I 6 cibi migliori per combattere la stanchezza autunnale

MEDICINA ONLINE PANE PASTA PANINO RICETTA INTEGRALE VEGANO MANGIARE STIPSI FIBRE VEGETARIANO METEORISMO ARIA INTESTINO ALVO GAS FECI STITICHEZZA CUCINA WALLPAPER PICTURE PICS IMAGE HD HI RESTroppi impegni lavorativi, il cambio di stagione, problemi di sonno o altro posso influire sul senso di stanchezza che si può avvertire in diversi momenti della giornata. Non è sempre e per tutti buona cosa servirsi di sostanze stimolanti come caffè, tè, cioccolata, ginseng o altro, ma è certamente un’ottima idea aiutarsi invece con l‘alimentazione per ottenere l’energia necessaria a superare anche i momenti più difficili. Vediamo allora 6 alimenti che possono donarci un po’ di sprint in più e alleviare quel fastidioso senso di stanchezza psico-fisica che può sopraggiungere quando arriva l’autunno:

1) Avena

Questo cereale è certamente uno dei più completi grazie all’alto contenuto di fibra di cui dispone ed essendo presenti in discreta quantità anche le proteine. Contiene poi vitamina B1, particolarmente utile contro l’affaticamento e lo stress ed offre inoltre il vantaggio di saziare, per cui si evita di eccedere con il cibo nel corso della giornata. Potete mangiarla a colazione, insieme a frutta o yogurt, ma anche a pranzo o a cena arricchita da un po’ di verdure.

2) Frutta secca (in particolare noci e mandorle)

Una manciatina di noci ha effetto energizzante sul corpo e sul cervello grazie alla presenza di acidi grassi omega 3. Le mandorle sono poi ottime alleate soprattutto se allo stress e alla stanchezza si associa anche un pizzico di depressione, questa frutta secca infatti contiene magnesio, minerale fondamentale per il benessere del sistema nervoso. Noci e mandorle sono un perfetto spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, da prediligere certamente agli snack confezionati.

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3) Pane e pasta integrale

I carboidrati complessi (integrali) danno la giusta carica di energia senza incidere troppo sui livelli di zucchero nel sangue dato che forniscono nutrimento al nostro corpo ma a lento rilascio. Da evitare invece gli zuccheri e i carboidrati raffinati. A colazione, quindi, via libera a una bella fetta di pane integrale con la marmellata (meglio senza zucchero, scoprite qui come prepararla) mentre a pranzo si può optare per la pasta.

4) Uva

L’uva, ma anche il kiwi e tutti gli altri cibi ricchi di vitamina C, contribuiscono a dare nuovo sprint a mente e corpo. La vitamina C aiuta a ridurre il cortisolo, l’ormone responsabile dello stress e dei crolli energetici e inoltre stimola il sistema immunitario a funzionare al meglio, il che è molto importante in particolare nei momenti di cambio di stagione quando si è più soggetti a raffreddori ed influenze. L’uva, come il resto della frutta, va mangiata sempre a stomaco vuoto per evitare che fermenti o crei gonfiori addominali.

5) Zucca e semi di zucca

La zucca è uno degli alimenti più preziosi della stagione autunnale in particolare perché contiene vitamina C, antiossidanti e betacarotene. Oltre alla vera e propria zucca, bisognerebbe inserire ogni giorno nella propria dieta una manciatina di semi di zucca, perfetti per dare energia e contribuire a scacciare astenia e apatia grazie all’elevato contenuto di acidi grassi e zinco. Sono ideali da sgranocchiare un po’ come si fa con la frutta secca o possono essere utilizzati per arricchire insalate o piatti di verdure.

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6) Cioccolata

Il cacao è una delle fonti più ricche di magnesio ed è un energizzante ideale per la stagione autunnale. Bisogna però scegliere le fave crude o le tavolette realizzate al 75-80% da cacao, sono più amare ma più ricche di proprietà. Non c’è bisogno che vi dica il momento giusto per mangiare un po’ di cioccolata (senza esagerare mi raccomando), la risposta è sempre!

