Smettere di fumare fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE SMETTERE DI FUMARE CHAMPIX VARENICLINA FUMO SIGARETTA TOP TABACCO NICOTINA TABAGISMO DIPENDENZA TOSSICODIPENDENZA DANNI FARMACO AIUTO PACCHETTO SIGARETTE SAPORE CANCRO POLMONI ICTUS INFARTOMolti studi condotti sull’argomento hanno dimostrato che un adulto fumatore medio (10-12 sigarette al giorno) nel momento in cui smette di fumare ha una riduzione del metabolismo di circa 200 calorie quotidiane. Smettere di fumare un pacchetto di sigarette al giorno sembra che lo diminuisca di quasi 400 calorie! Ciò si spiega facilmente: la nicotina è un alcaloide facilmente assorbito dall’organismo che, oltre ad indurre dipendenza, esercita un potente effetto di accelerazione del metabolismo. Chi fuma brucia un po’ di calorie in più, rispetto ad un NON fumatore di uguale costituzione, dieta ed esercizio fisico. Chi smette di fumare quindi ingrassa perché il suo metabolismo all’improvviso si riduce.

Secondo recenti evidenze, l’incremento di peso indotto dall’astinenza da nicotina risulterebbe sostenuto:

  • Da un incremento dell’appetito, quindi da un surplus calorico giornaliero stimato intorno alle 227Kcal;
  • Da una riduzione del metabolismo basale, ulteriormente amplificato da una riduzione dell’attività fisica;
  • Da variazioni qualitative della dieta, orientate ad un maggior consumo di grassi ed alimenti ad alta densità energetica;
  • Dall’aumentato rischio dell’insorgenza di episodi di crisi bulimiche e di disturbi della condotta alimentare come il Binge Eating Disorder;
  • Dall’utilizzo del cibo come meccanismo di compenso e gratificazione.

Tutte le suddette evidenze, ottenute attraverso modelli sperimentali ed attente valutazioni clinico-epidemiologiche, costituirebbero quindi la base di partenza per la messa a punto di protocolli psico-terapeutici e nutrizionali orientati al controllo dell’incremento ponderale nelle immediati fasi di disassuefazione da fumo di sigaretta. Per approfondire vi consiglio di leggere: Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare?

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Colazione sana: perché è così importante e cosa mangiare?

MEDICINA ONLINE COLAZIONE LATTE YOGURT CORNETTO MATTINA DIFFERENZE PIU CALORIE DIABETE GLICEMIA INSULINA ZUCCHERI CARBOIDRATI CIBO DOLCE MANGIARE ACQUA VALORI PROPRIETA NUTRIZIONISTA TAVLa colazione è un pasto spesso sottovalutato in confronto al pranzo o alla cena. Per iniziare la giornata con grinta e anche con il giusto apporto energetico, invece, la prima colazione è un pasto fondamentale: ogni dieta sana prevede al suo interno un primo piatto della mattina, in grado di dare al tuo fisico le energie per iniziare la giornata con il piede giusto. Con il primo pasto del mattino, ti assicuri in media già circa il 20-30% dell’apporto calorico giornaliero. Per questo, saltarla potrebbe comportare sonnolenza, difficoltà di concentrazione ed ipoglicemia. Ma come diventare consapevoli dell’importanza di mangiare la mattina e come fare a gestirla al meglio, specialmente se non si è abituati a farla? E, infine, come fare una colazione dietetica?

