In alto, nell’armadietto

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Traumatologia Sport Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Flebologo Dietologo IN ALTO NELL'ARMADIETTO Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Pressoterapia Linfodrenante DermatologoCerte volte apro una cartella vecchia ed impolverata, di quelle che non apre mai nessuno, di quelle che stanno in alto, nell’armadietto.
Persone che sono ferme a letto da prima che io nascessi e che non possono fare l’amore, sposarsi o avere dei figli da abbracciare. Persone che pagano, con la propria esistenza, non si sa quale ben precisa colpa, se non quella di essere venute al mondo.
Dalle storie di sofferenza di alcuni malati imparo così tanto che certe volte non capisco se sono io il loro dottore o se sono loro il mio. E non capisco quale sia il senso di tutto quel dolore. Non esiste alcun senso e difficilmente qualcuno riuscirebbe a trovarlo se solo li vedesse, credetemi sulla parola.
L’unica cosa che posso fare per loro – oltre che cercare ogni giorno di migliorarmi per essere un medico alla loro altezza e oltre che dargli una carezza quando li vedo – è non lamentarmi della mia vita appena c’è una piccola e stupida cosa che va storta, perché là fuori c’è qualcuno che sta combattendo una battaglia che io non riesco nemmeno ad immaginare. Mi fermo un istante e capisco che tutti i miei insormontabili problemi sono, in realtà, insignificanti.

Certe volte apro una cartella vecchia ed impolverata, di quelle che non apre mai nessuno, di quelle che stanno in alto, nell’armadietto. Ogni cartella è una vita. Ogni cartella è una storia che ha qualcosa da insegnarmi.

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Bodybuilder 19enne muore per la rottura dell’aorta: usava steroidi anabolizzanti e testosterone

MEDICINA ONLINE Andrej Gajdos FARMACI LISTA ANNI ALLENAMENTO MUSCOLI PESI GINNASTICA GUINNESS RECORD MORTE DEAD DEATH CUORE PATOLOGIA STEROIDI DOPING SOSTANZE DOPANTI GH BODYBUILDER BODYUn ragazzo di 19 anni, Andrej Gajdos, con la passione per il bodybuilding è morto sul colpo all’esterno di un supermercato nella sua città, Weston-super-Mare, in Inghilterra. Dall’autopsia è emerso che l’adolescente è morto a causa della rottura dell’aorta, un evento molto raro a questa età. Sul caso è stata aperta un’inchiesta. Da un esame post mortem è emerso che nel corpo del 19enne, che andava in palestra due volte al giorno, c’erano tracce di steroidi anabolizzanti e testosterone.

La sua famiglia ha anche trovato quattro diversi tipi di steroidi nel suo appartamento. Il medico che ha effettuato l’autopsia ha affermato che il cuore del giovane bodybuilder pesava 680 grammi, mentre un cuore normale pesa in media tra i 400 e i 500 grammi. “La sua storia in palestra mi ha fatto sospettare che stava prendendo steroidi da molto tempo, i muscoli della parte superiore del suo corpo erano enormi”, ha spiegato.

Il medico ha comunque affermato di non poter essere certo che gli steroidi siano stati la causa diretta della sua morte. La madre del ragazzo ha descritto suo figlio come un giovane conosciuto e amato da molte persone e per i suoi funerali ha creato un pagina di raccolta fondi che ha superato l’obiettivo iniziale di 2500 sterline: “Era un bodybuilder molto forte e sognava di diventare il nuovo The Rock”.

Londra, 4 agosto 2007

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Cara miss Italia Alice Sabatini, ecco cosa succedeva nel 1942

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Flebologo Dietologo Roma CARA MISS ITALIA ALICE SABATINI 1942 Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Pressoterapia Linfodrenante DermatologiaQualche giorno fa è stata eletta la miss Italia 2015, si chiama Alice Sabatini e durante la serata finale del concorso, alla domanda “in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere”, lei risponde ai giurati di voler essere nata nel 1942. “Avrei voluto esser nata nel 1942 per vivere la Seconda Guerra mondiale, ma tanto il militare non l’avrei fatto perchè sono donna”. La ragazza è giovane ed emozionata, ma questa frase, pronunciata sorridendo, è davvero fastidiosa e non può essere in nessun modo giustificata. Normalmente lascio correre quando avvengono questi “scandali da sabato sera” e cerco di non occuparmene, convinto che più si parla di un fatto stupido e più gli si da importanza. Ma questa volta non ce la faccio a trattenermi, anche perché qui non si può parlare per nulla di “fatto stupido”, ma di un evento in cui, gente come mio nonno materno, ha perso fratelli ed amici tra le bombe ed i proiettili. Mi piacerebbe parlare con Alice. Direttamente con lei.