Se poi, nonostante si segua un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano, lastanchezza ancora persiste è sempre possibile ricorre ad alcuni integratori naturali, come ad esempio Floradix a base di erbe per far fronte ad eventuali carenze di ferro o vitamine.

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Autunno: 10 consigli per affrontare il cambio di stagione al meglio

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO BOSCO FOGLIE SECCHE AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER SNOW NEVE AUTUMN LEAVES WOODS WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesCon l’equinozio ci prepariamo ad accogliere l’autunno. Alcune persone amano molto questa stagione, altre sono invece sopraffatte dalla malinconia e avvertono la nostalgia dell’estate, soprattutto per via dell’abbreviarsi delle ore di luce. Ecco allora alcuni rimedi naturali e consigli utili per affrontare il cambio di stagione tra estate e autunno.

1) Aromaterapia

L’aromaterapia ci viene in aiuto per affrontare il cambio di stagione tra estate e autunno. In questo caso il consiglio è di scegliere essenze diverse per accogliere la stagione a seconda del momento della giornata: lavanda e vaniglia al mattino, arancio amaro, limone sandalo e legno di cedro alla sera.

2) Massaggi

Per evitare la secchezza della pelle che in alcuni casi è tipica della stagione autunnale, date spazio ai massaggi. Il consiglio è di scegliere olio di sesamo o un altro olio vegetale di base con cui vi trovate bene per i massaggi. Il momento ideale per un massaggio a base di olio è prima del bagno o della doccia. Gli impacchi oleosi e i massaggi del cuoio capelluto sono utili per rafforzare la chioma e per stimolare la circolazione, così da contrastare la classica caduta autunnale.

3) Cromoterapia

L’autunno è una stagione che porta con sé l’inizio del freddo, giornate ventose e cieli dal colore cupo che possono favorire il malumore. Se le tonalità accese delle zucche e delle foglie che cadono non bastano a risollevarvi il morale, scegliete colori caldi con cui vestirvi e di cui circondarvi, come giallo, rosso e arancione.

4) Dieta autunnale

I consigli alimentari per l’autunno riguardano soprattutto la scelta di prodotti di stagione. Scegliete frutta e verdura dai colori caldi e vibranti, che vi preparerà anche al successivo arrivo dell’inverno. Nel passaggio dall’estate all’autunno, potrete creare dei piatti molto colorati e salutari che richiamino entrambe le stagioni, sia grazie alla frutta che con la verdura.

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5) Difese immunitarie

Il cambio di stagione è uno dei momenti migliori per occuparsi del sistema immunitario e rafforzare le difese in modo naturale. Bevete succhi freschi, abbondate con le porzioni di frutta e verdura, condite i vostri piatti con zenzero e curcuma, raccogliete i frutti di bosco e gustateli freschi a merenda e a colazione, non dimenticate i probiotici e i cibi fermentati e bevete abitualmente una salutare tisana all’echinacea.

6) Attività fisica dolce

Agevolate il passaggio da una stagione all’altra abituando il vostro corpo ad un’attività fisica dolce. Cercate di fare delle passeggiate all’aria aperta anche in autunno, proprio come in estate, fino a quando le temperature lo permettono. Fate in modo che con l’arrivo del freddo la vostra vita quotidiana non diventi troppo sedentaria. Dunque, se rimanete in casa ad esempio la sera, dedicatevi allo yoga o ancora, se volete uscire, iscrivetevi ad un corso di pilates o di ginnastica dolce in palestra.

7) Rallentare il ritmo

Adattatevi al cambio di stagione rimanendo sempre attivi, ma concedetevi di tanto in tanto di rallentare il ritmo, soprattutto nelle ore serali. L’autunno è il momento in cui l’attenzione torna all’interiorità e ciò ci spinge alla riflessione. Trasformate gli attimi di pausa in momenti in cui prendervi cura di voi stessi, bevete una tazza di tè, leggete un libro, lavorate a maglia o giocate con i bambini.

8) Lota

Se avvertite i primi sintomi di raffreddore e sinusite, provate a contrastarli grazie allalota e alla pratica dello jala neti. Si tratta di uno stratagemma molto utile per liberare le prime vie respiratorie dagli accumuli di muco. La lota è un piccolo strumento che vi servirà per il vostro lavaggio nasale. Cercatela su internet e in erboristeria.

