Come curare la puntura di medusa? Cosa fare e cosa evitare

MEDICINA ONLINE MARE MEDUSA ACQUA PUNTURA VELENO CURE RIMEDIO BRUCIORE PELLE GRATTARE DOLORE OCCHI SOLE USTIONE CONTATTO ANIMALE DANNO NUOTARE GAMBAIn estate andare al mare e farsi un bel bagno rinfrescante è davvero un relax, ma spesso questi momenti di spensieratezza vengono rovinati da alcune piccole insidie, come ad esempio le meduse: trasparenti e belle da vedere, ma dalle quali è bene stare alla larga.
Le meduse sono animali che fanno parte del plancton e, nonostante siano in grado di nuotare e spostarsi in verticale, si muovono principalmente grazie alle correnti. La loro particolarità più conosciuta è quella di avere tentacoli urticanti, che possono raggiungere anche grandi lunghezze.
A contatto con il corpo umano, i tentacoli delle meduse, tramite particolari cellule, emanano una sostanza neurotossica sulla pelle del malcapitato. Ma vediamo meglio quali sono le reazioni che questa provoca sul nostro corpo e quali sono i rimedi da attuare.

Le reazioni
Per fortuna nel nostro paese non sono presenti specie di meduse altamente pericolose, la più diffusa si chiama Pelagia noctiluca, ed è caratterizzata da un colore trasparente o violaceo, una grandezza media di 10 cm di diametro e filamenti abbastanza lunghi. La sua puntura provoca un forte prurito unito a bruciore, e causa un arrossamento della pelle, sulla quale si va a formare un eritema o una bolla.

I rimedi
Per prima cosa occorre uscire dall’acqua e lavare la zona con acqua di mare, in modo da eliminare la presenza di eventuali tentacoli rimasti attaccati e allo stesso tempo diluire la tossina già presente. Eventualmente è possibile ricorrere all’uso di tessere per rimuovere le parti che non si sono ancora staccate.
Successivamente si può passare del bicarbonato e poi medicare con un gel al Cloruro di Alluminio, le creme antistaminiche invece sono utili per diminuire il prurito, ma bisogna utilizzarle quando non si è esposti al sole.
La parte colpita va poi tenuta lontana dal sole e coperta fino a completa guarigione, in modo da evitare che si accentuino eventuali cicatrici.

Cosa evitare
E’ opportuno non utilizzare acqua dolce per risciacquare: favorisce il rilascio del veleno dalle cellule cnidocisti, peggiorando la situazione. Non applicare acqua calda, ammoniaca o alcool e altri rimedi “fai da te” e non toccarsi gli occhi, ciò potrebbe provocare ulcere alla cornea. Meglio evitare creme con cortisone che hanno un effetto solo dopo 30 minuti dall’applicazione, dunque non abbastanza repentino.
In caso di reazioni gravi, come difficoltà nel respirare, pallore, sudorazione e senso di disorientamento, oppure una reazione cutanea diffusa, recarsi in ospedale. Alcune meduse possono provocare shock anafilattico.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenza tra globuli rossi, bianchi e piastrine

MEDICINA ONLINE GLICEMIA INSULINA SANGUE DIFFERENZA CONCENTRAZIONE ORMONE PIASTRINE GLOBULI ROSSI BIANCHI GLUCAGONE TESTOSTERONE ESTROGENI PROGESTERONE CUOREglobuli rossi (anche chiamati eritrociti) sono la popolazione di cellule costituenti il sangue più numerosa. Hanno una forma biconcava, colore rosso e nei mammiferi non presentano il nucleo.
I globuli rossi vengono prodotti dal midollo osseo sotto stimolo dell’eritropoietina (EPO, anche conosciuta come agente dopante nello sport) e distrutti dalla milza dopo un ciclo di vita di circa 120 giorni.
I globuli rossi al loro interno contengono l’emoglobina che permette loro di svolgere un’importante funzione: portare l’ossigeno a tutti i tessuti e l’anidride carbonica ai polmoni, che provvederanno in seguito ad eliminarla.
L’anemia, una condizione in cui si ha una riduzione del numero di globuli rossi nel sangue (o di alcuni loro componenti), ha infatti come diretta conseguenza una riduzione dell’apporto di ossigeno agli organi.
A seconda di alcuni elementi specifici presenti sulla loro superficie, i globuli rossi sono raggruppati in gruppi sanguigni. Ogni persona è caratterizzata da uno specifico gruppo sanguigno ed è molto importante conoscerne la natura in caso di trasfusioni.

