite, viaggiate! Il bello di questa fascia di età è che gode di una certa stabilità economica e di speciali tariffe nei musei, nei cinema, ma anche sui mezzi di trasporto, come i treni.
  • Non trascurate l’amore. Con la persona amata cercate di recuperare i giorni della settimana in cui il lavoro non vi lasciava spazio; i figli sono cresciuti, le responsabilità sono diminuite. Organizzate un viaggio insieme! Trovate il modo per sentirvi finalmente più leggeri e in pace con la vita.

Crisi di mezza età maschile: il ruolo della donna

Innanzitutto la donna deve armarsi di infinita pazienza e stare accanto al suo compagno. Facile a dirsi, ma se vedi tuo marito flirtare con una ragazza che potrebbe essere sua figlia forse c’è il rischio che qualche ragiona balorda scappi. L’atteggiamento delle partner è fondamentale in qualsiasi tipo di percorso: se si riesce ad accettare che l’allontanamento dell’uomo ha molto più di sociale ed esistenziale che di personale, lo si può aiutare a ritrovare se stesso e coltivare parti nuove e più gratificanti, creando anche le basi per un rapporto di coppia più solido e felice. Se,viceversa, si vive l’atteggiamento dell’uomo come un semplice abbandono o come una mera delusione, è possibile che il rapporto muoia, anche in quei casi sciagurati in cui si continui a rimanere insieme per altri venti o trent’anni.

Integratori alimentari consigliati

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Se credi di avere un problema di crisi di mezza età, di crisi di coppia o di disfunzione erettile di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Contenitori in plastica per il cibo e rischio diabete: studio su mamme e bimbi

MEDICINA ONLINE DIABETE INSULINA CONTENITORI IN PLASTICA CIBO RISCHIO INTERFERENTI ENDOCRINI ORMONI.jpgSi chiamano interferenti endocrini, agiscono come ormoni ‘assunti’ dall’esterno e potrebbero nascondersi un po’ ovunque: innanzitutto nella plastica, ma anche in detersivi, detergenti e cosmetici, in alcuni giocattoli e lattine, addirittura in qualche formulazione farmaceutica e nella carta termica degli scontrini o dei biglietti di treno e metropolitana. Perfino nei soldi, dentro le banconote. Ftalati e bisfenolo A sono da tempo sotto la lente della scienza per i loro possibili effetti sulla salute: dalla pubertà precoce all’obesità nei bimbi, dal diabete di tipo 2 alle malattie cardiovascolari negli adulti.

Se ne parla anche al 26esimo Congresso della Società italiana di diabetologia (Sid) in corso a Rimini, mentre si attendono per fine 2017 i primi risultati nazionali sull’esposizione ambientale a queste sostanze lungo lo Stivale, al centro dello studio ‘Life-Persuaded’ su oltre 2 mila mamme e bambini condotto sotto l’egida dell’Istituto superiore di sanità. Partner della ricerca l’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e l’Associazione culturale pediatri (Acp).

Il tema degli interferenti endocrini è protagonista al meeting romagnolo perché il timore è che ftalati e bisfenolo A possano accendere la ‘miccia’ del diabete. Come? “Innanzitutto – spiega all’AdnKronos Salute Amalia Gastaldelli, responsabile del Laboratorio sul rischio cardiometabolico dell’Ifc-Cnr – si legano ai recettori Ppar-gamma che promuovono l’adipogenesi e si associano a un’infiammazione del tessuto adiposo, fattori di rischio per malattie metaboliche come obesità e diabete. Inoltre, a livello epatico possono promuovere l’accumulo di trigliceridi determinando una condizione di fegato grasso, altro fattore di rischio per il diabete che a sua volta lo è per la steatosi epatica. Infine c’è l’azione sul pancreas, dove gli interferenti endocrini possono stimolare la produzione di insulina causando iperinsulinemia, e quindi una situazione di insulino-resistenza” ‘anticamera’ del diabete. (segue)

Ftalati e bisfenolo A eventualmente ‘assorbiti’ dall’ambiente attraverso gli oggetti che ci circondano e utilizziamo ogni giorno possono avere “azioni differenti a seconda della sostanza analizzata, e diverse nei vari tessuti del corpo – precisa Gastaldelli – In linea generale, però, gli interferenti endocrini sono sostanze che si mimetizzano da ormoni”, e così ‘travestite’ si legano ai recettori ormonali presenti sulle cellule. A volte agiscono da agonisti”, cioè stimolano i meccanismi regolati dal recettore che ‘agganciano’, “altre volte da antagonisti” che inibiscono questi stessi meccanismi.