9) Ginkgo biloba

Tra i rimedi naturali consigliati per contrastare la disidratazione e la secchezza, a livello della pelle e degli organi, tipica dell’autunno, troviamo i ginkgo biloba. Ha potenti proprietà antinfiammatorie ed è ritenuto utile in caso di tosse, asma e allergie. Aiuta a migliorare la memorie e la concentrazione, dunque è utile per chi ritorna sui libri e deve affrontare gli esami universitari. Altri rimedi naturali utili sono l’ortica, la lobelia e la radice di liquirizia.

10) Benessere intestinale

Se l’autunno porta con sé stitichezza e disidratazione a livello dell’intestino, non dimenticate di bere qualche bicchiere d’acqua in più. Alcuni rimedi naturali utili per la regolarità intestinale sono il succo d’aloe, i semi di lino e i semi di chia, che con la formazione di sostanze mucillaginose concorrono a rendere meno difficoltoso il transito delle sostanze da espellere dal nostro corpo.

L’idea in più

Per affrontare il cambio di stagione e l’autunno, può essere utile rivolgersi ai consigli dell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana. L’Ayurveda suggerisce di iniziare la giornata con una colazione a base di cereali, fiocchi d’avena o quinoa e di scegliere durante gli altri alimenti come zucche, carote, patate, tuberi e radici in generale, poiché si tratta di cibi legati alla terra, in grado di contrastare l’effetto eccessivo di Vata, che caratterizza l’autunno come stagione ventosa, che può portare con sé aridità e disidratazione a livello della pelle e dell’organismo. L’Ayurveda consiglia inoltre di circondarsi di profumi e aromi dolci, anche sotto forma di tisana, e di ascoltare i suoni piacevoli della natura, come la pioggia e l’acqua di un torrente che scorre, per concedersi un momento di relax. Il riposo a fine giornata, prima di coricarsi, in autunno è fondamentale per non ritrovarsi completamente privi di energia.

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La sera e la notte la febbre è più alta o più bassa?

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Prima cardio o pesi per dimagrire ed aumentare massa e forza?

MEDICINA ONLINE TREADMILL RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO ELETTRICO MECCANICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA BOSCO CITTA SMOGIl lavoro di tipo cardio viene spesso considerato come una forma di riscaldamento da chi si allena in palestra e viene quindi fatto prima delle sessioni con i pesi. Così facendo però si tolgono molte energie all’allenamento e si limita la combustione del grasso. Per ovviare a questo problema c’è chi preferisce farlo in sessioni separate, ma nemmeno questa soluzione è ideale. Qual è allora la cosa migliore da fare? E’ preferibile eseguire una quantità limitata di cardio come riscaldamento per acquistare scioltezza praticarne la maggior parte subito dopo i pesi.  

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Legatura/sclerosi delle varici esofagee: perché si esegue, quali sono i rischi?

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESL’emorragia delle vene dell’esofago (varici) è una delle complicanze più gravi che può verificarsi in un paziente affetto da una malattia cronica del fegato, come la cirrosi epatica. Può avvenire perché proprio a causa della malattia che interessa il fegato, parte del sangue proveniente dall’intestino non riesce a passare attraverso il fegato (dove viene filtrato), ma viene deviato lungo le vene dello stomaco e dell’esofago.
L’afflusso di maggiori quantità di sangue attraverso queste vene ne provoca una dilatazione (varice) simile a quanto avviene nelle vene delle gambe. Le vene dell’esofago, divenute gonfie e tortuose, sono soggette a rottura con comparsa di emorragia, che può fuoriuscire dalla bocca (ematemesi) o essere eliminata attraverso l’intestino, con riscontro di feci nerastre (melena), a tal proposito leggi: Feci nere e melena: cause e cure in adulti e neonati

COME SI CURANO?