Continua la lettura con https://www.melarossa.it/nutrizione/mangiare-sano/colazione/

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I 4 cereali integrali senza glutine che devi conoscere

MEDICINA ONLINE CEREALI GLUTINE INTOLLERANZA CELIACO CEREALE INTEGRALE DIETA CIBO MANGIARE DIMAGRIRE STIPSI INTESTINO AMARANTO GRANO SARACENO MIGLIO QUINOA.jpgAl giorno d’oggi sempre più persone attratte dalle pubblicità sentono il bisogno di ricorrere agli alimenti integrali. Ma quali sono i loro reali benefici e i corretti valori nutrizionali? Il più grande pregio dell’alimento integrale consiste nel fatto che si tratta di un prodotto che contiene micronutrienti come le vitamine del gruppo B, essenziali per rimanere in salute. Hanno inoltre un elevato apporto di minerali come il magnesio, il fosforo ed il potassio. Al giorno d’oggi nei supermercati troviamo molto più facilmente i cereali integrali che alcuna gente considera “strani”, come il Miglio, la Quinoa, l’Amaranto e il Grano Saraceno. Questi cereali danno un elevato apporto di fibre ed inoltre, cosa ancor più importante, sono privi di glutine. Moltissimi studi scientifici confermano che un consumo di cereali integrali riduce le malattie cardiovascolari, abbassa il colesterolo cattivo e aiuta molto nel controllo del peso. Ci tengo però a precisare che sostituendo la pasta con i cereali integrali non si va ad aumentare anche la grammatura che si assume, perché di fatto i cereali apportano approssimativamente la stessa quantità di calorie, però sono cibi da preferire in quanto contengono molta più fibra, molte più proteine ed elementi naturali utili per il buon funzionamento del nostro organismo. Andiamo ora a scoprire le proprietà dei singoli cereali.

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Grano Saraceno

Questo cereale dalla forma triangolare potrebbe trarre in inganno in un primo momento, infatti,viene chiamato grano ma in realtà è un seme. Consumato fin dall’antichità (4000 anni fa), il Grano Saraceno è molto conosciuto tra i celiaci ma ancora poco noto a chi non è intollerante al glutine; esso si differenzia dagli altri cereali per l’alto contenuto di flavonoidi che agiscono come antiossidanti mantenendo sano il cuore e svolgendo compiti fondamentali nell’azione antinfiammatoria. Tra i minerali contenuti in questo cereale spicca il magnesio il quale aiuta a migliorare il flusso sanguigno e ad abbassare la pressione arteriosa. A livello vitaminico nel grano saraceno troviamo un elevato apporto di vitamine B2 (riboflavina), B3 (niacina) e B5 (acido pantotenico). Il grano saraceno a differenza di altri cereali non è ancora reperibile nella maggior parte dei supermercati, ma lo si può trovare in tutti gli alimentari di prodotti biologici. Prima della cottura è consigliato sciacquare bene il grano e successivamente cucinarlo in acqua bollente per 15/20 minuti. Lo si può servire come primo piatto al posto del riso o può essere parte di hamburger vegetali e muesli.

Amaranto

L’Amaranto, come il grano saraceno, è uno pseudo-cereale, fa parte della famiglia delle piante amarantacee ed era di importanza primaria per gli Aztechi e gli Incas. Si tratta in assoluto del cereale meno diffuso in quanto la sua coltivazione è molto complessa, e questo fa si che il costo sia elevato. Il profilo nutrizionale dell’amaranto vede un elevato apporto di proteine (il 16% circa), e una percentuale di calcio superiore a quella del latte nonché una buona quantità di magnesio, ferro e fosforo. Inoltre, rispetto agli altri cereali, che ne sono carenti, nell’amaranto troviamo una gran quantità di un amminoacido essenziale: lisina. L’amaranto durante la cottura forma una sostanza gelatinosa che può non essere gradita da tutti, per questo consiglio di abbinarlo ad altri cereali.

Miglio

Il miglio è un cereale formato da piccoli granelli dorati, facilmente reperibile in tutti i supermercati ed è anche economico. In passato veniva considerato mangime per uccelli ma oggi è considerato una scelta salutare per il suo elevato apporto di fluoro e silicio. Nella dieta dello sportivo questo cereale non dovrebbe mai mancare in quanto è considerato diuretico ed energizzante, utile per contrastare spossatezza, stress e anemia. Il miglio contiene carboidrati per il 72%, una buona quantità di proteine pari al 11% ed è povero di grassi (3,5%). Nel miglio è presente l’acido glutammico, il quale è ottimo e prezioso per il recupero muscolare. In cucina possiamo utilizzare il miglio sia nella preparazione di piatti veloci in quanto la sua cottura avviene in poco più di 10 minuti oppure come addensante, al posto delle uova, per polpette e crocchette.