“Fra i bersagli preferiti degli interferenti endocrini ci sono i recettori degli estrogeni – sottolinea l’esperta – ed è la ragione per cui queste sostanze vengono spesso correlate a possibili effetti sullo sviluppo sessuale”. Osservati speciali per cercare di spiegare ad esempio i casi precoci di menarca (inizio delle mestruazioni) o telarca (crescita del seno), sempre più frequenti.

Gli esperti ritengono importante promuovere stili di vita consapevoli fra i cittadini, ma invitano anche alla cautela: “Viviamo nella plastica, che è diventata indispensabile e non va demonizzata – puntualizza la ricercatrice – La plastica è comoda, pesa poco, conserva bene i cibi e altri prodotti di uso comune, e il dato positivo è che il mondo dell’industria è ormai sensibilizzato sulle possibili insidie di certe sostanze per l’organismo. Tuttavia è giusto sapere che esistono plastiche ‘buone’ e plastiche ‘cattive’, plastiche con il ‘bollino verde’ o con quello rosso. La domanda ora è: siamo effettivamente esposti a questo rischio? E se sì, quando e come?”.

Lo studio Life-Persuaded, eletto Progetto del mese di febbraio 2016 dal ministero dell’Ambiente, punta a far luce sull’effettivo impatto degli interferenti endocrini nella realtà italiana. “La ricerca – ricorda Gastaldelli – è stata avviata nel 2014 e coinvolgerà 2.160 coppie madre-bambino al Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle aree urbane sia in quelle rurali del Paese. I bimbi sono maschi e femmine, di età compresa fra 4 e 14 anni”.

“L’arruolamento – continua l’esperta – avviene attraverso pediatri opportunamente formati sull’argomento, che propongono alle mamme la partecipazione allo studio. L’adesione comporta l’analisi di un singolo campione spot di urina di madre e figlio, sul quale cercare i metaboliti di ftalati e bisfenolo A misurandone le concentrazioni, oltre alla compilazione di un questionario approfondito” sugli stili di vita, le abitudini familiari, l’uso di determinati prodotti, il consumo di certi alimenti e così via. “In questo momento siamo a metà del reclutamento – riferisce Gastaldelli – ossia disponiamo di campioni di urina e dosaggi di circa 1.200 partecipanti. La conclusione è prevista per fine 2017, quando avremo dati relativi a quasi 5 mila campioni”.

Tre gli obiettivi: misurare i livelli di Dehp (di-2-etilesilftalato) e Bpa (bisfenolo A) nella popolazione infantile italiana, evidenziando eventuali differenze in base all’area di residenza, agli stili di vita e alle abitudini alimentari; valutare la relazione tra l’esposizione a Dehp e Bpa e patologie infantili, quali telarca prematuro idiopatico, pubertà precoce centrale idiopatica e obesità infantile idiopatica; studiare il rapporto causa-effetto dovuto all’esposizione a concentrazioni reali di Dehp e Bpa, in condizioni sperimentali.

Leggi anche:

Articoli sul prediabete:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Qual è il volume totale del sangue (volemia) nel corpo umano?