globuli bianchi (anche chiamati leucociti) sono un’altra popolazione cellulare della porzione cellulare sangue. Sono cellule più grandi rispetto ai globuli rossi, hanno un nucleo ed in generale svolgono una serie di funzioni specifiche correlate alla difesa dell’organismo.
I globuli bianchi sono prodotti nel midollo osseo e nel timo e a seconda della presenza o meno di granuli nel citoplasma, sono divisi in due grosse sottopopolazioni: granulociti (globuli bianchi che presentano granuli nel citoplasma) e agranulociti (globuli bianchi che non presentano granuli nel citoplasma).
Della popolazione dei granulociti fanno parte i neutrofili, eosinofili e basofili. Gli agranulociti sono invece costituiti dai monociti e dai linfociti.
A seconda degli agenti che attaccano il nostro organismo (batteri, virus, parassiti, etc..) interverranno globuli bianchi facenti parte di una delle due sottopopolazioni che contrasteranno la minaccia. Le analisi del sangue permettono di capire quale popolazione di globuli bianchi sta intervenendo: questo permette al medico di capire se si tratta di infezione batterica, virale o infestazione parassitaria.

Le piastrine sono cellule del sangue, senza nucleo che vengono prodotte dal midollo osseo. La principale funzione delle piastrine, o trombociti, è di fermare la perdita di sangue nelle ferite (emostasi). A tale scopo, esse si aggregano tra loro promuovendo la coagulazione del sangue.

Per conoscere i valori ematici normali di globuli rossi, bianchi e piastrine, leggi questo articolo: Emocromo completo con formula leucocitaria: valori, interpretazione e significato

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Uomo aggressivo e violento: cosa fare e come comportarsi?

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO VIOLENTO VIOLENT RAGE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgL’argomento è ovviamente molto delicato ed è fondamentale, proprio per poterlo affrontare seriamente, non alimentare fobie collettive che finirebbero per scatenare altri problemi, ugualmente gravi; è importante però invece che le donne, che spesso per “amore” si annientano e rifiutano di guardare la realtà, imparino a riconoscere per tempo tutti quegli atteggiamenti che hanno un potenziale di pericolosità altissimo e che poco e niente hanno a che vedere con l’affetto e la passione.

IMPORTANTE In questo articolo indichiamo la donna come vittima e l’uomo come “carnefice”, ma le parti si possono invertire e non è raro trovare uomini vittime di donne eccessivamente violente: i consigli dati in questo articolo valgono anche per quest’ultimi.

I segnali da non sottovalutare

Cerchiamo quindi di capire quali sono i campanelli d’allarme – spesso ampiamente sottovalutati – che dovrebbero mettere in allarme una donna circa la pericolosità del proprio uomo:

  • Gli atteggiamenti aggressivi. Un uomo che insulta, offende o alza le mani è una persona di cui non ci si dovrebbe affatto fidare; non si sta parlando certamente di una banale litigata, ma di tutti quei comportamenti, verbali e fisici, che mirano a schiacciare la partner e a metterla in una condizione di sudditanza e di paura.
  • Gli atteggiamenti persecutori. Il vietare di uscire, di frequentare gli amici, di indossare un certo tipo di abbigliamento, oppure il controllare maniacalmente il cellulare e la vita intima dell’altro sono dei segnali molto precisi e gravi; lo stesso discorso vale per la gelosia eccessiva, che spesso lusinga le donne, quando invece è il sintomo di una natura  possessiva e potenzialmente violenta.
  • Gli atteggiamenti colpevolizzanti. Gli uomini aggressivi e potenzialmente pericolosi hanno spesso una doppia identità; una pubblica, in genere rispettabilissima, e una privata, in cui scaricano sulla partner frustrazioni di ogni tipo. Un uomo violento inoltre raramente ammette di esserlo e tende a colpevolizzare la donna, facendole credere, spesso con successo, che è lei, con i suoi comportamenti e la sua stessa presenza, a generare i conflitti e a meritarli.
  • Gli atteggiamenti isolanti. La donna che subisce violenza è spesso molto sola, infatti l’uomo violento per prima cosa la allontana dai suoi affetti: dalla famiglia, dalle amiche che vengono spesso denigrate e insultate. E la donna, per evitare liti, inizia a limitare le sue frequentazioni. Così in poco tempo finisce per rimanere isolata. A questo punto l’uomo inizia a svalutarla, a farle credere che lei da sola non è in grado di far nulla… E dopo un po’ anche lei inizia a credere che le parole del marito siano vere.