Le varici dell’esofago possono essere viste con una sonda, il gastroscopio, di diametro di poco superiore al centimetro, con una telecamera in punta o delle lenti (fibre ottiche) e dotato di luce propria, che viene introdotto delicatamente dalla bocca. Attraverso il canale che esiste all’interno del gastroscopio è possibile fare passare un ago sottile, che consente di iniettare un liquido nelle varici che sanguinano o nelle loro immediate vicinanze, provocando l’arresto dell’emorragia. L’emorragia può essere arrestata anche strozzando alla base la varice con un piccolo anello elastico (legatura). L’iniezione di questo liquido o il posizionamento di un anello elastico provocano una trombosi della varice che conduce poi alla sua occlusione e scomparsa. Per ottenere una completa scomparsa di tutte le varici sono necessari più esami endoscopici (generalmente da 3 a 5), che vengono effettuati settimanalmente o ogni 2 settimane. La completa scomparsa di tutte le varici è importante per prevenire ulteriori emorragie.
I pazienti vengono in seguito sottoposti a controlli periodici (6 mesi o un anno) durante i quali vengono trattate eventuali varici riformate.

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PERCHÉ SI TRATTANO?

L’emorragia delle varici dell’esofago richiede un intervento immediato per i rischi che ne possono derivare. Dopo un episodio di sanguinamento, è inoltre necessario chiudere tutte le varici per prevenire altre emorragie.
La terapia endoscopica è attualmente quella che consente, in un’elevata percentuale di casi, un rapido arresto dell’emorragia da varici e la loro successiva occlusione (già durante l’esame che deve accertare la sede dell’emorragia), senza dover ricorrere ad anestesia generale.
Per tale motivo quella endoscopica è preferita alla terapia chirurgica e a quella radiologica, che sono oggi riservate ai casi in cui la terapia endoscopica fallisce.

COME SI ESEGUE L’ESAME?

Prima dell’esame può essere qualche volta necessario posizionare un sondino che, attraverso il naso, viene fatto procedere fino allo stomaco, per rimuovere il sangue e i residui alimentari presenti nello stomaco.
L’esame non produce dolore ma solo modesto fastidio all’introduzione dello strumento; per tale motivo può essere somministrato un farmaco sedativo e un liquido o una compressa per l’anestesia in gola. Durante l’esame il paziente viene costantemente monitorato (saturazione, battito cardiaco ecc.). Ai fini dell’esame è importante che il paziente si mantenga rilassato, respirando lentamente e profondamente, per prevenire l’eventuale sensazione di vomito e tollerare meglio la procedura. Dopo l’esame è necessario rimanere sotto controllo per qualche ora, in alcuni casi rimanere ricoverati per 24 ore. Ovviamente, se l’esame è stato effettuato per un’emorragia, il ricovero potrà protrarsi per più giorni.
L’alimentazione dovrà essere liquida per le prime 24 ore e semiliquida per uno o più giorni.

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QUALI SONO LE COMPLICANZE?

Dopo la sclerosi o la legatura delle varici esofagee possono insorgere febbre e/o modesti dolori al torace e alla parte superiore dell’addome che si risolvono spontaneamente e che devono destare apprensione solo quando persistono.
L’eventuale comparsa di difficoltà alla deglutizione è legata all’infiammazione della mucosa dell’esofago, conseguente all’iniezione del liquido che occlude le varici. Inoltre, sia l’iniezione di liquido nelle varici sia la legatura provocano delle ulcere della mucosa dell’esofago. La caduta dopo qualche giorno delle piccole croste che le ricoprono (escare) può essere causa di un nuovo sanguinamento che generalmente si arresta spontaneamente.
La difficoltà alla deglutizione tende a scomparire dopo alcuni giorni e solo la sua persistenza per tempi lunghi può indicare la presenza di un restringimento dell’esofago conseguente al trattamento. A questa complicanza si può facilmente porre rimedio per via endoscopica.
Complicanze più gravi, come la perforazione, sono molto più rare.

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Le 5 migliori tisane per affrontare freddo e cambio di stagione

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO BOSCO FOGLIE SECCHE AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER SNOW NEVE AUTUMN LEAVES WOODS WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-images.jpgQuali tisane sono più appropriate per affrontare il cambio di stagione? Giornate più fresche e sbalzi di temperatura. Fattori che bastano a farci sentire spossati, gonfi, con le difese immunitarie basse e pure una più accentuata perdita di capelli. È possibile rispondere al malessere che spesso porta con sé il cambio di stagione attraverso alcune tisane naturali facili da preparare e ottime da bere in ogni momento della giornata.