Quinoa

Ultima, ma non per importanza nei cereali senza glutine, è la Quinoa. La quinoa è una pianta erbacea appartenente alla stessa famiglia di barbabietole e spinaci. Contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali ed è un importantissima fonte di vitamine in particolare le vitamine del gruppo B, la vitamina C e la vitamina E. E’ ricca di fibre che donano a questo alimento un elevato potere saziante, è ricca di antiossidanti che contrastano i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento del corpo. Anche questa pianta come il miglio è facilmente reperibile nei supermercati ma, al contrario di questo ultimo, ha subito un considerevole aumento del prezzo dovuto all’alta domanda di mercato e la poca disponibilità. La quinoa si presta bene nella preparazione di pietanze  dolci, come pancakes e biscotti ma può anche essere un valido supporto ad insalate estive e piatti salati.

Conclusione

I cereali integrali e pseudo-cereali fanno e faranno parte sempre di più della nostra dieta quotidiana in quanto, con essi, è possibile preparare qualsiasi tipo di pietanza apportando un elevato apporto di minerali e vitamine favorendo il benessere del nostro organismo. E’ per questo  che consiglio di introdurre nella dieta l’utilizzo di questi alimenti a discapito di un minor utilizzo di farine tipo “00” e cibi che hanno subito un processo di raffinazione.

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Marmellata di pesche senza zucchero: ricetta light e gustosa

MEDICINA ONLINE MARMELLATA DI PESCHE FATTA IN CASA VASETTO DISINFETTATO BATULINO CONSERVE VASO VETRO JAM MARMELADE MARMELDE FRUTTA LIGHT LEGGERA ZUCCHERO RICETTA FACILE VELOCE GUSTOSA DIABETE DIETA CALORIE.jpgLa marmellata di pesche senza zucchero è una ricetta più dietetica rispetto alla ricetta classica della confettura di pesche in quanto non prevede l’aggiunta di zuccheri. Ideale quindi per chi sta a dieta e non vuole rinunciare alla colazione o alla merenda con una sana marmellata light.

Gli ingredienti:

  • 1 kg di pesche mature;
  • 1 bicchiere di acqua;
  • succo di 1 limone;
  • 1 mela.

Preparazione:

  1. lavare e pulire le pesche tagliandole in piccoli pezzetti insieme alla mela;
  2. macerate in una pentola capiente le pesche, la mela e il succo del limone per circa 3 ore;
  3. trascorso il tempo necessario, cuocete a fiamma bassa per circa 50 minuti;
  4. mescolare di tanto in tanto;
  5. verificare con il test del piattino se la marmellata è cotta al punto giusto ed è della consistenza giusta;
  6. una volta cotta, versarla nei barattolini e lasciarla raffreddare;
  7. la marmellata senza zucchero è pronta per essere consumata.

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Differenza tra grassi animali e vegetali

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica ASSUMI VITAMINA D SINTOMI CARENZA CIBI  Roma Cavitazione Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene Laser Filler Rughe Botulino 1Tutti i grassi sono costituiti da molecole organiche non solubili in acqua, con un alto potere energetico, pari a circa 9 kcal per grammo. I grassi hanno diversa origine:

  • grassi vegetali, ottenuti dalla spremitura di frutti o semi vari;
  • grassi di origine animale, come il burro, la panna e lo strutto.