MEDICINA ONLINE GLICEMIA INSULINA SANGUE DIFFERENZA CONCENTRAZIONE ORMONE PIASTRINE GLOBULI ROSSI BIANCHI GLUCAGONE TESTOSTERONE ESTROGENI PROGESTERONE CUORELa volemia (volume totale del sangue, quindi sia del plasma sia degli elementi figurati) normale degli esseri umani corrisponde a 77 ml/Kg di peso corporeo (può essere lievemente inferiore in anziani ed obesi) e si può calcolare partendo dall’ematocrito e dal volume del plasma.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Panini integrali morbidi: ricetta facile, gustosa e veloce

MEDICINA ONLINE PANINI INTEGRALI MORBIDI RICETTA FACILE GUSTOSA VELOCE LIGHT DIGESTIONE FIBRE STIPSI COSTIPAZIONE.jpgIngredienti

dosi per circa 14 panini da 50 grammi l’uno:

  • 500 gr di farina integrale;
  • 100 gr di farina 0;
  • mezzo cubetto di lievito di birra;
  • 300 gr di acqua;
  • 10 gr di sale;
  • mezzo cucchiaino di malto o zucchero o miele.

Istruzioni

  1. Sciogliete il lievitonell’acqua e aggiungete il malto, lo zucchero o il miele (serve per attivare bene il lievito).
  2. Aggiungete poco alla volta la farina, alla fine il sale e impastate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  3. Coprite la ciotola e fate lievitare fino al raddoppio (2 ore circa).
  4. Dividete l’impasto in palline di 60 grammi circa l’una (cuocendosi e raffreddandosi perderanno acqua e umidità e quindi peso) e disponetele su una teglia ricoperta con carta forno.
  5. Fate lievitare il tutto di nuovo fino al raddoppio (circa un’ora).
  6. Infornate a 200° per circa 15 minuti.
  7. Una volta cotti fateli raffreddare e quando saranno freddi si prestano benissimo ad essere congelati. Basterà tenerli a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di consumarli e saranno morbidi come appena sfornati.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Omeprazen (omeprazolo): posologia, effetti collaterali [FOGLIETTO ILLUSTRATIVO]

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene H Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 CURA FARMACI ANTICOLESTEROLOOMEPRAZEN è un farmaco che contiene il principio attivo omeprazolo. Appartiene ad un gruppo di farmaci denominati ‘inibitori di pompa protonica’, i quali agiscono riducendo la quantità di acido prodotta dallo stomaco.

Disponibilità in commercio:

  • OMEPRAZEN 10 mg capsule;
  • OMEPRAZEN 20 mg capsule;
  • OMEPRAZEN 40 mg capsule.

Confezioni:

  • 10 mg: Blister contenenti 14, 28 e 35capsule;
  • 20 mg: Blister contenente 14 capsule;
  • 40mg: Flacone in HDPE contenente 14 capsule.

OMEPRAZEN viene usato per il trattamento delle seguenti patologie:

Negli adulti:

  • ‘Malattia da reflusso gastro-esofageo’ (GERD). Questa malattia si verificaquando l’acido fuoriesce dallo stomaco e passa nell’esofago (il tubo che collega la gola allo stomaco) causando dolore, infiammazione e bruciore di stomaco.
  • Ulcere nella parte superiore dell’intestino (ulcera duodenale) o dello stomaco (ulcera gastrica).
  • Ulcere infettate da un batterio chiamato ‘Helicobacter pylori’. Se soffre di questa malattia, il medico può prescriverle anche degli antibiotici per trattare l’infezione e permettere la cicatrizzazione dell’ulcera.
  • Ulcere causate da medicinali chiamati FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei). OMEPRAZEN può essere utilizzato anche per prevenire la formazione di ulcere se sta assumendo FANS.
  • Eccessiva presenza di acido nello stomaco causata da un accrescimento di tessuto nel pancreas (sindrome di Zollinger-Ellison).

Nei bambini di età superiore a 1 anno e con peso corporeo superiore o uguale a 10 kg:

  • ‘Malattia da reflusso gastro-esofageo’ (GERD). Questa malattia si verifica quando l’acido fuoriesce dallo stomaco e passa nell’esofago (il tubo che collega la gola allo stomaco) causando dolore, infiammazione e bruciore di stomaco.Nei bambini, i sintomi di questa malattia comprendono anche il ritorno nella bocca del contenuto dello stomaco (rigurgito), malessere (vomito) e scarso aumento di peso.