Echinacea e timo

Partendo dal sistema immunitario, una tisana che fa da stimolante e rinforza la barriera delle difese è quella a base di echinacea e timo. Ecco come prepararla: procuratevi l’echinacea angustifolia in radice (la maggior parte del composto di erbe deve essere costituita da questa nell’ordine del 50%) del timo, del rosmarino e dell’astragalo. Fate bollire in una pentolina dell’acqua le erbe per due minuti e poi lasciate il tutto in infusione per 10 minuti. Filtrate le erbe e bevete una tazza a stomaco vuoto per tutte le mattine per una ventina di giorni.

Ortica

Un’altra tisana che non dovete farvi mancare è quella che vi depura e al tempo stesso vi rafforza i capelli e le unghie, soggetti, in autunno, a un indebolimento. Ecco come fare: comprate le foglie di ortica in erboristeria, isolatene 30 grammi, bollite per dieci minuti, filtrate con il colino e bevete caldo o freddo (in quest’ultima veste , il decotto è anche molto dissetante). Potete bere fino a tre bicchieri di decotto al giorno. Ne gioverà molto anche l’umore, lo sapete? Sembra infatti che l’ortica abbia un ottimo effetto “antistress”.

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Bardana

La nostra pelle è la vittima numero uno dei primi freddi. Una tisana a base di bardana ci consente una depurazione dal di “dentro”, rende la pelle lucida e luminosa e rallenta la desquamazione. Ottima anche per chi soffre di pelle impura e mista. Basta una tazza al giorno, magari lontano dai pasti.

Lavanda e melissa

Ma l’autunno è soprattutto un momento di ripresa dell’attività lavorativa dopo la parentesi colorata e allegra dell’estate. Se vi sentite molto sotto pressione, potete provare a rilassarvi con una tisana che vi distenda, alla lavanda oppure prima di coricarvi, alla melissa. Oppure, se spesso vi sentite ansiose, con i battiti accelerati e i nervi a fior di pelle, allora provate per un periodo, la tisana al biancospino. È facile e veloce: basta lasciare 1 g di fiori in 100 ml di acqua bollente in infusione per dieci minuti. Poi vanno premuti, si filtrano e si bevono. Si può aggiungere un po’ di miele o qualche goccia di limone.

Infine, un occhio all’estetica. Se i bagordi dell’estate vi hanno lasciato un po’ di cellulite da smaltire, anche in questo caso, la natura vi aiuta. Chiedete in erboristeria i peduncoli di ciliegio, noti per le loro proprietà diuretiche e anticellulite. Ecco la vostra tisana: 30 g di peduncoli di ciliegio, 20 g di foglie di centella, 20 g di pilosella, 20 g di foglie di betulla, 10 g di ortica, versate un litro di acqua bollente e lasciate in infusione 10 minuti. Filtrate e bevete.

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Il cloro della piscina è dannoso per la salute: come proteggersi?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE PAURA DELL ACQUA FEAR OF SWIMMING SPIAGGIA PISCINA MARE DONNA COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE NEOIl cloro comunemente utilizzato nelle piscine può essere dannoso per la nostra salute, scopriamo insieme come proteggersi dai suoi effetti negativi. Con l’arrivo dell’estate e del caldo, i più fortunati si godono un po’ di frescura al mare. Ma chi non può allontanarsi dalla città, spesso usufruisce della comodità della piscina. Cosa provoca il cloro che viene comunemente usato come disinfettante nelle piscine? Questa sostanza può danneggiare la pelle, i capelli e non solo. Ecco perché è bene seguire alcuni semplici consigli per proteggere la nostra salute.

Che cos’è il cloro e a cosa serve?

Il cloro è una sostanza gassosa dal tipico colore giallo-verdognolo. Ha proprietà ossidanti e disinfettanti, ed ha un’ottima efficacia contro molti patogeni che si diffondono in acqua. Per questo motivo viene utilizzato costantemente nelle piscine, sia pubbliche che private. Purtroppo però il cloro, soprattutto se usato in abbondanza, può provocare alcune spiacevoli conseguenze.