Gli acidi grassi vegetali si differenziano dai grassi animali per un semplice motivo: sono insaturi, mentre i grassi animali sono saturi. Questo significa che gli acidi grassi vegetali presentano dei doppi legami all’interno della molecola ed a temperatura ambiente sono liquidi; le molecole dei grassi animali presentano solo legami semplici nelle molecole e a temperatura ambiente sono solidi.
Il motivo per cui le catene dei grassi animali sono più lunghe si ricongiunge sempre a questo motivo; infatti la presenza del doppio legame nei grassi insaturi crea delle ramificazioni che “accorciano” la catena. I grassi animali sono solidi perché la presenza di legami semplici permette l’impacchettamento delle molecole e la formazione di una struttura più compatta; al contrario i grassi vegetali avendo queste ramificazioni dovute ai doppi legami non possono creare queste strutture compatte.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Il caffè fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE CUCINA RICETTA GELATO AL CAFFE FATTO IN CASA CUCINARE DOLCE FACILE VELOCEIl caffè non zuccherato apporta pochissime calorie, quindi non fa ingrassare ed è compatibile con qualsiasi tipo di dieta. Senza l’aggiunta di zucchero, latte o alcolici, una tazzina di caffè fornisce all’organismo soltanto 2 calorie.

Oltretutto la caffeina contenuta in un caffè innalza leggermente il metabolismo, per cui il caffè non zuccherato potrebbe essere considerato addirittura un alimento a calorie negative, cioè dimagrante.

Chiaramente, l’apporto energetico di un caffè corretto con latte, panna o alcolici aumenta notevolmente rispetto alla controparte amara, ed è sconsigliato.

E’ necessario infine considerare che la caffeina tende ad aumenta il senso di fame quindi è meglio consumarlo dopo i pasti.

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Allenarsi troppo non fa dimagrire

MEDICINA ONLINE PALESTRA PESI ALIMENTAZIONE MUSCOLI DOPO ALLENAMENTO MASSA PROTEINE AMMINOACIDI BCAA RAMIFICATI ESSENZIALI WHEY LATTE SIERO CASEINE CREATINA WORKOUT BICIPITI SPALLE GAMBESe pensate che allenarvi in modo intensivo vi farà perdere i chili di troppo, forse dovete rivedere le vostre posizioni. Una ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology ha dimostrato che il corpo umano può consumare calorie solo fino a una certa soglia. Oltre questo limite l’esercizio fisico, anche se praticato in modo costante e con frequenza maggiore, per quanto faccia bene alla salute non basta più (da solo) per dimagrire.

Il team di studiosi guidato dal professore Herman Pontzer della City University di New York ha messo a confronto il consumo metabolico di 332 persone di Sudafrica, Ghana, Giamaica, Seychelles e USA con stili di vita più o meno attivi. Dopo aver analizzato la relazione tra il dispendio energetico e l’attività fisica, è emerso che da una parte fare sport e muoversi aumenta il consumo di calorie, ma che questa reazione è più intensa in corrispondenza di un’attività fisica moderata.

In caso di sovrallenamento invece, il corpo assesterà il suo consumo energetico su un plateau fisico e metabolico che non potrà oltrepassare. Oltre quel livello, le energie che utilizzerà saranno infatti quelle destinate ad altre funzioni del corpo. Di conseguenza, allenamenti forsennati non serviranno a dimagrire ulteriormente. Al contrario, in caso di vita sedentaria, allenarsi e fare sport senza esagerare fa davvero la differenza: accelera il metabolismo favorendo il dispendio di energie e la conseguente perdita di peso.

Quindi considerate il fatto che moltiplicare le ore di corsa o palestra fino all’esaurimento non serve a niente: se volete perdere peso meglio preferire all’eccesso la costanza e la moderazione e alimentarsi con una dieta equilibrata.

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Differenze tra acido alfa lipoico ed acido linoleico coniugato