Nei bambini di età superiore a 4 anni e adolescenti:

  • Ulcere infettate da un batterio chiamato ‘Helicobacter pylori’. Se il bambino soffre di questa malattia, il medico può prescrivere anche degli antibiotici per trattare l’infezione e permettere la cicatrizzazione dell’ulcera.

Leggi anche:

Controindicazioni, non prenda OMEPRAZEN:

  • Se è allergico (ipersensibile) ad omeprazolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti di OMEPRAZEN.
  • Se è allergico a medicinali contenenti altri inibitori di pompa protonica (ad es. pantoprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, esomeprazolo).
  • Se sta assumendo un medicinale contenente nelfinavir (utilizzato per le infezioni da HIV).

Se ha dei dubbi, si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere OMEPRAZEN.

Precauzioni
OMEPRAZEN può nascondere i sintomi di altre malattie. Pertanto, se dovesse manifestare i sintomi sotto descritti prima di prendere OMEPRAZEN o mentre lo sta assumendo, contatti il medico immediatamente:

  • Perdita di peso immotivata e problemi di deglutizione.
  • Dolore di stomaco o indigestione.
  • Vomito di cibo o sangue.
  • Colorazione scura delle feci (presenza di sangue nelle feci).
  • Diarrea grave o persistente, perché omeprazolo è stato associato ad un lieveaumento di diarrea contagiosa.
  • Gravi problemi di fegato.

Se assume OMEPRAZEN da lungo tempo (più di 1 anno) il medico le prescriverà dei controlli regolari. Informi il medico se nota la comparsa di sintomi nuovi e particolari. Se assume un inibitore di pompa protonica come OMEPRAZEN, specialmente per un periodo superiore ad un anno, si potrebbe verificare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Se soffre di osteoporosi o sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi) consulti il suo medico.

Interazioni
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica. Questo è importante perché OMEPRAZEN può influenzare il modo in cui agiscono alcuni medicinali e a loro volta alcuni medicinali possono avere effetti sull’azione di OMEPRAZEN.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo uno o più dei seguenti medicinali:

  • medicinali contenente nelfinavir (utilizzato per il trattamento delle infezioni da HIV)
  • Ketoconazolo, itraconazolo o voriconazolo (usati per trattare le infezionicausate da funghi)
  • Digossina (usato per il trattamento dei problemi cardiaci)
  • Diazepam (usato per il trattamento dell’ansia, per rilassare la muscolatura oper l’epilessia)
  • Fenitoina (usata per l’epilessia). Se sta assumendo fenitoina, il medico la terràsotto controllo all’inizio e alla fine del trattamento con OMEPRAZEN
  • Medicinali usati per fluidificare il sangue, come warfarin o altri bloccanti della vitamina K. Il medico la terrà sotto controllo all’inizio e alla fine deltrattamento con OMEPRAZEN
  • Rifampicina (usata per il trattamento della tubercolosi)
  • Atazanavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV)
  • Tacrolimus (utilizzato nei trapianti di organo)
  • Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) (usata per il trattamento delladepressione lieve)
  • Cilostazolo (usato per il trattamento della claudicazione intermittente)
  • Saquinavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV)
  • Clopidogrel (usato per prevenire coaguli del sangue (trombi))
  • Erlotinib (usato per il trattamento del cancro)
  • Metotrexato (un medicinale chemioterapico utilizzato in dosi elevate per iltrattamento delcancro) – se sta assumendo metotrexato in dosi elevate, il medico può farle interromperetemporaneamente il trattamento con Omeprazen.

Se il medico le ha prescritto gli antibiotici amoxicillina e claritromicina insieme a OMEPRAZEN per il trattamento delle ulcere causate da infezioni da Helicobacter pylori, è molto importante che riferisca se sta prendendo qualsiasi altro medicinale.

Leggi anche:

Assunzione di OMEPRAZEN con cibi e bevande
Le capsule possono essere assunte insieme al cibo o a stomaco vuoto.