Gli effetti del cloro della piscina sulla pelle

Il cloro della piscina può avere effetti negativi sulla pelle, in particolare nelle persone più sensibili. La maggior parte dei nuotatori sente la pelle secca, che tira. Nei casi più gravi possono comparire irritazioni o dermatite da cloro.

  1. Pelle secca: il cloro altera il pH dell’epidermide, tanto da esporla alle aggressioni di agenti esterni. Il film idrolipidico – ovvero la barriera di grasso che protegge la pelle – si riduce a causa di un abbondante uso del disinfettante nelle piscine. In questo modo si è più a rischio di micosi e infezioni, come le fastidiosissime verruche.
  2. Irritazione della pelle da cloro: se dopo un tuffo in piscina si prova un forte prurito e compaiono delle macchie rosse, è possibile che si tratti di irritazione da cloro. Attenzione: se compaiono anche sintomi quali bruciore agli occhi, tosse secca o asma, potrebbe trattarsi di allergia da cloro della piscina.
  3. Dermatite da cloro: tra i sintomi di questa patologia compaiono arrossamento della pelle, eruzione cutanea, prurito intenso e, nei casi più gravi, lacerazioni della pelle.

Effetti negativi del cloro sui capelli

Anche i capelli subiscono danni dal cloro. Innanzitutto si indeboliscono e sono maggiormente a rischio caduta. Inoltre i capelli, a contatto con questa sostanza, tendono a perdere di lucentezza. Infine, il cloro ha un noto effetto schiarente. Se si passa troppo tempo in piscina, i capelli possono diventare più chiari e, spesso, di un colore non molto gradevole.

Rimedi per proteggersi dal cloro

Esistono diversi rimedi per proteggere pelle e capelli dal cloro della piscina. Molti sono dei semplici consigli, che se messi in pratica riducono al minimo i rischi di avere danni alla propria salute per colpa di questa sostanza. Vediamo insieme quali sono i principali rimedi.

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Rimedi per l’irritazione e la dermatite da cloro

L’irritazione e la dermatite da cloro sono due problemi piuttosto comuni in chi frequenta la piscina, soprattutto se ha la pelle particolarmente sensibile. Ecco quali sono i rimedi per prevenire l’insorgere di questi fastidiosi disturbi.

La doccia prima e dopo la nuotata in piscina

Per proteggere la pelle dall’effetto del cloro della piscina, basta seguire alcuni semplici consigli. Innanzitutto bisogna sempre fare una doccia prima di entrare in piscina. In questo modo la pelle assorbe l’acqua pulita e, almeno per un po’, non riesce ad assorbire quella contenente il cloro. Inoltre la doccia pulisce il sudore sulla nostra pelle. Il cloro, a contatto con l’ammoniaca contenuta nel nostro sudore, produce una sostanza chiamata cloramina. Quest’ultima è piuttosto irritante e può provocare reazioni allergiche nei soggetti predisposti. Naturalmente è importante fare una doccia anche subito dopo essere usciti dalla piscina. In questo modo si eliminano immediatamente tutti i residui di cloro presenti sulla nostra pelle. Per non danneggiare ulteriormente il film idrolipidico presente sulla nostra cute – e già ridotto per via del cloro – si sconsiglia l’utilizzo di bagnoschiuma particolarmente aggressivi, che hanno un’azione sgrassante. Molto meglio quelli a base di gomma xantana, una sostanza naturale in grado di costruire una barriera contro il cloro.

Le creme barriera per la piscina

Esistono in commercio delle creme barriera contro il cloro, che proteggono la pelle dall’effetto nocivo di questa sostanza presente nelle piscine. Sono particolarmente consigliate per chi soffre di dermatite da cloro o di allergia, dal momento che presentano una maggiore sensibilità. In realtà, qualsiasi tipo di crema contenente omega 3 può avere un effetto barriera per la piscina. Stessa cosa per gli oli contenenti vitamina E, sostanza dalle mille proprietà benefiche: ricostituiscono il film idrolipidico della nostra pelle, prevenendo i danni del cloro. Bisogna spalmare il prodotto sulla pelle prima di entrare in acqua, e lasciare che venga completamente assorbito.