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelL’acido alfa lipoico (ALA) è un antiossidante che ha il potere di aiutare a pulire il fegato e aiutare a prevenire eventuali potenziali malattie connesse ad esso. La ricerca è ancora in corso, ma ci sono diversi studi che hanno fatto riferimento all’acido alfa lipoico come efficace per: diabete, intorpidimento delle gambe e delle braccia, perdita di memoria, sindrome da stanchezza cronica (CFS), l’HIV / AIDS, cancro, malattie del fegato, malattie di cuore e dei vasi sanguigni, la malattia di Lyme, disturbi correlati agli occhi, quali: danni alla retina, cataratta, glaucoma, e una malattia chiamata morbo di Wilson. L’acido alfa lipoico sembra aiutare a prevenire alcuni tipi di danno cellulare nel corpo, e ripristina anche i livelli di vitamina E e Vitamina C. Vi è anche un’evidenza scientifica, che l’acido alfa lipoico possa migliorare la funzione e la conduzione di neuroni nei diabetici. Essendo un potente antiossidante, l’acido alfa lipoico aiuta anche a liberare il corpo dalla maggior parte dei radicali liberi; i radicali liberi sono ritenuti responsabili del danneggiamento delle cellule e di accelerare la progressione del cancro, malattie cardiovascolari e altri disturbi legati all’età. Nella pesistica è utile assumere l’acido alfa lipoico perché aiuta ad assorbire e ripartire l’eccesso di carboidrati di un pasto e sintetizzarli direttamente nei muscoli – alcuni definiscono questo processo semplicemente come blocco dei carboidrati, lo utilizzano durante il loro ciclo di perdita di peso. Lievito, fegato, rene, spinaci, broccoli e patate sono tutte buone fonti di acido alfa lipoico, ma se si vuole potenziare questi livelli, occorre assumere l’acido alfa lipoico sotto forma di capsule.

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Acido linoleico coniugato (CLA). Se non volete assumere la carne rossa per il suo contenuto di grassi saturi o per altri motivi, potete trovare questo potente acido grasso anche nell’olio di girasole / olio di cartamo, carni bovine e prodotti lattiero-caseari, che è stato collegato alla gestione del peso corporeo a lungo termine e al miglioramento della salute. Questo potente nutriente antiossidante è chiamato acido linoleico coniugato o CLA. Come antiossidante, il CLA può potenzialmente avere proprietà anticancro. Recenti studi hanno dimostrato che le donne che ottengono buone dosi di CLA attraverso le loro diete, hanno un minor rischio di cancro del colon-retto e possono anche avere un minor rischio di cancro al seno. Il CLA sembra avere effetti positivi sull’abbassare il colesterolo cattivo LDL, il trattamento della pelle secca e la sclerosi multipla. Anche se non c’è una dose standard per il CLA, solitamente i dosaggi variano da 1 grammo a 3,4 grammi al giorno, che sono dosaggi molto più elevati rispetto alla quantità di CLA trovati in una tipica dieta. In termini di benessere, la ricerca sugli esseri umani ha dimostrato che il CLA è stato utile nel ridurre il grasso corporeo, con miglioramento ancora maggiore in coloro che combinano esercizio fisico con assunzione alimentare regolare di CLA. La ricerca sugli animali è stata ancora più promettente, con significativi miglioramenti osservati in entrambi per ridurre il grasso corporeo e aumentare la massa corporea magra. Precedenti studi hanno dimostrato che il CLA riduce il grasso corporeo, preservando il tessuto muscolare, inoltre può anche aumentare il tasso metabolico. Un recente studio pubblicato, ha scoperto che le persone che hanno preso 3,2 grammi di CLA al giorno hanno avuto un calo di circa 900 gr di grasso corporeo a settimana, con un moderato esercizio fisico.

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Quale dei due integratori preferire?
Collettivamente, noi sappiamo che entrambi questi acidi, l’acido alfa lipoico e l’acido linoleico coniugato, sono potenti antiossidanti che senza dubbio hanno un enorme impatto benefico sulla salute non solo per i trattamenti contro il cancro, ma anche molti altri aspetti sulla forma fisica che verranno scoperti in futuro. Combinato con un programma alimentare salutare ed un moderato esercizio fisico, il consumo di uno o entrambi questi integratori regolarmente, può dare una possibilità di riuscita al vostro intento di perdere peso. Per quanto riguarda quale dei due è meglio, non c’è purtroppo una risposta netta: sperimentate voi stessi quale avvertite funzionare meglio nel caso vogliate sceglierne uno solo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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