Leggi anche:

Uomo violento: cosa fare?

Se il vostro partner è aggressivo in maniera francamente eccessiva o addirittura violento con voi o con altri membri della famiglia (ad esempio i vostri figli), è importante non sottovalutare MAI il problema ed agire tempestivamente ed evitare drammi che possono scaturire nella tragedia.

  1. Quando una donna non ce la fa più e ha deciso di parlare con qualcuno delle violenze che subisce è molto importante che lo faccia con le persone giuste. Parlarne con chi non se ne intende  può portare a un esito negativo. Amiche, famigliari, medici ecc. non vanno bene: ci vuole un centro specializzato. Al telefono risponderà un’esperta preparata ad accogliere il vissuto della donna e pronta a indirizzarla sul giusto cammino da compiere. Poi si fissa un colloquio individuale: dopo una prima valutazione fatta per telefono, si può decidere di fissare un colloquio al centro dove si studia insieme, donna ed esperte, un percorso di uscita dalla violenza.
  2. Oltre ai centri anti-violenza, a cui è necessario rivolgersi se si ritiene di essere vittime di abusi, sembra fondamentale però prendere coscienza del problema, ed evitare così di cadere in una spirale di paura e giustificazione che potrebbero avere conseguenze ben più gravi; proprio per questo è disponibile online il test ISA (Increasing Self-Awerness) che, in maniera assolutamente anonima, permette ad ogni donna di valutare il grado di violenza della propria relazione e di prenderne quindi almeno consapevolezza. Perché non c’è amore che valga la propria dignità.
  3. In caso di pericolo ci sono le case rifugio: quando una donna decide di porre fine al rapporto, la violenza potrebbe aggravarsi. In questi casi vengono proposte le case rifugio: sono luoghi di protezione, indirizzi segreti, dove le donne possono stare al sicuro, insieme ad altre donne.
  4. Se hai dei figli li puoi portare con te, basta una dichiarazione di allontanamento: le madri possono allontanarsi dal padre violento portandosi dietro i bambini senza necessariamente passare da una denuncia. Basta una “dichiarazione di allontanamento”, in cui dichiara di doversi allontanare con i figli a causa di una grave situazione. In questo modo la donna si tutela dall’accusa di sottrazione di minore.
  5. Se in questo momento avete subito violenza fisica o se le violenze proseguono da diverso tempo ed il vostro partner vi minaccia apertamente di non rivelare tali violenze per evitarne altre, dovete superare le vostre paure e contattare immediatamente le forze dell’ordine tramite il Numero Unico per le Emergenze 112.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Prendere il sole: ci si abbronza o no sotto l’ombrellone?

MEDICINA ONLINE SOLE MARE ABBRONZATURA PELLE CUTE MELANINA SPIAGGIA MARE DONNA OMBRELLONE COSTUME SEA SAND GIRL BEACH SWIMMING WALLPAPER HI RES PICS PICTURE PHOTO BEAUTIFUL VETRO UVA UVB ULTRAVIOLETTI RADIAZIONE CANCRO NEO.jpgCi si abbronza sotto l’ombrellone o non si prende il sole? È credenza diffusa che l’ombrellone riesca a proteggere la pelle dai dannosi raggi UVA (raggi ultravioletti A) ed è vero in parte perché è sì uno scudo, ma non impenetrabile: come ha spiegato l’Università di Valencia, il 34% di questi raggi riusciranno comunque a passare attraverso mentre un’altra percentuale verrà riflessa dalla sabbia, proprio come se fosse uno specchio. Questo significa che è utile, l’ombrellone al mare, ma non vi assicura una difesa massima da tutti i pericoli prodotti dai raggi ultravioletti, che penetrano fino in fondo alla pelle, provocando invecchiamento precoce, eritemi, scottature più o meno gravi, insolazione e danni alla vista. Non bisogna pensare che potrete evitare completamente problemi del genere ricoprendovi corpo e viso di crema solare: quelle in commercio offrono una grande protezione per i raggi UVB (raggi ultravioletti B) mentre è più debole per quanto riguarda i raggi UVA. Arrivati a questo punto, viene da chiedersi come ci si può difendere dal sole in maniera veramente efficace, stando comodamente sotto l’ombrellone.