Rimedi per i capelli danneggiati dal cloro

Anche i capelli richiedono alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto non bisogna mai dimenticare di indossare la cuffia, che protegge almeno parzialmente la nostra chioma dal contatto diretto con il cloro. Quando si esce dalla piscina, è importante lavare bene i capelli e utilizzare prodotti contro la secchezza.

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Pepe verde: proprietà, controindicazioni, fa male?

MEDICINA ONLINE PEPE NERO VERDE GRIGIO ROSA BIANCO GIALLO COLORE SAPORE PICCANTE DIFFERENZA CALORIE RICETTA CUCINA USO COSMETICA CUCINARE PIETANZA SALSA PASTA CARNE PESCE IRRITA GASTRITE FA MALE CONTROINDICAZIONI GRAVIDANZA.jpgPepe verde, così come il nero, viene prodotto dal frutto acerbo di una pianta della famiglia delle Piperacee. Nel procedimento di essiccazione viene trattato con diossido di zolfo in modo da mantenere il colore verde del frutto.  La particolarità del pepe verde è quella di essere generalmente conservato in salamoia: le drupe immature, ancora verdi, si immergono in una soluzione salina, bloccando i processi enzimatici di natura ossidativa. Così facendo, si riesce ad ottenere non solo una colorazione verde, ma si conferisce al prodotto anche morbidezza ed un sapore decisamente aromatico.

La tonalità verdastra di questo pepe può essere anche la conseguenza della sua lavorazione, precisamente dell’essiccazione, durante la quale subisce un trattamento con il diossido di zolfo che impedisce la perdita del suo tono cromatico.
Il pepe verde può essere conservato anche sott’aceto.

Nella tradizione Occidentale, il pepe nero e il pepe bianco erano maggiormente utilizzati, mentre il pepe verde affonda robuste radici nella lontana Thailandia: in questo Paese, infatti, si ha l’abitudine di utilizzare il frutto acerbo del pepe in grani appena raccolti dalla pianta.

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Proprietà

Le proprietà del pepe verde sono pressoché identiche a quelle del pepe nero: le potenzialità anti-fermentative ed antisettiche venivano sfruttate già in passato per la conservazione degli alimenti.
La piperidina, la piperina e la piperettina sono ammidi che conferiscono il sapore piccante all’olio essenziale di pepe verde; grazie a questi costituenti, il pepe verde si utilizza come stimolante nervoso e gastrico. Il pepe sembra favorire la digestione, perché il “pizzicare” è percepito anche a livello dello stomaco. Possiede proprietà febbrifughe ed antibatteriche; proprio per questa caratteristica viene utilizzato anche in alcuni insetticidi.
Ad uso esterno, il pepe verde determina un’azione a livello dei recettori del dolore: per questo, proprio come il pepe in generale, esplica proprietà rubefacenti, determinando una blanda irritazione a livello cutaneo indotta dalla vasodilatazione dei capillari. L’attività rubefacente del pepe resta, comunque, di minor entità rispetto a quella esplicata dal peperoncino.

Controindicazioni

Controverso il possibile effetto gastrolesivo del pepe verde, per cui in genere – a scopo cautelativo – si consiglia di limitarne il consumo in presenza di gastrite, reflusso gastroesofageo od ulcera gastrica. Il pepe verde non fa male alla nostra salute, ovviamente se consumato in quantità moderate.

Pepe verde in cucina

Da ultimo, ma non per importanza, il pepe verde impreziosisce piatti a base di pesce e carne e dona brio e sapidità a molte salse e creme: se al pepe verde si unisce un mix di pepe rosa, pepe nero e pimento, si crea una miscela che prende il nome di creola.
Il pepe verde, in cucina, si abbina molto bene ad altre spezie, come noce moscata, ginepro e coriandolo.
Nella The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, di E. Gibbon, il pepe era considerato “l’ingrediente preferito nella più esclusiva cucina romana”.

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