Ecco, cara Alice, volevo semplicemente dirti quello che succedeva durante la Seconda Guerra Mondiale, non perché io l’abbia vissuta, ma perché tante testimonianze ci sono giunte da quel triste periodo storico. Osserviamo insieme questa foto datata proprio 1942, il tuo anno preferito. L’immagine mostra l’uccisione di civili da parte di truppe mobili dell’esercito tedesco (Einsatzgruppen) vicino Ivanograd, Ucraina. Questa foto – di proprietà di Tadeusz Mazur, ora conservata presso l’Archivio Storico di Varsavia – è stata spedita dal fronte orientale in Germania ed è giunta a noi poiché intercettata in un ufficio postale di Varsavia da un membro della resistenza polacca che l’ha raccolta insieme ad altra documentazione sui crimini di guerra nazisti.

Ecco, cara Alice, nella foto si vede un soldato tedesco (ed altre armi sulla sinistra fanno intuire la presenza di vari altri militari) mentre sta per uccidere a sangue freddo un uomo e suo figlio terrorizzato tra le sue braccia. L’uomo è inerme, è girato nel tentativo estremo di proteggere – col proprio corpo – il suo bambino. Altri corpi ormai senza vita, in terra. Ecco, cara Alice, quello che succedeva nel tuo amato 1942. Morte, distruzione, odio, bombe atomiche, sangue di innocenti, migliaia di bambini orfani, anziani fucilati in piazza, persone private degli arti, della dignità, dei figli, della propria vita. L’angoscia di andare a dormire, senza la certezza di svegliarsi vivi il giorno dopo. Forse tu hai visto troppe volte il film “Salvate il soldato Ryan” e pensi che in fondo la Seconda Guerra Mondiale sia una “bella storia”? No, la verità è che decine di milioni di persone sono morte nel terrore, lontane da casa e tra atroci sofferenze. Persone come te, che però a 18 anni erano già considerate adulte, con l’infanzia sfumata nella nebbia di un bombardamento che ti ha distrutto casa alle tre di notte, lontane dal caldo abbraccio di una madre come la tua che ora ti difende. Milioni di persone sono morte affinché il mondo non assista più ad un simile massacro. E sono morte anche per te, per darti la libertà di dire tutto quello che vuoi, perfino la cazzata che hai detto in diretta tv.

E poi, cara Alice, quel “ma tanto il militare non l’avrei fatto perchè sono donna”. Tralasciando il fatto che hai portato indietro di vari decenni le lotte delle donne per la parità dei sessi, volevo dirti solo una cosa. Cara Alice miss Italia 2015, la miss contenta di appartenere al sesso femminile durante la guerra: le donne durante la Seconda Guerra Mondiale venivano sfruttate, lavoravano come schiave per supportare lo sforzo bellico, aspettando per anni il ritorno di un figlio, di un padre, di un marito, di un promesso sposo che probabilmente non sarebbe mai tornato vivo a casa. Donne che vivevano nel terrore, donne che partorivano tra le macerie e morivano di infezioni, donne che venivano rapite, stuprate e mutilate, donne che venivano portate nei campi di concentramento, donne innocenti uccise a sangue freddo. Donne il cui corpo, dopo la morte, veniva vilipeso. Veniva trattato come immondizia scomoda, spogliato di ogni residua goccia di umana dignità. Smembrato. Bruciato. Annichilito.