È sempre meglio stare sotto l’ombrellone nelle ore più calde piuttosto che prendere direttamente il sole senza alcun tipo di difesa. Alla protezione dell’ombrellone aggiungete quella della crema solare, che deve essere sempre adatta alla vostra carnagione: vi ricordo che, anche se avete la pelle scura, ma andate al mare da pochi giorni, è sempre consigliabile usare una crema ad alta protezione, per poi scegliere una con un fattore di protezione minore più in là. Gli occhiali sono importantissimi per difendervi dai raggi quando decidete di prendere il sole sotto l’ombrellone, ma sono sconsigliati per chi vuole una bella abbronzatura uniforme, per non ritrovarsi col viso pallido e il corpo color cioccolato fondente; il cappellino è anche utile per evitare di essere colpiti da raggi UVA e UVB.

L’abbronzatura sotto l’ombrellone può essere l’alternativa perfetta per chi non può esporsi direttamente alla luce del sole e ha bisogno di diversi filtri: così non si rinuncia alla tintarella e si salvaguarda la propria salute. Non pensate che all’ombra siete al “sicuro”. Il sole verrà comunque riflesso da qualcosa e colpirà la vostra pelle. L’unica soluzione per evitare completamente i raggi ultravioletti è quella di restare in casa con porte chiuse e tapparelle abbassate: in questo modo, potrete godere anche di un bel fresco. Adottare questa strategia, unita a quella della doccia fredda, dopo essere andati al mare, quando il sole è in alto nel cielo ed è più caldo che mai, vi aiuterà ad avvertire meno l’afa.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenza tra palatoschisi, labbro leporino e labiopalatoschisi

MEDICINA ONLINE LINGUA BOCCA FRENULO ANATOMIA FISIOLOGIA ORAL TONGUE LABIOSCHISI LABBRA LEPORINO GENGIVE DENTI MANDIBOLA MASCELLA PAPILLE GUSTATIVE GUSTO CIBO FONAZIONE GLOSSODINIA PALATO SCHISILa palatoschisi è una malformazione del palato, che si presenta come una fenditura più o meno estesa della parte anteriore del palato duro.

 

 


MEDICINA ONLINE LINGUA BOCCA FRENULO ANATOMIA FISIOLOGIA ORAL TONGUE LABIOSCHISI LABBRA LEPORINO GENGIVE DENTI MANDIBOLA MASCELLA PAPILLE GUSTATIVE GUSTO CIBO FONAZIONE GLOSSODINIA PALALa labioschisi, o cheiloschisi comunemente chiamata “labbro leporino”, è invece una malformazione del labbro superiore. Nella foto vediamo un bimbo con labioschisi, prima e dopo l’intervento chirurgico correttivo.

 

 


 

MEDICINA ONLINE LINGUA BOCCA FRENULO ANATOMIA FISIOLOGIA ORAL TONGUE LABIOSCHISI  LABBRA LEPORINO GENGIVE DENTI MANDIBOLA MASCELLA PAPILLE GUSTATIVE GUSTO CIBO FONAZIONE GLOSSODINIA PALATO SCHISI.jpgQuando la fenditura tipica di una palatoschisi prosegue coinvolgendo anche il labbro superiore si parla di cheilognatopalatoschisi o labiopalatoschisi.

 

 

Per approfondire:

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

L’acqua distillata è potabile? Si può bere o può dare danni alla salute?

MEDICINA ONLINE ACQUA WATER DEMINERALIZZATA DEIONIZZATA IONI SALI ACIDA SALUTE DISTILLATA IDROGENO CHIMICA OSSIGENO DRINK POTABLE WALLPAPER PICS HI RES IMAGE PHOTO PICTURESL’acqua distillata, assunta in dosi ridotte, è potabile, ma assunta cronicamente può determinare danni alla salute. Per quale motivo?

Qual è la principale differenza tra acqua potabile e acqua distillata?

L’acqua considerata potabile è una soluzione di vari ioni (ione calcio, ione sodio, ione bicarbonato ecc.) in concentrazione ottimale. L’acqua distillata invece è da considerare cronicamente non potabile perché priva di sali disciolti, lo stesso vale per l’acqua piovana o di fusione della neve, anch’esse prive di sali.