Gravidanza e allattamento
Prima di prendere OMEPRAZEN informi il medico se è in stato di gravidanza o se desidera iniziare una gravidanza. Il medico deciderà se potrà prendere OMEPRAZEN durante questo periodo. Il medico deciderà se potrà prendere OMEPRAZEN durante l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
È improbabile che OMEPRAZEN possa influenzare la capacità di guidare veicoli o di usare strumenti o macchinari. Possono verificarsi reazioni avverse al farmaco come capogiri e disturbi visivi (vedere paragrafo 4). Se ne soffre, non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di OMEPRAZEN
OMEPRAZEN capsule contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Posologia
Prenda sempre OMEPRAZEN seguendo esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Il medico le dirà quante capsule prendere e per quanto tempo. Questo dipenderà dalle sue condizioni e dall’età. Le dosi abituali sono qui di seguito riportate.

Adulti:

  • Trattamento dei sintomi della GERD, come bruciore di stomaco e rigurgito acido. Se il medico le ha riferito che il suo esofago è leggermente danneggiato, la dose abituale è di 20 mg una volta al giorno per 4-8 settimane. Il medico potrebbe aumentare la dose a 40 mg per altre 8 settimane nel caso l’esofago non sia ancora completamente cicatrizzato.
    La dose abituale una volta che l’esofago si è cicatrizzato è 10 mg una volta al giorno.
    Se l’esofago non risulta danneggiato, la dose abituale è 10 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere nella parte superiore dell’intestino (ulcera duodenale). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 2 settimane. Il medico puòprolungare l’assunzione di questa dose per altre 2 settimane, se l’ulcera nonsi è ancora cicatrizzata. Se l’ulcera non risulta completamente cicatrizzata, la dose può essereaumentata a 40 mg una volta al giorno per 4 settimane.
  • Trattamento delle ulcere dello stomaco (ulcera gastrica). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 4 settimane. Il medico può prolungare l’assunzione di questa dose per altre 4 settimane, se l’ulcera nonsi è ancora cicatrizzata. Se l’ulcera non risulta completamente cicatrizzata, la dose può essereaumentata a 40 mg una volta al giorno per 8 settimane.
  • Prevenire la ricomparsa di ulcere duodenali e gastriche. La dose abituale è 10 mg o 20 mg una volta al giorno. Il medico puòaumentare la dose a 40 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere duodenali e gastriche causate dall’assunzione di FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei). La dose abituale è 20 mg una volta al giorno per 4-8 settimane.
  • Prevenire la formazione di ulcere duodenali e gastriche se sta utilizzando FANS. La dose abituale è 20 mg una volta al giorno.
  • Trattamento delle ulcere causate da infezione da Helicobacter pylori e prevenzione della loro ricomparsa. La dose abituale è 20 mg di OMEPRAZEN due volte al giorno per unasettimana. Il medico le dirà di assumere anche due antibiotici tra amoxicillina,claritromicina e metronidazolo.
  • Trattamento dell’eccessiva quantità di acido nello stomaco causata da un accrescimento di tessuto nel pancreas (sindrome di Zollinger-Ellison). La dose abituale è 60 mg al giorno. Il medico adatterà la dose in base alle sue necessità e deciderà anche per quanto tempo dovrà assumere il medicinale.

Bambini:

  • Per il trattamento dei sintomi della GERD, come bruciore di stomaco e rigurgito acido: OMEPRAZEN può essere assunto dai bambini di età superiore a 1 anno e conpeso corporeo superiore a 10 kg. La dose per i bambini è basata sul peso del bambino stesso e la dose esatta verrà decisa dal medico.
  • Per il trattamento e la prevenzione della ricomparsa delle ulcere causate da infezione da Helicobacter pylori: OMEPRAZEN può essere assunto dai bambini di età superiore ai 4 anni. Ladose per i bambini è basata sul peso del bambino stesso e la dose esattaverrà decisa dal medico. Il medico prescriverà al suo bambino anche due antibiotici chiamatiamoxicillina e claritromicina.