Ecco, cara Alice, sei giovane ma questo non giustifica la tua frase infelice a dir poco. Io, al posto tuo, avrei detto che sarei voluto nascere nella metà del 1400, per poter ammirare Leonardo Da Vinci che regala al mondo L’Ultima Cena, o al massimo negli anni ’60, per vedermi dal vivo tutti i concerti dei Pink Floyd degli anni d’oro. Ma sono io. Tu preferiresti vivere la Seconda Guerra Mondiale. Sono gusti. Io spero per te che né te, né i tuoi cari, viviate mai la realtà di un conflitto mondiale. Ad ogni modo se vuoi provare la sensazionale esperienza di assaporare la guerra da vicino, ti invito a fare un viaggio in Siria, di questi tempi: tanto sei donna, cosa ti può succedere? In bocca al lupo, cara Alice.

A tutti gli altri lettori dico invece: una volta finite le riflessioni, dimentichiamoci di lei e facciamola tornare nel posto che si merita, quello dove stava tre giorni fa: nell’oblio.

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Come avere un orgasmo vaginale

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTUREC’è chi crede che sia frutto di una totale invenzione e chi, invece, lo ritiene il modo più bello e appagante di provare piacere. Stiamo parlando dell’orgasmo vaginale, argomento spesso al centro di dibattiti e ricerche e sul quale ancora non è stata fatta molta chiarezza. Oggi, vogliamo mettere da parte la teoria che sostiene che l’orgasmo sia riconducibile solo e soltanto alla stimolazione del clitoride e vogliamo spiegarvi cosa dicono gli studiosi sull’orgasmo vaginale. Secondo vari studi, infatti, anche la stimolazione vaginale profonda può portare le donne all’orgasmo, ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cos’è e su come si può raggiungere il tanto dibattuto orgasmo vaginale.

Cos’è l’orgasmo vaginale

L’orgasmo vaginale è quel tipo di orgasmo che non si raggiunge nella vulva, dunque nella parte esterna dell’organo genitale femminile, attraverso la stimolazione clitoridea, ma all’interno della vagina, attraverso la stimolazione del cosiddetto punto G. L’orgasmo vaginale, dunque, è raggiungibile, secondo gli esperti, solo attraverso la penetrazione durante un rapporto, con la pressione del pene, delle dita o di qualche sex toy. Il piacere sarebbe dato, in pratica, dalla frizione sul cosiddetto punto G.

Cos’è il punto G?

Per capire come raggiungere l’orgasmo vaginale, è importante capire prima cosa sia il punto G. Si tratta di una piccola protuberanza all’interno della vagina, più precisamente nella sua parte anteriore, a circa 5 centimetri dalle labbra, ed è un punto presente in tutte le donne.

Come trovare il punto G

Individuare il punto G non è sempre semplice. Per riuscirci, da sole o con il partner, è fondamentale rilassarsi e sdraiarsi a pancia in su. Con il palmo rivolto verso l’alto, inserire una o due dita nella vagina, a questo punto piegare le dita da un lato e dall’altro andando a toccare le pareti interne, fino a percepire una zona rugosa e tondeggiante: ecco il punto G. Individuarlo non significa solo imparare a conoscere meglio il proprio corpo, ma scovare quel punto che, secondo molti esperti, sarebbe in grado di far provare un piacere intenso e molto profondo. Le prime volte, durante la ricerca del punto G, potrebbe capitare di avvertire qualche fastidio, per questo è preferibile interrompere e riprovare a distanza di un po’ di tempo.

Come avere un orgasmo vaginale

A differenza dell’orgasmo clitorideo, quello vaginale – ammesso che esista – è più difficile da raggiungere e molto dipende dalla sensibilità delle donne. Numerose ragazze, infatti, sono clitoridee e dunque riescono a raggiungere l’apice del piacere soltanto attraverso la stimolazione del cosiddetto pene femminile. Bisogna dire, però, che sempre secondo alcune teorie, il raggiungimento dell’orgasmo vaginale richiede pazienza ed esperienza: che lo si provi a raggiungere attraverso la masturbazione o durante un rapporto con il partner, infatti, sarà necessario rilassarsi e perdere un po’ di tempo alla ricerca del famigerato punto G. Poche sono le donne che dicono di aver raggiunto questo tipo di orgasmo, anche se, stando ad alcune ricerche, l’orgasmo avuto all’interno della vagina sarebbe molto più appagante di quello raggiunto nella vulva.

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L’orgasmo vaginale esiste?