Perché la mancanza di sali è pericolosa?

Per vari motivi. L’acqua distillata è un assorbente attivo e quando viene a contatto con l’aria assorbe anidride carbonica diventando acida e quindi, più acqua distillata si beve, più il corpo diventa acido. Questa sua particolarità può far corrodere le pareti di un contenitore non adatto, arricchendosi magari di ioni non desiderati. Richiede perciò particolari attenzioni per il suo trasporto e la sua conservazione. Inoltre l’acqua troppo priva di sali ha come effetto l’eliminazione di sali dall’organismo, prima di tutto il sodio ed il potassio. Se si bevesse solo acqua distillata o completamente deionizzata in pochi giorni l’organismo umano avrebbe un deficit di sali, in particolare sodio/potassio/iodio e magnesio, tale da provocare l’arresto della pompa sodio/potassio. Questo però solo a patto che nella dieta non si assumano sali per altra via! Il che non è poi così realistico.

Quindi l’acqua distillata fa male alla salute?

Sicuramente alcuni studi convalidano i benefici dell’acqua distillata in un individuo sano quando si cerca di “disintossicare” l’organismo per brevi periodi di tempo (due/tre giorni al mese), ma in ogni caso – superato questo lasso temporale – bisogna assolutamente integrare l’alimentazione con sodio, potassio, cloro ed oligominerali come il magnesio, la cui carenza può causare irregolarità nel battito cardiaco e ipertensione sanguigna. Una assunzione cronica di acqua distillata può condurre ad una mancanza di sali minerali che espone il soggetto ad un più alto rischio di osteoporosi, osteoartriti, ipotiroidismo, patologie delle arterie coronarie ed a tantissime altre malattie degenerative generalmente associate ad invecchiamento precoce. Per questo motivo l’acqua piovana, l’acqua ottenuta dalla fusione della neve e l’acqua distillata non si possono bere per lunghi periodi.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Le mele fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE FRUTTA DONNA MELA MELE BUCCIA INGRASSARE DIMAGRIRE TIPO DIFFERENZE FOGLIA ALBERO VITAMINE MINERALI CALORIE CARBOIDRATI DIABETE ZUCCHERI VALORI NUTRIZIONALI.jpgLa mela fa ingrassare a dimagrire? Pur non potendo essere considerato un cibo “dimagrante” di per sé, grazie al suo modico apporto calorico (circa 52 calorie per 100 grammi), può effettivamente aiutarci se stiamo cercando di perdere peso, tuttavia c’è una differenza se scegliete di mangiarla durante o dopo la cena.

Come tutti i frutti, anche la mela contiene zuccheri, ma un conto, però, è mangiarla dopo pranzo, quando stomaco e intestino sono al massimo delle loro potenzialità, un conto è inserirla nel menu della propria cena, poche ore prima di andare a dormire. Mela o non mela, la cena deve essere sempre leggera sia per evitare di ingrassare sia per non svegliarsi ripetutamente nel cuore della notte a causa della cattiva digestione. L’ultimo pasto della giornata è quello a cui si deve prestare maggiore attenzione, così come agli spuntini notturni: molti, per esempio, non riescono a resistere alla tentazione di mangiare dei quadrati di cioccolata al latte o una manciata di salatini prima di andare a dormire. Cosa fare in questi casi? mangiare una mela dopo cena fa ingrassare?

La mela fa ingrassare se la mangiate di sera dopo una cena sostanziosa, altrimenti no; è consigliabile mangiarla solo quando vi assale la fame notturna: prima di andare a dormire, una mela fungerà da snack spezza-fame ed eviterete di rimpinzarvi di alimenti troppo calorici (no alla frutta secca!). Se la mangiate lontana dalla cena, stimola il metabolismo e permette un più efficace smaltimento dei grassi: un effetto simile a quello dell’uva.

Le proprietà della mela non finiscono qui e alcune interesseranno senz’altro chi vuole dimagrire: evita i tipici gonfiori causati da pasti abbandonanti e intensifica la flora batterica. Questo cosa significa? Un intestino più sano: digestioni e transito intestinale più efficiente. C’è, però, anche un effetto indesiderato: se mangiate la mela prima di andare a dormire, sicuramente vi sveglierete, di notte, per correre in bagno. Niente di grave, anzi, utile per chi soffre di stitichezza e problemi similari.