Leggi anche:

Assunzione di questo medicinale

  • Si raccomanda di prendere le capsule al mattino.
  • Le capsule possono essere assunte con il cibo o a stomaco vuoto.
  • Le capsule vanno ingerite intere con mezzo bicchiere di acqua. Le capsule nondevono essere masticate o frantumate, poiché contengono granuli rivestiti in modo tale da impedire che il medicinale venga decomposto dall’acido presente nello stomaco. È importante non danneggiare i granuli.

Se lei o il bambino ha problemi a deglutire le capsule:
Apra le capsule e ingerisca il contenuto direttamente con mezzobicchiere di acqua oppure versi il contenuto in un bicchiere di acqua (non frizzante), in un succo di frutta acido (per esempio mela, arancia o ananas) o purea di mele.
Agiti sempre il contenuto prima di berlo (la miscela non risulterà limpida), quindi beva la preparazione immediatamente o entro 30 minuti.
Per essere certi di aver assunto tutto il medicinale, risciacqui molto bene il bicchiere con mezzo bicchiere di acqua e beva il contenuto. Le particelle solide contengono il medicinale – non le mastichi o non le frantumi.
SovradosaggioCosa fare se avete preso una dose eccessiva di Omeprazen

Se prende più OMEPRAZEN di quanto deve
Se prende una quantità di OMEPRAZEN superiore a quella prescritta dal medico, si rivolga immediatamente al medico o al farmacista.

Se dimentica di prendere OMEPRAZEN
Se dimentica di prendere una dose, la prenda non appena se ne ricorda. Tuttavia, se è già quasi ora di prendere la dose successiva, salti la dose dimenticata. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza dell’altra dose.

Effetti collaterali Omeprazen
Come tutti i medicinali, OMEPRAZEN può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota uno dei seguenti effetti indesiderati rari ma gravi, interrompa l’assunzione di OMEPRAZEN e contatti immediatamente il medico:

  • Improvviso ansimare,
  • gonfiore delle labbra, della lingua e della gola o del corpo,
  • eruzione cutanea,
  • svenimento o difficoltà nel deglutire (reazione allergica grave).
  • arrossamento della pelle con comparsa di bolle o desquamazione. Può apparire anche una grave formazione di vesciche con sanguinamento delle labbra, degli occhi, della bocca, del naso e dei genitali. Potrebbe trattarsi della “sindrome di Stevens-Johnson” o “necrolisi epidermica tossica”.
  • ingiallimento della pelle,
  • colorazione scura delle urine e stanchezza potrebbero essere sintomi di problemi al fegato.

Effetti indesiderati comuni

  • Mal di testa.
  • Effetti sullo stomaco o sull’intestino: diarrea, mal di stomaco, stitichezza,emissione di aria (flatulenza).
  • Sensazione di malessere (nausea) o stato di malessere (vomito).

Effetti indesiderati non comuni e rari

  • Gonfiore dei piedi e delle caviglie.
  • Sonno disturbato (insonnia).
  • Capogiri, formicolio, senso di sonnolenza.
  • Sensazione di giramento (vertigini).
  • Alterazioni degli esami del sangue relativi alla funzionalità del fegato.
  • Eruzione cutanea, eruzione cutanea con rigonfiamento della pelle (orticaria) e prurito sulla pelle.
  • Sensazione generale di malessere e mancanza di energia.
  • Alterazioni della composizione del sangue, come riduzione del numero dei globuli bianchi o delle piastrine. Ciò può causare debolezza e facile comparsa di lividi, o può rendere più probabile la comparsa di infezioni.
  • Reazioni allergiche, talvolta molto gravi, compreso gonfiore delle labbra, della lingua e della gola, febbre, respiro ansimante.
  • Bassi livelli di sodio nel sangue. Ciò può causare debolezza, malessere (vomito) e crampi.
  • Senso di agitazione, confusione o depressione.
  • Alterazioni del gusto.
  • Problemi alla vista, come visione offuscata.
  • Improvviso ansimare o affanno (broncospasmo).
  • Secchezza della bocca.
  • Infiammazione all’interno della bocca.
  • Infezione chiamata “candidosi” che può colpire l’intestino ed è causata da unfungo.
  • Problemi al fegato, compreso ittero, che può causare ingiallimento della pelle, colorazione scura delle urine e stanchezza.
  • Perdita dei capelli (alopecia).
  • Eruzione cutanea durante l’esposizione al sole.
  • Dolori articolari (artralgia) o dolori muscolari (mialgia).
  • Gravi problemi renali (nefrite interstiziale).
  • Aumento della sudorazione.
  • Alterazioni del conteggio delle cellule ematiche, compresa agranulocitosi (mancanza di globuli bianchi)
  • Aggressività.
  • Visione, sensazione o ascolto di eventi non reali (allucinazioni).
  • Gravi problemi di fegato fino all’insufficienza epatica ed infiammazione delcervello.
  • Improvvisa comparsa di eruzione cutanea grave o di vesciche edesquamazione della pelle. Questi effetti possono essere associati a febbre alta e dolori articolari (eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica)
  • Debolezza muscolare.
  • Ingrossamento del petto negli uomini.
  • Infiammazione dell’intestino (con conseguente diarrea)