Ora che abbiamo capito cos’è l’orgasmo vaginale e abbiamo provato a darvi qualche spunto per provare a raggiungerlo, è bene sottolineare perché sull’orgasmo vaginale ci sono ancora tanti dubbi. A differenza dell’orgasmo clitorideo, raggiunto da tutte (salvo problematiche particolari), in poche possono dire di aver vissuto l’orgasmo vaginale che, secondo alcuni, sarebbe sempre un orgasmo clitorideo. Sempre più scienziati e medici, infatti, sono dell’idea che l’orgasmo vaginale sia una pura invenzione da far risalire, addirittura a Sigmund Freud. Il noto psicolanalista, infatti, riteneva che l’orgasmo vaginale fosse quello della maturità sessuale, a differenza di quello clitorideo, appartenente alle donne ancora sessualmente immature. Da allora si è acceso il dibattito che, ancora oggi, non è giunto ad una conclusione.

Orgasmo vaginale: teorie

Tra i più alti esponenti della corrente di pensiero che non crede all’esistenza dell’orgasmo vaginale, troviamo il dottor Vincenzo Puppo del Centro italiano di Sessuologia di Bologna e Giulia Puppo del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, i quali, sulla rivista Clinical Anatomy hanno chiaramente espresso il loro punto di vista: non avendo la vagina alcun rapporto diretto con il clitoride ed essendo quest’ultimo l’organo che scatena l’orgasmo, l’orgasmo vaginale non esiste. Eppure, nel 1950, Ernst Grafenberg, con un trattato dettagliato, parlava di quel punto – che dall’iniziale del suo cognome ha preso la denominazione di punto G – in cui avrebbe avuto origine l’orgasmo femminile. Ad oggi molti ancora seguono la teoria di Grafenberg, sostenendo che a raggiungere l’orgasmo vaginale sia circa il 20-30 per cento delle donne. Ma quindi l’orgasmo vaginale esiste o non esiste? Nel dubbio vi abbiamo dato un po’ di nozioni. Hai visto mai vi capitasse di raggiungere, inaspettatamente, un orgasmo vaginale?

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Un semplice blog…

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Flebologo Dietologo Roma SEMPLICE BLOG Anoressia Ragazza Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia Linfodrenante DermatologiaMolti lo considerano un semplice blog, ma per me – e non solo per me – è molto di più e questo messaggio che ho ricevuto su Facebook ne è la prova.

“Grazie mille” lo dico io a te cara lettrice, perché la tua testimonianza mi ha reso la persona più felice del mondo! Continua così e… non mollare!

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Quali sono i dieci cibi più costosi al mondo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA (2)Nel mondo ci sono alcuni alimenti che per la loro rarità e bontà possono raggiungere quotazioni esorbitanti. Battuti all’asta come fossero opere d’arte o gioielli, pagati a peso d’oro, chef e buongustai se li contendono. Dal tartufo bianco di Alba, eccellenza nostrana, al caviale albino made in Russia, dai pregiati meloni giapponesi al miele turco, ecco quali sono i dieci cibi più costosi al mondo e quanto sono quotati.

Tartufo bianco di Alba

Il tartufo, e ancora di più il tartufo bianco, sono già molto costosi di loro, ma quando un imprenditore di Hong Kong si è aggiudicato ad un asta un pezzo del peso di 1,51 kg per 160.406 dollari ha fatto schizzare il tubero nostrano in cima a tutte le classifiche.

Caviale Almas

Il caviale è il cibo dei ricchi per eccellenza, sinonimo di lusso ed esclusività. Questa varietà bianca proveniente dall’Iran e venduta in Europa solo da “The Caviar House & Prunier” a Piccadilly Circus a Londra, è la più rara in circolazione e viene venduta in una confezione d’oro a 24 carati. Costo? 25mila dollari al chilo (22.500 euro).

Melone Yubari King

Questa particolare tipo di melone coltivato a Sapporo in Giappone è molto raro e di solito viene venduto a coppia. Può arrivare a costare fino a 2,5 milioni di Yen (20mila euro) a coppia. Nella terra del Sol Levante è spesso usato come ‘dono’.

Angurie nere di Densuke

Crescono solo nel nord dell’isola di Hokkaido in Giappone. Sono rare e apprezzate per la loro equilibrata dolcezza, talmente dolci da arrivare a costare 6.100 dollari (5500 euro).