Mangiare una o due mele al giorno – da alternare con altra frutta di stagione – è una buona abitudine e, d’estate, soprattutto nei mesi di giugno e luglio, la potete sostituire con anguria, melone e ananas. Questa sera, dopo la cena, potete mangiare tranquillamente una mela senza paura di ingrassare.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Uomo pigro e svogliato: cosa fare e come comportarsi con lui?

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO PIGRO PIGRIZI SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA TRISTE GAY ANSIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgNella vita di coppia, può capitare di vivere periodi di crisi e spesso per rimediare a queste fasi di alti e bassi, ci vuole, all’interno della coppia una manciata di dinamicità. Ma se l’uomo è pigro? Bene, per molte donne, la pigrizia maschile è un vero è proprio dramma, ci si ritrova accanto un uomo svogliato e poco attento alle esigenze dalla propria donna, ma peggio ancora, senza spirito di iniziativa. Una brava compagna, saprà come agire, per dare una scossa al proprio uomo, ma arriva un momento in cui anche le donne più volenterose arrivano ad un bivio e se l’uomo non saprà indicar loro la strada giusta, movimentando la loro relazione, la coppia, inevitabilmente, colerà a picco. Si sa che l’entusiasmo della coppia è fondamentale per mantenere un rapporto sempre vivo e passionale, quindi se il vostro compagno per qualche motivo è diventato pigro dovrete essere voi donne a prendere l’iniziativa risvegliando così il suo essere audace. Molto spesso la pigrizia non indica mancanza di desiderio sessuale, quindi per le donne sarà piuttosto semplice riuscire a stuzzicare il proprio uomo, il quale magari preso da troppi pensieri lavorativi e familiari non si impegna a prendere molte iniziative. Per tentare di stuzzicare il vostro uomo non dovrete necessariamente mostrarvi sfacciate indossando completini sexy che facciano capire al vostro uomo di aver voglia solamente di fare l’amore, ma in moltissime situazioni può risultare molto più efficace il corteggiamento più semplice. A questo punto, se siete interessate all’argomento in questione, non vi esta che continuare a leggere gli interessanti passi di questa utile guida per comprendere facilmente cosa fare se lui è pigro.

Se accanto a voi, c’è un uomo che passa il week end sul divano e che non ha mai proposte da fare, si tratta di uno degli esemplari di uomo cronicamente pigro. Tocca a voi inserire la marcia giusta per coinvolgerlo nella vostra vita, o almeno in quella che vorreste sia. Se nonostante le vostre proposte di serate piccanti o di divertimento non lo invogliano, allora dovrete attuare una tecnica puramente femminile, che non va intesa ad ogni costo come ” ripicca”. Iniziate ad presentare al vostro uomo la possibilità di divertirvi senza di lui e cercate di leggerne le sue sensazioni più private.

Uscite da sole lasciandolo a casa, chiamate le vostre amiche di sempre e organizzate dei pomeriggi di shopping, una bella pizza in allegria o un cinema. Quando vi ritirerete a casa, dopo una serata al femminile, siate vaghe, ma fategli capire che la serata è stata divertentissima e piacevole e che subito ne avete organizzato un’altra. Inizialmente lui si mostrerà contento per voi e per il vostro divertirvi, ma con il tempo, vorrà sapere cosa vi abbia così divertite anche senza la sua presenza, voi rimanete sul vago e stuzzicatelo. La volta successiva vi chiederà di organizzare una serata uguale, ma con due soli protagonisti: voi due. Bene, accettate.

Se invece, lui si dovesse mostrare scocciato dal vostro continuo uscire da sole con le amiche, arriva il momento dell’attacco, raccontategli il perché della vostra scelta e ditegli che le cose, malgrado lo infastidiscano, non cambieranno, fino a che lui non si deciderà di coinvolgervi in modo divertente ed originale, invece di crogiolarsi nella sua pigrizia. Se lo farà, avrete vinto la battaglia e allora le cose saranno cambiate, ma non abbassate mai la guardia. Se invece nonostante tutto, il suo modo di fare rimarrà identico, è meglio cambiare orizzonti e trovare una persona più adatta a voi e che magari, vi segue anche in capo al mondo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!