Se assume un inibitore di pompa protonica come OMEPRAZEN, specialmenteper un periodo superiore ad un anno, si potrebbe verificare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Se soffre di osteoporosi o sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi) consulti il suo medico.
Se assume OMEPRAZEN per più di tre mesi, è possibile che i livelli ematici di magnesio diminuiscano. Bassi livelli di magnesio possono manifestarsi con affaticamento, contrazioni muscolari involontarie, disorientamento, convulsioni, vertigini, aumento della frequenza cardiaca. Se ha qualcuno di questi sintomi consulti immediatamente il suo medico. Bassi livelli di magnesio possono anche comportare una riduzione dei livelli ematici di potassio o calcio. Il medico dovrebbe decidere se controllare periodicamente i livelli di magnesio nel sangue.

Scadenza e Conservazione
Tenere OMEPRAZEN fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Non usi OMEPRAZEN dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezionedopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese. Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
Conservare il blister nella confezione originale o tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Eccipienti
Gli eccipienti sono sodio fosfato dibasico diidrato, idrossipropilcellulosa, ipromellosa, lattosio anidro, magnesio stearato, mannitolo, acido metacrilico – etil acrilato copolimero (1:1) dispersione 30%, cellulosa microcristallina, macrogol (polietilen glicole 400), sodio laurilsolfato, ferro ossido E172, titanio diossido E171, gelatina, inchiostro da stampa (contiene gommalacca, ammoniaca, potassio idrossido e ferro ossido nero E172), silice colloidale anidra e paraffina liquida.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Puntura di vespa: dopo quanto tempo si verifica lo shock anafilattico?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VESPA INSETTILa comparsa dei sintomi tipici dello shock anafilattico dopo puntura di vespa, segue l’esposizione all’allergene di un tempo variabile da pochi secondi ad oltre un’ora. L’intervallo è mediamente inferiore ai 10 minuti.

La comparsa dei sintomi tipici (dispnea, collasso, convulsioni) può essere preceduta da alcuni sintomi “premonitori”:

  • tachicardia;
  • ipotensione arteriosa (pressione bassa);
  • pallore intenso;
  • orticaria generalizzata (prurito che inizia di solito a mani e piedi);
  • sudorazione profusa con cute fredda;
  • vertigini;
  • senso generalizzato di grave malessere;
  • senso di morte imminente;
  • ansietà;
  • angoscia;
  • raucedine;
  • abbassamento della voce;
  • disfonia;
  • tosse stizzosa.

L’ampia variazione dei tempi di insorgenza dipende da diversi fattori:

  • struttura dell’antigene;
  • via di introduzione dell’antigene (orale, inalatoria, endovenosa…);
  • variabilità individuale;
  • età e stato di salute del soggetto.

Nelle forme ad esordio rapido, lo shock anafilattico compare in maniera brusca, anche senza nessuno dei sintomi anticipatori prima elencati.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su Tumblr e su Pinterest, grazie!