Miele Elvish

Ne sono stati trovati 18 chili in una grotta a 1800 metri di profondità in Turchia: è il miele più costoso al mondo, e costa 5mila euro al chilo. Il primo chilo è stato venduto nel 2009 in Francia per 45mila euro, l’anno seguente in Cina per 28mila. Adesso si vende in piccole confezioni da 250 grammi e il suo costo è calato.

Nidi di rondine

In Italia li chiamiamo nidi di rondine ma in realtà appartengono a diverse specie di uccelli e sono prodotti da una particolare secrezione dell’animale simile alla saliva. Molto rinomati e ricercati nella cucina cinese, rari e considerati afrodisiaci. Posso arrivare a costare fino a 4mila euro a confezione.

Funghi Mattake o Matsutake

Crescono solo in alcune zone del mondo: Giappone, Cina, Corea, Stati Uniti, Canada, Finlandia e Svezia. Fanno parte della stessa famiglia dei porcini, ma sono molto più rari. La variante ‘pino rosso’ si trova solo in Giappone e può arrivare a costare tra i mille e i 2.200 dollari al chilo (circa 2mila euro).

Kopi Luwak

Non è una novità. Da diversi anni se ne parla anche qui da noi e lo si trova in vendita in alcuni negozi molto ricercati: è un particolarissimo caffè prodotto con le bacche parzialmente digerite e defecate dallo zibetto. Prodotto in Indonesia, il suo prezzo varia dai 650 euro ai 2500 euro.

Ostriche giganti della Coffin Bay

Nell’Ottocento erano il cibo dei poveri, poi sono diventate sinonimo di lusso e cibo di qualità. Abbastanza costosa questa particolare varietà australiana si trova in quantità così ridotte ed è così apprezzata che ogni singolo esemplare può arrivare a costare 100 dollari.

Zafferano rosso iraniano

Già lo zafferano che troviamo nei nostri supermercati non è certo a buon mercato. Ma la variante più pregiata di zafferano iraniano varia dai 15 ai 44 dollari (40 euro) al grammo.

FONTE

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Attenti al pisolino: oltre i 40 minuti aumenta rischio diabete

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DORMIRE LETTO DIVANO PIGIAMA RIPOSO RELAX (2)Concedersi un pisolino troppo lungo può aumentare moltiplicare il rischio di diabete di tipo 2. E’ ciò che si desume da uno studio presentato al Congresso dell’Associazione europea per lo studio di diabete (Easd), Stoccolma. Se il pisolino supera la durata di un’ora il pericolo di ammalarsi aumenta del 46%. La cosa migliore è dormire al massimo 40 minuti: solo superando questa soglia il pericolo di diabete cresce. La ricerca è stata condotta dal giapponese Tomohide Yamada dell’università di Tokyo ed è in realtà una meta-analisi di oltre 680 studi sul tema pubblicati fino al novembre 2014 e inseriti nei database di Medline, Cochrane Library e Web of Sciences condotti tra Europa, Asia e Usa, coinvolgevano complessivamente più di 260 mila persone. Le ragioni di questo legame sono ancora sconosciute.

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Qual è la nuova malattia che si sta diffondendo a Milano?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Flebologo Dietologo Roma NUOVA MALATTIA A MILANO Bufala Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia Linfodrenante DermatologiaNegli ultimi giorni su Facebook si sta diffondendo un link che reca una scritta minacciosa: “Organizzazione Mondiale della Sanità ha un avvertimento sulla malattia diffusione a Milano”, con allegata una immagine altrettanto minacciosa che dovrebbe – in teoria – illustrare gli effetti di questa malattia che si sta diffondendo nel capoluogo lombardo. Ho scritto questo post per avvertirvi che, come già avvenuto in passato, questo tipo di link non va assolutamente cliccato perché porta a siti che potrebbero installare malware sul vostro computer, cioè dei software che possono danneggiare il vostro pc. Ovviamente non c’è nessuna malattia che si sta diffondendo a Milano e l’immagine è un falso ottenuto con programmi di fotoritocco: in pratica è solo una bufala “acchiappaclick”.

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